mercoledì 11 maggio 2016

L'inganno del "matrimonio gay" : La Scienza dice no!

Il libro "La Scienza dice no!" è uscito esattamente nelle ore dell'approvazione, per effetto del "voto di fiducia", della legge «ex Cirinnà oggi Renzi-Alfano». 
Qualche giorno fa il vaticanista Giuseppe Rusconi ha evidenziato alcune "strane" connessioni di importanti firme della rivista vaticana“Donne Chiesa Mondo” con quel progetto di Legge...  ( leggere QUI ) " 
Marco Tosatti, vaticanista de La Stampa, si è chiesto: "Ma la Cei dov’era, mentre una gran parte del mondo cattolico – e non solo – si batteva contro una legge che apre la strada, come affermano apertamente i suoi ispiratori, Scalfarotto e D’Alessio, la new entry LGBT nello staff di Palazzo Chigi all’eguaglianza fra matrimonio naturale e altre forme di unione? 
Sarà una domanda che forse fra qualche decennio gli studiosi della Chiesa si porranno, scrivendo la storia della fine del concetto naturale di famiglia nel Paese."  (leggere QUI)
Da parte nostra ringraziamo la Redazione di Chiesa e post Concilio, che coraggiosamente non desiste di " dar voce anche alla visuale non corrotta di chi difende la verità su tutti i fronti", per la cortese segnalazione.
AC 
*** 
Gerard M.J. van den Aardweg, 
«LA SCIENZA DICE NO 
L’inganno del “matrimonio” gay», 
Solfanelli 2016, pag. 168 
Euro 12 
Titolo originale: «Science says NO. The Gay Marriage Deception», 
Lumen Fidei Press, 2015

Traduzione dall’inglese di Antonio Marcantonio 
Supervisione del filosofo Paolo Pasqualucci, che ha curato la Presentazione, forte e sapientemente argomentata. 

PRESENTAZIONE 

Il dr. Gerard J.M. van den Aardweg è uno “psicoterapeuta” specializzato nel trattamento delle “persone omosessuali” ampiamente noto a livello internazionale. 
Nato nel 1936 in Olanda, cattolico e sposato con sette figli, l’ottantenne dr. van den Aardweg ha conseguito il dottorato in psicologia all’Università di Amsterdam nel 1967, con la dissertazione dal titolo: Omosessualità e pedofilia omosessuale come nevrosi sessuali (analisi empiriche), successivamente tradotta in tedesco, che condensava una accurata ricerca condotta su più di duecento omosessuali praticanti. 
Le sue terapie consistono nel trattamento mentale della nota deviazione, sulla base di una efficace sintesi di psicologia, psichiatria, psicoanalisi; nella convinzione, più che documentata, che le tendenze omosessuali siano all’origine delle nevrosi, verità intuita forse per primo da Wilhelm Steckel, allievo di Freud. 
Nel corso dei decenni, il dr. van den Aardweg ha guarito molti omosessuali, maschi e femmine. 
Questo solo fatto gli ha procurato l’avversione dei cosiddetti “attivisti gay”. 
Da quel lato, ha avuto critiche improntate ad offensiva arroganza ma prive di qualsiasi valore scientifico.
A livello divulgativo, il dr. van den Aardweg ha esposto la sua analisi dell’omosessualità e i suoi metodi terapeutici in diversi libri, articoli, interviste. 
Il primo libro sul tema è del 1985, data nella quale apparve in Italia Omosessualità e speranza, terapia e guarigione nell’esperienza di uno psicologo, Ediz. Ares, Milano, ristampato nel 1995 e 1999. 
In Italia apparvero anche alcuni articoli suoi in Studi Cattolici e la traduzione di un libro pubblicato nel 1996-1997 in tedesco e in inglese: 
Una strada per il domani 
- Guida all’auto-terapia dell’omosessualità, Città Nuova, Roma, 2004[2]. 
Questi testi fanno capire perché il Nostro occupi un posto a sé nell’ambito scientifico e nei suoi metodi di cura. 
Di contro alle erronee concezioni al momento dominanti (con l’incredibile appoggio di tanti Governi e l’apatia, quando non peggio, della Chiesa cattolica), concezioni le quali vogliono far apparire l’omosessualità come un “orientamento sessuale” normale, naturale, che l’individuo, agendo in piena libertà da costrizioni di qualsiasi tipo, dovrebbe solo scoprire in se stesso, concezioni scientificamente indimostrate e in realtà indimostrabili; il dr. van den Aardweg riconduce l’origine dell’omosessualità ad un disturbo mentale, che prende piede soprattutto nel periodo dell’adolescenza, allorché il soggetto che ne è vittima, per una serie di motivi dovuti solo in parte a rapporti squilibrati con uno dei due genitori, si forma complessi di inferiorità, di esclusione, di autocommiserazione, che finiscono con il coinvolgere la percezione della sua identità sessuale. 
L’omosessualità deve dunque ritenersi, quanto alla sua origine, una patologia di origine nevrotica, da considerarsi sempre nel nòvero delle malattie mentali. 
In nessuno di noi esiste un “orientamento sessuale” omosessuale naturale, cioè innato.