sabato 12 gennaio 2019

L'attentato sacrilego di Rovereto: i protagonisti di tali episodi si possano dichiarare "difensori" dei diritti civili?

Rovereto. Dopo l'attacco terroristico alla Chiesa di San Rocco in corso Bettini a Rovereto quando mani sacrileghe hanno cosparso di benzina il portone della chiesa per poi dargli fuoco abbiamo espresso la nostra cristiana solidarietà a Don Matteo Graziola più volte fatto oggetto di violenze da vari fronti per il suo impegno a favore della vita e contro l'aborto.  ( Cfr. MiL QUI )
La "rivendicazione" dell'attentato sacrilego dell'altro ieri è stata scritta sul muro: «I veri martiri sono in mare». 
In tanti a Rovereto sottolineano che don Matteo è stato pericolosamente lasciato solo nel suo impegno pastorale a favore della vita nascente anche dai suoi stessi confratelli: il "presepe antiabortista" allestito per Natale era stato infatti disconosciuto dal "decano di Rovereto Don Sergio Nicolli - che - aveva preso le distanze, facendo sapere che non era stato messo al corrente della scelta e di disapprovarla". 
In Città dicono infatti che se il Decano di Rovereto non avesse sollevato il polverone mediatico con la sua "condanna" del presepe antiabortista nessuno avrebbe osato fare quel gesto sacrilego contro la chiesa di San Rocco. 
Avvertiamo il concreto timore, espresso da molti fedeli di Rovereto, che questo atto terroristico potrebbe essere l' occasione ghiotta  per far chiudere definitivamente la chiesa di San Rocco, dove si tiene l'adorazione eucaristica quotidiana, con la scusa della sicurezza e di non "turbare" chi la pensa in altro modo
AC  

Fuoco anarchico al portone della chiesa del presepe anti abortista 
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Non è il primo attacco che il gruppo di anarchici sferra al gruppo anti abortista. 
Davanti all’ospedale come si ricorda lo scorso luglio i centri sociali trentini avevano continuato a disturbare i fedeli in preghiera pronunciando slogan di pessimo gusto solo per il gusto di interrompere il momento di preghiera dei fedeli. 
L’uso di un megafono aveva amplificato ancora di più le «belle»gesta del gruppo di idioti e
fatto intervenire le forze dell’ordine sul luogo.
In bella mostra anche il solito striscione con la scritta, trita e ritrita «Ma quale Stato e quale Dio, sul mio corpo decido io» 
Il consigliere provinciale Claudio Cia, indignato dall’accaduto di questa notte, si dichiara rattristato e preoccupato di come certe ideologie possano essere espresse liberamente, nonchè avallate dal mondo accademico. 
Rimane colpito da come un pensiero di fede possa essere la causa che scatena tali inauditi episodi di violenza e come i protagonisti di tali episodi si possano dichiarare difensori dei diritti civili, strumentalizzando i fatti a loro convenienza. 
Persino una parte del mondo cattolico sembrerebbe trovarsi a proprio agio davanti ad avvenimenti di questo tipo: ripensando agli episodi pregressi legati al “presepe dei barconi” tali intenzioni diventano evidenti. ... 

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