venerdì 28 ottobre 2016

Paolo VI il «rigido». Quando perse le staffe contro chi voleva sabotare la dottrina sul matrimonio

Una bella testimonianza di Paolo VI: "E poi, cos’è tutto questo parlare di amore, amore, amore, senza dire che il fine primario del matrimonio è il bonum prolis? E perché non denunziare gli antifecondativi e i contraccettivi, quando si condanna l’aborto e l’infanticidio?".
A qualcuno oggi - che ha sempre in bocca il nome di Paolo VI - fischieranno le orecchie.
L

Testo tratto da Giuseppe Virgilio, Paolo VI dimenticato. «La Chiesa può dirsi conservatrice», pp.21-22

«Riportiamo una parte del verbale redatto dal Segretario generale Pericle Felici di una riunione tenutasi nello studio papale la mattina del 26 Novembre 1965 per discutere del ricorso fatto da Monsignor Luigi Carli, circa la mancata accoglienza, nei modi presentati in Aula Conciliare, della petizione, sottoscritta da numerosi padri. riguardante la condanna del comunismo. Alla fine della riunione il Papa coglie l’occasione per protestare contro la Commissione, che aveva opposto resistenza alla sua richiesta di citare gli insegnamenti di Pio XI e Pio XII circa il matrimonio. Il tono del Papa è fermo e ci rivela un inedito Paolo VI. Inoltre le parole da lui pronunciate, a nostro modesto avviso, ci mostrano un Papa che, riguardo al matrimonio e all’uso degli anticoncezionali, ha le idee ben chiare già prima della contestatissima Humanae Vitae del 1968. Questo sminuirebbe inoltre la vulgata di un Papa angosciato e indeciso nell’iter che ha preceduto la pubblicazione dell’Humanae Vitae. L’angoscia, se c’è stata, a nostro parere, è come quella del Getsemani: ha preceduto la crocifissione che avrebbe seguito la promulgazione della sua ultima enciclica.

Ex.mus PERICLES FELICI

Secretarius generalis Concilii

ANNOTATIO EX OFFICIO

26 Novembre 1965

Ore 9, nello studio del Santo Padre (III piano) sono presenti i Cardd. Tisserant e Cicognani, Monsignor Garrone, Monsignor Dell’Acqua ed io. Presiede il Santo Padre […].

Passando poi a parlare delle proposte fatte dal Papa sulle questioni del matrimonio, il Papa esprime il suo disappunto per la reazione provocata nella Commissione; comunque Egli accetta pure altre formulazioni, purché rispondano al suo pensiero: se gli altri hanno la coscienza, anch’egli ha la sua, e deve seguirla, per non compromettere la vera dottrina della Chiesa, che in tutto lo schema non è sempre esposta con la dovuta limpidezza. E, poi, cos’è tutto questo parlare di amore, amore, amore, senza dire che il fine primario del matrimonio è il bonum prolis? E perché non denunziare gli antifecondativi e i contraccettivi, quando si condanna l’aborto e l’infanticidio? […].[1]

+ Pericle Felici segr. gen


[1] Acta Synodalia Sacrosancti Concillii Oecumenici Vaticani II. Volumen V .Processus Verbales. Commissio de  concilii laboribus coordinandis ( Sessiones XVIII-XXIII: 15 octobris 1964-1 Decembris 1965). Moderatores ( 30 Octobris 1963-26 Octobris 1965 ), pp.609-610».