venerdì 9 novembre 2018

Aiutare le anime del Purgatorio è un dovere di tutti "Il suffragio può essere considerato come opera meritoria della vita eterna"

Nell'ultimo giorno dell'Ottavario dei Defunti leggiamo le riflessioni e  le esortazioni di un devotissimo e pio Sacerdote: dei santi propositi e delle riflessioni che ci parranno lontanissimi dal ( nostro) mondo  ma se, con l'aiuto della santa umiltà, abbandoniamo la nostra superbia e la nostra presunzione comprenderemo quanto siamo bisognosi di tuffarci nella sana e devota spiritualità che i Santi ci hanno insegnato. Continuiamo a far celebrare le Sante Messe per le anime del Purgatorio, specialmente per quelle di Sacerdoti e non esitiamo  di sostenere la celebrazione delle  trenta Messe Gregoriane a beneficio dell'anima della persona a noi cara.
Il suffragio può essere considerato come opera meritoria della vita eterna in quanto deriva dalla carità.E sotto questo aspetto l’opera soddisfattoria giova non solo a colui al quale è destinata, ma molto di più a chi la compie” (San Tommaso d'Aquino, Somma Teologica, Supplemento 71, 5) 
AC
Un prezioso sacrificio di una suora 

Un sacrificio, anche piccolo, compiuto con l'intenzione di aiutare le anime del Purgatorio, ottiene il suo effetto. 
Una Suora era afflitta per la morte di un'amica. 
Un giorno, sentendo sete, mentre stava già per bere, ebbe l'ispirazione di privarsene per dare suffragio alla defunta. 
Lo stesso giorno le apparve l'amica e la ringraziò: Quell'acqua di cui ti sei privata per me, è caduta come pioggia refrigerante sopra le mie fiamme. Sono venuta a ringraziarti del pietoso atto.
Quanti piccoli sacrifici si potrebbero compiere a beneficio dei morti! 
Basta volerlo!... 
Privarsi di un frutto... 
Rinunziare ad un rinfresco... 
Frenare uno sguardo di curiosità... 
Leggere con un po' di ritardo una lettera desiderata... 
Mortificare la simpatia... 
Non evitare la compagnia di persona antipatica... 
Ubbidire prontamente in qualche cosa spiacevole... 
Frenare la collera... 
Mortificare la lingua nell'impazienza, tacendo... 
Perdonare un'offesa... 
Fare un favore a chi non lo meriterebbe... 
Ricevere in silenzio un rimprovero... 
Portare abiti modesti... ecc. 
Ci sono delle persone che si offrono anche come vittima per le anime purganti. 
Il Signore gradisce molto questo atto di generosità. 
Santa Lutgarda volle applicare tutte le sue opere buone in suffragio del suo Confessore defunto. 
Gesù le apparve e le disse: Continua pure, figlia mia, ad offrirmi atti di suffragio, che io terrò conto di queste tue intenzioni. 
Il tuo Confessore presto uscirà dal Purgatorio. - 
Invogliata da queste parole, la Santa si offrì vittima di espiazione in luogo del defunto. 
Trascorso qualche tempo le apparve il Confessore: Sono in Paradiso! Senza le tue mortificazioni avrei dovuto penare in Purgatorio ancora per undici anni. - 
A Santa Caterina da Siena era morto il genitore; mentre il cadavere si deponeva nella cassa, la Santa disse: O Gesù, se mio padre dovesse soffrire in Purgatorio, preferirei scontare io per lui anche per tutta la vita!
All'improvviso, dice la Santa, mi sopraggiunse un dolcissimo dolore al fianco, che mi accompagna da anni notte e giorno. Gesù aveva accettato l'offerta.  
Le indulgenze  
Un potente aiuto ai morti si può apportare con l'applicazione delle sante indulgenze. L'indulgenza è una remissione di pena temporanea meritata peccando, che la Chiesa concede sotto certe condizioni a chi è in grazia di Dio. 
 L'indulgenza si dice parziale, quando rimette solo una parte della pena; si dice plenaria, quando rimette tutta la pena. 
Alcune indulgenze si possono applicare o a noi o ai defunti; altre invece soltanto ai defunti. [...] 
L'Atto Eroico 
Si viene ora a spiegare l'essenza dell'Atto Eroico di carità e la sua importanza, non potendosi apprezzare ciò che non si conosce. 
 Quando si compie un'opera buona, anche minima, si acquista un grado di gloria eterna, che potrà perdersi solo con il peccato mortale; tale merito non può cedersi ad altri. 
La stessa opera buona compiuta mette l'anima in condizione di ricevere grazie da Dio. 
Oltre a ciò, questa opera buona fa scontare parte della pena temporanea dovuta ai peccati. 
Quest'ultimo merito, chiamato « soddisfattorio », si può cedere o in parte o totalmente. 
Chi cede il merito soddisfattorio di ogni opera buona fatta in vita e cede inoltre i suffragi che potrà ricevere dopo la morte, compie un'opera eccellentissima, detta comunemente Atto Eroico di carità. 
 Chi fa quest'Atto dovrebbe poi scontare in Purgatorio tutta la pena dovuta alle proprie colpe. 
In questo però c'è da guadagnare. 
Ad una persona ignorante sembra inutile, anzi dannoso, consegnare il proprio denaro alla banca; eppure questo è un bel mezzo non soltanto per conservare il capitale, ma anche per accrescerlo. 
Lo stesso avviene nell'ordine spirituale. 
I propri meriti si mettono nelle mani di Dio e della Madonna a vantaggio delle anime purganti e vanno aumentando i meriti di gloria eterna, perchè avvalorati dalla carità. 
Comunemente si crede che coloro i quali fanno l'Atto Eroico, abbiano a stare in Purgatorio poco tempo, nella speranza che il Signore usi verso di costoro la misericordia che essi hanno avuto verso le anime purganti. 
Ci si basa sulle parole di Gesù: Con la misura, con la quale avrete misurato agli altri, sarà misurato anche a voi!... 
Date uno e riceverete cento! - 
Come si vede, ci si guadagna a fare l'Atto Eroico. 
Non è necessaria una formula speciale per emettere questo Atto; può farsi anche mentalmente. 
Tuttavia potrebbe servire la seguente formula: «Mio Dio, metto nelle vostre mani e in quelle della Madonna tutte le mie opere soddisfattorie, che farò in vita, e quelle che gli altri faranno per me dopo la mia morte, affinchè servano di suffragio alle anime del Purgatorio. Io mi rimetto alla vostra misericordia ». 
 L'Atto Eroico si può annullare, o ritirare, senza essere rei di peccato. 
E' bene notare che, anche dopo questa offerta, si può pregare per qualunque bisogno proprio. 
Che il Signore ispiri a molti di compiere l'Atto Eroico di carità! 
[Brani tratti da "I nostri morti - La casa di tutti", di Don Giuseppe Tomaselli

Fonte: Cordialiter - blog di spiritualità-  QUI