venerdì 29 aprile 2016

Sanguis martyrum, semen christianorum. La Fontana di Trevi illuminata di rosso per i Martiri Cristiani dimenticati


Roma. La Fontana di Trevi illuminata di rosso per non dimenticare il sangue versato dai 200 milioni di cristiani perseguitati in tutto il mondo.
L'Associazione Pontificia, Aiuto alla Chiesa che soffre, iniziando alle 20 di questa sera - venerdì 29 aprile 2016- ha acceso dei fasci di luce color porpora, nel cuore della Città Eterna per ricordare i Martiri che nei nostri giorni vengono sistematicamente massacrati a causa della loro fede nel Signore Nostro Gesù Cristo.
L’odio nei confronti del Cristianesimo,  va crescendo in tutto il mondo: in Oriente, tentano  di soffocare il Cristianesimo nel sangue. 
In Occidente i "poteri forti",  spesso in diabolico accordo con membri fedifraghi del clero progressista, vogliono  estirpare le radici cristiane perseguitando soprattutto sul piano mediatico coloro che, fedeli all'insegnamento della Chiesa, si levano a difendere l’ordine naturale e cristiano  sempre più violato.
 
"Il sangue dei martiri, diceva Tertulliano, è seme di nuovi cristiani.  
Esso è anche linfa di unità per la Chiesa, mistico corpo del Cristo. ... 
al termine del secondo millennio, essa "è diventata nuovamente Chiesa di Martiri".
 San Giovanni Paolo II

Siria: Mons. Abou Khazen "viene dal cielo la morte sui quartieri dei cristiani ad Aleppo: sembra l'Apocalisse"!

Il vescovo di Aleppo piange sulle rovine della Siria 
di Giorgio Bernardelli  

«Abbiamo avuto della settimane un po' più facili, soprattutto durante la Pasqua: c'era la tregua, abbiamo visto tanta gente nelle chiese.
Da alcuni giorni, però, purtroppo questa tregua è stata rotta. 
Hanno ricominciato di nuovo a bombardare».  
Il vicario apostolico mons. Abou Khazen parla nella sede della Regione a Milano, ma lo stesso racconta praticamente in presa diretta il dramma che si sta consumando in queste ore nella sua Aleppo. 

Mons. Salvatore Cordileone " Amoris laetitia ha rafforzato l'insegnamento della Chiesa e le intuizioni dei suoi predecessori"

Destano stupore le parole di S.E.R. Mons. Salvatore Cordileone, Arcivescovo di San Francisco,sulla recente Esortazione post sinodale "Amoris Laetitia"   riportate dall'autorevole periodico National Catholic Register. 
Di diverso avviso quel che il Vescovo Mons. Athanasius Schneider aveva detto pochi giorni   soffermandosi che alcuni passi dell'Esortazione "sono oggettivamente passibili di cattiva interpretazione" ( QUI
AC
*** 
"... L'Arcivescovo Salvatore Cordileone di San Francisco ha detto a National Catholic Register che il documento del Santo Padre

giovedì 28 aprile 2016

Palermo. L'Arcivescovo in bici nel presbiterio della sua Cattedrale


Palermo. Cattedrale Metropolitana Primaziale della Santa Vergine Maria Assunta 
Mercoledì 27 aprile 2016 : Giubileo degli sportivi 
Nella foto: Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo-Metropolita, Primate della Sicilia, in bicicletta nel presbiterio della sua Cattedrale

"Ad perpetuam rei memoriam"

Ps. A volte viene il dubbio che certi Prelati si inventino queste meraviglie, giusto per il gusto di vedere se poi finiscono pubblicati su blog tipo il nostro...


Fonte : Sito dell'Arcidiocesi di Palermo

Comunione ai risposati rende la Chiesa contro-testimone di Cristo



E ci lamentavamo del Postconcilio...
A confronto ad oggi erano bei tempi!
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Dalle 16 tesi cristologiche di Gustave Martelet SJ, approvate dalla Commissione teologica internazionale nel 1977:

«Senza misconoscere le circostanze attenuanti e talvolta anche la qualità di un matrimonio civile successivo al divorzio, l’accesso dei divorziati risposati all’eucaristia risulta incompatibile con il mistero di cui la chiesa è servitrice e testimone. Accogliendo i divorziati risposati all’eucaristia, la chiesa lascerebbe credere a tali coniugi che essi possono, sul piano dei segni, comunicare con colui del quale essi rifiutano il mistero coniugale sul piano della realtà.
Fare una cosa del genere, significherebbe inoltre che la chiesa si dichiara d’accordo con battezzati, al momento in cui essi entrano o restano in una contraddizione obiettiva ed evidente con la vita, il pensiero e lo stesso essere del Signore come sposo della chiesa. Se essa potesse comunicare il sacramento dell’unità a quelli e a quelle che, su un punto essenziale del mistero di Cristo, hanno rotto con lui, essa non sarebbe più segno e testimone del Cristo, ma suo contro-segno e suo contro-testimone. Non di meno, però, tale rifiuto non giustifica assolutamente una qualche procedura infamante che sarebbe in contraddizione, a sua volta, con la misericordia di Cristo verso noi peccatori».

mercoledì 27 aprile 2016

Loreto: aspettando la neo-pastora luterana "nella sua nuova veste"

"Il Messaggio della Santa Casa-Loreto"   fa conoscere  la "scelta"  di May Heldal, collaboratrice e  "leader" del Centro Lauretano Giovanni Paolo II, "ordinata presbitero" per la chiesa Luterana Svedese il 24 gennaio 2016. 
Apprendiamo pure che quella  signora è attesa per la prossima estate nella Città Mariana «nella sua "nuova veste» e festeggiare il suo sacerdozio ( sic!!! c'è scritto proprio così !!! N.d.R.) con la famiglia allargata..." 
Ancora una volta assistiamo sbigottiti, ma non silenti, a manovre inventate per "imporre" un nuovo "stile" opposto al Diritto Divino, codificato dal Magistero immutabile della Chiesa, dal Catechismo della Chiesa Cattolica e dal Codice di Diritto Canonico, servendosi furbescamente di frasi senza senso condite da stucchevoli sentimentalismi: la cosiddetta "ordinazione" di una donna equivale infatti al nulla.

Vescovi Polacchi : Intronizzazione di Gesù Re della Polonia

La Provvidenza ci dona la grazia di letificarci nel Signore per la bellissima notizia dell’imminente Intronizzazione di Cristo Re della Polonia. 
Certamente San Giovanni Paolo II sta ottenendo grandi grazie alla sua amata Patria! 
"Apostola” dell'Intronizzazione di Cristo Re è considerata Rozalia Celak (più conosciuta come Celakówna, 1901-1944) infermiera polacca, Mistica e Serva di Dio. 
Osservando le macerie provocate dagli uomini che avevano abbandonato Gesù e la Santa Chiesa Cattolica, Rozalia ebbe l’ispirazione di favorire l’intronizzazione del Cristo Re in ogni Paese del mondo con un atto ufficiale e pubblico per impedire il degrado morale, la secolarizzazione e la conseguente distruzione della nostra civiltà cristiana ad opera di quelle stesse potenze anticristiche che” intendevano uccidere quel Dio che chiamò Abramo, che parlando sul Sinai stabilì i criteri orientativi dell'umanità che restano validi in eterno” (Benedetto XVI, 28 maggio 2006). AC

L’INTRONIZZAZIONE DI CRISTO RE IN POLONIA 
Il 10 ottobre 2015 si è svolto a Jasna Góra (Czestochowa) un evento molto importante: il Simposio dell’Intronizzazione di Gesù Re della Polonia, con la partecipazione dei rappresentanti della KEP (Conferenza Episcopale Polacca) e dei movimenti legati

Madre Angelica, la piccola suora a capo del network di Dio













 Nel Trigesimo della morte della benemerita Madre Angelica (sulla sua vita vedere qualche notizia su Wikipedia). Vedere QUI per alcune foto dei funerali (vedi anche QUI).
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 Lorenzo Bertocchi 30-03-2016  La Nuova Bussola Quotidiana

Madre Angelica, al secolo Rita Rizzo, si è spenta a 92 anni il giorno di Pasqua, a Hanceville, in Alabama. Figlia di emigranti italiani, nasce nell'Ohio nel 1923 e a 18 anni affronta una forte esperienza di conversione, fino al momento in cui entrerà nel convento delle Clarisse dell’adorazione perpetua di Cleveland. Ma la svolta, o meglio la sua missione particolare, arriva molto più tardi nel 1981.
Con soltanto 200 dollari di budget, in un garage del monastero di Birmingham dove viveva, Madre Angelica comincia a trasmettere un talk-show religioso via etere. È il primo passo di quello che diventerà il più potente canale satellitare cattolico al mondo, Ewtn, Eternal World Television Network. 11 reti televisive, 258 milioni di spettatori in 145 paesi del mondo connessi tramite tv, radio, internet, un quotidiano e un’agenzia stampa; nel 2013 ha fatturato qualcosa come 46 milioni di dollari. Questi i numeri principali di EWTN oggi. Non a caso il Times ha definito Madre Angelica “la donna cattolica più influente d’America.”

martedì 26 aprile 2016

Sodomiti cattolici: un Katholikentag molto Homo

11/04/2016
Il Katholikentag è un evento organizzato ogni due anni dal Comitato Centrale dei cattolici tedeschi (Zentralkomitee der Deutschen Katholiken – ZdK), un’organizzazione laica strettamente collegata alla Conferenza episcopale tedesca.  

lunedì 25 aprile 2016

Mons. Athanasius Schneider. Il paradosso delle interpretazioni contraddittorie di «Amoris laetitia»

Riprendiamo da Corrispondenza Romana e da Chiesa e post concilio, che ambedue ringraziamo, questa importante nota di S.E.R. Mons. Schneider.
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«Amoris Laetitia»:
chiarire per evitare una confusione generale
L'Esortazione Apostolica «Amoris Laetitia» (AL) pubblicata di recente, che contiene una grande ricchezza spirituale e pastorale per la vita nel matrimonio e nella famiglia cristiana della nostra epoca, purtroppo ha già in poco tempo provocato interpretazioni contraddittorie perfino nell'ambiente dell'episcopato.
Vi sono vescovi e preti che avevano pubblicamente e apertamente dichiarato che AL avrebbe fornito un'apertura evidente alla Comunione per i divorziati-risposati senza chiedere loro di vivere in continenza. In quest'aspetto della pratica sacramentale, che secondo loro sarebbe ora significativamente cambiato, consisterebbe il carattere veramente rivoluzionario dell'AL. Interpretando AL in riferimento alle coppie irregolari, un Presidente di una Conferenza episcopale ha dichiarato in un testo pubblicato sul sito web della stessa Conferenza: «Si tratta di una misura di misericordia, di un'apertura di cuore, ragione e spirito per la quale non è necessaria alcuna legge, né bisogna attendersi alcuna direttiva o delle indicazioni. Si può e si deve metterla in pratica immediatamente».


Tale avviso è confermato ulteriormente dalle recenti dichiarazioni del padre Antonio Spadaro S.J., che dopo il Sinodo dei Vescovi del 2015 aveva scritto che il sinodo aveva posto i «fondamenti» per l'accesso dei divorziati-risposati alla Comunione, «aprendo una porta», ancora chiusa nel sinodo precedente del 2014. Ora, dice il Padre Spadaro nel suo commento ad AL, la sua predizione è stata confermata. Si dice che lo stesso padre Spadaro abbia fatto parte del gruppo redazionale di AL.
La strada per le interpretazioni abusive sembra esser stata indicata dallo stesso Cardinale Christoph Schönborn il quale, durante la presentazione ufficiale di AL a Roma, aveva detto a proposito delle unioni irregolari: «La grande gioia che mi procura questo documento risiede nel fatto che esso supera in modo coerente la divisione artificiosa, esteriore e netta fra “regolari” ed “irregolari”«. Una tale affermazione suggerisce l’idea che non vi sia una chiara differenza fra un matrimonio valido e sacramentale ed un'unione irregolare, fra peccato veniale e mortale.
Dall'altra parte, vi sono vescovi che affermano che AL debba essere letta alla luce del Magistero perenne della Chiesa e che AL non autorizza la Comunione ai divorziati-risposati, neanche in caso eccezionale. In principio, tale affermazione è corretta ed auspicabile. In effetti, ogni testo del Magistero dovrebbe in regola generale, essere coerente nel suo contenuto con il Magistero precedente, senza alcuna rottura.

Venezia, 27 aprile il Patriarca Moraglia in visita a San Simeon Piccolo per il 278° anniversario della chiesa

Oggi Festa di San Marco Evangelista, Patrono della Serenissima, pubblichiamo la bella notizia che i nostri fratelli di Venezia  ci hanno comunicato: il Patriarca di Venezia S.E.R. Mons. Francesco Moraglia visiterà la chiesa e la Comunità di San Simeon Piccolo nella ricorrenza del 278° anniversario dell'apertura al culto di quella bella chiesa, tanto cara a tutti noi fedeli legati alla tradizione liturgica.
La Madonna Nicopeia, San Marco Evangelista, S.Teodoro, i SS. Ermagora e Fortunato, S. Magno, S. Pietro Orseolo, S. Lorenzo Giustiniani e S. Pio X , Patroni della Serenissima Città e del Patriarcato, effondano la celeste protezione sul Patriarca, sui Sacerdoti, sui Religiosi e sulle Religiose e  sui nostri fratelli della Comunità di San Simon Piccolo instancabilmente impegnati, in maniera esemplare, nella preghiera secondo la tradizione liturgica della Chiesa. 
***
Desideriamo informare i lettori di MiL che il prossimo mercoledì 27 aprile, alle ore 19.00, il Patriarca di Venezia, Sua Ecc.za Mons. Francesco Moraglia, compirà la sua prima visita ufficiale nella chiesa di San Simeon Piccolo in Venezia (fronte stazione ferroviaria, oltre il Canal Grande). 
Il 27 aprile del 1738, questa chiesa, dedicata ai Santi Apostoli Simeone e Giuda Taddeo, venne inaugurata: quest'anno ricorre il 278° anniversario  e in questa occasione il Patriarca Moraglia ha voluto essere presente per ricordare l'avvenimento.
Dal 2006 la chiesa di San Simeon Piccolo è Cappellania della Fraternità Sacerdotale di San Pietro e punto di riferimento per i cattolici veneziani legati alla forma straordinaria del rito romano. 
Fin dagli anni '70  ospita le celebrazioni nella venerabile liturgia Tridentina attuando  dapprima l'indulto di Giovanni Paolo II del 1984, poi dal 2007 il Motu Proprio "Summorum Pontificum" di Benedetto XVI.
La comunità "tridentina" veneziana fu fra le prime nel mondo a perseverare, in tempi di forzata   modernità, nella pratica liturgica secondo la fresca bellezza dell'antica Liturgia Romana.
Attualmente San Simeon Piccolo è il centro di Messa "stabile"  nel rito romano antico del Patriarcato di Venezia: splendente faro di spiritualità anche per i centri limitrofi e per tutto il Veneto anche grazie alla particolare cura della Liturgia sempre arricchita dalle preziose musiche corali e strumentali nel raffinato "stile musicale veneziano".
La visita del Patriarca sarà centrata sull'Adorazione Eucaristica al Santissimo Sacramento solennemente esposto : splendida iniziativa che ci riporta direttamente alle molteplici raccomandazioni per tale santa e santificante pratica di tanti santi uomini di chiesa veneziani e particolarmente di San Pio X e di San Giovanni XXIII.
Il Patriarca attraverso la sua Omelia donerà spunto di devota riflessione ai fedeli .
Il Patriarca Moraglia sarà accolto dal Rev.do Don Cyrill Sow (FSSP), dal 2014 Cappellano della chiesa. 
I Fedeli sono invitati a partecipare a questo importante evento celebrativo del 278° anniversario dell'erezione della chiesa di San Simeon Piccolo.

F.B.
 ***  
 Canaletto, Venezia, San Simeon Piccolo, 1735. National Gallery, Londra

Intervista al mai dimenticato Gustave Thibon

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 Una vecchia intervista del 2001 al filosofo Gustave Thibon tratto dal blog italiano a lui dedicato (vedi QUI)


1-4-2016 Gustave Thibon
Lei ha scritto un giorno: “Il vero tradizionalista non è conservatore”. Può spiegare questo pensiero? Vuol dire che un tradizionalista è rivoluzionario?
Il vero tradizionalista non è conservatore in questo senso: che sa distinguere, all’interno della tradizione, gli elementi caduchi dagli elementi essenziali, facendo incessantemente attenzione a non sacrificare lo spirito alla lettera, adattandosi alla propria epoca non per sottomettervisi servilmente ma per adottarne i benefici combattendo contro le sue deviazioni e i suoi abusi. Tale fu l’opera della monarchia francese nel corso dei secoli. Tutto si riassume in questa formula di Simone Weil: “La vera rivoluzione consiste nel ritorno a un ordine eterno momentaneamente perturbato”.
Non pensa che la tradizione escluda la libertà creatrice?
La risposta è uguale alla precedente. La tradizione favorisce la libertà creatrice e non si oppone che alla libertà distruttrice. Tradizionalismo non significa fissismo ma orientamento del cambiamento. Così un corpo vivente rinnova continuamente le proprie cellule, ma resta identico a se stesso attraverso queste mutazioni. Il cancro, al contrario, si caratterizza per la liberazione anarchica delle cellule.

domenica 24 aprile 2016

Bruxelles: far chiudere le chiese tornate al culto, vendere e basta, con o senza culto.

"Un amico belga mi ricordava che mentre Léonard restaurando la pratica religiosa, con piccoli gruppi che fungevano da lievito, aveva ripopolato alcune chiese che andavano deserte da decenni e messe in vendida a pochi soldi dal - predecessore- Danneels..." (Cit.)  
Ma i tempi sono cambiati in fretta e voilà:
 
A Bruxelles verranno chiuse e sconsacrate «a breve» 35 chiese su 110?  
di Leone Grotti

A Bruxelles chiuderanno presto 35 chiese su 110, in una delle più grandi «riorganizzazioni» mai portate avanti dalla

Liturgia, anticipo di Paradiso



Un interessante filmato pubblicato dal blog Canone Occidentale sulla liturgia tradizionele. Molte belle interviste a importanti esponenti del mondo della Tradizione: VEDI QUI.
 Alleghiamo anche il commento al filmato stesso.
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Alcune riflessioni sono maturate o stanno maturando e questo blog dunque riapre, dopo mesi di inattività.
Parto da una risposta, che devo da un paio d’anni a una cara amica: perché la liturgia è così importante nella mia vocazione di cristiana?
Non è una domanda facile, se si vuole rispondere davvero, diciamo che posso iniziare ad abbozzare qualche ragione.
La liturgia intanto è un luogo di accesso. Altri accedono alla fede, al mistero, al rapporto con Dio, attraverso altri varchi. Il mio accesso è prevalentemente liturgico. Nella liturgia in generale, e in quella tradizionale in particolare, veniamo a contatto con gesti, simboli, parole, che nell’uso ripetuto non perdono, ma accumulano significato.  Dom Gérard Calvet, O.S.B., disse una volta che se avesse dovuto spiegare a un marziano cos’è la Chiesa cattolica lo avrebbe portato ad assistere alla dedicazione di una chiesa fatta in forma straordinaria del Rito Romano: in una cerimonia così ricca e complessa si ritrova ogni dettaglio della nostra fede.

sabato 23 aprile 2016

IN SAN NICOLA IN CARCERE LA S. MESSA PROMOSSA DAL CNSP PER LA MARCIA PER LA VITA



Riprendiamo dal sito del CNSP un importante avviso circa l'imminente Marcia per la Vita:


Cari Amici,

non è necessario ricordare che il prossimo 8 maggio si terrà a Roma la VI Marcia per la vita, alla quale il CNSP ha aderito con entusiasmo anche quest’anno; promovendo anche quest’anno la celebrazione di una S. Messa tradizionale, che sarà offerta in suffragio dell’anima di Mario Palmaro. Le offerte che saranno raccolte durante la S. Messa sono destinate all’Associazione San Giuseppe, che ha per scopo il sostegno e l’aiuto alla famiglia Palmaro.

Come sapete, la Marcia per la vita non partirà più dal Colosseo, ma da piazza Bocca della Verità. Pertanto, anche la celebrazione della S. Messa promossa dal CNSP non si terrà più nella Chiesa dei SS. Luca e Martina, ma è stata spostata nella vicinissima (300 mt.)

Via del Teatro Marcello, 46
(vedi mappa)

l’orario della celebrazione è immutato:

h. 8,00
(prima dell’inizio della Marcia).

Il CNSP esorta tutti i fedeli del Populus Summorum Pontificum a partecipare alla Marcia, e a ritrovarsi per la celebrazione della S. Messa, per rendere così ancor più esplicita la testimonianza che tutti offriremo marciando per la vita attraverso le vie di Roma.

Müller, Pseudoriforma luterana: nulla da celebrare per i cattolici


Piccole buone notizie di qualche settimana fa dalla S. Sede.....
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01/04/2016
Non c’è nessuna ragione, per un cattolico, per celebrare l’inizio della Riforma protestante. Questa è l’opinione espressa dal Prefetto della Congregazione della Fede, il card. Gerhard Müller, in una lunga intervista-libro “Informe sobre la Esperanza”. I cattolici, ha detto il porporato “non hanno nessuna ragione per celebrare” l’inizio della Riforma.
Il 31 ottobre 1517 è la data, normalmente considerata l’inizio del movimento protestante; l’anniversario verrà celebrato con particolare solennità quest’anno. “Noi cattolici non abbiamo nessuna ragione per celebrare il 31 ottobre 1517 la data che è considerata l’inizio della Riforma che avrebbe condotto alla rottura della cristianità occidentale”. Fu allora che Martin Lutero rese pubbliche le sue 95 tesi, affisse alla porta della chiesa di Wittemberg. In esse non veniva proposta una separazione dalla Chiesa, ma le tesi ne furono certamente il punto di inizio.

Afferma il card. Müller: “Se siamo convinti che la divina rivelazione è custodita intera e immutata nella Scrittura e nella Tradizione, nella dottrina della Fede, nei sacramenti, nella costituzione gerarchica della Chiesa per diritto divino, fondato sul sacramento dei sacri ordini, non possiamo accettare che esistano ragioni sufficienti per separarsi dalla Chiesa”.

venerdì 22 aprile 2016

Filippine: inginocchiarsi lungo tutta la consacrazione

Mons. Villegas

Riportiamo una utilissima traduzione di Chiesa e post concilio della lettera del  Presidente della Conferenza Episcopale delle Filippine sulla questione dell'inginocchiarsi dopo la consacrazione. Grazie a MIC!

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È raro leggere con cristiano piacere una lettera di una Conferenza Episcopale. Ci permettiamo di evidenziarne alcuni passaggi che suoneranno inauditi a tantissimi fedeli italiani...

giovedì 21 aprile 2016

Requiem per la chiesa del "sociale": vocazioni sacerdotali in netto calo ovunque. Correre subito ai ripari!

Leggendo i dati dell'ultima edizione dell’Annuarium Statisticum, che raccoglie le statistiche ufficiali della Chiesa cattolica nel mondo, ci sono venute in mente alcune piaghe che affliggono la chiesa nei nostri giorni: come possono fiorire le vocazioni Sacerdotali o religiose in una società anti-cristiana, in una Chiesa pesantemente impegnata nel sociale e apparentemente supina ai poteri del mondo? 
Non è certo possibile delineare in poche righe il quadro dei primissimi risultati della“svolta” imposta da tre anni alla Santa Chiesa Cattolica: deserto nelle chiese "ospedali da campo
- sempre più vuote di Sacerdoti, Religiosi e Fedeli,
- sempre più spesso private della Presenza Eucaristica, 
- sempre più spesso ridotte a edifici inutili, oggetto del “ripensare gli spazi” in attesa di “cambio d’uso” o della "soluzione finale", la distruzione, come avviene soprattutto nel Nord Europa.
Rovina nelle coscienze dei singoli "periferie esistenziali", religiosi e laici.

Omaggio musicale a Benedetto XVI



Un piccolo omaggio musicale  e liturgico a Benedetto XVI dal benemerito Blog della cara Raffaella.
Dal Duomo di Ratisbona il 12 settembre 2006: VEDI QUI.
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Chiedo scusa, ma proprio non capisco

Proponiamo ai nostri Lettori questo interessante intervento di Rino Cammilleri, apparso, come lettera al Direttore, su La nuova bussola quotidiana. Dà nuovamente voce alla "periferia degli sconcertati" alla quale abbiamo prestato anche noi attenzione; anzi, della quale vorremmo, in qualche modo e nei limiti delle nostre piccole forze, farci interpreti. Anche il pezzo di Cammilleri implica - ci sembra - un appello ai "buoni" («Ora, è vero che il Papa è lui e chi sono io per giudicare, ma poiché non ci capisco più niente non so a chi altro chiedere»), e dimostra, così, qual sia la principale urgenza pastorale con cui la Chiesa dovrebbe confrontarsi: la fame di saldezza magisteriale. Un numero crescente di profughi della fede, totalmente radicati nella Chiesa - Una, Santa, Cattolica e Apostolica - e incrollabilmente intenzionati a non lasciarla mai, cercano l'aereo su cui qualcuno voglia amorevolmente imbarcarli, rendendo sempre più evidente che, oggi, carità e misericordia significano soprattutto parresia.



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Caro direttore,

tutti mi sono testimoni che finora, su questo Papa, sono stato zitto. Molte erano le cose che, onestamente, non mi quadravano nel suo agire, ma mi sono sempre detto: il Papa è lui, e chi sono io per giudicare? Ma sabato al telegiornale ho visto la scena straziante di un cattolico pachistano in lacrime, col cuore spezzato e la schiena pure a furia di stare genuflesso ai piedi del papa: un poveraccio che non sapeva se ridere per la gioia inaspettata o piangere per la disperazione. Ripeto: un cattolico, e pachistano. 

Ed è inutile qui ribadire quel che sanno tutti sulla situazione del posto da cui scappa. Poi lo stesso tiggì mi comunica che il Papa, sul suo aereo, s’è imbarcato tre famiglie musulmane, in nome e per conto della solita Sant’Egidio. Musulmane. A chi gli ha fatto notare l’incongruenza (e non ci voleva certo un kattolico come me per accorgersene) ha risposto che: a) è stato lo Spirito Santo a ispirarlo, b) quei dodici musulmani avevano le carte in regola. Gli unici, a quanto pare, su decine di migliaia di «profughi». Uno dei quali, lungamente intervistato dallo stesso tiggì, era un nero della Sierra Leone. Profugo pure lui? E da quale guerra scappava, da quella all’Ebola? 

mercoledì 20 aprile 2016

Grottammare (AP) 25 aprile: 4° Incontro Interregionale Summorum Pontificum

Grottammare,Città di Sisto V, provincia di Ascoli Piceno -

Lunedì 25 Aprile 2016
4° Incontro Interregionale "Summorum Pontificum
chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista (Piazza Peretti) nella Città Alta 


ore 10,00 Confessioni, recita del Santo Rosario
ore 10,30 Santa Messa Solenne ( in terzo) in rito romano antico per la festa di San Marco Evangelista 

Dopo la Santa Messa è possibile rimanere a pranzo in un locale nei pressi della parrocchia; si parlerà anche dell'organizzazione del "4° Pellegrinaggio all'aurora della festa dell'Assunta" (15 agosto 2016).

Stella Maris, succurre cadenti, surgere qui curat, populo

Riprendiamo dal blog Campari & de Maistre questo pezzo di Enrico Roccagiachini, che tante altre volte è intervenuto su Messa in Latino.




C’è una periferia della Chiesa alla quale, in questi giorni, ben pochi fanno caso. È la periferia dei tanti fedeli che hanno accolto con sconcerto, dolore, talora con spavento, l’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia; e che avvertono il lacerante disagio spirituale, intimo e profondo, che deriva dall’essere così pesantemente turbati dalle parole stesse del Papa. 

A questi fedeli quasi nessuno dà conforto. Estranei al generale tripudio per le magnifiche sorti e progressive che l’Esortazione aprirebbe alla Chiesa, insensibili all’ormai decretata «archiviazione di una certa pastorale dei “divieti e degli obblighi”, mutuata più da una lettura pedissequa del codice di diritto canonico che non dal Vangelo» (Avvenire), essi resteranno abbandonati al loro incomprensibile attaccamento alla fede trasmessa e ricevuta, al rifiuto di pensare che nella Chiesa possa trovare posto una qualsiasi forma di rivoluzione, come quella che, appunto, si dice realizzata dall’Amoris laetitia, il «più importante documento nella storia della Chiesa dell’ultimo millennio» (Card. W. Kasper). Vittime del pregiudizio ideologico che li considera una specie in via di inesorabile estinzione, essi sembrano destinati a prendere il posto che la vulgata, tanto falsa quanto diffusa, vorrebbe sinora occupato dagli “esclusi” divorziati risposati. 


martedì 19 aprile 2016

Sasso dopo sasso, ricostruisce da solo una chiesa crollata

 Gazzetta di Reggio 17-4-16
VIANO. Folla domenica pomeriggio alla cerimonia di riapertura al culto della cosiddetta "Chiesuolina" del 1200 di Tabiano, crollata nella seconda metà degli anni ’50 del secolo scorso. L'edifico è su un colle da cui si gode di un panorama mozzafiato.
 
Forte l'emozione durante la funzione officiata dal parroco don Franco Messori e da don Bougumil Krancoskhi. Il recupero – ma è meglio definirlo rifacimento, in quanto la chiesa era un cumulo di sassi, quando l'artefice-artista Carlo Bertolotti ebbe l'occasione di vederla la prima volta – iniziò nel 2009. Bertolotti era già esperto di recuperi religiosi, avendo già lavorato su chiese e campanili. Quando la vide, stava recuperando la parrocchiale di Santa Maria del Castello di Querciola, a un paio di chilometri in linea d'aria. Avrebbe dovuto reperire dei sassi dalla vecchia chiesa crollata, da usare per quella del Castello. Ma non lo fece. Forse pensava già al suo recupero. Cominciò così questa avventura.
 
Finita la chiesa del Castello, col beneplacito di padre Marco Canovi cominciò a picchiare i sassi che servivano per la facciata principale della chiesa di Tabiano, e lo fece a Vezzano, “in sem Bertlot”, località che prende il nome dal suo casato. Poi aprì il cantiere. Era il 2009. Pochi attrezzi, la carriola e un solo operaio: lui. Quattro anni di duro lavoro. Acqua, neve, nebbia, sole, e lui sempre solo. Ogni tanto padre Marco e qualche tabianese. Ma lui, schivo e geniale, non aveva bisogno di compagnia. Da solo si concentrava, e il lavoro procedeva bene. Macchine non ne aveva, solo le braccia e tutto fatto a mano.
  Dopo i muri e tante sue sculture (circa 25) che adornano gli interni e le facciate esterne, Bertolotti realizza il rosone (che raffigura una goccia d'acqua) e il portale. A questo punto, siamo pronti per il tetto. Ma qui per lui arriva la delusione: per cause operative e adempimenti burocratici, il tetto in legno al quale lui teneva tanto viene commissionato a un professionista. Ci voleva una firma, e lui non poteva farla. «Secoli fa non ci voleva – dice – ma pazienza».
 
Ebbene, dopo aver passato una settimana con pensieri e tormenti che grazie a Dio (lui di grande fede) non hanno lasciato strascichi, un’altra ispirazione l'ha aiutato a superare il momentaccio: si butta a capo chino su un’altra opera che, dopo 6 mesi di lavoro, faceva bella mostra di sé nel suo laboratorio. Nel mentre, il tetto veniva posizionato. A ultimare i lavori hanno pensato i volontari di Tabiano, che con il lavoro e l'aiuto finanziario dei benefattori hanno restituito la Chiesuolina ai fedeli.
 

Anniversario della Centesimus annus: cosa direbbe S. Giovanni Paolo II di certi invitati comunisti?


 Mala tempora currunt. 
Per commemorare il venticinquesimo anniversario dell'Enciclica di Giovanni Paolo II sulla dottrina sociale della Chiesa, Centesimus Annus, la S. Sede ha invitato, tra gli oratori principali, noti esponenti politici del socialcomunismo mondiale. 
Pensiamo - serenamente - che Giovanni Paolo II sarebbe indignato da questa scelta di resa alla rivoluzione mondiale. 
Si vergognino coloro (o chi) li ha invitati. 
Da leggere anche questo commento di Stefano Fontana (vedi QUI).
Riscontriamo anche il "piacevole" colloquio che uno di questi relatori - Bernie Sanders, candidato socialista alle primarie per la presidenza USA, noto abortista e sostenitore della lobby gay (inter alia vedi QUI) - ha intrattenuto con il S. Padre sabato mattina (vedi QUI e QUI e QUI).
Dalle nostre parti si direbbe che Giovanni Paolo II si rivolta nella tomba.....
L

18-4-16 La Nuova Bussola Quotidiana  Robert Royal
Venerdì 15 e sabato 16 aprile in Vaticano si è svolto un evento anomalo, anomalo persino in questi tempi anomali per il papato e per la Chiesa. La Pontificia Accademia delle Scienze Sociali ha ospitato un convegno (clicca qui) per celebrare, forse, il venticinquesimo anniversario dell’enciclica Centesimus Annus, pubblicata da Papa san Giovanni Paolo II (1920-2005) nel 1991.

Che pena Grillo, blasfemo sull'Eucaristia



Al Lingotto di Torino è andata in scena una parodia stupida e indecente della "Comunione", con il leader del M5S Beppe Grillo che ha servito grilli liofilizzati ai suoi deputati dicendo: "Questo è il mio corpo". Il comico, che non fa più neppure ridere, insulta così milioni di credenti.

EP

lunedì 18 aprile 2016

Messa solenne tridentina con il card. Sarah per le esequie del canonico a cui ha dedicato "Dio o niente"

 

I cari amici di Romualdica  segnalano questa importante notizia, sia liturgica che di amicizia, riguardante S.E.R. il cardinale Robert Sarah. Ci è stata ora inviata la foto sopra, con il Cardinale al capezzale del moribondo amico.

Grazie per questa segnalazione non ancora riportata dal mondo della Tradizione. Preghiamo questo religioso fedele alla Tradizione affinchè sia da intercessore per le gravi traversie della Chiesa attuale. 

Oggi abbiamo un nuovo patrono in Cielo che celebrerà la Messa di Sempre con gli Angeli in Paradiso. R.I.P.

L

[Domenica 10 aprile 2016 si è addormentato nella pace del Signore – all’età di 39 anni, di cui 12 nella vita religiosa – fr. Vincent-Marie de la Résurrection (Benoît Carbonell), canonico regolare della Madre di Dio presso l’abbazia Sainte-Marie de Lagrasse, una comunità legata alla forma extraordinaria del Rito romano. Da qualche anno fr. Vincent era affetto da sclerosi multipla, che un poco alla volta lo ha completamente immobilizzato. Invitiamo a leggere la bella e toccante testimonianza sulla sua vita resa dai suoi fratelli canonici. La Messa di esequie, celebrata in rito romano antico, è stata celebrata sabato 16 aprile dal R.P. Emmanuel-Marie, Abate di Lagrasse, alla presenza di Sua Eminenza il cardinale Robert Sarah, che ha svolto l’omelia e in seguito benedetto la salma. Da qualche anno si era stretto un forte legame di amicizia e intimità spirituale fra il card. Sarah e fr. Vincent, che portava dentro di sé con un senso di missione di preghiera e di silenzio le intenzioni per la Chiesa che il porporato veniva ad affidargli regolarmente; ha scritto di lui il cardinale africano: “Ho dedicato a fr. Vincent il mio libro Dio o niente perché ho compreso dal nostro primo incontro che Cristo aveva poggiato il suo cuore contro il suo”. Trascriviamo qui di seguito una nostra traduzione dell’omelia del card. Sarah pronunciata nel corso delle esequie, delle quali due reportage fotografici sono visionabili a partire da questa pagina.]


Carissimi Fratelli e Sorelle,
Sono emozionato e alquanto felice di essere con voi in questo momento per accompagnare con l’affetto e le preghiere alla sua ultima dimora il nostro fratello Vincent-Marie de la Résurrection. Egli sul suo letto di malato, come Gesù, nei giorni della sua vita carnale, ha trascorso giorni e notti a offrire preghiere e suppliche, con un potente grido di fede, per ottenerci da Dio l’aiuto e le grazie di cui abbiamo bisogno. Oggi siamo noi che preghiamo per lui, onde attirare su di lui la misericordia e il perdono di Dio. Poiché siamo tutti peccatori. Il bambino è simbolo di una purezza che non dobbiamo mai smettere di volere, ma che sappiamo, anche nell’agonia, che non raggiungeremo mai.
Mio carissimo Vincent, ringrazio Dio e la comunità dei Canonici Regolari di sant’Agostino, che ci hanno permesso di conoscerci e di camminare assieme durante un piccolo tratto della nostra esistenza. Ti eri impegnato, e avevi preso la decisione di sostenermi e accompagnare il mio ministero con le tue preghiere e i tuoi sacrifici. Tutti i nostri incontri si sono svolti nel silenzio e nella preghiera. Ogni volta che Dio mi ha permesso di venirti a trovare, abbiamo pregato intensamente il Rosario, sotto lo sguardo della Vergine Maria. E siamo rimasti durante lunghi momenti in silenzio. Tu perché Dio di chiedeva di essere un’offerta silenziosa per la salvezza del mondo. Io perché diventassi tuo allievo, per apprendere il mistero della sofferenza.
Osservandoti in silenzio, ho sempre considerato che il tuo volto splendeva. Il tuo corpo portava la sofferenza e il dolore. Ma sul tuo viso si poteva vedere una grande gioia, un’immensa pace e un abbandono totale a Dio. Pregando con te e ascoltando il mistero della vita, mi hai insegnato che le sofferenze e le gioie esistono insieme. Mi hai insegnato che la preghiera non asciuga le lacrime. E il silenzio ha insegnato a entrambi che l’unità della sofferenza e della beatitudine, è il segreto di Dio che dobbiamo accogliere nella fede e con una grande serenità. Quando, qualche volta, ti ho telefonato da Roma, la sola parola che tu volevi scolpire nel mio cuore, era: Sì, sì, sì! Eri diventato un Fiat continuo. Eri diventato interamente olocausto per un amore per Dio. Qualche volta non eri più capace di dire Sì, ma sentivo un respiro forte e doloroso. E mi hai rivelato così che l’espressione la più sublime dell’amore, è la sofferenza.
Ciò che Dio mi dava da percepire intuitivamente, tu stesso me ne dai conferma nel momento in cui ci lasci. In effetti, questa notte ho letto nel tuo diario personale questi pensieri di una densità spirituale eccezionale che hanno nutrito la tua vita interiore. Ti cito: “Credo che la sofferenza è stata accordata da Dio all’uomo in un grande pensiero di amore e di misericordia. Credo che la sofferenza è per l’anima la grande operaia della redenzione e della santificazione”.
Sì, la sofferenza è uno stato di felicità e di santificazione delle anime. Ad ascoltarti, sembra di sentire santa Teresa del Bambino Gesù, che scriveva: “Ho trovato la felicità e la gioia sulla terra, ma unicamente nella sofferenza, perché quaggiù ho molto sofferto”.
Ma per arrivare ad assumere in tal modo la sofferenza e per trovare la gioia nella sofferenza, oggi tu ci consegni il tuo segreto. Questo segreto io l’ho trovato nel tuo quaderno:
“Ogni giorno, mi rinchiudo in un triplice castello:
Il primo è il Cuore purissimo di Maria, contro tutti gli attacchi dello spirito maligno.
Il secondo è il Cuore di Gesù, contro tutti gli attacchi della carne.
Il terzo è il Santo Sepolcro, dove mi nascondo vicino a Gesù contro il mondo”.
Questa mattina, la tua camera è vuota come il sepolcro, perché tu sei vivente.
Ti dico nuovamente il mio immenso grazie, Vincent, per ciò che sei stato per me e per noi.
Continua a pregare per i tuoi fratelli, i Canonici Regolari di sant’Agostino, per la Chiesa, per la tua famiglia e per noi. Anche noi preghiamo per te. Dio ci ha separati per un momento, ma restiamo uniti.
Tu sei di più in più profondamente nel cuore di Dio, ma rimani nel più profondo del nostro cuore. Ora che contempli il volto di Dio, prega per noi, per i tuoi fratelli i Canonici Regolari di sant’Agostino. Tu ci hai preceduto presso il Padre per essere nostro protettore. E imploriamo la misericordia di Dio su di te. Ti affido alla Vergine nostra Madre. Lei che invocheremo nell’ora della nostra morte.
Amen!






Il canto V dell'inferno dopo Amoris laetitia

di Mons. Benigno Umberti



Stavvi Minos e orribilmente ringhia:

essamina le colpe ne l’intrata;

giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima mal nata

li vien dinanzi, tutta si confessa;

e quel conoscitor de le peccata

vede qual loco d’inferno è da essa;

cignesi con la coda tante volte

quantunque gradi vuol che giù sia messa.

[…]

Ma a'tempi di Francesco giù discese
un peccator che pure andava in chiesa,
ma l'altrui moglie in sposa prese.

E quando Mínos già la coda tesa
pronta avea per indicare quel loco
d'aspra vendetta per indegna presa,

l'adulter spirto "Aspetta un poco"
dicea a Minosse tanto sbalordito
"a ricacciarmi in quell'eterno foco".

Di Amoris laetitia segnò di pronto dito
all'incredul demon quella frasetta
che innocente fea ogni pervertito:

"demonio, o fariseo, tu mi da retta!
Che se consorte altrui ho tolta
nessuna pena in ver ora mi aspetta!

Tu dei saper che a volta in volta,
caso e caso vedere è necessario,
per una situazion mia colpa è tolta.

E la moral diventa un mondo vario,
ognuno fa quel che giusto gli pare
su senso di peccato ormai cala il sipario.

Ah ah, chi sei tu Minos per giudicare?
Non rotear tua maledetta coda
Or ti saluto, devo proprio andare!"

Quando i dannati udiron nuova moda,
allora lacrimaron di gran fotta,
ché ai tempi lor morale non si froda.

"Ah di fortuna ebber gran botta
costor che vissero in quegli anni,
dove empietà a misericordia è ricondotta"

In "Amoris laetitia" citazione inesatta di "Gaudium et spes"

Amoris laetita e la citazione inesatta di Gaudium et spes

Articolo pubblicato sul sito Riposte catholique

Amoris laetitia ha già fatto versare fiumi d’inchiostro, tanto appaiono sorprendenti certe sue affermazioni. Noi la diciamo tenendo conto che il testo non vuole essere magistrale, come ha giustamente sottolineato Don Barthe. Questo aspetto dev’essere tenuto in conto ed eviterà tutti gli equivoci. Evidentemente sono possibili le critiche – rispettose. Esse tendono ad essere anche necessarie.
Una delle affermazioni suscita una vera perplessità. Il paragrafo 298 dell’esortazione tratta delle diverse situazioni dei divorziati detti risposati. Noi facciamo riferimento al commento di Voice of the Family, tradotto da Jeanne Smits. Il paragrafo 298 cita anche il caso dell’uomo e della donna che non possono più essere in grado di separarsi, in particolare in ragione dei figli. Il testo rinvia al paragrafo 84 di Familiaris Consortio, omettendo il seguito della frase dello stesso paragrafo che indica chiaramente che l’uomo e la donna «assumono l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi». La frase omessa è tuttavia importante, se si vuole comprendere in quale misura l’impossibilità della separazione potrebbe essere giustificata. Ma questo non è l’essenziale della nostra riflessione.
In effetti, nella nota a pie’ di pagina, vi è un riferimento alla Gaudium et spes – l’esortazione apostolica procede spesso così nelle sue affermazioni equivoche, come se si avessero due esortazioni o diverse griglie di lettura poggianti ciascuna sugli elementi da esse selezionati. Il riferimento in questione chiama in causa un testo che non si applica assolutamente ad un’unione irregolare.
Ecco la nota 329 di Amoris laetitia:
329 Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio (22 novembre 1981), 84: AAS 74 (1982), 186. In queste situazioni, molti, conoscendo e accettando la possibilità di convivere “come fratello e sorella” che la Chiesa offre loro, rilevano che, se mancano alcune espressioni di intimità, «non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 51).
La difficoltà sta nel fatto che Gaudium et spes si riferisce solo a quelle situazioni in cui gli sposi legittimi incontrano delle difficoltà relative al numero di figli. Malgrado questa difficoltà a mettere al mondo altri figli, Gaudium et spes sottolinea che l’interruzione dell’intimità coniugale potrebbe far correre dei rischi e compromettere il bene dei figli. Si rimane in una situazione legittima. E l’intenzione degli autori era di trattare delle situazioni coniugali, non extraconiugali. Don Barthe parla chiaramente di «riferimento indebito» da parte di Amoris laetitia, poiché il paragrafo 51 della Gaudium et spes «tratta degli atti del matrimonio all’interno di una famiglia legittima, dove l’astensione è difficile».
Ora, l’applicazione della Gaudium et spes a dei divorziati risposati lascia intendere che le «manifestazioni di intimità» nella situazione di un’unione illegittima costituiscono una necessità per «il bene dei figli». Quanto all’infedeltà, ci si chiede a che titolo essa continui a porsi in una relazione che resta irregolare… In altri termini, in una relazione adultera, la sessualità diventa un diritto e anche un obbligo, cosa che ha un che di piccante. 
Siamo arrivati a definire i vincoli in un concubinato, cosa paradossale, mentre l’unione legittima resta indebolita? 
E allora, a partire da questa «sessualizzazione» che giustificherebbe l’impossibilità di mettere fine ad una unione illegittima, viene da considerare che per la fedeltà di coppia o per il bene dei figli, dei concubini avrebbero il diritto ad una sessualità, cosa che di conseguenza renderebbe impossibile ogni ritorno indietro e ogni separazione e potrebbe giustificare una maggiore benevolenza nei confronti di certe situazioni irregolari.
Si vede bene il controsenso manifesto – per non dire totale -  in questo passo della Gaudium et spes a cui si fa dire ciò che esso non dice. Un tale riferimento è fuori luogo nella misura in cui la Gaudium et spes non considera una situazione illegittima, nemmeno da lontano. 
Ci si può chiedere se il testo di Amoris laetitia sia stato riletto o anche corretto, oppure, molto semplicemente, se sono state prese veramente in considerazione le osservazioni. Forse, in alto loco, bisognava sbrigarsi ad opporre un testo a coloro che avevano delle reticenze – e che ne avranno ancora di più!
Il testo appare pasticciato. Testi amputati, citati parzialmente, interpretati per delle cose che non dicono: disgraziatamente, questo non è il solo caso che si riscontra in Amoris laetitia. 
Si fa una gran fatica a cercare di vedervi uno sviluppo organico, come certuni si sono affrettati a sottolineare. Lo sviluppo del dogma mira ad approfondire un insegnamento precedente, no a snaturarlo. Il rischio è palese, perché è difficile dire in cosa gli insegnamenti di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI siano confermati o precisati. Se non vi è sviluppo, vi è semplicemente corruzione, nel senso newmaniano del termine. La Chiesa avrà bisogno di tanta saggezza per rettificare delle proposizioni che, peraltro, non si sono volute magisteriali.
La telenovela su un testo lungo e non sempre delimitato teologicamente, continua. Noi ritorneremo ulteriormente sui diversi aspetti.