domenica 23 aprile 2017

Gotti Tedeschi: Cardinali, guerre di religione e Dubia


Un'eccellente riflessione di Ettore Gotti Tedeschi.
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Prendo spunto da un eccellente e coraggioso articolo di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera di lunedì 10 aprile, intitolato “La guerra di religione che stiamo vivendo”. In questo articolo l’autore si stupisce che anche dopo gli attentati in Egitto e a Stoccolma si continui “con il ritornello secondo cui la religione non c’entra”, e porta argomenti logici ed analogici per spiegare che invece c’entra eccome. 

Battista, finissimo intellettuale, sa bene come si concettualizza la guerra dal punto di vista culturale, e sarebbe bello che fosse lui a spiegare al Papa cosa sta succedendo, visto che invece al santo Padre viene suggerito di affermare che «tutte le religioni vogliono la pace, e non c’è guerra di religione, bensì economica, di interessi, per soldi, per risorse, per dominare i popoli». Perfino Andrea Riccardi (sempre sul Corriere del 10 aprile) deve ammettere che «(l’Isis) colpendo i copti egiziani conferma la guerra ai cristiani nel mondo», e ricorda che dal 2013 ci sono state almeno 40 aggressioni ai copti da parte musulmana. 
In realtà è dalla Genesi (per  i teologi modernisti che  l’avessero dimenticata, è il primo libro del Pentateuco e della Bibbia, e con esso comincia la divina Rivelazione) che cominciano guerre di religione. Caino, che disprezzava il senso religioso di Abele, lo uccide (Gen.4,1). E lo fa perché considera il senso religioso di Abele troppo “fondamentalista”, in quanto adora Dio e gli immola i suoi migliori armenti  bruciandoli, dimostrando di non voler difendere l’ambiente e perciò inquinandolo con i fumi  del sacrificio. Così Caino, uccidendo Abele, riesce anche  a ridurre del 50% la popolazione e del 100% la crescita economica, dato che in realtà solo Abele produceva con il suo impegno nella  pastorizia. Perfetta sintesi di ambientalismo protomalthusiano per la decrescita, quello di Caino …
Ma le guerre di religione sono continuate senza interruzione. Giusto per ricordare  quelle più famose si pensi a quelle di difesa contro l’impero ottomano nella  battaglia di Lepanto (1571) e nell’assedio di Vienna (1683). Ma invito anche a riprendere i libri di storia  che narrano che grazie proprio alla Riforma protestante per quasi novant’anni (dal 1562 al 1648)  vi furono guerre di religione fra cattolici e protestanti , visto che questi ultimi volevano convertire l’Europa intera. Qualche storico ritiene che senza le risorse economiche disponibili, grazie  alla scoperta dell’America, che permisero di contrastare i ricchi luterani, oggi tutta l’Europa sarebbe protestante, la Germania oggi dominerebbe già l’Europa ed il problema delle riconciliazione non si porrebbe. 
Ma sempre riferendoci alle guerre, la sorpresa più curiosa ce la propone il cardinale Oscar R. Maradiaga (honduregno), dal 2013 Coordinatore  del Consiglio dei Cardinali, che  di fatto smentisce tutti, avendo  compreso  che l’unica guerra da portare come esempio è quella (senza dubbio deprecabile peraltro) in Siria. Ma a parte “l’illuminazione”, quel che merita di esser portato alla riflessione è il contesto in cui lo afferma, perché lo  traduce in una accusa, fatta con uno stile diplomatico un pochettino offensivo, ai quattro cardinali che hanno espresso i famosi Dubia, suggerendo loro di occuparsi di chi fabbrica armi e le vende per alimentare detto genocidio in Siria, anziché occuparsi di esprimere dubbi su Amoris Laetitia. L’ intervista  è stata data dal card. Maradiaga alla Radio Svizzera Italiana il 25 marzo 2017. Riporto quanto pubblicato riferito ai quattro Cardinali:
«Penso in primo luogo che non hanno letto l’Amoris Laetitia, perché purtroppo questo è il caso! Io conosco i quattro e dico: sono già in pensione. Come mai non hanno detto nulla riguardo a quelli che fabbricano le armi? Alcuni sono nei paesi che fabbricano e vendono le armi per tutto il genocidio che sta accadendo in Siria, per esempio. Perché? Io non vorrei essere - diciamo - troppo forte; soltanto Dio conosce la coscienza delle persone e le motivazioni interiori, ma dall’esterno mi sembra un nuovo fariseismo. Si sono sbagliati, facciano un’altra cosa». 
Sono questi i veri nemici del Papa, non i cardinali dei Dubia.