venerdì 30 dicembre 2016

Ecclesia Dei: si può celebrare in rito antico nelle cappelle private, con o senza concorso di fedeli.

Da Ravenna una signora, che ringraziamo,  ci segnala quanto segue.
La lettrice, in data 18.10.2016, aveva rivolto un dubium alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei chiedendo se un sacerdote idoneo e non giurdicamente impedito possa celebrare la S. Messa privata nella Forma Straordinaria del Rito Romano secondo il motu proprio Summorum Pontificum (artt. 2 e 5 § 4) in una cappella privata validamente costruita e senza concorso di fedeli.
Il 3 novembre la Commissione le ha inviato il responsum affermativo, precisando inoltre che alla Messa privata del sacerdote potrebbero certamente assistere anche i fedeli che lo chiedano di loro spontanea volontà, ai sensi dell'art. 4 del Summorum Pontificum. 
Bene!
Ringraziamo sia la signora per averci voluto dare la possibilità di diffondere questa informazione ad utilità di quanto potrebbero avvantaggiarsene, sia la Commissione per la disponibilità, la coerenza e il lavoro che, tra mille difficoltà, continua a svogere in sostegno e a difesa della litrugia antica e soprattutto dei fedeli che le si rivolgono. 







Gesuiti cileni: appello a Francesco per avere più Cardinali e Vescovi "bergogliani" in modo che dopo Francesco non si possa più tornare indietro

Che il Papa non abbia più l'appoggio incondizionato, festoso e giubilante del clero e dell'episcopato dell'Orbe  è cosa nota e ora condivisa, anche dalla maggior parte della stampa, che si è già da qualche tempo interrogata sulla opportunità e bontà del modo di operare di Francesco.
Adesso sembra che di questo siano ormai consapevoli anche gli sparuti manipoli dei sostenitori assoluti. NOn possono più dissimulare e sentono la morsa della "guerra" in Vaticano contro la gestione "rivoluzionaria, dispotica e ignorante" (come la chiama Blondet) del Pontefice e hanno paura che prima o  poi il vento possa cambiare.
Ecco allora il disperato appello dei gesuiti cileni al Vescovo di Roma (lo chiamano proprio così:  "Querido hermano Francisco, Obispo de Roma") che hanno capito quale può essere il modo più sicuro per evitare una inversione di tendenza della Chiesa: "Francesco: dacci altri cardinali e vescovi, così dopo di te non si potrà più tornare indietro."  
L'articolo è uscito sul quotidiano sudamericano on line Reflexion y Liberación (e già il nome...) che fa capo alla Compagnia di Gesù del Cile.  
Sul punto ha visto bene il lettore di Radio Spada Di Janni che mette in guardia da un nuovo concistoro troppo schierato nella linea bergogliana, che segnerebbe purtroppo un punto di non ritorno della deriva della Chiesa (invocata quale moderatrice del "sistema terra"!). 
Loro stanno manovrando: noi quando corriamo ai ripari? 
Roberto


 FRATELLO FRANCESCO, DACCI PIÚ CARDINALI. 
L’appello parte dal sito dei gesuiti cileni Reflexión y Liberación: “Perché quando te ne andrai non sia più possibile tornare indietro”
di Alver Metalli, da Terre d'America del 28.12.2016
che riprende il sito di Reflexion y Liberación (dei Gesuiti cileni) del 27.12.2016


L’autore Faustino Vilabrille Linares si presenta in una pagina web come “un prete di campagna” che ha trascorso quasi tutta la sua vita in una parrocchia delle Asturie “composta da 18 paesi, nessuno dei quali con l’acqua a domicilio”.
Meno anonimo il sito che lo ospita, Reflexión yLiberacin, che fa capo a gesuiti del Cile ed è letto ed apprezzato in molte parti dell’America Latina.
L’appello è inequivoco sin dal titolo, che in spagnolo suona così: “Hno. Papa Francisco, necesitamos más Cardenales y otros Obispos”. Nella parte centrale del testo rivolto al Papa argentino padre Vilabrille, un ottantenne che “dopo il pensionamento ha collaborato come volontario in una parrocchia del quartiere di Gijón e in Cooperazione di Caritas internazionale, pianta come un macigno l’argomento centrale del suo ragionamento fondamentandolo con qualche statistica previa. “Hai nominato di recente un numero importante di cardinali più coerenti con la tua linea di rinnovamento della Chiesa. Stai mettendo fine allo storico eurocentrismo della gerarchia cattolica. Quando sei stato eletto 61 cardinali elettori erano europei e 56 di altri paesi. Con l’ultimo che hai eletto cambiano le proporzioni: sono già 67 gli extraeuropei e 54 gli europei”.
 Ma non basta. Vilabrille– e con lui i confratelli del sito che lo ospita – si fa portavoce della richiesta al Papa di “continuare creando cardinali che siano nella linea di una autentica evangelizzazione, fino a raggiungere un numero sufficiente perché quando tu verrai meno (cuando tu faltes) resti assicurata la tua linea rinnovatrice della Chiesa e non ci sia possibilità di marcia indietro come vogliono alcuni, perché da questo dipende non solo il futuro della Chiesa ma la sua influenza decisiva nel cammino dell’umanità e di tutto il Sistema Terra come spieghi nell’enciclica Laudato Si…”.
Il cerchio si chiude con il paragrafo successivo dell’articolo pubblicato da Reflexión y Liberación: “E poiché i cardinali attualmente provengono praticamente sempre dalla schiera dei vescovi, come sono i secondi così saranno i primi". Ergo nomina anche più vescovi della tua sensibilità e della tua linea perché quelli che appartengono “ad una tappa reazionaria affermano esplicitamente che il tuo pontificato è una parentesi transitoria e quando non ci sarai più tutto tornerà ad essere come era prima della tua elezione”.

Cosa potrebbe fare Papa Francesco dopo l'Epifania? Risponderà ai dubia o continuerà a tacere? Cosa accadrà in entrambi i casi?

Un lettore di Radio Spada ha ipotizzato le eventuali opzioni che potrebbe scegliere Papa Francesco dopo l'Epifania, termine oltre il quale i cardinali dei dubia avevano rinviato una decisione circa l'atto di formale correzione. 
L'analisi è precisa e obiettiva, libera da polemiche e da impliciti auspici, e presenta in maniera accademica le eventuali conseguenze sia di un prolungato silenzio del Papa sia di una eventuale risposta. 
Il lettore immagina in che modo potrebbe essere formalizzata la correzione, e si interroga su quali conseguenze ne seguirebbero; in che modo il Papa potrebbe rispondere ai dubia senza sconffessare Amoris Laetitia e se si potrebbe davvero realizzare uno scisma. 
Al termine della propria ottima esposizione in cui presenta gli eventuali scenari possibili ma pur sempre ipotetici, Di Janni ci fredda tutti riportandoci alla cruda realtà con una doccia gelata, ricordandoci lo strumento potentissimo che di fatto, comunque vadano le cose, resta nelle mani del Papa: la creazione di nuovi cardinali. 
La composizione di un (non più Sacro) Collegio Cardinalizio troppo sbilanciato verso il bergoglionismo sarebbe il punto di non ritorno. Quindi, parrebbe da dire che se ci fosse da prendere (Dio non voglia!) una grave e urgente decisione, sarebbe da prenderla in tempo, prima del prossimo concistoro. 
Roberto 

di Alberto Di Janni, da Radio Spada del 29.12.2016

Il cardinal Burke ha annunciato che, in caso di mancata risposta del papa ai dubia sollevati su Amoris laetitia, lui e alcuni altri cardinali procederanno, dopo l’Epifania, a un atto formale di correzione di un errore grave.
Che Francesco non risponda sembra scontato, e questo per almeno due buoni motivi, anche a prescindere dal suo già prolungato silenzio:
  • non sa cosa rispondere, dato che si trova nella condizione o di sconfessare il suo stesso operato, o di ammettere apertamente che il suo insegnamento contraddice la tradizione della Chiesa;
  • vuol mostrare la sua noncuranza e il suo disprezzo per i quesiti e per coloro che li hanno proposti, ignorandoli ostentatamente.
Cosa succederà dopo l’Epifania? Non prendo qui in considerazione l’ipotesi di un’ammonizione privata, in camera caritatis, del pontefice, semplicemente perché di questa eventuale azione preliminare noi fedeli non verremmo probabilmente a sapere nulla. Inoltre ritengo poco plausibile che Bergoglio conceda un’udienza ai suoi contestatori, e se l’ammonizione avvenisse tramite lettera riceverebbe la stessa accoglienza dei dubia.
Cosa succederà dunque passata l’Epifania? A mio avviso Burke e gli altri cardinali non daranno immediatamente luogo a una correzione formale del papa, azione che porterebbe pressoché inevitabilmente a una scisma, equivalendo di fatto a formulare un’accusa di eresia nei confronti di Bergoglio; e non enunceranno neppure una correzione formale del solo testo dell’esortazione, cosa questa lievemente diversa nella forma, ma praticamente identica nella sostanza. Daranno invece a Francesco un’ultima possibilità di ripensamento.
Come? Limitandosi a dare un’interpretazione autorevole di Amoris laetitia, nel solco dell’ortodossia e della tradizione. In fondo finora hanno accusato il documento papale di contenere ambiguità, ma non errori espliciti. In mancanza dell’auspicato chiarimento di Francesco, interverrebbero loro, lasciando così al papa una scappatoia.

Come reagirà Francesco in questo caso?
Una prima possibilità, decisamente remota, anche se non si può mai escludere un intervento dello Spirito volto a illuminare le coscienze brancolanti nel buio, sarebbe un’adesione

giovedì 29 dicembre 2016

Card. Ratzinger sul matrimonio: "Il Papa non ha il potere di cambiare la dottrina"

Il Card. Ratzinger, in un vecchio libro "Dio e il Mondo" (Ed. San Paolo, 2001) aveva già allora ribadito, come riporta il quotidiano Kath news del 29.12.2016, che il Papa non ha l'autorità di cambiare la dottrina.Quanta attualità!

L'allora cardinale aveva detto che la Chiesa di Cristo non si basa su decisioni umane, non sulle azioni arbitrarie dei vescovi o papi, ma si basa sulla rivelazione di Dio nel Vecchio e Nuovo Testamento, in particolare nel messaggio di Gesù.  
Egli ha ribadito che la nostra dottrina cristiana della salvezza è infatti attestata nella Bibbia e nela tradizione apostolica della Chiesa. Cristo ha  conferito ai suoi apostoli il potere sacerdotale per condurre gli uomini a Dio, ma non il diritto di cambiare la dottrina divina o i sacramenti (tra cui il matrimonio appartiene). 
IL Prefetto della Dottrina aveva ricordato che il Papa non è un sovrano della fede, ma il primo tra i servi, e citando il filosofo cattolico Dietrich von Hildebrand, ha ripetuto che "il più grande errore del nostro tempo e credere che la religione debba essere adattata all'uomo e non l'uomo alla religione".Questi concetti Benedetto XVI li ha ripetuti e spiegati nel libro intervista "Dio e il mondo" in cui dice espressamente: "Il Papa non è il capo supremo - infatti un appellattivo voluto da Gregorio Magno per il papa è "servo dei servi di Dio"- ma è  il garante di obbedienza e non può fare ciò che vuole: egli è il baluardo contro l'arbitrio". 
Parlando espressamente del matrimonio Papa Ratzinger dice: "Facciamo un esempio: Dal Nuovo Testamento sappiamo che il sacramento del matrimonio rato e consumato è indissolubile e gli sposi sono inseparabili. Ora, ci sono correnti che dicono che il Papa potrebbe cambiare questo corso. No, non può cambiarlo "

  Potete trovare il testo originale in tedesco qui
Roberto

Vittorio Feltri: "Attento, Scalfari, il Papa ti prende in giro".

Spassosissima lettera aperta di Vittorio Feltri a Eugenio Scalfari. Tra il serio e il faceto, tra un lazzo un frizzo e una arguzia. Non ce ne voglia l'Augusto. 
Con celia, da leggere per "castigare ridendo mores"
Roberto

 Di Vittorio Feltri, di Libero del 27.12.2016
Perché, Eugenio, fai così? Perché tu che hai avuto tutto dalla vita, ti vuoi dotare infine anche di orecchie d' asino sia pure aureolate? Sei stato fascista, poi azionista, perché ora ambisci a fare il sacrista senza neanche aver fatto le scuole serali di dottrinetta all' oratorio?
Punti a un sacello in cattedrale, dove deporre le ossa come Ser Ciappelletto, che si beffò dei frati per farsi tumulare in odore di santità? La strada promette bene: disquisisci da pari a pari con il Pontefice, il quale si rivolge a te dal basso in alto. Ma ho il dubbio sottile che l' astuto gesuita ti voglia adescare alla fede cattolica abusando della tua vanità, di cui sei ricco forse addirittura come di euro e dollari.
Mi sto rivolgendo, come avrete capito, a Eugenio Scalfari, il quale alla vigilia di Natale ha voluto anticipare la predica del suo amico Francesco, magari per vedere se la copia tutta o solo qua e là. In fondo, c' è una certa coerenza ascensionale. Mica male passare da suggeritore di De Mita e Rutelli a paroliere del Papa, senza spostarsi se non

In Brasile crolla il cattolicesimo. Due anni fa un esperto aziendale (ingaggiato dai Vescovi) disse che la Tradizione era stato il migliore "marketing" per la Chiesa. Cambiarlo (in peggio) è stato un tragico errore.

E' sconcertante notizia di questi giorni la conferma ufficiale delle statistiche disastrose sui cattolici del Brasile. 
Leggiamo sul blog di Tosatti che secondo sondaggio di Datafolha
"... gli adulti che si dichiarano cattolici sono passati dal 60 per cento nel 2014 al 50 per cento nel dicembre del 2016. Nel 2012 la percentuale dei  cattolici dichiarati era del 64,6%.
Questo vuol dire che in 2 anni circa 9 milioni di fedeli hanno deciso di lasciare la Chiesa.
Un dato certamente sconcertante; tanto più se si considera che per la prima volta nella storia sulla cattedra di Pietro siede un Pontefice che provien dal subcontinente latino-americano."
E negli ultimi 30 anni i cattolici sono calati del 35%.
Queste cifre però non devono stupire, a sentire le castronerie che dicono alla Conferenza Episcopale Brasiliana: 
"Il segretario della Conferenza Episcopale del Brasile, dom Ulrich Steiner,  ha dichiarato a La Folha di San Paolo che il numero di persone disposte a lottare per la giustizia è più importante della percentuale di cattolici." (Tosatti)
E ancora ci stupiamo? 

A pensare che visto il calo dei fedeli degli ultimi decessni, due anni fa i cari vescovoni carioca avevano cercato di porre rimedio, ingaggiando il migliore studioso di marketing aziendale per trovare un nuovo trend ecclesiastico più accattivante e con maggior appeal sui giovani e sui fedeli. 
Alla riunione coi Vescovi durante la quale il guru del marketing avrebbe dovuto svelare la soluzione per riempire di nuovo le chiese del Brasile, i prelati sono rimasti scottati e sbalorditi. Il dott. Periscinoto (questo il nome dell'esperto) ebbe a dire che la Chiesa aveva avuto già un ottimo marketing sperimentato da secoli: la tradizione! Con propri loghi, divise, slogan, jngle, lingua, e campagne promozionali efficentissime. E disse agli increduli vescovi che da quando -dopo il Concilio Vat. II- la Chiesa aveva deciso di abbandonare tutto ciò che era stato tipico del "prodotto", ha iniziato a perdere "utenti". (I termini usati da Periscinoto sono volutamente laici, giacchè il suo era uno studio meramente socio-antropologico perchè trattava di marketing, appunto, come lui stesso dice).    
Tale lezione i vescovi ovviamente non l'hanno seguita, anzi... e ora siamo a questi livelli di scristianizzazione, come raccontata da Tosatti. 
Avrei voluto vedere la faccia dell'Economo della Conf. Episcopale Brasiliana che, dopo avere sentito indicare dall'esperto di marketing le campane, talari, croci, processioni, latino e litanie quali segni vincenti per recuperare fedeli, era stato costretto pure a pagargli l'onorario.
Vi riproponiamo il testo dell'articolo che pubblicammo un anno fa e che spiega la relazione di marketing di Periscinoto ai vescovi brasiliani sull'importanza della tradizione.
Roberto

Si può vedere qui, in portoghese la relazione ai Vescovi Brasiliani: "A Jgreja e a propaganda"  (La Chiesa e il marketing), del 23.05.2010, da Criativa Marketing
 *
 Il "marketing" della Chiesa funzionava da secoli. Cambiarlo (in peggio) è stato un tragico errore. Parole di esperto di marketing.
Chiesa e marketing, vince la tradizione
da Concilio Vaticano II, del 13.04.2015

(Fonte: www.atfp.it di Julio Loredo) 
Pochi paesi hanno sofferto tanto le conseguenze della crisi post-conciliare come il Brasile, dove il numero di cattolici è calato del 35% negli ultimi trent’anni. Qualche anno fa, preoccupati con l’emorragia di fedeli, i vescovi brasiliani hanno arruolato un’importante azienda di marketing, l’ALMAP, il cui presidente, Alex Periscinoto, era stato nominato “miglior marketing manager” del Brasile.
I membri della Commissione esecutiva della Conferenza nazionale dei Vescovi del Brasile si aspettavano da Periscinoto un consiglio su come impostare la pastorale della Chiesa, offrendo una migliore immagine dell’istituzione, al fine di fermare l’emorragia di fedeli che, per lo più, stanno passando alle communità evangeliche.
Il risultato è stato sorprendente. Periscinoto ha presentato i risultati del suo studio davanti a duecento tra vescovi e sacerdoti legati alla pastorale. Dire che siano rimasti scioccati dal discorso dell’esperto in marketing, è poco. Forse si aspettavano che egli consigliasse di dipingere le chiese in colori vivaci, di introdurre più musica pop, liturgie aggiornate e via dicendo. Invece…
Il primo strumento di marketing della storia del mondo è stato la campana – ha esordito Periscinoto – ed era il migliore. Quando suonava, non solo raggiungeva il 90% degli abitanti, ma ne modificava il comportamento personale. Voi avete poi inventato uno strumento che è

mercoledì 28 dicembre 2016

Guerra in Vaticano contro Bergoglio.

Questo Bergoglio non è poi così buono e misericordioso come ha cercato di sembrare. 
Un bell'articolo che riassume un po' la guerra contro di lui per le sue scelte non in linea con la dottrina e con il suo modo dispostico (ben peggiore che "autoritario") di governare la Chiesa e la Curie. Entrambe in serio pericolo.
Roberto

 In Vaticano c'è una guerra segreta contro Francesco
 Il "Papa della misericordia" non si pone il problema di dare bordate durissime ai suoi detrattori, che lo ripagano con uguale moneta. Lo scontro nella Santa Sede è, però, solo all'inizio.
 di Michele M. Ippolito, da Fanpage del 28.12.2016
In Vaticano è in corso una vera e propria guerra e neppure tanto silenziosa. Papa Francesco e le sue riforme rivoluzionarie vivono ormai sotto l’attacco di un gruppo neppure tanto piccolo di cardinali, vescovi, sacerdoti, giornalisti. Una guerra che si esprime spesso con bordate pubbliche ed atteggiamenti eclatanti, date da una parte e dall’altra. Una guerra che va avanti, ormai, da subito dopo l’elezione di Bergoglio al soglio pontificio. Una guerra che sembra peggiorare, giorno dopo giorno, mentre ogni tanto c’è chi tira fuori la parola “scisma”.
Segno visibile di questa guerra, il fatto che il “Papa della misericordia”, come è stato chiamato da molti osservatori negli ultimi anni, non ha risparmiato durissimi attacchi ai suoi confratelli durante il consueto incontro prenatalizio con i cardinali. Francesco ha denunciato le “resistenze malevole, che germogliano in menti distorte e si presentano quando il demonio

Potenza. Il Presepe "islamico" con la "Madonna" velata

Il Rev.do don Francesco Corbo, Parroco della Parrocchia di Sant'Anna a Potenza   ha ideato la "chicca di Natale"  che proprio ci mancava : il cosiddetto "presepe islamico".(v.foto)
Per spiegare la sua "invenzione" il Reverendo Parroco ha scritto su un social: 

"Ho letto tutti commenti sul presepe.
Partono da una premessa sbagliata.
La donna non ha il burqa, non ha lo chador.E' una statuetta della Tunisia, come le altre e fa parte della collezione di presepi da tutto il mondo.  
[Noi effettivamente vediamo una donna velata in piedi con il viso velato vicina al Bambinello. Perchè allora la donna  collocata davanti alla tenda non indossa il velo visto che le statuine provengono dallo stesso posto ? Non ce ne voglia Reverendo Parroco se non crediamo alle sue belle parole. Mostreremo le foto della sua invenzione ad un serio studioso di Presepi. Poi ne riparleremo. N.d.R.]

Notizie varie: Boff "sorpresa di Francesco: o preti sposati o donne diaono"; in Vaticano il 24 dic. ricordano la nascita di Maometto; questo Papa è davvero buono? Il Gran Maetro dei Cavalieri di Malta: "Il Papa resti fuori dalle nostre questioni interne"; Gnocchi: "la Chiesa non più cattolica".

Vi proponiamo la lettura di questi articoli.



1) Boff: una sorpresa di Francesco: o preti sposati o donne diacono (Tosatti, 27.12.2016)

2) In Vaticano il 24 dicembre ricordano la nascita di Maometto. Furia di Magdi Cristiano Allam (il Messaggero, 27.12.2016)

3) Episodi in Vaticano: ma questo Papa è davvero buono? (Tosatti, 26.12.2016)

4) Il Gran Maestro dell'Ordine dei Cavalieri di Malta contesta il papa: resti fuori dalle nostre questioni di amministrazione interna (il Messaggero, 24.12.2016)

5) Questa Chiesa non è più cattolica (Gnocchi, La Fede Quotiana, del 26.12.2016)

martedì 27 dicembre 2016

Amoris Laetitia: la logica dell’eresia.

di don Alfredo Morselli



1. Se si cede su un punto, salta tutto.

Il Cardinale Caffarra, in occasione di un importante convegno svoltosi a Roma, nel novembre 2015 [1], rispondendo a una domanda circa la possibilità di ammettere alla ricezione dell’Eucarestia i divorziati civilmente risposati, affermò che ciò “non è possibile”: e questo perché "una tale ammissione vorrebbe dire cambiare la dottrina del matrimonio, della Eucarestia, della confessione, della Chiesa sulla sessualità umana e quinto, avrebbe una rilevanza pedagogica devastante, perché di fronte a una tale decisione, specialmente i giovani, potrebbero concludere legittimamente: - allora è proprio vero, non esiste un matrimonio indissolubile - ” [2].

Le affermazioni dell’Arcivescovo emerito di Bologna, mai confutate, sono ancora più attuali, dopo i dubia presentati al Papa dal gruppo dei quattro Cardinali, di cui lo stesso Caffarra fa parte.

In queste note proveremo a spiegare come il Cardinale Caffarra abbia perfettamente ragione, e come la prassi e/o l’ipotesi di ammettere alla S. Comunione i divorziati civilmente risposati comporti effettivamente quello sfacelo dottrinale così chiaramente prospettato.

2. Gli articoli di fede non sono proposizioni svincolate le une dalle altre.

Le proposizioni del Credo si chiamano articoli, perché esse sono compaginate e collegate tra loro come le membra del corpo umano solo collegate tramite articolazioni: negando una sola verità della fede, si finisce - per conseguenza logica - col negane molte altre, se non tutte.

Il Magistero non ha taciuto circa questo nesso tra gli enunciati di fede: il Vaticano I ha parlato di nexus mysteriorum inter se [3], il Vaticano II ha parlato di gerarchia delle verità [4], il Catechismo ha ripreso entrambe le affermazioni, e ci parla di mutui legami coerenza dei dogmi [5].

Il Card. Schönborn ha spiegato poi che con gerarchia delle verità non si intende un (imprecisato) gruppo di verità certe - obbligatorio a credersi -, e altre verità (sempre imprecisate) facoltative per la fede: 
"Gerarchia delle verità significa […] un "principio strutturale organico", da non confondersi con i "gradi di certezza". Tale principio afferma, inoltre, che le diverse verità di fede sono ordinate a/e in funzione di un centro, un nucleo centrale, ma non però che le verità non poste al centro siano, per ciò stesso, meno vere” [6].
Questo nucleo centrale, indicato nel Catechismo di S. Pio X come i due misteri principali della fede (Unità e Trinità di Dio e Incarnazione, Passione e Morte del Nostro Signore Gesù Cristo), in quanto “centro organico”, comprende in sé - in un certo modo - tutti gli altri misteri.

Facciamo un esempio per spiegare questo concetto: “la resurrezione dei morti” dipende da “il terzo
giorno è resuscitato”: non per niente San Paolo afferma che, se si nega la resurrezione dei morti, si finisce col negare ala resurrezione di Cristo:
“Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!” [7]
Così la “vita eterna” dipende dal “Pane della vita”:
“Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” [8].
Si capisce allora come in alcuni luoghi, fin dall’antichità [9], la recita del Credo fosse accompagnata, nella liturgia, dal segno della croce (rimasto tuttora prescritto, dopo la recita del simbolo, nella forma extra-ordinaria del rito romano). 

Il segno di croce - “segno ammirabile, che congiunge magnificamente l’espressione cristologia e redentrice della fede alla sua espressione trinitaria” [10] - posto alla fine del Credo, indica che i due misteri principali comprendono in sé tutti gli articoli appena proclamati.

Questo stretto legame però comporta anche che un solo articolo non creduto risalga a guastare anche i due misteri principali - o nucleo centrale - della fede.

3. Le tessere del domino.

Cosa comporta dunque ammettere i divorziati civilmente risposati conviventi more uxorio alla ricezione della SS. Eucarestia?
Elencherò i numerosi errori che ne conseguono: molti di questi errori, se sostenuti pervicacemente, sono vere e proprie eresie; il can. 761 del CIC afferma:
“Vien detta eresia, l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica”.
Il CIC descrive qui l’eresia formale, includendo la pertinacia, che è una disposizione dell’eretico: ma un’affermazione può essere eretica materialmente, cioè non considerando tanto come essa

lunedì 26 dicembre 2016

Santo Stefano

di Tito Casini


Per essere uno dei santi, come si dice, più grossi, santo Stefano primo testimonio si trova nel calendario liturgico due volte l'anno: la festa e l'ottava. E siccome la sua festa cade il 26 dicembre (l'ottava, quindi, il 2 gennaio), il nome di Stefano figura nell'anno di Dio al principio e alla fine: come dire che ai due poli dell'anno rifulgono due corone.

Sancte Stephane protom. ora pro nobis




Elegérunt Apóstoli Stéphanum Levítam, plenum fide et Spíritu Sancto: quem lapidavérunt Iudaei orántem, et dicéntem: Dómine Iesu, áccipe spíritum meum, allelúia.
(Dal messale, oratio) 

domenica 25 dicembre 2016

In Nativitate Domini Nostri Jesu Christi: Buon S. Natale 2016!


 "Gloria in excelsis Deo!"

Buon S. Natale!   Joyeux Noël!   Merry Christmas!  
¡Feliz Navidad!      Feliz Natal!     Frohe Weihnachten!

Wesołych Świąt
! С Рождеством!   圣诞节快乐



La Redazione di MiL

 *

 ADESTE FIDELES laeti triumphantes,
venite, venite in Bethlehem!
Natum videte Regem angelorum
Venite adoremus Dominum!


(J. F. Wade, eseguito dalla Cappella Sistina
per la Messa della Notte, celebrata in San Pietro il 24.12.2011)



sabato 24 dicembre 2016

ULTIM'ORA: Card. Brandmuller: "Chiunque ritenga compatibile la Comunione con l'adulterio è eretico e promuove uno scisma"

Il Card. Brandmuller, uno dei 4 porporati dei dubia, in una intervista al quotidiano tedesco Der Spiegel del 23.12.2016 ha rimarcato l'impossibilità di aprire alla C
omunione ai risposati: chi lo facesse sarebbe eretico e promuoverebbe uno scisma.
Il porporato ha ricordato le parole di Gesù sull'adulterio e, citando san Paolo, ha detto che i preti sono amministratori dei misteri di Dio, ma non hanno il diritto di modificarli.
Questo è riportato dal LifeSitenews di ieri 23.12.2016 

 Roberto

 da LifeSiteNews del 23.12.2016

ROMA, 23 dicembre 2016  - In una nuova intervista con il giornale tedesco Der Spiegel, uno dei quattro cardinali della dubia ha detto: "Chi pensa che l'adulterio persistente e la ricezione della Santa Comunione sono compatibili è un eretico e promuove scisma."
Il cardinale Walter Brandmüller fatto l'osservazione, mentre parlava con il giornalista dello Spiegel, Walter Mayr, sui dubia [...]
In un'altra intervista rilasciata oggi da Radio Vaticana, lo stretto collaboratore del papa il papale cardinale Walter Kasper ha detto che il Papa è stato chiaro nel Amoris Laetitia e che ha confermato il suo intento nella lettera ai vescovi argentini in merito alle loro scelte. Nella lettera ai vescovi argentini a cui si riferisce il Cardinale Kasper, Papa Francesco ha detto che quello dei vescovi argentini è l'autentico modo per interpretare Amoris Laetitia per permettere la santa Comunione in casi limitati alle coppie divorziati risposati senza possibilità di annullamento.

Dal punto di vista cattolico, invece, la comunione è impossibile per coloro che vivono in adulterio secondo le parole di Cristo stesso: (Lc 16,18) "Ogni uomo che ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; e chi sposa una donna ripudiata dal suo marito, commette adulterio. "Nel loro insieme, le due diverse dichiarazioni dimostrano la netta differenza tra gli approcci dei vari cardinali al dubia. Mentre per alcuni l'apertura a cambiare la Chiesa sulla questione dei risposati comporterebbe un'eresia a titolo definitivo,

Governo Ungheria restaurerà la Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino danneggiata dal terremoto

Desideriamo condividere con i Lettori di MiL e con tutti coloro che sono uniti a noi nella Liturgia significata nel Motu Proprio “Summorum Pontificum” la bella notizia che il Primo Ministro Ungherese Viktor Orbán  nella seduta del Consiglio dei Ministri del 19 dicembre  ha destinato una somma considerevole (quasi 500mila euro immediatamente inviati e disponibili fin dal 24 gennaio scorso N.d.R.) per l'immediato restauro della chiesa del Sacro Cuore di Tolentino (MC) gravemente danneggiata dal violento terremoto delle settimane scorse.

giovedì 22 dicembre 2016

Nuova ULTIM'ORA: Card. Burke: "In caso di eresia formale un papa cesserebbe di essere papa"

Il Card. Burke, oltre a dare un termine per l'attesa dei responsa ai dubia rivolti al papa, al Catholic World Report ha detto un'altra cosa. Citando indirettamente il diritto canonico (di cui il cardinale è uno dei massimi studiosi), ha ricordato una verità (circa ogni pastore d'anime) che nessuno fin ora aveva avuto il coraggio di dire: "se un papa dovesse dire una eresia, cesserebbe di essere di fatto di essere papa; i cardinali potrebbero pronunciarsi su questo e si aprirebbe un periodo di sede vacante fino all'elezione di un nuovo pontefice, come prima di ogni ci conclave". 
Ovviamente il porporato ha precisato che non sta dicendo che questo papa sia eretico nè vicino all'eresia (ma se io fossi in papa Francesco mi occuperei meno di "ortopedia" e più di "ortodossia"). Il Card. Burke ha aggiunto di avere a cuore l'ufficio petrino e il bene della Chiesa. E ha respinto al mittente le accuse di eresia e scandalo: chi ha rivolto le 5 domande al Papa in merito alla dottrina della Chiesa lo ha fatto nel rispetto della dottrina - di cui si chiede la difesa - e della procedura canonica (rivolgendo, come si fa da secoli, delle domanda al Papa onde ottenere i responsa).
L'articolo continua con una bella analisi di famosi canonisti sulle ipotesti e gli scenari in cui un papa dovesse seguire o professare formalmente un'eresia: la Storia insegna (e la tradizione canonica permette) che un Concilio potrebbe dichiararlo decaduto.
Qui la notizia da lifeSiteNews  e di seguito nostra traduzione.
Roberto


da Life Site News del 21.12.2016

In una nuova intervista, il cardinale Burke ha detto che con la consegna dei 5 dubia (per ottenerne risposta), non si è intesto accusare Papa Francesco di "eresia". Il Cardi.  ha anche spiegato che se un papa dovesse "formalmente professare l'eresia spotrebbe cessare, di fatto, di essere il Papa" e che la Chiesa prevede la procedura per affrontare una situazione del genere [,,,] ma, ha aggiunto al Catholic World Report (CWR) "Spero che non dovremmo assistere a questo in nessun momento"
 "Vi è già la procedura da seguire quando un Papa dovesse cessare dal proprio ufficio, esattamente come è accaduto quando Papa Benedetto XVI ha abdicato", ha detto Burke. "La Chiesa nel frattempo ha continuato ad essere governata tra la data di efficacia della sua abdicazione e l'inaugurazione del ministero papale di Papa Francesco."
il Card. Burke ha detto che sono i membri del Collegio Cardinalizio coloro che dovrebero dichiarare un papa nell'eresia.
Il cardinale ha anche spiegato che lui e i suoi confratelli hanno voluto chiedere chiarimenti a Francesco perchè chiarissca se Amoris Laetitia si allinea con la dottrina morale cattolica proprio perché sono leali al Papa lui e si preoccupano di lui, non perché sono i suoi "nemici" o dissidenti, come alcuni critici e anche altri prelati hanno suggerito."Come puoi essere nell'eresia facendo domande oneste?" si chiede Burke. "E 'solo irrazionale accusare noi di eresia. Stiamo chiedendo domande fondamentali in base alla costante tradizione della dottrina morale della Chiesa. Quindi non credo che ci sia alcun dubbio che facendo che abbiamo fatto qualcosa di eretico. Sono un cardinale della Chiesa, e uno dei principali collaboratori del Papa", ha detto Burke. "Ho rispetto assoluto per l'ufficio petrino. Se non mi importasse nulla del Papa o del suo esercizio del ministero petrino, me ne starei in silenzio e lasciarei andare tutto così com'è. Ma poiché in coscienza credo che io abbia l'obbligo di chiarire queste questioni  per lla Chiesa, gliel'ho sempre detto, non solo in questa occasione, ma in altre. La pubblicazione del dubia è stato fatto nel pieno rispetto per il suo ufficio. io non sono il nemico del Papa".Burke ha sottolineato che "non sto dicendo che Papa Francesco è in eresia. Non l'ho mai detto che", ha detto a CWR. "Né ho ho detto che egli è vicino ad essere in eresia."


Il Canonista Dr. Ed Peters ha recentemente parlato sul suo blog come il diritto canonico tratti la questione di un papa seguace o professante  un'eresia. Secondo l'analisi di Peters, la

mercoledì 21 dicembre 2016

Galantino e le cause del terrorismo: quos Deus vult perdere, dementat prius


Condivisibile in tutto. Inter alia:  "Difficile ragionare con chi incolpa i produttori di armi quando la strage è stata compiuta per mezzo di un camion, dettaglio che ricordo a bassa voce altrimenti Galantino comincia a prendersela coi produttori di veicoli industriali".
Non sappiamo se ridere o piangere.
L

Camillo Langone, Il Giornale, 21-12-16 

Non mi suscitano particolare rabbia i terroristi islamici: fanno il loro sporco mestiere, che è precisamente quello di realizzare il Corano e in particolare la Sura del Bottino e la Sura della Conversione, i capitoli in cui si esortano i maomettani devoti a uccidere gli infedeli «dovunque li troviate» (non si parla di camion solo perché nel settimo secolo i camion non erano ancora stati inventati e bisognava accontentarsi della tradizionale spada dei predoni arabi).
Costoro sono il nemico e contro il nemico la rabbia non serve: servono freddezza e determinazione. Mi suscitano particolare rabbia i giustificazionisti cattolici, quelli che i terroristi sono colpevoli ma non del tutto perché in fondo li abbiamo provocati noi.

Il M° Aurelio Porfiri "ci sono molti laici che hanno più senso cattolico e del sacro di tanti che sono nel clero"

Una bella riflessione del Compositore M° Aurelio Porfiri sul ruolo dei laci nella Chiesa nel difficile contesto della Musica Sacra: fondamentale per la rinascita della Santa Liturgia. 
Ricordiamo che a conclusione del Pellegrinaggio "Summorum Pontificum" il 29 ottobre scorso il Maestro Porfiri ha partecipato come Relatore  al Seminario di Studio "NOVA ET VETERA" Musica Sacra fra tradizione e innovazione.
Alcune sue composizioni sono state poi eseguite al Concerto: "in omaggio ai Compositori romani che si sono dedicati nell'ultimo secolo alla produzione di Musica Corale Sacra". ( QUI )  
AC  
 
SULL’ARTICOLO DEL VENERDÌ DI REPUBBLICA  

Un recente articolo del Venerdì di Repubblica a firma di don Filippo di Giacomo critica duramente la Cappella Musicale Pontificia, Cappella Sistina, e il suo attuale direttore, riportando recensioni molto dure apparse su giornali stranieri sul livello artistico dellamedesima compagine corale. 
Ora, quali che siano le mie opinioni sul contenuto specifico dell’articolo e sull’attuale gestione del coro non è oggetto di questo scritto. 
Cerco di evitare lo sport nazionale del Vaticano, che è quello di dare calci a coloro che sono già a terra. 
Certo una riflessione generale va fatta. 
Io ho vissuto la Cappella Sistina dei tempi del Maestro Bartolucci, con cui ebbi l’onore di studiare, c’erano allora molti cantori della vecchia guardia come Mario Alessandrini, Oberdan Traica, Otello Felici ed altri. 
Poi ho vissuto la Cappella Sistina al tempo del Maestro Liberto, che tentò tra molte difficoltà