mercoledì 31 maggio 2017

In memoriam Michael Novak (1933-2017)

Articolo tratto da First Things, tradotto dalla benemerita rivista Cultura&Identità. Onoriamo con qualche tempo di ritardo un grande cattolico.
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(Articolo tratto da Cultura&Identità. Rivista di studi conservatori, anno IX, n. 15, Roma 25 marzo 2017, pp. 29-30)

R. R. Reno
  
Michael Novak è morto la settimana scorsa. Era il perfetto intellettuale da First Things: conservatore — nel senso in cui in America la scena politica della fine del ventesimo secolo intendeva la parola “conservatore” — e religiosamente ortodosso, con quest’ultimo aggettivo assai più indicativo dell’avverbio che lo precede.
Michael è stato partecipe del nostro lavoro fin dall’inizio. In questo momento sto guardando la fotografia di una piccola riunione di sapientoni nel salotto dell’appartamento di [don] Richard John Neuhaus [1936-2009] sulla 19a Strada Est [a New York]. Richard sta conducendo l’incontro (come amava fare), con David Novak accanto a lui. George Weigel e Stanley Hauerwas sono accanto a un pianoforte che nessuno sembra mai avere suonato. Jim Neuchterlein e Maria McFadden Maffucci, i redattori di This World, rivista da poco soppressa dal Rockford Institute, sono anch’essi presenti. Michael è nelle sue bretelle, seduto sul divano con le finestre che si affacciano sul giardino retrostante. Stanno progettando il lancio di First Things.
Incontrai per la prima volta Michael a uno dei Dulles Colloquium, le riunioni a tema che Neu-haus convocava sotto l’egida di padre Avery Dulles [S.J.; 1918-2008], che in quel

Il nuovo vescovo di Pensacola (Florida) ama lo foto scherzose. Anche con lo scialle LGBT?



Speriamo che sia uno scherzo.


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di Marco Tosatti

La diocesi di Pensacola-Tallahassee (Florida) ha un nuovo vescovo, successore degli Apostoli: è un sacerdote della Congregazione della Santa Croce (C.S.C.), si chiama William (Bill) Wack, ha 49 anni ed ha studiato economia; proveniva dalla parrocchia di Sant’Ignazio martire di Austin.

Una Voce Italia. Il nuovo bollettino



Il nuovo Bollettino di Una Voce Italia.
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2/2017
RIP Mario Della Savia presidente di Una Voce Udine
http://www.unavoceitalia.org/wordpress/2017/05/23/rip-mario-della-savia-presidente-di-una-voce-udine/

Commissione Ecclesia Dei, Decreto per la Messa votiva dell’Immacolato Cuore di Maria il 13 maggio 2017 anniversario della prima apparizione di Fatima
http://www.unavoceitalia.org/wordpress/2017/05/11/commissione-ecclesia-dei-decreto-la-messa-votiva-del-cuore-immacolato-di-maria-il-13-maggio-2017-anniversario-della-prima-apparizione-di-fatima/



www.unavoceitalia.org

Benedetto XVI rimproverato da Papa Francesco? "Un vescovo deve congedarsi bene e non a metà".

Le parole di Papa Francesco durante la Messa in S. Marta di ieri 30.05.2017 si riferiscono alla lettera di San Paolo prevista dalla liturgia del giorno. Le espressioni circostanziate sembrano proprio riferirsi in maniera esplicita (e infastidita) alla vicenda di Benedetto XVI a seguito, immaginiamo noi, del suo essersi schierato in difesa del Card. Sarah, scrivendo una prefazione al libro del cardinale.
Come è che si dice? A pensar male...
Potremmo dire, in vernacolo romanesco (sdoganato anche Oltrevere): "
Ar papa je sta proprio a rodere er..."
                                                                                                                                                Roberto

Papa Francesco:"un vescovo deve sapersi congedare del tutto,
definitivamente, senza compromessi, non a metà". 
da Radio Vaticana del 30.05.2017
Il Papa durante la Messa a Santa Marta
Il Papa durante la Messa a Santa Marta

"Il vero pastore sa congedarsi bene dalla sua Chiesa, perché sa di non essere il centro della storia, ma un uomo libero, che ha servito senza compromessi e senza appropriarsi del gregge": è quanto ha detto il Papa nella Messa del mattino a Casa Santa Marta. Il servizio di Sergio Centofanti


Un pastore deve essere pronto a congedarsi bene, non a metà Al centro dell’omelia è la prima Lettura tratta dagli atti degli Apostoli, che si può intitolare - sottolinea Francesco - “Il congedo di un vescovo”. Paolo si congeda dalla Chiesa di Efeso, che lui aveva fondato. “Adesso deve andarsene”:

“Tutti i pastori dobbiamo congedarci. Arriva un momento dove il Signore ci dice: vai da un’altra parte, vai di là, va di qua, vieni da me. E uno dei passi che deve fare un pastore è anche prepararsi per congedarsi bene, non congedarsi a metà. Il pastore che non impara a congedarsi è perché ha qualche legame non buono col gregge, un legame che non è purificato per la Croce di Gesù”.

Pastori senza compromessi Paolo, dunque, chiama tutti i presbiteri di Efeso e in una sorta di “consiglio presbiteriale” si congeda. Il Papa sottolinea “tre atteggiamenti” dell’apostolo.

martedì 30 maggio 2017

Premiato il latinista P. Antonio Salvi della Segreteria di Stato Vaticana

Roma. Premiato P. Antonio Salvi OFMCap, latinista, dal 1985 nella Segreteria di Stato Vaticana. 
Senato della Repubblica. Sala Zuccari
XXXII Edizione del Premio 
"Marchigiano dell'Anno"


Laureatosi in lettere classiche all’università di Macerata nel 1973, dopo aver già conseguito quella in teologia all’università urbaniana di Roma, padre Antonio Salvi, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, è stato dal 2007 capo ufficio “Latinisti” presso la Segreteria di Stato Vaticana. 

Si deve a lui l’iniziativa di pubblicare i tweet del Papa anche in latino dopo che, nel 2012, Benedetto XVI aveva deciso di essere presente sui social network.

Mons. Piero Marini a 75 anni non viene messo a riposo ma nominato Vicario del cardinal arciprete di S. Maria Maggiore

Eh già. 
Un'altra "coerenza" di Papa Bergoglio. 
Mentre da un lato silura tutti i presuli suoi "avversari" al compimento del 75° anno di vita (se non addirittura prima, si veda Piacenza, Burke, Caccia), accettandone con celerità insusitata le rituali dimissioni - come per mons. Negri - e licenzia senza giusta causa gli ufficiali di congregazione troppo ratzingeriani, dall'altro promuove i suoi vassalli che lo riveriscono nell'allegra cerchia della corte bergogliana. Questi non li manda nelle diocesi di provenienza (come fece per il buon Llovera). No no, li sistema in punti strategici o comunque di prestigio (se pur non di prima classe, come sarebbe stato S. Pietro)
Si veda, da ultimo, S. E. Mons. Piero Marini (già presidente della Commissione speciale sulla liturgia presso la Congregazione per le Chiese Orientali e membro di quella del Culto Divino): è stato nominato da  poco tempo Vicario del Cardinal Arciprete della Pontificia Basilica Patriarcale di S. Maria Maggiore. Di fatto il numero due dopo il Card. Rylko.
E' stato in tale veste che il 14 maggio mons. Marini ha accolto il Papa sulla porta della basilica per accompagnarlo alla devozionale visita alla Salus Populi Romani al ritorno da Fatima.
La notizia ci è giunta confermata in oggi (anche se ne aveva già dato notizia a suo tempo "il faro di Roma") e ci conferma la gestione autoritaria e prepotente degli affari di Curia da parte del Misericordioso Francesco. 
La domanda che sorge è la seguente: pur avendo già raggiunto l'età canonica per ritirarsi dagli uffici ecclesiastici, perchè Mons. Marini è stato messo a S. Maria Maggiore con tale autorità? Quale scopo sottende questa nomina sospetta? Quale compito avrà ricevuto? Conoscendo le (in)competenze liturgiche del prelato... non vorremmo che sia stato mandato alla basilica liberiana per distruggerne la buona liturgia.  O, peggio ancora, visto l'attuale ruolo, di smantellare, piano piano, il Venerando Capitolo.
Un po' come fu mandato Borghetti ad Albenga. 
Speriamo che il primo fallisca trovando una strenua resistenza, come sta fallendo il secondo avendola trovata nei bravi sacerdoti liguri.

Ah, a proposito, Benedetto XVI aveva concesso la grazia al suo infedele maggiordomo. Ma a essere acclamato "papa della Misericordia" è Francesco che taglia la testa a chi non plaude alle sue "bergoglionate".

Roberto

ps. Per i più ingenui
Sappiamo bene che agli anziani prelati di Curia si riservano, dopo il loro pensionamento, canonicati prestigiosi, prevosture insigni, titoli "commendatariali", ecc. Ma lo scopo del nostro post era porre un interrogativo sulla scelta della persona e del posto (che è invero insolito) e suscitare un autonomo pensiero di riflessione nel lettore.

"Missa in scena", un buon libro sulla c.d. "riforma della riforma" (di L. Marinetti)



Dello stesso autore di "Le forme del sacro" (sulla potente portata del Rito Romano antico, del silenzio e della liturgia ieratica), uscirà ora un'altra opera sull'importanza "scenica" (e didattica) della liturgia (con comparazione tra antica e moderna).

 Un libro utile come strumento della cosiddetta
“riforma della riforma” della liturgia cattolica. 

Un libro che affronta in modo critico la struttura e la prassi celebrativa della liturgia eucaristica celebrata secondo la forma ordinaria del rito romano. Un libro che affronta il problema da un punto di vista insolito: quello del teatro.
La Messa è uno spettacolo? Certamente no. Tuttavia la liturgia, in quanto rito, intrattiene forti relazioni con il teatro poiché anch’esso trae origine dal rito e mantiene al suo interno forme e meccanismi rituali. Dunque attraverso una comparazione tra la liturgia e il teatro si intendono portare allo scoperto le contraddizioni performative della liturgia postconciliare e, nello stesso tempo, si vogliono anche offrire anche delle soluzioni.

Ossia? Trasformare la Messa in uno show? Assolutamente no, secondo l’autore la liturgia moderna è già troppo spettacolarizzata. La via d’uscita alla crisi liturgica dei nostri tempi è tutta ratzingeriana, infatti l’autore propone come soluzione preferenziale un ritorno della tradizione nella liturgia che non si significa cadere nel tradizionalismo, ma affidarsi a quel patrimonio di gesti e di simboli che la storia della liturgia ci ha affidato nel corso dei secoli per comunicare in maniera efficace la grazia salvifica di Dio che agisce nei sacramenti.

Nella liturgia tradizionale, soprattutto in quella celebrata secondo la forma straordinaria del rito romano, ci sono degli elementi archetipi capaci di funzionare in ogni tempo, anche oggi, e portare efficacemente l’uomo contemporaneo a contatto con il sacro, quel sacro che anche ai nostri giorni l’uomo cerca disperatamente in

Lutero resta un eretico con buona pace dei "rivisitatori". Principi filosofici e teologici della Riforma protestante (1517). Un saggio di don Marino Neri


Visto che va tanto di moda "rivisitare" l'eresia luterana e la riforma protestante, vi proponiamo un profondo ed interessante saggio del caro amico don Marino Neri.
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Dopo avere considerato recentemente gli sviluppi dell'eredità odierna di Lutero (vedi qui) pubblichiamo qui di seguito, con l'autorizzazione dell'Autore che ringraziamo, la magistrale relazione di don Marino Neri sui Principi filosofici e teologici della Riforma protestante (1517) pronunciata il 1 maggio di quest'anno in occasione della V Giornata della Buona Stampa  tenutasi ad Agazzano. Si tratta di un testo ricco di ricostruzioni fondamentali sia sul piano storico che su quello teologico che spiega con chiarezza molte ragioni della crisi attuale senza attardarsi in infruttuosi luoghi comuni e opinioni tralatizie. 


Introduzione

Lobby gay e spinta per la dissoluzione della morale cattolica

Tempo fa qualcuno, parlando dei laudatori delle aperture agli omosessuali nella Chiesa scrisse di "interesse privato in atti d'ufficio".
Temiamo sia vero.
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La Nuova Bussola Quotidiana, Renzo Puccetti, 24-5-17
Il 9 maggio sulla NBQ Lorenzo Bertocchi dava un resoconto puntuale dello sviluppo teologico avviato dall'enciclica Amoris laetitia (AL). Riportava che le encicliche Casti connubii di Pio XI e Humanae vitae del beato Paolo VI sulla contraccezione, Veritatis splendor sulla morale generale, l'esortazione Familiaris consortio sulla morale coniugale, entrambe di San Giovanni Paolo II, sono ormai apertamente sotto accusa. La colpa, dicono alcuni teologi, è di avere introdotto "dei blocchi di pensiero e di azione nella Chiesa cattolica", un "massimalismo morale", una "discontinuità" e una "forzatura nella lettura delle fonti tradizionali" a cui Amoris laetitia avrebbe posto rimedio. 

lunedì 29 maggio 2017

Sua Santità la coerenza: il Papa predica bene ma razzola male


da Antonio Socci twitter
Sabato scorso il Papa, recatosi in visita pastorale a Genova, si è fatto bello schierandosi, con argomentazioni in linea con la dottrina sociale della Chiesa, a favore degli operai, invocando una avveduta gestione aziendale da parte degli imprenditori speculatori a cui rimprovera l'attitudine al licenziamento facile, motivato dal solo fine di "sanare" le aziende. E fin qui... va bene. 
Però notiamo subito un'incongruenza del Papa stesso nella gestione propria di "azienda".
Di recente il Card. Mueller in un'intervista televisione cattolica americana EWTN (ripresa da Marco Tosatti, a cui vanno i nostri rallegramenti per il fulmineo successo del suo blog "Stilum Curiae") aveva confermato il licenziamento senza giusta causa - voluto dal Papa in persona - contro ogni parere del Prefetto, di tre officiali della Congregazione della Dottrina per la Fede...

E qui qualcosa non ci torna... 
 Roberto

Processione di riparazione di Reggio Emilia del 03 Giugno - Molte adesioni di ecclesiastici autorevoli e la stantia teologia anni '70 di certi preti "giovani"


I preti gggiovani (con tre "g") di Un Sacco bello di Verdone. Don Goccini, vicario per la pastorale giovanile nella diocesi di Reggio Emilia, afferma che la processione di riparazione è da arroganti. E tante altre amenità che Rino Camilleri smonta nel seguente articolo.
Purtroppo certi sacerdoti li ordinano nei seminari... e sempre di più.

Direi che comunque il punto di vista di questo "illuminato" sacerdote (forse tendente al carrierismo?) è ampiamente superata e confutata dall'adesione e dall'appoggio alla processione da parte di ecclesiastici di indiscusso maggior peso, come 

- il Card. Burke (che ha benedetto la partecipazione), 

- il vescovo mons. Schneider, (che ha definito coraggiosi i cristiani che parteciperanno), 

- il teologo mons. Livi, decano della Lateranense (che dà il suo sostegno all'iniziativa),
- il parroco don Bellei, 

- nonchè in ultimo anche dalla stessa Curia di Reggio Emilia se pur in via indiretta:

  La processione di riparazione al GayPride e alle due unioni civili che si celebreranno in Comune di Reggio Emilia la mattina stessa alle 10:00, partirà alle 10:30 da Porta S. Stefano a Reggio Emilia. 

L.

  Rino Cammilleri La Nuova Bussola Quotidiana 24-5-17



La faccenda della processione del 3 giugno a Reggio Emilia, indetta dal Comitato Beata Giovanna Scopelli appositamente costituitosi, rischia di finire nel grottesco. Si tratta, come ormai sanno anche quelli che non lo vogliono sapere, di un «atto di riparazione» per il grande corteo del Gay Pride che si svolgerà nella stessa città. Sulla «Gazzetta di Reggio» il giornalista Luciano Salsi ha intervistato don Giordano Goccini, responsabile della pastorale giovanile della diocesi.

Vescovo africano ordina l'uso della talare ai propri preti (codice canonico alla mano). Bravo!

Ottima Notizia che riprendiamo da Il Timone e dal sito (di una missione francese nel Benin) in cui fu dato annuncio.

Il vescovo Aristide Gonsallo, 50 anni, di Porto-Novo (nel Benin, appunto) nell’Africa occidentale, con un decreto del 09 maggio 2017 ha ricordato che la talare è l' "abbigliamento ordinario" per il clero come segno e testimonianza di appartenenza a Dio
Il vescovo quindi, codice di diritto canonico alla mano(1)" ha ribadito e ordinato che essa è obbligatoria durante l'amministrazione dei sacramenti, in particolare la Messa e qualsiasi altra liturgia, durante le riunioni ufficiali di chierici, quando un prete visita il vescovo, ogni volta che viene interpellato per via del suo ministero e ogni volta che la sua identità come prete potrebbe essere messa in discussione. 
Da notare che il vescovo è giovane e quindi al di sopra di ogni sospetto "nostalgico". Egli è stato consacrato il 19 dicembre 2015 per la diocesi di Porto-Novo. precedentemente è stato  parroco nella diocesi di Parakou; e ha tenuto corsi di insegnamento presso il seminario Providentia Dei. 
Bravo, Eccellenza. 
Roberto
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(1) Cod. Dir. Can., can. 284 - I chierici portino un abito ecclesiastico decoroso secondo le norme emanate dalla Conferenza Episcopale e secondo le legittime consuetudini locali.
Cod. Dir. Can., can. 669 - §1. I religiosi portino l'abito dell'istituto, fatto a norma del diritto proprio, quale segno della loro consacrazione e testimonianza di povertà.
§2. I religiosi chierici di un istituto che non ha abito proprio adotteranno l'abito clericale a norma del can. 284.





Qui il documento firmato dal vescovo. 

decreto 9/2017

Sulla regolamentazione dell'uso dell'abito talare nella diocesi di Porto-Novo

Cari reverendi,

nel corso di questo anno pastorale 2016-2017, abbiamo voluto Chiesa Famiglia della diocesi di Porto Novo risvegliare i vari doni che il Signore ha fatto per ciascuna delle sue figlie e dei suoi figli. Tra gli altri doni di Dio, noi possiamo contemplare e ammirare la fede dei fedeli di questa diocesi.

            Come un dono prezioso di Dio agli uomini, la fede è un modo per conoscere meglio Dio e amarlo. Certamente la maturità e la forza della fede di una chiesa si misura in primo luogo dalla sua capacità di comunicare la fede professata, la fede celebrata e la fede vissuta, ma si esprime e si manifesta anche con la qualità delle sue opere di carità come lo dice bene bene l'apostolo Giacomo: "Tu pretendi di avere fede, io invece la metto in pratica; provami la fede senza le opere e io usero le mie opere per provare la mia fede ". (Jc 2, 18)

            La fede opera per mezzo dell'amore e la carità esprime e sostiene la fede. Il completamento del lavoro di evangelizzazione della diocesi di Porto Novo iniziato dai pionieri di ieri e continuato dalla dedizione dei Pastori e dagli operatori pastorali di oggi deve essere sostenuto non solo dalla fede, ma dal carità di ciascuno

            In virtù di queste considerazioni,

            in conformità con le disposizioni dei canoni 284, 669 del Codice di diritto canonico in vigore,
 

            Io decreto:
             1 - il normale abito ecclesiastico di qualsiasi chierico (diocesani, religiosi, membro di una società clericale di vita apostolica) nella diocesi di Porto-Novo è solo la veste talare;

            2 - indossare la talare è obbligatorio:

    Per la celebrazione o la somministrazione di ogni sacramento e specialmente l'Eucaristia;
    Per la celebrazione di qualsiasi paraliturgia;
    In ogni incontro dei chierici e in qualsiasi riunione con la partecipazione del clero

domenica 28 maggio 2017

Mons. Schneider: S. Nicola in Russia un frutto di Fatima

Don Ubaldo in Siberia

Da leggere anche l'articolo del Corriere della Sera (QUI).
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Andrea Zambrano, La Nuova Bussola Quotidiana, 26-5-17
Nel 1995 un giovane missionario della Fraternità San Carlo, don Ubaldo Orlandelli, da pochi anni arrivato ad evangelizzare la Siberia reduce dalla terribile esperienza sovietica passava per le strade di Novosibirsk portando in processione eucaristica il Santissimo Sacramento con appena cinque o sei fedeli dietro di lui. Una piccolissima processione del Corpus Domini che si snodava inosservata in una terra che aveva vissuto l’ateismo per mezzo secolo.
22 anni dopo a Mosca arriva da Bari la reliquia di San Nicola, viene accolta solennemente dal patriarca Kirill e per l’occasione si mobilita il governo: cinque km di fila per poter baciare la reliquia. Protagonista è la Chiesa ortodossa che è andata fino a Bari per farsi consegnare la sacra reliquia del santo venerato in Russia e che rimarrà in Russia fino a luglio. I giornali hanno raccontato fotograficamente la straordinaria testimonianza di fede di un popolo che 70 anni di comunismo non ha fiaccato nella devozione ai santi e alla Madonna.
Due foto che a modo loro parlano, ma che si possono accostare l’una all’altra sebbene si tratti di contesti ed epoche diverse.
Come inquadrare questo fenomeno senza ricorrere ai soliti clichè del devozionalismo? E soprattutto, che cosa è successo in questi 22 anni nei quali si è passati

Secondo il gesuita Antonio Spadaro "Bertrand Russell è il Papa"?


 Ringraziamo per la traduzione gli amici Fabio e Maurizio.
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di JOEL R. GALLAGHER[1] Crisis Magazine
Naturalmente padre Antonio Spadaro S.J. non ha pronunciato la frase che compare nel titolo, ma avrebbe potuto benissimo farlo. 
Nel gennaio scorso, padre Spadaro, stretto confidente di Papa Francesco e da taluni considerato «portavoce» del Papa, ha pubblicato il tweet che segue: «La Teologia non è Matematica. 2+2 in #Teologia può far 5 perché ha a che fare con Dio e la storia...»
Se ciò fosse vero, nessuno potrebbe negare che Bertrand Russell sia stato Papa.

sabato 27 maggio 2017

Mons. Negri, i sepolcri imbiancati della new wave dei misericordiosi


Alcuni spunti di riflessione a valle della lettera di Mons. Negri sull'attentato di Manchester (vedere la lettera QUI)

Riccardo Cascioli, La Nuova Bussola Quotidiana 26-5-17
Francamente si fa un po’ fatica a commentare le tante reazioni all’articolo di monsignor Luigi Negri sulla Nuova Bussola Quotidiana dopo il terribile attentato di Manchester. Perché se in tanti - sui social, sui blog e sulle testate giornalistiche - hanno sinceramente apprezzato e trovato conforto nelle parole di Negri e alcuni hanno discusso seriamente intorno a quanto da lui sostenuto, tanti altri hanno invece completamente travisato il senso delle sue parole e si sono lanciati in insulti e critiche feroci di ogni tipo attribuendo all’arcivescovo emerito di Ferrara pensieri che non gli appartengono.

Le "mogli" dei capi di stato alla conferenza NATO della scorsa settimana...

Per la notizia leggere QUI.
La "moglie"  (prima a sinistra in alto) MASCHIO  del primo ministro MASCHIO lussemburghese alla foto di gruppo con le consorti dei premier durante la conferenza Nato degli scorsi giorni.
Vedi anche la visita a Mattarella (QUI) e al Papa (QUI).
Senza commenti.
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CCC 2357-2359. 1867:

2357"Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni,  la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». ".
1867 La tradizione catechistica ricorda pure che esistono « peccati che gridano verso il cielo ». Gridano verso il cielo: il sangue di Abele; 124 il peccato dei Sodomiti; 125 il lamento del popolo oppresso in Egitto; 126 il lamento del forestiero, della vedova e dell'orfano; 127 l'ingiustizia verso il salariato. 128

RM 1,24- 31:  [24]Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, [25]poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
[26]Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. [27]Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. [28]E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha

Filippine: un Sacerdote, alcune suore e fedeli rapiti dagli islamisti. Cattedrale di Marawi incendiata nel giorno della festa della Prelatura

Filippine. La furia islamica si è scatenata contro i nostri fratelli e le nostre sorelle di Marawi nel giorno della festa  di Maria Ausiliatrice dei Cristiani, Titolare della Cattedrale di Marawi e Patrona dell'omonima Prelatura .
Preghiamo la Madonna Santissima, Ausiliatrice dei Cristiani, perchè salvi la vita del  Vicario Generale, delle Suore e dei fedeli rapiti da quei feroci musulmani.
Il continuo, crudele martirio dei cristiani nel mondo e soprattutto nelle pacifiche Filippine «... nega l'uomo e qualsiasi principio di umanesimo».(Segmento dell'intervista di ieri del Card. Basssetti nuovo Presidente della CEI a RaiNew)
Della citata intervista del novello Presidente CEI ci è piaciuto solo l'inciso citato perchè tutto il resto si è svolto come da collaudato "copione" : una ripetizione pappagallesca del solito "slogan di regime": le " Religioni non c'entrano con schegge impazzite" QUI.
Non è ancora del tutto chiaro se la colpevole miopia dei nostri Pastori è autoprocurata oppure è consequenziale  alla cattiva informazione/guidata dai media e dai loro padroni.
Abbiamo però ben compreso una cosa (condivisa dalla gente comune di "strada"):  ogni goffo tentativo catto-laicista-illuminista di equiparare  il cristianesimo  alle altre religioni   è sintomo di mancanza di  fede, di verità e di giustizia.
Preghiamo perchè il  Signore "tolga il velo dai loro cuori" e possa  aprire totalmente  gli occhi dei nostri miopi Pastori ...
AC

Legge marziale a Mindanao: un prete e 15 fedeli rapiti, 
distrutta la cattedrale di Marawi 

Marawi City (Agenzia Fides) – I terroristi del gruppo islamista “Maute”, che si proclama legato allo Stato Islamico “hanno attaccato la cattedrale cattolica di Marawi city, e hanno rapito circa 15 fedeli, tra i quali un prete, delle suore e alcuni laici che stavano pregando in chiesa”: lo conferma all’Agenzia Fides il Vescovo Edwin De la Pena, che guida la Prelatura territoriale di Marawi city, città sull’isola di Mindanao, nelle Filippine del Sud. 

Ieri circa cento militanti del gruppo “Maute” hanno occupato la città e, in risposta a tale atto

venerdì 26 maggio 2017

"Keep calm": State calmi e pregate per i nostri preti tradizionalisti


"Keep calm 
and 
pray for our traditional catholic priests"

dal profilo facebook di
"traditional roman catholic"

ERRATA CORRIGE: MONS. DE DONATIS è il nuovo Vicario del Papa per Roma

RETTIFICA: Mons. DE DONATIS è il nuovo VICARIO DEL PAPA PER LA CITTA' DI ROMA.

Il Papa ha sorpreso tutti.
Ogni segnale (e le nostre fonti) davano per successore del Card. Vallini
alla guida del Vicariato dell'Urbe mons. Loiudice, primo della terna di nomi presentato al Papa. Ne avevamo dato annuncio ieri, confermata anche da ilFarodiRoma.

Oggi invece la notizia ufficiale: il Papa ha nominato mons. Angelo De Donatis (vescovo titolare di Mottola, finora Ausiliare della diocesi di Roma, elevandolo in pari tempo alla dignità arcivescovo) quale suo nuovo vicario generale per la diocesi di Roma.
De Donatis, 63 anni, originario di Casarano (Lecce), succede al card. Vallini anche come arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano.
  De Donatis, nato il 4 gennaio 1954 è sacerdote dal 1980. Dal 1983 è a Roma dove ha svolto numerosi incarichi, sia a livello parrocchiale che diocesano. Dal 2003 è stato parroco in San Marco Evangelista al Campidoglio. Nel 2015 è stato nominato vescovo ausiliare di Roma da Papa Francesco. In precedenza, nella Quaresima del 2014, ha tenuto le meditazioni per gli Esercizi Spirituali della Curia Romana.
 
Ci scusiamo coi nostri lettori per l'inesattezza della notizia da noi riportata secondo la quale sarebbe stato nominato vicario Mons. Loiudice.
 
Fonte: ANSA e Bollettino sala stampa della S. Sede

A proposito del Diavolo

Iniziamo con Baudelaire:
«La più grande astuzia del diavolo è farci credere che non esiste». Questa affermazione è molto più sottile e caustica di quanto possa apparire a prima vista, e per sentirne la bruciatura necessita un’intuizione, non certo un “ragionamento”.
Oggi, se ti azzardi a far notare che forse il diavolo esiste davvero il minimo che ti può capitare è uno sberleffo, ma in tal caso è chiaro che è proprio lo sberleffo a confermare l’astuzia del diavolo quale ispiratore dello sberleffante. Quindi c’è poco da sberleffare. In fondo, non credere al diavolo, esattamente come non credere in Dio, non può essere che il frutto dei parametri decisamente anti culturali che opprimono l’uomo naturale, la cui anima, per dirla con Jung, è appunto naturaliter religiosa, e ancor più precisamente con Tertulliano, naturaliter cristiana, ciò che spiega la naturale incarnazione sovrannaturale del Verbo Gesù.

A Baudelaire fa eco
Gómez Dávila: « Il più grande errore moderno non è l’annuncio della morte di Dio, ma l’essersi persuasi della morte del diavolo», e ancora: « La morte di Dio è una falsa notizia messa in giro dal diavolo che mentiva sapendo di mentire».
Proseguiamo con
Dostoevskij: «Penso che se il diavolo non esiste, ma l’ha creato l’uomo, l’ha creato a sua immagine e somiglianza». Pensiero terribile che addirittura fa dell’uomo il vero diavolo, sicché non è da escludere che coloro, e sono tanti, che con ironico piglio di sufficienza dileggiano chi almeno si fa un problema dell’esistenza del diavolo, siano essi stessi il diavolo in persona o quanto meno suoi  sostanziali e scrupolosi emissari. A Gesù che gli chiede «Qual
è il tuo nome?» lo spirito impuro che possiede un uomo risponde: «Il mio nome è Legione, perché siamo in molti». Anche in questo caso c’è poco da sberleffare,

Questa sera a Piacenza

Questa sera, 26 maggio, alle h. 21, a Piacenza, presso l’Auditorium S. Margherita della Fondazione di Piacenza e Vigevano, il prof. Don Mauro Gagliardi presenterà il suo recente volume La verità è sintetica. Teologia dogmatica cattolica, edito da Cantagalli. L’Autore sarà intervistato dal prof. Maurizio Dossena. L’incontro è organizzato dal Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum.

Don Mauro Gagliardi è nato a Salerno nel 1975, e dal 1999 è sacerdote diocesano del clero di Salerno-Campagna-Acerno. Ha conseguito il dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana nel 2002, e la laurea in Filosofia presso l’Università L’Orientale di Napoli nel 2008. E’ professore ordinario di Teologia Dogmatica presso la Facoltà di Teologia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e professore invitato dell’Università Pontificia San Tommaso d’Aquino in Urbe (“Angelicum”), ed ha insegnato anche in Spagna in qualità di Visiting Professor. Su nomina di Benedetto XVI, è stato Consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, e della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Ha svolto una proficua attività pastorale nella sua diocesi come vicario parrocchiale, come Assistente della Fuci, come Segretario del Sinodo Diocesano, e come Addetto alla Pastorale Universitaria. Tiene spesso conferenze negli Stati Uniti ed in America del Sud.

Il lavoro del prof. Gagliardi è scritto in un linguaggio chiaro e scorrevole, evitando i tecnicismi, pur mantenendo tenore teologico.

giovedì 25 maggio 2017

Mons. Paolo Loiudice NON È il nuovo Vicario per la città di Roma

AGGIORNAMENTO: 
contrariamente alle voci, e alla notizia da noi riportata ieri sera 25 maggio, il nuovo vicario del Papà per la diocesi di Roma È MONS. DE DONATIS già ausiliario. 
qui la notizia ufficiale http://blog.messainlatino.it/2017/05/errata-corrige-mons-de-donatis-e-il.html?m=0





Notizia data da Ilfarodiroma. E non delle migliori. 

E’ monsignor Paolo Lojudice il nuovo vicario di Roma. Il parroco di periferia e dei rom, divenuto nel 2015 vescovo ausiliare della Capitale per la zona Sud, subentrerà al cardinale Agostino Vallini che va in pensione dopo aver compiuto 77 anni, due in più dell’età prevista dal Codice di diritto canonico. La notizia verrà comunicata ufficialmente domani, 26 maggio, alle ore 12 in contemporanea nel Palazzo del Laterano, sede del Vicariato di Roma, e dalla Sala Stampa della Santa Sede. Lunedì pomeriggio, 29 maggio, alle 17, nella sede centrale del Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi, monsignor Lojudice celebrerà la messa nel settimo anniversario della morte del fondatore della struttura che lotta contro ogni forma di dipendenza, don Mario Picchi
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(Altre notizie qui https://www.google.it/amp/www.farodiroma.it/2017/05/25/paolo-lojudice-vicario-roma-domani-la-nomina-lunedi-la-messa-al-ceis-ricordando-don-picchi-grana/amp/). 

S. Sede e F.S.S.P.X: la fraternità potrà ordinare sacerdoti senza autorizzazione dell'Ordinario del luogo

Riportiamo l'eccezionale notizia, ripresa da Marco Tosatti oggi da Rorate Caeli (20 maggio scorso 2017) riguardante un'intervista a Mons. Fellay: la Santa Sede, nell'accordo che propone alla F. S.S.P. X, concederebbe alla Fraternità S. Pio X la facoltà di ordinare sacerdoti senza il previo permesso dell'Ordinario del luogo. 
Questa notizia, se confermata, sarebbe senz'altro un ottimo traguardo. Anche se ci vuole sempre prudenza nel valutare le proposte di Roma, perchè potrebbero nascondere clausole o vincoli pericolosi... ad esempio circa l'ordinazioni di nuovi Vescovi, quali limiti o condizioni saranno imposti dalla S. Sede?
Roberto


Il sito web Rorate Coeli propone un’intervista video con il vescovo Bernard Fellay, il responsabile della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Nell’intervista il vescovo afferma che “L’anno scorso, ho ricevuto una lettera da Roma, che mi diceva che potevamo ordinare liberamente i nostri sacerdoti senza il permesso del vescovo diocesano locale. Così posso ordinare liberamente, il che significa che l’ordinazione è riconosciuta dalla Chiesa, non solo valida ma in regola…Così questo è un passo in più nell’accettazione che noi siamo, lasciatemi dire così, ‘cattolici normali’”.
Nel video la dichiarazione che abbiamo appena riportato comincia al minuto 15.25.
Per l’anno giubilare il Pontefice aveva concesso ai sacerdoti della FSSPX le stesse prerogative e poteri estese agli altri sacerdoti . Successivamente da Roma è venuto il riconoscimento della validità dei matrimoni celebrati dai sacerdoti della Fraternità dei seguaci di mons. Lefebvre.
La dichiarazione appena resa nota di mons. Fellay costituisce di sicuro un ulteriore segnale della volontà di Roma di arrivare a una composizione della frattura nata nel 1982.
Ne abbiamo trattato di recente qui.
E’ un processo che presenta comunque difficoltà, anche per la resistenza e le perplessità presenti all’interno della Fraternità.
Come è stato detto più volte, la formula sarebbe quella della “Prelatura personale”, cioè di una diocesi senza sede territoriale. La dichiarazione di mons. Fellay ne è una conferma.