domenica 31 dicembre 2017

Card. Brandmüller:La Chiesa tradisce il Vangelo se preferisce la politica a Dio


Il Giornale, Stefano Boezi, 8-12-17
"Quanto più si occupa di politica lasciando da parte la realtà di Dio, grazia e peccato tanto più si tradisce il Vangelo", a parlare è Walter Brandmüller, cardinale cattolico e firmatario dei "dubia" sulla discussa esortazione apostolica di papa Francesco, "Amoris Laetita". 

Il porporato tedesco ha preferito non affrontare le tematiche di più stretta attualità. Apparentemente niente dichiarazioni - dunque - sulla mancata risposta del pontefice alle questioni sollevate o sulla divisione dottrinale che sta interessando la Chiesa di questi tempi. Ma il cardinale - in realtà - pare aver utilizzato risposte acute per chiarire e definire il suo pensiero complessivo sullo stato delle cose. Walter Brandmüller - infatti - è sì un uomo di Chiesa, ma anche uno storico e un professore. Una personalità abituata - quindi - a lasciar trapelare messaggi precisi mediante riferimenti storici. Massimo esperto di Concili e strettissimo collaboratore di Benedetto XVI, il cardinale cita Joseph Lortz e Erwin Iserloh: due storici della Chiesa che non hanno affatto tralasciato le differenze e gli scontri dottrinali. Sembra quasi voler dire - insomma - che nella storia contemporanea del cattolicesimo qualcuno stia trascurando apertamente questi aspetti. Brandmüller non cita mai papa Bergoglio: così come ribadito nelle settimane passate dal cardinale Burke - del resto - la fedeltà di questi cardinali al Santo Padre non è minimamente messa in discussione e - anzi - l'unico intento dichiarato sembra essere quello di favorire l' unità della Chiesa di Roma. Il cardinale risponde esaustivamente - però - all'oggetto dell'intervista: il dialogo con il protestantesimo. Non nomina neppure Monsignor Galantino, ma indirettamente pare suggerirgli di studiare "di più". Lutero sarebbe visto da alcuni come un fenomeno "esotico". Quello che è considerato da molti il miglior amico di Joseph Ratzinger destruttura - insomma - un certo modo di intendere il dialogo religioso con la fede luterana.
Cardinale Brandmueller, il dibattito su Lutero sta animando la Chiesa cattolica. C'è in atto una vera e propria rivalutazione di questa figura?
"Già dopo la comune esperienza di persecuzione da parte Nazista, i conflitti confessionali tra cattolici e protestanti nella storiografia su Lutero venivano sempre di meno. Joseph Lortz o Erwin Iserloh furono esponenti di una storiografia cattolica oggettiva, serena, imparziale – senza, però, sottovalutare il dissenso dottrinale".
Monsignor Galantino si è spinto a dire che la riforma luterana è "un evento dello Spirito Santo". Non sarà un po' troppo?
"Infatti, in paesi dii cultura cattolica “Lutero” o “Riforma” vengono spesso percepito come fenomeni esotici e quindi – per alcuni – affascinanti. Però, prima di esternarsi su ciò converrebbe studiare un po’più di giornali".
Alcuni ritengono che la scelta di posizionare la statua di Lutero in Vaticano sia stata fuori luogo. Lei cosa ne pensa?
"Il dissenso tra le varie forme del Protestantesimo – e ne sono molte – e la fede cattolica concerne le fondamenta. Già i concetti p. es. di fede, sacramento, grazia, chiesa nella dottrina protestante hanno un senso nettamente contrastante a quello della fede cattolica – ma, qui non è la sede di parlarne di più".
Quali sono le linee di demarcazione dottrinale che ancora separano cattolicesimo e luteranesimo? Si legge persino del rischio di "messa ecumenica"...
"Si parla di una “messa ecumenica”? Si, volentieri – meglio oggi che domani. Ma: prima di suonare le campane andrebbe chiarito che cosa sia la messa. Magari una cerimonia di incontro fraterno in memoria di Gesù, o, piuttosto, la celebrazione del mistero del sacrificio eucaristico, come insegna in ultimo la Sacrosanctum Concilium del Vaticano II".
Alcuni hanno definito le posizioni rigide sul tema in questione come "borbottii dei tradizionalisti"....
"A proposito di borbottilioni tradizionalisti: Sono uno di loro essendo convinto che la tesi di Pitagora sia ancora vera?".
Sembra, a volte, che una parte della Chiesa abbia assunto un atteggiamento tipicamente luterano: anteporre le questioni politiche a quelle spirituali. E' un'interpretazione corretta?
"Con ciò tocca un nervo! Quanto più si occupa di politica lasciando da parte la realtà di Dio, grazia e peccato tanto più si tradisce il Vangelo. In un intervista di ben 20 minuti sull’anno 1517 e su Lutero un alto rappresentante del protestantesimo tedesco con nessuna parola menzionò Dio o Gesù".

Fermarono i cieli…

di don Alfredo Morselli


Fermarono i cieli
la loro armonia
cantando Maria
la nanna a Gesù 

Così S. Alfonso Maria de Liguori ha descritto quel che verosimilmente accadde, mentre la Madonna compiva una dei più naturali e spontanei gesti di una madre, il canto della ninna nanna al Suo Bambino.
L'Immacolata è una vera madre e sicuramente, una volta avvolto in fasce Gesù e depostolo nella mangiatoia, gli volle cantare la ninna nanna.

sabato 30 dicembre 2017

Trieste. Il Vescovo Mons.Crepaldi al Te Deum (di Lully) nella Chiesa del Rosario, cappella civica

LA CHIESA DEL ROSARIO DI TRIESTE ESEGUE L'IMPONENTE TE DEUM DI LULLY  
Il giorno 31 dicembre alle ore 18 presso la Chiesa del Rosario, cappella civica di Trieste, si terrà per il secondo anno consecutivo l'esecuzione del Te Deum cittadino alla presenza del vescovo di Trieste, mons. Crepaldi. 

Quest'anno sarà eseguita la colossale partitura del sovrano del barocco francese Jean-Baptiste Lully nella sua edizione originale ed autografa del 1684

L'opera venne composta nel 1677 quale ringraziamento per la ritrovata salute del re Luigi

Padre Spataro nell'ottobre scorso a Mantova



In questi giorni di tranquillità delle feste natalizie, gli amici mantovani ci hanno ricordato la conferenza sul decennale del Motu Proprio Summorum Pontificum e la celebrazione della S. Messa da parte di Padre  Roberto Spataro, segretario della Pontificia Academia Latinitatis, a Mantova il 1°ottobre scorso.
Rimediamo la nostra  dimenticanza.
L











Il 2 Gennaio 2018 è la Festa del Santissimo Nome di Gesù

Nel mezzo delle "affannose cure" in preparazione delle prossime Liturgie fino al 6 gennaio un fedele di un Coetus ci ha inviato questa email: "Carissimi, grazie a tutti per le stupende celebrazioni natalizie e per il calendario che avete predisposto fino all'Epifania. Sarebbe bello poter aggiungere a queste date, magari nuovamente a Civitanova*, la S.Messa di martedì 2 Gennaio festa del Sacratissimo Nome di Gesù, quest'anno potrà essere celebrata in quel giorno non essendo di domenica". 
Sicurissimamente i nostri Lettori si saranno già organizzati appunto per celebrare Martedì 2 gennaio 2018 la Festa del Nome Santissimo di Gesù che quest'anno potrebbe arricchirsi di una preghiera particolare per i nostri fratelli cristiani perseguitati in Oriente.
Ave Maria !
AC 

Il culto liturgico del Nome di Gesù 
di Antonio Borrelli 

Il SS. Nome di Gesù, fu sempre onorato e venerato nella Chiesa fin dai primi tempi, ma solo nel XIV secolo cominciò ad avere culto liturgico. 
Grande predicatore e propagatore del culto al Nome di Gesù, fu il francescano san Bernardino da Siena (1380-1444) e continuato da altri confratelli, soprattutto dai beati Alberto da Sarteano (1385-1450) e Bernardino da Feltre (1439-1494). 

Nel 1530, papa Clemente VII autorizzò l’Ordine Francescano a recitare l’Ufficio del Santissimo Nome di Gesù; e la celebrazione ormai presente in varie località, fu estesa a tutta la Chiesa da papa Innocenzo XIII nel 1721. 

Il giorno di celebrazione variò tra le prime domeniche di gennaio, per attestarsi al 2 gennaio fino agli anni Settanta del Novecento, quando fu soppressa ( per effetto della "riforma" liturgica post-conciliare ma non nelle celebrazioni con l'antico messale N.d.R.). 

Papa Giovanni Paolo II ha ripristinato la memoria facoltativa nel Calendario Romano. 

venerdì 29 dicembre 2017

"Tu scendi dalle stelle": l’apostolato semplice e profondo di sant’Alfonso Maria de’ Liguori

In questa Ottava di Natale un bell'articolo dell'amico Maurizio.
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di Maurizio Brunetti, Alleanza Cattolica, 23-12-17

È vero. La frattura cosmica causata dal peccato era talmente grande da persuadere Dio a incarnarsi e a scegliere liberamente una morte cruenta per sanarne gli effetti: il sangue sparso di Cristo, infatti, ha liberato gli uomini dalla schiavitù antica del peccato, riaprendo le porte del Paradiso a coloro che si impegnano ad amarLo.
Ai fini della Redenzione – è lecito chiedersi –, era altrettanto cogente che Gesù nascesse bambino dal grembo di una donna, peraltro «[…] in una grotta al freddo e al gelo» dove mancavano «[…] panni e fuoco»? Probabilmente no. Ma – come osserva il più letto tra i Dottori della Chiesa  – neanche si può dire che si sia trattato di dettagli fortuiti:

Io t’amo, o Dio d’amor, ch’essendo amante
per farti amar da me nascesti Infante […].
amor t’ha vinto: amor t’ha qui ristretto
prigion tra queste fasce, o mio Signore.

Sono versi composti da sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696-1787), tratti da due ottave risalenti al 1734 intitolate A Gesù bambino nel presepe. Il geniale santo napoletano – proclamato Dottore della Chiesa, appunto, nel 1871 – non aveva dubbi: le modalità che Dio ha scelto per venire al mondo sono state pensate ab aeterno per indurre anche i cuori più induriti alla tenerezza e all’amore per Lui. Ogni particolare concorre affinché l’uomo possa percepire il più facilmente possibile l’amore infinito di Dio per lui. È questo uno dei leitmotiv delle celebri Meditazioni sul Natale di sant’Alfonso, nonché delle poesie e dei canti natalizi da lui composti.

Ordo Divini Officii benedettino 2018

Oltre all'Ordo Divini Officii della Libreria Vaticana, ecco quello dei Benedettini di Le Barroux. 
Notizia appresa dagli amici di Romualdica.
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Domenica 3 dicembre 2017 è iniziato il Tempo dell’Avvento ed è perciò entrato in vigore il nuovo calendario liturgico. Per quanti desiderano recitare l’Ufficio monastico – che, lo ricordiamo, può essere ascoltato in diretta – e seguire il calendario liturgico nella forma extraordinaria del Rito romano in uso presso l’abbazia Sainte-Madeleine di Le Barroux, è ora disponibile online in formato pdf l’Ordo Divini Officii 2018 (il cui link permanente rimane durante l’anno anche nel menu “Liturgica” del blog Romualdica).

“Io conosco le tue opere, tu non sei né freddo né caldo […] io sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap 3, 15-16)

Non c'è bisogno di altre parole  per rispondere ai tiepidi, ai vigliacchi e agli apostati  che indossano sottane di vari colori.
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giovedì 28 dicembre 2017

Indignazione generale: un elettrofono alla Messa della Notte di Natale nella Basilica di San Pietro! "Palombella was impressed by the organ’s sound"

La “Ditta Allen organi- Pennsylvania, USA- che “ - è operante - da oltre 70 anni ed è il più grande produttore mondiale di organi (elettronici-campionati-digitali N.d.R.)" ha recentemente reso noto di avere fornito un “nuovo organo di Allen Genisys al Vaticano: il suo sistema è dotato di adattamenti speciali che permetteranno di spostare lo strumento in tutto il Vaticano e in altri luoghi”. ( QUI  il comunicato-stampa ) 
Da qualche tempo  per le celebrazioni in Piazza San Pietro  si fa uso di un elettrofono avendo dovuto  abbandonare   il sistema della diffusione "via radio" del  suono dell'Organo principale della Basilica comandato da una consolle posizionata in piazza. 
Molte interferenze ne compromettevano il corretto utilizzo ( così ci è stato detto da un autorevolissimo Maestro vaticano).
Il sistema del suono dell'Organo principale della Basilica comandato  "via radio"   da una consolle collocata in piazza San Pietro era stato adottato dopo l'onorevole pensionamento dell'Organo mobile Walcker,  a trasmissione meccanica, costruito nel 1981 il cui suono aveva accompagnato tutte le celebrazioni di San Giovanni Paolo II in piazza San Pietro.
L'Organo Walcker fu donato a Papa Giovanni Paolo II dal Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca; infiacchito a causa dei frequenti spostamenti e dai relativi, improvvisi sbalzi climatici ha ora trovato riposo nel braccio di sinistra del transetto, presso l'altare di destra, dedicato a san Tommaso apostolo. 

Questo per quanto riguarda le obiettive problematiche organistiche per le liturgie in  Piazza San Pietro.
Purtroppo è accaduto assai di più:  nella Messa della Notte di Natale 2017  che il Santo Padre ha celebrato in San Pietro

mercoledì 27 dicembre 2017

Bugie e fango sugli Acta Apostolicae Sedis

di don Alfredo Morselli (*)


«Caro Padre, ha visto? …il Papa ha voluto che venisse pubblicata sugli Acta Apostolicae Saedis (una sorta di Gazzetta ufficiale della Santa Sede) la sua lettera ai Vescovi argentini? Che cosa dobbiamo fare? Ora quella lettera è magistero?» In questi giorni mi sono arrivate decine di domande simili a questa, il tutto mentre ormai trionfalisticamente (perché quando il trionfalismo è loro allora va benissimo) si gracchia in tutti i media e in tutte le salse  Roma locuta causa finita, il Papa ha risposto ai dubia, il caso è chiuso etc. etc. 

«Calma figlioli» - questa è la traccia delle mie risposte - «perché le bugie, anche se pubblicate sugli AAS, sono sempre bugie, e le macchie di fango sono sempre macchie di fango». E quanto pubblicato sugli AAS, per il solo fatto che è ivi pubblicato, non acquisisce né l'infallibilità né richiede necessariamente l'assenso: e soprattutto non invalida ciò che appartiene alle verità di fede.

Adesso vediamo le bugie e la macchia di fango sugli Acta: le bugie sono nel Comunicato dei Vescovi della regione argentina di Buenos Aires, intitolato Criteri di base per l'applicazione del capitolo VIII dell'Amoris Laetitia [1]; la macchia di fango è costituita dalla approvazione ufficiale dei suddetti criteri.

martedì 26 dicembre 2017

Il “sessualmente suggestivo” Presepe del Vaticano ha delle implicazioni con gli attivisti gay italiani

Altro articolo sul bizzarro presepe di S. Pietro con il culturista depilato (VEDI MIL QUI).
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Articolo pubblicato sul sito LIfe Site New





Una Voce, Diane Montagna
Il Presepe Vaticano con un uomo nudo, un cadavere e niente pecore o buoi è l’offerta artistica di un’abbazia e si è rivelata essere il centro di riferimento degli attivisti della LGBT italiana.

Indagini condotte da LifeSiteNews hanno rivelato che l’Abbazia di Montevergine, che ha donato l’innovativa “Natività della Misericordia”, ospita l’immagine mariana che è stata adottata come patrona dagli attivisti LGBT in Italia. Il santuario dell’abbazia è la destinazione annuale di una sorta di pellegrinaggio tra sacro e profano: un “ancestrale gay pride” che, secondo un attivista LGBT, negli ultimi anni ha guadagnato la “partecipazione attiva e politica della comunità LGBT”.

Un funzionario del Governatorato del Vaticano ha detto a LifeSiteNews che è stata l’abbazia di Montevergine a proporre inizialmente l’idea originale della “Natività della Misericordia”. Il Vaticano ha discusso e sviluppato un progetto più dettagliato con l’abbazia, quindi ha presentato i piani finali al Segretario di Stato e a Papa Francesco per l’approvazione, che è stata debitamente concessa.

La presenza del Presepe Vaticano per noi è un motivo per essere ancora più felici quest’anno”, ha detto martedì a LifeSiteNews, Antonello Sannini, Presidente del gruppo attivista omosessuale Arcigay Napoli. “Per la comunità omosessuale e transessuale a Napoli, è un importante simbolo di inclusione e integrazione”.

Collera sul Presepe natalizio

La scorsa settimana è esplosa la collera su Twitter, quando le foto di una figura maschile praticamente nuda, che dovrebbe raffigurare l’opera di misericordia corporale “vestire gli ignudi”, ha fatto il giro dei social media, suscitando acute critiche e dibattiti.

Si è fatto notare criticamente il posizionamento in primo piano di tale figura distesa in una “posa languida”, secondo Breitbart, il quale ha rilevato che tale posa “ha portato molti frequentatori dei social media a suggerire che c’è un tono vagamente omoerotico nella scena”.
Facebook, alla collera ha aggiunto il rifiuto di pubblicare la foto, in base alla sua politica contro le immagini “sessualmente suggestive o provocatorie”.


Vestire gli ignudi?

Un osservatore, riguardo al pover’uomo che avrebbe bisogno di vestiti, ha osservato: “Ho

Sancte Stephane ora pro nobis

Dagli Atti degli Apostoli, capitolo 7.
Auguri di buon onomastico a tutti gli Stefano in ricordo del Protomartire.
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55Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio 56e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». 57Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, 58lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. 59E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». 60Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.

Papa San Pio X, con Decreto del 3 gennaio 1914, ha concesso 300 giorni di Indulgenza a chi recita la suddetta antifona con la sua preghiera una volta al giorno; e l’Indulgenza plenaria il 26 Dicembre e il 3 Agosto
✝ Nel nome del Padre e del figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Onnipotente e sempiterno Iddio,
che col sangue del Beato Stefano Levita accogliesti le primizie dei Martiri, concedi, te ne preghiamo, che sia nostro intercessore
Colui che supplicò anche per i suoi persecutori
il Signor nostro Gesù Cristo, il quale con Te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Nel nome del Padre e del figlio e dello Spirito Santo. Amen.

FESTA DI SANTO STEFANO, primo martire.
Uomo pieno di fede e di Spirito Santo, che, primo dei sette diaconi scelti dagli Apostoli come loro collaboratori nel ministero, fu anche il primo tra i discepoli del Signore a versare il suo sangue a Gerusalemme, dove, lapidato mentre pregava per i suoi persecutori, rese la sua testimonianza di fede in Cristo Gesù, affermando di vederlo seduto nella gloria alla destra del Padre.

ORAZIONE

  Donaci, Signore, di esprimere nella vita il mistero che celebriamo nel giorno natalizio di santo Stefano primo martire e insegnaci ad amare anche i nostri nemici sull'esempio di lui che morendo pregò per i suoi persecutori. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

lunedì 25 dicembre 2017

Messa di Natale della Notte in SS. Trinità dei Pellegrini a Roma


Arrivate ora dai nostri amici della Fraternità S. Pietro di Roma che ringraziamo.
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Buon Natale!


Dóminus dixit ad me: Fílius meus es tu, ego hódie génui te.
Læténtur coeli et exsúltet terra ante fáciem Dómini: quóniam venit.
In splendóribus Sanctórum, ex útero ante lucíferum génui te. 

Buon S. Natale dalla Redazione di MiL

domenica 24 dicembre 2017

I soliti Atti degli Apostati sul Natale: un Gesuita: "la parola 'Natale' offende i non cristiani"


Certe volte (...anzi molte volte, troppe...) ci chiediamo se la S. Sede fece bene a ricostituire nel 1814 i Gesuiti (sciolti nel 1773)....
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La Fede Quotidiana, 10-12-17

In una video-intervista rilasciata a un sito ideologicamente di sinistra, pro aborto e LGBT, il sacerdote gesuita Kevin O’Brien, decano della Facoltà di Teologia dei Gesuiti presso l’Università di Santa Clara, respinge l’idea che ci sia una “guerra al Natale” e racconta agli spettatori: “Non credo che a Gesù importi molto se diciamo Buon Natale o no”. 
Poi aggiunge: Gesù “non era preoccupato di annunciare se stesso, ma di promuovere quello che lui chiamava il” regno di Dio”. Questo regno, questa comunità, di giustizia, pace e amore, che per lui era più importante di qualsiasi titolo per se stesso".
Non dovrebbe essere una prova di fuoco, se dico Buone Feste o Buon Natale. Per me, questo è un modo semplice per dimostrare il tuo cristianesimo”, dice O’Brien, che avverte "dobbiamo stare attenti con il linguaggio che usiamo in una società pluralistica come quella in cui viviamo, perché in essa troviamo persone di diverso fede e tradizioni e occorre ascoltare le persone e rispettare le persone che sono diverse da noi”. 
Non si tratta solo di promuovere o proteggere i cristiani”, aggiunge O’Brien. “Se mi chiami cristiano o un buon cittadino, devo essere così protettivo nei confronti dei diritti dei musulmani, per esempio, affinchè possona praticare la loro fede. Devo essere vigile per proteggere i loro diritti e le loro comunità come faccio per la mia comunità cristiana”. 
O’Brien non offre spiegazioni sul come i negozi che mostrano messaggi di “Buon Natale” possano offendere i “diritti” dei membri di altre religioni.
Il video è stato visto da più di 800 mila persone su Facebook e O’Brien lo ha rilanciato sul suo account Twitter, dove è solito sollevare cause politiche liberali e difendere il suo collega gesuita James Martin, promotore dell’ideologia LGBT.

sabato 23 dicembre 2017

Alla Casa Bianca si torna a dire Buon Natale


Piccole buone notizie.
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Marco Respinti, La Nuova Bussola Quotidiana, 10-12-2017
Trump, il discorso di NataleJesus Christ is comin’ to town. La versione di quest’anno del classico swing natalizio composto nel 1932 da Haven Gillespie e J. Fred Coots è finalmente questa. Lo sfratto imposto per otto anni da Barack Obama è finito e Gesù Bambino nascerà ancora una volta nella mangiatoia anche alla Casa Bianca.
Mentre ancora una volta il mondo ne inventa una più di Bertoldo per vergognarsi in pubblico di quella Nascita (presepi surreali o disinvoltamente buttati nel cesto, parodie blasfeme della Sacra Famiglia), giovedì 30 novembre il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump e signora hanno accesso il tradizionale albero di Natale che svetta davanti alla Casa Bianca. Si chiama “National Christmas Tree”.

venerdì 22 dicembre 2017

Dopo la legge: note di perplessità sul Messaggio di Papa Francesco in tema di fine-vita


Dopo il tragico epilogo della legge eutanasica appena approvata in Italia (vedi QUI, QUI e QUI) pubblichiamo un intervento degli amici della TFP italiana messo on line a ridosso del - a nostro parere - assolutamente  inopportuno (è il minimo...) discorso del S. Padre che sembra quasi abbia facilitato l'ultimo miglio della legge.
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di Federico Catani 
Il Messaggio che Papa Francesco ha inviato ai partecipanti al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association sulle questioni del fine-vita, tenutosi in Vaticano dal 16 al 17 novembre scorsi, ha suscitato una vasta eco mediatica. In particolare, i mezzi di informazione laici hanno evidenziato una presunta svolta della Chiesa sul tema dell’eutanasia: da una netta chiusura sarebbe passata ad una prudente ma chiara apertura. D’altra parte, in ambito cattolico generalmente si è risposto che il Papa ha ribadito la dottrina di sempre e che, se proprio si vuole ammettere un cambiamento, questo riguarda l’approccio alla questione, il linguaggio usato, percepito come più dialogante.
E se è vero che l’informazione laica ha evidentemente utilizzato il Messaggio papale per i propri interessi e dunque per promuovere, soprattutto in Italia, una legge sul testamento biologico (ovvero la legalizzazione dell’eutanasia), è altrettanto innegabile che le parole di Francesco presentano alcuni punti davanti ai quali si rimane quantomeno perplessi.

Il presepe dei culturisti depilati è la new wave di Piazza S. Pietro? Questo e altri orrori


Museo degli orrori:1) Dal blog di Aldo Maria Valli (vedere anche QUI, QUI e QUI). Per trovare Gesù e la Madonna ci vuole il lanternino. Notate la chicca del palestrato ignudo: una strizzatina d'occhio gay friendly? Preparato - per noi poveri fedeli - dall'Abbazia di Montervergine (come ci riferisce Radio Vaticana), nota ogni anno per i pellegrinaggi di trans e affini (vedi foto sotto). Senza parole.
2)Un simpatico articolo trovato in rete sui presepe polically correct,  "non omofobi".
3) Il nuovo presepe del Santuario di Fatima, direttamente dal sito del Santuario (QUI). Al peggio non c'è mai fine.
4) Infine, per tirarci su il morale tra presepi gender e orrori estetici,  un post della  pagina FB della Nuova Bussola Quotidiana: una boccata di aria fresca in mezzo a tanta atmosfera mefitica (VEDI QUI e QUI PER L'ARTICOLO INTEGRALE del blog Canone Occidentale), scritto dall'amica Daniela. Aggiungiamo  la foto di un "vero "presepe napoletano dell'amico Giovanni.
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giovedì 21 dicembre 2017

Padre Nostro, «et ne nos inducas in tentationem». Il commento di san Tommaso d'Aquino

Pubblicato dagli amici de Il Timone a proposito di certe dichiarazioni del S. Padre. Ma forse Papa Francesco ne vuol sapere più del dottore della Chiesa.
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San Tommaso, Commento al Padre Nostro, 6 (da Radio Spada, a cusa di Giuliano Zoroddu)

Padre Nostro, «et ne nos inducas in tentationem». Il commento di san Tommaso d'Aquino
Alcuni peccano e poi, desiderando di ottenere il perdono dei loro peccati, li confessano e se ne pentono, senza però impegnarsi a fondo, come dovrebbero, per non ricadervi.

Ma non è davvero bello che uno, da una parte, pianga i propri peccati quando si pente, e dall’altra accumuli motivi di pianto tornando a peccare. Infatti sta scritto: “Lavatevi, purificatevi, togliete il male dalle vostre azioni, dalla mia vista. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene” (Is 1,16).

Per questo motivo Cristo, mentre nella precedente domanda ci insegnava a chiedere perdono dei peccati, in questa ci insegna a chiedere di poterli evitare, ossia di non essere indotti nella tentazione per la quale scivoliamo nel peccato, e ci fa dire: “Non ci indurre in tentazione”.

mercoledì 20 dicembre 2017

FSSPX: la buona stampa. Nasce la casa editrice "Edizioni piane" della Fraternità.

http://www.edizionipiane.it/index.php?lang=itCon gioia annunciamo la nascita della casa editrice del Distretto Italiano della F.S.S.P.X le


uno strumento sicuramente valido per la diffusione della buona stampa.

Qui il sito

Grazie al Rev.do don Massimo per la segnalazione e auguri di buon lavoro agli amici della Fraternità.

 Roberto

S. Natale 2017 nella Parrocchia Ss.ma Trinità dei Pellegrini, FSSP, a Roma.



Gli orari dei sacri riti per il S. Natale nella Parrocchia Personale di Ss.ma Trinità dei Pellegrini a Roma, meritano un posto preminente nella home page del blog.
Per le celebrazioni di Natale in rito antico dei gruppi stabili o parrocchie in italia, si può visitare la nostra pagine dedicata, a questo link, nonchè nell'Agenda del CNSP. 

Roberto


Parrocchia Santissima Trinità dei Pellegrini

Natale 2017
 
Domenica 24 dicembre – Vigilia di Natale      
9:00 S. Messa
9:50 (dopo la Messa) Ora prima con il canto solenne della Kalenda di Natale
11:00 S. Messa (solenne)
seguita dalla conclusione della Novena di Natale
18:30 Primi Vespri di Natale
22:00 Matutino (disponibile un confessore)

Lunedì 25 dicembre – Natale del Signore
0:00 S. Messa della Notte (solenne)
9:00 S. Messa dell’Aurora
11:00 S. Messa del Giorno (solenne)
17:30 Vespri ed Esposizione del SS. Sacramento
18:30 S. Messa del Giorno

Martedì 26 dicembre – S. Stefano:  
SS. Messe alle 9:00 e alle 18:30

Dal 27 al 30 dicembre:
una sola messa alle 18:30

Domenica 31 dicembre
Messe alle 9, 11 (solenne) e 18:30


Notte tra il 31 e il primo:  
23:00 Esposizione del SS. Sacramento e Te Deum, 0:00 S. Messa

Lunedì 1° gennaio: 
Messe alle 9, 11 (solenne) e 18:30

Dal 2 al 5 gennaio
orario abituale (Messe 7:15; 18:30)

Sabato 6 gennaio – Epifania del Signore

Roma . La “Via Pulchritudinis” Expo internazionale sull’arte (veramente) sacra che avvicina a Dio

Mons. Rino Fisichella è un sostenitore sincero e competente dell'importanza  della bellezza artistica nella Liturgia Cattolica. 
Con tanta generosa disponibilità, che non dimenticheremo, Sua Eccellenza volle presidere nel giugno 2014 la Conferenza Romana " La bellezza salverà il mondo " ( Dostoevski ) La bellezza della Liturgia : fondamento per l'evangelizzazionee per l'umanesimo cristiano". QUI 
Conferenza, conviene ricordarlo, che fu, al solito, snobbata da quella parte del cosiddetto tradizionalismo miopemente autolesionista secondo un'illogica puerile del " noi" e del "voi".
La nuova iniziativa di Mons.Fisichella a favore della "vita della bellezza", di cui diamo volentieri notizia, si svolgerà in quattro giorni: dal  3 al 6 febbraio 2018 ( v.articolo sotto). 
Esprimiamo a Mons. Fisichella il  compiacimento per l'iniziativa «uno strumento per mostrare come il Bello, di ieri e di oggi, possa essere una chiave di accesso al Divino e vada in questo senso promosso e veicolato».
Assicuriamo la nostra presenza come  fedeli e  come terremotati : colpiti e feriti cioè dai terremoti che hanno sfasciato la bellezza delle nostre bellissime chiese. 
C'è stato il sisma post conciliare che ha distrutto e disperso per sempre secoli e secoli di arte e di bellezza liturgica. 
Il sisma dello scorso anno  ha ferito la fede delle popolazioni montane del centro Italia cresciute all'ombra  delle loro belle chiese. 
Sinceramente non sappiamo cosa possano dire in quei giorni di riflessione sull'arte sacra coloro che da decenni sono stati i despoti assoluti e incontrastati della creazione delle "nuove chiese" in Italia così come dello sfascio, rinominato "adeguamento liturgico" degli antichi presbiteri molti dei quali erano dei capolavori di arte e di fede. 
Parleranno per sempre il "cemento armato" e le costosissime distruzioni dei presbiteri:   da loro volute, da loro sostenute e da loro avallate.  
A tutti però è dato il dono della conversione e di cambiar vita. 
Nessuno teme aprioristicamente che la “via pulchritudinis” possa avvalersi del «coraggio di trovare nuovi segni, nuovi simboli e nuove espressioni» purchè questi siano espressione di una fede autenticamente cattolica. 
Se i "nuovi segni, nuovi simboli e nuove espressioni" si dovessero invece rivelare, come avvenuto troppe volte, degli oscuri, subdoli e incontrollati veicoli di ideologia anti-cattolica questi vanno denunciati e rigettati. 
Il "tabernacolo" della chiesa di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, v. foto 1+2, farebbe parte di quei "nuovi segni, nuovi simboli e nuove espressioni" ? 
Come non rimanere esterrefatti e scandalizzati di fronte a tali "espressioni"?
Ci auguriamo dunque di poter ascoltare anche delle relazioni "contro corrente" da parte di quegli studiosi che sono fedeli con coraggio  alla tradizione della Chiesa e nel nome dell'ermeneutica della continuità si battono contro la dittatura del pensiero unico che vuole castrare e umiliare l'arte sacra perchè è l'unico baluardo contro l'impero del brutto e dal male. 
Speriamo per questo  di poter ammirare nell'Expo Intertazionale di Arte Sacra di anche  delle belle opere d'arte e dei manufatti cattolici espressione di  un settore in silenziosa crescita che  fa parte della realtà ecclesiale e del volontariato liturgico dei nostri giorni.
AC

La Santa Sede e la via della bellezza, Fisichella: 
“Troppa sciatteria nelle Chiese” 
di Salvatore Cernuzio 

Il presidente del Pontificio Consiglio per la nuova Evangelizzazione presenta “Via Pulchritudinis”, una Expo internazionale sull’arte sacra in programma dal 3 al 6 febbraio 2018: 
«Un evento per riscoprire il bello come strumento di conoscenza e salvezza» 

Contro quella imbarazzante «sciatteria» che, a detta di monsignor Rino Fisichella, si registra spesso nelle Chiese moderne o nelle odierne liturgie, la Santa Sede oppone, anzi, propone la via della bellezza e dell’arte, «dove il bello, strumento di conoscenza e di salvezza, diventa la possibilità di scorgere la delicata presenza del Divino». 

martedì 19 dicembre 2017

Pranzo in chiesa. A Sant'Agostino in Ferrara per la domenica Gaudete

Questa l'iniziativa:


Questa la chiesa: di S. Agostino in Ferrara, domenica 17 dic. 2017



Un gioioso ritrovo fuori ... 




E lo scempiaggine profana: un pranzo in chiesa!!!! 


No non sono terremotati nè senza tetto, nè alluvionati! Ma persone gaudenti che hanno forse preso troppo alla lettera l'esortazione Paolina di oggi: "gaudete". 


Potreste pensate che il parroco abbia avuto una cattiva idea ma che il povero Arcivescovo non sapesse nulla! 


Invece no! Eccolo qui a stringere mani compiaciuto dei partecipanti a questa dissacrazione! Vergogna! 


Non capiamo davvero la necessità di una iniziativa del genere. 
Un tempo aveva senso fare pranzi (riunioni, concilii) nelle chiese perché erano gli unici edifici ampi atti ad accogliere una gran quantità di gente. ora però ci sono saloni (parrocchiali) per pranzi e momenti di agape fraterna. 
Inoltre non sussisteva necessità alcuna, neppure calamita nè emergenza di salute pubblica che giustificassero.
Possiamo dire che sia stata uno sciagurato desiderio di emulare i cattivi esempi di Papa Francesco (tipo a Bologna). Vergogna!
L'arcivescovo sa bene le norme canoniche e le direttive e non avremo l'ardire di ricordargliele noi poveri laici.
L'avallo episcopale, gravissimo, fa seguito ad altre decisioni che, prese complessivamente, compravano un intento dell'ordinatio di de-negrizzazare la diocesi, tal volta con metodi anche "violenti". 
Roberto 

foto: prese da facebook, in cui sono pubbliche e liberamente accessibili.