venerdì 30 giugno 2017

Ultim'ora - Card. Müller: oggi il Papa Francesco lo ha licenziato al termine del suo mandato

La notizia sembra proprio confermata: anche le fonti di MiL nonché quelle di Rorate Caeli darebbero per certo quanto riportato inizialmente da Roberto de Mattei su Corrispondenza Romana  (che di suo comunque sempre attendibile).
Sarebbe quindi caduto anche il penultimo pilastro della Curia Romana in difesa della dottrina cattolica. L'ultimo resta il Card. Sarah. 
Molto probabilmente al Prefetto dell'Ex Sant'Uffizio è stato comunicata la notizia dal Papa in persona, dopo essere stato ricevuto (come di consueto ogni venerdì) da Francesco questa mattina in udienza (si veda qui, dal sito della S. Sede, bollettino B0464). 
Se a questo punto il futuro dovesse vedere fatti diversi, sarà perché la fuga di notizie avrà consigliato maggior prudenza e maggior riguardo verso il porporato tedesco. Ma visto il trattamento riservato ai Card. Piacenza e Burke teniamo nessun retro front del papa. 
 
All'epoca della sua nomina (2 luglio 2012) avevamo espresso giudizi molto critici per la decisione di Benedetto XVI nello scegliere il card.Müller   alla guida del dicastero della Dottrina della Fede (Per via di alcune sue affermazioni ambigue sulla verginità di Maria, ecc). 
Col senno di poi, oggi soprattutto dal 13 marzo 2013, ringraziamo il Papa emerito perchè il Card. Müller si è distinto per coraggio e rettitudine nel difendere la teologia, ribadendo l'ortodossia in materia di indissolubilità del matrimonio, sull'impossibilità di dare la S. Comunione ai divorziati risposati, sull'infondatezza per i cattolici di celebrare il 500° anniversario di Lutero, ecc.
Roberto



FONTE: Corrispondenza Romana del 30.06.2017

Licenziato da papa Francesco il cardinale Muller 

Licenziato da papa Francesco il cardinale Muller.

Sua Eminenza il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede dal 2 luglio 2012, è stato licenziato da papa Francesco allo scadere esatto del suo mandato di 5 anni.
Il cardinale Müller è uno dei cardinali che hanno cercato di interpretare l’Amoris laetitia, secondo un’ermeneutica di continuità con la Tradizione della Chiesa. Ciò è bastato per annoverarlo tra i critici del nuovo corso imposto da papa Bergoglio.

Charlie e Giovanni Paolo II: "noi reagiremo"



Vedere anche QUI dal blog della  brava Costanza Miriano.
L


dall’ OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II  

Washington, Capitol Mall. 7 ottobre 1979
Reagiremo ogni volta che la vita umana è minacciata.

(1979 - foto Periodici San Paolo/G. Giuliani).
(1979 – foto Periodici San Paolo/G. Giuliani).
"Quando il carattere sacro della vita prima della nascita viene attaccato, noi reagiremo per proclamare che nessuno ha il diritto di distruggere la vita prima della nascita.
Quando si parla di un bambino come un peso o lo si considera come mezzo per soddisfare un bisogno emozionale, noi interverremo per insistere che ogni bambino è dono unico e irripetibile di Dio, che ha diritto ad una famiglia unita nell’amore.
Quando l’istituzione del matrimonio è abbandonata all’egoismo umano e ridotta ad un accordo temporaneo e condizionale che si può rescindere facilmente, noi reagiremo affermando l’indissolubilità del vincolo matrimoniale.
Quando il valore della famiglia è minacciato da pressioni sociali ed economiche, noi reagiremo riaffermando che la famiglia è necessaria non solo per il bene privato di ogni persona, ma anche per il bene comune di ogni società, nazione e stato.
Quando poi la libertà viene usata per dominare i deboli, per sperperare le ricchezze naturali e l’energia, e per negare agli uomini le necessità essenziali, noi reagiremo per riaffermare i principi della giustizia e dell’amore sociale.
Quando i malati, gli anziani o i moribondi sono abbandonati, noi reagiremo proclamando che essi sono degni di amore, di sollecitudine e di rispetto."

Lupi trevestiti da agnelli: così appiono i preti di oggi che rinnegano i Precetti Divini per compiacere il Mondo

Licantropi Illusionisti
(una dura ma veridica riflessione
sulla -cattiva- condizione attuale della Chiesa Cattolica, casta meretrix)
di Enrico Salvi

Non c’è peggior illusione di una situazione anomala percepita come normale.
Non c’è peggior illusione dello sguazzare in una pozzanghera maleodorante credendo che si stia veleggiando in alto mare all’aria pura.
E cos’è l’illusione: una rappresentazione ingannevole proveniente da artifizio altrui, cioè dagli illusionisti.

Per venire a noi, non c’è peggior illusione del trovarsi nello spazio aperto infestato dai licantropi, ovvero dagli illusionisti, credendo di stare al sicuro nell’ovile.
Le condizioni in cui versa la Chiesa Cattolica, fatto salvo il divino “non prevalebunt”, ci dicono con chiarezza irrefutabile come questa veneranda e più che bimillenaria Casta Meretrix stia subendo come non mai (si sottolinea come non mai) una violenza tanto più subdola e spregevole quanto più sorridente, pacifica e misericordiosa, esercitata dalla larghissima maggioranza degli addetti ai lavori, chierici o laici che siano; una violenza illusionistica perpetrata da quelli che il Vangelo chiama “lupi”: «Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci».
Un inciso per i “nuovi” esegeti: i lupi sono lupi e per di più rapaci: non c’è possibilità di equivoco né di fantasiose “contestualizzazioni”.

Per quanto riguarda chi scrive, non c’è niente di più ripugnante del pacato, acquiescente sorriso dei lupi, o, meglio, dei licantropi, davvero un’arma illusionistica letale se accompagnata da modi gentili, rigorosamente non violenti. La violenza della non violenza illusionista: niente di più strisciante e velenoso di un’anomalia fatta percepire
come normale. 

Il sorriso generoso e misericordioso dei licantropi sta dilagando e infestando ogni angolo della Chiesa, ricevendo il plauso dei fedeli abbindolati dall’atmosfera piacevolmente scioccante evocata con licantropa maestria.
La bava grondante dal  sorriso licantropo irrora la massa dei fedeli

giovedì 29 giugno 2017

CHARLIE GARD. La Pontificia Accademia della Vita, sì ma....



di Marco Tosatti da stilum Curiae del 29.06.2017
Un comunicato della Pontificia Accademia per la Vita tratta del dramma di Charlie Gard,  e dei suoi genitori. Lo riportiamo così come lo ha dato la Radio Vaticana:

La vicenda del piccolo bambino inglese Charlie Gard e dei suoi genitori colpisce tutti noi per il carico di dolore e di speranza che ci consegna”. Così mons. Vincenzo Paglia che assicura la sua vicinanza ai genitori e a quanti “lo hanno curato e hanno lottato con lui”. Per loro, e per quanti sono chiamati a decidere del loro futuro, si legge nella dichiarazione del presidente dell’Accademia per la Vita, “innalziamo al Signore della vita una preghiera perché nulla vada perduto”.
La Conferenza Episcopale Cattolica di Inghilterra e Galles, si legge nel documento, ha “emesso un comunicato che anzitutto riconosce la complessità della situazione, il dolore straziante dei genitori, la ricerca del bene per Charlie messo in campo da tutti i soggetti coinvolti”. Il testo, prosegue mons. Paglia, “ribadisce inoltre che non si può mai porre in essere alcun gesto che metta fine intenzionalmente a un’esistenza umana compresa la sospensione della nutrizione e dell’idratazione”. Al tempo stesso, prosegue il presule, vanno

Quarto Oggiaro, la parrocchia-supermarket. Quando ci si vergogna del campanile

Il Talebano, 5-6-2017
A Milano si inaugura ufficialmente la chiesa senza campanile, la nuova Parrocchia della Pentecoste [QUI] di Quarto Oggiaro balzata alle cronache per il suo modernissimo e “fashionissimo” design.

Quarto Oggiaro, la parrocchia-supermarket. Quando ci si vergogna del campanile


 Il lancio è affidato allo slogan “Una nuova chiesa X una chiesa nuova”, che fa molto campagna elettorale (la “X” sembra presa in prestito da Pisapia) e che contiene una proposta di rinnovamento stilistico e concettuale delle chiese che fa obbrobrio.
Se l’Italia è chiamato il Paese dei mille campanili e se, per sintetizzare la peculiarità delle popolazioni italiane, si parla di campanilismo è perché le chiese e i loro campanili sono state nei secoli i perni attorno ai quali si sono sviluppate le nostre città e le nostre comunità, culture incluse.

Se oggi le città sono in crisi è perché crescono in costruzioni e iniziative ma stanno perdendo la loro dimensione di comunità, di vita di quartiere, di identità territoriale, di relazioni umane. Le persone in città si sentono sempre più sole e la ricerca di una dimensione spirituale è in costante crescita. Ma le chiese sono sempre più vuote. Anche perchè, come titola La Repubblica a proposito di architettura, una chiesa brutta allontana dal sacro.

mercoledì 28 giugno 2017

Francesco impone la concelebrazione nei collegi romani


Nessuno ad oggi, neppure il S. Padre può vietare ciò che è permesso dal vigente Codice di Diritto Canonico (cfr. can. 902). Salvo cambiare il Codice stesso. Vedi anche QUI.
L

(di Roberto de Mattei) In Vaticano corre questa voce. A un collaboratore che gli ha chiesto se sia vero che esista una commissione per “reinterpretare” la Humanae vitae, papa Francesco avrebbe risposto: «Non è una commissione, è un gruppo di lavoro» Non si tratta solo di artifici linguistici per nascondere la verità, ma giochi di parole che rivelano come il culto della contraddizione sia l’essenza di questo pontificato. Mons. Gilfredo Marengo, coordinatore del “gruppo di lavoro”, riassume bene questa filosofia, quando afferma che bisogna sfuggire al «gioco polemico pillola sì – pillola no, così come a quello odierno comunione ai divorziati sì  comunione ai divorziati no» (Vaticaninsider, 23 marzo 2017).
Questa premessa è necessaria per presentare un nuovo documento confidenziale, risultato, anch’esso, di un altro “gruppo di lavoro”. E’ il working paper della Congregazione del Clero Sulla concelebrazione nei collegi sacerdotali di Roma, che circola in maniera riservata nei collegi e seminari romani. Ciò che da questo testo emerge con chiarezza è che papa Francesco vuole imporre, di fatto, se non di principio la concelebrazione eucaristica nei collegi e nei seminari romani, affermando che «la celebrazione comunitaria deve essere sempre preferita a quella individuale».

Zielinski: "Quale formazione liturgica hanno i seminaristi?"

Parigi. Il Decimo anniversario del "Summorum Pontificum" a Notre-Dame: un'iniziativa da imitare!

Suggeriamo fraternamente ai "gruppi stabili" dei fedeli  legati alla Liturgia antica di festeggiare Venerdì 7 luglio 2017 il Decimo Anniversario della pubblicazione del Motu Proprio "Summorum Pontificum"  con la celebrazione della Santa Messa , il canto del Te Deum e una  preghiera  per i Consacrati : perchè il Signore conceda alla Sua Chiesa  nuove e sante vocazioni alla vita Sacerdotale e Religiosa. 
Anche nelle terre più colpite dal terremoto  del Centro Italia  si sta organizzando un'unica celebrazione serale in forma di "pellegrinaggio". 
Comunicheremo poi luogo e orari. 

Christus vincit! 
AC

Dall'Omelia del Cardinale Darío Castrillón Hoyos 

(Pontificale dell'Epifania 2010 , 
Santuario della Beata Vergine Addolorata 
 Campocavallo di Osimo)

...

La grandiosità del cosiddetto Rito di San Pio V non deve essere guardata come semplice esteriorità, piuttosto quale atteggiamento adorante dell'anima conscia dì trovarsi al cospetto della Triade Divina. 

martedì 27 giugno 2017

Il Parroco preferisce prepararsi al concerto di Vasco Rossi di Modena?



La Bussola Quotidiana ci informa che nella Parrocchia di Gesù Redentore, vicino al concerto Di Vasco Rossi di sabato pomeriggio  prossimo, non si celebrerà la Messa . Invece di fare DUE messe per permettere ai partecipanti del concerto di seguire il precetto, il Parroco ha pensato bene di ....non disturbare il guidatore e di vivere in "fraternità e pace" (vedi l'annuncio sopra) senza Gesù.
Come si dice, non siamo su "Scherzi a parte".
E bravo il nostro Parroco!
Ma forse considera una S. Messa proselitismo come è di moda dire oggi? Magari meglio parlare di clima ed inquinamento. O del gravissimo problema dell'acqua pubblica.
L

diAndrea Zambrano

Via la messa, arriva Vasco. Da diversi giorni a Modena non si parla d’altro. Il Modena Park si candida a diventare un concerto storico. Vasco Rossi celebra i quarant’anni di carriera e per l’occasione la sua città si sta prodigando in tutti i modi per omaggiarlo. Il concerto che si terrà sabato al Parco Enzo Ferrari ha già battuto ogni record, basti dire che saranno presenti più 220mila fan del rocker di Zocca. Insomma: un evento di quelli da ricordare per sempre.

Piazze, giardini e ciclovie: è Lutero-mania

Mala tempora currunt.
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La Nuova Bussola Quotidiana, 1-6-17, Rino Cammilleri
Il beffardo sito Centro Studi Giuseppe Federici li ha messi tutti in fila: i luoghi, le piazze, i ponti e perfino gli alberi che l’Italia, memore e grata, ha voluto dedicare a Martin Lutero per i cinquecento anni del suo outing teologico e dottrinale. Per la verità, con ben due anni di anticipo, la prima città a intitolare qualcosa al Grande Riformatore era stata proprio Roma, sì, la città del papa. Ci aveva pensato l’allora sindaco Ignazio Marino, intitolando, nel settembre 2015, a Lutero una piazza nel Parco del Colle Oppio, vicina alla Domus Aurea e in vista del Colosseo.

Padre Livio e il capitolo 17 dell'Apocalisse: “le spiegazioni fornite dal Fanzaga sono prive di qualsiasi fondamento”

Del recente  "caso padre Livio" e dell'assordante silenzio degli organi cattolici "ufficiali" MiL se n'è occupata ( QUI ).
Diversi Lettori ci hanno suggerito di postare per intero anche l'articolo , già linkato nel precedente post, di Ermes Dovico, sempre tratto dalla Nuova Bussola Quotidiana.
Mettiamo in pratica il suggerimento dei nostri Lettori non senza rimanere trasecolati leggendo che...
AC 
Caso padre Livio: l'Ordine dei Giornalisti processa la Bibbia 
di Ermes Dovico 

 «È stato interessante ascoltare l’intervento introduttivo di Monica Cirinnà. Questa qui, mi sembra un po’ la donna del capitolo diciassettesimo dell’Apocalisse, la Babilonia insomma, che adesso brinda con prosecco alla vittoria (ride). Signora, arriverà anche il funerale, stia tranquilla. Glielo auguro il più lontano possibile, ma arriverà anche quello». 

È il 3 febbraio 2016, il giorno prima al Senato è iniziato l’esame del disegno di legge sulle unioni civili e padre Livio Fanzaga, nel suo tradizionale commento alla stampa, ricorda alla relatrice Monica Cirinnà una verità ovvia: presto o tardi morirà. 

Il direttore di Radio Maria sa pure che la Cirinnà si dichiara cattolica e la similitudine biblica con la Babilonia di Apocalisse 17 serve a ricordarle che quel ddl contraddice gravemente l’ordine divino della Creazione e un giorno, come tutti, dovrà rendere conto a Dio della sua condotta in terra.

Essendo la salvezza delle anime la missione della Chiesa, fondata a tale scopo da Cristo, si comprende perché la tradizione cattolica includa l’ammonimento dei peccatori tra le opere di

lunedì 26 giugno 2017

SMOM: udienza papale con cinguettìo (niente uniforme!) rasserenamenti e pianti

La nota testata Vatican Insider, per mano del Giornalista  Salvatore Cernuzio, ha naturalmente dovuto esprimere  tutto l' entusiasmo allorchè all'udienza concessa nei giorni scorsi dal Santo Padre al  nuovo Sovrano Consiglio dell' Ordine di Malta, i Cavalieri hanno partecipato con “... abiti civili. Addio decori, giubbe rosse e foto baldanzose...(QUI)
La "rivoluzione" ha fortemente bisogno dei suoi simboli: i cavalieri del SMOM "in nero" accanto al Papa  è effettivamente una delle apparenti "vittorie"  tanto desiderate...
Poteva però immaginare il Dott.Cernuzio che dietro la disposizione di prendere parte all'udienza papale con gli “abiti civili”  ci sono state le lacrime di molti Cavalieri? 
A qualcuno importa il pianto di uno, dieci, cento cavalieri?
La “divisa” negata all’incontro con il Papa “…fa parte  della nostra identità,
è la nostra caratteristica. Avrebbero dovuto rispettare questa nostra particolarità cerimoniale”.

Non profumano del “sentire cum Ecclesia” le  espressioni che definiscono “foto baldanzose” quelle scattate in occasione delle udienze ufficiali concesse dal  Pontefice al Sovrano Consiglio SMOM, prima del "commissariamento" : come si può arrivare a tanto? 
Abbiamo per questo "incollato" le due foto del Sovrano Consiglio SMOM in udienza papale prima e dopo il commissionamento deciso dal Santo Padre.

domenica 25 giugno 2017

Don Primo Mazzolari e il S. Padre

A proposito del recente viaggio del S. Padre a Bozzolo e Barbiana (QUI MIL), dagli amici di Liberta e Persona una citazione di don Primo Mazzolari sul Papa pubblicate al tempo da 30 Giorni.
A buon intenditor poche parole: applichiamole anche oggi contro uno pseudo ultramontanismo progressista.
L

"... Per voler bene al papa [Pio XII] non è necessario rompere i confini, né dimenticare ch’egli pure è un uomo. A me pare che una venerazione, la quale tiene fissi gli occhi anche su quello che vi è d’umano, e ce n’è tanto nella storia della Chiesa, e non lo veli per falsa devozione quando è indegno, né lo esalti troppo quando è magnifico, sia affetto più virtuoso e virile.
Perché esaltarci con espressioni di dubbia lega per dire: «Santità, sono un vostro figliuolo: parlate. Vi obbedirò come obbedisco a Cristo»?…"

Il "caso" Padre Livio: "e la Chiesa tace"

"E questa volta, davanti alla gravità per tutti i cattolici della sanzione comminata dall’Ordine dei Giornalisti, c’è stato il silenzio assoluto. 
Non una voce si è levata da Roma – né dalla CEI né dalla Santa Sede - a difesa della libertà religiosa. 
Non una presa di posizione che allertasse sul pericolo di certe sentenze che colpiscono la libertà personale. 
È un segnale eloquente. 
Da ora, chi vuole insistere nel difendere la Verità sull’uomo; chi pensa che famiglia, vita ed educazione siano davvero i princìpi fondamentali su cui costruire la società e che quindi vadano difesi fino in fondo; chi persiste nel seguire ciò che ha imparato nel Catechismo, sa che nel momento della prova sarà abbandonato – se non colpito – dai pastori che pure dovrebbero difendere il proprio gregge..."H.S. ( da Facebook) 
AC


Un attacco alla libertà religiosa E la Chiesa tace 
di Riccardo Cascioli 

A leggere i dialoghi ci sarebbe da ridere se non fosse tragico. 

Il processo imbastito dall’Ordine dei Giornalisti nei confronti di padre Livio Fanzaga su denuncia della senatrice Monica Cirinnà (di cui diamo conto nell’articolo di Ermes Dovico, vedere QUI ) ci riporta ai fasti dell’Unione Sovietica e della Cina maoista. 

Novelli inquisitori che giudicano errata l’esegesi cattolica di un brano dell’Apocalisse e

sabato 24 giugno 2017

Abusi liturgici e Ritus Modernus



Una volta tanto parliamo di Novus Ordo Missae.
Un'interessante esposizione pubblicata dagli amici di Campari e de Maistre sulla facilità di compiere abusi nel NOM.
L


del Cardinal Dal Sacco

Carissimi amici e lettori, ben trovati! Ho avuto bisogno di un lungo periodo di pausa forzata dal computer ma nel frattempo non ho smesso di raccogliere e di valutare tutte le eresie che quotidianamente si trovano sotto gli occhi dei fedeli cattolici. Riprendiamo oggi la nostra rubrica che, come sicuramente ricorderete, si era attestata al II appuntamento. Oggi parleremo delle eresie legate alla Pasqua ma partendo da un punto di vista particolare, vale a dire quello liturgico. Perché dobbiamo parlare di liturgia e non di teologia? Perché parlando di liturgia si parla – eccome! – di teologia e quindi sbagliare liturgia significa avere idee sbagliate in teologia. E questo per almeno due motivi: il primo è che la liturgia «è fonte e culmine della vita cristiana» (da essa tutto parte, e ad essa tutto torna); il secondo è cristallizzato in una legge antichissima della Chiesa, ribadita anche nell’ultima edizione del Catechismo, «Lex Orandi, Lex Credendi», per cui i fedeli sono tenuti a credere e professare tutto ciò che la Chiesa celebra in tutte le sue pratiche liturgiche. Con uno slogan, potremmo correttamente dire che chi sbaglia teologia, sbaglierà liturgia ma anche il contrario visto che, soprattutto dal punto di vista dei fedeli laici, la liturgia ha un carattere profondamente pedagogico nonché mistagogico (che ci introduce/conduce al mistero).

venerdì 23 giugno 2017

Mons. Schneider e de Mattei su Rai 3 ora a "la grande storia"

Intervistato l'ottimo mons. Schneider su Amoris Laetitia e su "ecumenismo" parla chiaro su rai3. 
Il prof. de Mattei non le manda a dire su riforme e ambiguità di Francesco. 
Peccato intervistino (come ovviamente normale) anche Riccardi e Spadaro. 
Roberto

Amoris laetitia: il silenzio, un atteggiamento incomprensibile

Dopo i nostri post di MiL dei giorni scorsi (QUI e QUI) pubblichiamo le dolenti e accorate note di Riccardoi Cascioli sull'argomento.
L

da La Nuova Bussola Quotidiana del 20-6-17
È con grande amarezza che pubblichiamo oggi la lettera inviata due mesi fa dal cardinale Caffarra con la richiesta di udienza per i quattro cardinali che lo scorso 16 settembre hanno firmato i Dubia. Nessuna risposta ai Dubia, nessuna risposta neanche ora. 


Il Papa che non degna di un cenno dei cardinali, che non risponde alle lettere e alle richieste di udienza: credo non ci siano precedenti, almeno nella storia della Chiesa degli ultimi secoli. Tanto più pesante è questo silenzio quanto più si pensi alle telefonate, alle lettere, alle udienze che in gran quantità papa Francesco concede a tantissime persone, di ogni tipo. È difficile non leggere questo atteggiamento come una volontà di mortificare, di umiliare dei cardinali che vengono percepiti come un ostacolo a un disegno di riforma.

Però il motivo di questo atteggiamento è incomprensibile:

giovedì 22 giugno 2017

Funerali di padre Ingo Döllinger






Un ringraziamento al Rev.do don Wilmar Pavesi per le foto. 

Qui trovate informazioni sul rito funebre celebrato lunedì 19 giugno 17 nella chiesa di San Nicola a Opfenbach, in Baviera, dal suo fraterno amico Mons. A. Schneider. 

Qui invece un articolo sulla figura del religioso e dell'incontro che ebbe con Ratizinger.

Roberto 

don Nicola Bux: "Urge una dichiarazione di fede da parte del Pontefice per correggere la sua ambiguità e sanare la Crisi della Chiesa"

Lo avevamo visto anche noi la notte scorsa, nella versione in inglese, ma, vinti dalla stanchezza non siamo riusciti a tradurlo. Il buon Tosatti è stato più lesto di noi a tradurlo e a darne notizia.
Riportiamo qui di seguito la notizia che ha del sensazionale: il teologo don Nicola Bux ritiene necessario che il Papa faccia una dichiarazione di fede per correggere l'ambiguità causata da sue frasi o documenti e risolvere la crisi della Chiesa.
Roberto
di Marco Tosatti, da Stilum Curiae del 22.06.2017
Il National Catholic Register pubblica un’interessante intervista di Eward Pentin a don Nicola Bux, un noto teologo italiano, scrittore (l’ultima sua opera è “Con i sacramenti non si scherza”) docente di teologia e consultore alla Congregazione per le cause dei Santi e per la Dottrina della Fede.
In essa si afferma che per risolvere la crisi in corso nella Chiesa relativa all’insegnamento e all’autorità del papa, il modo migliore sarebbe una dichiarazione di fede del Pontefice per correggere le sue parole e gesti “ambigui ed erronei” che sono stati interpretati in maniera non cattolica. Secondo Bux la Chiesa è “in una piena crisi di fede”, e le tempeste che la attraversano sono causate dall’apostasia, “l’abbandono della fede cattolica”.
Solo pochi giorni orsono è stata resa pubblica la lettera in cui il cardinale Caffarra, a nome anche di altri tre porporati, chiedeva (il 25 aprile) udienza al Pontefice per parlare dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia e delle sue interpretazioni opposte. La lettera non ha mai ricevuto risposta. Mons. Bux commenta che “Per molti cattolici è incredibile che il Papa chieda ai vescovi di dialogare con chi la pensa in maniera differente (per esempio i cristiani non cattolici) ma non voglia lui per primo affrontare i cardinali che sono i suoi consiglieri principali”. “Se il Papa non difende la dottrina non può imporre la disciplina”.
Traduciamo qui un brano molto pregnante dell’intervista.

“Il punto è: quale idea ha il papa del ministero Petrino, così come è descritto in Lumen Gentium 18 e codificato dalla legge canonica? Di fronte alla confusione e all’apostasia, il Papa dovrebbe fare una distinzione – come Benedetto XVI fece – fra ciò che pensa e dice come studioso privato e quello che deve dire come

Volontari pro life e miserie vaticane


Dopo le miserabili vicende raccontate da MIL QUI la giornalista Costanza Miriana descrive un aspetto "morale" del dolore per queste sciagurate scelte.
Ci siamo  chiesti in molti perchè non sciogliere definitivamente l'Accademia per la Vita e l'Istituto Giovanni Paolo II; almeno mons. Paglia non era costretto a dire le menzogne contenute  nell'intervista a Vatican Insider (QUI).
Ma, siamo certi, Dio vede e provvede. 
Nei suoi tempi.
L


Ore 7.40, agenzia delle entrate. Fuori dall’edificio, tu e una palla di spine che rotola. Dentro, la fila. Però ce l’hai fatta, hai stirato le divise alle 5, hai evitato di litigare con tuo marito occasionalmente reincarnato in un bradipo, hai  portato i bambini a scuola prima che sorga il sole e arrivi la bidella, e sei li prima che apra, tu e solo altre 40 persone prima di te.

mercoledì 21 giugno 2017

Le quattro ferite. Analisi di un breve brano di Mons. Lefebvre.

Le quattro ferite 
di Enrico Salvi 
Mi sono imbattuto in un breve ma denso brano dell’Itinerario spirituale di Mons. Lefebvre (Ichthys 2000) che mi ha molto edificato.
Ovviamente, neanche a dirlo, la pastorale e l’omiletica attuali suonano tutt’altra musica, con grave inganno e confusione dei fedeli ipnotizzati da pistolotti più o meno prolissi farciti con le solite generiche, universalistiche, laicistiche, vuote parole: “pace”, “amore”, “libertà” e “accoglienza” che con l’itinerario spirituale cui ogni singola anima è chiamata, è che è l’unica cosa che conti, hanno niente, ma proprio niente a che vedere.
Di più, è quasi certo che il linguaggio attraverso cui si esprime il brano risulti di stampo “medievale” e perciò incomprensibile agli occhi di chi è stato sedotto dalle moderne e misericordiose sirene che infestano la Chiesa Cattolica e sono abilissime nella mistificazione culturale e teologale perpetrata proprio a mezzo di un lessico parlato e scritto sottilmente ambiguo, una mistura micidiale di verità ed errore grazie al delirio cerchio-bottista, insufflato dal tizio solfureo, del voler “dialogare con il mondo”.
In ogni caso, almeno a chi ha orecchi per intendere, auguro buona lettura e, ancor di più, buona meditazione.
Invece, per chi si “sdegnerà” pensando “
ma tu guarda questo dov’è rimasto”, non resta che una preghiera perché lo Spirito Santo lo illumini. Anzi, prima lo svegli.
  ES



«La nostra esperienza quotidiana e la dottrina della Chiesa ci insegnano che la grazia del battesimo non ci libera da tutte le conseguenze del peccato originale. Queste conseguenze spiegano perché la nostra vita spirituale si configuri come un combattimento spirituale che dura tutta la vita terrena. Questo insegnamento è fondamentale e presiede anche a tutto il nostro apostolato. Noi restiamo dei malati e abbiamo bisogno del Medico delle nostre anime  e dei soccorsi spirituali che Egli ha previsto. Ecco l’insegnamento della Chiesa espresso da san Tommaso d’Aquino (I – II, q. 85, q. 3) in padre Thomas Pègues O. P., La Somme de saint Thomas en forme de cathéchisme, p. 128:

“La santità originale è stata perduta a causa del peccato del primo uomo. Per questo tutte le forze dell’anima restano, in una certa misura, distolte dal loro proprio fine, per il quale erano ordinate alla virtù; e questo distogliere si chiama la ferita della natura (vulneratio naturae).

In quanto la ragione è distolta dal suo ordinamento al vero, si ha la ferita dell’ignoranza (vulnus ignorantiae).

In quanto la volontà è distolta dal suo ordinamento al bene, si ha la ferita della malizia (vulnus malitiae).

In quanto la fortezza è destituita dal suo ordinamento alle cose ardue, si ha la ferita della debolezza (vulnus infirmitatis).

In quanto il desiderio è distolto dal suo ordinamento a ciò che è dilettevole secondo ragione, si ha la ferita della concupiscenza (vulnus concupiscientiae)”.



Nella sua prima epistola, san Giovanni conferma questa verità: “tutto quello che è nel mondo è concupiscenza della carne, concupiscenza degli occhi, orgoglio della vita" (1 Gv. 2, 16).
Queste quattro ferite toccano le nostre quattro virtù cardinali e perciò provocano in noi un disordine continuo. La più devastante sembra sia quella dell’ignoranza o cecità, cioè la misconoscenza di Dio e di Nostro Signore Gesù Cristo. Infatti è in questa conoscenza che risiede la vita eterna: “Poiché la vita eterna è che essi conoscano Te, solo vero Dio, e colui che Tu hai mandato, Gesù Cristo” (Gv. 27, 3)».

Il Corpus Domini e la perdita del sale

Dagli amici di Campari e de Maistre.
L


"Ma non ci si stupisce di ciò se pensiamo all’insipienza delle gerarchie e soprattutto del capo visibile della gerarchia. Spiace dirlo, ma il magistero liturgico ed eucaristico del Papa regnante è fortemente deficitario, anche solo paragonato a quello dei suoi due predecessori, e più delle encicliche o delle esortazioni, il fedele semplice va a vedere l’insegnamento concreto: se vediamo il Papa che non si inginocchia, o si inginocchia per pochissimi istanti (quando San Giovanni Paolo II, pur anziano e malato, volle sempre inginocchiarsi davanti all’Eucaristia), o che sposta dopo secoli alla Domenica la tradizionale processione romana del Corpus Domini del giovedì, peraltro con un’assenza mostruosa di fedeli, o se, dall’incontro con la parrocchia luterana di Roma, sentiamo che non è importante andare in chiesa ma aiutare il prossimo (cosa giusta, per carità, ma come possiamo aiutare il prossimo senza l’aiuto divino dei sacramenti, e soprattutto dei veri sacramenti, che solo la Chiesa Cattolica ha?) che cosa dobbiamo dedurne? Che non è importante l’Eucaristia? (del resto, se si può fare la Comunione anche in peccato mortale, vuol dire che è forse una burletta?) Che non è importante la frequenza della chiesa? Guardiamo in faccia la realtà: le chiese sono sempre più vuote, e proprio sotto l’attuale pontificato. Ma del resto, se i sacramenti non sono importanti, tanto che si possono (?) ricevere in stato di peccato, se nelle omelie si devono sentire le solite banalità ambientaliste e immigrazioniste, uno, logicamente, in chiesa cosa va a fare? "


di Roberto De Albentiis 

martedì 20 giugno 2017

Don Milani: veramente una "traccia luminosa" per i parroci di oggi o educatore con gravi... ambiguità?


http://www.barbiana.it/Lettera%20a%20Gianni%20Meucci%20-%2021.06.htm

Oggi il S. Padre si è recato in visita privata (QUI) (non è perciò un viaggio ufficiale) a Bozzolo (Mn) e Barbiana (Fi) sulle tombe di don Primo Mazzolari (1890-1959) e don Lorenzo Milani (1923-1967). Vedere i discorsi QUI e QUI

Voci insistenti raccontano che il vero scopo del viaggio sia stato la proposizione della nuova  figura di esempio sacerdotale che deve superare i vecchi stereotipi old wave (il nuovo parroco 2.0?). Sembra inoltre che il vero obiettivo del viaggio sia don Milani: don Mazzolari potrebbe essere stato scelto in maniera quasi ancillare: il soggiorno a Barbiana infatti ha avuto un incontro con i discepoli di don Milani e vi è stato un discorso pubblico più ufficiale a sacerdoti e discepoli (QUI).
Si aggiunga che inizialmente nei luoghi di incontro con il S. Padre (a Bozzolo almeno) dovevano essere presenti SOLO sacerdoti, per rimarcare l'indirizzo dato alla visita, e solo una specie di rivolta popolare locale ha permesso di aprire ai laici una parte dei posti disponibili, rigorosamente scelti e possessori di un pass personale.

Su don Primo Mazzolari, personaggio  sfaccettato e significativamente diverso dalla descrizione che una parte dei suoi discepoli hanno veicolato, non trattiamo. Ribadiamo solo che l'Arciprete di Bozzolo è molto diverso dalla vulgata progressista che ci hanno propinato alcuni suoi esegeti e aveva un rigore morale e dottrinale non discutibile.

Trattiamo invece di un aspetto di don Lorenzo Milani che lo cronache di queste settimane hanno seguito:
è da circa un mese che Mondadori, nella sua prestigiosa collana I Meridiani ha pubblicato in due volumi  le opere complete del parroco di Barbiana. Un'opera mastodontica di quasi tremila pagine e del costo di € 140 (QUI) curata dall'esponente della Scuola di Bologna  Alberto Melloni, confidente e intimo del s. Padre. L'opera e stata presentata addirittura dal Papa Francesco  stesso, con  un filmato (QUI) molto favorevole,   alla prestigiosa fiera del libro di Milano "Tempo di Libri".
Negli stessi giorni è uscito però  un romanzo - Bruciare tutto - di un noto scrittore progressista, Walter Sitti (vincitore del Premio Strega), su un sacerdote con tentazioni di pedofilia (non però praticata) che l'autore stesso ha, in qualche modo, identificato in don Milani stesso (la dedica del libro è "All'ombra ferita e forte di don Lorenzo Milani"). Sitti in un'intervista molto prudente  a Repubblica (QUI) - a caso scoppiato -  afferma (sottolineati e neretti sono nostri):


"Che cosa vuol dire la dedica: all'ombra ferita e forte di don Milani?
"Tutto nasce, mentre stavo covando il libro, dall'aver letto in un vecchio e quasi introvabile libro di Santoni Rugiu (Il buio della libertà, De Donato-Lerici 2002) alcune frasi dell'epistolario di don Milani, che ora dovrebbero figurare nel Meridiano di prossima uscita: "E so che se un rischio corro per l'anima mia non è certo di aver poco amato, piuttosto di amare troppo (cioè di portarmeli anche a letto!)" - e poco più avanti, in una lettera a un giornalista poi suo biografo: "E chi potrà amare i ragazzi fino all'osso senza finire di metterglielo anche in culo, se non un maestro che insieme a loro ami anche Dio e tema l'Inferno ?" - già anni prima in una lettera a un amico, aveva scritto: "Vita spirituale? Ma sai in che consiste oggi per me? Nel tenere le mani a posto". Forse forzando l'interpretazione, mi è parso che don Milani ammettesse di provare attrazione fisica per i ragazzi, e ho trovato eroica la sua capacità di tenersi tutto dentro il cuore e i nervi, senza mai scandalizzarne nessuno. La dedica è un modo per dichiarare la mia stima e la mia ammirazione profonda per lui". (W. SITTI, All'ombra ferita e forte di don Lorenzo Milani)
Immediatamente sono nate enormi polemiche sulla vicenda (una delle lettere era addirittura ad un giornalista amico). La risposta di alcuni  studiosi è stata che, in particolare in due lettere sicuramente autentiche, don Milani fa in un certo qual senso outing su certe sue "predisposizioni" riguardo ai ragazzi.

I difensori del parroco di Barbiana parlano solo di un linguaggio molto crudo, di cui don Milani era famoso (vedere sotto il suo linguaggio disgustoso su Pio XII e de Gasperi in una lettera), e null'altro. Anche se la stessa agiografa Silvia Ronchey accenna ad una sua "non celata omosessualità nella Firenze di fine anni Trenta" (QUI).
Al di la di ogni polemica, riproponiamo più sotto uno dei testi in integrale chiedendoci l'opportunità di tale visita a Barbiana da parte del S. Padre e dell'intenzione di passare - come modello di parroco - dal S. Curato d'Ars a don Milani. Sul linguaggio osceno di don Milani riproponiamo un'altra sua lettera.

Per  ben altri motivi - per la sua mancanza di prudenza, per le liti continue con tutti, per i suoi attacchi alla proprietà e alla vita militare, per il suo pacifismo  assoluto  e tanti altri - riteniamo don Milani certamente NON un modello sacerdotale e ci pare - come minimo -  una rara mancanza di prudenza proporcelo. 

Sul personaggio, vedere anche Marcello Veneziani (QUI) e Studi Cattolici  QUI. Per interessanti notizie su Don Milani, sulla vicenda della pedofilia al Forteto e sulla sua corrispondenza (con l'integrale di una delle lettere), vedere QUI e Magister (QUI). Sulle polemiche di questi giorni vedere anche  QUI. Ricordiamo la definizione che ne diede Giovanni XXIII: "pazzo scappato dal manicomio" (QUI).

Ci permettiamo infine  di dubitare, visto tutte le tare caratteriali e dottrinali di don Lorenzo Milani, che sia una "traccia luminosa", "profondo equilibrio tra durezza e carità" , "il prete trasparente  e duro come un diamante continua a tramettere la luce di Dio sul cammino della Chiesa" (come ha detto oggi il S. Padre) per i parroci di oggi.
L

http://www.barbiana.it/Lettera%20a%20Gianni%20Meucci%20-%2021.06.htm :

"Caro Giorgio… Quando si vuole bene davvero ai
ragazzi, bene come gliene può volere solo la
mamma che li ha fatti o il maestro che li ha partoriti
alla vita dello spirito o il prete che non ha
donna o figli fatti per mezzo del pipi, ma solo
figli fatti per mezzo dei Sacramenti e della Parola
allora il problema della scuola confessionale
o non confessionale diventa assurdo, ozioso.
Quei due preti mi domandavano se il mio scopo
finale nel fare scuola fosse nel portarli alla Chiesa
o no e cosa altro mi potesse interessare al mondo
nel far scuola se non questo. E io come potevo
spiegare a loro cosí pii e cosí puliti che io i miei
figli li amo, che ho perso la testa per loro, che
non vivo che per farli crescere, per farli aprire,
per farli sbocciare, per farli fruttare? Come facevo
a spiegare che amo i miei parrocchiani piú che
la Chiesa e il Papa? E che se un rischio corro per
l’anima mia non è certo quello di aver poco amato,
ma piuttosto di amare troppo (cioè di portarmeli
anche a letto!). E chi non farà scuola cosí
non farà mai vera scuola e è inutile che disquisisca
tra scuola confessionale e non confessionale e
inutile che si preoccupi di riempire la sua scuola
di immaginette sacre e di discorsi edificanti perché
la gente non crede a chi non ama e è inutile
che tenti di allontanare dalla scuola i professori
atei … E chi potrà mai amare i ragazzi fino
all’osso senza finire col metterglielo anche in culo
se non un maestro che insieme a loro ami anche
Dio e tema l’Inferno e desideri il Paradiso?"
(Lettera di don Milani a Giorgio Pecorini, in:
GIORGIO PECORINI, Don Milani! Chi era costui?,
Baldini e Castoldi 1996, pp. 386–391)
 *
"IERI mi hai fatto un po’ patire perché noialtri campagnoli quelle poche notizie che ci vengono dalla città le beviamo per vere […] Fino a ieri p. es. usavo consolare i miei ragazzi colla promessa di una redensibilità della parte migliore della Dc.
Dicevo loro che con le preferenze potremmo costruire un partito cristiano fatto tutto di sindacalisti e di massaie. Della Cisl m’hai insinuato invece il sospetto di infiltrazioni dell’area del dollaro. Dell’Acli massa di manovra ecclesiastica. Di Fanfani conformismo. Di La Pira paternalismo. Dell’Aci MERDA. Di Pio XII MERDA. Di De Gasperi MERDA. Di Adesso MERDA. Di Giuseppe [Dossetti, N.d.R.] disperazione. Oppure no, forse qualcosa di peggio. Di Dossetti stima illimitata. Ma in questa stima per l’uomo che si è trovato solo nel deserto quasi un invito anche a me a dire, siamo soli […] Sentirci due o tre dalla parte di Dio e tutto il resto nel più sporco tradimento."
21 GIUGNO 1952
LETTERA DI DON MILANI A GIAN PAOLO MEUCCI.
Fonte: Maurizio Di Giacomo, Don Milani tra solitudine e
vangelo, 1923 1967, Borla, Roma 2001, pp. 61 62.