venerdì 11 gennaio 2019

Romualdica: M come mormorazione - San Benedetto per tutti


Dagli amici di Romualdica
Su un argomento sul quale molti di noi, compresi i blogger,  dovremmo fare delle riflessioni.
L

29-12-18
Chi di noi non si è già messo a mormorare? Contro chi o cosa? Davvero, ci sono molte risposte possibili, quindi a ciascuno di fare il proprio esame di coscienza! Tuttavia, forse sarete sorpresi di conoscere l’importanza che san Benedetto accorda alla questione del mormorare. In effetti, non c’è nella Regola altro vizio contro il quale egli mette così spesso il monaco in guardia. Avendogli insegnato la sua esperienza che tale cattivo gusto può insinuarsi ovunque e a proposito di tutto, così scrive: “è questo soprattutto che mi preme di raccomandare, che si guardino dalla mormorazione” (RB XL,9).
Perché una tale insistenza? Perché in verità ne va dell’atmosfera dell’anima e quindi dell’unione a Dio. Un’anima che mormora non è più in pace. La mormorazione la turba e quindi impedisce la sua unione al Signore. Ecco qual è tale gran pericolo, per san Benedetto.
Per evitare questo vizio così nocivo, ricorderemo che la mormorazione è in fondo il facile rifugio delle anime deboli che mancano dell’autentico spirito soprannaturale. Giacché, a guardare da più vicino, quali sono in effetti più spesso le cause delle nostre mormorazioni? La nostra mancanza di pazienza, di mortificazione, di sguardo soprannaturale nei confronti dell’autorità, di fede nella divina provvidenza, e finalmente il nostro amor proprio ferito e il nostro spirito troppo critico. Così semplicemente, ammettiamolo! In fondo, la mormorazione deriva dal cattivo spirito. Altrettante cause che troveranno quindi il loro migliore antidoto in quello che san Benedetto chiama “il buon zelo” (RB LXII). Un’anima riempita di buon zelo, cioè di buono spirito, non si dà più alla mormorazione. Ella ha tanta fede per comprendere che tutto ciò per cui deve vivere entra nella provvidenza di Dio, e può dunque essere vissuta con lui e sotto il suo sguardo, nonché per accettare il reale così come esso è. Ella non si rivolta più nella mormorazione, ma nella fede e nella carità, accetta il reale. Ecco un antidoto da implorare con fervore allo Spirito Santo!
La prossima volta, O come ozio.


[Fr. Ambroise O.S.B., “Saint-Benoît pour tous...”, La lettre aux amis, del Monastero Sainte-Marie de la Garde, n. 30, novembre 2018, p. 4, trad. it. di fr. Romualdo Obl.S.B.]

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