mercoledì 20 luglio 2016

Fermo: l'ideologia contro la realtà ecclesiale e cittadina

Accecati come sono dall’ideologia terzomondista, molti uomini di Chiesa non si rendono conto che stanno scavando la fossa nella quale verranno gettati.
Quanto avvenuto a Fermo e l’atteggiamento assunto da un certo clero (locale e non) – clero che, si badi bene, non ha detto mezza parola, tanto per fare un esempio, in tema di unioni civili – sta a dimostrare un totale scollamento tra la gerarchia e i fedeli.
Qui ci riferiamo al tema del razzismo.
Il popolo marchigiano non è razzista.
Gli italiani in genere non sono razzisti.


Ma torniamo alla Chiesa.
Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad episodi sconcertanti.

Prima c'è stata l'ennesima scivolata del loquace Segretario della CEI Mons. Nunzio Galantino, il quale, abboccando ad una simpatica bufala mediatica, si è scagliato (tanto per cambiare!) contro gli italiani cattolici (come va di moda negli ambienti più laicisti...): “Non c’è niente di peggio di una religione ideologizzata, anche il Vangelo. Stiamo attenti e vigiliamo perché questo non avvenga, anche all’interno della Chiesa” ha detto. (Cfr. Avvenire)
Peccato che l'iperattivo Mons. Galantino NON avesse letto che era stato "risolto il giallo sulla presunta aggressione ai danni di due bengalesi avvenuta sabato sul lungomare di Porto d’Ascoli. 
Le forze dell’ordine lo confermano: è una bufala
La notizia, che nel giro di poco ha fatto il giro del web e rimbalzata sulla cronaca nazionale si è rivelata, in realtà, infondata. 
Nessuna traccia neppure dei testimoni che avrebbero assistito al violento pestaggio. 
Voci – rimaste anonime – volevano i due venditori di rose picchiati a sangue da un gruppo di ragazzi perché non conoscevano il Vangelo. Una sorta di ritorsione dopo l’attentato jihadista di Dacca, costato la vita a 10 italiani colpevoli di non conoscere i passi del Corano".


Poi c'è stata la tragedia della morte del nostro fratello in Cristo, di origini nigeriane, Emmanuel Chidi Namdi a Fermo.
Una tragedia nata da un motivo deprecabile, come l’insulto razzista a sua moglie da parte del fermano Amedeo Mancini.
Ma le cose si sono svolte in maniera assai diversa da come sono state raccontate.
Ormai infatti sembra chiaro, grazie ai resoconti di numerosi testimoni, che di fronte all’offesa verbale il povero Emmanuel ha reagito con la violenza.
E sua moglie, straziata dal dolore per la morte del marito, a causa della scarsa conoscenza della lingua italiana ha dato delle risposte  agli inquirenti in un primo tempo inesatte .


E sapete chi ha voluto far scoppiare il caso di "razzismo" cavalcandone prontamente l'onda nonostante l'invito del buon Arcivescovo che saggiamente aveva "chiesto un pò di silenzio ... Avevo chiesto silenzio consapevole della gravità del momento per la nostra comunità"
L'attivissimo don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, lo storico istituto assistenziale presso il quale erano ospitati Emmanuel Chidi Namdi e sua moglie Chinyery.
Per giorni e giorni la prima versione, poi corretta, della moglie del ragazzo ucciso, è stata l’unica a circolare , grazie alla traduzione operata da Don Vinicio o dal suo personale, visto che la povera vedova Chinyery capisce a stento qualche parola di italiano.
Ma Don Vinicio non si è accontentato di fornire alla stampa la bella foto del matrimonio dei due ragazzi nigeriani e una versione ideologizzata  dei fatti.
Nelle numerose interviste rilasciate a caldo, è arrivato addirittura a collegare l’uccisione di Emmanuel con possibili atti di terrorismo: “Qui c’è un habitat gratuitamente aggressivo, quasi delinquenziale e credo ci sia una connessione con gli ordigni esplosi davanti alla chiesa e non rivendicati”. (Rai New)
A dar retta al sacerdote, tra bombe ed esecuzioni, dietro il volto di una tranquilla (e rossa) provincia del centro Italia si celerebbe una situazione stile Belfast anni ’70.
Il vero capolavoro però, don Vinicio Albanesi lo compie sconfessando l’autopsia condotta dal medico legale Dottoressa Alessia Romanelli: “Emmanuel è stato ucciso dalle botte”, ha affermato sicuro il Sacerdote nonostante i risultati dell’autopsia…
Come si fa a non vedere una costruzione ideologica in tutto questo?
Se i fatti contraddicono, come è evidente, le  teorie, tanto peggio per i fatti!
E pazienza se l’ideologia bolla come razzista  la splendida Fermo, ricca di cultura, storia e tradizioni.
Una tranquilla città peraltro amministrata da anni dalla sinistra.
Un tempo si diceva che non è bene sputare nel piatto in cui si mangia…


Infine, fuori tempo massimo, ci si è messo anche Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti.
Nel suo consueto intervento domenicale sul Sole 24 Ore, quotidiano di Confindustria (un vescovo iper-bergogliano, quello della Chiesa povera per i poveri, delle periferie, che - al pari del collega Card.Ravasi - scrive sul giornale degli industriali... mah…)  svolgendo una riflessione su razzismo e accoglienza, Mons. Forte ha fatto riferimento alla tragedia di Fermo, avallando ancora una volta la versione razzista della faccenda: L’omicidio di Emmanuel Chidi Nnamdi, il profugo nigeriano ucciso per aver reagito alle offese razziste di un “ultrà” che aveva insultato la sua Sposa, ha fatto puntare i fari dei “media” sul fenomeno sciagurato del razzismo”.
Segue una sdegnata digressione sul razzismo che ancora alberga “in alcune subculture del nostro paese”, con immancabile citazione dell’ex ministro Kyenge.
Come scrive L’Occidentale: “Siamo un po' sconcertati, perché Forte è l’ultimo dei giapponesi a difendere con ostinazione una versione dei fatti in chiave razzista. 
Sarebbe stato molto più corretto dire che un profugo nigeriano cristiano, scappato dal terrorismo islamico del Boko Haram, è morto in una rissa per aver reagito in modo eccessivo a uno stupido insulto".
Ma niente: anche quel vescovo preferisce l’ideologia alla realtà dei fatti.

La Chiesa, che secondo le parole di Papa Francesco deve mettersi in ascolto delle situazioni difficili ed essere capace di andare incontro a ciò che vivono le persone, si rende davvero conto di ciò che realmente pensa la gente?
AC

8 commenti:

  1. Anche Mons. Galantino è ospite settimanale del giornale degli industriali

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  2. Oggi RAI 1 13,30 " Il povero Emmanuel ucciso con un pugno mentre cercava di difendere la moglie ragli insulti razzisti" ormai la versione ufficiale è questa

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  3. Analisi lucida e veritiera.

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  4. Concordo in pieno. Ma i nostri vescovi e molti confratelli sacerdoti conoscono la realtà?

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  5. Ormai la Chiesa sta perdendo di credibilità,basta vedere Bergoglio che parla solo di stranieri...

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  6. manca a completare il quadro che il fermano è stato definito come ''ultrà di estrema dx''

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  7. Ma che tipo di matrimonio è stato celebrato da Don Albanesi se i due non avevano documenti? O forse non servono più per sposarsi?

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    1. Dapprima è stato scritto che i due ragazzi erano stati sposati.
      Poi che erano stati uniti in promessa solenne di fidanzamento.

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