Con il sinodo sui giovani dal titolo "discernimento vocazionale" il Papa vuole arrivare a

lunedì 20 febbraio 2017

Ferrara: consacrazione al Cuore Immacolato di Maria SS.


In questi tempi di travaglio per S. Madre Chiesa e per il mondo intero, su iniziativa di Don Davide Benini (Fraternità Sacerdotale della Familia Christi) vi proponiamo una solenne Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria SS., nella forma indicata da San Massimiliano M. Kolbe.

Lettera aperta a papa Francesco su ciò che ha detto a proposito della crisi delle vocazioni e sugli abbandoni nella vita consacrata


 Sua Santità papa Francesco,
Ella, ricevendo i partecipanti alla plenaria della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, è tornato sul tema della crisi delle vocazioni, in particolar modo sugli abbandoni della vita consacrata.
Nel suo discorso ha elencato tre cause e un rimedio.
La prima causa sarebbe nel contesto in cui viviamo, un contesto in cui domina il “provvisorio”, il “frammento”, l’inseguire le mode.
La seconda causa sarebbe in una sorta di “relativismo pratico”, in cui le leggi economiche hanno ormai sostituito quelle morali. Ma anche nel dominio della “logica della mondanità”: si cerca il successo, l’ambizione personale, piuttosto che il donarsi.
La terza causa sarebbe nella contro-testimonianza di molti consacrati.

Maddài!!! Sembra un regime!!!

Riprendiamo da La nuova bussola quotidiana questo imperdibile articolo di Marco Tosatti.



La riforma della Curia? Una Curia parallela

di Marco Tosatti


Lo stile di governo del Pontefice regnante è, a dir poco, personale. Però in quello che può apparire a prima vista un disinteresse marcato per le regole, le procedure e la “macchina” del sistema si può intravedere una strategia. Elaborata forse non dal Pontefice stesso, ma da qualche consigliere e regista, che propendiamo a credere abbia un’esperienza e di Curia e di diplomazia. 

D’altronde non è un mistero che, a differenza del suo predecessore, papa Bergoglio ha un debole per i diplomatici in talare, la vera casta della Santa Sede. E al contrario non sembra avere lo stesso amore per i protagonisti, grandi e piccoli, della macchina centrale. Un residuo di amaro per quando era arcivescovo di Buenos Aires, e Roma gli bocciava alcune promozioni, come quella del rettore della Cattolica della capitale argentina? Forse. 

Comunque il Papa che più volte ha affermato di seguire i consigli e i suggerimenti emersi dalle sessioni cardinalizie del pre-conclave, in almeno due punti le ha disattese. Una delle richieste presentate da più voci era una riforma della Segreteria di Stato, giudicata troppo potente. Non è avvenuto, anzi, come vediamo nel caso dell’Ordine di Malta, il potere è aumentato. Il delegato papale è il no. 2 della gerarchia, il Sostituto Angelo Becciu. Il secondo punto-suggerimento-richiesta, anch’esso completamente disatteso, era il ripristino delle “udienze di cartello”. Cioè l’appuntamento col Papa dei responsabili delle Congregazioni, per tenerlo informato e avere indicazioni; e uno scambio di idee. Sappiamo di Prefetti che non vengono ricevuti mai o quasi, e di altri, anche importanti, che devono aspettare mesi per l’udienza. Già questa è una circostanza, e un sistema, che crea disagio, come è facilmente comprensibile.

domenica 19 febbraio 2017

Il Grande Fratello censura le fake e i blogger anti-sistema per imporre la sola verità di regime

Crediamo forse che questa censura riguarderà soltanto i blogger anti-sistema? 
AC



Con la censura alle fake news vogliono censurare il Cattolicesimo  

di Giorgio Enrico Cavallo 

La menzogna? 
Nei nostri tempi «diventa verità e passa alla storia», per rubare un inquietante vaticinio di quel profeta laico che fu George Orwell. 

Perché bisogna essere chiari: la guerra alle fake news lanciata dai nostri burattinai al potere non ha l’obiettivo di ripristinare la verità. 

Solo le anime belle ci possono credere. 

Il dispiegamento di forze in atto sta a significare una sola cosa: che il Grande Fratello che governa il mondo sta cercando disperatamente di instaurare una sola verità: quella di

Ocáriz (Opus Dei): se su matrimonio, sessualità e bioetica la Chiesa cedesse, non sarebbe più la Chiesa



Da La Chiesa, mondo riconciliato (Edizioni Ares, Milano 2014), intervista di Rafael Serrano a mons. Fernando Ocáriz, da lunedì scorso nuovo prelato dell'Opus Dei.

«Tocchiamo un altro aspetto della questione. Molti pensano che se la Chiesa cattolica cedesse un poco sui punti più controversi, avrebbe più seguaci. È d’accordo? Altri dicono che la Chiesa sta perdendo il treno della storia, poiché è antiquata e non si evolve al ritmo dei desideri dell’uomo contemporaneo. Che cosa risponde a questo?
I punti più controversi riguardano per lo più questioni di morale naturale (il matrimonio, la sessualità, la bioetica e così via). Su questi temi la Chiesa non può cedere perché non si tratta di regole sue, bensì di norme che il Creatore ha attribuito alla natura umana come luci che indicano ciò che è davvero umano. Se per impossibile ipotesi la Chiesa cedesse, non sarebbe più la Chiesa e quei più numerosi eventuali fedeli non sarebbero fedeli della Chiesa.
La Chiesa è antiquata perché non si adegua al ritmo dei desideri odierni? E quali sono questi desideri? Chi sono le persone di oggi? Non c’è dubbio che la Chiesa debba evolversi, e di fatto nel corso dei secoli si è evoluta, riguardo ad aspetti non essenziali. Né sembra azzardato sostenere che oggi vi siano aspetti migliorabili, e anche molto migliorabili, nell’organizzazione ecclesiastica. Ma è pur sempre importantissimo tener presente che non siamo noi uomini a fare la Chiesa; l’ha fatta e la fa Gesù Cristo; noi non la facciamo, ma la riceviamo».


sabato 18 febbraio 2017

Dolore di un sacerdote su alcuni comportamenti del S. Padre



Facciamo nostra una lettera a Padre Gheddo da parte di un sacerdote italiano,  "fidei donum" in Brasile, sulla sua sofferenza nei confronti di alcuni comportamenti del  S. Padre. Pur con la stima che abbiamo per Padre Gheddo, non condividiamo la sua risposta "normalista" (vedi QUI).


1° gennaio 2017
Caro Padre Piero Gheddo,
Sono un prete "Fidei Donum" di una diocesi italiana, missionario in Brasile da 48 anni, dei quali 35 in Mato Grosso dove ho fondato due nuove parrocchie. Il padre Luiz Miranda, missionario del Pime, è venuto a trovarmi, perché preparo alcuni giovani che spero possano entrare nel cammino di formazione del Pime; e mi ha portato dall'Italia il libro “Piero Gheddo: inviato speciale ai confini della FEDE” della EMI. Desideravo averlo, perché ho sempre letto i suoi articoli su Mondo e Missione. Diffondo ogni anno 40 abbonamenti a Mundo e Missão, che distribuisco gratis ai giovani catequisti, universitari, insegnanti. Ho visto che lei è stato uno dei fondatori. Sono un suo discepolo. Ho letto il suo libro: farà molto bene e continuo anche a leggere i suoi articoli sul suo Blog. Mi aiutano nel mio cammino missionario.
Le ho già scritto altre volte che soffro per causa di Papa Francisco. Ho l'impressione che stia dividendo la Chiesa, dando schiaffi a chi lavora e carezze a chi è contro il Vangelo (riceve la Bonino, telefonava a Pannella, interviste a Repubblica di Scalfari); sempre denuncia i preti pedofili, ma quelli che sono fuori della Chiesa e del Vangelo sono sulla strada giusta e non hanno bisogno di conversione? Un prete della mia diocesi che ha lasciato il sacerdozio è stato ricevuto a pranzo dal Papa con sua moglie Sono cose che fanno pensare.

venerdì 17 febbraio 2017

La santità del vincolo matrimoniale. L'Amoris Laetitia e le indicazioni di Monsignor Huonder al suo clero

 Anche se è stato pubblicato nelle scorse settimane in alcuni blog, riproponiamo - per la sua importanza - questo testo di istruzioni su Amoris Laetitia.
L

Vigiliae Alexandrinae
"Instaurare omnia in Christo" è la sua divisa episcopale. Eletto nel 2007 dal Capitolo della Cattedrale di Coira e confermato Vescovo della Diocesi della stessa città da Benedetto XVI, Monsignor Vitus Huonder si è dimostrato in molte occasioni uno dei più fermi difensori della Fede e della Tradizione cattolica in terra elvetica.
Il 2 Febbraio scorso ha inviato ai sacerdoti della sua Diocesi una lettera intitolata "Die Heiligkeit des Ehebandes - La santità del vicolo matrimoniale" (vedi qui e riassuntivamente qui) nella quale stabilisce alcune direttive per i confessori entrando nel merito del discusso Capitolo VIII dell'Esortazione Apostolica Amoris Laetitiae. Pur nella sua finalità pastorale e nel suo tono del tutto mite e sereno, questo documento appare importante perché il Vescovo della Diocesi più antica della Svizzera fa coincidere i propri parametri interpretativi, elevandoli a criteri normativi per tutto il suo clero, con quelli su cui si sono sapientemente fondati i Cardinali Brandmüller, Burke, Cafarra e Meisner nella formulazione dei Dubia a proposito di alcuni punti dello stesso Capitolo VIII della Amoris Laetitia (vedi tra gli altri contributi qui e un'ampia rassegna qui). Come ribadito dagli stessi Cardinali tali principi risalgono ultimamente alle fonti della Rivelazione: Sacra Scrittura e Tradizione. Riportiamo qui di seguito, nella nostra traduzione, la lettera di Monsignor Huonder.

giovedì 16 febbraio 2017

Il "collirio della misericordia" e il "diabete dello spirito"

E' stato pubblicizzato nei giorni scorsi  il "collirio della misericordia" ® : contestatissimo farmaco che nella formulazione attuale contiene anche sostanze allucenogene capaci di provocare alterazioni psicosensoriali moderniste e sincretiste deformando e alterando l'attività cerebrale cattolica. 
Il "collirio della misericordia" ® è dunque sconsigliato dai ricercatori sanitari per via dei terribili effetti collaterali sopra descritti. 
Pare che il farmaco sia pressocchè identico a quello usato in tutti i  disumani metodi di "rieducazione forzata delle coscienze cattoliche" dalla riforma protestante a  tutte le dittature illuministe e materialiste. 
Secondo il costrutto galantiniano che ha pubblicizzato il farmaco: " ...occorre allenarsi a una «prospettiva meno giudicante e più luminosa, attraverso il collirio della misericordia». Oltre ad avviare un non più dilazionabile recupero della capacità di formare le coscienze, mettendo la parte le crisi di panico di fronte ai cambiamenti culturali che stiamo vivendo".

Al potentissimo prelato replica "idealmente" un "semplice" cattolico, capace di parlare ancora con intelligente libertà la lingua cristiana del "SI, SI, NO, NO" farcita con  sane espressioni lessicali tipiche della campagna toscana:

Il diabete dello spirito 

« Il cattolicesimo sarebbe ed è la religione del Verbo la quale, qualsiasi cosa tocchi, attinge a profondità insondabili e a bellezza indicibile naturale e soprannaturale. 
Attualmente però una manica di imbecilli l'ha ridotto ad essere una religione per verbosi rinc... ( nostro taglio ad una espressione popolare indicante una sindrome patologica specifica del rimbecillimento N.d.R.) che hanno trasformato 
la fede in fideismo sentimentalista
il vero in un argomento da espungere perché

Costanza Miriano: la dignità delle donne ai tempi di Trump



di Costanza Miriano
Sono una di quei miliardi di donne che non hanno marciato contro Trump. Sono una sola e non so quante donne potrei rappresentare, di sicuro so che le marciatrici con simboli di genitali femminili in testa non rappresentano me, e credo che facciano una gran male alla vera causa delle donne. E vorrei sapere a che titolo si sono autonominate esponenti e difensori dei valori femminili.
Ma prima ancora, sinceramente, vorrei scoprire per quale motivo abbiano manifestato. Davvero non l’ho capito.

Papa Francesco e il Gesù pacifista





Pubblichiamo un articolo pubblicato sull'ottima rivista statunitense Crisis Magazine (per l'articolo originale VEDI QUI). Ci è stata segnalata e tradotta da alcuni amici.
Il testo contiene considerazioni di buon senso per smontare l'insensatezza, che rimane tale, quale che ne sia la fonte autrice. Il terrorista tunisino Anis Amri è stato GIUSTAMENTE ucciso. Per fortuna quell'arma è stata fabbricata, ed usata legittimamente. Non solo il Vecchio, ma anche il Nuovo Testamento contiene esempi di guerra giusta, uso lecito e doveroso della forza, eliminazione fisica dei cattivi: ne Gli Atti degli Apostoli ricorrono episodi di condanna a morte decretate dal primo Collegio ed eseguite illico et immediate.
Non è vero che storicamente la forza non abbia mai risolto alcun problema, è vero forse il contrario. A meno che non si voglia credere gnosticamente che sia concluso o stia per concludersi l'eone del peccato originale. "[...] la forza dichiarata ha deciso più situazioni nella storia di qualunque altro fattore, ed essere di parere contrario significa illudersi nella maniera più deleteria" (Robert Heinlein, 1907-1988).
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di Andrew Latham*
 13-12-2016
Nel Messaggio per il 50° anniversario della giornata mondiale per la pace e recentemente reso noto, Papa Francesco ha invitato l’umanità ad adottare la nonviolenza come «stile di una politica per la pace».

mercoledì 15 febbraio 2017

Ex anglicani più fedeli alla Tradizione e alla dottrina di sempre?



Amoris Laetitia e l'Ordinariato ex anglicano. I convertiti sono spesso meglio dei "nati" cattolici.
Da vedere, per noi amanti della liturgia tradizionale, l'altare coram Deo di una delle ultime parrocchie che chiede di entrare nell'Ordinariato (VEDI QUI), ovviamente con l'opposizione del vescovo locale, spaventato dal tradizionalismo dottrinale e liturgico dei nuovi.
L

14-2-17 Settimo Cielo
A papa Francesco non sono mai piaciuti gli anglicani che si fanno cattolici. Preferisce che restino dove sono, e l'ha detto. Intanto però ha ricevuto in eredità dal suo predecessore Benedetto XVI un ordinariato speciale, eretto nel 2012, che ha in cura proprio i fedeli degli Stati Uniti e del Canada convertiti dall'anglicanesimo.
Questo ordinariato ha il nome della Cattedra di San Pietro e opera come un'immensa diocesi con sede centrale a Houston, nel Texas. Ad essa fanno capo più di quaranta parrocchie. Le sue liturgie fanno tesoro della tradizione anglicana, che non è molto diversa da quella cattolica più attaccata alla tradizione.

Amoris laetitia e Coccopalmerio: la solita minestra riscaldata e nessunargomento contro i “dubia”.

di don Alfredo Morselli


dubia dei quattro Cardinali non hanno avuto, fino ad ora, alcuna risposta o confutazione, se non slogan o ripetizioni pedisseque di tesi contrarie a tutta la Tradizione, come essa è proposta - per questi tempi - dal Catechismo della Chiesa Cattolica.
Non esiste nel mondo progressista alcuno che, nel cercare di confutare  i dubia, abbia saputo dire qualcosa di più intelligente di due + due = cinque.
Non c'è da meravigliarsi allora se la clacque, nel caso un Cardinale pubblichi qualcosa  di favorevole alla peggiore interpretazione possibile del capitolo ottavo di Amoris laetitia, enfatizza al massimo la cosa, fino a ipotizzare niente meno che la risposta autentica del Papa ai dubia.
È curioso notare che fino a pochi anni fa il magistero parallelo era quello dei teologi progressisti che facevano la fronda al Papa; ma ora, il medesimo magistero parallelo è costituito da lettere e interviste di Papa Francesco, presentate con altisonanza dai media, benché non pubblicate sugli Acta Apostolicae Saedis, e da esternazioni varie ultra-allineate.
Quest'ultimo è il caso di un opuscolo di trenta pagine, Il Capitolo ottavo della esortazione apostolica post sinodale Amoris Lætitia, diffuso da mercoledì 8 febbraio 2017 nelle librerie cattoliche; l'autore dello scritto è il Cardinale Francesco Coccopalmerio.
Il libretto non può essere la risposta del Papa ai dubia, perché la ripetizione ostinata dell'errore non costituisce né un'argomentazione, né una risposta.
Ma veniamo ora ad esaminare il solito ritornello, interpretato, per l'occasione, dall'insigne canonista. Prendiamone in cosiderazione alcune frasi:
“Divorziati risposati, coppie di fatto, conviventi non sono certamente modelli di unioni in sintonia con la Dottrina cattolica…
e fin qui ci siamo; 
…ma la Chiesa non può voltarsi dall’altra parte. 
Ma chi è che si volta dall'altra parte? Questo errore logico si chiama "conclusione più ampia delle premesse"; dire che in certe situazioni non si può ricevevere l'Eucarestia non vuol dire non prestare tutte le attenzioni possibili a chi si trova in difficoltà; non si può dire "O sacramenti o porta in faccia".
Non si girava certo dall'altra parte Benedetto XVI, quando scriveva: "I divorziati risposati (…) nonostante la loro situazione, continuano ad appartenere alla Chiesa, che li segue con

martedì 14 febbraio 2017

Mel Gibson: caduta e riscatto

  

Un'interessante recensione sull'ultimo film di Mel Gibson, "La Battaglia di Hacksaw Ridge".
L

 Roberto Marchesini, La Nuova Bussola Quotidiana, 10-2-17
Gran bel film, La Battaglia di Hacksaw Ridge: splendido dal punto di vista tecnico, commuove, appassiona ed eleva lo spirito.
Prima di parlarne, ripercorriamo la carriera dell'autore, il famoso Mel Gibson. Che, forse, dà uno spaccato dell'evoluzione del pensiero di un cattolico negli Stati Uniti... Diventa una star di Hollywood negli anno '70 e '80 grazie alle serie Mad Max e Arma letale. Sembra destinato al genere avventuroso-fracassone quando, nel 1990, Zeffirelli lo chiama per vestire i panni di Amleto. Gibson coglie l'occasione, e sfodera una prova da grande attore. Nel 1993 esce il suo primo film da regista: L'uomo senza volto. Un grande, commovente e drammatico film sulla figura paterna, oggetto di diffidenza e anche odio, ma necessaria. Tre anni dopo ecco l'epico e monumentale Braveheart – Cuore impavido. Di questo film ricordiamo il realismo, la violenza ed uno dei più grandi discorsi della storia del cinema («Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso...»), probabilmente ispirato all'Enrico V di Shakespeare. Emerge anche il tema politico: l'indipendenza della Scozia dalla tirannia inglese. Il film regala a Gibson, oltre ad un importante incasso, 5 premi Oscar.
Nel 2000 Gibson interpreta Il patriota. Apparentemente un film sull'indipendenza degli Stati Uniti che nasconde però ben altro. Innanzitutto, il patriota del titolo non combatte per la patria, anzi: al momento dell'arruolamento, si rifiuta, anteponendo i suoi doveri di padre a quelli nei confronti della «nazione americana» («Perché dovrei scambiare un tiranno a tremila miglia di distanza con tremila tiranni lontani solo un miglio?»). Feroce guerriero, Benjamin Martin si schiera risolutamente dalla parte della pace («Vi sono alternative alla guerra»). Più che un film patriottico, Il patriota è piuttosto un film libertario; la sua bandiera non è quella a stelle e strisce, ma quella che verrà usata anni dopo dal Tea Party: «Don't tread on me» (nel 2008 Mel Gibson appoggerà Ron Paul come candidato alla presidenza degli Stati Uniti).

Giovanni Paolo II e la preghiera a S. Michele Arcangelo



 Alcune informazioni interessanti.
Noi che nella Messa di sempre la recitiamo ogni volta.
L

In nomine Patris, et Filii et Spiritus Sancti.
Sancte Michaël Archangele,
defende nos in proelio;
contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus,
supplices deprecamur: tuque,
Princeps militiae caelestis,
Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude.
Amen.

di Ruth Baker Aleteia

La Preghiera all’Arcangelo Michele fu composta da Papa Leone XIII, dopo aver avuto una visione della battaglia tra la “donna vestita di sole” e il grande drago che cercò di divorare suo figlio appena nato, indicata nel libro dell’Apocalisse al capitolo 12.
Nel 1886, il Papa decretò che questa preghiera venisse recitata al termine della Santa Messa da tutta la Chiesa universale.
La pratica di invocare San Michele Arcangelo è stata mantenuta fino al Concilio Vaticano II, che revocò il mandato di recitare questa preghiera al termine della Messa, indicando però la possibilità per i fedeli di continuare questa devozione in privato.
Giovanni Paolo II e la Preghiera a San Michele
Nel 1994, durante l’Anno Internazionale della Famiglia, papa Giovanni Paolo II ha chiesto a tutti i cattolici di recitare quotidianamente questa preghiera. Avvertì che il destino dell’umanità era in serio pericolo.
Sebbene San Giovanni Paolo II non abbia ordinato che la preghiera venisse pronunciata dopo la Santa Messa, ha esortato tutti i cattolici a pregarla insieme per superare le forze

lunedì 13 febbraio 2017

Lecco.Tantissimi fedeli alla Messa in rito ambrosiano antico nella chiesa di Santa Marta! (Foto)

Lecco. Santa Messa della Domenica di Settuagesima in rito ambrosiano antico. 

La chiesa di Santa Marta in via Mascari era strapiena (v.foto):  peccato per chi ha dovuto seguire in piedi o addirittura i molti fedeli che non sono riusciti ad entrare.
La solenne liturgia, celebrata da monsignor Claudio Fontana, canonico del Duomo e cerimoniere arcivescovile (v.foto a sinistra) ha segnato il ritorno del rito tradizionale ambrosiano nella città di Lecco che avrà luogo in Santa Marta ogni seconda domenica del mese

Degno di particolare menzione il servizio musicale offerto dalla prestigiosa Schola Ambrosiana diretta dal M° Primo Viganò, con la partecipazione del Mezzosoprano Dyana Bovolo e dell'Organista M° Gianluca Cesana


All'inizio dell'Omelia Mons.Fontana ha voluto " innanzitutto ringraziare il Vicario generale della diocesi ambrosiana, il quale ha emesso un decreto che consentirà di celebrare messa in Santa Marta ogni seconda domenica del mese. 
Inoltre voglio ringraziare il vicario episcopale di Lecco mons. Rolla, e tutti i sacerdoti che

Fake news su Amoris laetitia


 Coccopalmerio diventata il "fine giurista" del Papa mentre Mueller  il reietto...
Intelligenti riflessioni della Miriano.
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PS: da leggere anche QUI  le resistenze di qualche bravo vescovo.


 di Costanza Miriano 13-2-17
amoris-laetitia-prelates-holding-bookLo so, sono giornalista anche io e so come funziona. Dire che la dottrina non è cambiata non fa vendere copie, cliccare pagine, discutere. Però bisognerebbe andarci piano coi titoli a effetto, con le polemiche e le divisioni.
Il Cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha pubblicato un libricino, una trentina di pagine, dal titolo “Il Capitolo ottavo della esortazione apostolica post sinodale Amoris Laetitia”, Libreria Editrice Vaticana, dall’8 febbraio in libreria. Questo libro dà una lettura di Amoris Laetitia sulla base di esegesi e della lettura delle note. Subito scatta la macchina dell’informazione, d’altra parte di qualcosa bisogna discutere, e arrivano i titoli: “il Papa risponde ai dubia dei quattro Cardinali”.Ma perché lo stesso non si è detto quando invece ha parlato il Cardinal Muller, che non è presidente di un Pontificio Consiglio, bensì il più titolato di tutti a parlare di dottrina, perché Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, la Congregazione prima fra tutte per dignità, quella che una volta era detta la suprema? Nella sua intervista al Timone e in tutte le occasioni in cui ha parlato Muller è stato molto chiaro nel dire che la dottrina non è cambiata.

S. Comunione a tutti? Le opposte ricette di Francesco vs. Ratzinger


Settimo Cielo 3-2-17
Viste le istruzioni dei vescovi della regione di Buenos Aires – approvate per iscritto da papa Francesco –, dei vescovi di Malta, di altri vescovi ancora e da ultimo della conferenza episcopale della Germania, è ormai evidente che l'argomento principe sul quale i novatori fanno leva per giustificare la comunione ai divorziati risposati è quello adombrato in questa frase suggestiva di "Amoris laetitia", a sua volta ripresa da "Evangelii gaudium", il documento programmatico dell'attuale pontificato:
"L’Eucaristia non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli".
È un'asserzione, questa, che è frequentemente associata – anche nella predicazione di Jorge Mario Bergoglio – ai pasti che Gesù consumava con i peccatori.
Ma è anche un'asserzione che è stata messa a nudo e criticata a fondo da Benedetto XVI.
Basta porre a confronto i testi dell'uno e dell'altro papa per verificare quanto siano tra loro in contrasto.

Per tutti coloro che hanno a cuore la restaurazione della Civiltà cristiana

Molto volentieri segnaliamo. 
AC 

"L'azione", di Jean Ousset. 
Un manuale per i controrivoluzionari di oggi 
di Federico Catani 

Chiunque abbia a cuore la restaurazione della Civiltà cristiana e si adoperi per ristabilire l’ordine cattolico nell’attuale società deve anzitutto formarsi. 

La preparazione culturale è fondamentale per rispondere adeguatamente alle sfide che pone il mondo moderno: senza studio il rischio – divenuto tante, troppe volte realtà – è di venire inesorabilmente schiacciati dalle menzogne imposte e diffuse dalla Rivoluzione. 

Senza formazione o con una formazione superficiale, inoltre, si diventa insipidi, come lo sono oggi tanti presunti “cattolici di parrocchia”, che di Cattolicesimo non hanno più nulla, avendolo sostituito con un vago filantropismo posto al servizio delle mode del momento. 

Tuttavia, se la formazione è importante, è anche vero che agli ambienti controrivoluzionari è

domenica 12 febbraio 2017

Papa Francesco e la contraccezione

Un interessante spunto di approfondimento.
Non dimentichiamo le recenti esternazioni del S. Padre a favore del teologo morale Bernhard Haering,  che ebbe scontri importantissimi con Paolo VI, con Giovanni Paolo II e con il card. Ratzinger su TUTTI i tempi essenziali di teologia morale, compresa un'apertura sulla liceità dell'aborto!
Se questi sono i maestri......
L

Aldo Maria Valli
[Ovvero come, partendo dall’Ordine di Malta, si arriva all’«Humanae vitae» di Paolo VI, alla morale della situazione e a «el cuco», uno spauracchio che fa sorridere il papa ma è forse il cuore del problema]

Le vicende che hanno scosso l’Ordine di Malta prendono il via, almeno formalmente, dalle accuse mosse dall’ormai ex gran maestro Matthew Festing al gran cancelliere Albrecht Freiherr von Boeselager : non aver impedito, o addirittura aver favorito, la distribuzione di preservativi e contraccettivi, anche abortivi, in Africa e in Asia come misura per contrastare il traffico sessuale e l’Aids.
Abbiamo ormai capito che questo è stato il tipico «casus belli» e che il contrasto ha una portata più ampia, sia in seno all’Ordine sia tra l’Ordine e la Santa Sede. Sappiamo inoltre come la vicenda si è sviluppata e, per il momento, è andata a finire: intervento della Santa Sede, Festing costretto alle dimissioni, Boeselager reintegrato.
In attesa di conoscere gli sviluppi del caso, nasce però una domanda: qual è stato finora l’insegnamento di papa Francesco in materia di contraccezione? E quale, in particolare, la sua posizione nei confronti dell’«Humanae vitae», l’enciclica con la quale Paolo VI, nel 1968, ribadì il no al controllo artificiale delle nascite?
Vediamo.

sabato 11 febbraio 2017

Il sito della Conferenza episcopale tedesca: le unioni gay stabili hanno un valore sacramentale

Continuiamo con i soliti Atti degli Apostati.
Incominciamo a pensare che qualcuno abbia"interessi privati in atti di ufficio"
L

Lo scorso 25 agosto il sito ufficiale della Conferenza episcopale tedesca, Katholisch.de, ha pubblicato un'intervista al teologo morale Stephan Goertz sul suo nuovo libro Chi sono io per giudicare? L'omosessualità e la Chiesa cattolica (titolo originale Wer bin ich, ihn zu verurteilen? Homosexualität und katholische Kirche).
Nell'intervista Goertz afferma che l'omosessualità non dovrebbe più essere condannata dalla Chiesa perché i tempi sono cambiati. Ai tempi della Bibbia «la procreazione era il primo fine, dato da Dio, della sessualità»,  «la sessualità aveva come primo scopo assicurare la sopravvivenza della popolazione»,  tuttavia «questa non è più la situazione di oggi e dal Concilio Vaticano II non è nemmeno più il nostro insegnamento sulla sessualità».
Per il teologo le unioni omosessuali dovrebbero essere quindi rispettate «e non discriminate o criminalizzate». Guardando al prossimo Sinodo sulla famiglia, spera che «le vecchie condanne degli atti omosessuali siano lasciate cadere».

venerdì 10 febbraio 2017

Da «La Messa è finita» al «Tana libera tutti». Chi si ferma più a pregare e a ringraziare?




IL RINGRAZIAMENTO
L'azione sacra, che è regolata da particolari norme liturgiche, dopo che è stata compiuta, non dispensa dal ringraziamento colui che ha gustato il nutrimento celeste; è cosa, anzi, molto conveniente che egli, dopo aver ricevuto il cibo Eucaristico e dopo la fine dei riti pubblici, si raccolga, e, intimamente unito al Divino Maestro, si trattenga con Lui, per quanto gliene diano opportunità le circostanze, in dolcissimo e salutare colloquio. Si allontanano, quindi, dal retto sentiero della verità coloro i quali, fermandosi alle parole più che al pensiero, affermano e insegnano che, finita la Messa, non si deve prolungare il ringraziamento, non soltanto perché il Sacrificio dell'altare è per natura sua un'azione di grazie, ma anche perché ciò appartiene alla pietà privata, personale, e non al bene della comunità.

giovedì 9 febbraio 2017

Il demonio e la divisione dei cattolici: "fare della ribellione una ragione di vita, contro qualunque ipotesi di regolamentazione"...

Facciamo nostra la riflessione, intrisa di alta spiritualità e di concretezza ecclesiale, di un sensibile e devoto pastore di anime.
Buona lettura! 
AC  

E il diavolo gode… 

di don Elia

C’è tutta una serie di fenomeni, nell’attuale congiuntura ecclesiale, che stanno portando all’acme la già gravissima crisi che affligge la Chiesa Cattolica. 

Ci sono le comunità di adoratori della Bibbia che vorrebbero convertire perfino il Papa al loro cosiddetto cammino. 

Ci sono i promotori di forme di isteria collettiva che si preparano a celebrare cinquant’anni di esercizio selvaggio di pretesi carismi. 

Ci sono gli entusiasti dei nuovi culti sorti da un’inflazione di presunte rivelazioni private, pronti a sbranarti non appena ti azzardi ad esprimere una benché vaga perplessità in proposito. 

Ci sono gli assatanati della Tradizione che hanno fatto della ribellione una ragione di vita e sbraitano con impressionante rancore contro qualunque ipotesi di regolarizzazione. 

Il Trump che non t'aspetti contro il clerically correct

Un'interessante analisi sul neo presidente USA.
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Benedetta Frigerio, La Nuova Bussola Quotidiana, 4-2-17
Donald J. Trump
Mentre da due giorni girava una foto del presidente Donald J. Trump in preghiera alla Casa Bianca insieme al suo Vice Mike Pence, noto cristiano pro life, al suo portavoce Sean Spicer, cristiano convinto che la fede debba plasmare l’attività politica, alla moglie e il figlio sacerdote cattolico del giudice defunto della Corte Suprema, Antonin Scalia, e al suo sostituto Neil Gorsuch, giovedì scorso il presidente pronunciava a braccio il suo discorso al National Prayer Breakfast. Durante l’evento, a cui ogni anno partecipano i rappresentati delle religioni di tutto il mondo, risuonavano queste parole: “Qui a Washington non smetteremo mai e poi mai di chiedere a Dio la saggezza per servire il popolo secondo la sua volontà”.

Il Timone: DIZIONARIO ELEMENTARE DEL PENSIERO PERICOLOSO


Il Timone 24-1-17
curato da Gianpaolo Barra, Mario A. Iannaccone, Marco Respinti
200 personaggi (Augias, Bianchi, Blavatsky, Bloy, Bonino, Cacciari, Camara, Carducci, Cartesio, Darwin, Dossetti, Eco, Einstein, Fellini, Fo, Gandhi, Garibaldi, Guevara, Hegel, Heidegger, Kant, Kasper, Leopardi, Lutero, Mancuso, Martini, Odifreddi, Pannella, Rahner, Turoldo, Vattimo…)
30 autori ( R. Cammilleri, R. Cascioli, C. Crescimanno, A. Livi, G. Carbone, G. Cavalcoli, R. Coggi, E. Gotti Tedeschi, R. Marchesini, A. Morselli, A. Pellicciari, E. Pennetta. R. Puccetti, T. Scandroglio, R. Timossi,…)
700 pagine. Come rispondere a errori, imprecisioni, luoghi comuni, falsità e… eresie propugnate da atei, laicisti, agnostici e… credenti confusi
● Prezzo: € 25,00 – (Codice C3)
Spese spedizione: € 4.50

http://www.iltimone.org/35452,Quaderni.html

mercoledì 8 febbraio 2017

Norcia. Processione penitenziale per supplicare la fine del terremoto

Dalla terra piagata dal terremoto il pubblico affidamento al Signore, per l'intercessione di Maria Santissima,  del Vescovo, del Clero e dei fedeli. 
E' sommamente necessario che si facciano processioni penitenziali e riparatrici, ad imitazione dei Santi, anche per risvegliare fruttuosamente il senso  della nostra vita soprannaturale. 
"Deus, qui culpa offenderis, poenitentia placaris: preces populi tui supplicantis propitius respice; et flagella tuae iracundiae, quae pro peccatis nostris meremur, averte".  
AC

Processione penitenziale intorno alle mura di Norcia con la Madonna Addolorata per chiedere la fine degli eventi naturali, tra cui il terremoto.

Nel pomeriggio di sabato 28 gennaio si è tenuta a Norcia, intorno alle mura cittadine, la processione penitenziale presieduta dall’Arcivescovo Renato Boccardo con l’Immagine della Madonna Addolorata estratta dalle macerie dal terremoto. 

È stato il secondo momento, dopo la giornata di digiuno di venerdì 27 gennaio, pensato da mons. Boccardo che per chiedere a Dio, creatore dell’universo, di porre fine alle forze della natura, in particolare al sisma che ha sconvolto l’Italia centrale, tra cui la Valnerina patria di S. Benedetto e di Santa Rita. 

Tornielli, l’Ordine di Malta, e la disinformazione


Scritto dall'amico Francesco Agnoli, ancora attuale anche a distanza di una decina di giorni.
Da leggere, su questo argomento drammatico e penoso, anche Aldo Maria Valli (QUI) e Cascioli (QUI).
L

CatturaLa confusione è sempre più grande. Alimentata da giornalisti partigiani.
Ieri il Gran maestro dell’Ordine di Malta ha dato le dimissioni, su richiesta di Francesco. Come giornalista, non potendo sapere tutti i retroscena, non ho nulla da dire nulla. Le dimissioni, per quanto forzate, possono avere delle giustificazioni. Lo vedremo.
Quello che non è chiaro, come spesso accade a causa dei vaticanisti faziosi come Andrea Tornielli, è perchè prendersela sempre con Burke?
Il cardinal Burke, bene o male, finisce ogni volta nel mirino di Tornielli.
Così:
“Un cardinale «patrono» americano che porta scompiglio all’interno di una delle istituzioni cavalleresche più antiche, contribuendo a defenestrare il numero due dell’Ordine, il Gran Cancelliere Albrecht Freiherr von Boeselager, membro di un’antica e nobile famiglia tedesca antinazista“.
Tornielli sostiene che la causa di tutto è Burke, il quale ha la colpa di aver fatto dimettere una persona di cui ci viene detto che aveva antenati antinazisti. Basterebbe questo modo di cucinare le notizie per far capire quanto sia vigliacco il giornalismo fazioso: si vuole forse suggerire che Burke sia arrabbiato con Boeselager per questo, per le sue ascendenze anitinaziste (ribadite alcune righe sotto, chissà perchè, una seconda volta)? O che se uno ha antenati antinazisti, ha per forza ragione?
In un articolo di allusioni velenose, e poco altro, accade questo.
Torniamo a Burke: va demonizzato a prescindere, nonostante sia stato il numero 3 del Vaticano sino a poco tempo fa. Per cui, pur essendo solo il cardinale patrono, non avendo dunque nessuna facoltà di defenestrare qualcuno, diventa il colpevole unico della defenestrazione, sancita e decisa, di fatto e di diritto, da altri.
Il tutto è detto solo tra le righe: Burke ha “contribuito” a “defenestrare”. Però degli altri colpevoli, veri o presunti, non si parla. Non interessano.
La domanda però è questa: se chi contribuisce a defenestrare il numero due (che qualche riga più sotto, nella accurata ricostruzione tornielliana, diventa il numero tre) sbaglia perchè crea confusione in un ordine, chi defenestra il numero Uno, invece no?
E’ evidente che qui i problemi sono altri: non chi ha defenestrato chi (è chiarissimo che Boeselager è stato defenestrato dall’unico che aveva il potere di farlo, il Gran Maestro Festing), ma perchè.
C’entra o meno la questione morale, addotta dal Gran maestro per  giustificare l’esplusione?

A Tornielli non interessa: la sua crociata personale è contro Burke, per cui, anche se si parlasse del terremoto di Rigopiano, si potrebbero troavre sue responsabilità.
Così alla fine del suo articolo sull’Oridne di malta, il lettore non sa quasi nulla su cosa sia successo davvero, ma sa chi è il Cattivo!

Quel messaggio politicamente scorretto, ma evangelico di Fatima

 "Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà.
L
La Nuova Bussola Quotidiana, Vittorio Messori, 31-1-17
Esce in questi giorni da Mondidadori il libro di Vincenzo Sansonetti Inchiesta su Fatima. Un mistero che dura da cento anni. Pubblichiamo ampi stralci della prefazione di Vittorio Messori.Ogni apparizione sembra assomigliare a ogni altra, avendo sempre al centro un appello alla preghiera e alla penitenza e, al contempo, è diversa da ogni altra per l’accentuazione di un aspetto particolare della fede. L’aura che circonda Lourdes è pacata, tanto che è stato notato che in nessun’altra occasione Maria ha tanto sorriso, giungendo sino al punto di avere addirittura riso in tre occasioni. Disse Bernadette: «Rideva come una bambina». E non sapeva, quella piccola santa, che proprio questo avrebbe indotto gli austeri inquisitori della commissione che ne giudicava l’attendibilità a diventare ancora più sospettosi. «Nostra Sig

martedì 7 febbraio 2017

Lecco. S.Messa di Settuagesima in rito ambrosiano antico: celebrazioni ogni seconda domenica del mese

Abbiamo ricevuto dagli Amici Ambrosiani e con tanta riconoscente gioia pubblichiamo.
In unitate orationis!
AC 


Domenica 12 febbraio alle ore 17.30 a Lecco nella chiesa di Santa Marta (via Mascari) sarà celebrata la Messa della domenica di Settuagesima in rito ambrosiano antico secondo l’edizione del Messale ambrosiano promulgata dal Cardinal Schuster nel 1954 (l’ultima prima dell’introduzione del Messale riformato in epoca post-conciliare, così come per il rito romano si celebra con il Messale del 1962 promulgato da papa Giovanni XXIII). 

La messa sarà celebrata da Monsignor Claudio Fontana, Cerimoniere Arcivescovile e delegato per il rito antico nella Diocesi di Milano. 

Canteranno il Coro Schola Ambrosiana diretto da Primo Viganò e il Mezzosoprano Dyana Bovolo; all’Organo Gianluca Cesana

Autentica liturgia, sgambetto a Sarah. E a Benedetto XVI

Dobbiamo iniziare a preoccuparci anche su quest'altro fronte?
Da leggere anche Benedetta Frigerio QUI.
Per vedere gli attacchi del liturgista modernista Andrea Grillo leggere QUI.
L


Lorenzo Bertocchi  6-2-16
 Decentramento e inculturazione. Queste due parole d'ordine sono l'orizzonte di lavoro della commissione istituita da Papa Francesco per riformare, qualcuno dice cancellare, Liturgiam authenticam. Questo documento fu approvato esplicitamente da san Giovanni Paolo II, durante un’udienza con il suo Segretario di Stato, il 20 Marzo 2001 e emanato dalla Congregazione per il Culto Divino il 28 Marzo con il compito di esprimere i criteri per la traduzione dei testi liturgici dal latino alle lingue moderne.

CARD. ROBERT SARAH TENUTO ALL'OSCURO?

Secondo alcune fonti nell'opera di obliterazione dell'istruzione sarebbe impegnato con zelo un gruppo ristretto di persone della Congregazione per il Culto divino, a partire dal segretario, l'arcivescovo inglese Arthur Roche, che è anche a capo della commissione istituita. Proprio nei giorni scorsi sarebbe avvenuto un incontro di lavoro riservato, fuori Roma, a cui dovrebbero aver preso parte oltre a Roche, il Sotto Segretario padre Silvano Maggiani, Andrea Grillo, professore al Pontificio Ateneo Sant'Anselmo, e i vescovi Piero Marini e Domenico Sorrentino. Tutti nomi importanti della corrente liturgica post-conciliare.

Don Alfredo Morselli: “Stiamo vivendo l’inferno della Chiesa”

 Un'intervista del nostro caro amico e collaboratore don Alfredo.
L
Morselli“Stiamo vivendo l’Inferno della Chiesa, ma le forze del male non prevarranno. Papa in Svezia? Ha lanciato un assist alla intercomunione con i luterani.” Lo dice in questa intervista don Alfredo Morselli, sacerdote e teologo.
Don Alfredo, in che modo commentare la recente visita di Papa Bergoglio in Svezia per la commemoriazione della Riforma luterana?” Io baso la mia analisi  solo sui documenti scritti ed ufficiali e non su dichiarazioni in aereo  o interviste. Analizzo i testi e da questi parto”.
Avanti…
” A leggere la dichiarazione sottoscritta ci sta da essere sbalorditi in negativo e noto peggioramenti rispetto al passato per tre  ragioni”
Quali?
” La dichiarazione è molto pericolosa e direi inaccettabile, perchè colpevolizza tutti i cattolici in relazione al sorgere della Riforma. Indubbiamente,  qualche cattolico a livello individuale può anche

lunedì 6 febbraio 2017

Manifesti a Roma, reazione da regime totalitario


Riccardo Cascioli La Nuova Bussola Quotidiana
«Un po’ di umorismo aiuta ad andare avanti», aveva detto Papa Francesco durante l’omelia nella messa del suo 80esimo compleanno, neanche due mesi fa. E pochi giorni prima, nell’intervista a Tv2000-RadioInBlu aveva spiegato: «Il senso dell'umorismo è una grazia che io chiedo tutti i giorni, e prego quella bella preghiera di San Tommaso Moro: 'Dammi, Signore, il senso dell'umorismo, che io sappia ridere davanti a una battuta' (…) Il senso dell'umorismo ti solleva, ti fa vedere il provvisorio della vita e prendere le cose con uno spirito di anima redenta. È un atteggiamento umano, ma è il più vicino alla grazia di Dio».
Non abbiamo perciò dubbi sul fatto che, saputo dei manifesti appesi in giro per Roma, Papa Francesco si sia fatto una bella risata o almeno abbia sorriso. «A France’, hai commissariato Congregazioni, rimosso sacerdoti, decapitato l’Ordine di Malta e Francescani dell’Immacolata, ignorato Cardinali… ma n’do sta la tua misericordia?», così era scritto su questi manifesti, che ricordano le “pasquinate”, ovvero quei cartelli o biglietti satirici che venivano appesi alle statue del centro di Roma al tempo dello Stato Pontificio.

Cambio di paradigma in Alleanza Cattolica? La Rivoluzione è finita?

Mt 18, 17 Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea”

Essendo circolata negli scorsi mesi nel nostro ambiente questa accorata comunicazione di alcuni militanti della storica associazione Alleanza Cattolica, da decenni nota, tra l’altro, per le sue battaglie a favore dei valori non negoziabili e che mai ebbe cedimenti nei confronti del progressismo cattolico, la pubblichiamo; molti dei nostri lettori sanno anche che l’associazione ha sempre privilegiato, nei suoi ritiri ed incontri, la liturgia tridentina.
Dalla lettura del testo la sensazione è che molto sia cambiato negli ultimi tempi: sembra che i metodi della controrivoluzione debbano essere totalmente aggiornati, le passate analisi della scuola controrivoluzionaria messe in una “cassetta degli attrezzi”, non si parla più di “valori non negoziabili”e con un nuovo paradigma che inizierebbe il 13 marzo 2013.
L’appunto, scritto e inviato a molti militanti dell’Associazione e ai membri del consiglio direttivo a metà luglio dello scorso anno, è addolorato e attento ai meriti passati del movimento ma non tace le gravi preoccupazioni che i due firmatari hanno. Alle domande dei due estensori sembra che il consiglio direttivo non abbia dato alcuna risposta ufficiale, che probabilmente essi attendevano.
Il memo ci pare essere ancora più attuale ora dopo l’uscita dei Dubia dei quattro cardinali su Amoris laetitia, anche se datato l’11 luglio 2016. Ancora qualche giorno fa  (1° feb 2017) il card. Muller ha ribadito la dottrina di sempre sul divieto dell’Eucarestia ai divorziati risposati o conviventi! Vedi Cascioli e Magister QUI e QUI
Speriamo che Alleanza Cattolica ritorni ad essere l’avanguardia della controrivoluzione cattolica che molti di noi ricordano e invitiamo i lettori ad una lettura meditata e priva di pregiudizi del testo.
Roberto

[…]
1- Premesse
Avendo rimarcato negli ultimi mesi e – addirittura - anni una certa linea associativa e avendo ripercorso l’intera linea gerarchica di Alleanza Cattolica [d’ora in poi denominata AC] (a voce e per iscritto), riteniamo opportuno chiarire ad un pubblico più vasto di militanti – oltre che ai nostri Reggenti Regionali – il nostro pensiero.

Correzione fraterna: Mt 18, 15-18: Se il tuo fratello commette una colpa, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; 16 se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. 17 Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.
Lv 19,17: Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui.
Rm 16,17: Mi raccomando poi, fratelli, di ben guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro la dottrina che avete appreso: tenetevi lontani da loro.

Lumen Gentium 25: Ma questo assenso religioso della volontà e della intelligenza lo si deve in modo particolare prestare al magistero autentico del romano Pontefice, anche quando non parla « ex cathedra ». Ciò implica che il suo supremo magistero sia accettato con riverenza, e che con sincerità si aderisca alle sue affermazioni in conformità al pensiero e in conformità alla volontà di lui manifestatasi che si possono dedurre in particolare dal carattere dei documenti, o dall'insistenza nel proporre una certa dottrina, o dalla maniera di esprimersi.

Dei Verbum 10: È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che nessuna di queste realtà sussiste senza le altre, e tutte insieme, ciascuna a modo proprio, sotto l'azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime.

Card. Muller su Amoris laetitia il 4 maggio 2016 a Oviedo: “Cambiare la disciplina in questo punto concreto, ammettendo una contraddizione tra l'eucaristia e il matrimonio, significherebbe necessariamente cambiare la professione di fede della Chiesa, che insegna e realizza l'armonia tra tutti i sacramenti, tale e quale l'ha ricevuta da Gesù. Su questa fede nel matrimonio indissolubile, non come ideale lontano ma come realtà concreta, è stato versato sangue di martiri" (http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351295).

CCC 1650: Oggi, in molti paesi, sono numerosi i cattolici che ricorrono al divorzio secondo le leggi civili e che contraggono civilmente una nuova unione. La Chiesa sostiene, per fedeltà alla parola di Gesù Cristo (« Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio »: Mc 10,11-12), che non può riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il primo matrimonio. Se i divorziati si sono risposati civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la Legge di Dio. Perciò essi non possono accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione. Per lo stesso motivo non possono esercitare certe responsabilità ecclesiali. La riconciliazione mediante il sacramento della Penitenza non può essere accordata se non a coloro che si sono pentiti di aver violato il segno dell'Alleanza e della fedeltà a Cristo, e si sono impegnati a vivere in una completa continenza.
Familiaris Consortio 84: […] La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall'Eucaristia. C'è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si