domenica 31 gennaio 2016

Un «Angelus» memorabile e attuale sulla famiglia.


Numeri del Family Day: traditori e dintorni


Traditori e dintorni: vedi l'intervista a mons. Semeraro oggi sul Corriere e il link della Stampa sui numeri dei partecipanti al Family Day linkato prima su Vatican Insider e poi tolto - per fortuna -  poco fa. Come ci ricorderemo di Renzi, ci ricorderemo dei traditori in talare (di ogni colore) e non...
L
PS: sulla Bussola di oggi, linkato Da Liberà e Persona troviamo un interessante articolo che così conclude: "Galantino, stasera non si sentirà molto bene… Non può procedere alla defenestrazione dei responsabili del Family day da qualche organismo clericale. Ha già defenestrato Gandolfini da Scienza & Vita, non rimane altro. Ma non tutti si trattengono. Lucio Brunelli, di Sat2000, la Tv della Cei, promosso da Galantino dopo l’epurazione di Dino Boffo, ha twittato con orgoglio l’articolo del collega della Stampa. E’ un po’ strano che chi sta ai vertici di Sat2000, il cui editore dovrebbe essere Bagnasco, assolutamente silente la settimana scorsa di fronte ai numeri gonfiati di Sveglia Italia, sia così lesto, oggi, a segnalare l’eccesso. Forse anche a lui il Family day ha dato tanto fastidio."


marco tosatti
31/01/2016
Il conto è presto fatto. E’ un’equazione semplicissima. Partiamo da sabato 23 gennaio, con le Cento piazze del Family Gay. “Eravamo un milione” trionfavano gli organizzatori, rilanciati come tali dai grandi giornali. In realtà un conto accurato fatto città per città collocava la cifra probabile a circa 50 mila.
Al Circo Massimo i critici più critici – vedi Grillini - concedono almeno trecentomila presenze. (Tante comunque, venendo con figli e masserizie da tutta Italia; ma questo è un altro discorso). Dunque 50 mila sta a un milione come trecentomila sta a sei milioni.

Lo scempio dell’arte sacra contemporanea

Dal  numero 111 del mensile Radici Cristiane (febbraio 2016). Tratto da Corrispondenza Romana
cattedrale di CréteilLa nuova cattedrale di Créteil, in Val di Marna, inaugurata il 20 settembre 2015, si aggiunge al lungo elenco delle brutture architettoniche degli ultimi decenni. Ciò che rende più grave lo scempio è che si tratta di architettura sacra, cioè di un’espressione artistica che dovrebbe aiutare l’uomo ad elevarsi verso il Cielo.
La prima caratteristica di queste chiese come di altri templi della liturgia postmoderna, è invece il fatto che esse distolgono da Dio. Sono chiese brutte perché chi le progetta snatura intenzionalmente la loro funzione di luogo di celebrazione del culto divino. È bello ciò che è vero ed è vero ciò che realizza se stesso, ciò che non tradisce il proprio fine e la propria natura. In questo senso, come osservava Mario Palmaro, la bellezza ha un carattere «normativo» insito in sé, rimanda alla natura umana, che non muta, in ogni tempo e sotto ogni latitudine. E poiché l’uomo ha una natura razionale, «nelle cose umane – afferma san Tommaso d’Aquino – il bello si ha quando qualcosa è ordinato secondo ragione» (Summa Theologica, II-IIae, q. 142, a. 2).

Mons. Negri mette in guardia dallo spirito anti-mariano di "alcuni famosi predicatori"

Riceviamo dal Coetus Fidelium Nuovo Movimento Liturgico Benedettiano di Ferrara questa interessante segnalazione





Ave Maria!

Carissimi,
dal sito del Nostro Arcivescovo S.E. Rev. ma Mons. Luigi Negri, segnaliamo un breve stralcio particolarmente interessante degli interventi tenuti dallo stesso Arcivescovo alla "Tre giorni del clero" dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio tra il 12 ed il 14 gennaio u.s., e pubblicati il 25 u.s. sul suo sito:
[…] State attenti perché l’eresia non è frontale ma è subdola e circuisce, come si legge nella lettera di Pietro (1Pt 5,8-9).Sentire alcuni famosi predicatori dire che forse noi cattolici abbiamo esagerato con la Madonna, e questo spiegherebbe la reazione di un certo protestantesimo, francamente fa cadere le braccia. Io dico invece per fortuna che abbiamo avuto il culto di Maria, perché il culto di Maria ci ha portato e ci porta a Cristo.Attenti, quindi, anche alle cose che sono dette, che non sono solo le cose che diciamo noi al nostro popolo ma sono anche le cose che il nostro popolo legge e, soprattutto, ciò che il nostro popolo ascolta e vede alla televisione o legge sui social network [...] 


Laudentur Jesus et Maria

sabato 30 gennaio 2016

Family day 2016. Roma: foto dall'interno del Circo Massimo

Queste foto sono state scattate solo all'interno del Circo Massimo ma , per onestà di cronaca, dobbiamo sottolineare che moltissimi partecipanti hanno preferito partecipare dagli spazi adiacenti.
 "Quanta gente c'era oggi in piazza? - si è domandato ieri sera un partecipante su un social network -
Non lo so e non mi interessa molto. 
Però credo che solo l'idea che centinaia di migliaia di persone si muovano SPONTANEAMENTE, senza avere dietro lobby ricche e potenti, senza i soldi dei magnati, senza madrine e padrini famosi, cantanti rock, attori/attrici ecc ecc... é già di per se una grande cosa. 
Che poi lo facciano in nome di "valori" pubblicamente ridicolizzati e sbeffeggiati da tutto il mainstream, questo é non solo bello ma anche nobile!"






















Luigi, nostro corrispondente al Family day



Family day 2016. Roma : foto Circo Massimo inizio manifestazione


Da Luigi, nostro corrispondente al Family day al Circo Massimo 

(Foto Fatto Quotidiano)
 

Family day 2016. Roma : foto Messa San Nicola in Carcere




Roma, sabato 30 gennaio 2016
 Basilica di San Nicola in Carcere 
ore 12
S. Messa in rito antico 
organizzata dal CNSP 


venerdì 29 gennaio 2016

“Fuori dal buio”, la dolorosa storia di una bambina cresciuta con un padre gay Leggi di Più: Fuori da buio, la mia vita con una padre gay





«La mia speranza è che, leggendo la mia storia, tutti i lettori, e in particolare quelli che occupano posizioni influenti o autorevoli, siano meglio informati e guidati nell’assumere decisioni che possono incidere profondamente sulle nostre famiglie e sui nostri bambini, che sono il futuro e la speranza delle prossime generazioni». A parlare è Dawn Stefanowicz, che ha scelto coraggiosamente di scrivere un libro sulla sua vita di ragazzina cresciuta con un padre omosessuale. Fuori dal Buio, la mia vita con un padre gay (edizioni Ares, 240 pagine, 14 euro) è una storia che condanna l’omosessualità in quanto pratica accettata come normale e che al tempo stesso critica non solo coloro che ne parlano come di una tendenza innocua, ma anche chi la considera solo come una scelta da condannare e non un disagio da alleviare. Per l’autrice questi due atteggiamenti sono entrambi facce della stessa medaglia. Quella di chi non vuole affrontare il problema, accontentandosi di un sentimento superficiale: «Non conosco molti omosessuali o ex omosessuali che sceglierebbero una Chiesa come il luogo più confortevole e accogliente in cui aprirsi», scrive infatti la donna, che ugualmente condanna chi per cercare consensi o «bisogno di fondi è deciso a negoziare sui princìpi fondamentali».
Sfogliando il libro si capisce il perché e si rimane impressionati dal coraggio dell’autrice che ha messo sul piatto una storia di sofferenze indicibili «per difendere i bambini innocenti che non possono difendersi da soli», come scrive nella dedica del volume, e per lottare, come si legge nella prefazione, «contro una nuova, inaudita forma di abusi sui minori, legalizzata e promossa dagli Stati che hanno abbracciato un’ideologia del tutto falsa, per la quale ogni tipo di vissuto e ogni forma di convivenza vengono considerati leciti ed equivalenti». Dawn, infatti, racconta di un’infanzia che le rovinerà per sempre la vita, in cui «senza un attaccamento sicuro a lui (il padre, ndr) non riuscii per anni a relazionarmi a nessun uomo (…), a non ricordare nulla di alcune spiegazioni; mi ritrovai del tutto incapace di gestire la tensione quotidiana, sia a scuola sia a casa».
La ragazza descrive poi un’adolescenza fatta di «doppi sensi in tutte le amicizie. Vivevo una situazione familiare tanto incerta che davo per scontato e insieme temevo che sessualmente avrei dovuto fare esperienze diverse per scoprire quale fosse la mia identità (…). Non riuscii a legare con nessuno, maschio o femmina (…). Con papà, naturalmente, non c’era scampo: se uscivo con le femmine diceva che ero lesbica (…), la promiscuità mi sembrava la cosa più normale». Crescendo la ragazza si accorge di avere «un’autostima bassissima, e avevo cominciato a non mangiare (…) volevo essere libera e indipendente da qualsiasi legame affettivo». Essere in compagnia di papà aumentava i miei conflittuali sensi di curiosità e di colpa in campo sessuale (…), i suoi occhi (del padre, ndr) erano alla continua ricerca di qualcosa in più da possedere e da toccare mentre io cercavo solo il suo amore (…). Ciò che importava era stare insieme a papà, nonostante tutti gli ambienti degradanti nei quali mi portava e verso i quali mi toglieva sensibilità». Perché anche «se ne vede e se ne sente abbastanza di qualsiasi cosa, si finisce per crederci e accettare tutto come parte della convenzione». Ma a peggiorare le cose fu «l’audacia di papà nella sua condotta omosessuale sempre più evidente», dovuta al fatto che «non c’era più nessuno a cui sentiva di dover rendere conto (…) una nuova aria di permissivismo permeava la società».
Ma come può l’omosessualità portare a tutte queste conseguenze negative, che hanno segnato profondamente anche i fratelli dell’autrice? Per Dawn la società preferisce «fermarsi all’apparenza». Invece la frustrazione profonda del padre che «cercava di colmare con i rapporti omosessuali», era enorme, «sebbene quella che presentava al mondo fosse un’immagine di sicurezza, intelligenza, efficienza e benessere economico». «Era una persona insicura», perché l’omosessuale, spiega l’autrice raccontando dei tantissimi incontrati con il mondo gay, è come suo padre: «Narcisista, concentrato su se stesso e tanto bisognoso di conferme e di affetto da parte di altri uomini». Infatti, «lui portava dentro una grandissima rabbia irrisolta, che ribolliva e traboccava in scene spaventose». Anche se «riteneva di avere sempre ragione. Il problema era sempre di qualcun altro, non suo». «Di tanto in tanto – scoprirà la Stefanowicz – lottava anche contro la depressione e qualche volta pensava al suicidio (…). Viveva una vita tormentata, il suo modo di affrontare il proprio disagio era seppellirsi negli straordinari di lavoro e poi la sera e nei fine settimana, fuggire verso attività sessuali compulsive».
L’autrice racconta anche dei tanti uomini del padre, «molti dei quali si suicidarono» perché incapaci di colmare «la frustrazione che vivevano quando lui li lasciava» e dello psichiatra del padre che peggiorò le cose spronandolo a continuare per la sua strada di «automedicazione». L’autrice parla di due incontri che le hanno donato speranza. La sua vicina di casa, da cui spesso si rifugiava da piccola e che «mi aiutò a discernere». La donna, infatti a differenza di tutti gli adulti che «in nome dell’ideologia politically correct fingevano di non vedere (…), parlava delle cose così com’erano, non come apparivano», spiegando alla piccola che «il papà fa delle cose che non dovrebbe fare perché sono sbagliate». Il secondo incontro di Dawn è con la famiglia di un altro vicino di casa, che la aiutò durante gli anni della adolescenza in cui viveva stati depressivi importanti: «Conoscendo i suoi genitori ebbi finalmente un’idea di quello che dovesse essere una famiglia», intuendo che l’amore eterosessuale era possibile, non era una chimera.
Oggi se Dawn Stefanowicz è sposata lo deve «alla fede in Dio», che si è palesata nella sua vita in modo affascinante («gli affidai la vita»), grazie anche «all’incontro con mio marito», un pastore protestante. Anni di analisi, invece, l’hanno aiutata a sentirsi finalmente donna e ad avere due figli e, grazie alla fede, Dawn è riuscita anche a perdonare il padre, convertitosi prima di morire di Aids: «L’inferno che vivo è molto reale (…) Gesù è tutto quello di cui ho bisogno. Lui ha spezzato le mie catene e mi ha liberato». Leggendo questo libro non si trova un filo di rancore o di odio (anzi si parla di perdono e di riscatto), ma solo il tentativo di spiegare a «chi governa» che è necessario «fare del bene ad altri bambini che hanno subìto famiglie come la mia». Purtroppo, come è successo ai suoi fratelli, troppo spesso i figli hanno paura di parlare e semplicemente «sopportano per anni la tensione di non dire praticamente niente a nessuno (…). Anche ora mi sento in colpa come se tradissi i miei genitori e i miei fratelli rivelando a tutti i nostri segreti familiari. Ma ho ponderato le conseguenze del mio voler dire la verità, ponendole sul piatto della bilancia di un obiettivo più alto: quello di mostrare a tutti quanto le strutture parentali e familiari possano incidere negativamente sullo sviluppo dei bambini».

Family Day 2016 Star Wars



Per ridere un po'. Realizzato da alcuni nostri amici: https://vimeo.com/153506046

Anche l'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote (ICRSS) aderisce al Family Day


Dai cari  amici dell' ICRSS

La provincia d'Italia dell'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote partecipa al Family Day in modo particolarmente intenso. Dio nella sua Saggezza eterna ha voluto creare l'uomo e la donna a sua immagine e somiglianza, e ha dato loro il potere di procreare figli, immagini e somiglianza di Lui. Se l'uomo nel suo orgoglio rifiuta Dio, nega la sua origine e corrompe la sua natura, diventa preda facile della Bestia. Per difendere l'ordine divino stabilito e inscritto nella natura umana, per difendere la famiglia come Dio l'ha concepita e creata, padre, madre, figli, noi dobbiamo tornare a Dio e ribadire pubblicamente l'urgente necessità di ricomporre la famiglia e la società secondo la legge naturale.
In questi giorni decisivi per la difesa della famiglia, e ancora più intensamente il giorno del Family Day, i sacerdoti della provincia d'Italia dell'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote pregano per tutti gli organizzatori, per tutte le famiglie e per tutti i partecipanti di questa manifestazione.
Il 30 gennaio, i sacerdoti celebreranno la santa Messa per invocare la misericordia di Dio e la benedizione celeste sul Family Day.
Canonico don Joseph Luzuy,
ICRSS, provincia d'Italia.

Family Day: anche la Milizia del Tempio aderisce al Family Day



Anche la Milizia del Tempio aderisce al Family Day.

UN’ « ORA DI GUARDIA » CONTRO IL DDL CIRINNA’

SABATO 30 GENNAIO

NELLA CHIESA DELLA MAGIONE




Sabato prossimo 30 Gennaio dalle ore 17 alle ore 18 nella Chiesa della Magione di Poggibonsi, Chiesa Magistrale della Milizia del Tempio, si terrà un’ « Ora di Guardia » con preghiere, letture e meditazioni per scongiurare l’approvazione del DDL della Senatrice Cirinnà del Partito Democratico sulle unioni civili e le adozioni per coppie gay.

La Milizia del Tempio aderisce pienamente a tutte le iniziative del laicato cattolico, che ha avuto anche l’appoggio del Papa e della Conferenza Episcopale Italiana, per opporsi al citato disegno di legge che distruggerà una istituzione naturale prima ancora che religiosa come la famiglia.

Rappresrentanti della Milizia del Tempio hanno già partecipato Sabato scorso alla manifestazione delle « Sentinelle in Piedi » a Siena in Piazza del Campo e Sabato prossimo saranno al « Family Day » al Circo Massimo a Roma.

Family Day: il Popolo del Summorum Pontificum si compatta per il Family Day

Il Popolo Summorum Pontificum  si coordina e si compatta per il Family Day. 
Ecco il programma  rivolto a tutti i fedeli cattolici che volessero formare "un solo corpo" e partecipare alla manifestazione al Circo Massimo 
La Redazione MiL






sabato 30 gennaio 2016 

ore 11.30
ritrovo davanti alla chiesa di Santa Anastasia 
insieme ai parrocchiani della Ss.ma Trinità dei Pellegrini (FSSP)
(sarà visibile uno striscione ben visibile per 
riunire e compattare tutti). 

trasferimento tutti insieme alla Basilica di S. Nicola in Carcere

ore 12:00
Basilica di San Nicola in Carcere 
S. Messa in rito antico organizzata dal CNSP
a cui parteciparà la Parrocchia Ss.ma Trinità dei Pellegrini
e tutti i fedeli interessati e che vorranno dare un segno di
vera e coraggiosa testimonianza

12:45 
partenza dalla Basilica di San Nicola in Carcere
(riunendo anche eventuali "ritardari")
per andare al Circo Massimo
prendere parte al Family Day. 

per info e ragguagli anche logistici si possono contattare i seguenti numeri: 

giovedì 28 gennaio 2016

Family Day: Costanza Miriano: "nessuno sarà escluso dal Circo Massimo"


Se da un lato il portavoce del Family Day Gandolfini, con improvvide dichiarazioni,  vuole escludere dalla manifestazione due relatà (Forza Nuova e Casa Pound) come ripostato dal Corriere della Sera, dall'altro  Costanza Miriano via Facebook lo zittisce precisando che nessuno sarà escluso, se pur non vi sarà alcuna coloritura politica:

"Siccome vogliamo dire, tra le altre, una cosa molto semplice - i figli hanno diritto ad avere il padre e la madre - e siccome questa cosa nella sua semplicità non può essere accettata, ci devono per forza etichettare. Cattolici tradizionalisti, ultracattolici, gente di estrema destra, oltre che va be', omofobi, quello è di default. Io volevo dire che nessuna forza politica metterà il suo cappello sul family day, che è un enorme movimento di popolo finanziato dalle offerte, ma che allo stesso tempo nessuno ma proprio nessuno - al contrario di quanto è stato scritto - verrà cacciato via dal Circo Massimo." 

Brava Costanza!!

Family Day: aderisce anche Tradizione Famiglia Proprietà (associazione dedicata al Prof. Plinio Corrêa de Oliveira)

Sabato 30 gennaio:
tutti al Circo Massimo contro il ddl Cirinnà



        Gentile Messa in Latino,     

     alla vigilia dell'imminente voto della legge sulle "unioni civili", che vuole sovvertire il concetto di famiglia e il diritto di ogni bambino a crescere con un padre e una madre, siamo chiamati a far sentire la nostra voce: NO al ddl Cirinnà! SÌ alla famiglia naturale e cristiana!

     Perciò è stato organizzato un "Family Day". La manifestazione si terrà a Roma nella giornata di sabato 30 gennaio, con il raduno dei partecipanti fissato per il mezzogiorno al Circo Massimo. È organizzata dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli.

      L'Associazione Tradizione Famiglia Proprietà - TFP - aderisce all'iniziativa.

     L'iniziativa ha ricevuto l'appoggio di molti vescovi, tra cui il presidente della CEI, cardinale Angelo Bagnasco, che ha dichiarato che l'obiettivo della manifestazione "è decisamente buono perché la famiglia è il fondamento di tutta la società e non può essere uguagliata da nessun'altra istituzione o situazione".

Family Day: Adesione della Gebetsliga (Unione di Preghiera Beato Carlo d'Asburgo)

Carissimi amici


Desidero comunicarvi che l' Unione di Preghiera Beato Carlo per la Pace e la Fratellanza tra i Popoli aderisce e parteciperà alla manifestazione Family Day 2016 a Roma il prossimo 30 Gennaio. Le ragioni di questa adesione sono evidenti e richiamate anche recentemente dal Santo Padre il Papa Francesco.