venerdì 13 aprile 2018

Giacomo Baroffio, “Re-tractationes. Liturgia in-canto”


Su segnalazione dell'editore proponiamo questo nuovo volume.
L


IV nella forza dello Spirito
La celebrazione liturgica in primo luogo è, pertanto, una realtà spirituale, è quanto si vive nella forza dello Spirito prolungando nel tempo e nello spazio l’azione stessa di Cristo. Ciò non sottrae la liturgia alle categorie della cultura, anzi la colloca nella radice della situazione sociale quale fonte e culmine d’ogni attività del credente, che vive la storia con un linguaggio e tutta una serie d’atteggiamenti interpersonali propri dell’ambiente in cui vive. La liturgia si radica nella storia umana e trae dal tessuto culturale le forme e le espressioni necessarie per costruire e gestire la celebrazione: i differenti linguaggi della parola, della musica e delle immagini sono mutuati da un preciso orizzonte che s'intreccia con le vicende storiche e politiche di una comunità.

V oratorio non laboratorio
La liturgia non è un laboratorio sperimentale dove ci si possa divertire a manipolare ogni cosa. È l’oratorio dove si entra in punta di piedi, dove siamo chiamati ad ascoltare e ad accogliere la Parola di Dio nella preghiera e nell’adorazione.

 VI Dio presente e assente
Quando si entra nell’ambito della liturgia, bisogna sapere che sono vigenti categorie diverse rispetto al mondo sociale, laico o ecclesiastico che sia. Ci si pone esplicitamente alla presenza di un D-i-o che, al limite, potrebbe sembrare assente, ma che pure è lì: interpella e provoca il credente con la sua Parola ed il suo silenzio, entrambi profondamente intrecciati e sempre eloquenti ed insieme enigmatici. Forza travolgente che penetra nel cuore orante colmandolo di pace dopo averlo svuotato e purificato con il tormento della ricerca e dell’ascolto diuturno.

VII cammino mistico
La liturgia è un cammino mistico. Nonostante i suoi testi e i suoi riti siano fissati con sempre maggior cura e meticolosità prima nei manoscritti e poi nei libri a stampa, il suo svolgersi nella storia della comunità e del singolo credente attraversa momenti inediti di luci e ombre, certezze e smarrimento, serenità e angoscia.



Giacomo Baroffio (2018), Re-tractationes. II edizione. Liturgia in-canto. Hong Kong: Chorabooks. 

EBook (formato Kindle) Euro 5.99 

ISBN 9789887851523 

EBook (formato Epub) Euro 5.99 

ISBN 9789887851530 

Cartaceo Euro 11.99 

ISBN 9789887851561 

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Giacomo Baroffio è nato a Novara nel 1940, trascorre la giovinezza tra Italia e Germania. Si laurea a Köln in musicologia con una tesi sul canto ambrosiano. Approfondisce gli studi teologici a Roma e vive una lunga esperienza monastica benedettina. Si occupa di fonti manoscritte e di canto liturgico che sono oggetto di ricerche, corsi universitari (Cassino, Cremona/Pavia, Milano, Padova), seminari e conferenze in Italia e all’estero, impegni cantoriali quale solista e direttore di cori gregoriani. 

Sommario 






Con la seconda edizione di Retractationes l’Autore ritorna su alcune tematiche trattate in precedenza e qui esposte di nuovo secondo un decorso esperienziale. L’attenzione è rivolta in primo luogo alla liturgia quale madre di ogni esperienza cristiana che inizia con il battesimo e si sviluppa entrando nella dinamica della vita eucaristica. In questa prospettiva si comprende l’impegno della Chiesa nell’ascoltare la Parola di D-i-o, nel proclamarla e svelarne i contenuti attraverso il canto, “vera apologia delle fede” (J. Ratzinger). 

Giacomo Baroffio è una delle autorità mondiali per gli studi sul canto gregoriano, studi che ancora oggi compie viaggiando di monastero in monastero, di città in città. per catalogare le fonti manoscritte di questo repertorio glorioso della Chiesa romana. In questo libro egli ci dona alcuni pensieri fondati sulla sua enorme esperienza nel campo: "Quando si entra nell’ambito della liturgia, bisogna sapere che sono vigenti categorie diverse rispetto al mondo sociale, laico o ecclesiastico che sia. Ci si pone esplicitamente alla presenza di un D-i-o che, al limite, potrebbe sembrare assente, ma che pure è lì: interpella e provoca il credente con la sua Parola ed il suo silenzio, entrambi profondamente intrecciati e sempre eloquenti ed insieme enigmatici. Forza travolgente che penetra nel cuore orante colmandolo di pace dopo averlo svuotato e purificato con il tormento della ricerca e dell’ascolto diuturno". 

Si riflette in questo testo sull'abbandono del canto gregoriano e come questo evento non possa che aver avuto conseguenze tragiche per la liturgia stessa. Ma molto di più è contenuto in questo ri-trattare (ecco il senso del titolo) quelle cose che per più di mezzo secolo hanno occupato la mente e il cuore di questo insigne studioso.