venerdì 9 ottobre 2015

Tridentini a Firenze

Tratto da  Regina 
Di Losana Boyd
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Nell’autunno del 2014, Sua Eminenza il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, ha affidato la Chiesa dei Santi Michele e Gaetano all’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, dando all’Istituto l’opportunità di mantenere la permanenza in chiesa di un sacerdote a tempo pieno. L’Istituto celebra la messa domenicale nella forma straordinaria del Rito romano in questa chiesa dal 2008 – a seguito del Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI – l’11 ottobre 2014 ha segnato l’inizio ufficiale del ministero a tempo pieno dell’Istituto in Firenze.
Il rettore, il trentaquattrenne canonico Federico M. Pozza, è stato ordinato sacerdote in questa chiesa nel 2011, e ha parlato a REGINA in questa intervista esclusiva circa i primi mesi della sua esperienza come rettore e sulla condizione generale dello stato della Chiesa e della fede in Italia.

REGINA: Firenze è una città piena di turisti. Come questo incide sul suo ruolo di Rettore dei Santi Michele e Gaetano?
CANONICO POZZA: A volte devo semplicemente rispondere a domande su cose esteriori, come le date di costruzione e così via. A volte i turisti vengono per la Confessione, che è disponibile per tutto il giorno in italiano, inglese e francese. Spesso i viaggiatori sanno che si celebra la messa in latino qui, e arrivano per assistere alla Messa durante la loro permanenza in Firenze.


REGINA: Quali sono le aspettative o gli obiettivi dell’Istituto per questo apostolato?
CANONICO POZZA: Gli obiettivi dell’Isituto di Cristo Re Sommo Sacerdote per questo Apostolato fiorentino sono gli stessi proposti dall’Arcivescovo ai miei Superiori quando la chiesa è stata affidata a noi: mantenere la chiesa a disposizione delle anime. Aiutare quelle anime che hanno bisogno della forma straordinaria per la loro santità e per andare a Dio.
“UNA COSA che la gente nota è che la chiesa dei Santi Michele e Gaetano è aperta per 11 ore e 1/2 nel corso della giornata. Quando eravamo una società cristiana, tutte le nostre chiese erano aperte durante il giorno. Oggi, la maggior parte rimangono chiuse durante le ore pomeridiane. Ciò che è accaduto è la secolarizzazione. Un certo modo di pensare aziendale è entrato nella Chiesa; l’idea che se solo una o due persone entrano nel pomeriggio, forse non “vale la pena” tenere la chiesa aperta. Questa è una cosa che quando ero studente mi dispiaceva, e ho desiderato un orario differente per San Gaetano. “


REGINA: La chiesa dei Santi Michele e Gaetano si trova in una zona molto esclusiva della città, accanto a Gucci, Prada, Armani, Hermes e altre icone dei tesori terreni. Che cosa pensa riguardo a questi luoghi e il tesoro vero del Tabernacolo?


CANONICO POZZA: se il tesoro terreno è ben utilizzato, può portarci al vero tesoro. Tutte queste cose possono essere strumenti per la Gloria di Dio. È il modo con cui viviamo con loro e come le usiamo. Quando siamo “poveri in spirito,” saremo naturalmente distaccati da queste cose transitorie. I beni terreni, ivi compresi i prodotti della moda, possono essere belli e buoni se usati nel modo appropriato.
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Se messa a confronto con altri paesi europei, LA SITUAZIONE DELLA CHIESA IN ITALIA sembrerebbe essere in buone condizioni. Sempre più spesso, però, la Chiesa è stata attaccata dal laicismo. Le Messe sono sempre meno frequentate, i giovani non vanno a messa, anche molti preti non riescono a presentare correttamente il Vangelo “.


Negli ultimi due decenni la situazione è obiettivamente peggiorata IN ITALIA, a causa di una serie di governi e di leggi che violano direttamente i principi cristiani. Nell’ambito culturale, la qualità degli spettacoli è davvero scaduta. La programmazione televisiva di oggi e internet stanno avendo una terribile influenza sui giovani. La loro intelligenza è meno paziente, sono in effetti terrorizzati dal silenzio e dalla necessità di dover spendere del tempo per studiare e per comprendere veramente le cose. Insegnare la complessità del mistero cristiano e la profondità della storia cristiana diventa pertanto sempre più difficile in questo clima. “


IL FATTO È CHE I GIOVANI NON CREDONO perché i loro genitori non credono. Non credono che attraverso la Chiesa possono trovare la verità, le risposte alle loro domande più profonde sulla vita. Al contrario, la società odierna propone come ideale di lavorare il meno possibile semplicemente con l’obiettivo di divertirsi. Le famiglie non trasmettono la Fede: ormai la Chiesa non dispone più dell’aiuto della famiglia e non ci sono abbastanza preti o suore per tutto il lavoro che deve essere fatto.”


E NELLA CHIESA vi è una parte di responsabilità per questo calo della Fede. Le chiese sono vuote perché spesso chiuse. Dopo gli anni sessanta, nella Chiesa si è accettato in modo quasi fatalista che saremmo diventati una minoranza all’interno della società. “

OGGI LA CHIESA IN ITALIA HA UNO STATUS essenzialmente cerimoniale. A causa di una continua campagna mediatica contro di essa, la Chiesa è presentata come ricca e potente ed arroccata in difesa di privilegi fiscali. “

In termini di PROBLEMI MORALI, la gente sembra vergognarsi del Vangelo, di non poterlo fisicamente seguire. Dato che la società diviene sempre più secolarizzata, la Chiesa è resa meno visibile. Nel 1970, per esempio, le macellerie di tutta Italia erano chiuse il Venerdì Santo. La RAI trasmetteva soltano musica classica. Quaranta anni fa, la gente accettava l’importanza della Chiesa nella società. Oggi si rifiuta. Tuttavia, ci si aspetta che la Chiesa continui a fare tutti gli sforzi umanitari possibili: la Caritas e la Croce Rossa (una croce, un simbolo cristiano, non dimentichiamolo ..) le Misericordie, le scuole private cattoliche, gli ospedali e le cliniche e così via. La sua utilità è misurata in ciò che la Chiesa è in grado di dare materialmente alla società italiana. “
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“I fiorentini sono giustamente orgogliosi del fatto che la loro città è stata la culla del Rinascimento. Hanno alti standard di bellezza e cultura. I fiorentini fiorentini amano la polemica e le discussioni di ogni tipo, e si aspettano un certo brio spirituale e intellettuale. A Milano, i sacerdoti ambrosiani tendono a una vita ministeriale più semplice e sobria; un prete, qui a Firenze, deve avere una personalità decisamente più marcata. “


REGINA: Come hanno reagito i turisti, gli amanti dello shopping e i Fiorentini del quartiere alla messa in latino?
CANONICO POZZA: Posso facilmente dire che il novanta per cento di coloro che vengono sono piacevolmente sorpresi dalla messa in latino. Non c’è stata alcuna reazione negativa.
REGINA: La messa in latino è a volte criticata per non essere “user friendly”, esclusiva. Come può commentare questo?
CANONICO POZZA: Comprendo una simile impressione, e gran parte del problema è che i fedeli non sono catechizzati. Troppa gente non saprebbe neanche dire cosa sia la messa. Dobbiamo educare dal pulpito, essere più visibili, per aiutare le persone a comprendere i riti della Messa. In realtà, la catechesi è qualcosa che è necessario per tutta la vita.
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SONO ANDATO ALLA MESSA ANTICA PER LA PRIMA VOLTA NEL 2002, mentre ero studente presso l’Università Cattolica di Milano. Era in una piccola chiesa, con il permesso dell’Arcivescovo. In questa chiesa ho finalmente visto che esiste una messa che mi dice veramente qualcosa. In realtà, fui poi in grado di comprendere il nuovo Rito vedendolo attraverso l’ottica del Rito antico. Fu un grande dono.”
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REGINA: Può dirci qualcosa del suo cammino verso il sacerdozio?
CANONICO POZZA: Sono nato e cresciuto a Milano, ho avuto un’educazione cattolica, ho studiato dai gesuiti per tutti i gradi della scuola dalle elementari fino al liceo.
Fino all’inizio del liceo, ho avuto buoni sacerdoti che celebravano bene la Messa nella forma ordinaria.
Al liceo, però, ho avuto un professore di religione, un Padre Gesuita, che insegnava in modo diverso da come avevo appreso negli anni precedenti, con un metodo quasi panteistico. Ci descriveva Dio come una fonte di energia o l’anima umana come un brano musicale che viene eseguito (vita) e poi non viene più eseguito ma continua ad esistere (la morte). Per come la vedevo e la vedo io, Nostro Signore è una Persona con cui posso parlare. Non potevo accettare questo altro modo di considerare Dio e cominciai a sentirsi in difficoltà nella Chiesa.
Per molti anni, sono rimasto senza praticare la fede, anche se andavo in chiesa a pregare tutti i giorni. L’esperienza della messa in latino ha avviato, con gioia, il mio ritorno alla piena comunione con la pratica domenicale e infrasettimanale.
All’età di 22, circa a metà strada dei miei studi di legge presso l’Università Cattolica, ho capito qualcosa del processo dibattimentale che mi ha turbato: non sempre la verità fattuale e la verità processuale combaciano.
Ho cominciato a domandare a me stesso se non dovessi dare la mia vita a qualcosa di superiore. In quel periodo ho incontrato un sacerdote dell’Istituto di Cristo Re e ho cominciato ad andare a Gricigliano per le principali feste liturgiche e per dei ritiri.
Dopo la laurea, nel 2004, ho preso la decisione di entrare nel seminario dell’Istituto. In quanto unico seminarista di lingua italiana, ho avuto la possibilità di accompagnare talvolta a Roma i miei Superiori di lingua francese, di conseguenza, ho visto i miei Superiori molto da vicino e la Santa Sede da dentro. Questo è stato un grande privilegio nella mia formazione in seminario.
Ogni vocazione ha la suapropria e singolare storia, che la rende diversa da tutte le altre. Ma fondamentalmente, quando il Signore chiama qualcuno a seguirLo, si tratta di un processo calmo e tranquillo, che non è difficile. Ogni volta che Dio chiede qualcosa, è qualcosa fatto per le nostre spalle.

REGINA: Quali sono i principali ostacoli per i nostri contemporanei di fronte alla fede cattolica?
CANONICO POZZA: Viviamo in un tempo di grande confusione, soprattutto intellettuale, e non accettiamo che ci sia un modo più alto di pensare alle cose. Dai tempi della Rivoluzione Francese ad oggi esiste una diffidenza verso ogni forma di gerarchia; il Signore, però, non è democratico; ha creato tutto senza chiedere il nostro voto o la nostra opinione. In passato, questo era molto ben compreso.
“La società attuale ha bisogno di testimoni, testimoni credibili, del Vangelo. E bisogna partire dal sacerdozio. Si pensi a come San Patrizio tornò in Irlanda. Arrivò come un re, con un seguito completo. Era impressionante: in tal modo ha ottenuto l’attenzione della gente, e li allontanò dal culto pagano.”
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La verità è che noi siamo fatti per il culto. E se noi non adoriamo Dio, adoreremo qualcos’altro, come la ricchezza, la salute, la posizione sociale sociale. Anche se la gente non lo riconosce direttamente, lo fa.”


Quando sento che qualcuno ha abbandonato la Fede, la mia reazione immediata è che torneranno. Quando tutte le garanzie che si pensava avrebbero dato la felicità hanno fallito, si tornerà alla Verità che non delude mai. Abbiamo una splendida Fede. Dobbiamo giustamente essere stupiti dalla bellezza della Chiesa. “
“In futuro, saremo una chiesa elitaria. Non in termini di élite sociale, ma in termini di dimensioni ridotte e che esisteremo al margine della società. Papa Benedetto ha parlato spesso della nuova evangelizzazione come proveniente da una chiesa più piccola, un resto, se si vuole. Ma dobbiamo anche ricordare, che tutta questa impresa è iniziata con un gruppo di dodici; quindi penso che, con l’aiuto di Dio, la Chiesa ritroverà la posizione che le spetta nel mondo.”