giovedì 29 marzo 2018

Breaking news: la Messa Crismale di questa mattina a Vaduz

Dal nostro inviato sul luogo, Andrea, proponiamo qualche foto e qualche filmato della messa crismale che è stata celebrata questa mattina a Vaduz (Liechtenstein) dal Vescovo S.E. Rev.ma Mons. Wolgang Haas. 

L'assistenza è stata prestata dal seminario di Wigratzbad (FSSP).

Da notare che Mons. Hass è (forse) l'unico vescovo diocesano tout-court (Campos, a ben vedere, è una amministrazione apostolica personale) a celebrare la messa crismale del giovedì santo in rito romano antico! 

Eccellenza, ad maiora!







Nominato il nuovo Vicario Generale della Diocesi di Macerata: don Andrea Leonesi


Una bella notizia della nomina di Don Andrea Leonesi a nuovo Vicario Generale della Diocesi di Macerata. 
Sacerdote che da sempre celebra la Messa Tridentina.
Il Vescovo Marconi nel "presentare" la sua scelta ha detto : " «Vi invito di cuore a collaborare con don Andrea. La sua esperienza nell’accogliere sensibilità spirituali diverse: dal Cammino, al Rinnovamento, ai Cultori della tradizione liturgica latina, alle varie parrocchie in cui ha operato, ci aiuterà nel lavoro di tenere uniti tutti senza mortificare nessuno» (VEDERE ANCHE QUI)
Ad multos annos caro don Andrea.
La Redazione di Mil

Il significato del Triduo Pasquale nelle parole di Benedetto XVI (12.04.2006)


Un bel video di circa 13 minuti  sul significato del Triduo Pasquale nelle parole della catechesi del 12 aprile 2006 di Benedetto XVI. con grande nostalgia e speranza: VEDERE QUI.
Grazia al Blog di Raffaella per il servizio che fa sul magistero del S. Padre Benedetto XVI.
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mercoledì 28 marzo 2018

Il Governo Ungherese ha finanziato una nuova scuola cattolica a Erbil (Iraq) e ha donato la statua della Madonna di Csíksomlyó

Prosegue senza interruzione alcuna la Via Crucis dei cristiani del Medio Oriente. 
Prosegue senza interruzione alcuna la Via Crucis dei cristiani occidentali fedeli al Magistero immutabile della Chiesa schiacciati dal fiume della " ... confusione, a un livello di stupidaggini , di eresie, di cretinate proclamate con una solennità come se fossero dogmi di fede". 
Grazie a Dio continua senza interruzione alcuna il caritatevole cammino di fede e di carità dei fratelli ungheresi per aiutare i cattolici e i cristiani nel mondo ( v. QUI e QUI). 
Pare che in vista delle prossime elezioni qualche nuvola ( prodotta in laboratorio chimico da ricchi detentori dei poteri mondiali) è stata puntata verso la nobile e generosa Nazione Magiara.
Santo Stefano, Re d'Ungheria, continuerà a proteggere il suo popolo, come ha sempre fatto nei secoli di storia cristiana dell'Ungheria cristiana.
AC

Nuova scuola cattolica a Erbil finanziata dal Governo ungherese 

È stata inaugurata a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno la nuova scuola finanziata interamente dal Governo e dalla Chiesa cattolica ungherese, mentre nel villaggio di Telsquf sono state consegnate delle nuove abitazioni per le famiglie. 

Il 5 marzo l’On. Zoltán Balog, ministro delle risorse umane d’Ungheria, ha inaugurato personalmente il nuovo istituto ad Erbil esprimendo l’auspicio che l’investimento di 650.000 euro permetta a centinaia di bambini di studiare nella nuova scuola dedicata alla Vergine Maria. 
Erano presenti alla cerimonia il Ministro dell’educazione e degli affari religiosi del Governo kurdo, nonché il Sottosegretario ungherese per l’aiuto ai cristiani perseguitati Tristan Azbej

Le celebrazioni pasquali in rito tradizionale


Riprendiamo dall'Agenda del CNSP questo elenco, ordinato per data e per luogo, delle celebrazioni in rito tradizionale del Triduo Pasquale, della Domenica di Resurrezione e del Lunedì dell'Angelo, che si terranno in varie località italiane. Non è un elenco esaustivo: anzi, invitiamo tutti i lettori a segnalare eventuali integrazioni all'indirizzo mail cnsp2007@gmail.com.

A tutti l'augurio più sincero di una santa Settimana di Passione e di una gioiosa Pasqua di Resurrezione.

Giovedì Santo, 29 marzo 

– BERGAMO. Alle h. 20, presso la chiesa della Madonna della Neve, in via Gabriele Camozzi, 130, S. Messa in Coena Domini. 
– FERRARA. Alle h. 20, presso la Basilica di S. Maria in Vado, in via Borgovado, 3, S. Messa in Coena Domini e Adorazione eucaristica fino alle h. 24.
– FIRENZE. Alle h. 17, presso la chiesa dei Ss. Michele e Gaetano, in piazza Antinori, S. Messa in Coena Domini.
– FIRENZE. Alle h. 21, presso la chiesa dei Ss. Michele e Gaetano, in piazza Antinori, Ufficio delle Tenebre. 
– GENOVA. Alle h. 18,30, presso l'Abbazia di Santo Stefano, in Piazza Santo Stefano, 2, S. Messa in Coena Domini.
– LECCE. Alle h. 17, presso la chiesa di San Francesco da Paola, in Piazzetta dei Peruzzi, S. Messa in Coena Domini. 
– LECCE. Alle h. 21, presso la chiesa di San Francesco da Paola, in Piazzetta dei Peruzzi, Ufficio delle Tenebre. 
– LIVORNO. Alle h. 19,30, presso la chiesa della Madonna, in via della Madonna, 22, S. Messa in Coena Domini. 

Nuovo video per l'Ufficio delle Tenebre


Dagli amici di New Liturgical Movement un video in inglese sull'Ufficio delle Tenebre (QUI e QUI): CLICCARE QUI
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martedì 27 marzo 2018

Chi può cantare la Passione?

Una recente risposta della Pontificia Commissione Ecclesia Dei sul canto della Passione durante la Settimana Santa pubblicato da Rorate Caeli (VEDERE QUI).
In estrema sintesi si vieta il canto durante le Messe basse e si vieta  ad un laico (al posto del Diacono) il medesimo canto.
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Save the date!


Gli amici del CNSP hanno pubblicato un sintetico promemoria dei principali eventi che ci attendono dopo la S. Pasqua. Ve lo proponiamo, con la speranza che possiate partecipare alle importanti iniziative segnalate, che Messa in Latino cercherà di seguire con qualche reportage in tempo (quasi) reale.

"Le settimane che seguiranno la S. Pasqua saranno ricche di importanti appuntamenti. Ad alcuni degli eventi il CNSP partecipa direttamente, come organizzatore o prestando il proprio patrocinio. Li proponiamo alla Vostra attenzione, confidando che non vorrete far mancare la Vostra presenza.

Si inizia sabato 7 aprilecon due convegni di grande interesse:
- «Sessantotto e Humanae Vitae. Due antropologie contrapposte», che si terrà a Parma, alle h. 15, presso il Centro Pastorale Diocesano, in viale Solferino, 25. L’evento è promosso con il patrocinio di Militanza Cattolica (Parma), del Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, de La compagnia del Lago (Bientina, PI), di Luce di Cristo (Parma), di Opzione Benedetto (Salerno e Sorrento), e di Veritatis Splendor (Salerno). Interverranno l’Avv. Giovanni Formicola e Mons. Luigi Negri. 
- «Chiesa, dove vai?», che si terrà alle h. 15, a Roma presso la sala La Rambla di The Church Village, in via di Torre Grossa, 94. E’ un convegno di cui si parla da settimane, molto atteso per l’importanza dei temi trattati, dei relatori che si annunciano, dei contenuti che verranno proposti all’attenzione di tutti i fedeli. Ne ha parlato qui il blog di Sandro Magister, al quale rinviamo per avere tutte le in formazioni finora rese note.
Si prosegue sabato 21 aprile: 
- Giornata dell’Amicizia liturgica, che si terrà a Brescia, dalle h. 16, presso la Parrocchia di S. Giovanni Bosco, in via S. Giovanni Bosco, 15. L’evento è organizzato dall’Amicizia S. Benedetto Brixia, con il patrocinio del Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, secondo il seguente programma: h. 16, accoglienza; h. 16,30, presentazione del libro «Missa in scena» di Luigi Martinelli; h. 18, S. Messa; h. 19,30, cena; h. 21, conferenza di don Marino Neri dal tema «1968-2018: la Liturgia antidoto alla Rivoluzione». Iscrizione alla cena: € 10,00, previa prenotazione all’indirizzo amiciziasanbenedettobrixia@gmail.com. Saranno presenti bancarelle della buona stampa cattolica. 

E poi, martedì 1° maggio, il Sodalizio Pio XII, in collaborazione con il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, organizza la: 
VI Giornata della Buona Stampa Cattolica, che quest'anno torna a tenersi a Linarolo (PV) a partire dalle h. 9,30, e che avrà per tema «Culto e religione: una questione di giustizia». Interventi di P. Vincenzo Nuara, OP, del Prof. Giovanni Turco e di Don Marino Neri. All'evento è dedicata una pagina del nostro sito, alla quale rimandiamo per ogni utile informazione.
Ovviamente, tutti gli appuntamenti di cui sopra sono riportati anche nell’Agenda del CNSP, che Vi invitiamo, come sempre, a consultare assiduamente."

lunedì 26 marzo 2018

Il compleanno di un'importante opera teologica

Riprendiamo  dal sito CNSP l'articolo pubblicato qualche giorno fa per festeggiare il compleanno di un'opera teologica che merita davvero di essere conosciuta: La verità è sintetica, del prof. don Mauro Gagliardi (Messa in Latino se ne è già occupata qui e qui).

Può essere utile sottolineare ancora una volta l'importanza del lavoro del prof. Gagliardi, e proporlo nuovamente alla lettura e alla consultazione di tutti.

Ed ecco quanto pubblicato dal CNSP:

In questo mese di marzo 2018 compie un anno l’importante volume di don Mauro Gagliardi “La verità è sintetica. Teologia dogmatica cattolica”: si tratta di un’opera di grande rilevanza, edita da Cantagalli, che ha suscitato e continua a suscitare il meritato interesse di un vastissimo pubblico, dagli studiosi ai semplici fedeli. 
Lo testimonia il successo della presentazione del volume tenutasi a Roma nello scorso mese di dicembre. 
In quell’occasione, il trattato è stato presentato da S. E. Rev.ma il Card. Gerhard Ludwig Müller, il quale ha sottolineato che la quasi mille pagine del volume «offrono una visione globale delle questioni essenziali della dottrina cattolica», ed ha elogiato la capacità dell’Autore di presentare «con un profondo amore per la Trinità divina e la Chiesa e una conoscenza stupefacente della teologia sistematica, (…) i singoli temi in maniera logica ed esaustiva». Soprattutto, ha proseguito il Cardinale, il prof. Gagliardi ha sviluppato «il suo pensiero nel rispetto del mistero in continua espansione della verità e della carità di Dio. Il suo approccio non è quello di uno dei vecchi o nuovi “gnostici” che, partendo da un sapere speculativo superiore, cercano di manipolare il lettore e di indurlo ad accettare acriticamente i contenuti. (…) L’autore si affianca fraternamente al credente e prosegue con la Chiesa il cammino di “pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio” (Lumen gentium 8). I discepoli, infatti, sono studenti che si avvicinano alla fede per mezzo della parola di Dio, illuminati dallo Spirito Santo, al fine di riconoscere e accettare in libertà la verità di Dio». Infatti, «“la Teologia è al servizio della fede e della Chiesa”, afferma Gagliardi nelle prime pagine dell’opera». 

Domenica delle Palme alla Misericordia di Torino: nuovo coro di bimbi

Buone notizie da Torino: ieri, 25 marzo 2018, presso la chiesa della Misericordia di via Barbaroux 41 a Torino, si è svolta la celebrazione della Domenica  delle Palme,  preceduta dall’usuale processione per le vie limitrofe.
In quest’occasione ha cantato per la prima volta un gruppo di bambini che da alcune settimane segue un corso di canto gregoriano tenuto dalla professoressa Elena Vadori. 
Segnaliamo questa iniziativa come atto di amore per la liturgia tradizionale e soprattutto come un gesto volto a promuoverne la frequentazione anche tra le nuove generazioni.
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Tutti i testi della Settimana Santa Pre-1955


Un bel regalo ai fedeli italiani: tutti i testi della Settimana Santa pre 1955 in questo sito. CLICCARE QUI.
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domenica 25 marzo 2018

La II domenica di Passione detta “delle palme”

Una piccola catechesi sulla Domenica delle Palme.
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La seconda e ultima domenica di Passione è nota come “domenica delle palme” per via della benedizione dei rami e la solenne processione che precede la S. Messa. L’origine di questo uso è da ricercarsi a Gerusalemme dove si ripercorrevano i momenti dell’ingresso solenne di Cristo nella città santa, imitando i gesti descritti dai S. Vangeli e stazionando nelle varie chiese della città. La processione era inizialmente distinta dalla S. Messa ed era appunto solo un uso esclusivo della città santa. In seguito ciò fu però imitato anche in altre regioni fino ad entrare nella liturgia universale.

Le palme possono essere sostituite da altri rami verdi a seconda della disponibilità del luogo in cui si celebra: in Italia è diffuso ovunque l’uso dei rami d’ulivo. Nei secoli questa processione in onore di Cristo Re che entra festosamente a Gerusalemme fu unita alla II domenica di Passione tanto da costituirne attualmente un tutt’uno inscindibile. Nella storia liturgica si utilizzarono diversi simboli per significare la presenza di Cristo nella processione: anticamente si portava il libro dei Vangeli rivestito di porpora e sostenuto su una portantina seguito da una croce, in alcune zone d’Europa si utilizzavano delle statue di Cristo che cavalca un asinello, talvolta provvisto di ruote e trascinato lungo il tragitto. Anticamente all’arrivo in chiesa il sacerdote batteva tre volte lo stipite della porta chiusa con il bastone della croce astile, simbolo di Cristo che apre le porte del paradiso con la sua passione e morte.


Secondo le norme della settimana santa del 1956 (obbligatorie per chi segue il rito antico) [non più. N.d.R.] . La processione è preceduta dalla benedizione dei rami con l’acqua santa e l’incenso. Poi il sacerdote consegna ai fedeli i rami e quindi proclama o canta il vangelo che narra l’ingresso di Gesù in Gerusalemme. Si forma dunque la processione: con il sacerdote rivestito del piviale color rosso (simbolo di regalità) e preceduto dalla croce astile coperta dal velo violaceo, secondo l’uso del tempo di passione

All’arrivo in Chiesa il colore muta dal rosso al viola e si da inizio alla S. Messa col consueto tono penitenziale, omettendo le parti iniziali (preghiere preparatorie) e iniziando subito con il Kyrie e l’ eventuale incensazione dell’altare.

Durante la messa si legge o si canta il testo della Passione. Essendo una pericope molto estesa e ricca di narrazione, esiste la possibilità che venga letta da tre ministri (sacerdoti o diaconi nel rito antico) che dialoghino le varie parti: Gesù, il narratore e le varie voci. Avendo la possibilità le parti del popolo possono essere eseguite dal coro.


I testi integrali della Passione verranno letti anche martedì, mercoledì e venerdì santo secondo questo schema:

domenica delle Palme: vangelo di S. Matteo 26,36-75 27, 1-60

martedì santo: vangelo di S. Marco 14, 32-72 15, 1-46

mercoledì santo: vangelo di S. Luca 22, 39-71 23, 1-53

venerdì santo: vangelo di S. Giovanni 18, 1-40 19,1-42

Al lunedì santo viene invece proclamato il vangelo dell’unzione di Betania (Giovanni 12, 1-9), opportunamente collocato in questo giorno perché il fatto avvenne “sei giorni prima della Pasqua” come ricorda l’incipit di questa pericope. Secondo questa suddivisione, nella liturgia si proclamano tutti e quattro i vangeli della Passione, lasciando a S. Giovanni il “posto d’onore” nella solenne liturgia del venerdì santo, lui che restò sotto alla croce solo assieme alla Vergine addolorata.

Nel rito post-conciliare l’uso del colore rosso è esteso anche per la S. Messa, mentre la lettura della passione è riservata alla sola domenica e al venerdì santo.

I testi proposti per la processione sono di antica origine e di ricchezza spirituale. Uno di questi è il “Gloria laus”, inno a Cristo Re, composto nel IX secolo dal vescovo franco Teodolfo d’Orleans:


Glória, laus et honor tibi sit, Rex Christe, Redémptor :
Cui pueríle decus prompsit Hosánna pium. R/. Glória, laus.

Israël es tu Rex, Davidis et ínclita proles :
Nómine qui in Dómini, Rex benedícte, venis. R/. Glória, laus.

Cœtus in excélsis te laudat caélicus omnis,
Et mortális homo, et cuncta creáta simul. R/. Glória, laus.

Plebs Hebraéa tibi cum palmis óbvia venit :
Cum prece, voto, hymnis, ádsumus ecce tibi. R/. Glória, laus.

Hi tibi passúro solvébant múnia laudis :
Nos tibi regnánti pángimus ecce melos. R/. Glória, laus.

Hi placuére tibi, pláceat devótio nostra:
Rex bone, Rex clemens, cui bona cuncta placent. R/. Glória, laus.

Traduzione:

Gloria, lode e onore a te, Re Cristo Redentore, Al quale una schiera di fanciulli cantò l’Osanna devoto. R/. Gloria, lode.

D’Israele tu sei il Re, di David la nobile prole; Tu che vieni, Re benedetto, nel nome del Signore. R/. Gloria, lode.

Nel più alto dei cieli, ti loda tutta la schiera celeste; E l’uomo mortale insieme, e tutte le cose create. R/. Gloria, lode.

Il popolo ebreo ti venne incontro con le palme; Eccoci dinanzi a te con la preghiera, il voto, gli inni. R/. Gloria, lode.

A te che andavi alla tua passione essi pagavano il loro tributo di lode. Noi ora innalziamo i nostri canti a te che regni glorioso. R/. Gloria, lode.

Essi ti furono graditi, gradisci la nostra devozione; Re buono, Re clemente al quale piace tutto ciò che è bene. R/. Gloria, lode.

Le pianete plicate: genesi, utilizzo e storia

disegno pianeta piegata e stolone
Con un post di MiL dell'anno scorso continuiamo con qualche articolo di approfondimento liturgico. Consigliata la versione integrale, per le belle foto storiche!

Le pianete plicate e lo stolone: genesi, utilizzo e abolizione
Collegium Liturgicum, di Francesco Tolloi 
Un’osservazione attenta, precisa e circostanziata delle “pianete plicate” e dello “stolone”, del loro uso (in particolare nella forma che qui chiameremo “classica” del rito romano1), della loro genesi e formazione ci impone come necessaria la premessa che non stiamo ragionando di paramenti diversi dalla “pianeta”2 ma di un diverso modo di indossare lo stesso sacro indumento.

La morte cristiana del Tenente Colonnello Arnaud Beltrame: l'Eroe di Trèbes.

Il tenente colonnello Arnaud Beltrame, ucciso dopo che si era offerto come ostaggio per consentire il rilascio delle persone tenute sotto sequestro dal terrorista islamico Radouane Ladkim,  stava frequentando assiduamente il corso prematrimoniale. 
L'eroico e generoso militare ha ricevuto il sacramento dell'Estrema Unzione e sulla sua spalla è stata posta la Medaglia miracolosa della Santissima Vergine Maria da un suo amico  Canonico dell'Abbazia di Lagras il cui Abate Padre Emmanuel Marie de Saint Jean è un frequentatore abituale dei Pellegrinaggi tradizionali francesi e italiani.
Eleviamo al Signore preghiere di suffragio per l'anima dell'eroico militare francese. 
Preghiamo per la sua fidanzata e per tutti i suoi familiari perchè nella Fede trovino consolazione  conforto per il loro immenso dolore.
Che l'esempio  del tenente colonnello Arnaud Beltrame, coraggiosamente  coerente con la fede cattolica che professava (fonti di stampa francese parlano di una sua presunta, passata, affiliazione alla Gran Loggia di Francia prima della conversione) possa essere in futuro  punto di riferimento per le nuove generazioni che in Europa sono sempre più esposte al rischio della violenza generata dal fanatismo integralista dei cosiddetti guerriglieri islamici.

Maria aiuto dei Cristiani proteggi la Francia e l'Europa in questo difficilissimo momento che sta attraversando. 
AC

(ANSA ) - PARIGI, 24 MAR -  
Il tenente-colonnello , morto questa mattina dopo essersi volontariamente offerto in ostaggio al terrorista Radouane Lakdim in cambio della libertà per una donna, è stato unito in matrimonio religioso con la sua compagna questa notte, poco prima di morire. 
Padre Jean-Baptiste, un sacerdote che conosceva bene Arnaud e la compagna Marielle, è arrivato di corsa nella hall dell'ospedale di Carcassonne, quando ormai l'ufficiale dei gendarmi era moribondo. 
Il religioso ha chiesto di vedere Arnaud, che da alcune settimane, insieme con Marielle, con la quale erano già sposati civilmente, avevano dedicato "una trentina di ore" alla preparazione del matrimonio cattolico. 

sabato 24 marzo 2018

Ecco i pittori che illustrano i dubia dei cardinali sul Papa


L'arte segue  esempio dei quattro Cardinali con la solita arguta penna di Camillo Langone
Ci vogliono proprio i laici.....
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Il Giornale 17-3-18

Che fine hanno fatto i Dubia, le cinque domande formulate da quattro cardinali a Papa Francesco in merito all'esortazione apostolica Amoris laetitia? Correva l'anno 2016 e il testo pontificio sul matrimonio cattolico apparve a molti perlomeno confuso, ma solo quattro vecchi porporati, suppergiù in pensione ossia aventi poco da perdere, ebbero il coraggio di chiedere, in modo assolutamente rituale e rispettoso, chiarimenti. 
Esistono ancora l'indissolubilità del matrimonio, il peccato di adulterio, il bene e il male così come indicati da Gesù Cristo e poi da tutti i Santi e da tutti i Papi per due millenni? Oppure il Vangelo non è più valido e liberi tutti? Il Papa non rispose. Di più: rifiutò di ricevere in udienza i quattro firmatari, atteggiamento questo sì irrituale anche perché negli stessi mesi trovò il tempo per incontrare, con gran sfoggio di sorrisi e complimenti, l'abortista massima Emma Bonino e l'anticattolico incallito Eugenio Scalfari. L'anno scorso due dei quattro cardinali sono morti e, nonostante l'ostinazione del tedesco Brandmüller e l'ufficiosa adesione dell'olandese Eijk, oggi dei Dubia non si parla quasi più. Questo nel mondo ecclesiastico. Nel mondo artistico le cose vanno diversamente. Incredibile (per chi conosca lo sprezzante agnosticismo dell'ambiente) ma vero, alcuni pittori italiani hanno recentemente realizzato opere che sembrano far propri i dubbi di quei cardinali umiliati. Senza committenti, men che meno ecclesiastici: loro sponte.

Il caso più spettacolare è quello di Giovanni Gasparro, piccolo principe di una nuovamente grande arte sacra, giovane autore del vasto ciclo pittorico, 18 pale d'altare e due teleri, della chiesa di San Giuseppe Artigiano all'Aquila. Per chi non lo avesse capito, un cattolico supertradizionalista, e aggiungo che abbandonò il ministero straordinario dell'eucaristia siccome non sopportava che l'ostia venisse presa in mano dai fedeli (modalità luterana e post-conciliare).

venerdì 23 marzo 2018

Diavoli e Giuda nei conventi e nelle curie per distruggere la civiltà cattolica

Rai-Radio 3 sta dedicando  dei servizi al cosiddetto '68 italiano  ovviamente con  dei servizi impregnati di marxismo. 
I curatori di quello spazio d'informazione pubblica sono isolati nel loro conservatorismo ideologico: ormai il mondo sta andando in tutt'altra parte anche perchè l'anagrafe ha fatto inesorabilmente il suo corso.
Gli ideologi di sinistra tuttavia non sono soli perchè al loro fianco sembrano esserci anche alcuni degli attuali vertici della Chiesa che, per motivi anagrafrici, possono considerarsi i  discendenti di coloro che distrussero la Liturgia e indebolirono la Morale e la Dottrina Sociale cattolica: i demolitori cioè di quello che era stato per secoli il solido edificio della civiltà Cattolica. 
Stiamo vivendo quotidianamente il risultato di tanti sfasci scientemente programmati: chiese, conventi, seminari e scuole cattoliche distrutti. 
La cattolicità derisa e perseguitata è ora pressocchè assente dalla vita sociale e culturale in  tutte quelle Nazioni che per secoli furono figlie fedeli della Chiesa. 
Per divino volere la Chiesa Cattolica sarà però sempre viva a scarno delle macchinazioni dei tanti Giuda. 
La Fede ci insegna che dopo la necessaria purificazione dalle idolatre contaminazioni mondane il Vangelo e il Magistero della Chiesa ritorneranno a splendere su tutto l'Orbe cattolico. 
Allora ci saranno "un nuovo cielo e una nuova terra".
AC  

Il diavolo in convento. 
Una memoria inedita del Sessantotto cattolico 
di Sandro Magister 

Il cinquantenario della "rivoluzione" del 1968 si arricchisce ogni giorno di nuovi ricordi. Alcuni risaputi, altri no. 
Come quello – impressionante – messo ora per la prima volta per iscritto dal monaco benedettino camaldolese Guido Innocenzo Gargano, apprezzato maestro spirituale e grande studioso della Bibbia e dei Padri della Chiesa, già priore a Roma di San Gregorio al Celio, il monastero fondato da papa Gregorio Magno. 
In un libro pubblicato per celebrare i 70 anni del suo confratello monaco Giovanni Dalpiaz – che oggi è priore dell'Eremo di San Giorgio presso il lago di Garda ma è anche sociologo fin dalla sua giovinezza –, Gargano ricorda che cosa accadde nella comunità monastica di Camaldoli negli anni tempestosi del dopoconcilio e del dopo Sessantotto, quando il giovane Dalpiaz fece il suo ingresso in monastero. 

Il nuovo libro di A.M. Valli su Benedetto XVI. Pubblichiamo il capitolo dedicato al Summorum Pontificum


Pubblichiamo in esclusiva, per gentile concessione dell'Editore,  il capitolo dedicato al Motu Proprio Summorum Pontificum del nuovo libro di Aldo Maria Valli su Benedetto XVI uscito in questi giorni: Uno sguardo nella notte. Ripensando Benedetto XVI (QUI il link per l'acquisto).
Alleghiamo anche il comunicato stampa dell'opera.
Invitiamo caldamente i nostri lettori a leggere e diffondere l'opera.
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Capitolo Il Summorum pontificum

È stato proprio il desiderio di ricomporre la frattura con i settori più tradizionalisti della Chiesa a portare il Papa, il 7 luglio 2007, a diffondere in forma di motu proprio (come dire di sua iniziativa personale) il Summorum pontificum, documento con il quale il pontefice dà le indicazioni necessarie, dal punto di vista giuridico e liturgico, per la celebrazione della messa tridentina (comunemente conosciuta come la “messa in latino”), quella cioè che si celebrava prima del Concilio Vaticano II, con la parziale riforma voluta da Giovanni XXIII nel 1962. Una novità, quella introdotta da papa Ratzinger, entrata in vigore il successivo 14 settembre 2007, festa dell’esaltazione della Santa Croce, e accompagnata, tanto per cambiare, da mille polemiche. Perché questa concessione? Il Papa vuole forse favorire i tradizionalisti? Oppure intende sconfessare il Concilio Vaticano II? 

In una lettera allegata al documento Benedetto spiega che le cose non stanno così. L’unico obiettivo del motu proprio è “giungere a una riconciliazione interna nel seno della Chiesa”. Non si tratta quindi di privilegiare qualcuno o di rinnegare qualcosa, ma di trovare una strada per salvaguardare l’unità. 

Il Papa è molto chiaro in proposito. Guardando indietro lungo la bimillenaria storia della Chiesa, dice, si vede bene che tutte le volte in cui l’unità è stata messa in discussione e si è trovata a rischio “non è stato fatto il sufficiente da parte dei responsabili della Chiesa per conservare o conquistare la riconciliazione e l’unità”. Ci sono state omissioni, qualcuno non ha fatto pienamente il proprio dovere, e proprio la consapevolezza di questi errori e di questi peccati oggi impone di “fare tutti gli sforzi, affinché a tutti quelli che hanno veramente il desiderio dell’unità sia reso possibile di restare in quest’unità o di ritrovarla nuovamente”.

giovedì 22 marzo 2018

La gloriosa morte della Beata Imelda Lambertini

di don Alfredo Morselli


Conosciamo la storia commovente di questa Beata [1], religiosa domenicana tredicenne: le era stata negata la possibilità di accedere all’Eucarestia, perché a quei tempi si richiedeva un’età maggiore. Gesù Eucaristico diede al prete, che aveva opposto il suo no, e a noi tutti, una grande lezione di amore: “…proprio davanti a lei, a un tratto, apparve a mezz'aria una luminosissima particola. Il sacerdote capì che non si sarebbe potuto rifiutare: così prese l'ostia e comunicò la ragazzina. La Lambertini entrò immediatamente in estasi e così rimase. Morì con un'espressione di gioia sul viso che rimase impressa negli astanti” [2].

La Beata Imelda morì dunque di una morte di amore, di amore per la SS. Eucaristia: ma cosa vuol dire esattamente morire di amore? Perché la beata Imelda ha ultimato la sua vita terrena in questo modo, subito dopo aver ottenuto miracolosamente ciò che aveva tanto desiderato?

I presupposti per la risposta a questa domanda ci sono dati da colui che, per dichiarazione del Cielo stesso, dell’Eucarestia disse bene [3], il solito S. Tommaso d’Aquino; precisamente in Summa Theologiae, IIIª q. 80 a. 2 co. (Se l'uomo soltanto, oppure anche gli angeli, possano ricevere spiritualmente questo sacramento):
“Nell'Eucarestia è presente Cristo stesso, non già nel suo stato naturale, ma sotto le specie sacramentali. Perciò ci si può cibare spiritualmente di lui in due modi. Primo, fruendo di Cristo nel suo stato naturale. Ed è così che si nutrono spiritualmente di Cristo gli angeli, unendosi a lui con il godimento della carità perfetta e con la visione manifesta (ed è questo il pane che ci attende nella patria): non già con la fede che ci unisce a lui qui sulla terra.
Secondo, ci si può cibare spiritualmente di Cristo in quanto è presente sotto le specie di questo sacramento: cioè credendo in Cristo e desiderando di ricevere questo sacramento. E ciò non è soltanto nutrirsi spiritualmente di Cristo, ma è anche nutrirsi spiritualmente del sacramento dell'Eucarestia. E questo va escluso per gli angeli. Agli angeli quindi, sebbene si cibino spiritualmente di Cristo, non spetta ricevere spiritualmente questo sacramento”[4].
Vediamo di spiegare questo testo: in Paradiso gli Angeli e i beati non si nutrono di Cristo sotto le specie Eucaristiche, ma sono in perfetta comunione con lui (la realtà significata analogicamente dal cibarsi) mediante il godimento della carità perfetta e la visione manifesta. Non è necessario il segno di cosa sacra, possedendo i beati realmente ciò che il segno significa.
Evidentemente il desiderio di Imelda di ricevere Gesù era in lei così perfetto, che non poteva ulteriormente crescere nella carità se non comunicandosi come gli angeli, cioè fruendo di Cristo nel suo stato naturale ("prout in sua specie consistit"), e non più soltanto con la fede che ci unisce a lui qui sulla terra ("non per fidem, sicut nos hic ei unimur").
Comprendiamo così che il desiderio di comunicarsi comprende in qualche modo il santo desiderio di morire, desiderando chi si comunica la Comunione perfetta simpliciter.

Sono così ancora più chiari i versi dell’Aquinate, nell’inno Adoro Te devote

Iesu, quem velatum nunc aspicio,
oro fiat illud quod tam sitio; 
ut te revelata cernens facie, 
visu sim beatus tuae gloriae.

La gloriosa morte della Beata Imelda sta dunque nel fatto che ella ha gustato le delizie di una Comunione sacramentale perfetta, ed è passata direttamente da una perfetta Comunione come si può fare su questa terra alla Comunione assolutamente perfetta del Cielo.

Ella ha patito anche il dolore di vedersi negata la possibilità di comunicarsi sacramentalmente, lei che invece ne era particolarmente degna; oggi succede tristemente l’esatto opposto: si vuole dare la S. Comunione a chi non è oggettivamente in condizione di riceverla.
Possa ella intercedere perché si dissolva come il fumo che si disperde [5] questa prassi eretica: possa essere non solo la patrona dei bambini che si accostano per la prima volta a Gesù Eucaristico, ma anche di coloro che, trovatisi a navigare nel mare in tempesta di questa epoca scristianizzata, non riescono ancora a mettersi nelle condizioni di potersi lecitamente e fruttuosamente comunicare. La Beata ottenga loro che arrivino ai sacramenti non compatiti da una falsa misericordia, ma vittoriosi per l’abnegazione.

La piccola grande Imelda, non di meno, possa aiutare anche chi accede lecitamente ai sacramenti, perché non si impantani nella vomitevole tiepidezza (cf. Ap 3,16) di S. Comunioni poco fervorose.

NOTE

[1] Per chi volesse approfondire la storia della vita della Beata Imelda, segnaliamo le seguenti opere: P. TIMOTEO CENTI, O.P. La Beata Imelda Lambertini, Vergine domenicana. Con studio critico e documenti inediti, Firenze: Il Rosario 1955, pp.133; P. TOMMASO ALFONSI, O.P., La B. Imelda Lambertini - Domenicana, Bologna: LTP, 1927, pp. 267. Entrambe le opere sono scaricabili gratuitamente in formato pdf qui: http://www.arpato.org/studi.htm.

[2] RINO CAMMILLERI, Santi dimenticati, Piemme, 1996, cit. in «Imelda Lambertini», http://it.wikipedia.org/wiki/Imelda_Lambertini.

[3] Mi riferisco al fatto miracoloso avvenuto della Basilica di San Domenico Maggiore, a Napoli, quando, mentre l’Aquinate era in preghiera nel Cappellone del Crocifisso, fu udita la voce di Gesù, rivolta allo stesso dottore angelico: “Bene de me dixisti Thoma”.

[4] “Respondeo dicendum quod in hoc sacramento continetur ipse Christus, non quidem in specie propria, sed in specie sacramenti. Dupliciter ergo contingit manducare spiritualiter. Uno modo, ipsum Christum prout in sua specie consistit. Et hoc modo Angeli spiritualiter manducant ipsum Christum, inquantum ei uniuntur fruitione caritatis perfectae et visione manifesta (quem panem expectamus in patria), non per fidem, sicut nos hic ei unimur. Alio modo contingit spiritualiter manducare Christum prout est sub speciebus huius sacramenti, inquantum scilicet aliquis credit in Christum cum desiderio sumendi hoc sacramentum. Et hoc non solum est manducare Christum spiritualiter, sed etiam spiritualiter manducare hoc sacramentum. Quod non competit Angelis. Et ideo Angeli, etsi spiritualiter manducent Christum, non convenit tamen eis spiritualiter manducare hoc sacramentum”.

[5] Sal 68,3: "Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi; come si scioglie la cera di fronte al fuoco, periscono i malvagi davanti a Dio".

mercoledì 21 marzo 2018

Suddiaconato e ordini minori in rito antico a Dolcedo per i Monaci Benedettini dell'Immacolata di Villatalla (Im)

Stamane, 21 marzo 2018, nella festa di S. Benedetto, nella chiesa di S. Tommaso Ap. in Dolcedo, assistente Mons. Guglielmo Borghettia Vescovo di Albenga - Imperia, e molto clero astante, Mons. Mario Oliveri ha conferito l'ordine del suddiaconato e gli ordini minori a due monaci benedettini dell'Immacolata del monastero di S. Caterina di Siena in Villatalla (Im). 
Auguri ai due monaci ordinati, e a padre Jehan per i frutti vocazionali della sua guida di padre e pastore della comunità monastica che egli guida.







MONS. VIGANÓ SI È DIMESSO. Il papa lo nomina assessore.

Il Papa ha accolto la richiesta di dimissioni di Mons. Viganó da Prefetto della Segreteria per le comunicazioni. 
Apprendiamo la notizia dal bollettino della Sala Stampa della S. Sede.
Ci domandiamo però che senso possa avere la nomina per il medesimo dicastero... Lo fa rientrare dalla finestra, dopo averlo fatto uscire dal portone.
Ecco la lettera
 


Questa del Papa segue quella inviatogli da Mons. Viganò, pubblicata da Tosatti qui.

Un altare cattolico?


Digitando su un qualsiasi "motore di ricerca"  Pfarrkirche Heilig Kreuz altar si possono vedere tanti, troppi raccapriccinanti esempi di "presbiteri" e di "altari" in località diverse della Germania.
La distruzione dei presbiteri e la ridicolizzazione dei nuovi spazi celebrativi (altari compresi) fanno parte del tristissimo primato tedesco di sfascio liturgico, devozionale e culturale conseguente al Concilio Vaticano II. 
L'arte e la cultura cattolica tedesca, che ha prodotto immensi capolavori di arte e di architettura sacra, nel corso della storia "moderna" ha dapprima  subìto la diabolica e feroce iconoclastia protestante; poi le devastazioni prima e dopo la caduta del Terzo Reich ed infine la radicalizzazione ridicolmente interpretativa del Concilio Vaticano II. 
Nel giro di pochi anni è stata scientemente distrutta ogni forma di cultura e di devozione cattolica in quasi tutto il suolo tedesco.
Umanamente tutto questo "orrore liturgico/devozionale/culturale" non è sanabile così come  non si riesce ad arginare la crescente fuga di fedeli cattolici da una chiesa dittatorialmente iper-progressista che rasenta spesso  il ridicolo e il blasfemo.
Oggi l'attenzione  è concentrata sul presbiterio rinnovato della Chiesa Parrocchiale della Santa Croce di Zweibrücken (in Renania-Palatinato):  vi sembra un altare cattolico questo?
Con un capro? ...

martedì 20 marzo 2018

Il canto V dell’Inferno dopo Amoris laetitia

di Dante Alighieri


Illustrissimi homini dello XXI secolo, vi scrivo dallo beato regno in cui mi trovo, dacché Amoris laetitia aprimmi gli occhi, e compresi che troppo esagerai gittando nell'inferno sì tanti peccatori. Io credea allora nella famigerata morale oggettiva. Imperciocché decisi di metter mano al mio farisaico poema e di offrirne più misericordiosa versione. Istatemi bene. Dante

lunedì 19 marzo 2018

Festa di San Giuseppe Patrono universale della Santa Chiesa

Orazione a San Giuseppe 

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa. 
Ti preghiamo! per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido Custode della Divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, questa immonda peste di errori e di vizi, che ha infettato il mondo; ci assisti propizio dal Cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo Protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la Santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi da questo momento sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinchè a tuo esempio, e grazie il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. 
E così sia.  

Preghiera di consacrazione e affidamento dell’Italia a San Giuseppe 
  di Don Stefano Lamera

San Giuseppe, sposo di Maria santissima, Madre di Gesù e Madre dell’umanità, che ha voluto la nostra Italia disseminata dei suoi Santuari e che sempre ha guardato ad essa con lo stesso amore di predilezione con cui l’ha guardata Gesù, che volle sede stabile del suo Vicario in terra, il Papa. 

domenica 18 marzo 2018

San Giovanni Rotondo: il Papa ha evitato di visitare la "cripta d'oro" decorata da P. Marko Rupnik

Il Quotidiano Il Giornale (link sotto)  aveva dato notizia che in occasione del viaggio apostolico a San Giovanni Rotondo il Santo Padre avrebbe venerato il corpo del Santo all'interno del "vecchio" Santuario di Santa Maria delle Grazie. 
Grazie a Dio così è stato!
Si è veduto il Papa, visibilmente commosso, pregare davanti al Crocifisso, dal quale il 20 settembre 1918 Padre Pio ricevette le stimmate permanenti, e davanti il Corpo del Santo collocati all'interno della Chiesa di Santa Maria delle Grazie. 
Anche se il quotidiano si riferiva alla visita "in divenire" vale la pena di leggere quel che ha scritto la Giornalista non condividendo però quella punta di  ammirazione che  ha esternato nei confronti di P. Marko Rupnik : l'Artista/progettista che ha farcito la cripta che attualmente accoglie il corpo dell'umile e poverissimo frate stigmatizzato di Pietrelcina con delle roboanti  decorazioni kitsch.
Apprezziamo grandemente la decisione del Papa che ha evitato di entrare all'interno di quella cripta "faraonica".
AC


Il Papa rende omaggio al frate di Pietrelcina, ma non entrerà nella cripta degli ex voto 
di Serena Sartini 


Un viaggio lampo di appena sette ore (compreso il volo) sui passi di padre Pio. 
Papa Francesco si reca oggi sui luoghi del santo cappuccino, visitando dapprima Pietrelcina, nella diocesi di Benevento, luogo di nascita del frate, per poi visitare San Giovanni Rotondo, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di padre Pio. 

Ma non visiterà, il Pontefice con il nome del poverello di Assisi, la cripta ricoperta d'oro

sabato 17 marzo 2018

Neanche in Corea del Nord. Terza puntata delle fake news di Viganò. A quando le dimissioni?

Mons.Viganò è stato praticamente mollato da tutti: persino dai fedelissimi corifei dell'attuale corso (v.QUI;  gli altri post di MiL sulla figuraccia planetaria: QUI; QUI e QUI ).
Ora è possibile leggere il testo completo della lettera di Benedetto XVI , censurato da Mons.Viganò, anche su :

Lo scandalo della lettera di Benedetto XVI strumentalizzata continua: censurato un paragrafo!

Oggi su Stilum Curiae il vaticanista Marco Tosatti ha scritto: "Lo scandalo dello scambio epistolare fra mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede e Benedetto XVI non sembra avere fine. E si arricchisce di un nuovo capitolo, che, come quelli precedenti, non fa fare una bella figura al responsabile della comunicazione vaticana. Anzi. Questa volta crediamo di poter asserire con un certo fondamento che qualcuno in Vaticano non ha gradito tutta l’operazione, e la strumentalizzazione, forse organizzata in precedenza, della risposta di Benedetto XVI (7 febbraio) alla lettera di invito di Viganò (12 gennaio, ma resa nota il 13 marzo). 
E ha provveduto a farlo sapere. In breve: come rivela il collega Magister, e possiamo confermare, anche se dobbiamo mantenere l’anonimato della fonte, che c’erano altre righe, mai lette e mai rivelate, nella lettera di Benedetto. 
Che spiegavano perché il papa emerito non aveva e non avrebbe letto gli undici libriccini sulla teologia di papa Francesco, e tantomeno li avrebbe commentati. In breve: perché due degli autori erano persone che si erano sempre opposte alla teologia di Giovanni Paolo II, di Joseph card. Ratzinger e di Benedetto XVI. Per i dettagli, potete andare su questo sito" QUI

Sempre oggi il vaticanista Andrea Tornielli ha scritto sul medesimo argomento:

La lettera di Benedetto XVI, nuovo giallo sui giudizi omessi
di Andrea Tornielli

La missiva conteneva un ulteriore paragrafo che non è stato né pubblicato né letto, nel quale Ratzinger criticava la scelta dei due teologi tedeschi tra gli autori della collana 

La lettera di Benedetto XVI letta dal Prefetto della Segreteria per la comunicazione Dario Edoardo Viganò durante la presentazione della collana di 11 volumetti sulla teologia di Francesco è un giallo infinito.  
Il testo della missiva originale del Papa emerito conteneva infatti un ulteriore paragrafo né pubblicato né letto nel corso della conferenza stampa di lunedì 12 marzo. 
La notizia è stata diffusa dal vaticanista Sandro Magister e risulta confermata anche dalle verifiche che Vatican Insider ha effettuato, mentre la Sala Stampa vaticana non commenta

Napoli: avviso importante dopo il crollo del muro perimetrale del convento dei Padri Teatini

A seguito del crollo di una parete del Convento di San Paolo Maggiore di Napoli, forse anche la monumentale Basilica dovrà rimanere chiusa per  verifiche.
Gli amici partenopei del gruppo liturgico "San Gaetano e Sant'Andrea Avellino" che assistono alla S.Messa in rito antico celebrata proprio  in quella Basilica invitano i fedeli di informarsi , tramite il loro sito - v.link sotto,  per le prossime celebrazioni del 18 e del 19 marzo. 
Abbiamo veduto ieri i servizi televisivi del salvataggio dei cinque operai investiti dalle macerie del crollo del muro del convento: eleviamo le nostre preghiere alla Madonna Santissima, Salus infirmorum, e ai Santi Patroni di Napoli per la loro salute  e per le loro famiglie!
AC

AVVISO IMPORTANTE

Cari Amici, come forse avrete saputo (vd. qui), questa mattina una delle pareti perimetrali del Convento dei Padri Teatini ha subito un grave crollo, che ha causato anche il ferimento di alcuni operai impegnati in lavori di ristrutturazione (preghiamo per loro!). 
A seguito di tale infausto evento, i Vigili del Fuoco e la Sovrintendenza stanno effettuando