martedì 8 gennaio 2019

L'odio dei chierici contro il Presepe: frutto di un'antropologia senza Dio e senza Cristo e di un'«apostasia silenziosa»

Prima o poi sarebbe accaduto! Non contenti di avere intristito la Liturgia e l'arte cattolica; di avere distrutto la musica sacra e frantumato le sante devozioni, i chierici della "rivoluzione permanente nella chiesa" hanno rivolto il loro più crudo disprezzo contro il Presepe: la catechesi in forma rappresentativa più amata dai fedeli.
Dall'Avvento all'Epifania in Italia, terra del Serafico Padre San Francesco d'Assisi, di Sant'Antonio di Padova, di  Sant'Alfonso Maria de'Liguori, dei Santi e delle Sante che  hanno attinto grazie, miracoli e zelo pastorale dell'umiltà espressa dalla sacra rappresentazione del Presepio,  è stato un triste susseguirsi di foto, di video o di notizie di dissacrazioni di diversi Presepi  per mano dei Consacrati.
Per puro esempio il Presepe della Parrocchia di Santa Marina Vergine Duomo di Polistena l'altro ieri
solennità dell'Epifania al posto dei Santi Re Magi aveva un cartello  con queste parole: " Una provocazione per noi criastiani! Il presepe... quest'anno senza i Re Magi... SONO STATI RESPINTI ALLA FRONTIERA COME GLI ALTRI IMMIGRATI... Come possiamo pensare di venire in Chiesa ad adorare Gesù...
... se non siamo disposti ad incontrarlo nei migranti, nei poveri e negli abbandonati? "
Commentando quella foto una fedele ha scritto su un social : "il problema non è l'accoglienza ai migranti ( ciascuno ha il diritto di avere una propria opinione al riguardo), il problema è coinvolgere e stravolgere il Presepe, il Vangelo e la Tradizione. Malafede? Stupidità ? Desiderio di pubblicità ? Un po' di tutti e tre..." Una duplice offesa: alla fede e all'intelligenza umana.
Il parroco Mons. Pino Demasi che ha realizzato il cartello è il Vicario Episcopale per la Famiglia e i problemi sociali della Diocesi di Oppido-Palmi, referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro; molto attivo e benemerito del "sociale" soprattutto verso i presunti "migranti", si era distinto quest'estate per alcune invettive anti-Salvini (QUI).
Le famiglie e i bambini hanno diritto che almeno la feste natalizie non vengano amputate di quella santa e feconda "verticalità" che da secoli volge a Dio i cuori e la mente.
 Perchè negare soprattutto ai bambini l'intima  gioia della sana catechesi rappresentativa della Natività di Gesù e dell'adorazione dei Santi Re Magi?
Nel "lontano" 2003 San Giovanni Paolo II  nell' Esortazione apostolica "Ecclesia in Europa" al paragrafo 47 aveva ammonito " «Il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? (Lc 18, 8). La troverà su queste terre della nostra Europa di antica tradizione cristiana? È un interrogativo aperto che indica con lucidità la profondità e drammaticità di una delle sfide più serie che le nostre Chiese sono chiamate ad affrontare... il tentativo di far prevalere un'antropologia senza Dio e senza Cristo. Questo tipo di pensiero ha portato a considerare l'uomo come il centro assoluto della realtà, facendogli così artificiosamente occupare il posto di Dio e dimenticando che non è l'uomo che fa Dio ma Dio che fa l'uomo. L'aver dimenticato Dio ha portato ad abbandonare l'uomo, per cui non c'è da stupirsi se in questo contesto si è aperto un vastissimo spazio per il libero sviluppo del nichilismo in campo filosofico, del relativismo in campo gnoseologico e morale, del pragmatismo e finanche dell'edonismo cinico nella configurazione della vita quotidiana. La cultura europea dà l'impressione di una "apostasia silenziosa" da parte dell'uomo sazio che vive come se Dio non esistesse. ...». ( leggere  QUI l'analisi del vaticanista Sandro Magister) 
Il Presepio viene benedetto perchè è la "sacra composizione" che trasmette con gioia ai cuori il messaggio natalizio. Sant'Alfonso Maria de Liguori, il grande santo napoletano dalla spiritualità marcatamente cristocentrica, ha legato il suo nome al presepe in modo indissolubile e universale.
Viceversa la crescente  carenza del "sacro" soprattutto nella liturgia, che è l'anima della chiesa, ispirò San Giovanni Paolo II  ad indirizzare ai Vescovi il 24 febbraio 1980, secondo anno del suo pontificato,  la sua Lettera Apostolica Dominicae Cenae subito ritenuta scomoda perchè controcorrente rispetto la vulgata telogica filo-marxista.
Insistendo sul carattere santificante della Liturgia il santo Papa scriveva:  "Il «sacrum» attuato in forme liturgiche varie, può mancare di qualche elemento secondario, ma non può in alcun modo essere sprovvisto della sua sacralità e sacramentalità essenziali, poiché volute da Cristo e trasmesse e controllate dalla Chiesa. ...Bisogna ricordarlo sempre, e forse soprattutto nel nostro tempo, nel quale osserviamo una tendenza a cancellare la distinzione tra «sacrum» e «profanum», data la generale diffusa tendenza (almeno in certi luoghi) alla dissacrazione di ogni cosa. In tale realtà la Chiesa ha il particolare dovere di assicurare e corroborare il «sacrum» dell'eucaristia. Nella nostra società pluralistica, e spesso anche deliberatamente secolarizzata, la viva fede della comunità cristiana - fede cosciente anche dei propri diritti nei riguardi di tutti coloro che non condividono la stessa fede - garantisce a questo «sacrum» il diritto di cittadinanza.
Il diritto alla cittadinanza del  «sacrum» nella Liturgia e nel Presepe viene ora negato dai chierici-dittatori che si ritengono i padroni assoluti anche del Natale.
E' un "segno dei tempi"?
Secondo noi si!
AC


Foto 2:  la 31 Marcia della Pace 2019 a Polistena: "ad aprire il tradizionale appuntamento è stato Don Pino Demasi, nostro parroco, fondatore dell’Associazione “Il Samaritano” e anima instancabile della Marcia della Pace di Capodanno a Polistena. Un intervento mirato, senza ipocrisie e retorica, un intervento che ha richiamato tutti alla responsabilità, un appello alla politica locale e nazionale." QUI 

6 commenti:

  1. Vorrei anch’io lanciare un appello, sull’esempio di quanto fatto da Roberto de Mattei ai monsignori (cfr www.fondazionelepanto.org) :
    “Eccellenze, Eminenze Reverendissime, ricordate le parole rivolte da Gamaliele al Sinedrio, a proposito della predicazione degli Apostoli? Eccole :
    “se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!». (At 5, 39)
    Ebbene, oggi tra di voi non c’è nessun novello Gamaliele in grado di ricordare queste parole ai propri confratelli nell’episcopato (o nel cardinalato), a proposito della difesa della fede cattolica bimillenaria da parte dei cd “tradizionalisti”, laici o consacrati che siano? Preferite forse lasciare ad altri il compito di combattere la buona battaglia, evitando così fastidi, noie e rischi? Vi siete scelti il ruolo di don Abbondio (“il coraggio, se uno non ce l’ha, mica se lo può dare…”) e ve lo tenete ben stretto, ma forse dovreste ricordarvi le parole di Nostro Signore “"chi si vergogna di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui quando arriverà nella gloria del Padre” (Mc 8,38)

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  2. Privare i bambini del VERO Presepe lo trovo di una brutalità disarmante.

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  3. Passo dopo passo, dal CVII, si è arrivati a deformare ideologicamente fino a rifiutare il presepe, rappresentazione dell'Incarnazione di N.S.G.C., mistero fondamentale del Cristianesimo, arrivato così a rinnegare se stesso. Teologi ed esegeti ( cosiddetti!)fanno a gara per considerare la Natività come una bella storiella, non certo vera storia come disse Paolo VI ai ragazzi davanti al presepe in piazza S. Pietro. Nella storia non era mai accaduto dall'interno della Chiesa stessa la quale ha reagito sempre vittoriosamente, con la forza della fede,ai cosiddetti ' segni dei tempi' dei quali ora si prende atto con indifferenza pensando esclusivamente alla demagogica ' promozione' materiale dell'uomo, impossibile senza il Regnum Dei.

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  4. Paolo VI, Giovanni Paolo II, avevano il potere e l'autorità per estirpare la mala pianta del modernismo dalla chiesa e conservare la sana dottrina. Perché non hanno usato questo potere invece di lamentarsi ?. Temevano uno scisma ? Magari ci fosse stato. Roma sarebbe stata salva e non avremmo avuto Bergoglio. E' inutile che cercate di giustificarli. Loro ci hanno imposto il NO e gli incontri di Assisi. E oggi abbiamo il Credo di don Fredo. La responsabilità di questo sfacelo è loro. Benedetto XVI ha cercato di metterci una pezza e lo hanno costretto a dimettersi.

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  5. Ho letto le controdeduzioni di padre Cavalcoli all'intervista fatta da A.M. Valli a don Minutella. Sembra di rileggere le celebri interviste di Uolter Veltroni: Sta cosa è bianca ma anche un po' nera . Caro Padre Cavalcoli come si dice a Napoli "Chiacchiere e tabacchere e lignamme o bbanche 'e Napule nunn 'e 'mpegna, ovvero è inutile che cerchi di arrampicarti sugli specchi, contra factum non valet argumentum.

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  6. Cretinerie diaboliche queste "provocazioni".

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