sabato 29 settembre 2018

Sogno di fine estate: come vorremmo il prossimo Motu Proprio del Papa

Il nostro caro amico Stefano ci ha inviato uno scherzoso divertissement su come sognerebbe la futura liturgia con questo Papa.
Con rispetto e riverenza la pubblichiamo, per un momento di buon umore e di scherzo in questi giorni bui.
L

PS per i lettori distratti: è un'invenzione scherzosa

**Motu proprio del Santo Padre Francesco "NOBILIS AUSTERITAS" sulla Sacra Liturgia **

Liturgia, povertà ed evangelizzazione, partendo dalle periferie. 
Il Santo Padre Francesco ha promulgato il motuproprio “Nobilis austeritas” sulla Sacra Liturgia, avviando la sua opera di riforma proprio da ciò che è “fonte e culmine della vita della Chiesa”, come affermano le parole del Concilio, riprese dal Pontefice nelle prime righe del documento. Il testo, in gran parte preparato dall'allora cardinal Bergoglio per la sua diocesi era rimasto nel cassetto dopo la sua elezione e ora, con le opportune modifiche è stato pubblicato per donarlo alla Chiesa universale.
Il Motu Proprio si apre con breve excursus storico sullo sviluppo della liturgia nei secoli e sull'opera dei Vescovi di Roma; quindi approfondisce i concetti già espressi nell'omelia della Messa crismale circa i “simbolismi” delle vesti sacre, quindi la bellezza stessa della liturgia “che non è semplice ornamento e gusto per i drappi, bensì presenza della gloria del nostro Dio che risplende nel suo popolo vivo e confortato ”. 
Papa Francesco conclude la parte introduttiva evidenziando lo stretto legame tra la bellezza della liturgia e la Nuova Evangelizzazione, prima di indicare alcune disposizioni concrete all'insegna dell'austerità, destinate a suscitare scalpore. Ad esempio, la richiesta di abolire le
casule, utilizzando soltanto pianete la cui forma richiede meno stoffa; per lo stesso motivo le stesse casule già esistenti saranno tagliate “in forma di pianeta, e con il tessuto avanzato si confezionino vestiti per i poveri”; sia obbligatorio, anche nella forma ordinaria, “il manipolo del pianto e del dolore, la cui simbologia ci rende particolarmente vicini ai poveri e alla pratica delle beatitudini”; inoltre, stop alle traduzioni in lingue,  “si celebri soltanto in latino onde evitare il dispendio economico per l'edizione e la stampa di messali e lezionari”; gli altari posticci costruiti nelle chiese “siano tolti e utilizzati per le chiese di nuova costruzione, donandoli alle parrocchie delle periferie”, ma anche lì, prevede il documento pontificio, “siano addossati al muro al fine di risparmiare spazio evitando che un prolungamento eccessivo del presbiterio sacrifichi lo spazio destinato al popolo di Dio”; su richiesta del Santo Padre, queste e le altre disposizioni indicate saranno in vigore in tempi brevissimi, già dal prossimo 31 aprile.

5 commenti:

  1. Interessante come i motupropriani siano sempre fissati a pizzi, merletti, latino, gregoriano...ESTETICA E BASTA!

    UNA VERA RIFORMA SAREBBE:

    - RIFORMA DEI TESTI CONCILIARI: ABOLIZIONE DE LA NOSTRA AETATE E DIGNITATIS HUMANAE (ECUMENISMO E LIBERTA' RELIGIOSA), CORREZIONE DEI TESTI SULLA COLLEGIALITA' (LUMEN GENTIUM-GAUDIUM ET SPES) RIPORTANDOLA ALLA "PASTOR AETERNUS".

    - ABOLIZIONE DELLA RIFORMA LITURGICA DI PAOLO VI (1969) E INTRODUZIONE DEL MESSALE DEL 1965 ELIMINANDO IL BANCO DA PIZZERIA E LA PREGHIERA DEI FEDELI (IL TUTTO IN PREVISIONE DI RIPORTARE IN FUTURO IL MESSALE DEL 1962).

    QUESTA SAREBBE LA VERA RIFORMA, NON LA "BELLEZZA DEI PIZZI E MERLETTI"....

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    1. concordo, quello del 1965 era già un bellissimo Messale

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  2. Trovo sia un articolo di cattivo gusto, quantomeno irriverente, nonostante il signor L affermi il contrario: la riforma avviata da Papa Francesco è irreversibile.

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    1. A me pare che la "riforma" si sia già fermata.

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  3. Proposte reazionarie e da liturgie ridondanti! Perché non abolire del tutto casule, camici, stole, tovaglie d'altare per farne vestiti ai ' poveri', perché spendere danaro per la doratura dei calici e non usare un bicchiere, perché sprecare olio per la lampada del Sacramento? Ma poi, non avete mai visto preti che celebrano con solo uno sdrucito camice o 'celebrano' su tavolinetti che potete trovare nelle raccolte di rifiuti urbani?

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