lunedì 29 febbraio 2016

Dal rock alla Tradizione

Un articolo di Avvenire sul carissimo Fra Claudio (vedi anche QUI e QUI) della comunità di eremiti della Beata Vergine del Soccorso di Minucciano (Lucca), amici della Tradizione ed esempio di vita monastica.
Ad multos annos caro amico!
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27-2-2016
Dal palco è sceso esattamente quarant’anni fa. Febbraio 1976. Ma oggi uno stuolo di giovani e vecchi fan continua imperterrito a salire lungo la strada che porta all’incantevole eremo della Beata Vergine del Soccorso di Minucciano (Lucca). Lontano dalle luci del mondo è questo il nuovo “palcoscenico” di Claudio Canali negli anni Settanta leader del gruppo rock progressive Biglietto per l’Inferno e adesso monaco eremita secondo la regola di san Benedetto.

F.S.S.P.X - Un "golpe" di Papa Francesco? Un atto unilaterale di riconoscimento canonico per la fraternità da parte della S. Sede?

In queste ultime settimane hanno ripreso a susseguirsi le notizie sui rapporti tra la Fraternità San Pio X e la S. Sede. 
Prima l'intervista all'ex Superiore Generale Rev.do don Franz. Schmidberger  che ha positivamente commentato il gesto conciliante di Papa Francesco di concedere la giurisdizione per confessare (e quindi assolvere validamente) ai sacerdoti della Fraternità durante il Giubileo della Misericordia. 
Quindi la recente intervista - che tante notività in vero non riporta - a S. E. Mons. Guido Pozzo sui rapporti tra la F.S.S.P.X e la S. Sede. 
Da ultimo le parole di S. E. Mons. Alfonso de Galarreta, vescovo della Fraternità il quale dà una notizia importantissima (la S. Sede ha tolto una serie di richieste e precisazioni che costituivano una serie di paletti e di difficoltà alla Fraternità) e formula una previsione: non essendoci ancora gli estremi per un accordo bilaterale il Papa andrà nel senso di un riconoscimento unilaterale della Fraternità, e piuttosto per via di fatto che per una via di diritto legale, canonico. 
Non sappiamo certo quanto possa essere possibile questo "golpe" vaticano, ma il Vescovo "lefebvriano" non è senz'altro estraneo ai delicati rapporti della sua parte con la S. Sede e forse ha motivo di dire quello che ha detto. 
E' pur vero che il Papa è spinto dal desiderio urgente di riunire i cristiani: luterani, ortodossi e "tradizionalisti". Lo si è visto in questi mesi avendo come cifra gli incontri e comportamenti coi rispettivi rappresentanti. Non vorremmo che questo tentativo pur lodevole, mirato a non urtare i "fratelli" eretici, si traduca però in una guazzabuglio confuso sgradito a tutti e che scontenti molti, soprattutto, ovviamente, la parte più seria, e più ortodossa, ovvero Ecône. 
Dalla Svizzera, ovviamente, hanno ben presente la repressione staliniana con cui sono stati schiacciati e annientati i Francescani dell'Immacolata, quindi Mons. de Galarreta puntualizza che, non essendoci garanzia sulla vita (e sopravvivenza aggiungeremmo noi) della Fraternità, dovranno fare bene i conti prima di "accontentarsi" di un riconoscimento unilaterale, se pur dettato dai migliori propositi.
Staremo a vedere. 
Roberto.
 Lefebvre: un "golpe" del Papa? 
di M. Tosatti, da La Stampa del 28.02.2016


Mons. Alfonso de Galarreta è un vescovo della comunità lefebvriana; aveva diretto la commissione teologica della Fraternità sacerdotale S. Pio X durante gli incontri con gli esperti romani nel 2009 e nel 2011. Mons. De Galarreta è argentino. In un incontro con esponenti della comunità nei pressi di Versailles qualche giorno fa ha rivelato che la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva inviato una proposta per la creazione di una prelatura personale, nell’estate del 2015, accompagnata da una dichiarazione dottrinale. Senza entrare nei dettagli, che chi legge il francese può trovare QUI .  (in italiano: qui, qui
Il presule ha detto che da parte di Roma sono stati eliminate tutte una serie di richieste o paletti precedenti che potevano creare difficoltà alla Fraternità. Nonostante questo, il via libera per un accordo con Roma da parte di Écone non c’è ancora; siamo di fronte a “un rifiuto prudenziale dettato dalle circostanze, in assenza di garanzie necessarie alla vita della Fraternità”. 


Mons. De Galarreta però è convinto che papa Francesco agirà in maniera autonoma. “Penso piuttosto, ed è là l’altro aspetto delle cose, che questo papa dice a chi lo vuole ascoltare che noi siamo cattolici, che dice e che ripete che la Fraternità è cattolica, che siamo cattolici, che non ci condannerà mai, e che bisogna ‘regolare la nostra faccenda’. Penso che, e ha già cominciato in questa direzione, che quando vedrà che non c’è intesa con la Congregazione della Fede, penso che sorpasserà ogni altra condizione dottrinale, teorica, pratica, quale che sia…Farà da solo, nel senso di un riconoscimento della Fraternità. Ha già cominciato, e semplicemente continuerà. Non parlo di ciò che desidero; parlo di ciò che prevedo. Io prevedo, io penso, che il papa andrà nel senso di un riconoscimento unilaterale della Fraternità, e piuttosto per via di fatto che per una via di diritto legale, canonico”.

Per l'ottavo anniversario della dipartita al Cielo del fondatore di Le Barroux


Dagli amici di Romualdica un magnifico ricordo  del fondatore di Le Barroux Dom Gerard Calvet O.S.B nell'ottavo anniversario (ieri) della sua morte.
L'autore è il grande pensatore e scrittore cattolico Jean Madiran (vedi QUI), morto tre anni fa.
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[Oggi 28 febbraio 2016 ricorre l'ottavo anniversario della morte di Dom Gérard Calvet O.S.B. (1927-2008), fondatore e primo abate del monastero Sainte-Madeleine di Le Barroux. Lo ricordiamo nelle preghiere e lo raccomandiamo a quelle dei lettori. Offriamo di seguito l'articolo commemorativo pubblicato il 3 aprile 2008 sul quotidiano francese Présent, del pensatore e scrittore cattolico francese Jean Madiran (1920-2013) – raffigurato nella foto a fianco assieme a Dom Gérard –, oblato benedettino dell'abbazia del Barroux. La presente traduzione si basa sulla versione del testo comparsa in Reconquête. Revue du Centre Charlier et de Chrétienté-Solidarité, n. 247-248, aprile-maggio 2008, pp. 39-44, trad. it di fr. Romualdo Obl.S.B.]

Quando ho conosciuto Gérard Calvet a Maslacq, egli era un allievo dotato, fantasioso e scherzoso, un po’ chiassoso ma di buona condotta: fuoriuscito da una grande famiglia di provincia, a Bordeaux, come Benedetto da Norcia e la sua famiglia degli Anicii in Umbria. Amava le arti plastiche. A scherma, prendeva lezioni di fioretto. Con lui ho giocato al “rugby-Roches” [dal nome dell’École des Roches, situata per l’appunto a Maslacq], una specialità locale offerta quale spettacolo alle famiglie per la Pentecoste; ho anche fatto della boxe contro di lui, con i guanti e secondo le regole della nobile arte. Di quell’epoca ho soprattutto due ricordi. Gérard Calvet era considerato come colui che avrebbe potuto un giorno scrivere la storia straordinaria della Maslacq di André Charlier, cosa che in effetti fece più tardi. A lezione di filosofia, un segno distintivo della sua personalità: non vedeva il bene morale nella tensione di un volontarismo stoico, ma al contrario come un dono ricevuto in uno spirito disteso, una specie d’inclinazione – naturale, pensavo – che affermava senza troppo spiegarla. Ho sempre ignorato – l’ho saputo da Dom Louis-Marie soltanto il lunedì delle esequie – che già da bambino aveva costruito un oratorio dove pregare Nostra Signora per la Francia. Ma André Charlier sapeva: “Gérard Calvet, con la sua intuizione così giusta”, scriveva nel 1949.

domenica 28 febbraio 2016

Il canto Gregoriano nel Magistero (id est: oltre 50 anni di disobbedienza, di superficialità, di ignoranza)

Presentiamo qui una raccolta di testi del Magistero ordinario riguardanti il canto gregoriano, da S. Pio X a Benedetto XVI ; evitiamo di farci il sangue marcio, considerando come questi preziosi documenti sono lasciati riposare dal clero in loco refrigerii.
Ma quando trionferà il Cuore Immacolato di Maria - almeno chi sopravviverà -, sapremo cosa fare.
D. A. M.

«Mio padre Antonin Scalia, un buon servitore dell’America, perché lo era innanzitutto di Dio»


Un altro ricordo (vedi QUI su MIL) del grande giudice della Corste Suprema USA, amico della Tradizione e della Messa di sempre. Ancora più toccante perchè fatto dal figlio sacertote (parrocco biritualista della diocesi di Arlington.
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 Tempi 23-2-16
paul-scalia-funerale-washington-ansa-ap
Pubblichiamo in una nostra traduzione il testo integrale dell’omelia pronunciata sabato 20 febbraio da Paul Scalia, sacerdote della diocesi di Arlington, Virginia, nella basilica del santuario dell’Immacolata Concezione di Washington durante la Messa per il funerale di suo padre, il giudice della Corte suprema degli Stati Uniti Antonin Scalia, scomparso improvvisamente il 13 febbraio scorso.
Siamo qui riuniti a causa di un uomo. Un uomo conosciuto personalmente da tanti di noi, e conosciuto per reputazione da molti altri; un uomo amato da tanti e disprezzato da altri; un uomo conosciuto per le grandi controversie e per la grande compassione. Quest’uomo, naturalmente, è Gesù di Nazareth.
È Lui che noi proclamiamo: Gesù Cristo, Figlio del Padre, nato da Maria Vergine, crocifisso, sepolto, risuscitato, assiso alla destra del Padre. È a causa Sua, a causa della Sua vita, morte e resurrezione che noi non ci lamentiamo come coloro che non hanno speranza, ma raccomandiamo fiduciosi Antonin Scalia alla misericordia di Dio.

sabato 27 febbraio 2016

Se anche il Papa (in certi casi) può sbagliare di Randall Smith

Vi segnaliamo un'interessante articolo di un noto teologo americano, di sicura fede cattolica e fedele al magistero, su un tema molto spinoso in questi difficili giorni.

 Randall Smith (*) 26-2 2016
Nel 1986, Papa Giovanni Paolo II organizzò una Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace ad Assisi alla quale invitò 160 capi religiosi tra cui ebrei, buddisti, sikh, hindu, giainisti, zoroastriani e membri di culti tradizionali africani. Alcuni cattolici ne furono scandalizzati. Successivamente, il Papa pubblicò le encicliche Centesimus Annus (1991), Veritatis Splendor (1993), Evangelium Vitae (1995) e Fides et Ratio (1998). Domanda: un cattolico che si fosse indignato per l’incontro di preghiera di Assisi sarebbe poi stato tenuto a prestare «religioso ossequio dell’intelletto e della volontà» (1) agl’insegnamenti di queste encicliche?
Nel 1929, Papa Pio XI firmò i Patti Lateranensi con il governo fascista di Benito Mussolini, il quale riconobbe l’indipendenza dello Stato del Vaticano e garantì sostegno economico alla Chiesa. All’epoca, e da allora, le critiche sono state molte, sia perché si trattava di un accordo con i fascisti, sia perché il Pontefice aveva ceduto la tradizionale autorità papale sugli “Stati pontifici”. Forse che i cattolici che giudicano quella decisione del Papa un errore enorme non siano vincolati agl’insegnamenti di sue encicliche come la Quas primas (1925), la Quadragesimo anno (1931) o la Divini Redemptoris (1937)?
Nel 1633, Papa Urbano VIII ricusò con fermezza il giudizio dei membri del suo stesso tribunale inquisitoriale secondo i quali Galileo avrebbe dovuto essere perdonato per l’“errore” di avere pubblicato il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. Sembra che il Pontefice, che in precedenza aveva difeso e protetto lo scienziato, si fosse offeso perché Galileo aveva messo gli argomenti sostenuti dal Papa sulle labbra di un suo personaggio di nome “Simplicio”, ovvero di un sempliciotto. La decisione del Pontefice di mettere Galileo agli arresti domiciliari è tristemente nota. Forse che questa sua singola decisione infici tutti gli altri suoi insegnamenti di fede e di morale?
Occorre fare dunque qualche distinguo. La Chiesa afferma che i Papi possono, in alcune occasioni, quando intendono esplicitamente farlo, insegnare infallibilmente in

Ancora su Boy scout e unioni civili omosessuali


 Pubblichiamo la vignetta segnalataci da un nostro lettore scout sempre a proposito della presa di posizione ritenuta favorevole da parte degli scout cattolici (AGESCI) nei confronti delle unioni civili omossesuali.

VI giro una vignetta di Clericetti (risulta sia stata pubblicata su "Tempi"), su come sono visti gli  "scouts cattolici" rispetto al progetto di legge Cirinnà per le unioni civili / omosessuali.
Questo solo per riflettere su come alcuni organi di stampa (generalizzando), e non solo,  interpretano il pronunciamento pubblico di alcuni capi scout (200?) AGESCI..., che segue la famosa "carta del coraggio" di San Rossore...
Per quanto riguarda l'FSE italiana, mi pare di capire che  il "totale silenzio"  non sia altro che una manifestazione della convinzione che non ci sia proprio bisogno di ribadire una scontata fedeltà al Magistero della Chiesa cattolica. 
In realtà, da quello che ho avuto modo di verificare, alcunii capi / rover FSE italiani (quanti?) si trovano esattamente sulle stesse posizioni di quei 200 capi AGESCI favorevoli alla Cirinnà, alle nozze omosessuali, all'adozione per le coppie omosessuali, ecc... convinti che anche l'associazione stessa non abbia  nulla da dire in contrario.
 Per questo, a mio parere, due parole ("diplomatiche", se si vuole, come quelle ufficiali dell'Agesci? oppure più schiette come quelle diffuse dalla FSE francese?) da parte della dirigenza associativa sarebbero state utili per fare un po' di chiarezza in alcuni,forse con il rischio di far venire alla luce crepe e dissensi (che taluni preferiscono non far emergere alla luce..., oppure si cerca di evitare per quieto vivere e desiderio di pace associativa?), ma utili anche ad evitare che il "sale" della nostra associazione perda un po' di sapore...
Boh:... chi vivrà vedrà...
Un fraterno saluto scout

Resistere all'autodemolizione della Chiesa, denunciare l'ambiguità

Riceviamo dagli amici della TFP. In previsione dell'imminente Esortazione postsinodale sulla famiglia, preghiamo Gesù e Maria SS. e lottiamo per la Buona Battaglia.
Sulla figura del grande pensatore brasiliano vedere QUI QUI e QUI.
“Confusione” è la parola più utilizzata in autorevoli commenti per trarre un bilancio del periodo che abbraccia il prima, il durante e il dopo dei due Sinodi sulla famiglia. Infatti, questo periodo tanto denso nelle discussioni quanto nebuloso nella percezione dell’opinione pubblica, fu inaugurato dall’ormai celebre discorso pronunciato dal cardinale Walter Kasper nel Concistoro del febbraio 2014, che subito rimbalzò sui titoli dei più grandi media del mondo, alimentando in seguito una continua e crescente disputa, ad intra e ad extra dell’aula sinodale, fra quelle che il sacerdote gesuita Antonio Spadaro ha definito «due diverse visioni del rapporto tra la Chiesa e la Storia».

“Disorientamento” è stato, del resto, il termine usato dagli oltre 850 mila fedeli che hanno firmato una Supplica Filiale a Papa Francesco sul futuro della Famiglia chiedendogli di dire una parola di chiarezza sulla situazione creatasi dopo il pronunciamento del cardinale Kasper.

venerdì 26 febbraio 2016

F. S. S. P. X - Intervista a Mons. Pozzo dell'Ecclesia Dei sui rapporti con i Lefebvriani

Pubblichiamo la recentissima intervista a Mons. Guido Pozzo, segretario della Ponfificia Commissione Ecclesia Dei, sullo stato dei rapporti tra la Fraternità di San Pio X e la S. Sede. 
Roberto

A che punto è il dialogo con i Lefebvriani? 
da Zenit di L. Marcolivio, del 26.02.2016
 
Bishop Marcel Lefebvre (1905 – 1991) celebrating Mass in the NetherlandsDopo la remissione della scomunica nel 2009, da parte di Benedetto XVI, il gesto d’apertura compiuto da papa Francesco in occasione dell’Anno Santo rappresenta un nuovo passo avanti verso il riconoscimento canonico
Molto si è parlato in questi anni del sofferto riavvicinamento alla Chiesa di Roma, da parte della Fraternità San Pio X, fondata da monsignor Marcel Lefebvre. La remissione della scomunica ad opera di Benedetto XVI non cancella ancora la posizione irregolare in cui versano i lefebvriani.
Permane, infatti, la loro mancata accettazione della liturgia Novus Ordo, dell’ecumenismo e della libertà religiosa, tuttavia l’ulteriore apertura avanzata da papa Francesco – che, in occasione del Giubileo, ha sancito la validità della ricezione dei sacramenti della confessione e dell’unzione dei malati amministrate dai sacerdoti lefevriani – rappresenta un nuovo passo avanti verso il riconoscimento canonico.
Per conoscere più da vicino la situazione attuale della Fraternità San Pio X, ZENIT ha intervistato monsignor Guido Pozzo, segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita nel 1988 da San Giovanni Paolo II, con il precipuo scopo di avviare un dialogo con i lefebvriani, per giungere un giorno alla loro piena reintegrazione.
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- Eccellenza, nel 2009 papa Benedetto XVI ha rimesso la scomunica alla Fraternità San Pio X. Ciò significa che ora sono di nuovo in comunione con Roma?
- Con la remissione da parte di Benedetto XVI della censura della scomunica ai Vescovi della FSSPX (2009), essi non sono più soggetti a questa grave punizione ecclesiastica. Con tale provvedimento tuttavia la FSSPX rimane ancora in una posizione irregolare, perché non ha ricevuto il riconoscimento canonico da parte della Santa Sede. Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, i suoi ministri non esercitano in modo legittimo il ministero e la celebrazione dei sacramenti. Secondo la formula adoperata dall’allora cardinale Bergoglio a Buenos Aires e confermata da Papa Francesco alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, i membri della FSSPX sono cattolici in cammino verso la piena comunione con la Santa Sede. Questa piena comunione si avrà quando vi sarà il riconoscimento canonico della Fraternità.

- Quali passi sono stati fatti dalla Santa Sede in questi 7 anni per favorire il riavvicinamento della Fraternità San Pio X?
- A seguito della remissione della scomunica nel 2009, sono stati avviati una serie di incontri di carattere dottrinale tra esperti nominati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, cui è strettamente legata la Pontificia Commissione Ecclesia Dei dopo il Motu proprio di Benedetto XVI  Ecclesiae unitatem (2009), ed esperti della FSSPX per discutere e confrontarsi sui principali problemi dottrinali che sono alla base della controversia con la Santa Sede: il rapporto tra Tradizione e Magistero, la questione dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso, della libertà religiosa e della riforma liturgica, nel contesto dell’insegnamento del Concilio Vaticano II.
Tale confronto, durato circa due anni, ha consentito di chiarire le rispettive posizioni

Rivarolo "24ore per il Signore": Venerdì 4 e Sabato 5 Marzo SS Messe in rito antico

Apprendiamo dai nostri fratelli torinesi che in occasione dell' iniziativa "24ore per il Signore", promossa dal Santo Padre, ha predisposto alcune celebrazioni di Messe.
Nel congratularci per la lodevolissima iniziativa che bene s'inquadra nella Quaresima dell'Anno Santo della Misericordia, esprimiamo ai nostri amici torinesi la nostra affettuosa vicinanza nella preghiera.
*** 


Accogliendo l’invito di Papa Francesco ad incrementare nelle Diocesi l’iniziativa “24 ore per il Signore”, nel venerdì e sabato che precedono la IV domenica di Quaresima, nella chiesa di San Giacomo Apostolo di Rivarolo Canavese sarà offerta ai fedeli la possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione dalle ore 18,30 alle 23 di Venerdì 4 Marzo e dalle 7,00 alle 12 e dalle 16,30 alle 18,00 di Sabato 5 Marzo.
Contestualmente, data la disponibilità di vari sacerdoti, nell’arco delle 24 ore verranno celebrate 12 SS. Messe, ciascuna seguita da un tempo di adorazione eucaristica. 
Il Coetus che regolarmente si ritrova a Rivarolo ogni primo venerdì del mese, aderendo all’iniziativa, comunica che saranno celebrate nella forma straordinaria del rito romano le SS. Messe di Venerdì 4 alle ore 19.00, 21.00 e 22.30; e le SS. Messe di Sabato 5 alle ore 6.15, 8.15, 10.00 e 16.00.

Senigallia: rimuovere gli stemmi Pontifici dell'"Antico Regime" da piazza Garibaldi (davanti la Cattedrale)

L'elezione di un Papa ha sempre costituito un particolare vanto per la Città o paese di provenienza  e, in tempi più recenti, anche una fonte d'attrattiva storico-turistica. 
A Senigallia, Città che ha dato i natali al Beato Pio IX, l'ultimo Papa-Re, il "papa scomodo" perseguitato sia in vita che dopo la morte, il Museo a Lui intitolato, allestito nel Palazzo atavico   Mastai Ferretti, dov'è nato,  è mèta di visitatori italiani e stranieri. 
Nei decenni passati non sono mancati episodi,da parte soprattutto di organizzazioni anarchiche e dell'ultra-sinistra , di contestazione  per il ricordo storico dell'illustre Cittadino senigalliese . 
Dopo la beatificazione di Pio IX il 3 settembre 2000 da parte di San Giovanni Paolo II,  l'urna contenente i resti mortali del grande Papa potè tranquillamente sostare in devoto pellegrinaggio in terra marchigiana fra i discendenti di quel popolo che lo acclamò Papa e Sovrano ( in diverse località delle Marche centrali

Santità, oltre che meno interviste, sarebbe bene spiegarsi meglio....

Riportiamo una interessante analisi - che condividiamo in toto - del direttore della Bussola a proposito del profluvio di equivoci conseguenti alle interviste del S. Padre.

la Tentazione di riscrivere il Catechismo. 
di Riccardo Cascioli 21-2-2016

Padre Lombardi
In un precedente commento, mettendo in discussione l’opportunità delle conferenze stampa del Papa visto che sono fonte di innumerevoli incomprensioni e polemiche, ci eravamo soffermati tra l’altro sulla risposta data a proposito di aborto e contraccezione in merito al caso del virus Zika. Se sull’aborto le parole sono state più che chiare, tutti i giornali del mondo hanno invece “visto” l’apertura di Papa Francesco alla contraccezione. In realtà nelle parole del Papa si parlava di evitare la gravidanza che, nella prospettiva della procreazione responsabile, è azione lecita, ovviamente seguendo i metodi naturali di regolazione della fertilità. Quindi, dicevamo, niente apertura alla contraccezione sebbene la modalità della domanda, il linguaggio colloquiale, la risposta sommaria e una certa cialtroneria giornalistica

Gregoriano, uno scomparso illustre



Gregoriano, l’illustre scomparso

di Alessandro Beltrami - Avvenire, 24 febbraio 2016



L’illustre scomparso «La Chiesa riconosce il canto gregoriano come proprio della liturgia romana: perciò, nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale». Sono parole della Sacrosanctum Concilium, la prima delle costituzioni del Vaticano II, dedicata alla liturgia. Difficile affermare che sia stata presa alla lettera. Sul gregoriano, come sulla riforma della liturgia, sono esplose ed esplodono polemiche tra fazioni – ipertradizionalisti e rottamatori – che non aiutano a capire e uscire dall’impasse. «Una delle accuse che si fa al gregoriano è che impedisce alla gente di cantare – dice Giacomo Baroffio, tra i massimi esperti in Italia –. Ma anche in molte chiese dove si canta in italiano l’assemblea partecipa poco, con il 'coretto' che fa tutto da sé... 
Sul gregoriano c’è un grande equivoco: la sua crisi non è musicale ma culturale. Il problema è accogliere la parola di Dio secondo una formula collaudata dalla tradizione. Il gregoriano non è musica, è preghiera». È difficile tracciare una geografia della pratica del gregoriano oggi. Non mancano in Italia le scholae, molte delle quali 'autonome', composte da appassionati che studiano e poi prestano servizio liturgico, mentre altre sono legate più strettamente a un contesto ecclesiale. Oltre a Baroffio, nomi come Alberto Turco e Fulvio Rampi hanno rilievo internazionale. Eppure è impossibile mappare la sua presenza nella liturgia. E non solo nelle parrocchie. «In molte comunità religiose – prosegue Baroffio – oggi il gregoriano non è praticato né conosciuto.

giovedì 25 febbraio 2016

E' stata approvata la Cirinnà: ce ne ricorderemo dei responsabili. Dentro e fuori il Parlamento



Da leggere anche (QUI) Cascioli

Aggiornamento ore 19.30: Il Senato ha approvato la fiducia sul maxiemendamento sostitutivo del testo del ddl sulle Unioni civili. I voti a favore sono stati 173 e i contrari 71. 
I sì alla fiducia sulle unioni civili arrivano con 245 senatori presenti e 244 votanti. 
Ora il provvedimento passa alla Camera. 
A favore, oltre alla maggioranza, ha votato il gruppo Ala e anche la componente Idv del misto ha annunciato il voto a favore mentre Laura Bignami (misto-Movimento x) ha votato no e ha annunciato le sue dimissioni. Prima della chiama il Movimento 5 stelle è uscito dall'aula. 
Nella maggioranza non hanno partecipato al voto i senatori del Pd, Felice Casson e Luigi Manconi, e i senatori di Ap Aldo Di Biagio, Roberto Formigoni, Giuseppe Marinello, e Maurizio Sacconi. Hanno dichiarato la loro contrarietà i gruppi Cor, Lega, Gal (con la 'dissidenza' di Riccardo Villari) e Sel. Tra i senatori a vita hanno votato a favore Mario Monti e Giorgio Napolitano. 
Il presidente del Senato Pietro Grasso, chiudendo la seduta dopo il via libera dell'aula alle unioni civili, ha convocato la conferenza dei capigruppo per martedì primo marzo alle 15. 

Firenze, sabato 5 marzo Ritiro Spirituale organizzato dal Coordinamento toscano

RITIRO SPIRITUALE QUARESIMALE 
organizzato dal 
COORDINAMENTO TOSCANO BENEDETTO XVI 
predicato da 
don Federico Pozza I.C.R.S.S.
Rettore della Chiesa dei SS. Michele e Gaetano di Firenze 
***
Firenze
Sabato 5 marzo 2016, 
Oratorio di San Francesco Poverino, 
Piazza SS. Annunziata

***
Programma: 

ore 10: Ritrovo dei partecipanti 
ore 10.15: Recita del S. Rosario 
ore 10.30: Prima conferenza spirituale; tempo per meditazione e confessioni 
ore 12: S. Messa in rito antico 
 ore 13: Pranzo al sacco (con possibilità, per chi lo desidera, di recarsi presso bar o ristoranti) 
ore 14.30: Seconda conferenza spirituale 
ore 15.30: Preghiera conclusiva 
ore 16.15 circa: conclusione del ritiro e congedo dei partecipanti. 
***
- Il ritiro è aperto a chiunque. 
- Si può anche partecipare solo ad alcuni momenti del ritiro, ad esempio alla sola fase  mattutina o a quella pomeridiana 


Per informazioni: coordinamentotoscano@hotmail.it 

Vescovi buoni e boy scout sodomiti

Dopo l’ok ai capi gay,
vescovo Usa recide ogni legame con i Boy Scouts of America



Con una lettera intitolata “Decisione sui Boy Scouts d’America”, datata 3 agosto 2015, monsignor David Dennis Kagan, vescovo dal 19 ottobre 2011 della diocesi di Bismarck (una sede suffraganea dell’arcidiocesi di Saint Paul e Minneapolis) che comprende 23 contee nella parte occidentale dello Stato statunitense del Dakota del Nord, scrivendo ai «cari cattolici fedeli della Diocesi di Bismarck» che frequentano le 98 parrocchie della diocesi, ricordando che «come previsto, i Boy Scouts d’America hanno votato per ammettere apertamente nell’organizzazione, nelle posizioni di leadership, gay adulti», il vescovo ha decretato che, «con effetto immediato», la Chiesa cattolica della diocesi di Bismarck (con le sue parrocchie, scuole e altre istituzioni), è formalmente “disaffiliated” dai Boy Scouts d’America.
«In coscienza, come capo-pastore della diocesi di Bismarck, non posso permettere che le nostre istituzioni cattoliche accettino di partecipare, direttamente o indirettamente, a qualsiasi organizzazione che ha politiche e metodi che contraddicono gli autorevoli insegnamenti morali della chiesa cattolica».

Il Papa scrive a Socci: "Grazie per le critiche"

Il Papa scrive a Socci: "Grazie per le critiche"

di Antonio Socci - Libero Quotidiano, 20 febbraio 2016

Venerdì scorso passavo frettolosamente da casa dei miei, piena di ricordi di mio padre, come il suo quadro più bello: un minatore esanime trasportato su una barella dai compagni (mio padre stesso in miniera un giorno rischiò la vita e restò mutilato).
È lui che mi ha insegnato che la vita è lotta per la propria dignità e per la verità. E mi ha testimoniato che la libertà è perfino più importante del pane. A lui, che da minatore cattolico il 18 aprile 1948 si batté per la libertà del nostro Paese, devo l' insegnamento più importante: vivere senza menzogna.  E a lui ho pensato venerdì, quando mi è arrivata quella lettera per posta prioritaria.
Mia madre stupita mi ha consegnato la busta bianca, col timbro della Città del Vaticano, sussurrandomi: «Ma ti ha scritto il Papa?».

In effetti la grafia era inequivocabile. Proprio il Pontefice, con una stilografica a inchiostro nero, ha tracciato il mio indirizzo e il mittente, dietro la busta (una "F." per Francesco) e sotto: «Casa Santa Marta - 00120 Città del Vaticano».
Ho pensato a mio padre perché per me è il simbolo di quel popolo cristiano a cui dobbiamo tantissimo, quel popolo cristiano che è disprezzato dall' establishment intellettualoide che

mercoledì 24 febbraio 2016

Unioni civili, si va avanti. Il popolo del Family Day contro NCD e catto-dem: «Siete dei traditori»

Articolo da sottoscrivere completamente (da leggere anche il suo articolo di ieri. Vedi QUI). A NCD e catto-dem sarebbe da aggiungere un numero non piccolo di Eccellenze ed Eminenze vestite di viola e di rosso.
Magari se poi leggessero il documento  sulle "
Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali", firmato dal card. Ratzinger e approvato nominatamente da Giovanni Paolo II ("Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nell'Udienza concessa il 28 marzo 2003 al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato le presenti Considerazioni, decise nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.) sarebbe una bella cosa. Gliela manderemo, magari qualcuno non si ricorda più del contenuti, delle prescrizioni e che è stato pubblicato nel 2003, non nel 1893.


Breaking news: come volevasi dimostrare (ora su Repubblica, VEDI QUI

di Riccardo Cascioli 24-2-16

SenatoViene presentato oggi in Senato il maxi emendamento sulle unioni civili che poi verrà votato domani, con la fiducia che il governo ha posto. Confermato lo stralcio della stepchild adoption – prezzo che il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha deciso di pagare per arrivare in fretta all’approvazione delle unioni civili -, non è chiaro invece cosa avverrà sugli articoli 2 e 3, che nel ddl Cirinnà assimilano di fatto le unioni civili al matrimonio. Cognome comune, eredità, reversibilità della pensione, equivalenza tra coniugi del matrimonio e partner nell’unione omosessuale, sono solo alcune delle questioni più importanti per cui l'NCD aveva chiesto modifiche. Alfano aveva chiesto infatti di rendere evidente la differenza tra i due istituti, ma la minoranza dem sostiene che Renzi, per avere il suo appoggio, si è impegnato a non modificare nulla sul regime delle unioni civili.

Di sicuro c’è che Alfano non si preoccupa troppo di quegli articoli, ieri era gongolante per la “grande vittoria” ottenuta e non sembrava proprio che avesse in mente di chiedere altro. Nessun commento da parte del presidente e del segretario della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), il cardinale Angelo Bagnasco e monsignor Nunzio Galantino, ma il quotidiano dei vescovi, Avvenire, era decisamente positivo anche se si aspetta sempre che il pacchetto venga perfezionato sistemando meglio la differenza tra unioni civili e matrimonio.
Si tratta di una posizione – lo ricordiamo – in palese contrasto con quanto insegnato autorevolmente dalla Chiesa.

Meno lontani di tanti vescovi “cattolici”

Meno lontani di certi vescovi “cattolici”

di Don Giorgio Ghio - Civiltà Cristiana, 22 febbraio 2016


Che l’incontro tra Kirill e Francesco abbia una portata storica, è fuori di dubbio; il motivo di tale importanza è però tutto da verificare. Da anni il Patriarcato di Mosca cerca contatti e collaborazione con la Chiesa Cattolica. Nel deserto morale e spirituale lasciato da settant’anni di totalitarismo marxista, la Russia attuale, pur avendo riammesso le sue millenarie tradizioni cristiane, deve fare i conti con uno dei tassi di aborti più alto al mondo, una massiccia invasione di sètte fondamentaliste americane e una cospicua quanto irrequieta presenza islamica sul proprio territorio. Dal punto di vista strategico (ma solo da quello), la Chiesa ortodossa russa si ispira perciò al cattolicesimo per ricuperare il ruolo sociale che il regime le aveva negato. È pur vero che la funzione per noi svolta dalle parrocchie è da sempre, nell’Ortodossia, appannaggio dei monasteri: i ventiquattro ancora aperti nel 1989, degli oltre mille esistenti nel 1917, si sono moltiplicati in modo strabiliante, diventando in meno di vent’anni più di settecento. Ma è pur vero che non tutti i russi possono permettersi il lusso di avere uno starec per padre spirituale e che non bastano le suggestive liturgie per istruire nella fede una popolazione che in massima parte la ignora completamente.

In memoria di don Pierangelo Rigon. R.I.P.

Riprendiamo dal sito del CNSP, un ricordo commosso di don Pierangelo Rigon scritto da Italo Francesco Baldo per il Coetus di Ancignano, a una settimana dalla sua scomparsa.
Anche noi ci uniamo al dolore dei dei suoi amici di Ancignano, condividendone però la preghiera in suffragio dell'anima del caro sacerdote  per trovare  conforto nella sicura speranza cristiana. 
Roberto


AGGIORNAMENTO: Questa sera alle 19 nel Duomo di Sandrigo verrà celebrata una Santa Messa nel 7° della sua morte.
Requiem aeternam dona ei, Domine, et lux perpetua luceat ei. Requiescat in pace. Amen.

1 Chierichetto

“La mia vocazione è nata lì: dal servizio all’altare, osservando gesti ieratici, ascoltando l’eco della preghiera di chi mi aveva preceduto usando gli stessi segni sacri, le medesime parole per esprimere la fede nel Mistero di Dio affidato alla sua Chiesa.”
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2 Ingresso in seminario


“Un ragazzino pensoso alla vigilia del suo ingresso (6 ottobre 1968) nel seminario vescovile di Vicenza: attratto dal sacro ministero sacerdotale, ancora non può sapere attraverso quali vie, spesso strette e tortuose, il buon Dio lo preparerà a diventare ministro dell’altare, cui salirà il 9 aprile 1983.”
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3 Ordinazione


“Imposizione delle mani del Vescovo mons. Arnoldo Onisto. E’ un momento indescrivibile: lo Spirito prende possesso di un pover’uomo e ne fa un “alter Christus”. Solo questa grazia, non certo i miei sforzi e la mia buona volontà, che comunque non è mancata, mi ha mantenuto fedele per oltre trentadue anni …”
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4 Benedizione campanile


“Stavo pensando a quel giorno, 8 settembre 2005 (dieci anni fa!), quando ho iniziato il servizio sacerdotale in quel di Ancignano. In quel giorno si commemoravano i 100 anni dall’inaugurazione del campanile e, per l’occasione, ho riesumato e indossato una mozzetta (non la porta più neanche il papa…) per dare una solenne benedizione. Qualche risolino di compatimento … ma io avanti lo stesso!”
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5 Celebrazione rito antico
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6 Durante una celebrazione

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7 Visita pastorale del Vescovo Pizziol alla comunità legata al Rito antico

Visita pastorale del Vescovo Pizziol alla comunità legata al Rito antico. In compagnia di un giovanissimo chierichetto innamorato del Rito antico.



Don Pierangelo Rigon (8 agosto 1957 – 17 febbraio 2016)


Non può bastare una vita per conoscere il mondo che un uomo porta dentro di sé e che è in grado di regalare a chi gli sta accanto. Figurarsi quanto possono fare poche, pallide parole, scritte da chi conosceva don Pierangelo Rigon da meno di due anni. Ma l’intensità degli affetti supplisce alla brevità del tempo. E se «un’ora non è mai solo un’ora ma un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti e di climi» – come scriveva Proust nella Recherche – così questi due anni sono stati un continuo incenso di grazie temporali e spirituali che il Signore mi ha dato attraverso l’amicizia con don Pierangelo, il suo impegno nella celebrazione e nella promozione della S. Messa celebrata secondo la Forma Straordinaria del Rito Romano, la sua attenzione pastorale e dottrinale. Ed è stata proprio la comune sensibilità ed attenzione dottrinale il “fomite” – per dirla con San Tommaso – della mia piccola collaborazione in quel di Ancignano, quando don Pierangelo mi ha proposto di curare una breve rubrica settimanale nel foglietto di coordinamento parrocchiale “Placeat” dedicata alla Dottrina Cattolica. Un segno della sensibilità, intelligenza e sollecitudine pastorale di questo sacerdote: non si trattava di proporre dotti contenuti teologici ma di ricordare gli insegnamenti della Santa Chiesa come faro perenne della nostra vita di fede, come viatico

Il Triduo Sacro nel rito antico e in quello nuovo. Quale è il più coerente alla fede cattolica?

 Un amico di MiL ci ha inviato questo commento sul Sacro Triduo e pubblichiamo volentieri ringraziandolo. 
Roberto 


Il Triduo Sacro secondo il rito antico e quello nuovo
– quale è più coerente alla fede cattolica?

Un commento liturgico di Mag. Michele Gurtner

 Senza dubbio il triduum sacrum rappresenta il culmine incontestato di tutto l’anno liturgico. Sono innanzitutto ragioni dommatiche che ci portano a questa conclusione: le particolarità liturgiche di questi giorni sono “solo” la loro conseguenza. L’importanza sta nell’opera redentrice del Figlio, che poi si esprime necessariamente anche nella Sacra Liturgia. La risurrezione dà testimonianza della vittoria di Cristo che ci ha acquistato sulla croce, però la redenzione dell’uomo non consiste in essa. È piuttosto una conseguenza che segue alla redenzione, ma non è la redenzione stessa.

Questa vittoria redentrice sulla Croce è stata anticipata già durante l’Ultima Cena, nel corso della quale il Signore ha instaurato il sacramento dell’Eucaristia, che non è altro che il sacrificio incruento sulla Santa Croce. Mediante il Sacramento dell’Eucaristia prosegue il Sacrificio di Cristo sulla Croce fino ai nostri tempi. Per questi motivi la Santa Chiesa celebra il Sacro Triduo proprio come una sola unità. Perciò, la Liturgia del Giovedì Santo non ha una vera e proprio chiusura, bensì continua direttamente il Venerdì Santo, il quale di nuovo non si conclude, ma prosegue nei primi riti della Veglia Pasquale. Liturgicamente parlando, il Sacro Triduo trova la sua apertura il Giovedì Santo e non si conclude prima della Messa della Veglia Pasquale. Questo percorso della Liturgia è più che coerente, visto che non si riferisce a tre eventi distinti, ma ad uno solo.

Detto questo, possiamo procedere a paragonare (indipendentemente dalle varie cerimonie) i due messali di Giovanni XXIII e quello di Paolo VI, e constateremo che vi esiste una netta differenza riguardo la duratura del Sacro Triduo: troveremo uno spostamento addirittura di quasi un giorno!

Numero 27 di Paschalis sollemnitatis del 16 Gennaio 1988 afferma, che il Triduo (secondo il calendario riformato nel messale di Paolo VI) incomincia con la Missa in Coena Domini, perdura per tutto il Venerdì Santo ed il Sabato Santo, e si conclude solo la Domenica di Pasqua con i Vespri: “Dalla messa vespertina «nella cena del Signore» inizia il triduo pasquale, che continua il venerdì santo «nella passione del Signore» e il sabato santo, ha il suo centro nella veglia pasquale e termina ai vespri della domenica di risurrezione.” Secondo questo concetto, il “Triduo” s’intende aritmeticamente come tre giorni, cioè 3 x 24 = 72 ore, cominciando da Giovedì sera fino a Domenica sera.

A differenza di questo, le Rubricae generales del Messale del 1962 indicano nei numeri 74-76 una tempistica diversa per il Sacro Triduo (No. 75): Hebdomada a dominica II

martedì 23 febbraio 2016

Meno interviste, Santità

Speriamo bene.....

 marco tosatti
20/02/2016
Meno interviste, Santità. È quello che alcuni commentatori, in particolare negli Stati Uniti, sottolineano dopo l’uso che è stato fatto della conferenza stampa che il Pontefice ha tenuto sull’aereo. La replica – che è parsa, come dicono i francesi tic-tac – su Trump; la Zika e l’evitare la gravidanza; il non “immischiarsi” con la politica italiana (su alcuni temi: perché non si può far finta che la pastorale un po’ ossessiva sui migranti non sia, in questo momento, politica, e schieramenti) hanno nascosto molte cose buone.
Ma ahimè, questo è l’effetto; tanto che una cara amica molto cattolica, stimatrice dei Francescani dell’Immacolata, e progressista mi ha detto: hai visto il nostro Papa, che bravo? Ha sdoganato la contraccezione. “Le interviste non sono il mio forte” disse tempo fa il Pontefice. E episodi recenti e meno recenti sembrano confermare questo auto-giudizio. 

Il cardinale Bagnasco: “Torniamo ad indossare la croce”


MiL aveva poco tempo fa pubblicato un bell'articolo di Amato, sul significato e sull'urgenza del crocefisso al collo.
Di recente il Card. Bagnasco a sollecitato nuovamente i cristiani ad indossarlo senza vergogna.
Speriamo che Qualcuno lo ascolti anche Oltretevere. 
  
 

  La fede Quotidiana
Il cardinale Angelo Bagnasco.
Chiediamo al Signore la grazia di avere il coraggio di proclamare sui tetti che Gesù è il Signore” e di “essere umilmente fieri della Croce di Cristo”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, al termine della Via Crucis diocesana, che si è svolta a Genova.
“Torniamo a portare la Croce di Cristo sul nostro corpo – ha esortato il cardinale – poniamola, visibile, al centro delle nostre case” perché “il crocifisso è il ponte tra la terra e il cielo. Siamo fieri della nostra Croce che ci è stata data in dono non per merito ma per grazia”. “Non occultiamola – ha ammonito – non nascondiamola, non abbiamone vergogna, non lasciamoci intimorire da frasi fatte, da slogan come se la Croce potesse offendere disturbare, impaurire, diminuire, l’uomo. Al contrario lo esalta, lo garantisce, lo rassicura, lo eleva lo nobilita”.