mercoledì 21 novembre 2018

Francesco: cambio di paradigma? Sei conferenze della TFP a Milano, Verona, Firenze, Roma, Napoli e Salerno

Dagli amici della TFP.
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Continuità o rottura nella missione della Chiesa?
Le espressioni “cambio di paradigma” e “rivoluzione culturale”, con cui si vuole auto-definire il pontificato di Francesco, indicano l’idea di una radicale trasformazione. Si tratta di continuità o rottura nella missione della Chiesa? E come devono porsi i fedeli davanti a tale panorama?
Per rispondere a queste ed altre domande, l’Associazione Tradizione Famiglia Proprietà organizza una serie di conferenze in sei città, a partire da lunedì 26 novembre, nelle quali parleranno autorevoli rappresentanti del mondo cattolico italiano. Le conferenze si terranno a Milano, Verona, Firenze, Roma, Napoli, Salerno.
Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro di José Antonio Ureta «Il cambio di paradigma di Papa Francesco. Continuità o rottura con la missione della Chiesa?», Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, Roma 2018, 233 pp.









6 commenti:

  1. Mi dispiace per gli illustri oratori ma penso che queste conferenze siano perfettamente inutili. La rottura nella chiesa è avvenuta e precisamente è avvenuta con il Concilio Vaticano II. E non dipingiamo Papa Francesco come un diavolo e smettiamola di dire che sua è la colpa delle divisioni e della rottura. Tutto l'origine è nel CVII e la rottura con la Tradizione cattolica è continuata con tutti i Papi: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI. Papa Francesco l'ha solo resa evidente. Perciò ogni discussione in merito è perfettamente inutile.

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    1. Sottoscrivo. Lo scisma vaticanosecondista è innegabile.

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    2. Se ogni discussione è inutile, perché intervieni? Modalità schizoide? Ma quanto vi rode il Summorum Pontificum???

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  2. NOVEMBER 23, 2018
    Should not the cardinals and bishops also interpret BOD, BOB and I.I rationally and set an example for the pope?
    https://eucharistandmission.blogspot.com/2018/11/should-not-cardinals-and-bishops-also.html

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  3. Il progressismo è ontologicamente violento, perché deve imporre l'idea futura (ciò che non esiste) alla realtà presente (ciò che esiste).

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  4. Mi piacerebbe tanto poterci andare

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