mercoledì 31 gennaio 2018

Il dado sembra tratto: Padre Nostro modificato. Si rendono conto di quello che stanno facendo?

Tra i tanti articoli su questa triste e grave vicenda vi proponiamo quello di Stilum Curiae. Preghiamo perchè Gesù ci aiuti affinche i vescovi italiani abbiano un pò di coraggio.
Certe improvide dichiarazioni nascono anche da una trasmissione\intervista del S. Padre alla TV dei Vescovi (VEDERE QUI).
In coda al post alcune interessanti riflessioni inviate dall'amico Giovanni.
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Marco Tosatti

Spero che il frammento di Vangelo, scritto in aramaico, greco e latino, come la Stele di Rosetta, in base al quale la Conferenza Episcopale Italiana discuterà come cambiare la preghiera più importante del cristianesimo si rivelerà autentico. Datato intorno agli ultimi anni del primo secolo, e magari, in assenza di registratori tanto cari ai gesuiti, con una firma, o almeno le iniziali di Gesù, il Cristo. L’esistenza di questo frammento o frammenti non è ancora stata resa nota, ma DEVE esistere; se no con quale improntitudine si oserebbe manomettere un testo vecchio di duemila anni, sempre considerato autentico e pregato in quel modo da infinite generazioni di cristiani? L’ultima, debole speranza è che nell’assemblea dell’autunno in cui si deciderà questo cambiamento: da “non indurci in tentazione” a “non abbandonarci alla tentazione”, posto che nel segreto dell’urna come ben sappiamo Dio ti vede, ma Galantino no, e papa Bergoglio neppure, in una resipiscenza di fede e orgoglio il voto sia “no”. Ma ahimè, siamo consci di quanto questo flebile desiderio sia illusorio.

Atti degli Apostati: Gesuiti, gender e camere da letto

Forse era quasi meglio che Pio VII nel 1814 non li ricostituisse,  dopo il - a detta di qualcuno -  felice scioglimento da parte di Clemente XIV nel 1773.
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Il Foglio,  Matteo Matzuzzi, 12-1-18
Roma. Saranno pure gesuiti, ma i discorsi di Papa Francesco sul “gender sbaglio della mente umana” (marzo 2015), sulla “cosiddetta teoria del gender espressione di una frustrazione e di una rassegnazione” (ottobre 2016), sulla “utopia del neutro che rimuove la dignità umana della costituzione sessualmente differente” (ottobre 2017), evidentemente non arrivano sul tavolo degli augusti vertici della prestigiosa Georgetown University di Washington, la più antica università cattolica d’America retta da sempre dalla Compagnia di Gesù. A fine dicembre, la lieta novella comunicata via mail: dall’anno accademico 2018-2019 saranno predisposti degli spazi abitativi all’interno del campus riservati agli studenti e alle studentesse interessati a esplorare “il gender e la propria sessualità”. Uno spazio neutro, insomma, per chi non si riconosce nelle categorie uomo-donna e non vuole essere costretto a scegliere in quale alloggio sistemarsi, perché oltre al binomio uomo-donna c’è di più. Il tutto, spiegano dall’ufficio residenziale dell’Ateneo, in nome “dei nostri valori cattolici e gesuiti” che prevedono “un linguaggio, una prospettiva e un senso di inclusione votati ad approfondire il nostro senso di cura personalis”. Grace Smith, la studentessa che aveva richiesto di predisporre le stanze da letto gender e che guida il gruppo Lgbtq+ della Georgetown, esulta su Facebook e a caratteri maiuscoli scrive che trattasi di “un grande risultato per un’università gesuita”.

La decisione della direzione del campus – aggiunge Mrs Smith – “fa sì che gli studenti ora avranno accesso a uno spazio residenziale dedicato a esplorare se stessi e gli altri in relazione al gender e alla sessualità”, come se questo fosse lo scopo di un’università. “E’ brutto trovarsi in una situazione dove è considerato implicito il tuo appartenere a un determinato genere con il quale però non ti identifichi”, ha detto Aaron Warga, che si è proposto come assistente del piano abitativo appena approvato.

La fede e la devozione di un bambino verso Gesù Sacramentato ha ottenuto la grazia per la sua famiglia

« La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico. Gesù ci aspetta in questo sacramento dell'amore. 
Non risparmiamo il nostro tempo per andare ad incontrarlo nell'adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. 
Non cessi mai la nostra adorazione » (San Giovanni Paolo II, Epist. Dominicae Cenae, 3: AAS 72 (1980) 119). Citata nel Catechismo della Chiesa Cattolica, paragrafo 1380
AC  


Bambino di 8 anni prega il Santissimo e ottiene una grazia per la sua famiglia 

Diego, un bimbo la cui fede in Gesù Sacramentato ha trasformato la realtà della sua famiglia, segnata da maltrattamenti, alcolismo e povertà Padre Patricio Hileman, responsabile della formazione di cappelle di Adorazione Perpetua in America Latina, ha condiviso la toccante testimonianza di Diego, un bambino messicano di 8 anni la cui fede in Gesù Sacramentato ha trasformato la realtà della sua famiglia, segnata da problemi di maltrattamenti, alcolismo e povertà. 

martedì 30 gennaio 2018

La Conferenza episcopale tedesca apre all'aborto

Letto ora. Ormai al peggio non c'è mai fine. Satana sembra alle porte.
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La Nuova Bussola Quotidiana 30-1-18, Benedetta Frigerio
Massimo Cacciari subito dopo la rinuncia di Benedetto XVI rilasciò profeticamente a Vita (11/03/13) un’intervista in cui spiegò che la Chiesa avrebbe perso la sua funzione di “porre un freno”, di  Katécon, il potere citato da san Paolo capace di arginare l’avanzata del pensiero aticristico. 
Allora le parole del filosofo apparvero come alcune fra tante supposizioni, anche perché si sperava in un pontificato capace di opporsi al male con ancora più forza di quello di Giovanni Paolo II prima e di Benedetto XVI, i papi che rappresentavano un ostacolo alle spinte eretiche (anche nella Chiesa stessa) contrarie al pensiero di Cristo contenuto nel Magistero millenario della Chiesa.
Invece oggi accade che intere Conferenze episcopali possano mettere in dubbio le fondamenta della dottrina cattolica, che mai potranno cambiare, agendo non solo indisturbati ma come traino della Chiesa per portare con sé la maggioranza dei fedeli più che mai confusi.
Il 25 gennaio scorso, Lifesitenews ha pubblicato la notizia della decisione della Conferenza

lunedì 29 gennaio 2018

Basilica del Pantheon "tridentina"

Dall'amico don Giorgio.
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Ieri venerdì 26 Gennaio, nella festa di San Policarpo, il Rev. Don Matthieu Raffray IBP,  professore all'Angelicum, ha celebrato,  nella forma extraordinaria,  una Santa Messa Solenne  per le vocazioni nella Basilica di Santa Maria ad Martyres in Roma (Pantheon) in presenza di numerosi seminaristi,  studenti delle facoltà romane e tanti altri amici della Messa Tridentina (in tutto un buon centinaio di presenti).
Pubblichiamo qualche foto della celebrazione.
La parte musicale è stata curata da alcuni seminaristi del Venerabile Collegio Inglese.
La celebrazione di questa messa è stata voluta da un nuovo gruppo di amici della liturgia e spiritualità tradizionali che si sta creando spontaneamente nell'Urbe fra gli studenti delle Facoltà Pontificie e che ama farsi chiamare "Tridentini". Una prima esperienza era stata tentata con  successo nella chiesa di San Vitale sempre grazia all'interessamento di Don Raffray nel mese di Novembre. Speriamo che questo sia l'inizio di una nuova presenza della messa in latino nella Capitale della Cristianità.

Rahner, la chiave per scardinare duemila anni di fede; ci siamo?

Prima o poi ci si doveva arrivare. E infatti ci siamo arrivati. Don Maurizio Chiodi, teologo moralista e neo-membro ordinario della Pontificia accademia della vita, recentemente rinnovata da papa Francesco, ha sostenuto che in alcune circostanze la contraccezione non è solo consentita, ma necessaria. Le dichiarazioni di Chiodi sono arrivate durante il suo intervento del 14 dicembre 2017 all’Università Gregoriana di Roma nell’ambito di un ciclo di lezioni pubbliche per i cinquant’anni dell’enciclica di Paolo VI «Humanae vitae».

Ha detto dunque don Chiodi: «Ci sono circostanze, mi riferisco ad “Amoris laetitia” capitolo VIII, che proprio per responsabilità richiedono la “contraccezione”». «Rileggere “Humanae vitae” (1968) a partire da “Amoris laetitia” (2016)» è stato il titolo della relazione, nel corso della quale il professore ha spiegato:  «La tecnica, in determinate circostanze, può consentire di custodire la qualità responsabile dell’atto coniugale anche nella decisione di non generare quando sussistano motivi plausibili per evitare il concepimento di un figlio. La tecnica, mi pare, non può essere rifiutata a priori quando è in gioco la nascita di un figlio, perché anche la tecnica è una forma dell’agire e quindi richiede un discernimento sulla base di criteri morali, irriducibili però a una interpretazione materiale della norma».

domenica 28 gennaio 2018

Firenze. Appello per salvare lo storico Convento Domenicano di San Marco

Facciamo sentire anche la nostra voce per scongiurare la chiusura annunziata dello storico Convento di San Marco di Firenze: lo possiamo fare apponendo la nostra firma sul sito linkato sotto
Lo storico Convento domenicano di Firenze è anche la culla del nostro Rinascimento: è stato costruito a  lode di Dio per rispondere alle esigenze spirituali e materiali dell'uomo. 
Se si verificasse la soppressione del convento di san Marco, ci sarebbe poi anche un effetto domino: nessuno si sdegnerebbe per la chiusura di altri prestigiosi conventi! 
Non si riesce a trovare una comunità tradizionale domenicana che potrebbe farsi carico del Monastero di San Marco? 
Potrebbe essere una sfida unica ed irripetibile!!! 
Intanto firmiano tutti !!!  
AC

Salviamo il convento di San Marco (Firenze) dal nuovo provvedimento di chiusura 

per firmare
cliccare QUI  

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«Non si vuole salvare San Marco? Risparmiateci almeno i pretesti» 
di Pietro De Marco 
sul Corriere Fiorentino, 27 Gen 2018 

Caro direttore, è un periodo molto spiacevole, doloroso, questo, che costringe (me ed altri) ad una polemica nei confronti di alcune autorità della Chiesa, polemica che non era mai stata mia, se non in anni giovanili e con tutt’altro segno. 
Ma proprio quel «ritorno all’ordine» che caratterizza la mia appartenenza cattolica da almeno una metà del cammino della vita, mi spinge oggi a dissentire, per coerenza, sia da stile e contenuti dell’attuale pontificato, sia da iniziative di minore momento, ma sempre infelici, come quella che minaccia a Firenze un ulteriore, mortale, depauperamento di San Marco. 
Non ripeto quello che ho già scritto sul Corriere Fiorentino del 21 dicembre scorso.
Aggiungo solo che la petizione cui accennavo allora, su www.change.org, ha superato le 12.200 firme nel mondo. 

sabato 27 gennaio 2018

Stefano Fontana: nuovo modulo del Corso di Filosofia

Una segnalazione di un'interessante iniziativa di carattere filosofico tenuta dall'amico Stefano Fontana, dell'Osservatorio Card. Van Thuan.
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LA FILOSOFIA CRISTIANA
Secondo modulo: Metafisica della Conoscenza
di Stefano Fontana
                                
Il 7 febbraio 2018 inizierò il secondo Modulo di Filosofia Cristiana sulla Gnoseologia o Metafisica della Conoscenza. Si tratta di 6 lezioni fruibili in sede o a distanza. Il primo modulo sull’ontologia è stato svolto nel 2017 ed è disponibile. 
Gli incontri si terranno presso la Libreria l’Isola del Tesoro delle Edizioni Fede & Cultura di Verona, via Marconi 60/a, ogni quindici giorni, per 6 mercoledì a partire dal 7 febbraio 2018, dalle ore 18,30 alle ore 20.00. Chi non può essere presente può scaricare le videoregistrazioni e i materiali testuali online. Per l’intero modulo di 6 lezioni si pagano 35 euro. E’ possibile recuperare anche il modulo di ontologia. Per iscrizioni scrivere a: ordini@fedecultura.com, o telefonare al 045-941851

Linz (Austria): usurpazione degli spazi sacri, una donna si proclama “ pastora, parroco e diaconessa, (a ciò) consacrata dalla vita”

Linz ( Austria). Tutto avviene nella "solita" iperprogressista Diocesi di Linz: dalla blasfema, tristemente nota processione del Corpus Domini del 2009 con "pan-focaccia" infilzato (v.foto sotto) alla "parroca" che benedicendo si autodefinisce "diaconessa, consacrata dalla vita" (v.foto a destra) passando per i parroci dichiaratamente concubini. 
Quella diocesi , che  giuridicamente è in comunione con la Santa Sede,   vanta anche un "guinnes dei primati": aver costretto Mons. Gerhard Wagner con  enormi "pressioni .., da molti suoi colleghi e perfino dall'episcopato austriaco..."  a rinunziare all'incarico e alla sua consacrazione episcopale pochi giorni dopo essere stato eletto vescovo ausiliare dal Papa Benedetto XVI  ( QUI QUI QUI ). 
E' ora arrivato l'ennesimo arrogante insulto alla Dottrina e alla disciplina della Chiesa: l'usurpazione degli spazi sacri di donne che si spacciano per "pastore" o "diaconesse".
Nessuna Autorità però è intervenuta per far cessare quello scandalo inaudito: ennesima conferma che le deviazioni e le correnti "di rottura" della Chiesa  rimangono sfacciatamente impunite. 
 Siamo davvero arrivati alla frutta (avvelenata)! 
AC
In Austria arriva la "parroca" e la messa è fai da te 
di Marco Tosatti 

In  KatholischesRivista per Chiesa e Cultura abbiamo trovato un articolo molto interessante, scritto da una donna, Martha Burger, il che può evitare almeno qualche accusa di maschio-centrismo, su uno strano fenomeno che ha luogo nella diocesi di Linz. 
In cui una donna, in una chiesa cattolica, dice di sé: “Sono una pastora, manager, parroco e diaconessa, (a ciò) consacrata dalla vita”.
Martha Burger osserva che “Il fenomeno dell'usurpazione degli spazi sacri da parte di donne sta infettando in modo strisciante la Chiesa austriaca e provocando una scarsità di vocazioni mai osservata prima”. 

venerdì 26 gennaio 2018

Flop del programma "Padre nostro"?

Purtroppo o per fortuna? Qualche intelligente considerazione di Padre Scalese.

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Querculanus 11-1-18
Don Filippo Di Giacomo, sull’ultimo numero del Venerdí di Repubblica (5 gennaio 2018), ci informa del flop del programma di TV2000 Padre nostro, che ha visto la partecipazione niente po’ po’ di meno che del Papa:

Papa Francesco è stato protagonista di un programma in onda ogni mercoledí, dal 25 ottobre in poi, su TV2000, la cosiddetta “televisione dei vescovi”, intitolato Padre Nostro e condotta da don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova. Il programma è stato accompagnato da un grande e lungo battage pubblicitario con lanci su ogni possibile organo di comunicazione, dalla carta stampata alla radio e alla presenza di don Pozza sui principali canali televisivi nazionali. Ma nonostante l’impegno, ha registrato ascolti cosí bassi da risultare imbarazzanti. Confermando, oltretutto, ciò che i dati di ascolto attestano da almeno tre anni: papa Francesco, in televisione, vale la metà di papa Benedetto XVI: se il secondo aveva una audience media intorno al 20 per cento, il suo successore si attesta tra il 9 e il 12 per cento degli spettatori. Se, come diceva McLuhan (morto cattolico praticante, con una grande diffidenza per il microfono sull’altare e un profondo disgusto per le messe “contemporanee”), «il medium è il messaggio», ma la gente cambia canale quando appare una tonaca teletrasmessa, un motivo ci deve pur essere.

Punizioni divine: seminari chiusi e tonache alle ortiche. Sempre meno preti. Come faremo?

"Sono ciechi e guide di ciechi”( Mt 15,14) 
La chiusura dopo 11 anni di vita del Seminario interdiocesano di Betania delle Diocesi Alessandria, Asti, Casale, Tortona e Acqui fa riflettere amaramente sul possimo futuro o delle vocazioni sacerdotali in Italia e in Europa.
Nel commentare la notizia il Quotidiano la Stampa ha sottolineato che "...scende anche il numero dei sacerdoti, che diventano sempre più anziani. Nella diocesi di Casale, ad esempio, sono 67 i sacerdoti attivi pastoralmente, per 115 parrocchie, con circa 100 mila abitanti. 
È lo stesso numero di parrocchie della diocesi di Acqui, mentre quelle di Tortona sono 314 e quelle di Alessandria 75 (con 45-50 preti attivi)." QUI  
Un' eccezione par essere la costante fioritura di Sacerdoti in Burundi, terra dove 21 anni fa ci fu  il martirio  "di 40 giovanissimi allievi del Seminario di Buta (diocesi di Bururi), appartenenti alle etnie hutu e tutsi, per non essersi voluti separare gli uni dagli altri." QUI 
Da sottolineare l'aspetto devozionale di diversi preti originari del Burundi, impegnati  pastoralmente in terra italiana, che sono soliti spronare pubblicamente ai fedeli  ad adorare Gesù Eucaristia stando in ginocchio durante la Santa Messa dal Santo fino alla Dossologia

Ci siamo già occupati della crescente mancanza di vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa: terribile "castigo" che Dio sta riservando soprattutto al continente europeo. QUI 

I vecchi preti erano soliti affermare, con estrema gravità, che la fioritura delle vocazioni al Sacerdozio era la "cartina di tornasole" della bontà di un episcopato; tant'è che nelle vecchie pubblicazioni che trattavano della storia  di una diocesi sotto il nome di un Vescovo spesso si scriveva : "durante il suo governo episcopale fiorirono  ... sacerdoti ...religiosi" ect ect 

Nell'attuale situazione di una chiesa caratterizzata dal troppo impegno "sociale" sfioriscono invece tante, troppe vocazioni  come pure avvenne in modo drammatico ed eclatante  durante il triste Pontificato del Beato Paolo VI. 

L'articolo che postiamo oggi riguarda  la desolante situazione sacerdotale in terra italiana e fa riflettere molto sulla "bontà" della formazione che viene impartita nei seminari italiani. 
Parla della  "fuga" di alcuni sacerdoti italiani verso la confessione anglicana (che non gode ne' della successione apostolica ne' tantomeno di ordinazioni valide): sintomo inequivocabile dei cattivi insegnamenti che quei sacerdoti hanno ricevuto in seminario e nelle facoltà teologiche che sono  monopolio dei più stravaganti insegnanti modernisti/progressisti.
Chi è causa del suo mal... 
Qualcuno ne risponderà direttamente a Dio!
Preghiamo per la Chiesa, i Consacrati e per le vocazioni sacerdotali e alla vita religiosa. 
AC  

Vaticano e Papa Francesco? 
Fuga di massa dalla Chiesa: uno su dieci va a Londra a sposarsi 

Uno su dieci non ce la fa. 
Tra i sintomi più preoccupanti della crisi del cattolicesimo non c’è solo la fuga dei fedeli dalle chiese e il mancato avvicinamento o la mancata conversione di nuovi credenti; ma c’è anche la rinuncia al proprio ministero da parte di tanti, tantissimi sacerdoti che - per ragioni personali, motivi dottrinali o un’insofferenza verso le gerarchie - si spretano, dismettono l’abito talare o approdano ad altre confessioni. 
Secondo le stime di alcune associazioni cattoliche in Italia, sono ben 5mila i preti che si

giovedì 25 gennaio 2018

San José Sánchez del Río: "Un piccolo testimone di Cristo Re"

Dai cari amici di "Cultura&Identità. Rivista di studi conservatori" una piccola e utile recensione della biografia del martire san José Sánchez del Río , ringraziandoli per la gentile concessione.


Ricordiamo ai nostri lettori che a Tolentino, MC, nella Chiesa del Sacro Cuore, recentemente riaperta al culto dopo il terremoto, Sabato 10 febbraio 2018 festa liturgica del Santo Martire sarà celebrata la S.Messa Tridentina alle ore 11 per gli scolari, a cui seguirà la venerazione dell'Insigne Reliquia del Martire e la distribuzione delle immaginette del santo-ragazzo.
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Luis Laureán Cervantes
Un piccolo testimone di Cristo Re

a cura di Oscar Sanguinetti
D’Ettoris Editori, Crotone 2017
184 pp., € 15,90

L’autore narra in stile semplice e piano la vicenda terrena di san José Sánchez del Río, il giovane ‒ quindici anni ‒ martire della guerra dei Cristeros, combattuta in Messico fra il 1926 e il 1929 fra insorti cattolici e truppe del governo federale, laicista e dominato dall’ideologia massonica.

L'Abate di Fontgombault : Frutti della grazia del motu proprio Summorum Pontificum per la vita monastica e la vita sacerdotale


Dagli amici di Romualdica la Prima Parte di una importante traduzione di Dom Jean Pateau O.S.B., Abate di Fontgombault, “Fruits de la grâce du motu proprio Summorum Pontificum pour la vie monastique et la vie sacerdotale”, conferenza in occasione del V Convegno sul motu proprio Summorum Pontificum del 14 settembre 2017 a Roma.
Le altre parti le potrete leggere QUI, QUI, QUI e QUI
Veramente da leggere,  ringraziando  l'amico oblato di Le Barroux  Romualdo.
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Nell’ambito delicato della liturgia, in cui le suscettibilità sono in agguato, il soggetto di questo intervento comporta un vantaggio. Sganciato da ogni ideologia, esso si vuole risolutamente pragmatico. Il contadino, quando pianta un seme, può avere un’ideologia. Quando raccoglie, non è più lo stesso. Al contatto con il reale, con la natura, l’ideologia ha contribuito alla nascita di un frutto. Un frutto che può raccogliere; un frutto che può essere bello, piccolo, talora assente.
Dieci anni fa, Papa Benedetto XVI ha realizzato un progetto maturato sin dai primi tempi del suo incarico di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede: ridare uno statuto ufficiale al messale del 1962, attraverso la promulgazione del motu proprio Summorum Pontificum.
Mettiamoci umilmente al servizio non dei nostri pensieri, ma della Chiesa, e più particolarmente della sua liturgia, considerando i frutti di questo documento per la Chiesa universale.
In un primo momento, vorrei evocare la storia liturgica dell’abbazia di Fontgombault, come una panoramica. Seguiranno delle riflessioni sui frutti del documento pontificio secondo i punti di vista del rito e della Chiesa.

Storia
Dom Jean Roy O.S.B. (1921-1977), Abate di Notre-Dame di Fontgombault dal 1962 al 1977, accolse di buon grado il piccolo convoglio di riforme dell’Ordo Missæ, nel 1965. Non fu tuttavia senza qualche apprensione che seguì la fermentazione, che sfocerà nel 1969 nella promulgazione di un nuovo Ordo Missæ, del quale percepì al contempo le qualità e i limiti.
Fedele al principio di non dire nulla che non sia teologicamente certo, né di fare alcunché che non sia canonicamente in regola, e contro numerose e forte pressioni, il Padre Abate mantenne l’uso del messale tridentino fino alla fine del 1974.
Secondo il documento di promulgazione del nuovo messale, esso sarebbe diventato obbligatorio quando le conferenze episcopali avessero ottenuto l’approvazione della traduzione. Fu questo il caso alla fine di quell’anno. Il Padre Abate ottemperò, non senza reticenze, ma considerando che i monaci non dovevano nemmeno dare l’impressione di disobbedire. Più tardi, dirà che la sua decisione rilevava più dalla prudenza che dall’obbedienza, poiché non era certo che il nuovo messale fosse obbligatorio e che il messale tridentino fosse legittimamente interdetto. L’avvenire mostrerà che il suo dubbio era giustificato.
Il Padre Abate raccomandò ai sacerdoti dell’abbazia di conservare nella celebrazione dei santi misteri le disposizioni di pietà, di rispetto, di senso del sacro che avevano acquisito alla scuola del messale tridentino.
È in questo clima liturgico pesante che il Padre Abate ha concluso la sua vita, in occasione di un Congresso benedettino a Roma, nel 1977; una vita senza dubbio abbreviata, almeno parzialmente, dalla lotta che non ha cessato di condurre per la difesa della santa Chiesa e della sua Tradizione.
Mediante la lettera circolare Quattuor abhinc annos, del 3 ottobre 1984, inviata alle conferenze episcopali, la Congregazione per il Culto divino faceva eco al desiderio del Sommo Pontefice san Giovanni Paolo II (1920-2005), di dare soddisfazione ai sacerdoti e ai fedeli desiderosi di celebrare secondo il messale romano pubblicato nel 1962. A partire dalla festa dell’Annunciazione del 1985, i sacerdoti del monastero – a condizione di farne personalmente richiesta all’ordinario del luogo – ricevettero il permesso di dire la metà delle messe della settimana secondo tale messale.
Una nuova tappa fu compiuta in seguito alle infelici “consacrazioni di Ecône”, con la creazione della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Al prezzo di trattative rese difficili in virtù di persone influenti, Dom Antoine Forgeot O.S.B., successore del Padre Abate Jean, ottenne dalla Commissione il rescritto del 22 febbraio 1989, autorizzando a riprendere in maniera abituale il messale del 1962. Incoraggiata dalla Commissione per tutto ciò che avrebbe potuto rappresentare un avvicinamento con il messale del 1969, l’abbazia ha conservato il nuovo calendario per il santorale, e ha adottato qualche nuova prefazio, una preghiera universale la domenica… Queste usanze si riveleranno andare nella direzione del pensiero del cardinale Joseph Ratzinger.
Il 7 luglio 2007, il motu proprio Summorum Pontificum ha reso il suo pieno diritto di cittadinanza al messale del 1962. Se all’abbazia non fu occasione di riunioni, già anticipate da più di vent’anni, esso ha aumentato la devozione filiale e la gratitudine dei monaci nei confronti della Madre Chiesa e verso Benedetto XVI.
Da questa data, un centinaio di sacerdoti desiderosi d’imparare a celebrare nella forma extraordinaria – la cui età media è attorno ai 30-40 anni –, sono venuti all’abbazia. Inviati dal loro vescovo in vista di un ministero specifico, venuti da sé stessi al fine di rispondere alla richiesta dei fedeli, o semplicemente desiderosi di celebrare in privato questa forma venerabile per profittare della sua spiritualità, essi compiono il loro soggiorno con la convinzione di avere scoperto un tesoro. Le difficoltà incontrate riguardano l’uso della lingua latina e una presa di coscienza di una “conversione” da compiere nella maniera di celebrare, sulla quale torneremo oltre.
La gran parte di essi continueranno a praticare abitualmente la forma ordinaria. Altri celebreranno regolarmente una o più messe nella forma extraordinaria nella loro parrocchia – ciò che prevede il motu proprio –, e non solo per dei fedeli relegati in una “piccola cappella”.
Come non vedere qui le primizie di un rinnovamento della Chiesa orante, la nascita di sacerdoti e fedeli senza complessi, che attingono generosamente alla fonte inesauribile della tradizione liturgica della Chiesa, segnata almeno dalle preghiere del sacerdote – dette private –, di spirito monastico. Il messale di san Pio V è un messale medievale. Beneficia del clima di una società in cui il monachesimo ha svolto un ruolo capitale, sia tramite Cluny sia attraverso Cîteaux. Arricchito dal contatto con la tradizione monastica, esso è a immagine di ciò che san Benedetto chiede ai suoi monaci: “non si anteponga nulla all’Opera di Dio” (RB 43,3).
Che dei sacerdoti riscoprano così il sacro, che i fedeli se ne abbeverino, non può essere senza riverbero sulla società. Ecco già uno dei primi frutti del motu proprio.


[Dom Jean Pateau O.S.B., Padre Abate dell’abbazia Notre-Dame di Fontgombault, “Fruits de la grâce du motu proprio Summorum Pontificum pour la vie monastique et la vie sacerdotale”, conferenza in occasione del V Convegno sul motu proprio Summorum Pontificum, dal titolo Il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI: Una rinnovata giovinezza per la Chiesa, svoltosi a Roma, presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, il 14 settembre 2017. Trad. it. di fr. Romualdo Obl.S.B. / 1 - continua]

mercoledì 24 gennaio 2018

Il video del Pontificale del Card. Burke il 28 ottobre scorso a Ravenna


Il video dello stralcio  del solenne pontificale nella Basilica di S. Apollinare in Classe a Ravenna celebrato dal cardinale Burke a Ravenna il 28 ottobre 2017 per il pellegrinaggio regionale Summorum Pontificum.
Un bel filmato per gli estimatori della liturgia e per i lettori di MiL. Per andare al link vedere QUI.
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La primissima ordinazione sacerdotale della FSSP

Dopo i dati statistici relativi alla FSSP, pubblicati qualche giorno fa, vi proponiamo oggi un ricordo pubblicato sul sito del Seminario di Wigratzbad:



"Anche se la Fraternità Sacerdotale San Pietro è ormai al suo trentesimo anno di vita, non dimentichiamo di ringraziare il Signore per tutte le ordinazioni sacerdotali celebrate a partire dal 1988.

Ecco qui, per ricordo, qualche immagine della primissima ordinazione, che fu conferita a Roma il 10 dicembre 1988 nella chiesa di S. Maria dell’Anima. Don Walthard Zimmer, austriaco, diventava prete per le mani del Cardinal Augustin Mayer, primo Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.



L'abbé Bisig, primo Superiore Generale

A sinistra, il Card. Mayer

martedì 23 gennaio 2018

Inaccettabile il documento su Amoris laetitia dei Vescovi dell'Emilia Romagna.

di Don Alfredo Morselli


Lo sentivo, era nell'aria… "dopo Palermo, Modena…" mi dicevo "adesso arriva il documento dei Vescovi dell'Emilia Romagna". Ahimè… quello che temevo è successo: Dopo il tango argentino sulla tomba di San Giovanni Paolo II, è venuto il turno del liscio emiliano romagnolo sul sepolcro di Caffarra. Si tratta delle Indicazioni sul capitolo VIII dell'Amoris Laetitia, a firma de I Vescovi dell'Emilia Romagna, pubblicato il 15-1-2018.

«“Guerrieri” pronti a rischiare la vita per il Vangelo». La “buona battaglia” di Jim Caviezel



Chi di noi non ha visto The Passion di Mel Gibson? Un bellissimo intervento del protagonista Jim Caviezel ad un raduno di universitari cattolici. Una traduzione e segnalazione dell'amico Maurizio, tratto da Cristianità.



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* Traduzione di Passion of the Christ actor: We must be “warriors” ready to risk our lives for the Gospel[link: https://www.lifesitenews.com/news/passion-of-the-christ-actor-we-must-be-warriors-ready-to-risk-our-lives-for], in LifeSiteNews, 4-1-2018

di Lisa Bourne *

I cattolici devono essere pronti a rischiare la vita e la reputazione per sconfiggere il male nel mondo, ha detto Jim Caviezel a un raduno di studenti di college cattolici.

Solo attraverso la fede e la sapienza di Gesù potremo essere salvati – ha detto Caviezel –, ma ci vorranno anche persone pronte a combattere, a sacrificarsi e a soffrire.
Citando san Massimiliano Kolbe (1894-1941), l’attore ha detto che il più grande peccato del secolo XX è stato l’indifferenza, e lo è ancora nel XXI.
«Quest’indifferenza, questa tolleranza devastante del male, dobbiamo scrollarcela di dosso. Ma solo la nostra fede e la sapienza di Cristo possono salvarci», ha detto. «Tuttavia c’è bisogno di guerrieri pronti a mettere a repentaglio la propria reputazione, il proprio nome, persino le nostre stesse vite, per difendere la verità».
«Distinguetevi da questa generazione corrotta», così l’attore ha pungolato l’uditorio. «Siate santi. Non siete stati creati per conformarvi. Siete nati per distinguervi ed emergere».

La star de La passione di Cristo, che ha al proprio attivo numerosi altri film e produzioni televisive, è comparso a sorpresa mercoledì sera, 3 gennaio, al convegno SLS18, lo Student Leadership Summit 2018, promosso dall’organizzazione FOCUS, The Fellowship of Catholic

Qualche numero dal sito della FSSP

Riprendiamo dal sito della Fraternità Sacerdotale San Pietro questi dati di recente pubblicazione

Qualche numero

Fraternità Sacerdotale S. Pietro (FSSP)

Statistiche al 1° novembre 2017


Promemoria cronologico
  • 18 luglio 1988: fondazione come Associazione clericale di vita Apostolica; 
  • Libri liturgici utilizzati: Messale, Rituale, Pontificale, Martirologio e Breviario romani in vigore nel 1962.
  • Luglio 1988: udienze private dal Papa Giovanni Paolo II e dal Card. Ratzinger
  • 18 ottobre 1988: Erezione di Diritto Pontificio da parte della Santa Sede 
  • Pasqua 1990: il Card. Ratzinger visita la Casa Madre (a Wigratzbad, in Baviera) e vi celebra la Messa Tradizionale
  • 1995: prima parrocchia personale affidata alla FSSP 
  • 12 settembre 1999: il Papa Giovanni Paolo II benedice la prima pietra e il crocifisso per i due nuovi seminari della FSSP in Europa e in America
  • 8 ottobre 1999; 20 ottobre 2001: allocuzioni del Superiore Generale nel Sinodo dei Vescovi a Roma
  • dicembre 2000; giugno 2002; giugno 2005; maggio 2008: il Cardinal Castrillon-Hoyos, Presidente della Commissione Ecclesia Dei e Prefetto della Congregazione per il Clero, viene a benedire il nuovo seminario S. Pietro e ad ordinare alcuni sacerdoti per la FSSP 
  • 29 giugno 2003: approvazione definitiva delle Costituzioni da parte della Santa Sede
  • 22 febbraio 2007: fondazione della Confraternita S. Pietro, associazione che riunisce tutti coloro che si sentono vicini alla Fraternità Sacerdotale S. Pietro e desiderano sostenerne il carisma con le loro preghiere e i loro sacrifici
  • marzo 2008: la Fraternità Sacerdotale S. Pietro riceve una parrocchia personale a Roma
  • 6 luglio 2009: udienza privata dal Papa Benedetto XVI 

I membri ad oggi
  Sacerdoti - Diaconi - Seminaristi  

Sacerdoti: 287
  •   272 incardinati
  •   8 incorporati ad annum 
  •   5 associati
  •   2 postulanti

Diaconi: 21

Seminaristi non diaconi (compresi i postulanti): 129

Età media dei membri: 38 anni

Membri defunti: 8

lunedì 22 gennaio 2018

Il pensiero intellettuale di Francesco


Ogni tanto chiediamo ai nostri lettori uno sforzo di approfondimento: pubblichiamo oggi un interessante saggio del professor De Marco, segnalatoci dall'amico Giovanni, sull'attuale situazione ecclesiale in relazione al pensiero intellettuale del regnante Pontefice.
Denso ma da leggere.
L

Pietro De Marco, Il Foglio, 10-12-17
Caro Direttore, Matteo Matzuzzi ci ha offerto una mappa delle diverse diagnosi del travaglio della Chiesa sotto il pontificato di papa Bergoglio. Ma la mappa finisce con l’essere, per la sua stessa ricchezza di informazioni, un repertorio esemplare di spiegazioni o “narrazioni” per lo più erronee che non è possibile “lasciar correre”. A momenti viene da dire a biografi e opinionisti, ma anche a battaglieri colleghi improvvisamente filo papali: ma ci credete senza memoria o ci prendete in giro?

Il cattolicesimo sta andando incontro alla più grande trasformazione da molti secoli in qua: entro trent’anni i suoi bastioni saranno in Sudamerica, Africa e Asia. Indagine su come il Papa sta rivoluzionando, non senza divisioni, la più grande religione al mondo.

Il nuovo libro di Padre Serafino Lanzetta: "Sempre Vergine? Una risposta"


Una bella notizia da parte del nostro caro amico Padre Serafino Lanzetta.
Una valida  lettura per tutti i nostri lettori
L

Serafino Maria Lanzetta (2018), Sempre Vergine? Una risposta. Hong Kong: Chorabooks.
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Per informazioni ed interviste rivolgersi a aurelioporfiri@hotmail.com
Padre Serafino M. Lanzetta è sacerdote in carica della parrocchia di St. Mary – Gosport, nella diocesi di Portsmouth, Inghilterra. È libero docente di teologia dogmatica alla Facoltà Teologica di Lugano (Svizzera) e collabora con la School of the Annunciation di Backfust Abbey (Inghilterra). Tra le sue opere recenti si segnala Fatima un appello al cuore della Chiesa. Teologia della storia e spiritualità oblativa (Casa Mariana Editrice, Frigento 2017); La porta della fede. Quando ragione e amore s’incontrano (Leonardo da Vinci, Roma 2017); Il Vaticano II un concilio pastorale. Ermeneutica delle dottrine conciliari (Cantagalli, Siena 2014).

domenica 21 gennaio 2018

Lex orandi lex credendi ai tempi d'oggi


Sappiamo bene che la Chiesa ci ha sempre insegnato che lex orandi lex credendi.
E' con dolore che ammettiamo di essere d'accordo con il Magister di questo post di qualche tempo fa.
E non solo per un blog che si occupa primariamente di liturgia: il buon senso ci ha sempre detto - prima che le regole per le Messe Episcopali - che i 12  a cui vengono lavati i piedi rappresentano i Dodici Apostoli. 
Da sempre.
L

Settimo Cielo 9-12-17
Nessuno l'ha notato, durante e dopo il viaggio di Francesco in Myanmar e Bangladesh, smisuratamente focalizzato sul caso dei Rohingya. Ma a Dhaka, il 1 dicembre, il patriarca dei buddisti bengalesi Sanghanayaka Suddhananda Mahathero ha rivolto il suo omaggio al papa ricordando di lui con ammirazione questo gesto preciso:
"Non potrò mai dimenticare l'immagine di Vostra Santità mentre lava i piedi ai giovani rifugiati africani. Lei, Padre Santo, ha raggiunto la statura dei grandi e mi è di grande esempio".
Se occorreva un'ennesima conferma della planetaria potenza comunicativa di papa Francesco, eccola arrivata.
Effettivamente, la lavanda dei piedi che egli compie ogni giovedì santo, durante la messa "in coena Domini", a carcerati, a immigrati, a uomini, a donne, a transessuali di ogni etnia e religione, è un gesto di straordinaria efficacia mediatica.
Jorge Mario Bergoglio ne è così consapevole che per aumentarne l'impatto non esita a spingersi più in là delle regole da lui stesso fissate per questo rito, secondo le quali dovrebbe essere compiuto solo con membri della Chiesa cattolica.


Mentre viceversa non fa più minimamente notizia, tanto è trascurata, la messa "in coena Domini" entro cui Francesco compie la lavanda dei piedi, all'opposto di quanto avveniva con i papi precedenti e in particolare con Benedetto XVI, che in questa messa del giovedì santo pronunciava intensissime, memorabili omelie "mistagogiche", di guida al mistero.

Basilica di San Pietro: lo strumento campionato "silentium" imposto dall'alto?

Il mondo di Barbie.
La casa di Barbie.
La musica di Barbie  ha conquistato la Cappella Musicale Pontificia Sistina ingabbiando il Direttore in un'irreale, ossessiva  preoccupazione della diffusione "perfettina" dei suoni “perfettini” generati dalla plastica "perfettina".
I "grandi" network mondiali, consultati come oracoli dal Direttore della Sistina,  vaneggiano una liturgia “perfettina” , super mediatica  come quella del "matrimonio a sorpresa"celebrato dal Papa in aereo ( in realtà il giornale cileno El Mercurio l'aveva preannunciato già un mese fa... v. QUI e QUI).

Se una religione deve ricorrere agli escamotages da   fiction televisiva significa che siamo vicini al monito divino “verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto”. 

L'autore della fiction "Palombella/strumento/campionato in San Pietro" non è poi così sorridente come appare nel video del “mondo di Barbie” alias Vatican news ( QUI ) impegnato nello slogan “bisogna far silenzio : prima o poi dimenticheranno… e accetteranno
Una tattica per niente rispettosa delle altrui opinioni ricorda un altro elegante motto attribuito

sabato 20 gennaio 2018

S. Francisco: dove porta la dittatura LGBT


Riprendiamo, da un articolo di inizio 2017,  le interessanti e tragiche notizie che provengono dagli Stati Uniti che vengono riconfermate da tutti i trend demografici degli ultimi tempi.
L

Osservatorio Gender, Rodolfo de Mattei, 4-2-17
San Francisco, “culla” del movimento gay statunitense, si sta trasformando in una no-kids city. A lanciare l’allarme è stato un articolo pubblicato sul New York Times il cui titolo San Francisco Asks: Where Have All the Children Gone? si domanda appunto dove siano finiti i bambini.
La città californiana – si legge nell’articolo – ha infatti il triste primato di avere la più bassa percentuale di bambini di qualsiasi grande città americana, per il quale solo il 13% della popolazione di San Francisco è al di sotto dei i 18 anni.
A tale proposito, il New York Times ha intervistato una cittadina californiana che ha espresso in questi termini la situazione:
“A volte quando vado a piedi attraverso la città vedo un bambino e penso, ‘Hey, aspetta un secondo. Che cosa ci fai qui?  Si vedono veramente pochi bambini”

Marcia dell 'Indipendenza Polacca: Dio e Patria

Io mi sono consolato, la vista e l'udito. Dio, Onore, Patria: l'annuale marcia dell'indipendenza polacca. 

L'11 novembre 2018, domenica, sarebbe bello andare  a Varsavia.

Godiamoci  lo spettacolo (per valutarlo, si rifletta  che tutto il sistema mediatico nazionale, salvo pochissime eccezioni, con in testa Repubblica, ne ha detto malissimo).

Per i meravigliosi filmati (ringraziando per la segnalazione il caro amico  Giovanni) vedere QUI e QUI.

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venerdì 19 gennaio 2018

Breaking news. Trump alla Marcia della Vita: "Stiamo proteggendo la santità della vita e della famiglia al centro della nostra società"


Marcia Nazionale per la Vita oggi a Washington. Trump in videomessaggio (dopo il Vice Presidente Pence l'anno scorso).
QUI IL VIDEO del discorso di Trump.
Leggi anche QUI.

Sarebbe bello che, certe cose,  lo dicesse anche qualcun altro,  più frequentemente.


(ANSA) - WASHINGTON, 19 GEN - "Stiamo proteggendo la santità della vita e della famiglia al centro della nostra società".
    Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sintetizzato l'operato della sua amministrazione in tema di legislazione sull'aborto, intervenendo in collegamento video dalla Casa Bianca alla annuale 'Marcia per la vita' organizzata a Washington da movimenti antiabortisti. E' la prima volta che un presidente interviene in video durante la marcia.


President Donald J. Trump Proclaims January 22, 2018, as National Sanctity of Human Life Day

Epifania in Russia: bagno gelato nell'acqua benedetta


Per vedere il filmato, VEDERE QUI.
L
La Stampa 19-1-18

Anche il presidente Vladimir Putin ha partecipato ieri notte al tradizionale bagno di Kreshene (battesimo in russo) nelle acque gelate, che segna l’epifania ortodossa. Diversi reportage fotografici ritraggono il capo del Cremlino si immerge nella classica buca a forma di croce, nel lago Seliger, circondato da sacerdoti ortodossi e croci dorate. Il luogo scelto è il monastero maschile di Nilo -Stolobesnky, nella regione di Tver. «In occasione dell’Epifania, Putin ha partecipato alla liturgia e fatto il bagno nel lago Seliger», ha fatto sapere il portavoce Dmitri Peskov, aggiungendo che le temperature non erano così fredde, “appena” -6 , -7 gradi. Non è il primo bagno di Kreshene per Putin, che partecipa regolarmente alle funzioni religiose durante le principali festività del calendario ortodosso.

Per la Chiesa ortodossa - che segue il calendario giuliano, «in ritardo» di 13 giorni rispetto a quello gregoriano in uso dalla Chiesa cattolica - il 19 gennaio si ricorda il battesimo del Signore. La tradizione vuole che in questo giorno le acque di fiumi e laghi vengano benedette e santificate. Durante la liturgia della Vigilia e poi anche in quella del giorno successivo, i fedeli portano a casa un po’ dell’acqua benedetta.

In questo giorno, sono numerosi i russi che, portando spesso anche i bambini, si immergono nelle numerose fonti battesimali gelate, appositamente organizzate in tutto il paese. [...]

"Flop" della Messa del Papa in Cile?

Prima di prendere l'aereo che lo avrebbe portato in Perù (durante il quale avrebbe poi avuto la brillante idea di amministratre il sacramento del matrimonio ad una coppia di assistenti di volo - senza, si presume, assolverli dal peccato di concubinato dichiarato), il Papa ha celebrato la Messa nel Campus Lobito di Iquique, ultima tappa della sua visita in Cile. 
Erano attesi 300.000 fedeli ma solo 90.000 circa sono andati ad assistere. 
A vedere queste foto viene proprio da dire: "La desolazione di Francesco" (parafrasando il noto film tratto dal romanzo di Tolkien). 
Non facciamo commenti, ma ovviamente c'è qualcosa che non quadra. 
Se non fosse una cosa molto preoccupante, sarebbe divertente ascoltare le elucubrazioni della corte bergogliana nel sforzarsi a trovare spiegazioni a tale flop.  

Foto tratte dal sito del quotidiano Cileno "El Comercio", del 18.01.2018.
Roberto