lunedì 31 dicembre 2018

Te Deum laudamus!


Ricordiamo a beneficio della salvezza delle anime di tutti i nostri lettori e non, la antichissima concessione per lucrare le indulgenze a quanti cantino o recitino solennemente e devotamente, in una chiesa o in un oratorio e alle solite condizioni:
1) l'inno del Te Deum alla fine dell'anno in ringraziamento per i benefici ricevuto durante l'anno
appena trascorso; 
2) l'inno del Veni Creator all'inizio del nuovo per implorare la protezione divina sull'anno venturo. 
Riportiamo l'art. 26 dell'Enchiridion Indulgentiarum della Penitenzieria Apostolica, IV edizione 1999 (tratto dal Sito della S. Sede).

Auguriamo a tutti un buon inizio di anno in serenità d'animo e in grazia di Dio.
Roberto


PAENITENTIARIA APOSTOLICA
ENCHIRIDION INDULGENTIARUM

CONCESSIONES

26
Preces supplicationis et gratiarum actionis

§ 1. Plenaria indulgentia conceditur christifideli qui, in ecclesia vel oratorio, devote interfuerit sollemni cantui vel recitationi:
1° hymni Veni, Creator, vel prima anni die ad divinam opem pro totius anni decursu implorandam; vel in sollemnitate Pentecostes;
2° hymni Te Deum, ultima anni die, ad gratias Deo referendas pro beneficiis totius anni decursu acceptis.

Ecco il testo

Te Deum laudamus: te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem, omnis terra veneratur.
Tibi omnes angeli,
tibi caeli et universae potestates:
tibi cherubim et seraphim,
incessabili voce proclamant:
"Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt caeli et terra
majestatis gloriae tuae."
Te gloriosus Apostolorum chorus,
te prophetarum laudabilis numerus,
te martyrum candidatus laudat exercitus.
Te per orbem terrarum
sancta confitetur Ecclesia,
Patrem immensae maiestatis;
venerandum tuum verum et unicum Filium;
Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.
Tu rex gloriae, Christe.
Tu Patris sempiternus es Filius.
Tu, ad liberandum suscepturus hominem,
non horruisti Virginis uterum.
Tu, devicto mortis aculeo,
aperuisti credentibus regna caelorum.
Tu ad dexteram Dei sedes, in gloria Patris.
Iudex crederis esse venturus.
Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni,
quos pretioso sanguine redemisti.
Aeterna fac cum sanctis tuis in gloria numerari.
Salvum fac populum tuum, Domine,
et benedic hereditati tuae.
Et rege eos, et extolle illos usque in aeternum.
Per singulos dies benedicimus te;
et laudamus nomen tuum in saeculum,
et in saeculum saeculi.
Dignare, Domine, die isto
sine peccato nos custodire.
Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
Fiat misericordia tua, Domine, super nos,
quemadmodum speravimus in te.
In te, Domine, speravi:
non confundar in aeternum.


1 commento:

  1. Dalla bocca delle generazioni passate, educate all'oscurantista' catechismo tridentino, che affondava le sue radici nel Vangelo, usciva sempre, anche di fronte alla sofferenza, la frase: " Ringraziamo Dio "! Mia nonna, di fronte alle tragiche notizie dal mondo ripeteva: " Il mondo va male perché nessuno dice più ringraziamo Dio!". Un trattato di antropologia cristiana vera, spazzata via dalla ' svolta antropologica' modernista fatta propria dal CVII, che voleva ricordare all'uomo i suoi peccati, fonte di ogni male per aver fatto scempio dei Comandamenti. Il manzoniano p. Felice. davanti alla tragedia della peste, portata dagli eserciti in guerra, proclamava: " Sia benedetto il Signore!..nella giustizia, nella misericordia, nella morte, nella salute!" E ora? Ascoltate cosa dicono ai nostri ragazzi i catechisti di oggi e le generiche e superficiali omelie, soprattutto dei vescovi!

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