giovedì 14 dicembre 2017

Battesimo in rito antico nella Repubblica Dominicana (FSSP)

Festeggiamo per la piccola Sophia che il 10.12.2017  è diventata figlia di Dio nella chiesa Regina Angelorum in Santo Domingo (Repubblica Dominicana). Ha celebrato il battesimo, nella forma straordinaria del Rito Romano il Rev.do padre Jean Carlos de León y Gómez, FSSP. 
(notizia via Acciòn Litùrgica).

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mercoledì 13 dicembre 2017

Ordini minori per la Fraternità San Pietro negli Usa

Lo scorso 25 novembre 2017 S. E. Rev.ma Mons. Fabian Bruskewitz, Vescovo emeritodi Lincoln ha conferito gli ordini minori nel seminario di N.S. di Guadalupe della Fraternità San Pietro a Denton, Nebraska USA. 
(notizia presa dal sito FSSP, via Acciòn Litùrgica). 
Auguri! 
Roberto

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qui altri foto

Imperia: chiesa gremita per la messa antica nonostante mille ostacoli e vessazioni

Sappiamo ormai da tempo che i fedeli del Gruppo Stabile di Imperia (località Borgo Peri), in questi anni, ne hanno passate di tutti i colori, e che hanno patito mille tribolazioni dirette e indirette solo perchè frequentano (numerosi) la  Messa Antica domenicale a Oneglia. 
Inizialmente voluta motu proprio dal Vescovo (ora) emerito S.E.Rev.ma Mons. Mario Oliveri, la celebrazione era stata sospesa dal parroco don Ruffino nel periodo di "sede vacante" in attesa di decisione del nuovo ordinario.
Dopo lunga attesa e numerosi appelli, finalmente, il nuovo Vescovo mons. Borghetti, che non è certo tanto tradizionalista quanto il suo augusto predecessore,  l'ha fatta riprendere more solito  e senza problemi.
Nonostante il placet  episcopale (che ricordiamo era canonicamente superfluo), a molti in parrocchia non è andata proprio giù e a riprendere sono state anche le antiche ripicche e vessazioni. 
Ne leggiamo alcune dalla pagina Facebook del gruppo: 
"I veri drammi da evitare assolutamente sono l'appiattimento, l'abitudine, la noia: dunque, cari, grazie! Grazie per il rinnovato entusiasmo che ci infondete per combattere con vigore la nostra buona battaglia!
Potete lasciarci al freddo (mentre in San Giovanni bruciate un'intera petroliera di gasolio ogni volta), potete farci trovare aperte, come oggi, le finestre dell'oratorio  in pieno inverno, potete persino lasciare sporca e sguarnita la sacrestia (ridiamo 😂), che intanto abbiamo già vinto noi! voi avrete le chiese ma NON siete la Chiesa. Dio è con noi, chi contro di noi?"
Tempo fa, inoltre, ci dissero che un anno il presepe era stato allestito proprio in mezzo alla piccola navata: accorgimento che creava il maggior danno e fastidio ai fedeli; una volta ancora vennero addossate le impalcature di un palco (usato per la benedizione delle Palme) contro la facciata della chiesetta cosìchè risultava estremamente impervio entrarvi. 

Sembra di leggere racconti di Guareschi, in cui i dispetti dei "compagni" di Peppone ai "reazionari" di don Camillo avevano un sapore faceto e suscitavano bonaria ilarità. 
Ma ahimè non è il caso di Imperia: non si tratta di letteratura ma di triste realtà. E' realmente squallido che sedicenti cristiani remino contro a propri confratelli e li ostacolino con mezzucci meschini. Che fanno comunque sorridere.
(Anche voi pensate che se invece di cattolici, a chiedere l'uso dell'oratorio, si trattasse di musulmani, sarebbe accolti con tappeti e... mille 'salamelecchi'?).

Ad ogni modo: se il buon albero si riconosce dai buoni frutti, la determinazione dei fedeli si palesa dalle foto: pur col freddo, l'oratorio di N.S. di Loreto in Borgo Peri è gremita di fedeli anche per la II domenica di Avvento. 

Parafrasando i sacri testi ci verrebbe da dire: 

"Queste foto sono state pubblicate perché crediate; e queste foto rendono testimonianza su questi fatti e noi sappiamo che la loro testimonianza è vera."

Avanti così! Con buona pace di preti e monsignori di Oneglia. 
Roberto




I fedeli sono stufi e segnalano il cattivo uso che i preti fanno delle chiese.

Era ora che i fedeli dicessero basta e iniziassero a protestare! 
Vuol dire che di questi preti (che tutto sono diventati, fuorché ministri del culto a Dio) sono stufi anche i semplici fedeli e non solo i "tradizionalisti" che leggono MiL o altri blog "di minoranza". 
Bene. 
Ma ora, dopo le delazioni ai giornali, è ora che protestino di persona e a muso duro ai diretti interessati. 
Roberto


da La Nuova Bussola Quotidiana, del 12.12.2017 di A. Zambrano


Mostre, balletti, pranzi e persino un suino allo spiedo. E’ davvero ricchissimo il catalogo di denuncia offerto dai nostri lettori per la campagna della Nuova BQ #SALVIAMOLECHIESE. In questi giorni sono arrivate tante segnalazioni di casi di abuso di chiese utilizzate per scopi non riferiti ad esigenze di culto o mascherate da paraliturgie che in realtà nascondono un utilizzo profano del tempio di Dio. Una risposta, quella dei lettori, che conferma da un lato l’interesse verso la crisi che sta subendo l’edificio chiesa e di come la situazione della confusione tra sacro e profano abbia raggiunto ormai dei livelli inaccettabili. Le presentiamo con la raccomandazione di continuare a segnalarci tutti gli usi impropri che vengono fatti delle chiese a redazione@lanuovabq.it.

Aggiungi un posto a tavola
"Caro direttore,
stamane, su Rai Radio Uno, quasi in chiusura della puntata di "Il cielo sopra S. Pietro" (sulla cui linea editoriale stendo un velo pietoso...), un portavoce della comunità di Sant'Egidio ha presentato l'iniziativa "Aggiungi un posto a tavola" a Natale, che dovrebbe far registrare circa 70 mila commensali credo nel mondo, e a favore della quale si possono dare donazioni".  
Vito Caruso
Chiesa o auditorium?
"Caro Direttore,
ottima e necessarissima la campagna in difesa del Luogo Sacro ma da dove cominciare? A Genova da anni è proprio la Curia a organizzare cicli di Conferenze nella Cattedrale di San Lorenzo.  L’iniziativa si chiama “Chiesa Aperta” e in quelle occasioni viene collocato un tavolo che dà le spalle all’Altare, microfoni, etc… Con quel che segue: via-vai,

La crisi della musica liturgica: il nuovo libro di Aurelio Porfiri

Un nuovo libro certamente di grande interesse dell'amico M° Porfiri.
In libreria da OGGI.
L


AURELIO PORFIRI, Ci chiedevano parole di canto. La crisi della musica liturgica. Hong Kong: Chorabooks 2017.

EBook (formato Kindle) Euro 6.99
ISBN 9789887851295
EBook (formato Epub) Euro 6.99
ISBN 9789887851264
Cartaceo Euro 13.51
ISBN 9789887851226


Disponibilità: immediata su tutti i negozi amazon in formato kindle e cartaceo e su oltre 100 negozi online in formato Epub (Feltrinelli, Rizzoli, Mondadori, hoepli, Book republic, Libreria universitaria, San Paolo store, Il fatto quotidiano, Il giardino dei libri, Google play, Ibooks store, Kobobooks, Tolino, Casa del libro, Bajalibros, Nookstore, Weltbild, El corte inglés, Barnes and Nobles etc.)
Per informazioni ed interviste rivolgersi a aurelioporfiri@hotmail.com

Aurelio Porfiri è compositore, direttore di coro, educatore e autore. Ha al suo attivo circa 30 volumi e 600 articoli. La sua musica è pubblicata in Italia, Cina, Stati Uniti, Francia e Germania. Ha collaborato con numerosi blogs, riviste e quotidiani come Zenit, La nuova bussola quotidiana, O Clarim, La croce quotidiano, la fede quotidiano, Liturgia, La vita in Cristo e nella Chiesa, Rogate ergo, Camparidemaistre, Il messaggio del cuore di Gesù, Patheos, etc.

Sommario

martedì 12 dicembre 2017

Pubblicato l'Ordo divini officii recitandi per il 2018 (ed. LEV).

Diffondiamo in tre lingue la comunicazione della Segreteria della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, che ringraziamo.
Roberto 

La Pontificia Commissione Ecclesia Dei informa che è possibile trovare in libreria l’ "ORDO DIVINI OFFICII RECITANDI SACRIQUE PERAGENDI SECUNDUM ANTIQUAM VEL EXTRAORDINARIAM RITUS ROMANI FORMAM PRO ANNO DOMINI 2018" curato da questa Pontificia Commissione e pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana.
 Le copie del suddetto Ordo si possono richiedere direttamente alla LEV.

La Commission Pontificale Ecclesia Dei informe qu’on peut trouver en librairie l’ORDO DIVINI OFFICII RECITANDI SACRIQUE PERAGENDI SECUNDUM ANTIQUAM VEL EXTRAORDINARIAM RITUS ROMANI FORMAM PRO ANNO DOMINI 2018, édité par ses soins et publié par la Librairie Editrice Vaticane (LEV).
Les exemplaires de cet ordo peuvent être commandés directement à la Librairie Editrice Vaticane.

The Pontifical Commission Ecclesia Dei wishes to inform that at the main bookshops may be available the "ORDO DIVINI OFFICII RECITANDI SACRIQUE PERAGENDI SECUNDUM ANTIQUAM VEL EXTRAORDINARIAM RITUS ROMANI FORMAM PRO ANNO DOMINI 2018", edited by this Pontifical Commission and published by the Libreria Editrice Vaticana.
Copies of this publication can be bought directly from Libreria Editrice Vaticana.

L'okkupazione delle kiese:"ora domina la superbia e l'ingiustizia, è il tempo della distruzione"

Altari distrutti e presbiteri privati persino della Croce! 
Nessuna lampada davanti al Tabernacolo nascosto chissà dove., ammesso che ci sia.
Con l'idea di apparire come uomini qualsiasi "vestendosi come chiunque, sarebbe più vicino alla gente, più capace di mettersi in relazione con loro" il Consacrato non genuflette neppure davanti al Santissimo Sacramento per paura di apparire  " troppo cerimonioso". 
Nel nome di un ossessionante culto per l'uomo si stanno moltiplicando i sacrilegi e le profanazioni ( fra mille esempi questo  QUI ). 
Sembra di essere proiettati indietro nel tempo nella situazione storica del popolo ebraico  così come ci viene descritta nel primo libro dei Maccabei :" 
(Antioco) Entrò con arroganza nel santuario e ne asportò l'altare d'oro e il candelabro dei lumi con tutti i suoi arredi e la tavola dell'offerta e i vasi per le libazioni, le coppe e gli incensieri d'oro, il velo, le corone e i fregi d'oro della facciata del tempio e lo sguarnì tutto; si impadronì dell'argento e dell'oro e d'ogni oggetto pregiato e asportò i tesori nascosti che riuscì a trovare; quindi, raccolta ogni cosa, fece ritorno nella sua regione.
Fece anche molte stragi e parlò con grande arroganza. ...  tutta la casa di Giacobbe si vestì di vergogna. ... Versarono sangue innocente intorno al santuario e profanarono il luogo santo.
Fuggirono gli abitanti di Gerusalemme a causa loro e la città divenne abitazione di stranieri; divenne straniera alla sua gente e i suoi figli l'abbandonarono.
Il suo santuario fu desolato come il deserto, le sue feste si mutarono in lutto, i suoi sabati in vergogna il suo onore in disprezzo.
Quanta era stata la sua gloria altrettanto fu il suo disonore e il suo splendore si cambiò in lutto". 
AC  

L’okkupazione delle chiese e il superamento della distinzione tra sacro e profano 

Negli anni Settanta ci facevano le assemblee dei Collettivi, ora i pranzi e le rassegne di prodotti artigianali. 

Dietro c’è la cancellazione della differenza tra sacro e profano 

Stanno aumentando i casi di chiese adoperate per scopi diversi rispetto alla loro destinazione. 

lunedì 11 dicembre 2017

Non abbandonarli alla tentazione di cambiare il “Padre nostro”

di don Alfredo Morselli [*]

1 - Lo status quaestionis

La traduzione classica della VI domanda del Padre nostro "non ci indurre in tentazione" è sotto il tiro di tanti critici da molti anni, ancor prima che la versione CEI del 2008 proponesse "non abbandonarci alla tentazione"; pochi giorni fa il Santo Padre Francesco ha manifestato approvazione per questo modo di tradurre [1], dando probabilmente il colpo di grazia alla versione a cui siamo abituati. E così la preghiera che Gesù ci ha insegnato è destinata a subire un cambiamento anche nei testi liturgici ufficiali in lingua italiana.
Perché questo cambiamento? Per evitare che qualcuno pensi che Dio possa positivamente indurre qualcuno in tentazione, o possa essere Egli stesso causa della tentazione.
Si tratterebbe veramente di uno scandalum mere receptum, perché è molto facile ricordare, con S. Giacomo, che “Nessuno, quando è tentato, dica: "Sono tentato da Dio"; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno” (Gc 1,13).
Sono ben altri i passi difficili, che possono turbare la coscienza dei più deboli; e, sempre in tema di una certa azione positiva e diretta di Dio nella tentazione, è molto più problematico del Padre nostro quanto troviamo in 2 Ts 2,11: “Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna”. Grazie al cielo, qui nessuno ha ancora pensato di cambiare il testo sacro.

domenica 10 dicembre 2017

Tolentino. Apertura chiesa del Sacro Cuore Vespri Pontificali in rito antico (foto 2)

Sabato 9 dicembre 2017 Primi Vespri Pontificali al faldistorio della Festa della Traslazione della Santa Casa di Loreto per la riapertura della Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino ( detta dei "sacconi") riportata all’antico splendore grazie al generoso contributo del Governo Ungherese rappresentato dall'On.Zoltan Balog Ministro per le Risorse Umane,dall' On. Miklos Soltesz Sottosegretario ai Rapporti con le Chiese. 
Hanno preso parte al solenne rito S.E. Altezza Imperiale e Reale Eduard Habsburg Lothingen, Ambasciatore di Ungheria presso la Santa Sede e di S.E. Dott. Ádám Zoltán Kovács Ambasciatore di Ungheria in Italia.
I Vespri Pontificali sono stati officiati da S.E.R. Mons. Giuseppe Sciacca - Vescovo titolare di Fondi, Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica alla presenza delle LL.EE. Rev.me Mons. Nazzareno Marconi Vescovo di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia e di Mons. Lajos Varga - Vescovo ausiliare di Vác 

Hanno presenziato inoltre Mons. Németh László Presidente della Fondazione di Santo Stefano, Coordinatore nazionale degli ungheresi in Italia

sabato 9 dicembre 2017

Tolentino Vespri Pontificali al faldistorio per l'apertura della chiesa del Sacro Cuore (foto 1)

Sabato 9 dicembre 2017 Primi Vespri Pontificali della Festa della Traslazione della Santa Casa di Loreto per la riapertura della Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino riportata all’antico splendore grazie al generoso contributo del Governo Ungherese 
S.E.R. Mons. Giuseppe Sciacca - Vescovo titolare di Fondi Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica  ha officiato il sacro rito alla presenza di S.E.R.Mons. Nazzareno Marconi Vescovo di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia 
e di S.E.R. Mons. Lajos Varga - Vescovo ausiliare di Vác.

Contro Lutero: perché non dobbiamo morire protestanti

Segnalato dal caro amico di MiL Maestro Aurelio Porfiri.
L

Giovanni CAVALCOLI, Contro Lutero: Perché non dobbiamo morire protestanti. Hong Kong: Chorabooks 2017.
EBook (formato Kindle) Euro 4.99
ISBN 9789887726067
EBook (formato Epub) Euro 4.99
ISBN 9789887726081
Cartaceo Euro 10.39
ISBN 9789887726074

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Per informazioni ed interviste rivolgersi a aurelioporfiri@hotmail.com
Padre Giovanni Cavalcoli è nato a Ravenna nel 1941. Si è laureato in filosofia a Bologna nel 1970. Entrato nell’Ordine Domenicano nel 1971, è stato ordinato sacerdote nel 1976. Ha insegnato teologia dal 1979 al 1982 presso l’allora Studio Teologico Accademico Bolognese (STAB). Ha conseguito la licenza in filosofia nel 1981 e il dottorato in teologia presso la Facoltà Teologica

venerdì 8 dicembre 2017

Tolentino:apertura della chiesa del Sacro Cuore restaurata dal Governo Ungherese, annuncio del 40° Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto 2018

Tolentino. Sabato 9 dicembre 2017 , apertura della Chiesa del Sacro Cuore e San Benedetto (vulgo "dei sacconi") restaurata dal Governo Ungherese dopo il terremoto del "centro Italia" del 2016 alla presenza della Delegazione Governativa Ungherese e dei pellegrini ungheresi. 

- ore 16:00 Primi Vespri Pontificali al faldistorio della Festa della Traslazione della Santa Casa di Loreto .

In mattinata: arrivo delle Delegazioni ungheresi e italiane ( Coordinamento naz. Summorum Pontificum, Juventutem internationalis) ecc ecc

- ore 16:00 Il Vescovo diocesano Mons. Nazzareno Marconi benedirà la tavola votiva di San Josè Sànchez del Rio realizzata dall'artista Fabrizio Diomedi, l'Organo ottocentesco restaurato a due manuali a trasmissione meccanica e la targa commenorativa del restauro della chiesa. 

- Vespri Pontificali al faldistorio ( per motivi di spazio ora non forniamo tutti i particolari)

- Indulgenza Plenaria a chi visiterà la chiesa nei giorni 9 e 10 dicembre, alle solite condizioni canoniche. 

mercoledì 6 dicembre 2017

Lo scongelamento del Concilio

Dall'ottimo blog di Padre Scalese del 2 novembre scorso.
L

Su Avvenire del 30 ottobre scorso è apparsa una intervista sulla Humanae vitae al Vescovo emerito di Ivrea, Mons. Luigi Bettazzi (a destra nella foto, ai tempi del Concilio). Ci si potrebbe chiedere quale sia la strategia del quotidiano della Conferenza episcopale italiana a proposito dell’enciclica di Paolo VI, visto che dieci giorni prima aveva pubblicato un articolo di Luciano Moia (qui) dello stesso tenore; ma lasciamo perdere: ormai abbiamo capito che, dopo cinquant’anni, è giunta l’ora di rottamare l’Humanae vitae. Non mi sembra però giusto far finta di nulla quando dalla bocca di un successore degli Apostoli, per quanto emerito, escono una serie di enormità come quelle che si leggono nell’intervista suddetta.

Sua Eccellenza non si rende conto che in qualche caso non c’è coerenza fra le sue affermazioni. Prima dice: «Al Concilio non fu possibile parlare di contraccezione»; poi però afferma che Paolo VI sapeva che la maggioranza dei Padri conciliari «propendeva per un parere piú sfumato rispetto al “no” che poi sarebbe arrivato nell’Humanae vitae». Ci potrebbe spiegare Sua Eccellenza come faceva Paolo VI (e come fa lui stesso) a saperlo, se in Concilio non si era parlato di contraccezione e quindi, tanto meno, erano state fatte votazioni per conoscere il parere dei Padri in materia?

martedì 5 dicembre 2017

Anche "La Civiltà Cattolica" infierisce sul cardinale Sarah

Al peggio non c'è mai fine.
L

Dopo la pubblica reprimenda di Francesco al cardinale Robert Sarah, prefetto della congregazione per il culto divino, non c'è più alcun dubbio sulle reali intenzioni del papa in materia di traduzioni nelle lingue moderne dei testi liturgici di rito latino, demandate in pieno alle Chiese nazionali, con l'approvazione vaticana ridotta a una pura formalità.
Ma a rincarare la dose – con in più il sarcasmo nei confronti dei presunti retrogradi – è arrivata puntuale "La Civiltà Cattolica", assurta da tempo a "house organ" di Santa Marta.
Nel suo ultimo numero, la storica rivista dei gesuiti diretta da padre Antonio Spadaro ha dedicato il suo articolo di apertura proprio alla "restituzione" alle conferenze episcopali nazionali della piena competenza sulla traduzione dei libri liturgici.
La tesi dell'articolo de "La Civiltà Cattolica", infatti, è che questa facoltà era già stata devoluta alle Chiese nazionali nel 1969, da un'istruzione – in realtà la lettera di un cardinale – dal titolo "Comme le prévoit", ma presto era stata data per morta "per ragioni ideologiche", col prevalere degli avversari della riforma liturgica. Fino a che è arrivato papa Francesco a richiamarla in vita e quindi a segnare la rivincita delle "periferie" sul centralismo vaticano.
Un centralismo il cui ultimo epigono è additato nel cardinale Sarah, con Francesco che "si è visto costretto a intervenire" per neutralizzarne le pretese.
Naturalmente, questa tesi de "La Civiltà Cattolica" può essere attribuita a papa Francesco in persona, visto il legame strettissimo tra l'una e l'altro. E rientra a pieno titolo nel suo progetto complessivo di far evolvere la Chiesa da monolitica a federata, con ciascuna Chiesa nazionale dotata di ampia autonomia, "includente anche qualche autentica autorità dottrinale" ("Evangelii gaudium" 32).
L'autore dell'articolo è il gesuita Cesare Giraudo, 76 anni, docente emerito di liturgia e di

lunedì 4 dicembre 2017

Perdono ai Rohingya? Perchè?

La Chiesa Cattolica che cosa ha fatto ai Rohingya l'etnia musulmana cacciata dal Myanmar? 
Eppure il Santo Padre, come riporta Avvenire ( QUI ) ha detto: «A nome di tutti quelli che vi hanno perseguitato, chiedo perdono» .
Dall'epoca degli illuministi, abili rimestatori di false prove storiche, va di moda screditare la Chiesa per le Crociate, l'Inquisizione, la cristianizzazione delle Americhe, cho più ne ha più ne metta... lì almeno c'era sostanza! 
Questa richiesta di perdono ai Rohingya è tuttavia infinitamente meno fondata di quella per l'odiosa "tratta degli schiavi" che San Giovanni Paolo II fece in Africa! 

Un vescovo del Kansas celebra messa, adorazione ed esorcismo davanti ad una clinica abortiva


Qualche piccola buona notizia. Segnalato da Marcia per la Vita.
L

WICHITA, Kansas (ChurchMilitant.com) – Un vescovo sostiene i bambini mai nati celebrando una messa, un’Adorazione Eucaristica e un esorcismo davanti ad una clinica abortiva nel Kansas. Il vescovo, Carl Kemme, a capo della diocesi di Wichita, insieme ad altri 7 preti e quasi 500 fedeli, hanno pregato per la fine dell’aborto al di fuori del South Wind Women’s Center – la stessa clinica abortiva dove il noto abortista George Tiller condusse diversi aborti all’ultimo stadio di gravidanza, prima di essere ucciso da Scott Roeder nel 2009.
Kemme ha dedicato la Messa all’anima dell’agguerrito pro-vita cattolico del Kansas David Gittrich, morto lo scorso 17 Ottobre dopo quasi quarant’anni dedicati a difendere i diritti dei bambini non nati.
La Messa è iniziata alle 9 del mattino e mons. Kemme, nella sua omelia, ha parlato della “diffusione di tenebre e morte nella società”. Ha aggiunto inoltre:
E’ in luoghi come questo, nell’intero paese e purtroppo in tutto il mondo, che il principe delle tenebre viene onorato. Qui, il diavolo gioisce, le tenebre si fanno più buie e la morte si fa più orrida, perché questo luogo, come tanti altri, è stato scelto per distruggere una vita fatta ad immagine e somiglianza di Dio.
 Per questo motivo noi siamo qui oggi … per offrire la più perfetta forma di preghiera della Chiesa – il Santo Sacrificio della Messa – perfino qui, in un luogo di tenebre e compravendita di morte”.

domenica 3 dicembre 2017

Il Vaticano non deve lasciarsi ingannare dai comunisti cinesi: intervista al cardinale Joseph Zen

Dagli amici della TFP italiana.

L

Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong, è convinto che se Papa Francesco conoscesse meglio il regime comunista cinese e le persecuzioni che muove contro i cattolici, non favorirebbe i negoziati con Pechino. Il cardinale Zen è stato intervistato da Krystian Kratiuk.

Perché il Vaticano vuole firmare l’accordo col governo comunista della Cina?
È ovvio che il Santo Padre non abbia molta conoscenza diretta dei comunisti cinesi. In America Latina, i perseguitati ed esclusi sono i comunisti. Capisco, quindi, che egli possa avere una simpatia naturale per i comunisti. Ma non conosce i comunisti quando sono al potere. Molte persone in Vaticano conoscono teoricamente il comunismo, ma non so quante ne abbiano un’esperienza diretta, personale. Sono dunque preoccupato che possano essere raggirati dai comunisti cinesi. I comunisti cinesi sono intelligenti, sono maestri nell’uso delle mezze parole.
Che cos’è in realtà il comunismo?
Il comunismo è un regime totalitario. Soltanto chi ha avuto un’esperienza personale può capire cosa significhi vivere in un regime totalitario, sia esso nazista o comunista. Papa Giovanni Paolo II lo sapeva. Pure Papa Benedetto. Credo che gli italiani non conoscano veramente il totalitarismo, perché Mussolini non fu un totalitario molto duro. Il governo totalitario vuole tutto. Vuole controllare tutto. Non accetta compromessi. Vuole la resa di qualsiasi opposizione. Vuole fare tutti schiavi. È terribile! Quante persone in Vaticano hanno questa percezione dei comunisti cinesi? Ecco dunque che vanno a negoziare. Quando si negozia, tutti sono gentili e usano belle parole. La realtà, però, è molto diversa.
Nel caso in cui sia firmato un accordo, come inciderà questo sulla libertà della Chiesa?
Nella Lettera ai cattolici cinesi, Papa Benedetto spiegò molto bene la dottrina cattolica sulla Chiesa. Certamente Papa Francesco e altre persone in Vaticano concordano con tale posizione. Quando si negozia, però, bisogna anche conoscere come la pensa l’altra parte. Scrivendo sugli accordi fra l’Ungheria comunista e il Vaticano, negli anni ‘50, un autore hegeliano scrisse: “A volte, formalmente, sulla carta, si rispetta l’autorità del Papa. Nella pratica, però, si concede un potere eccessivo al governo”. Noi, cinesi, non conosciamo il testo integrale degli accordi. Certe informazioni le conosciamo appena per “sentito dire”, un pezzo di qua un altro di là.

sabato 2 dicembre 2017

TFP: apostolato estivo

Dagli amici della TFP italiana.


  Al rientro dalle vacanze, si è solito scambiare con famigliari e amici fotografie, aneddoti, impressioni… Chi è andato al mare, chi invece in montagna, chi ha scelto di restare a casa, chi invece di andare dall’altra parte del mondo.

         Per noi, di Tradizione Famiglia Proprietà, l’estate è, forse, il periodo più impegnativo dell’anno, costellato da conferenze e incontri di apostolato giovanile in diversi Paesi, culminando con l’Università estiva in Polonia. E adesso vogliamo condividere con voi, cari amici, alcune fotografie.

Campeggio in Francia

         Organizzato dalla Fédération pro-Europa Christiana, che raggruppa le TFP europee, si è realizzato a luglio un campeggio estivo nella Villa Notre Dame de la Clairière, a Creutzwald, sede della Fédération. Il tema è stato “La dolce primavera della Fede”, celebre frase di papa Leone XIII in riferimento al Medioevo cristiano:
Foto qui

Irish Summer Camp

         “L’attualità del messaggio di Fatima”: ecco il tema del Call to Chivalry Summer Camp

venerdì 1 dicembre 2017

Card. Burke: riforma della liturgia? Iniziate rivolgendovi al Signore

Certe volte l'inizio delle soluzioni è molto semplice. Facendo seguito a quanto magistralmente detto da don Nicola Bux (sul ritorno del latino nella ligurgia) il Card. Burke aggiunge che un altro elemento per la riforma (della riforma) liturgica è l'orientamento ad Deum. Come si è volutamente disattesa la lettera del Concilio sull'uso del latino, così lo si è erroneamente interpretato anche sulla "posizione" dei fedeli e delle celebrazioni coram Deo.

L

Gloria TV 25-8-2017

Servire la Messa con tutti che si rivolgono al Signore aiuterà molto "a mostrare che la Messa non è un qualche tipo di evento sociale tra il prete e i parrocchiani, o tra i parrocchiani stessi", ha detto il cardinale Raymond Burke in un'intervista con The Wanderer (21 agosto).
Secondo il cardinale, bisogna mettere in atto una nuova riforma riguardo la disposizione della Chiesa: "In così tanti posti i tabernacoli sono stati rimossi dal santuario della Chiesa come risultato in una falsa interpretazione del Concilio Vaticano Secondo".
"La maniera di ricevere la Comunione in modo rispettoso in ginocchio e sulla lingua è un altro importante (punto) da cui partire", ha aggiunto il cardinale.

Le ragioni del ritorno del latino nella liturgia. La riforma liturgica ha fallito.

MiL  non poteva saltare la pubblicazione di questo dotto articolo di don Nicola Bux, poichè tratta un tema a noi caro, che rappresenta un po' la ragion d'essere, la struttura ontologica del nostro blog. Che già dal nome tratta del latino nella liturgia. 
Nel testo che segue (che consigliamo di leggere tutto) si notano, tra gli altri gli sforzi di Paolo VI di preservare la presenza obbligatoria del latino nei testi liturgici (sia per i fedeli sia per il clero)... ma ormai era troppo tardi...  
Anche Giovanni Paolo II ammette che la Chiesa deve molto al latino, in termini di "universalità", propria della missione salvifica della Chiesa stessa. 
In ultimo don Nicola Bux ribadisce con forza (e con documentazione) che si è disobbedito al volere del Concilio e che se ad oggi anche nell'evoluta America i giovani affollano le chiese dove si celebra la Messa in latino, un motivo ci sarà.
L'articolo era stato anticipato da una premessa "Liturgie e Tradizioni", sul motu proprio "magnum principium" (delega alla Conferenze Episcopali di maggior libertà nella traduzione dei sacri testi liturgici nelle rispettive lingue vernacole). 
Roberto
 
di don Nicola Bux, da La Nuova Bussola Quotidiana del 29.11.2017


Da milleseicento anni la lingua ufficiale della Chiesa cattolica romana è il latino, come della Chiesa diCostantinopoli è il greco antico, di quella di Mosca lo slavo ecclesiastico, dei luterani il tedesco medievale. Il latino è quindi anche la lingua della liturgia romana, come di altre liturgie occidentali: segno di unità ecclesiale che travalica tempo e spazio, perché collega le generazioni cristiane dai primi secoli sino ad oggi, e perché permette a tutti i cattolici di unirsi in una sola voce; è la chiesa universale che prega per bocca dei suoi figli senza distinzione di razza e cultura.

Che cosa è successo con la riforma liturgica? Per quanto siano stati tradotti nelle lingue parlate, molti testi liturgici non si potevano rendere con la stessa efficacia; per non parlare del canto gregoriano e polifonico legato ad esso. Inoltre, la tesi in sé positiva dell’inculturazione della liturgia in un luogo e cultura - per la quale fu promulgata l'Istruzione Varietates legitimae, da leggere complementariamente a Liturgiam authenticam - non può offuscar l’altra che la precede e la segue: la liturgia deve esprimere l’unità e la cattolicità della Chiesa. Joseph Ratzinger osservava che tradurre la liturgia nelle lingue parlate sia stata una cosa buona, perché dobbiamo capirla, dobbiamo prendervi parte anche con il nostro pensiero, ma una presenza più marcata di alcuni elementi latini aiuterebbe a dare una dimensione universale, a far sì che in tutte le parti del mondo si possa dire: "io sono nella stessa Chiesa" …per avere una maggiore esperienza di universalità, per non precludersi la possibilità di comunicare tra parlanti di lingue diverse, che è così preziosa in territori misti. Col latino i sacerdoti possono dire messa per qualsiasi comunità nel mondo ed essere compresi.

Surrettiziamente però si è coniata la tesi dell’incomunicabilità plurisecolare della

giovedì 30 novembre 2017

"Il Papa dittatore", il libro di M Colonna.

Dal blog del vaticanista Marco Tosatti, riprendiamo il commento di ieri sul libro di un tale "Marcantonio Colonna", probabilmente un nom de plume, secondo i sospetti dello stesso Tosatti.
Segnaliamo anche l'articolo di Roberto de Mattei da Corrisponenza Romana del 29.11.2017

Roberto

Da qualche giorno è presente su Amazon un libro il cui titolo dice già tutto: “Il Papa dittatore”
[...]
Comunque non è molto importante sapere chi sia l’autore dell’opera. È importante invece che sia stata scritta, perché compie un’operazione importante. Quella di mettere in fila, uno dopo l’altro, tutti gli elementi concreti, utili e non passati attraverso le mani di specialisti di apologia dei viventi, per ricostruire la storia di quello che probabilmente passerà alla storia come uno dei pontificati più discutibili e discussi degli ultimi secoli.
[...] L’autore prende in esame il personaggio principale sin dagli inizi della sua carriera ecclesiastica, e mette in rilievo quelle che appaiono anche ora come caratteristiche: “Un esperto promotore di se stesso. Camuffato dietro un’immagine di semplicità e di austerità”. 
Una circostanza che è stata essenziale nel Conclave del 2013, attirando nella trappola anche persone – come il cardinale George, di Chicago – che poi rimpiangeranno il loro appoggio al presule argentino. Marcantonio Colonna fa aggio su un libro “El verdadero Francisco” pubblicato in Argentina da Omar Bello che per otto anni ha lavorato per l’arcivescovo, impegnandosi nel lancio di un nuovo canale televisivo della diocesi.
Non ci sono novità di grandissimo rilievo, o rivelazioni straordinarie, ne “Il Papa Dittatore”; ma certamente è molto documentato, interessante e prezioso, soprattutto per quanto riguarda operazioni discutibili come il licenziamento del Revisore Generale dei conti Libero Milone (ancora non sostituito, a quasi quattro mesi dalle dimissioni forzate…), il commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata, e soprattutto sul commissariamento dell’Ordine di Malta, un’operazione di straordinaria spregiudicatezza da parte del Pontefice e della Segreteria di Stato, e in cui l’odore dei soldi prevarica su tutto e tutti, senza pietà per l’immagine solo mediatica di un regno tutto povertà e ispirazione francescana.
Non possiamo raccontarvi tutto il libro. Ma vogliamo offrirvi un’ultima citazione, perché da tempo – e lo sapete – siamo impegnati a raccontarvi come mai, in oltre trentacinque anni di “copertura” vaticana, mai abbiamo respirato un simile clima di terrore nei Sacri Palazzi
La recente intervista del cardinale Mūller ci ha detto quello che già sapevamo: e cioè che nel regno di papa Bergoglio vite e carriere si giocano sull’attimo di una delazione, di un’accusa anonima
Il Pontefice, scrive Marcantonio Colonna citando una fonte anonima “è una persona che soprattutto sa come instillare la paura”. Così era a Buenos Aires, così è a Roma, grazie a “una ragnatela di menzogne, intrighi, spionaggio sfiducia e, più efficace di ogni altra cosa, di paura”. Proprio la stoffa di cui deve essere tessuto un Vicario di Cristo, no?

Buon onomastico al nostro caro M° Andrea!

Cari Lettori,
scusateci ma oggi dobbiamo usare il blog per una comunicazione "privata". Non vogliatecene, ma non possiamo esimerci! Ne vale la pena!

Oggi, nella memoria di Sant'Andrea, tutti noi della Redazione vorremmo rivolgere i nostri più cari ed affettuosi auguri di buon onomastico ad un collaboratore infaticabile di MiL, sempre disponibile e reperibile 24 h su 24! 365 gg su 365. Sempre attento a notizie importanti e autore di bellissimi (e seguitissimi) post.  Mai stanco nonostante i suoi impegni di lavoro: tra insegnamento e organo, riesce a trovare sempre tempo ed energie anche per curare MiL (sia sul blog sia su Facebook).

AUGURI al nostro carissimo M° Andrea C.! 

E grazie.

La Redazione di MiL 

Card. Sarah, Benedetto XVI e l'adorazione al SS. Sacramento

 *

In ginocchio e in silenzio davanti al SS. Sacramento.
Purtroppo più di recente gli esempi sono altri.
L

"Nel 2011, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, Papa Benedetto XVI doveva rivolgersi ai giovani del mondo intero durante la grande veglia. Al momento di prendere la parola, si è levato un temporale ed è scoppiato un fulmine. Il Papa ha atteso con i giovani che il temporale fosse passato. Quando alla fine il tempo è diventato più clemente, un cerimoniere ha portato al Santo Padre il discorso che aveva preparato. Ma il Papa ha preferito utilizzare il tempo che restava per l'essenziale. Piuttosto che parlare, ha invitato i giovani a entrare con lui nel silenzio dell'adorazione. In ginocchio, davanti al Santissimo Sacramento, Benedetto XVI ha predicato con il suo silenzio. C'erano più di un milione di giovani nel fango; eppure, su questa folla immensa regnava un impressionante sacro silenzio, letteralmente carico di presenza adorata. E' un ricordo indimenticabile, un'immagine della Chiesa unita nel grande silenzio intorno al proprio Signore."
Robert Sarah, "La forza del silenzio", n. 238

Card. Müller: "Non sono contro il Papa, ma le critiche al Pontefice vanno ascoltate"

Parole equilibrate nella forma e giuste nella sostanza del Card. Müller. "Parole anche dure, risentite, di chi sente di avere subito un torto immeritato". Il Card. ammette che la Chiesa è percorsa da tensioni profonde. ma se da un lato chiama all'unità e si sfila da chi lo vorrebbe contro il Papa, dice chiaramente che i cardinali che hanno espresso dei dubbi sull’Amoris Laetitia, o i 62 firmatari di una lettera di critiche al Papa vadano ascoltati e non liquidati con superficialità come “farisei” o persone brontolone.
Roberto


Card. Müller: 
«C’è un fronte dei gruppi tradizionalisti, così come dei progressisti, che vorrebbe vedermi a capo di un movimento contro il Papa. Ma io non lo farò mai. Ho servito con amore la Chiesa per 40 anni da prete, 16 anni da cattedratico della teologia dogmatica e 10 anni da vescovo diocesano. Credo nell’unità della Chiesa e non concedo a nessuno di strumentalizzare le mie esperienze negative degli ultimi mesi. Le autorità della Chiesa, però, devono ascoltare chi ha delle domande serie o dei reclami giusti; non ignorarlo o, peggio, umiliarlo. Altrimenti, senza volerlo, può aumentare il rischio di una lenta separazione che potrebbe sfociare in uno scisma di una parte del mondo cattolico, disorientato e deluso. La storia dello scisma protestante di Martin Lutero di cinquecento anni fa dovrebbe insegnarci soprattutto quali sbagli evitare».
 Il cardinale Gerhard Müller parla con voce piana e un marcato accento tedesco. Siamo nell’appartamento di Piazza della Città Leonina che in passato aveva occupato Joseph Ratzinger prima di diventare Benedetto XVI, in un palazzo abitato da alti prelat.

continua qui.

mercoledì 29 novembre 2017

Concerto di Riccardo Masseni per il Populus Summorum Pontificum

Riprendiamo dal sito del CNSP



Sabato 16 dicembre alle h. 20,30, a Roma, presso la Parrocchia della SS. Trinità dei Pellegrini, Riccardo Masseni, straordinario giovanissimo cantante triestino, terrà per il Populus Summorum Pontificum il suo ultimo concerto quale voce bianca.

Riccardo Masseni è nato a Monfalcone nel 2002, ed ha intrapreso lo studio del pianoforte alla tenera età di 5 anni. Due anni dopo ha affiancato al percorso strumentale quello vocale, ed è entrato a far parte del coro di voci bianche “Piccolo coro di Monfalcone”. Nel 2011 è stato scelto per partecipare alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico 2011/2012, tenutasi al Palazzo del Quirinale a Roma. Dal 2012 studia canto con la Maestra Cristina Nadal presso l’Associazione Musicale di Farra d’Isonzo, approfondendo il repertorio cameristico di autori classici come Haendel, Mozart, Bernstein e Britten.

Nello scorso mese di ottobre, Riccardo ha trionfato, al Teatro Verdi di Trieste, quale voce solistica nella Quarta Sinfonia di Mahler. In un’intervista rilasciata in tale occasione, ha dichiarato: «La Quarta di Mahler presenta la visione del Cielo dalla prospettiva di un bambino che si emoziona davanti a tutto ciò che vede. Quindi, chi meglio di una limpida voce bianca può interpretare questa visione?»

Avendo raggiunto i quindici anni, la sua carriera di voce bianca è ormai giunta alla conclusione, e Riccardo – che ha già cantato durante la S. Messa tradizionale che si celebra nella chiesa del Rosario di Trieste – ha deciso di regalare il suo ultimo concerto quale giovane cantore al Populus Summorum Pontificum, scegliendo per l’occasione la chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini di Roma. I brani in programma sono splendidi: ascolteremo musiche di Mozart, Bach, Haendel, Vivaldi, e un brano della quarta Sinfonia di Mahler.

L’ingresso al concerto è libero, ma sarà gradita un’offerta, che verrà devoluta all’Associazione Amici del Summorum Pontificum per il finanziamento del Pellegrinaggio Internazionale del 2018.

Roma, il sacerdote rapito in Nigeria ai pm: «Ho avuto paura, ma l'abito mi ha salvato»


Dalla nota vicenda di qualche settimana fa (VEDI QUI), un segnale importante.
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Il Messaggero, 20-10-17
«Ho avuto paura di morire, le persone che stavano con me sono state picchiate e minacciate ma per il fatto che indossassi l'abito di sacerdote sono stato risparmiato». L'ha dichiarato don Maurizio Pallù al procuratore aggiunto Francesco Caporale e al pm Sergio Colaiocco della Procura della Capitale, che oggi lo hanno ascoltato per oltre due ore negli uffici di piazzale Clodio. Il sacerdote della diocesi di Roma per una settimana è stato sequestrato da una banda di criminali in Nigeria. Sul caso, i pm indagano per sequestro di persona per finalità di terrorismo.

Il religioso, che appartiene all'ordine dei neocatecumenali e si trovava in Nigeria da circa 3

martedì 28 novembre 2017

Pregare per la Vita

Da qualche anno, decine di parrocchie francesi hanno preso la bella abitudine di cominciare l'Avvento pregando per la vita. Questa bella iniziativa arriva in Italia ed è la parrocchia romana della Santissima Trinità dei Pellegrini ad aderire per prima.

Sabato 2 dicembre, verranno cantati i primi vespri dell'Avvento, alle ore 17.


Italia sempre più scristianizzata. Così numeri e dati raccontano un cattolicesimo malconcio

Abbiamo trovato un articolo del Foglio di più di un anno fa che ci deve far riflettere e, soprattutto, far riflettere la new wave dell'episcopato italiano ed europeo: tra i 18 e i 24 anni si reca in chiesa almeno una volta alla settimana, secondo i dati del 2014, il 16 per cento degli abitanti di questa fascia d’età, contro una media generale del 28,8. Tra i maschi la proporzione sprofonda tra il 12 e il 13 per cento.
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Il Foglio, 5-1-2016
Intendiamoci, l’osservazione è immediata. Ma i numeri vi aggiungono qualcosa, ed è un  qualcosa che deve preoccupare un poco tutti.

L’osservazione immediata è quella di una partecipazione non solo scarsa alla celebrazione della messa  della domenica ma anche costituita a grande maggioranza da persone di una certa età, e diciamo pure della terza età. Si entra in chiesa la domenica, durante la messa, e balza all’occhio l’estrema esiguità della presenza di giovani, specialmente maschi. I numeri sono impietosi. Tra i 18 e i 24 anni si reca in chiesa almeno una volta alla settimana, secondo i dati del 2014, il 16 per cento degli abitanti di questa fascia d’età, contro una media generale del 28,8. Tra i maschi la proporzione sprofonda tra il 12 e il 13 per cento.