martedì 29 marzo 2016

La mirabile trasformazione degli Apostoli

di S. Giovanni Crisostomo


Uno dei principali argomenti che rendono plausibile e credibile la Resurrezione di Gesù è la mirabile trasformazione degli Apostoli.
Senz'altro lo Spirito Santo diede loro comprensione del mistero e coraggio.
Ma entrambe le cose non poterono fondarsi sul nulla o su una illusione.
Santo Giovanni Crisostomo spiega il tutto da par suo (d. A. M)

Donde mai venne in mente a dodici uomini e per di più ignoranti che si trattenevano sui laghi, sui fiumi e nella solitudine di intraprendere così grandi imprese; e ad essi che forse non erano mai giunti in una città e su una piazza, di allestire un esercito contro tutta la terra?

Che essi fossero paurosi e pusillanimi lo dichiara apertamente chi scrisse intorno ad essi, il quale non negò questo, né volle nascondere i loro difetti: e questa è la massima prova di verità.

Che cosa egli dice dunque riguardo ad essi? Che allorché Cristo fu catturato, dopo gli innumerevoli miracoli compiuti, gli uni fuggirono, e quello poi che era come il corifeo degli altri lo rinnegò.

Donde mai dunque essi, che mentre Cristo era vivo non sopportarono líassalto dei Giudei, dopo che egli morì e fu sepolto, non essendo risuscitato, come voi dite, né avendo parlato loro, e non avendo ispirato loro coraggio, formarono un esercito contro la terra così vasta?

O piuttosto non avrebbero detto tra sé: "Che cosíè mai questo? Non ha potuto salvare se stesso e proteggerà noi? Non portò aiuto a se stesso da vivo, e ci tenderà la mano da morto? Mentre egli era vivo non sottomise alcuna nazione, e noi convinceremo tutto il mondo dopo aver fatto conoscere il suo nome?

E come non sarebbe contro ragione, non soltanto mettere in atto queste cose, ma addirittura pensarle?"

Per la qual cosa appare chiaramente che, se non avessero visto che egli era risorto, e se non avessero avuto una grande prova della sua potenza, non avrebbero affrontato un così grave rischio.
(S. GIOVANNI CRISOSTOMO, Omelia 4 sulla prima lettera ai Corinti, PG 61, 34-36; il testo citato corrisponde a parte della seconda lettura dellíufficio delle letture del 24 agosto, festa di S.Bartolomeo)

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