domenica 30 aprile 2017

"I miei compagni sono nati in cielo dando un esempio indimenticabile a tutti i cristiani" 30 Aprile 1997 i 40 seminaristi Martiri Burundesi trucidati a Buta

Venti anni fa "il 30 aprile 1997 vennero assassinati 40 giovanissimi allievi del Seminario di Buta (diocesi di Bururi), appartenenti alle etnie hutu e tutsi, per non essersi voluti separare gli uni dagli altri. Jolique Rusimbamigera, studente nel Seminario di Buta, seppur ferito gravemente scampò al tragico massacro." (Cfr. Santi e Beati
Nel ventesimo anniversario ricordiamo il Martirio di quegli eroici Seminaristi con le parole di quel Sacerdote di Cristo, allievo del Seminario di Buta, scampato miracolosamente all'eccidio. 
Ringraziamo un altro Sacerdote, originario del Burundi, che svolge la sua Missione Sacerdotale nella sempre più scristianizzata terra italiana, per averci inviato questa testimonianza e le foto allegate. 

"I miei compagni sono nati in cielo dando un esempio indimenticabile a tutti i cristiani" 
AC

Un focolare d’Amore.   

Questo titolo dice tutto, compendia tutto ciò che ho vissuto a BUTA, in seminario, durante i sette anni che ho passato lì. 

Io entrai nel seminario all’età di 13 anni cioè nel 1992. 

Un anno dopo fu scoppiata la guerra civile e noi cercammo di vivere quei momenti difficili nell’unità e nella fraternità aiutati dagli educatori e dallo Spirito di Dio. 

La guerra era tra due etnie: hutu e tutsi e noi eravamo hutu e tutsi insieme. 

Sentivamo cose brutte che succedevano dappertutto nel paese ma questo non ci ha scoraggiato perché eravamo ancorati alla roccia vera che è Cristo. 

Che cosa è successo? 

La verità è morta?

Una bella e dolorosa riflessione dal Blog di Aldo Maria Valli
L

6-4-2017
«Is Truth Dead?». La domanda, in caratteri rossi su sfondo nero, riempie l’intera copertina di «Time».
«La verità è morta?».
Dopo la sconfitta di Hillary Clinton e l’elezione di Donald Trump, negli Stati Uniti i mass media hanno senz’altro da riflettere in proposito. Gli organi di informazione più influenti non solo hanno sostenuto Hillary, ma hanno dipinto Donald come inadatto e impresentabile. Se non che gli elettori hanno scelto proprio Donald. Una figuraccia che ha messo il sistema dell’informazione sul banco degli imputati e ha spinto Arthur Sulzberger jr., editore del «New York Times», in prima fila nell’appoggiare Hillary, a scusarsi pubblicamente con i lettori per la pessima copertura della corsa alla Casa Bianca.

Ma, al di là della situazione politica e sociale degli Stati Uniti, la domanda di «Time» ha una portata che offre lo spunto per una riflessione più generale.

sabato 29 aprile 2017

Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto eletto Luogotenente di Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta

Roma. 
Come  ampiamente previsto, il Consiglio Compito di Stato, organismo elettivo del Sovrano Militare Ordine di Malta ( SMOM ), oggi riunito nella Villa Magistrale di Roma ha eletto Sua Eccellenza Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto nel ruolo di Luogotenente di Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta

Al nuovo Luogotenente, che per diversi anni è stato Gran Priore di Roma, facciamo pervenire la rassicurazione della nostra preghiera assieme agli auguri per il delicatissimo compito che dovrà affrontare . 

Con gratitudine ricordiamo quando Fra' Giacomo, di cui abbiamo sempre ammirato la sua profonda religiosità unita alla grande bontà,  è stato vicino ai nostri gruppi liturgici  dando lustro con la Sua prestigiosa e autorevole presenza alle diverse iniziative di preghiera e/o culturali a Roma come in  altre località dove il SMOM è presente ed operante. 
Ci chiediamo soltanto: perché Fra' Giacomo non è stato eletto Gran Maestro ? 

 In unitate orationis

Redazione MiL

A quando un Giubileo della Giustizia divina?

Ringraziamo Enrico Salvi per questo bell'intervento che pubblichiamo con piacere. Tratta di un argomento (La giustizia e la misericordia) che è stato più volte analizzato, spesso impropriamente, durante l'ultimo giubileo.
Il nostro autore invece rifocalizza lo sguardo sul rapporto tra Misericordia e Giustizia secondo la più ortodossa visione della Chiesa Cattolica. Come si sarebbe dovuto fare, ma non fu fatto da Bergoglio, perchè poco clericopoliticalmente corretto. 
Roberto

Misericordia? Benissimo! Ma … la Giustizia (divina)?

     Fermo rimanendo che il Cristiano degno di tale nome
Esaltazione della Giustizia divina, di B. Bellotti, XVIII sec.


(se Cristiano significa essere seguace di Cristo) ha da occuparsi prima di tutto di rimuovere la trave che ha nel proprio occhio prima di notare la pagliuzza nell’occhio dei fratelli, e che prima di scagliare pietre dovrebbe accertarsi di essere senza peccato, ciò non lo esimerà dal dovere di considerare il Vangelo nella sua interezza, che presenta Gesù come perfettamente misericordioso non meno che perfettamente giusto. Considerando, come anche ragione esige, il Vangelo nella sua interezza, il vero Cristiano medita non soltanto i passi in cui è protagonista la Misericordia attraverso l’amore, il perdono, le guarigioni e il riportare in vita i morti, ma anche quelli in cui, senza il minimo dubbio, vige la Giustizia, Gesù esercitandovi la funzione di giudice.

    Ovviamente, il buon Cristiano si guarderà bene dal contestualizzare ciò che narra il Vangelo, che, essendo Parola di Dio, quindi Parola Eterna, non può conoscere l’usura del tempo e meno ancora il progredire delle idee e dei comportamenti umani. Come afferma Gesù, la Sua parola non passerà, mentre le idee e i comportamenti umani, proprio perché umani e progredenti, cambiano e passano, ciò palesando la loro provvisorietà e, in definitiva, la loro inaffidabilità. Idee e comportamenti umani sempre più progrediti e sempre più inaffidabili che però continuano a plasmare i popoli e ad indirizzarli verso non si sa dove, o, il che è lo stesso, verso il nulla, che la massa dei ben pensanti scambia per il solito e sempre più smentito dai fatti “mondo migliore”.

Cristo Giudice del mondo
    Tenendo presente che l’abbinamento perfetto fra Misericordia e Giustizia è appannaggio esclusivo di Gesù, l’uomo potendo soltanto approssimarvisi più o meno alla lontana, il Cristiano medita profondamente ed instancabilmente anche i passi del Vangelo in cui Gesù si mostra come giudice e quindi come ammonitore, senza mezzi termini, di chi infrange la Giustizia. E dovrebbe esser chiaro che nessuna Misericordia può darsi ove la Giustizia venga sistematicamente violata in nome di un confusionario ammodernamento delle idee e dei comportamenti, favorito o addirittura suscitato da un malinteso senso della libertà (parola terribile!) che la fa sfociare immancabilmente nell’anarchia.

    Laddove Gesù entra nel tempio che è casa di preghiera e vede che i mercanti lo hanno ridotto a una spelonca di ladri, non si mette a dialogare con essi per giungere ad un democratico compromesso, bensì, abbastanza in malo modo, manda all’aria i loro tavoli e le loro sedie. Nessun Cristiano vorrà negare che qui Gesù esercita un atto di Giustizia, e che il preservare il tempio dai mercanti è anche un giusto compito di ogni Cristiano, che però non sia lui stesso un profanatore, magari, tra l’altro, trasformando il tempio in una trattoria in nome della misericordia o in un teatro (a proposito di teatro, non è un caso che in molte chiese siano spariti i banchi con l’inginocchiatoio, sostituiti da comode sedie che fanno dimenticare l’atto dell’inginocchiarsi.

Donald Trump taglia i finanziamenti al Fondo Onu per la popolazione e accusa: "Promuovono l'aborto coercitivo"

Dagli amici di Totus tuus.

L

All'organizzazione per il 2017 verranno negati 32,5 milioni di dollari

5-4-2017 
Come annunciato dal presidente Donald Trump, gli Stati Uniti hanno ritirato i finanziamenti per il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa), un'agenzia che interviene nlle popolazioni in zone di crisi concentrando il suo lavoro su pianificazioni familiari e salute (aborto, sterilizzazioni inconsapevoli, ecc. NdR) di mamme e bambini in oltre 150 Paesi.
 
L'annuncio è stato dato dal Dipartimento di Stato con una lettera indirizzata al presidente della commissione esteri del Senato Usa, Bob Corker, in cui si sottolinea che il fondo Onu "sostiene, o partecipa alla gestione di, un programma di aborto coercitivo o sterilizzazione involontaria".

venerdì 28 aprile 2017

Venezuela: persecuzione contro la Chiesa Cattolica. Roma Sabato 29 aprile ore 18.00 S.Messa nella Parrocchia di San Bonaventura organizzata dai Vescovi venezuelani

Cresce di giorno in giorno in Venezuela la persecuzione contro il Clero, i Religiosi e i Fedeli Cattolici. 
In questo difficilissimo clima i Vescovi venezuelani hanno organizzato, insieme alla comunità latinoamericana residente in Italia, una Santa Messa per la pace sabato prossimo 29 aprile alle ore 18.00 presso la Parrocchia di San Bonaventura di Roma (Via Marco Calidio 22) .
Preghiamo per i nostri fratelli cattolici venezuelani: il Signore, per l'intercessione della Madonna Santissima Regina dei Martiri, doni loro la fortezza di resistere alla persecuzione scatenata dai nemici di Cristo e della Sua Chiesa.
"Omnipotens sempiterne Deus, maestorum consolatio, laborantium fortitudo: perveniant ad te preces de quacumque tribulatione clamantium; ut omnes sibi in necessitatibus suis misericordiam tuam gaudeant adfuisse". 
AC 

Venezuela, inizia la persecuzione della Chiesa 
Il vero volto del regime populista di Maduro  
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di Marinellys Tremamunno 

“Traditore, terroristi, assassini, 666, sacerdote demone”. 
Queste parole sono state dipinte martedì scorso in una delle pareti laterali della Cattedrale di San Pietro Apostolo a Barinitas. 

Lo stesso giorno, il parroco don Franklin Rangel Navas ha denunciato aggressioni: “Sacerdote, traditore, sei nel mirino, ti bruceremo vivo, noi non crediamo nella Chiesa cattolica”, con queste parole era stato minacciato da un gruppo di “chavisti”, secondo lui per ordine del consigliere del Municipio Bolivar di Barinas Maritza Vargas. 
Ora il sacerdote teme per la sua vita.

Ma non si tratta di un caso isolato, la Chiesa venezuelana è sotto attacco. 

Già il 30 gennaio 2017 aveva annunciato il Presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana (CEV), monsignore Diego Padron, durante un’intervista radio: “gli attacchi contro le istituzioni religiose in diversi punti del Paese non sembrano casi isolati; sembrano invece azioni preparate per intimidire la Chiesa cattolica”. 

Polizia e gruppi “Colectivos” si sono schierati contro i sacerdoti. 

Proprio il giorno prima della denuncia del Presidente della CEV, la Chiesa San Pedro Claver del “23 de Enero”, quartiere popolare di Caracas, è stata assediata da gruppi filogovernativi durante la messa arcidiocesana: “Si sono presentati i colectivos, hanno chiuso la chiesa e costretto tutti a sentire il loro discorso aggressivo contro la Chiesa. 
I fedeli hanno protetto Mon. Jesus Gonzalez de Zarate, vescovo ausiliare di Caracas, che con coraggio è riuscito

Divieto dell'Universae Ecclesiae alle ordinazioni in rito antico.Studio canonistico di M. Gurtner

A fronte di diverse richieste da parte dei lettori, riproponiamo un articolo del 2015 che uno stimato lettore, il dott. Michele Gurtner, ci inviò tempo fa. Lo ringraziamo per averci concesso gentilmente di pubblicare questo suo dotto studio canonistico sulle ordinazioni in rito antico secondo quanto disposto dall'Universae Ecclesiae. 
Roberto 

Sulla domanda quanto la posizione restrittiva riguardo il conferimento degli ordini nella forma classica del rito romano si possa inserire senza rottura della logica giuridica di Summorum Pontificum

Il contenuto di questi nostri riflessioni sarà un’analisi, se la posizione restrittiva della Santa Sede quanto riguarda l’amministrazione degli sacri ordini come fu l’usanza nel 1962, in confronto alle altre leggi riguardo quella forma del rito romano, rappresentino una rottura oppure se siano piuttosto una loro conseguenza, logica in se stessa.
Prima di tutto vale: Roma locuta, causa finita. Senza dubbio è un buon diritto della Santa Sede di promulgare una qualsiasi legge, logica o meno che sia. Perciò, in questo articolo ci limitiamo di analizzare, se questa decisione fosse stata chiara anche prima dell’istruzione Universae Ecclesiae, oppure se si tratti di una legge che non entri bene nella logica delle altre leggi che riguardono la forma straordinaria.
Innanzitutto dobbiamo essere consapevoli del fatto, che il Moto Proprio Summorum Pontificum non è il vero motivo della legittimazione (oppure, se vogliamo, della liceità) dell’usanza tradizionale, ma che il Motu Proprio metteva in luce la legittimazione già (o meglio: ancora) esistente. Non aveva allora nuovamente rintrodotto una forma di un rito abilita, ma ha sottolineato che questa forma è ancora, ininterrottamente, in vigore che dal punto di vista legislativo non fu mai abrogata, e quindi di principio sempre concesso e legittimo.
Se allora il Sommo Pontefice Benedetto XVI affermava che il Missale 1962 non fu mai vietato

S. Sede e FSSPX: Mons. Pozzo conferma per imminente l'accordo con i "lefebvriani"

 Si susseguono da mesi ormai concordi rumores che darebbero sempre più vicino un accordo tra la S. Sede e la Fraternità San Pio X (da ultimo a febbraio 2017, si veda qui e qui). 
Tutt'ora è notizia di pochi giorni quella secondo cui alcune voci darebbero per confermata la firma "imminente"  tra le due Alte Parti. 
Conosciamo la prudenza di Mons. Pozzo, a cui sarebbe attribuita la dichiarazione, e sappiamo bene che per i tempi prudenti della Chiesa il concetto di "imminente" ha una valenza molto dilatata. 
Ma il fatto che si ripeta che le difficoltà (sia bilateriali sia interne) siano state superate, farebbe supporre che prima o poi l'accordo si farà.
Speriamo, soprattutto viste le epurazioni degli istituti religiosi di stampo e natura tradizionale (più clamoroso di tutti quello dei Frati e delle Suore Francescani dell'Immacolata) che Fellay insista per un accordo che garantisca alla Fraternità di conservare la propria identità e le garantisca un'ampia autonomia (soprattutto nei confronti dei malevoli Ordinari). Se ciò sarà, sarà ad utilitatem quoque nostra totiusque Ecclesiae sue sanctae.
Roberto

il Papa in Egitto: intervista al gesuita Samir Khalil Samir

"Il fatto è che il Papa ha conosciuto l’Islam tramite un bravo iman di Buenos Aires…".
Senza commento.
L

di GIUSEPPE RUSCONI
www.rossoporpora.org – 27 aprile 2017

Ad ampio colloquio con il noto gesuita islamologo egiziano sull’imminente viaggio apostolico di papa Francesco in Egitto. Chi e quanti sono i copti? Copti ortodossi e cattolici. La progressiva islamizzazione dell’Egitto, anche grazie ai soldi dell’Arabia Saudita. Nasser e il capo dei Fratelli Musulmani. Al-Azhar, il Corano della Mecca e quello di Medina. Le Crociate, atto di reazione. Fondamentalisti? Musulmani veraci. Le attese per quanto dirà il Papa.
 
In un palazzo all’angolo di piazza Santa Maria Maggiore - là dove inizia via Carlo Alberto che porta verso piazza Vittorio – trova ospitalità un'istituzione particolare, fondata cent’anni fa da Benedetto XV: è il Pontificio Istituto Orientale, “sede propria di studi superiori nell’Urbe riguardanti le questioni orientali”. Affidato da Pio XI nel 1922 ai Gesuiti, resta in tali mani anche nel nostro 2017. E’ dunque lì che troviamo un gesuita assai conosciuto, un islamologo di (buona) fama internazionale cui vogliamo chiedere lumi sull’importante viaggio apostolico che papa Francesco farà in Egitto domani e dopodomani: è padre Samir Khalil Samir. Nato il 19 gennaio del 1938 al Cairo, gesuita dal 1955,  è da 43 anni docente al Pontificio Istituto Orientale e da 31 anche presso l’Université Saint- Joseph di Beirut, dove ha fondato e dirige il Centre de Documentation et de Recherches Arabes Chrétiennes (CEDRAC). Settantanove anni ben portati, barbetta bianca, occhi vispi e indagatori, padre Samir – che tra l’altro è stato collaboratore di primo piano del segretario speciale nel Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente (10-24 ottobre 2010), molto apprezzato da Benedetto XVI - ci riceve in una stanzetta al primo piano. E la chiacchierata sarà lunga. Ne riferiamo qui sotto, ricordando che papa Francesco incontrerà nella prima giornata il presidente egiziano al-Sisi (con discorso di ambedue), il grande imam

In Brasile si venera una statua di Bergoglio durante la Messa di Pasqua e in Italia si "adora" una sua foto del papa.

Apprendiamo questa notizia dal sito Radio Spada che testimonia, purtroppo, quello che temevamo. Con Bergoglio si è compiuto quel lento processo c.d. di papalatria che iniziò, se pur in forma lievissima, con Giovanni Paolo II. E' pur vero che da sempre i fedeli hanno avuto grande simpatia per questo o quell'altro papa. E a Roma, soprattutto. Ma ora siamo arrivati ad un punto gravissimo.
Durante la S. Messa di Pasqua nella cattedrale di S. Pietro in Alcantara, a Petropolis in Brasile, il Santo Sacrificio della Messa è stato affiancato dalla venerazione di una statua di Bergoglio a cui è stato reso culto mediante un atto di "dulia" (che in teologia è il culto che si riserva solo ai santi e agli angeli). Non essendo Bergoglio santo... quello compiuto in Brasile, è un atto di idolatria bello e buono, e per tanto vietato dalla Chiesa Cattolica, essendo la persona non solo ancora viva, ma, per quello che ci consta, non meritevole - almeno ad oggi - di un tale privilegio.




E in Italia non ci facciamo mancare nulla:




sepolcro di Giovedì santo 2017 
nella basilica dei SS. Pietro e Paolo 
ad Acireale (CT)

giovedì 27 aprile 2017

Amoris Laetitia: prontuario del laico che parla con parresia


Un riassunto del  convegno su Amoris Laetitia di sabato scorso organizzato dalla Bussola e da Il Timone.
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Andrea Zambrano,
La Nuova Bussola Quotidiana
, 24-4-17
Una cosa è certa. L'evento del Columbus organizzato da La Nuova BQ e dal Timone ha dimostrato che c'è un mondo fatto di laici e di fedeli che ha deciso di assumersi la responsabilità di parlare con franchezza sui problemi che la Chiesa sta vivendo. Un popolo di Dio preparato, libero, per nulla intimorito e soprattutto innamorato della Chiesa. Che ha alzato la mano per dire che con il capitolo VIII di Amoris Laetitia è successo qualcosa che non solo non si comprende, ma che rischia di mettere in pericolo l'essenza stessa di ben tre sacramenti. Negli interventi dei sei relatori non c'è saccenza, non c'è spirito di rivalsa e nemmeno quel suffragettismo laicale con cui molti eccelsiastici vorrebbero liquidare quello che solo artatamente potrebbe essere definito dissenso. 
E' un parlare con franchezza piuttosto, a proposito di ciò che sta più a cuore ad ogni battezzato, la sua appartenenza a Cristo, e che la provenienza da sei paesi diversi nel mondo dei relatori certifica come un'esigenza universale e non una questione di campanile o una pretesa solo di una parte di cattolici, magari circoscritti in questo o quell'ambiente tradizionalista. Un'appartenenza che è ragione di vita, non bene da possedere per interessi mondani o brame di potere. 

Messe antiche ora anche in Val Badia (Tirolo)


 Nel terzo anno della canonizzazione di Giovanni XXIII, ci giunge questa ottima notizia: nel Tirolo che comprende le diocesi di Innsbruck, Bolzano-Bressanone, l'arcidiocesi di Trento e l'arcidiocesi di Salisburgo, dal 1° maggio saranno celebrate anche in Val Badia le S. Messe secondo la forma straordinaria del Rito Romano con il messale di S. Giovanni XXIII.Le celebrazioni sono a cura del neo eretto gruppo stabile "S. Pio da Pietrelcina"

la notizia è ripresa dal sito del Coordinamento Nazionale (di tutti i gruppi stabili secondo il) Summorum Pontificum
 

Interdetto sull'ex Gran Maestro. Il papa gli vieta di metter piede a Roma e convoca gli elettori nel suo studio

lettera

Da leggere tutte e due questi post (del 18 e del 25 aprile)  sulle ormai grottesche vicende dei Cavalieri di Malta e delle pressioni che vengono fatte su di loro per un cambio di paradigma del SMOM.
Speriamo che qualcuno dica a chi di dovere il fatto suo, oggi quando saranno convocati!
La news però è che Reuters ha lanciato la notizia che l'ex Gran Maestro Festing sarà presente a Roma, malgrado le indicazione del nuovo commissario Becciu: vedi QUI E QUI. Magister scrive: "POST SCRIPTUM – Diciotto ore dopo la messa in rete di questo post, le agenzie Reuters e The Associated Press hanno dato la notizia che l'ex Gran Maestro dell'Ordine di Malta Fra' Matthew Festing ha deciso ugualmente di recarsi a Roma – dove è atterrato mercoledì 26 aprile – per partecipare all'elezione del nuovo superiore generale, sfidando il veto di papa Francesco.
A norma di statuto, l'ex Gran Maestro ha diritto di prendere parte al conclave del 29 aprile, sia votando, sia potendo essere rieletto."
L

Per il 29 aprile è convocato a Roma il Consiglio Compìto di Stato tra i Cavalieri Professi, l'organo che a norma di statuto procederà all'elezione del nuovo Gran Maestro dell'Ordine di Malta.
Come è noto, il precedente Gran Maestro, l'inglese Fra' Matthew Festing, ha rassegnato il 24 gennaio le sue dimissioni nelle mani di papa Francesco, obbedendo a un suo comando.
Da allora il governo supremo dell'Ordine è supplito, in qualità di luogotenente interinale, dal Gran Commendatore Fra' Ludwig Hoffmann von Rumerstein.
Dal 4 febbraio, però, papa Francesco ha anche sovrapposto all'Ordine un proprio Delegato Speciale ed "esclusivo portavoce", di fatto dotato di pieni poteri, nella persona dell'arcivescovo Angelo Becciu, sostituto segretario di Stato.
La lettera che segue è prova lampante dell'esercizio di questi pieni poteri.
A nome del papa, Becciu proibisce all'ex Gran Maestro Festing di prendere parte all'elezione del successore. Non solo. Gli vieta anche di recarsi a Roma in occasione del conclave.
Ecco qui di seguito la traduzione integrale della lettera, inviata a Festing nel giorno di Sabato Santo.
*


Il Delegato Speciale
presso il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero
di San Giovanni di Gerusalemme
di Rodi e di Malta
00120 CITTÀ DEL VATICANO


Dal Vaticano, 15 aprile 2017
Caro Venerabile Fratello,
Dal momento in cui ho accettato il compito a me affidato dal Santo Padre come Suo Delegato presso il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta, una delle mie priorità è quella di approfondire la mia conoscenza dell'Ordine sia tramite incontri personali con i suoi membri, sia attraverso la corrispondenza. In questo modo sono stato in grado di apprezzare la vitalità dell'Ordine come pure la complessità dei suoi problemi. Ciò che è anche emerso è un certo disorientamento, accompagnato da una profonda sofferenza, dovuti alle recenti crisi. Nell'insieme, comunque, si può chiaramente vedere il desiderio di voltare pagina, lavorando per riconciliare i differenti elementi e avviare una revisione delle Costituzioni.
Comunque, in vista del Consiglio Compìto di Stato che si terrà il 29 aprile, molti hanno espresso il loro desiderio che Lei non venga a Roma e non partecipi alle sessioni di voto. La Sua presenza riaprirebbe delle ferite, solo di recente rimarginate, e impedirebbe che l'evento abbia luogo in un'atmosfera di pace e di riguadagnata armonia.
In considerazione di quanto sopra, e avendo condiviso la decisione con il Santo Padre, Le chiedo, nei miei poteri di Delegato Speciale, di non essere presente al Consiglio Compìto di Stato e di non compiere il suo viaggio a Roma in questa occasione. Le chiedo questo come un atto di obbedienza, nel quale Lei senza dubbio riconoscerà il suo sacrificio come un gesto di dono di sé per il bene dell'Ordine di Malta.
Estendendo a Lei i miei auguri di Buona Pasqua, Le assicuro un continuo ricordo nelle mie preghiere.
Sinceramente Suo in Cristo,


Arcivescovo Angelo Becciu
Delegato Speciale



Fra' Matthew Festing
Burks, Tarsot
Hexham NE48 1LA
Northumberland
GRAN BRETAGNA


*
I precedenti post di quest'anno sulla saga dei Cavalieri di Malta:

mercoledì 26 aprile 2017

Norcia: "Archistar" famosi e “attrazioni turistiche” per la nuova Basilica di San Benedetto?

Norcia. 
E' ritornata in questi giorni alla ribalta una dichiarazione dell'Arcivescovo di Spoleto-Norcia Mons. Renato Boccardo all'ANSA a proposito della ventilata ricostruzione della Basilica di San Benedetto di Norcia con fondi dell'UE e dello Stato Italiano:  
« La ricostruzione della Basilica di San Benedetto di Norcia passi attraverso la fusione di antico e moderno, "dando vita a una composizione tra quello che c'era prima e che si è salvato e qualcosa di nuovo, anche di ardito, capace comunque di diventare un simbolo e un'attrazione turistica mondiale sia dal punto di vista architettonico che della fede". 
E' la proposta che ha lanciato monsignor Renato Boccardo, vescovo della diocesi Spoleto Norcia, in un'intervista all'ANSA. 
"La Basilica di San Benedetto è diventata l'icona di questo terremoto - ha ricordato monsignor Boccardo - e allora credo sarebbe interessante promuovere un concorso internazionale, invitando gli architetti conosciuti ad avanzare proposte su come ricostruirla".  "Non ho competenze in materia - ha sottolineato il vescovo -, quindi non so come la realizzerei, ma personalmente mi piacerebbe vedere ricostruita una Basilica molto luminosa".»

In piena stagione dell'autoproclamata  "Chiesa povera" non poteva mancare il vescovo che improvvisandosi tour-manager sogna   che "in primis" la nuova Basilica possa essere motivo di "attrazioni turistiche".

Una dichiarazione in vero stile "Chiesa povera".
Tutto secondo copione ( del mondo e della modanità).

Al  Prelato suggeriremmo di non preoccuparsi neanche lontanamente della promozione turistica ma solo di salvaguardare e magari implementare la sacralità del luogo.
Ricordiamo che per millenni le chiese, i santuari, le basiliche e le cattedrali sono stati meta 

Sarah nel segno di Lejeune: "Combattere l'aborto"

Il Card. Sarah non si occupa "solo" di magistrali interventi di liturgia e dogmatica (vedi qui e qui), MA  ANCHE  dei tanto oggi vituperati - anche dalle parti di S. Marta -"valori non negoziabili".
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Benedetto Frigerio 9-4-17 La Nuova Bussola Quotidiana

L’umile cardinale guineano Robert Sarah, che da giovane vescovo rischiò la vita per difendere il suo popolo contro la dittatura. Il mistico che imparò la fede dai missionari spiritani, disposti alla morte per evangelizzare il suo paese, che lo fecero innamorare della liturgia come luogo principale dell’incontro con Cristo e della preghiera e del digiuno come armi contro il nemico, ha parlato dell’aborto come della “più grande tragedia del nostro tempo”. La più grande e la più dimenticata, perché, ha continuato il cardinale alla guida della Congregazione per il culto divino, fa “parte della battaglia finale”, quella “fra Dio e satana” da cui “dipende la stessa sopravvivenza dell’umanità”.
Sarah ha parlato così in Francia il giorno dell’Annunciazione, il 25 marzo, di fronte a quasi 2000 persone radunante in occasione dell’anniversario della morte del servo di Dio Jerome Lejeune. Secondo il cardinale, infatti, il dragone dell’apocalisse che “sta davanti alla donna incinta, pronto a divorare suo figlio” è “un prototipo della cultura della morte”. Ma il paragone è anche con la lotta fra Davide e Golia, che somiglia a quella del movimento pro life contro il “potere mediatico e finanziario, pesantemente armato e protetto dall’armatura delle false certezze e delle nuove leggi contro la vita”. Chiarendo che l’aborto è un “sacrilegio orribile e criminale” anche se molti non lo pensano poiché sono “anestetizzati”.
Ma perché il diavolo odia tanto la vita nascente?

martedì 25 aprile 2017

Con Pietro, contro i "Papisti"

Ad un mese dal viaggio del S. Padre a Milano. Condivisibile parola per parola anche oggi.
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di Riccardo Cascioli, La Nuova Bussola Quotidiana, 26-3-17
C’ero anch’io nel Parco di Monza per la messa con papa Francesco. E c’erano tanti altri collaboratori della Bussola che vivono nella diocesi di Milano. Il motivo è semplice e lo ha ricordato il cardinale Angelo Scola nel saluto al termine della messa, citando Sant’Ambrogio: «Dove è Pietro, là dunque è la Chiesa». E prosegue la citazione: «Dove è la Chiesa, là non c’è la morte, ma la vita eterna». 

lunedì 24 aprile 2017

Mezzo secolo di risposte dottrinali nei documenti della Congregazione Dottrina della Fede


Un libro da comprare e da leggere. 
Viste anche le continue stupidaggini che si sentono ultimamente: per ridere o piangere leggete quest'ultima notizia riportata da Tosatti (QUI).
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Luisella Scosati 10-4-17 La Nuova Bussola Quotidiana

«La raccolta offre risposte dottrinali e sicure a diverse questioni importanti per la vita e la missione della Chiesa». In tempi come questi, questa frase del Card. Müller, tratta dalla Prefazione all’edizione italiana del volume che raccoglie tutti i documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) dal 1966 al 2013, è sufficiente per far sospirare di consolazione alcuni e far digrignare i denti ad altri. Dunque si può ancora parlare di “risposte dottrinali”, oltretutto sicure, e non solo di riposte pastorali “elastiche”, da adattare alle singole situazioni; dunque è legittimo pensare che se ci sono delle risposte dottrinali, da qualche parte devono esserci state delle domande o delle questioni di natura dottrinale.
Esistono questioni dottrinali, a cui si devono dare delle risposte dottrinali: già questo, da un po’ di tempo a questa parte, sembra sconvolgente. Ma ancora più sconvolgente è il fatto che il libro testimonia che di dottrina si è continuato a parlare anche dopo il Concilio pastorale per antonomasia, il Vaticano II, nonostante i suoi interpreti “ufficiosi” continuino a predicare che il vero spirito del Concilio non permetta di fossilizzarsi in questioni astratte (=dottrinali).

…Noi invece restiamo seduti

di Mons. Benigno Umberti


CI ALZEREMO IN PIEDI 
Ci alzeremo in piedi ogni volta che
la vita umana viene minacciata...
Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita
viene attaccata prima della nascita

domenica 23 aprile 2017

Bari. Lunedì 24 aprile 5° Pellegrinaggio Pugliese "Summorum Pontificum"

Bari.
Lunedì 24 aprile 2017 ore 16:00 Ritrovo dinanzi la Basilica di San Nicola,  
Santo Rosario
ore 16:30 Santa Messa Prelatizia officiata da S.E.R. Mons. Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”

L'antica messa rivive nella Basilica di San Nicola 

I canti gregoriani che risuonano tra pietre medievali,  il fumo dell’incenso profumato che si alza verso il cielo, le preghiere sommesse ai piedi dell’altare. 

La Chiesa della tradizione si ritroverà lunedì pomeriggio a Bari, nella Basilica di San Nicola, per il pellegrinaggio regionale “Summorum Pontificum”, a sostegno della messa antica e del magistero cattolico di sempre. 

Sacerdoti, religiosi e fedeli laici sono attesi da tutte le province pugliesi per condividere, come si legge nel manifesto dell’iniziativa, «la bellezza della divina liturgia, la vera devozione e il senso profondo del sacro».
L’appuntamento è per le 16 dinanzi alla Basilica. 


Il programma prevede prima la recita del rosario e poi, alle 16.30, la messa prelatizia, che sarà celebrata nella forma cosiddetta straordinaria del rito romano, da monsignor Guido Pozzo, arcivescovo di Bagnoregio e segretario della pontificia commissione “Ecclesia Dei”. «Abbiamo scelto questa data per rinnovare il nostro affidamento, insieme alla Chiesa universale, nelle mani della Madonna, in occasione del centenario delle apparizioni a Fatima» dichiara l’avvocato Francesco Patruno, dell’associazione  “Scuola Ecclesia Mater “, organizzatrice del pellegrinaggio. 



«Celebrare la messa antica, ossia quel rito che era dei nostri padri e progenitori, significa rinsaldare e trasmettere, a nostra volta, quel legame di amore mai spezzato» aggiunge Patruno.

Ad accogliere i pellegrini, guidati da monsignor Pozzo, ci sarà il Priore Rettore della Basilica, padre Ciro Capotosto. 

Si tratta, per quest’anno, della quinta edizione del Summorum Pontificum, un movimento di fedeli che prende il nome dalla lettera apostolica con la quale il papa Benedetto XVI , nel 2007, ha ridato piena cittadinanza alla messa antica, sebbene in realtà non fosse mai stata abolita, nella Chiesa cattolica.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno 


Leggere anche QUI 




 

Martedì 25 aprile: 5° incontro interregionale "Summorum Pontificum" a Grottammare (AP)

Martedì 25 Aprile 2017 
Grottammare, provincia di Ascoli Piceno
Paese natale di Papa Sisto V
5° Incontro Interregionale "Summorum Pontificum

Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista (Piazza Peretti) nella Città Alta 

ore 10,00 Confessioni, recita del Santo Rosario 

Preghiera per la cessazione del flagello del terremoto 

Preghiera per le nuove vocazioni 

ore 10,30 Santa Messa Solenne ( in terzo) in rito romano antico nella festa di San Marco Evangelista 

Don Giorgio Lenzi, Istituto del Buon Pastore, responsabile Domus Sancti Clementi di Roma (QUI)

Dopo la Santa Messa si parlerà anche dell'organizzazione del 5° Pellegrinaggio all'aurora della festa dell'Assunta (alle 5,30 del mattino di martedì 15 agosto 2017). 

 Grottammare (AP) Casello Autostradale a 14

Patrocinio: Coordinamento Nazionale "Summorum Pontificum" CNSP

Qui il sito del Coordinamento Nazionale

Canto Beneventano: nuova edizione in lingua italiana di Thomas Forrest Kelly

Il canto beneventano 

"... Le fonti manoscritte che preservano il canto beneventano, oggi, non sono più di una novantina, molte delle quali frammentarie o palinsesti, e neppure particolarmente antiche; nonostante ciò possediamo uno sguardo piuttosto articolato su quello che doveva essere il repertorio beneventano, con le sue particolarità, e la relativa liturgia. 
I più importanti testimoni sono senza dubbio i manoscritti Ben38 e Ben40, entrambi conservati presso la Biblioteca capitolare di Benevento. In essi possiamo osservare un fenomeno particolare, vale a dire la presenza di due diversi formulari – gregoriano e beneventano – per alcune festività (quelle che Kelly chiama “i doppioni”), a dimostrazione del fatto che in un determinato momento storico, cioè nella prima metà dell’XI secolo, si fece un tentativo estremo per conservare una traccia del repertorio locale che stava scomparendo, ponendolo come alternativo a quello gregoriano, che al contrario si diffondeva sempre maggiormente." Alessandro De Lillo ( Il Canto Beneventano

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Appare finalmente in lingua italiana, dopo un'attesa di molti anni, The Beneventan Chant di Thomas Forrest Kelly. 

Edizione aggiornata di Thomas Forrest Kelly è presentata da Vox Antiqua-Quilisma Press

Gotti Tedeschi: Cardinali, guerre di religione e Dubia


Un'eccellente riflessione di Ettore Gotti Tedeschi.
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Prendo spunto da un eccellente e coraggioso articolo di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera di lunedì 10 aprile, intitolato “La guerra di religione che stiamo vivendo”. In questo articolo l’autore si stupisce che anche dopo gli attentati in Egitto e a Stoccolma si continui “con il ritornello secondo cui la religione non c’entra”, e porta argomenti logici ed analogici per spiegare che invece c’entra eccome. 

sabato 22 aprile 2017

Maggio 2017: un mese speciale!

Dal sito del CNSP e dall’utilissima agenda che ci propone apprendiamo che l’ormai prossimo mese di maggio – un mese specialissimo, questo maggio 2017, nel centenario di Fatima! – sarà ricco di eventi preziosi per la nostra vita spirituale e, perché no?, per l’incremento della nostra cultura cattolica.

I primi appuntamenti cadono proprio il 1° maggio, in Emilia e in Piemonte.

Ad Agazzano, in Provincia di Piacenza, si terrà la V Giornata della Buona Stampa Cattolica, di cui abbiamo già dato notizia (ved. qui e qui). Tre importanti relatori - Don Marino Neri, P. Paolo Siano FI, e il prof. Ettore Gotti Tedeschi – parleranno della riforma protestante, della massoneria e del nuovo ordine mondiale: le principali minacce che la Chiesa ha dovuto affrontare e tuttora affronta nella sua travagliata attualità. Gli organizzatori ricordano che è necessario prenotare all’indirizzo mail giornatabuonastampa@gmail.com. Per ulteriori informazioni, consultate la pagina dedicata sul sito CNSP.

Per i fedeli del Piemonte, sempre il 1° maggio, si terrà il Pellegrinaggio Regionale al Colle Don Bosco (ved. qui), con conferenza di Don Roberto Spataro SDB; ulteriori informazioni sul sito del CNSP.

La giornata più importante del mese sarà senza dubbio il 13 maggio, quando si compiranno cento anni esatti dalla prima apparizione della Beata Vergine alla Cova da Iria.

Il CNSP e il Coordinamento Toscano Benedetto XVI chiamano unitariamente a raccolta il Populus Summorum Pontificum d’Italia per celebrare tutti insieme, coralmente, questo grande ed importantissimo anniversario, in una Grande Giornata Mariana che si terrà a Firenze. Il programma ufficiale dell'evento è stato pubblicato lo scorso 18 aprile: trovate qui il volantino, e maggiori informazioni consultando la pagina dedicata, sul sito del CNSP.

Infine, il 20 maggio, in occasione della VI Marcia per la Vita, verrà celebrata, a cura del CNSP, come ormai è consolidata tradizione, una S. Messa in suffragio dell'anima di Mario Palmaro.

Convegno "Fare chiarezza": la relazione di Thibaud Collin


Sono appena passate le h. 16 quando il prof. THIBAUD COLLIN, Docente di Filosofia morale e politica - Collège Stanislas, Parigi (Francia), terminando il suo intervento dal tema Discernimento in coscienza?, conclude il convegno.





Il prof. Collin ha spiegato che la maggior parte dei commentatori hanno sostenuto o che il cap. VIII di Amoris Laetitia non avrebbe detto proprio nulla di nuovo o che le novità, che vi sono, sarebbero però in linea con la tradizione.

Per chi la vede in quest'ultimo modo, la novità in linea con la tradizione consisterebbe nella valorizzazione del discernimento. A tal fine si affronta il problema dell'imputabilità, e si fa leva sulla dottrina tradizionale della coscienza invincibilmente erronea, dell'ignoranza incolpevole. O si valorizza la stabilità delle coppie irregolari, la loro fedeltà, e così via. 

Il relatore ha messo in luce le contraddizioni intrinseche nella posizione appena illustrata, ed ha sottolineato la situazione di confusione che ne deriva. In particolare, il prof. Collin ha chiarito che la posizione di coloro che ritengono Amoris Laetitia espressione di uno sviluppo organico della dottrina tradizionale, finiscono per aderire a due teorie già esplicitamente condannate da S. Giovanni Paolo II in Veritatis splendor: la teoria della gradualità della legge morale e quella della coscienza creatrice. Si scivola così da una soggettività erronea all'oggettivazione dell'errore, e la legge di Dio si riduce ad uno fra i molti elementi da valutare per il giudizio morale, mentre ciò che essa richiede viene presentato come un obiettivo astratto.

Il relatore ha approfondito ampiamente la sua puntuale critica all'impostazione di Amoris Laetitia, in termini che non è possibile sintetizzare efficacemente; vale però la pena di riportare una delle sue osservazioni: quella per cui gli argomenti utilizzati dalla tesi dello sviluppo organico per difendere Amoris Laetitia sono simili a quelli a suo tempo utilizzati per criticare Humanae Vitae.

Il prof. Collin ha altresì sottolineato che i fedeli hanno diritto che la loro coscienza sia formata alla verità, cui i pastori hanno il dovere di condurli. Bisogna evitare che il fedeli siano portati a ritenere sempre più distanti la legge di Dio e la realtà della loro vita, o a ritenere questa distanza incolmabile; ed ha chiuso ricordando il Concilio di Trento: "Nessuno, poi, per quanto giustificato, deve ritenersi libero dall’osservanza dei comandamenti, nessuno deve far propria quell’espressione temeraria e proibita dai padri sotto pena di scomunica, esser cioè impossibile per l’uomo giustificato osservare i comandamenti di Dio. Dio, infatti, non comanda l’impossibile; ma quando comanda ti ammonisce di fare quello che puoi e di chiedere quello che non puoi, ed aiuta perché tu possa: i suoi comandamenti non sono gravosi, il suo giogo è soave e il peso leggero". 

Con i saluti e i ringraziamenti finali del moderatore, l'attenta assemblea si scioglie nella convinzione che, oggi, sia stato dato un contributo importantissimo per fare chiarezza in questi tempi tormentati.