venerdì 22 marzo 2019

Oportet ut scandala eveniant

E' necessario che gli scandali avvengano

di Enrico Salvi 


Secondo l’etimologia: terribile = lat. terribilem da terrere, spaventare (vedi anche terror). Ebbene, tra i più terribili brani del Vangelo, con buona pace degli spacciatori di misericordia a buon mercato e del Gesù fratellone bonaccione che passa sopra a ogni genere di porcheria, figura l’ormai dimenticato: 
«È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!».  (Mt, 18, 7)
Per rispetto delle quote rosa precisiamo: guai all’uomo e alla donna. 

Si tratta di un brano che dovrebbe far rizzare i capelli degli addetti ai lavori, preti o laici che siano, dato che l’ammonimento non viene da un qualsiasi essere umano per quanto autorevole bensì dal Figlio di Dio e Dio egli stesso, ed i «guai» che attendono chi scandalizza non sono un mero spauracchio né, verosimilmente, prevedono una … riduzione di pena. 

Ora lo scandalo, cioè la trappola, l'inciampo, ché questo è il significato del greco σκάνδαλον  (skàndalon), è ciò che caratterizza non da oggi l’entourage ecclesiastico sedicente cattolico (non meno di quello civile). Lo scandalo è una trappola perché, in quanto
azione cattiva, discorso corruttore e cattivo esempio trova terreno fertile nella massa degli sprovveduti e degli ignoranti che viene abbindolata dagli ideologizzati spacciatori di misericordia, secondo i quali l’unico peccato davvero esecrabile è quello sociale. Non più, per essi, il peccato che macchia l’anima in quanto trasgressione dei Precetti divini e quindi come offesa verso Dio e verso il prossimo, bensì la mancata opzione sociale, dandosi però il caso che per l’impegno sociale non serva la Fede in Dio. E proprio qui sta la trappola: il far credere alla massa la bufala che basti essere delle “brave persone” che “non fanno male a nessuno” per realizzare il famoso “mondo migliore”. Più precisamente, lo scandalo fa credere che il perfetto cristiano sia incarnato dal … catto-comunista, ovviamente entusiasta della “gioia” derivante dallo “stare insieme” ma gonfio di disprezzo e odio per i nemici, ovviamente in pienissima contraddizione con un altro terribile comando di Cristo: 
«Avete inteso che fu detto: 'Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico'; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». (Mt. 5, 43-48)
Interessante: pubblicani e pagani quali precursori dei catto-comunisti inguaribilmente veterotestamentari che infestano la Santa Chiesa! 


Lo scandalo, cioè la trappola, concerne tutto ciò che è contro il Sacro e contro la Natura, giacché, a rigore, Sacro e Natura sono inscindibili. La manipolazione della Verità rivelata, perpetrata attraverso interpretazioni “profetiche” nonché fantasiose (retaggio del sessantottino “la fantasia al potere”) che contraddicono la Tradizione bi-millenaria della Chiesa di Cristo, è ormai all’ordine del giorno, e così, grazie allo spaccio ideologico della misericordia a buon mercato, lo scandalo dilaga inarrestabile dentro e fuori la Chiesa. Sennonché la manipolazione della Verità rivelata e quindi della Dottrina e della Liturgia comporta l’addormentamento delle coscienze e la corruzione dei costumi, ossia la corruzione delle anime e dei corpi individuali, e, di conseguenza, dell’anima e del corpo sociale. Corruzione che, sia detto per inciso, è lo scopo di Satana, il nemico, l’avversario. 

La manipolazione della Verità rivelata, non di rado acculturata e quindi fuori della portata della comprensione della massa che così ne viene plagiata, costituisce il principale scandalo, ma sembra che gli spacciatori non se ne diano per inteso, incuranti come sono del terribile «Guai!» pronunciato dal Figlio di Dio e che, è bene ribadirlo, dovrebbe far rizzare i capelli. L’appiattimento laicista umanitario, che vede in primo piano i “diritti dell’uomo” – stabiliti da quale autentica autorità? – è ormai giunto ad un pressoché totale compimento. Prima l’uomo, anzi prima la donna, anzi prima il “gender”, e poi, se proprio non se ne può fare a meno, un posticino per Dio che, neanche a dirlo, “ti ama così come sei”, affermazione arbitraria, quindi scandalosa, che spazza via secoli di teologia ascetica e rende Dio del tutto inutile, restando però difficile ammettere che il marasma spirituale e morale che a partire dalla Chiesa soffoca l’umanità sia in sintonia con il «Siate perfetti com’è perfetto il Padre vostro celeste». 

E se a questo scandalo, a questa trappola che può ben definirsi planetaria, si aggiunge il sempre più dispotico e rancoroso pensiero unico, che sta creando un falso linguaggio e “democraticamente” non ammette alcuna parola “obsoleta” che metta in dubbio il suo dominio (e che ha preso abbondantemente piede anche nella Chiesa), il quadro prefigurante l’Inferno è completo.

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