venerdì 21 dicembre 2018

John Lennon e la visione agghiacciante di un mondo senza religioni

Dal blog degli amici de Il Timone.
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Imagine, brano musicale pubblicato nel 1971, è la canzone più nota realizzata da John Lennon dopo lo scioglimento dei Beatles e, per molti, ha segnato un’epoca. Tuttavia, forse in pochi conoscono la traduzione in italiano della canzone, che di edificante ha ben poco, come si evince fin dall’incipit: «Immaginate che non ci sia alcun paradiso. Se ci provate è facile. Nessun inferno sotto di noi. Sopra di noi solo il cielo. Immaginate tutta la gente che vive solo per l’oggi». Prosegue poi il testo di Lennon: «Immaginate che non ci siano patrie. Non è difficile farlo. Nulla per cui uccidere o morire. E nessuna religione. Immaginate tutta la gente che vive la vita in pace». Il che significa affermare che, tra le altre cose, la religione è foriera di guerre e che, se non ci fosse, nel mondo regnerebbe la pace.

Un’affermazione, questa, che il vescovo di Shrewsbury Mark Davies ha citato come esempio negativo nell’omelia pronunciata il giorno di Natale del 2014 (qui il testo integrale). In quell’anno la memoria andava agli eventi della Prima guerra mondiale, usati dal prelato quale pretesto per rimettere al centro dell’attenzione il vero significato delle festività natalizie e il ruolo del cattolicesimo nell’economia del mondo.

«Nell’oscurità di questa notte», esordì il vescovo, «i cristiani si radunano in tutto il mondo per accogliere la “notizia di grande gioia” del Bambino nato per noi (Is 9,6), il Salvatore donatoci, che è Cristo Signore (Lc 2,10). E in questa notte non possiamo non ricordare come esattamente cento anni fa i soldati emersero dalle trincee del Fronte Occidentale per cantare la Nascita di Cristo; per unire le mani all’amicizia; per scambiarsi doni e persino per improvvisare partire di calcio. La tregua natalizia del 1914 è universalmente riconosciuta come un breve momento di umanità in mezzo alla morte e alla distruzione della Grande Guerra. L’allora papa Benedetto XV, nei suoi instancabili sforzi per porre fine alla carneficina, aveva ripetutamente chiesto la cessazione delle ostilità. L’appello del papa non fu ascoltato dai governi, ma fu adottato spontaneamente dai soldati di entrambi i lati delle trincee».

«Come fu possibile un evento simile?», si domandava quindi Davies nell’omelia. La risposta sta nel Bambinello che, con la Sua nascita, «trasforma le nostre menti in pensieri di pace».

«Gli eventi del Natale del 1914», ha detto Davies, «smentiscono l’affermazione pigramente ripetuta che “la religione è la causa delle guerre”. John Lennon avrebbe dato voce a questa credenza infondata nei testi della sua canzone “Imagine”. Questa diventa una visione agghiacciante in cui Lennon immagina un mondo senza speranza del paradiso e senza paura dell’inferno. E aggiunge: “senza nessuna religione”. Solo allora, suggerisce, tutto il popolo potrà vivere “in pace”». Ed è a questo punto che il vescovo va a confutare la tesi avanzata da John Lennon, affermando che «le guerre del secolo passato, che hanno portato con sé atrocità e distruzione su scala mai visti prima, erano in gran parte ispirati da ideologie laiciste e, anzi, apertamente anticristiane. In realtà, è il peccato umano che sta alla radice della causa della guerra».

Non è dunque la religione a essere alla base dei conflitti, bensì la sua negazione. Eppure nella società odierna questo messaggio natalizio di pace e di coesione si sta sempre più perdendo, soppiantato da indefinite “celebrazioni invernali”, da asettici “saluti stagionali” e dall’abolizione delle parole («Natale», «Gesù»…) e dei simboli (su tutti, il presepe) che aiutano a coltivare l’attesa del tempo di Avvento e a fare memoria della venuta del Salvatore. Tuttavia, si domanda con preoccupazione Davies, «se la luce e il significato del Natale dovessero perdersi tra noi, allora cosa chiamerebbe le nuove generazioni ad aprire così tanto i loro cuori? Cosa li chiamerebbe oltre le divisioni per riconoscersi come sorelle e fratelli, ognuno con un valore e una dignità eterni?».

11 commenti:

  1. "allora cosa chiamerebbe le nuove generazioni ad aprire così tanto i loro cuori?": se dipendesse dai loro genitori direi Sfera eBBasta. "Poveri figli di una società che non riconosce il male" li definì tempo fa Mons Luigi Negri. Io mi chiedo: perché questi ragazzi devono avere simili genitori ?. E che genitori saranno loro ? se mai un giorno diventassero genitori. Solo un intervento del Padre potrebbe salvarli. Ma ci sarà ?. Io comincio a dubitarne. E se non ci sarà che colpe avranno ?.

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  2. Paradosso nel paradosso: guai ad augurare "buon Natale", perché si potrebbe urtare la sensibilità di atei, agnostici, musulmani ecc. ecc., però le vetrine dei negozi abbondano di scritte "Merry Christmas", tanto che ormai girando per città non sembra più nemmeno di essere in Italia. Ma qualunque cosa che sia detta (o scritta) in inglese ha d'ufficio diritto di cittadinanza e di considerazione, mentre non si avvedono che "merry Christmas" è infinitamente più scorretto di "buon Natale". In italiano infatti non si dice di chi sia questo natale, perché è sottinteso vista l'importanza del personaggio, mentre in inglese la parola "Christmas" contiene esplicitamente "Christ", cosa che ai mondialisti, se solo fossero coerenti, dovrebbe destare orrore e raccapriccio. E invece no, se è in inglese si può dire qualsiasi cosa! Se fossero coerenti questi mondialisti dovrebbero rammaricarsi che l'ultima guerra mondiale sia stata vinta da due potenze anglofone che hanno poi nei fatti imposto a tutti la loro lingua: se infatti avesse vinto la Germania oggi su tutte le vetrine leggeremmo "frohe Weihnachten", e "Christ" sarebbe sparito una volta per sempre.

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    1. Sottoscrivo. L'Italia, la splendida, gloriosa, antica Italia, culla della Cviltà, ridotta a una colonia anglo-americana.

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  3. John Lennon, il caporione dei pacifisti senza spina dorsale e una barca di soldi. La sua canzonetta sdolcinata e subdola è diventata un inno universale inoculato a getto continuo nelle vene delle masse sbandate. Puah!

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  4. Avete davvero, con il vescovo, gravi problemi

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  5. È immorale agire secondo un codice di regole impartite da un dio, magari anche perchè si pensa ad un paradiso o ad un inferno. La morale raggiunge il suo pieno potenziale quando la mente è libera da concetti come "se sbagli vai all inferno". Ma ovviamente voi cosa cazzo ne capite diomerda.

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  6. Sarà pure agghiacciante quello che cantava ieri Lennon ma è mille volte meglio di quello che canta oggi SferaeBBasta

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    1. Perché essere costretti a scegliere fra due schifezze?

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  7. Ormai tutte le attività umane: cultura, spettacolo, economia, politica etc., dominate da potenti organizzazioni finanziarie massoniche e marksiste, manifestano in modo più o meno sfacciato le loro ideologie anticristiane. Cristo aveva tutto previsto ed aveva avvertito i suoi i quali sono andati incontro al martirio. Cosa fa ora la gerarchia cattolica ? Tace e abbandona il popolo di Dio ai nemici; oppure predica il dialogo cioè il compromesso e l'identificazione. Ciò che succede ora in tante chiese è peggiore delle parole del citato canzonettista.

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