mercoledì 9 gennaio 2019

L'anno delle Ceneri ( e sarebbe ora)

La demagogia paga sempre un prezzo. 
Dal 13 marzo 2013 fuori e dentro la chiesa i fedeli sono stati continuamente bombardati da slogan del tipo  "nuova primavera della Chiesa" o "aria nuova pulita nella Chiesa" e baggianate simili.
Con un sano realismo cristiano una madre di famiglia  proprone ai Consacrati, di cui dice di non fidarsi più perchè nel frattempo si sono smarriti fra le cose del mondo, di tacere e di promulgare invece  un anno delle Ceneri: con la maiuscola però perchè dopo aver ricevuto la benedizione sono le Sacre Ceneri. 
AC

Dopo gli Anni della Fede e della Misericordia forse è arrivato il momento di un Anno delle Ceneri 

Jennifer Hartline, moglie di un militare USA e madre di quattro figli oltre che studentessa di Teologia e scrittrice per diverse testate sui temi della vita, della fede e della famiglia, propone al Papa e ai vescovi americani di affrontare di petto gli scandali sessuali nella Chiesa partendo dalla piena confessione della verità nuda e cruda e dalla penitenza meritata per lo scandalo, i peccati e i delitti di cui si sono macchiati troppi sacerdoti e vescovi compiendo o nascondendo tanti orrori, con un Anno delle Ceneri. 
Ecco l’articolo di Jennifer Hartline, nella mia traduzione. 
 (Annarosa Rossetto)  

Un Anno delle Ceneri  

Un suggerimento sincero ai vescovi statunitensi per il loro incontro-ritiro di questa settimana (tenutosi dal 2 all’8 gennaio N.d.T.) 

di Jennifer Hartline 

Abbiamo avuto un Anno della Fede
Abbiamo avuto un Anno della Misericordia
Con tutta la corruzione disgustosa all’interno della Chiesa rivelata nel 2018 e con tutta quella che deve ancora essere rivelata, la sottoscritta, umile donna cattolica, suggerisce al Santo Padre e a tutti i nostri vescovi che è tempo di un Anno della Contrizione e della Penitenza. 
È tempo di un Anno in cui cospargersi il capo di ceneri. 
Finitela di parlare. 
Non parlateci ancora di speranza o di guarigione. 
La ferita è ancora cancrenosa e infetta. 
Le pecore stanno ancora sanguinando e non ci fidiamo più di voi perché avete aperto la porta ai lupi e li lasciate vagare liberi in mezzo a noi. 
Per favore non parlateci di nuove prassi e procedure. 
Non dite un’altra parola sulle lezioni che avete imparato. 
Non ci sono prove che voi abbiate imparato una qualunque cosa, eccetto come continuare ad
eludere le responsabilità e ad ignorare gli elefanti nella sacrestia. 
Non appesantiteci con altri discorsi sulla vostra tristezza. 
Ad essere sincera, la vostra tristezza non ha senso quando molti di voi sapevano, vedevano e sentivano e non facevano nulla. 
E infine, risparmiateci tutti i lamenti su come il cambiamento avvenga lentamente nella Chiesa. 
Questa scusa patetica è semplicemente inaccettabile. 
Una cosa è urgente in questo momento, e cioè vedere prove concrete che la gerarchia della Chiesa ha capito il punto. 
Io, per esempio, ancora non vi credo. 
La verità nuda e cruda. Niente di meno di quello. Non è complicato dire la verità. 
Può essere scomodo, costoso o umiliante, ma è semplice. 
Non è difficile capire che un prete che viola sessualmente un bambino è un uomo depravato che ha commesso un grave peccato e un grave crimine e non deve mai più ricoprire il ruolo di sacerdote. Punto. 
In realtà dovrebbe stare dietro le sbarre. 
Non è difficile capire che un vescovo che desidera gratificazione sessuale dagli studenti del seminario, e che abusa dei seminaristi, è un uomo moralmente malato e disturbato, colpevole di un grave peccato e di un crimine grave e di cui non ci si può più fidare. Punto. 
Dovrebbe essere ridotto allo stato laicale. 
Non è difficile affermare senza mezzi termini che ogni prete che crede di aver diritto a rapporti sessuali con qualsiasi persona, sia maschio che femmina, non è adatto a essere prete. 
La castità non è facoltativa. 
A me non è permesso di essere mezza fedele ai miei voti matrimoniali, e ai preti non è permesso di essere mezzi fedeli ai loro voti. 
Fine della faccenda. Non sono cose difficili da dire. L’ho appena fatto in meno di 100 parole. 
Chi temete di più? 
Avete dato da mangiare le vostre pecore ai lupi, e quei lupi erano (lo sono ancora?) protetti da codardi egoisti. 
Il peccato è il problema, e la riluttanza a chiamare col suo nome ciò che è peccato. Se mi fermo a pensarci un attimo, non dovrei essere sorpresa dalla riluttanza a chiamare col suo nome ciò che è peccato. 
La triste realtà è che, nei miei 47 anni da cattolica, non ho mai sentito un prete pronunciare un’omelia sul peccato sessuale. 
Non ho mai sentito un pastore fare una predica sul terribile peccato del divorzio. 
Non ho mai visto un pastore che predica sulla virtù della castità o della purezza e su come ognuno di noi è chiamato a vivere queste virtù perché la santità lo richiede. (In effetti, non riesco a ricordare di aver mai sentito preti dire che ognuno di noi è chiamato alla santità e ciò che questo realmente richiede). 
Provate ad indovinare quante volte ho sentito il parroco predicare sulla natura disordinata e sul grave peccato del sesso omosessuale. Mai. 
Sembra davvero che nessuno tema più Dio o l’inferno, perché voi,pastori, non sembrate interessati ad avvertire il vostro gregge sui pericoli per le loro anime. Forse dovreste riflettere su ciò in cui voi credete veramente. 
Vai e non peccare più Dichiarate subito un Anno della Contrizione e della Penitenza
Sia un anno di vestito di sacco e di riparazione. 
Smettete di parlare fino a quando l’istinto difensivo di crogiolarvi in ciance ecclesiali e giramenti di pollici abbia lasciato il posto a dolore e terrore inconsolabili al pensiero dell’inferno che ha messo radici nella Chiesa e inghiottito molti dei vostri fratelli più piccoli. Pensate alle macine. 
Alzatevi in piedi da uomini e dite tutta la verità, non importa quanto sia umiliante e terrificante. 
Temete Dio più di quanto temiate la vergogna o il prezzo da pagare. Il vero prezzo sono le anime. Lo capite? 
Lo capite davvero? 

Modifica dell’autrice: dopo aver riflettuto ulteriormente su queste cose, mi sono resa conto di aver commesso una terribile omissione che deve essere corretta. Non è stata intenzionale. Mi rendo conto che nella mia mente ho separato la vita dell’Esercito dalla vita civile in relazione alla Chiesa e alla mia esperienza con i sacerdoti. 
Quando dico che non ho mai sentito un prete predicare sulla chiamata alla santità personale e su ciò che questo significa, o predicare sui pericoli del peccato sessuale, devo precisare che la mia esperienza con i sacerdoti dell’Esercito è un’eccezione. E’ logico, ovviamente. 
Questi uomini sono addestrati per combattere nel mondo reale, e questo si traduce facilmente nell’essere preparati per la battaglia in senso spirituale. 
Sanno che il nemico è reale e non può essere liquidato, ma deve essere affrontato e combattuto. 
Quindi devo dare un plauso riconoscente a p. Ken, p. Matt, p. Sean, p. Allen, e p. John, a tutti gli straordinari ufficiali dell’Esercito degli Stati Uniti che sono sacerdoti fenomenali che pascolano il loro gregge con coraggio, sincerità, grazia ed estrema abnegazione. 
Vi ringrazio e vi chiedo di perdonarmi. 

Fonte: The Stream tramite il blog Oltre il giardino, il blog di Sabino Paciolla QUI