martedì 13 dicembre 2016

L'uso dei Paramenti Neri


http://www.newliturgicalmovement.org/2016/11/from-archive-on-use-of-black-vestments.html#.WE2rrmzrs2w



Ringraziando l'amico Giovanni per la traduzione.
L
New Liturgical Movement, Gregory di Pippo
Di tanto in tanto, è bello guardare indietro ad alcuni degli articoli nel nostro archivio, che attualmente sono oltre 12.000! Per il giorno dei morti, riprendiamo qui un grande pezzo sui paramenti neri pubblicati dal nostro fondatore ed editore Shawn Tribe nel novembre del 2005, quando NLM aveva meno di quattro mesi di età. Questo accadde un anno e mezzo prima Summorum Pontificum, e io non reputo troppo ottimistico pensare che l'opposizione all’uso dei paramenti neri si è indebolita ulteriormente, ora che più persone hanno partecipato alla forma tradizionale della Messa da Requiem, dove sono obbligatori.
 Probabilmente molti lettori sono consapevoli del fatto che in questi ultimi 40 anni circa vi è stata una vera avversione per l’uso dei paramenti neri nelle circostanze come i funerali o per la commemorazione di tutti i defunti. Per fortuna tutto ciò sta diminuendo con le nuove generazioni del clero.
Spesso i paramenti neri sono stati esclusi dall’uso pratico (anche se non necessariamente dalla legge) tanto che intere generazioni di fedeli non hanno mai visto una veste nera indossata dal celebrante, per non parlare del conoscere la sua esistenza come colore liturgico. Ad esempio, nel rito moderno, il rosso
viene indossato il Venerdì Santo al posto del nero, che naturalmente è ancora usato nel rito tradizionale, mentre in genere per i funerali viene indossato il bianco, oppure talvolta il viola.
Precisiamo subito: tutto ciò non costituisce abuso liturgico visto che queste sono opzioni che la Chiesa ha permesso, o, nel caso del Venerdì Santo, le modifiche che sono state fatte. Ci sono alcuni, tuttavia, per i quali questo tema non è semplicemente questione di estetica (né deve esserlo), né una questione di usanza comune nella diocesi, ma costituisce in realtà una opposizione ideologica dovuta alla “negatività” percepita del colore nero. Quest'ultima idea è un problema. Desidero sia trattare in modo indiretto il problema di quest'ultimo modo di pensare, ma voglio anche riportare il motivo per cui credo che la scomparsa effettiva del nero non sia auspicabile, anche quando stiamo solo esercitando un'altra opzione liturgica legittima secondo norma.

L'uso del nero è rappresentativo di alcune realtà cristiane fondamentali. Mentre i cristiani sono persone di speranza (l'argomento spesso utilizzato per coloro che desiderano escludere il nero), siamo anche uomini consapevoli della realtà del peccato e del giudizio. Non abbiamo la presunzione di conoscere lo stato dell’anima del nostro caro defunto. Troppo spesso anche alcuni parroci acconsentono a questa idea secondo la quale il raggiungimento della ricompensa celeste sia un fatto compiuto. Mentre infatti speriamo e preghiamo che il nostro caro abbia raggiunto la sua ricompensa celeste, questa speranza non è senza riserve o amorevole preoccupazione. Come cristiani siamo fiduciosi ma anche umilmente realisti. Sappiamo che siamo peccatori e non sempre raggiungiamo la meta, né necessariamente ci pentiamo dei nostri peccati. Perciò speriamo e preghiamo.
Il nero, con i suoi echi di lutto e di riserva, da una parte raffigura la nostra risposta emotiva alla perdita di una persona cara, dall’altra rappresenta anche il dovere di pregare per il riposo dell’anima del nostro amato. Costituisce anche un promemoria e un simbolo della nostra fede nel Purgatorio in cui le anime sofferenti richiedono le nostre preghiere e soprattutto Messe. Dopo tutto, le Messa di Requiem non sono solo monumenti realizzati per i vivi - strumenti per il nostro conforto psicologico ed emotivo - ma sono prima di tutto una potente preghiera e fonte di grazie per il riposo del nostro amato defunto. Se ci raffiguriamo l’aldilà del cielo come “automatico” o come un dato di fatto, chi prenderà sul serio la necessità di pregare per le anime del Purgatorio o per il nostro defunto amato? Alla fine, che vedrà la necessità di avere una Messa funebre? Il nero rappresenta il nostro lutto e anche che vi è ancora del lavoro da fare: l'opera della preghiera, le grazie della Messa. L'oro o l’argento che ornano le decorazioni di una veste nera simbolizzano la speranza cristiana che abbiamo per la risurrezione del nostro caro, e alla fine di noi stessi, nella casa del Padre.
Dal punto di vista culturale, questa omissione nell’uso dei paramenti neri rappresenta un divario dal sentimento comune espresso di fronte alla morte, che è stato informato da principi religiosi per generazioni - non si può fare a meno di notare che il nero è ancora il colore del lutto tra la maggioranza delle persone a un funerale. Se siamo veramente interessati a parlare alle persone con simboli e con un linguaggio che possono capire e con cui relazionarsi, l'uso del nero a un funerale non può essere superato in questo senso (non sto suggerendo che la cultura deve informare pratica liturgica: in questo caso, credo che la fede ha informato la cultura e la cultura conserva ancora questa formazione a un livello profondo).

Non c'è davvero nessun motivo per fermare un sacerdote dal re-introdurre vesti nere nella sacra liturgia, quando le rubriche lo consentono - e vorrei raccomandare vivamente proprio questo ai parroci che leggono questo blog.
Detto questo, ricevo molte e-mail da parte dei lettori di questo weblog per chiedere consigli su come affrontare tali questioni nelle loro parrocchie. Spesso essi si trovano ad affrontare situazioni in cui c'è poco interesse per la liturgia, o per lo meno, poco interesse per gli obiettivi della riforma della riforma - che potrebbe andare in una direzione opposta a quella verso cui la loro parrocchia si sta dirigendo.

In questi casi, la richiesta della reintroduzione dei paramenti neri può essere una falsa partenza con i loro parroci - ma come ho detto, vi è un'apertura sorprendente al riguardo in molti dei membri più giovani del clero. Se non si ricade in tale situazione, non preoccupatevi, forse c'è ancora speranza. Mentre non si può ottenere la reintroduzione dei paramenti neri nella vostra parrocchia, c'è un'altra opzione perlomeno di compromesso, e può essere più accettabile in una situazione del genere e contribuirebbe cominciare a ristabilire questo equilibrio di speranza, lutto e preghiere per i morti.
Ecco la mia proposta per un pastore che non può ancora (o non vuole) re-istituire i paramenti neri: un paramento bianco (o, preferibilmente, color bianco crema), con una grande, sostanziosa banda di broccato nero che sale al centro del paramento - oppure con il tradizionale andamento a Y. La chiave sta nel far risaltare il nero.

2 commenti:

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