lunedì 25 febbraio 2019

Nuovo libro di Tosatti: "Viganò e il Papa


Una nuova uscita su caso Viganò.
Luigi

Marco Tosatti (2019), Viganò e il Papa. Un testimone racconta. Hong Kong: Chorabooks.
EBook (formato Kindle) Euro 3.99
ISBN 9789887897033
EBook (formato Epub) Euro 3.99
ISBN 9789887961505
Cartaceo Euro 8.99
ISBN 9789887897071

Disponibilità: immediata su tutti i negozi amazon in formato kindle e cartaceo e su oltre 100 negozi online in formato Epub (Feltrinelli, Rizzoli, Mondadori, hoepli, Book republic, Libreria universitaria, San Paolo store, Il fatto quotidiano, Il giardino dei libri, Google play, Ibooks store, Kobobooks, Tolino, Casa del libro, Bajalibros, Nookstore, Weltbild, El corte inglés, Barnes and Nobles etc.)
Marco Tosatti è nato a Genova nel 1947. Dal 1981 si occupa di informazione su temi religiosi. E’ stato il vaticanista de La Stampa dal 1981 al 2008. Ha scritto numerosi libri, su temi di religione e storia, in particolare del M.O. “I Baroni di Aleppo”, “La vera storia del Mussa Dagh”, “Gli eroi traditi”, ”Inchiesta sul demonio”, “Padre Pio e il diavolo”, “Santi posseduti dal demonio”, “Inchiesta sulla Sindone” e altri. Con don Gabriele Amorth ha scritto “Memorie di un esorcista”. Questo è il suo quinto libro con Chorabooks.
_________________________________________________________


"La storia del dossier Viganò, e di tutto quello che ne è seguito, per me è cominciata un mattino di fine luglio. Un amico mi telefonò, chiedendomi se avessi letto un articolo, su un sito paravaticano, legatissimo alla Segreteria di Stato, sulla vicenda d McCarrick, il cardinale accusato dalla giustizia laica di abusi su un minore, molti anni fa; e di conseguenza punito dal Vaticano, che gli ha tolto la berretta cardinalizia, e lo ha mandato a fare vita ritirata, preghiera e penitenza. Dopo anni in cui aveva viaggiato, a destra e sinistra a fare l’ambasciatore non ufficiale. Non l’avevo letto; l’amico mi anticipò: ti chiamerà mons. Viganò, è indignato per le allusioni che si fanno ai due nunzi che l’hanno preceduto, e che sono morti, e non possono più parlare; e per quelle verso Benedetto XVI, che McCarrick l’aveva punito. Carlo Maria Viganò l’avevo incontrato qualche volta, in eventi sociali; una conoscenza, niente di più. L’amico mi disse che mons. Viganò seguiva Stilum Curiae, e gli sembrava che potessi essere la persona adatta, per la libertà con cui tratto le cose di Chiesa, per fare un’intervista. Perché no? Risposi. E in effetti un paio di giorni più tardi mi chiamò l’ex Nunzio negli Usa....".
Quando mercoledì 22 agosto l’arcivescovo Carlo Maria Viganò è salito con una valigetta nera a casa di Marco Tosatti nessuno, se non il presule stesso, poteva sapere che si stava per scatenare sulla Chiesa una tempesta di proporzioni inedite, destinata a coinvolgere il Pontefice regnante, responsabile, secondo l’ex Nunzio, di aver favorito e usato Theodore McCarrick, nonostante fosse stato informato delle predazioni sessuali compiute dal porporato ai danni di seminaristi e giovani preti.
Questo libro, scritto dalla persona che per prima ha visto la testimonianza di Caro Maria Viganò, l’ha aiutato con la sua esperienza professionale di mezzo secolo a farne un “editing” e a diffonderla, vuole ripercorrere questa vicenda, a cui ancora il Pontefice e il Vaticano non hanno dato risposta, e che anzi, con l’uscita di “Sodoma” il libro di Frederic Martel sulla lobby gay in Vaticano si arricchisce di nuovi clamorosi elementi.
Il libro vuole anche – nei limiti del possibile – sgomberare il campo da falsità e insinuazioni sparse a piene mani, sin dall’uscita della testimonianza Viganò, dai giornalisti legati alla cerchia di papa Bergoglio, e spesso ripresi dai mainstream media simpatizzanti. Oltre a far chiarezza sul reale ruolo di Marco Tosatti nella vicenda (c’è chi è arrivato a ipotizzare che avesse più o meno organizzato l’operazione, più o meno plagiando l’arcivescovo per fini politici!) il libro mette in prospettiva tutte le fasi. E contribuisce a far capire quali fossero le reali motivazioni di Viganò nel compiere una denuncia dolorosa.
I detrattori e gli accusatori mossi da Santa Marta avevano fra l’altro insinuato che alla base della denuncia ci fosse l’amarezza di Carlo Maria Viganò per non aver ottenuto la berretta cardinalizia. Scrive Tosatti:
“Benedetto XVI per due volte, nell’udienza concessa a Carlo Maria Viganò il 4 aprile 2011, gli offrì il posto di Prefetto della Congregazione per gli Affari Economici, in quel momento occupato dal cardinale Velasio De Paolis, che era stato di recente nominato commissario dei Legionari di Cristo. Secondo quanto ci è stato riportato in maniera confidenziale, ma sicura, l’allora Segretario del Governatorato rifiutò, perché voleva portare a termine l’opera di pulizia nel governo dello Stato della Città del Vaticano, e temeva che se se ne fosse andato la squadra che aveva organizzato a questo scopo sarebbe stata dissolta; come in effetti accadde, dopo la sua partenza per gli Stati Uniti. È un dettaglio inedito e di grande importanza, perché svuota di contenuto una delle accuse elevate dagli agiografi pontifici nei confronti dell’arcivescovo”.
E poi c’è la rivelazione di Martel: e cioè che il Pontefice è stato informato da Viganò ma non ha ritenuto che le azioni del cardinale verso seminaristi e giovani preti fossero importanti. Se questo non viene smentito, che altro si può dire?