giovedì 31 marzo 2016

Tempo apocalittico: giovanissimi vocati all'apostasia e alla schiavitù!

Ieri un Quotidiano italiano ha dato notizia che in una classe di 25 alunni di scuola media la quasi totalità di essi ha dichiarato che sarebbe pronta a "convertirsi" all'Islam nella sciaguratissima ipotesi che l'Isis dovesse prendere potere in Italia. 
La notizia sta spopolando sui social network  cattolici di stampo tradizionale.
Il Giornalista Luca Doninelli l' ha

Con i sacramenti non si scherza

Su segnalazione degli amici del CNSP, riprendiamo dal loro sito questo articolo, relativo alla presentazione a Roma del nuovo libro di Don Nicola Bux, Con i sacramenti non si scherza, edito da Cantagalli. Ne approfittiamo per segnalare che il libro sarà presentato anche a Lecce, sabato 2 aprile, alle h. 18,30, presso il Monastero delle Benedettine (via delle Benedettine), con l'intervento del Procuratore della Repubblica di Crotone, Cons. Giuseppe Capoccia, Delegato Generale del Coetus Internationalis Summorum Pontificum, e dell'Avv. Giannicola D'Amico, del Foro di Bari.


Sarà presentato fra breve a Roma il nuovo libro di Don Nicola Bux, Con i sacramenti non si scherza (Cantagalli, 2016), che fa seguito, dopo quasi sei anni, al notissimo Come andare a Messa e non perdere la fede (Piemme, 2010). Come tutti ricordano, il libro del 2010 ebbe un successo editoriale particolarmente significativo, e lanciò tra il grande pubblico un convincente grido di allarme circa la grave perdita di consapevolezza liturgica dilagante nella Chiesa, facendone prendere intelligenza a molti, laici ma anche sacerdoti, e dimostrando in termini accessibili ad ogni lettore la verità della notissima convinzione del cardinal Ratzinger: «la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipende in gran parte dal crollo della liturgia».
Non stupisce affatto, dunque, che il libro di Don Bux, pur non essendo specificamente dedicato alla liturgia tradizionale, avesse trovato allora un’accoglienza particolarmente favorevole tra i fedeli legati alla Messa antica; Messa che Don Bux ama sinceramente, celebra spesso e diffonde con passione. D’altra parte, i fedeli del Populus Summorum Pontificum sanno bene, per diretta esperienza, che la liturgia tradizionale è il solo rimedio dimostratosi davvero efficace per contrastare le innumerevoli derive liturgico-teologiche che non lasciano indenni quasi nessuna parrocchia e nessuna celebrazione.
Con questo suo nuovo lavoro, Don Bux giunge ad arricchire ulteriormente la sua denuncia del grave male liturgico che colpisce oggi la chiesa, e che possiamo comprendere, come ci ricorda l’autore, attraverso le parole di Isaia, citate espressamente da Gesù: «questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me e il culto che mi rendono è un imparaticcio di usi umani» (Is 29,13 in Mc 7,6-7).
Non si tratta, naturalmente, di una denuncia fine a se stessa: lo zelo amaro è quanto di più lontano non solo dagli intenti di Don Bux come autore, ma, soprattutto, dalla sua personalità e dalla carità sacerdotale che lo contraddistingue. Egli è un eccellente diagnosta, e sappiamo tutti come la buona diagnosi sia la premessa ineludibile della cura di ogni malattia, e, quindi, anche delle malattie, spirituali prima ancora che liturgiche, che affliggono la Chiesa. Gli scritti di Don Bux, infatti, indicano anche un indirizzo terapeutico: se per tanti versi ed a tanti pastori sembra oggi indispensabile una Chiesa in uscita, bisogna prestare anche grande attenzione a chi spera, prega e, con l’aiuto del Signore, si adopera perché la Chiesa prima di tutto rientri in se stessa.
Con i sacramenti non si scherza, che si avvale dellintroduzione di Vittorio Messori, sarà presentato mercoledì 6 aprile, alle h. 17,30, presso l’Hotel Columbus, in via della Conciliazione 33, a Roma. Interverranno S. E. Rev.ma il Sig. Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, S. E. Rev.ma il Signor Cardinale Raymond Leo Burke, Cardinale Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, e il Dott. Ettore Gotti Tedeschi, che discuteranno del libro con i giornalisti Paolo Rodari, de La Repubblica, e Guillaume Ferluc, di Paix Liturgique (nonché, ci piace ricordarlo, stretto collaboratore del CNSP e Segretario Generale del CISP, che organizza ogni anno il grande pellegrinaggio internazionale a Roma del Populus Summorum Pontificum). L’incontro sarà moderato da Jacopo Coghe, di “Generazione Famiglia”.




Fiaccolata per la Vita 2 aprile 2016


Logica della Resurrezione di Gesù: esclusione della frode e dell'errore

di don Alfredo Morselli



CRISTO È RISORTO

questa proposizione potrebbe essere...

VERA... e allora

CRISTO È DAVVERO RISORTO ALLELUIA!...

…oppure FALSA.
Se la proposizione fosse falsa, potrebbe esserlo…

VOLONTARIAMENTE, nel qual caso sarebbe una FRODE

oppure INVOLONTARIAMENTE, nel qual caso sarebbe un ERRORE

mercoledì 30 marzo 2016

Dopo le trivelle, arrivano i catto-gay: li guida Avvenire

Avvenire Dopo le trivelle e l'aumento dell'anidride carbonica, si incomincia a capire dove vogliono arrivare i modernisti. Catechismo della Chiesa Cattolica: 1867 La tradizione catechistica ricorda pure che esistono « peccati che gridano verso il cielo ». Gridano verso il cielo: il sangue di Abele; il peccato dei Sodomiti [Cf. Gn 18,20; 19,13][...]".  

La Nuova Bussola Quotidiana di Riccardo Cascioli16-03-2016
«E la Chiesa si rinnova per la nuova società…», cantava Giorgio Gaber già all’inizio degli anni ’70, ironizzando sui tentativi di adeguamento alla modernità. Ma oggi la smania di adeguarsi alla cultura dominante è diventata un fiume in piena e anche da pulpiti insospettabili si reclama ormai a gran voce il cambiamento della dottrina. Il caso più recente è l’atteggiamento davanti all’omosessualità e alle unioni fra persone dello stesso sesso, ed è il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Avvenire, a promuoverla in modo sempre più esplicito. 
Ne è un esempio eclatante l’intervista apparsa con grande rilievo il 9 marzo al vescovo di Orano (Algeria), Jean Paul Vesco, il quale con la modestia tipica degli ecclesiastici al passo con i tempi, propone tra l’altro anche il cambiamento del Catechismo. Nell’intervista monsignor Vesco sostiene nell’ordine: la Chiesa deve accogliere senza pretendere di dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato (dire che un comportamento è male significa escludere); quello omosessuale è un amore autentico per cui sbaglia il Catechismo a parlare di “disordine oggettivo”; sì alle adozioni per coppie gay, ma non all’utero in affitto; anche l’unione tra omosessuali è indissolubile (ma per Vesco una persona può vivere più unioni indissolubili); l’astinenza sessuale non può essere un modello.

Se anche le trivelle sono una priorità per la Chiesa

Nel disastro attuale da leggere anche l'appunto di Magister sull'Ascensione ecologista a Trieste (vedi QUI)

di Riccardo Cascioli19-03-2016
Monsignor Nunzio GalantinoEra appena ieri che in un editoriale firmato da Robi Ronza, prendendo spunto dalla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio Permanente della CEI si auspicava una forte iniziativa dei vescovi italiani a favore della famiglia. Come non detto. Ieri, il comunicato finale dei lavori della CEI ha spiegato molto bene che dal punto di vista sociale, le priorità dei vescovi italiani sono altre: i migranti e le trivelle. Di famiglia e inverno demografico, ci informa il comunicato, si è parlato nel corso del Consiglio permanente e monsignor Nunzio Galantino, segretario della CEI, nella conferenza stampa di ieri ha riferito di un invito al governo italiano a occuparsi della famiglia, ma ormai sa un po’ di qualcosa di rituale, qualcosa che si deve dire per obbligo di ufficio. Ma i veri interessi sono altri.
Per quanto riguarda gli immigrati – a cui è dedicato il capitolo più ampio del Comunicato finale – c’è un reale coinvolgimento della Chiesa italiana e non certo da oggi. Ventimila persone sono accolte nelle strutture ecclesiali italiane – afferma la CEI -, un quinto dell’intero sistema di accoglienza in Italia e si tratta di un impegno che punta all’integrazione. I vescovi mettono anche in rilievo un problema abbondantemente sottovalutato, quello dei minori non accompagnati. Detto questo, però, la posizione della Chiesa italiana sembra giocarsi sempre all’interno di uno schema fin troppo semplicistico: muri contro accoglienza. Da cui l’ovvia conclusione: non dobbiamo costruire muri ma proporre percorsi di integrazione. E guai alla «selezione per nazionalità» ventilata da qualcuno.
La realtà però, come abbiamo spiegato molte volte, è decisamente più complessa e non si risolve con facili schematismi. Proprio oggi pubblichiamo un articolo che dà conto delle previsioni degli sbarchi in Italia previsti per quest’anno: 450mila persone, e stiamo parlando di immigrazione irregolare. La stragrande maggioranza di queste persone in base al diritto internazionale non ha diritto allo status di rifugiato, non fugge da guerre o persecuzioni. Ovviamente fugge da situazioni difficili, talmente difficili da affrontare viaggi rischiosissimi, ma in queste situazioni in Africa ci sono purtroppo centinaia di milioni di persone.

Quando parliamo di porte aperte a tutti, nessuna selezione, nessun filtro, solo processi di integrazione, è questi numeri che dovremmo avere in mente. Significa porre le basi per il caos prossimo venturo, non solo in Europa. Perché alla fine a scappare dai propri paesi sono i più giovani e quelli che se lo possono permettere, essendo che i passaggi per l’Europa sono ben costosi: vale a dire fuggono le forze che sono la principale speranza di sviluppo per l’Africa. E questo senza neanche contare che incentivare l’immigrazione irregolare e selvaggia equivale a ingrassare la criminalità organizzata e il terrorismo fondamentalista, che di questi traffici si nutrono.

Se sul tema delle migrazioni si può parlare di veduta parziale, sul fronte trivelle si raggiungono toni surreali.
In riferimento al referendum fissato per il 17 aprile, circa il rinnovo (o meno) delle concessioni per una ventina di piattaforme marine già esistenti, ieri mattina un editoriale di Avvenire aveva già schierato la Chiesa italiana con i “no triv”, facendo discendere questa posizione direttamente dall’enciclica Laudato si’ e dall’esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii Gaudium: «La difesa di 'nostra matre Terra' è tutt'uno con la condanna dell'economia che 'uccide' della Evangelii gaudium», dice Avvenire.

Ora, tenendo conto della realtà effettiva delle trivellazioni in mare e il quesito referendario posto agli italiani (cosa che abbiamo spiegato in questo articolo) siamo davanti a un insulto al buon senso. Far discendere dal dovere di custodire il creato l’obbligo immediato di rinunciare al gas come fonte energetica è la forma peggiore di integralismo. Guarda caso, coloro che rifiutano anche la sola idea che vita, famiglia e libertà di educazione possano essere definiti princìpi non negoziabili, poi diventano assolutamente intransigenti in materie decisamente opinabili.

Si “dialoga” sulle unioni civili, non si deve giudicare sull’eutanasia (vedi questo incredibile servizio dell’agenzia Sir, stessa proprietà di Avvenire), ma guai a chi è a favore delle trivellazioni per garantire almeno un po’ di gas (e anche posti di lavoro). Nella solita conferenza stampa, Galantino ha chiaramente lasciato intendere di condividere la posizione di Avvenire (e non sorprende visto che è lui a dettare la linea), ma ha dovuto spiegare un comunicato della CEI decisamente più prudente: segno che nel Consiglio permanente c’è stato qualche vescovo che ha imposto almeno un minimo di buon senso. Il dovere che discende dall’enciclica papale infatti, spiega il comunicato, si limita (e comunque non è poco) al dibattere del tema trivelle in tutte le comunità. Ed è solo l’inizio, ha aggiunto Galantino, perché «domani ci sarà il problema del nucleare e poi altri ancora». C’è il fondato rischio che prossimamente chi entrerà in parrocchia penserà di essere capitato nella sede di Legambiente.

Comunque, visto che sul nucleare c’è già stato un referendum recente e che quindi l’Italia per molti anni non ne parlerà più, suggeriamo un altro tema di estrema attualità: l’inefficienza di quell’energia solare a cui – stando ai nostri vescovi - dovremmo convertirci rapidamente chiudendo i rubinetti del gas e del petrolio. È di questi giorni infatti la notizia che due mega-progetti mondiali di energia solare, in Spagna e in California, malgrado ingenti sussidi statali stanno andando in bancarotta.

I panni della sepoltura di Gesù

di don Alfredo Morselli


Un argomento a favore della storicità della Resurrezione ci è offerto dal racconto di come i Santi Apostoli Pietro e Giovanni rinvengono, il mattino di Pasqua, i lini usati per avvolgere il corpo di Gesù. Prendiamo in esame Gv 20, 6-8:

martedì 29 marzo 2016

Quegli strani auguri dei Padri commissari

di don Alfredo Morselli


Sul sito ufficiale dei Francescani dell'Immacolata sono comparsi gli auguri dei Rev. Padri Commissari (Don Sabino Ardito SDB, P. Carlo Calloni OFM Cap., P. Gianfranco Ghirlanda SJ). 

Benedetto XVI, un magistero da recuperare

Papa Benedetto XVICome diceva Giovanni Paolo II: "il mio amico Joseph". Sempre nei nostri cuori.
L

di Stefano Fontana  15-3-2016 La Nuova Bussola Quotidiana
La casa editrice Fede & Cultura di Verona pubblica un’opera veramente considerevole. Si tratta del Dizionario antologico dottrinale di Benedetto XVI, volume I: A-L (pp. 704, Euro 42,00). Tutto il magistero di Papa Benedetto, per temi in ordine alfabetico, con i brani originali dei suoi scritti, interventi, discorsi, omelie e i rimandi alle fonti. La liturgia, l’ecumenismo, la pace, il rapporto con il mondo, la fede e la ragione…, dalle voci “Abbandono” e “Aborto”, con cui inizia questo primo volume, fino a “Liturgia” e a “Lode” con cui si conclude. Nelle 704 pagine c’è posto per “Coppie di fatto”, “Comunione”, “Cristo Re”, “Denaro”, “Diritti umani”, “Eutanasia”… le voci tematiche di questo primo volume sono ben 227.Il magistero di Benedetto XVI si è segnalato per la particolare densità di pensiero e per la sistematicità dottrinale, unitamente alla chiarezza concettuale ed espressiva. Attingervi in modo semplice e pratico ci permette di utilizzarlo per la nostra vita cristiana, valorizzandone i meriti. È un tesoro di sapienza apostolica da far fruttare. 
Pubblichiamo qui di seguito la Prefazione di Stefano Fontana al volume.

La mirabile trasformazione degli Apostoli

di S. Giovanni Crisostomo


Uno dei principali argomenti che rendono plausibile e credibile la Resurrezione di Gesù è la mirabile trasformazione degli Apostoli.
Senz'altro lo Spirito Santo diede loro comprensione del mistero e coraggio.
Ma entrambe le cose non poterono fondarsi sul nulla o su una illusione.
Santo Giovanni Crisostomo spiega il tutto da par suo (d. A. M)

Donde mai venne in mente a dodici uomini e per di più ignoranti che si trattenevano sui laghi, sui fiumi e nella solitudine di intraprendere così grandi imprese; e ad essi che forse non erano mai giunti in una città e su una piazza, di allestire un esercito contro tutta la terra?

Che essi fossero paurosi e pusillanimi lo dichiara apertamente chi scrisse intorno ad essi, il quale non negò questo, né volle nascondere i loro difetti: e questa è la massima prova di verità.

Che cosa egli dice dunque riguardo ad essi? Che allorché Cristo fu catturato, dopo gli innumerevoli miracoli compiuti, gli uni fuggirono, e quello poi che era come il corifeo degli altri lo rinnegò.

Donde mai dunque essi, che mentre Cristo era vivo non sopportarono líassalto dei Giudei, dopo che egli morì e fu sepolto, non essendo risuscitato, come voi dite, né avendo parlato loro, e non avendo ispirato loro coraggio, formarono un esercito contro la terra così vasta?

lunedì 28 marzo 2016

Follia a Madrid: "Quem Deus vult perdere, dementat prius"

Il parlamento dell'assemblea di MadridSarebbe molto bello che, invece di occuparsi di trivelle e di clima, la gerarchia ecclesiastica si occupasse anche di queste cose. Ma " Quem Deus vult perdere, dementat prius".

La Nuova Bussola Quotidiana di Gabriel Ariza 20-03-2016
Una deputata giovedì ha esultato: “Da oggi ci saranno bambini con vagina e bambine con il pene”. Il riferimento è a una legge approvata dall’assemblea autonoma di Madrid, l’organo legislativo della capitale spagnola. Sotto l’eufemismo di “Legge di identità ed espressione di genere e uguaglianza sociale e di non discriminazione” si nasconde un testo totalitario che mette sotto i piedi la natura dell’essere umano e predispone un ostacolo insuperabile per la libertà dei genitori e la sicurezza giuridica.
Un testo che la presidentessa Cristina Cifuentes, del Partito Popolare, ha promosso durante la campagna elettorale e che parte dalla base ideologica secondo cui il sesso genitale di una persona “non è un concetto puramente biologico, ma soprattutto psicosociale”.

Le numerose apparizioni di Gesù risorto provano la Resurrezione

di don Alfredo Morselli
Gesù, dopo la sua resurrezione, era apparso molte volte: negli anni successivi, i numerosi testimoni di queste apparizioni, erano rismasti in vita e la loro testimonianza, verficabile e credibile, rafforzava la fede dei primi cristiani. 

domenica 27 marzo 2016

Lutero, Cantalamessa, e la Resurrezione dal modernismo

di don Alfredo Morselli




L'ultima predica del venerdì santo 2016, pronunciata nella basilica di S. Pietro dal P. Raniero Cantalamessa, contiene affermazioni che feriscono profondamente il cuore dei buoni cristiani.
Si tratta di un'interpretazione falsa della dottrina della giustificazione di Lutero, ascrivendo allo stesso eresiarca un merito, quando invece il suo pensiero in materia è un grandissimo errore contro la Misericordia divina.
Riporto le gravi affermazioni del Predicatore della Casa Pontificia:
"…la giustizia di Dio è l’atto mediante il quale Dio rende giusti, a lui graditi, quelli che credono nel Figlio suo. Non è un farsi giustizia, ma un fare giusti.
Lutero ha avuto il merito di riportare alla luce questa verità, dopo che per secoli, almeno nella predicazione cristiana, se ne era smarrito il senso. E’ di questo soprattutto che la cristianità è debitrice alla Riforma, di cui il prossimo anno ricorre il quinto centenario. “Quando scoprii questo, scrisse più tardi il riformatore, mi sentii rinascere e mi pareva che si spalancassero per me le porte del paradiso”. Ma non sono stati né Agostino né Lutero a spiegare così il concetto di “giustizia di Dio”; è la Scrittura che lo ha fatto prima di loro…"
Perché queste affermazioni sono così gravi? 

Quando insegno il catechismo ai bambini della I Comunione, e devo loro spiegare cosa vuol dire che la Grazia ci fa santi, faccio loro questo esempio:
"Una ricca signora aveva nella sua villa due domestiche: una si chiamava Linda l'altra Polverosa. Quando Polverosa spazzava, non avendo voglia di portare via la sporcizia, la nascondeva sotto il tappeto. Invece Linda puliva a fondo e portava via subito nell'inceneritore lo sporco raccolto. Chi delle due è la domestica migliore?"
I bambini rispondono in coro: "Linda!"

Al che pongo una seconda domanda:
"Secondo voi, quando Gesù ci lava con il suo Sangue nel Battesimo e nella Confessione, distrugge i nostri peccati per davvero, oppure li mette sotto un tappeto, facendo finta di

sabato 26 marzo 2016

Fino al cuore della notte


Ave Maria! Oggi la Chiesa rivive quei terribili dubbi che il demonio ha insinuato - senza ricevere alcun consenso - nel Cuore Immacolato di Maria, il sabato santo.
Credo che la Madonna fu allora salda nelle fede per sostenere la fede della Chiesa fino alla fine del mondo, in particolare nei tempi difficili come quello attuale.
Facciamole compagnia fino al cuore della notte, perché fu nel cuore della notte che il Suo Cuore si illuminò nuovamente, con la presenza fisica vicina del Suo Figlio risorto.

d. A.M.

L'aborto: IL valore non negoziabile

 In vista della prossima canonizzazione della santa dei valori non negoziabili. Quelli veri.
L

di Giuliano Guzzo

Il Santo Padre ha comunicato la data della canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta (1910-1997), fissata per domenica 4 settembre 2016. Ora, su questa piccola grande suora si potrebbero raccontare numerosi e significativi aneddoti – ne ho ascoltati da persone che l’hanno conosciuta, rimanendone profondamente colpito –, ma credo che il modo migliore per capire non tanto e non solo la sua grandezza, bensì il suo coraggio e la sua capacità di essere limpidamente controcorrente, sia riportare le parole con le quali, l’11 dicembre 1979, ad Oslo, andò a ritirare il Nobel per la Pace:

«Sono stata sorpresa di vedere in occidente tanti ragazzi e ragazze darsi alle droghe, e ho cercato di capire perché, perché succede questo, e la risposta è: perché non hanno nessuno nella loro famiglia che li accolga. Padre e madre sono così occupati da non averne il tempo. I genitori giovani sono in qualche ufficio e il figlio va in strada e rimane coinvolto in qualcosa. Stiamo parlando di pace. Queste sono cose che distruggono la pace, ma io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa. E leggiamo nelle Scritture, perché Dio lo dice molto chiaramente: “Anche se una madre dimenticasse il suo bambino, io non ti dimenticherò. Ti ho inciso sul palmo della mano”. Siamo incisi nel palmo della sua mano, così vicini a Lui che un bambino non nato è stato inciso nel palmo della mano di Dio. E quello che mi colpisce di più è l’inizio di questa frase, che “Persino se una madre potesse dimenticare, qualcosa di impossibile, ma perfino se si potesse dimenticare, io non ti dimenticherò”. E oggi il più grande mezzo, il più grande distruttore della pace è l’aborto. E noi che stiamo qui, i nostri genitori ci hanno voluti. Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla».

venerdì 25 marzo 2016

Miserere mei Deus


Omelia del Papa (giovedì Santo)... da restare "un po'" sconcertati.

Incipit dell'Omelia di Papa Franceco alla Messa in Coena Domini. (24.03.2016), tratta dal sito della S. Sede.
"I gesti parlano più delle immagini e delle parole. I gesti. Ci sono, in questa Parola di Dio che abbiamo letto, due gesti: Gesù che serve, che lava i piedi. Lui, che era il capo, lava i piedi agli altri, ai suoi, ai più piccoli. Il secondo gesto: Giuda che va dai nemici di Gesù, da quelli che non vogliono la pace con Gesù, a prendere il denaro con il quale lo ha tradito, le 30 monete. Due gesti. Anche oggi ci sono due gesti: il primo è quello di questa sera: tutti noi, insieme, musulmani, indù, cattolici, copti, evangelici ma fratelli, figli dello stesso Dio, che vogliamo vivere in pace, integrati. L’altro gesto è quello di tre giorni fa: un gesto di guerra, di distruzione in una città dell’Europa, di gente che non vuole vivere in pace. Ma dietro a quel gesto, come dietro a Giuda, c’erano altri. Dietro a Giuda c’erano quelli che hanno dato il denaro perché Gesù fosse consegnato. Dietro a quel gesto di tre giorni fa in quella capitale europea, ci sono i fabbricanti, i trafficanti di armi che vogliono il sangue, non la pace; che vogliono la guerra, non la fratellanza. [omissis]
Ognuno, nella sua lingua religiosa, preghi il Signore perché questa fratellanza contagi il mondo...  (Papa Francesco)

Pur senza commentare, per penitenza, e col dovuto rispetto, evidenziamo alcuni  punti critici e alcune parole a nostro avviso, inesatte (almeno nel modo in cui sono stati detti) e che stridono se dette da un Papa. 
  1. tra i gesti compiuti da Gesù nell'ultima cena, il Papa ritiene degno di nota solo uno: la lavanda dei piedi. Nessun riferimento ai ben più importanti gesti dell'istituzione dell'Eucarestia e del Sacerdozio...
  2.  Il Papa ripete che tutti gli uomini (a prescindere dalla religione) sono "figli di Dio"; forse intendeva dire che tutti sono creature di Dio, poichè si diventa Figli di Dio solo mediante il battesimo cristiano. (si veda qui).
  3. Il Papa, nuovamente, dice che musulmani e cristiani sono figli dello "stesso Dio". Per la fede cristiana, invece, il vero e unico Dio (I comandamento) è uno e Trino e si è incarnato in Gesù Cristo per opera dello Spirito Santo. Chi non riconosce Gesù come Dio, non ri-conosce nemmeno il Padre; chi non crede nello Spirito Santo non crede nel vero Dio. Per tali ragioni Allah non è (il "nostro") Dio.
    - "Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto". Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse"
    (Gv., 14, 5, 18)
    -
    “Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.
    (Gv. 15,26-27)

    - "Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato".
    (Gv. 17, 21);
    (si veda qui per altre citazioni trinitarie nel Vangelo di San Giovanni)
    4. Il Papa afferma che lavando i piedi gli uni e gli altri, si fa un segno di fratellanza, fratellanza che ognuno, nel proprio linguaggio religioso (?) deve pregare perchè si diffonda e propaghi e contagi il mondo. 

Ora: noi non siamo propensi a credere a complottismi di infimo livello e a dare credito a ridicole teorie... ma dobbiamo ammettere che di fronte a queste parole del Papa si rimane parecchio tramortiti e disorientati... (come ahimè succede da tempo).
Capiamo bene l'intento "pacificatore" di Francesco nella particoliari contingenze che ci vedono nuovamente sotto attacco degli estremisti islamici a seguito delle esplosioni avvenute a Bruxelles, ma forse il Vicario di Cristo, nel giorno eucaristico per eccellenza, in cui venne istituito il Sacramento più sublime e fondamentale per la Chiesa (e quello ad esso fortemente connesso - il Sacerdozio -) dovrebbe incentrare la propria predica su argomenti di fede
  E comunqe il Papa, confermatore e custode della Fede rivelata, non dovrebbe usare certe termini e dire certe frasi così fuorvianti e inesatte, che, se pronunciate da un ragazzo del catechismo, sarebbero sicuramente considerate gravemente errate
E' certamente ammirevole il noto coraggio del Papa (che sa di essere un obiettivo sensibile anch'egli) a pronunciare parole di dure condanna contro i responsabili delle "guerre di religione", ma si possono dire le stesse cose in nome della pace (quella di Dio, ovviamente) con temini più ortodossi per evitare di stravolgere la dottrina cattolica e creare confusione e smarrimento nei fedeli
Roberto

Legnano : foto funzioni Settimana Santa in rito ambrosiano antico

Presso la chiesa della Natività della B. V. Maria in Legnano (MI), detta "la Madonnina", è stata celebrata la S. Messa in rito ambrosiano antico (come ogni Domenica e festa di precetto alle ore 17:30) della Domenica delle palme, preceduta dalla consueta processione, con la partecipazione della Confraternita del Santissimo Sacramento di Legnano. Qui di seguito la photogallery completa: https://www.flickr.com/photos/132203042@N05/albums/72157663868471333 
Sono visualizzabili anche i relativi video sul nostro canale youtube: https://www.youtube.com/user/Ministrantisantambro/videos 
Per ogni informazione ecco il nostro sito internet, con materiali e sussidi scaricabili gratuitamente on-line: www.ambrosianeum.net 
Cordiali saluti e buona Settimana Santa! 
S.M.

giovedì 24 marzo 2016

Decrescita felice? Ma de che....

Una sintetica analisi sul versante economico.
L

di Rino Cammilleri14-03-2016
Uno slogan di grande fortuna perché di grande impatto emotivo recita: «Il 20% della popolazione mondiale detiene l’80% delle ricchezze». È di solito accompagnato da quest’altro: «I ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri». Come tutti gli slogan di origine comunista ha grande fortuna presso i preti, perché sembra evangelico. Anche le eresie sembrano evangeliche, da qui il loro successo, di volta in volta, nella storia. Ma non sono evangeliche, perché manca loro il fondamentale requisito della verità. Cioè, sono balle.

La resistenza, nella mente di chi ci crede, alle cifre che dimostrano il contrario è perciò frutto di psicologie non umili (per dire il meno). Gli slogan permettono di sentirsi dei «buoni» che puntano il dito contro i «cattivi», occupazione che, per i frequentatori dei c.d. centri sociali (mera autodefinizione, in realtà sono covi di anarchici) dà senso a un’esistenza che altrimenti non ne avrebbe alcuno. Per certo clero giovane è una sirena fortissima, in quanto consente di consacrarsi alle «virtù attive» a tutto discapito di quelle «passive». Per i digiuni di teologia, traduco: agitarsi di più e pregare di meno, fino a convincersi che una marcia di protesta e/o solidarietà valga, agli occhi di Dio, più di cento ore di adorazione in ginocchio.

Le nuove rubriche sulla "lavanda dei piedi": S. Ignazio sarebbed'accordo?

di don Alfredo M. Morselli



È ormai noto quanto Papa Francesco ha recentemente disposto, circa la liturgia della Messa in cena Domini: "venga modificata la rubrica secondo la quale le persone prescelte per ricevere la Lavanda dei piedi debbano essere uomini o ragazzi, in modo tale che da ora in poi i pastori della Chiesa possano scegliere i partecipanti al rito tra tutti i membri del popolo di Dio" (1).

Se avessi l'occasione di fare quattro chiacchiere col dolce Cristo in terra, gli porrei rispettosamente questa domanda: "Santità, ma cosa direbbe S. Ignazio di Loyola di questa riforma? Sarebbe d'accordo?". Vado ora a esporre le ragioni di questa domanda. 

Sappiamo che, durante l'ultima cena, Gesù ha lavato i piedi a dodici uomini: il messale del 1970 non richiede più, per il suddetto rito, il numero di dodici partecipanti, come invece prescrivevano le rubriche di Pio XII del 1955 (2).
Con le ultime disposizioni ci troviamo di fronte ad un ulteriore allontanamento da ciò che storicamente accadde, proprio in quella azione liturgica che commemora quei fatti reduplicative: le persone coinvolte nel rito non debbono più necessariamente essere né dodici, né uomini.
Constatiamo che questa rubrica ha sancito un distacco tra la liturgia e la storia della salvezza: non importa più fare memoria di quello che è successo storicamente, di quanto Gesù ha compiuto, avendolo preparato da tutta l'eternità. Ed è proprio questo che mi sembra distante dallo spirito ignaziano.

Il santo di Loyola, nella sua autobiografia, racconta quanta attenzione egli prestasse a tutti i

Hanno scelto il Male. E’ questa la diagnosi censurata





mercoledì 23 marzo 2016

"in un luogo a parte, vide e credette". Errore di traduzione del Vangelo secondo Giovanni

 Ringraziamo il sacerdote don Ennio Innocenti per averci inviato questa nota critica alla traduzione CEI 2015 del Vangelo di San Giovannni. 
La traduzione corretta ci aiuterà ad ammirare meglio il mistero della Redenzione: la Passione, la Morte e la gloriosa Resurrezione di N.S.G.C. che andremo a vivere tra poche ore durante il Sacro Triduo. 
Roberto 
 
NOTA CRITICA:
DELUSIONE PER NUOVA ILLUSTRE EDIZIONE VATICANA.

Alla serie gloriosa delle edizioni vaticane della Bibbia si è aggiunta, alla fine del 2015, una edizione curatissima, per merito dell'eccellente ecclesiastico Fortunato Frezza, della Bibbia in testo bilingue latino - italiano disposto su due colonne parallele, divenuto ora di facilissimo confronto sinottico.
Niente da osservare sul testo latino che è quello riveduto della "nuova volgata" del 2005, ma il testo italiano è quello della CEI in terza revisione (2008) che, purtroppo, non ancora del tutto soddisfacente com'é stato segnalato da più parti.
Ogni lettore che ha fatto il liceo può facilmente rendersi partecipe, con questa eccellente edizione, di quelle insoddisfazioni.
Segnalo il passo davvero nevralgico di Giovanni 20, 6 - 7 dove il sudario è giustamente tradotto con "avvolto", ma ingiustamente "in un luogo a parte".
La volgata invece dice "in unum locum" e il senso é "nell'unico luogo", ossia nel medesimo!
Se, nella versione italiana, si scrive che il sudario era "in un luogo a parte", c'è stata una manomissione e non regge logicamente la conclusione di Giovanni: vide e credette.

Giovanni era stato testimone oculare della deposizione del cadavere del Maestro nel sepolcro di Giuseppe D' Arimatea e perciò si rende conto che solo per virtù soprannaturale Gesù è potuto uscire dall'involucro delle bende lasciando tutto intatto  com'era, compreso il sudario avvolto sul capo, che risulta, agli occhi di Giovanni, separato dalle altre bende, essendo ormai privo del sostegno interno: afflosciandosi, infatti, si è separato, quasi "cadendo" sul piano che accoglieva il cadavere. Pietro se ne torna indietro sbalordito. ma meditativo su tutti gli elementi ormai in possesso, compresa la testimonianza delle donne che avevano parlato con Gesù risorto.I letterati dei vescovi sono stati contestati con adeguati argomenti. Restiamo in attesa di un'altra traduzione.
don Ennio Innocenti.

Triduo Sacro Tradizionale a Linarolo (Pv)



Gli amici del CNSP ci segnalano la celebrazione del Triduo Sacro Tradizionale presso la Parrocchia di S. Antonio Abate a Linarolo (PV):




GIOVEDÌ SANTO (24 marzo), h. 21
S. Messa in Caena Domini, lavanda dei piedi, reposizione del SS. Sacramento
VENERDÌ SANTO (25 marzo), h. 21
Azione liturgica in Passione Domini, Adorazione della Croce e S. Comunione

SABATO SANTO (26 marzo), h. 21
Solenne Veglia Pasquale, Benedizione del fuoco e dell’acqua; S. Messa in Resurrectione Domini

Celebrerà il Reverendo Sig. Parroco, Don Marino Neri


Bruxelles: Passione di Cristo, Passione della Chiesa, Passione della Civiltà cristiana


Dai nostri amici della TFP italiana (Tradizione, Famiglia e Proprietà) . Facciamo i nostri migliori auguri all'amico Julio Loredo per lo scampato pericolo.
LC 

Dalla Pagina FB della TFP
Quando ho visto le ambulanze e le vetture della Polizia correre a sirene spiegate in una direzione, mentre masse di gente fuggivano in preda al panico nella direzione opposta, ho capito che qualcosa andava male. Mi trovavo a meno di 100 metri dalla stazione della metropolitana di Maelbeek, in Bruxelles, quando vi è esplosa la bomba terrorista che ha falciato la vita a 22 persone, lasciandone 106 ferite. La città era già in subbuglio per causa delle esplosioni avvenute due ore prima all’aeroporto di Zaventem, che hanno lasciato per terra 14 morti e 81 feriti.
In pochi minuti, la zona è stata transennata e le teste di cuoio, in assetto di guerra, hanno presso il controllo delle strade del Quartiere europeo, dove si trovano le istituzioni europee, e anche il Bureau delle TFP. Nemmeno la mia tessera di giornalista è valsa per varcare questo muro di sicurezza, oltre il quale si potevano sentire spari di arma da fuoco. Alla mia domanda di informazioni, l’ufficiale che comandava un riparto ripeteva, fremendo di rabbia: “C’est la guerre, monsieur, c’est la guerre!”. Infatti, il livello di allerta nazionale era stato elevato a 4, cioè il passo prima alla dichiarazione di guerra.

martedì 22 marzo 2016

Padre Lombardi: "trasmisi io al Papa la richiesta che alla lavanda dei piedi fossero ammesse anche le ragazze"

L'unico vero e significativo cambiamento in ambito liturgico che Papa Francesco ha introdotto durante questi tre anni di pontificato riguarda la lavanda dei piedi nella «missa in Coena Domini», la messa della sera del Giovedì Santo che inaugura il Triduo pasquale facendo memoria dell'istituzione dell'eucaristia. Con un apposito decreto della Congregazione per il Culto divino, infatti, al rito della lavanda dei piedi, che si celebra durante quella messa, sono state ammesse ora ufficialmente anche le donne.


Da arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio aveva lavato più volte i piedi a ragazze e donne, nelle celebrazioni del Giovedì Santo. Da Papa lo fece per la prima volta in occasione della messa celebrata nel carcere minorile di Casal del Marmo. Un particolare riguardante quella celebrazione viene ora rivelato da padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, che in un articolo a sua firma pubblicato su «Famiglia Cristiana» racconta:
 



«La libertà del gesto e la concreta fisicità delle espressioni» di Francesco «toccavano immediatamente, ma in profondità, il cuore della gente. In questo senso una delle prime esperienze importanti che feci personalmente fu quella della Messa della Cena del Signore al carcere minorile di Casal del Marmo. Secondo l’uso liturgico abituale si stava prevedendo che la lavanda dei piedi sarebbe stata fatta con soli ragazzi».


«Mi permisi - aggiunge Lombardi - di far giungere al Papa un discreto messaggio sul disagio dei giovani e del cappellano, e la risposta fu praticamente immediata. Come tutti sappiamo lavò i piedi anche a ragazze e a musulmani, come aveva già fatto a Buenos Aires…». Dunque la richiesta di ammettere anche delle ragazze, e una di queste musulmana, venne dal cappellano del carcere e arrivò al Pontefice attraverso il padre Lombardi.

Importante intervista a Mons. Fellay

4 marzo 2016, Menzingen (Svizzera)
A che punto sono i rapporti della Fraternità San Pio X con Roma?
Da qualche settimana, diverse voci circolano sulla stampa a proposito di un eventuale riconoscimento canonico della Fraternità San Pio X da parte di Roma. Piuttosto che aggiungere commenti a queste voci, DICI ha preferito interpellare il Superiore generale della Fraternità, Mons. Bernard Fellay, per chiedergli di fare il punto sulle seguenti questioni:
  •  I rapporti della Fraternità San Pio X con Roma
  • Le nuove proposte romane
  • “Essere accettati così come siamo”
  • Il Papa e la Fraternità San Pio X
  • La giurisdizione accordata ai sacerdoti della Fraternità San Pio X
  • Le visite dei prelati inviati da Roma
  • Lo stato attuale della Chiesa
  • Cosa chiedere alla Santa Vergine?

LA CARTA DELLE MESSE: AIUTATECI A TENERLA AGGIORNATA!

progetto cnsp e paix liturgique messe forma straordinaria
La creazione e l'aggiornamento continuo della carta delle Sante Messe in Italia richiede un lavoro particolare quando non si trova il centro di culto su Google maps. Si tratta di informarci perché dobbiamo richiedere a Google di aggiungere fra i suoi luoghi d'interesse le chiese non ancora segnalate.

Recentemente, grazie al lavoro congiunto del CNSP e di Paix liturgique, sono state aggiunte per tutti gli utenti di Google (anche per i navigatori satellitari) i seguenti edifici:
> Chiesa di San Giovannino ad Alessandria, AL
> Chiesa Parrocchiale di S. Andrea Apostolo a Salorno, BZ
> Chiesa di S. Giorgio in Sopramuro a Piacenza, PC
> Chiesa di Santa Caterina a Craveggia, VB

Inoltre, è stata rettificata la posizione di altre chiese e cappelle già segnalate.

Il CNSP ci prega di comunicare che aveva perso per qualche tempo l'accesso all'indirizzo mail cnsp2007@gmail.com e l'ha ora ripristinato. Se la vostra Santa Messa non figura dunque sulla carta delle Sante Messe in Italia, che fa parte della carta europea del "Progetto San Pio V", siete pregati di comunicarlo quanto prima. L'attendibilità della carta europea dipende anche dall'aggiornamento continuo della carta italiana. Grazie per la vostra indispensabile collaborazione!