martedì 24 ottobre 2017

Don Josef Zieglauer si è addormentato nel Signore

Euge, serve bone et fidelis intra in gaudium Domini tui
la morte del  Rev.do don Josef Walter von Zieglauer

I nostri fratelli di Bressanone ce ne hanno subito dato  notizia: è morto Don Josef che ha sempre celebrato il Santo Sacrificio dell'Altare con  l'antico Messale difendendo  tenacemente gli antichi altari e i sacri spazi presbiteriali.
Don Josef è stato un punto di riferimento spirituale per tanti fedeli.
La Diocesi di Bressanone  ha dato notizia della morte del Sacerdote del clero diocesano: " Ieri si è spento il sacerdote Josef Zieglauer all’età di 92 anni. 
I funerali si terranno giovedì alle ore 14.30 nella chiesa parrocchiale di Spinga. 
Josef Zieglauer è nato l’11 maggio 1925 a Bolzano ed è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1952 a Bressanone. 

Dal 1953 al 1959 è stato cooperatore a Stilves e a Malles. 
Nel 1959 don Zieglauer è diventato parroco a Scaleres, incarico svolto fino al 1964. 
In seguito è stato parroco a Selva dei Molini fino al 1983. 
Dal 1983 al 2005 è stato parroco a Spinga. 
Nel 2005 don Zieglauer è stato esonerato dall’incarico di parroco". 

Don Josef era stato superficialmente definito dalla stampa locale : "il lefebvriano altoatesino" per semplice fatto che "da quarant’anni celebra la messa in latino ogni mattina, nella cappella del Santo Sepolcro a Spinga, frazione di Naz Sciaves. 
Una messa a cui partecipano fedeli che provengono anche da Bressanone e dalla Pusteria. 
E adesso che Benedetto XVI ha riammesso nel cuore della Chiesa i vescovi scomunicati, don von Zieglauer commenta soddisfatto: «Il Papa ha dimostrato che avevamo ragione. 
La scomunica ai vescovi lefebvriani era ingiusta» 
L’ex parroco di Spinga non ha mai voluto rinunciare alla liturgia preconciliare: «Tuttora c’è un gruppo affezionato di persone che seguono la messa che celebro, anche se siamo in un piccolo paese», racconta. 
E’ giusto che sia stata revocata la scomunica ai vescovi: «Quel provvedimento era ingiusto». 
Ma le dichiarazioni gravissime sulle camere a gas proprio non gli sono piaciute: «Leggo, ma non capisco come si possano dire certe cose, come sia possibile negare l’Olocausto». 
Adesso che è un sacerdote anziano, senza più incarichi, don von Zieglauer racconta che la sua fedeltà alla chiesa pre conciliare non gli ha portato problemi: «Ho continuato a dire messa, non direi di essere stato osteggiato». 
Ma qualche frizione c’è stata. 
Così viene ricostruita sul sito dell’associazione di cattolici tradizionalisti «Una Voce». 
Ricordando che il parrocco don Hugo Senoner effettuò alcune modifiche alla parrocchiale di Spinga, così viene descritto l’intervento di rimozione della balaustra e l’installazione di un tavolo «per la celebrazione verso il popolo, che rende impraticabile l’altare.
Si tratta di un intervento non necessario, evidentemente in odio alla messa antica, forse derivante da desideri di ritorsione per lunghi anni repressi». 
Nell'articolo/intervista datata 31 gennaio 2009 non c'è cenno alcuno della pubblicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI. (Link sotto)

Ci uniamo alle preghiere di suffragio per l'anima di don Josef.

AC

 

Fonti: 
Diocesi di Bressanone-Bolzano QUI  

trauerhilfe.it QUI 

altoadige.gelocal.it QUI 

Una Voce Venezia QUI