giovedì 19 maggio 2016

Le donne che vanno a messa più di una volta a settimana vivono di più!

"Donare al mattino un sorriso è una virtù " affermava un anziano Canonico Romano, famoso per le sue appassionate Omelie contro il modernismo ( si è addormentato nel Signore prima della conclusione dell'ultimo Concilio : preservato dalle dolorosissime devastazioni all' amata Chiesa ).
Fa sorridere la notizia che  la medicina ufficiale riconosce dal punto di vista scientifico benefici di salute alle donne che assistono frequentemente la Santa Messa, anche nei giorni feriali, confermando dal punto di vista scientifico quel che abbiamo sempre saputo per fede.

Il Magistero e la devozione dei Santi ci hanno infatti insegnato che la Santa Messa è il bene più prezioso della  Chiesa tant'è che è sommamente disprezzata e temuta dalle potenze infernali e da tutti gli eretici, Lutero in primis
Per fortuna il ricercatore autore dello studio si riferisce alle Messe frequentate da " donne anziane" avendo evitato evidentemente quelle strambalate cerimonie (non sappiamo come definirle) con palloncini colorati, pagliacci e schitarramenti vari che nuocciono alla salute spirituale e fisica.
AC

"Medicina, gli esperti: “andare spesso a messa allunga la vita” 
Secondo un recente studio andare spesso in chiesa allunga la vita delle donne 
 Ilaria Quattrone 

Secondo un recente studio andare spesso a messa allunga la vita. 
Lo studio è stato condotto dalla scuola di specializzazione in sanità pubblica dell’Università di Harvard ha stabilito che le donne che vanno a messa più di una volta a settimana vivono in media cinque mesi in più di quelle che non partecipano a funzioni religiose. 
La ricerca ha seguito oltre 74mila donne che hanno partecipato ad un maxi studio sulla salute delle infermiere. 
In un articolo per la rivista scientifica Usa JAMA Internal Medicine, i ricercatori scrivono: “rispetto alle donne che non partecipano a funzioni religiose, le donne che vanno a messa più di una volta a settimana hanno un rischio di mortalità del 33% inferiore“. 
Nell’esaminare i possibili percorsi dalle funzioni religiose alla mortalità per tutte le cause, abbiamo riscontrato che sintomi depressivi, fumo, sostegno sociale e ottimismo sono tutti mediatori potenzialmente importanti” scrivono i medici. 
Tuttavia “nessun mediatore singolo spiega più del 25% dell’effetto complessivo, ci possono essere molti percorsi dalla partecipazione alle funzioni religiose alla salute“. 
"I nostri risultati non comportano che gli operatori sanitari debbano prescrivere di assistere ai servizi religiosi – proseguono gli autori -, ma per coloro che hanno già una fede, la partecipazione alle funzioni può essere incoraggiata in quanto rappresenta una forma di partecipazione sociale significativa“. 
L’età di base delle persone studiate era 60 anni e ci sono state oltre 16.500 morti nei 16 anni coperti dallo studio. 
Il dottor Dan German Blazer, che ha commentato lo studio sulla rivista, scrive che la ricerca “non affronta questioni filosofiche o teologiche” e non conferma le asserzioni sui “benefici positivi di specifiche esperienze religiose“. 
I motivi per la presenza alle funzioni religiose variano in misura apprezzabile da persona a persona: devozione, abitudini consolidate, pressioni sociali e a volte semplicemente la solitudine spingono le persone a cercare un gruppo di sostegno con cui essere in contatto“. 
Lo studio non può essere generalizzato “a uomini o giovani adulti” o “ad altri gruppi religiosi come ebrei, buddhisti, musulmani e hindu” perchè il campione è composte soprattutto da donne anziane di religione cristiana, scrive ancora il medico. 

Fonte : MeteoWeb

Immagini: alcune foto del 34° Pellegrinaggio Parigi-Chartres 14-15-16 maggio 2016. 
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