martedì 29 settembre 2015

Il 29 settembre 1850 papa Pio IX Mastai Ferretti ha ristabilito la Gerarchia Cattolica in Inghilterra

In Inghilterra nel 1840 il numero dei vicari apostolici era passato da quattro a otto, ma la soluzione dei problemi della chiesa cattolica e anzitutto delle difficoltà che risultavano dal crescente numero di abitanti irlandesi nelle città industriali, era possibile, come fu evidente nel decennio successivo, soltanto attraverso l'organizzazione di un episcopato diocesano. 
Dopo l'elezio­ne di Pio IX alla cattedra di Pietro, rappresentanti dei vicari apostolici fecero le loro rimostranze a Roma, nel 1847 e poi ancora una volta nel 1848, insi­stendo per un rimedio che andasse in questo senso. 
 Ma la rivoluzione romana e l'esilio del papa a Gaeta, ritardarono la decisione fino al 1850.
Nel frattempo l'organizzazione ecclesiastica in Inghilterra era sottoposta a uno sforzo an­cora più intenso, dopo la grande carestia del 1847, per l'affluenza di irlandesi poveri. 
Il breve papale Universalis Ecclesiae del 29 settembre 1850 eresse in Inghilterra e nel Galles una gerarchia cattolica con sede metropolitana a Westminster e dodici vescovi suffraganei. 
Mons. Nicholas Patrick Stephen Wiseman (Siviglia, 2 agosto 1802 – Londra, 15 febbraio 1865) fu nominato Arcivescovo Metropolita e successivamente Cardinale nel concistoro del 30 settembre 1850. 
Il 7 ottobre, poco prima della sua partenza da Roma per l'Inghilterra, il Card. Arcivescovo di Westminster indirizzò una lettera pastorale ai cattolici inglesi, in cui egli, di natura esuberante e ottimista, dava piena espressione alla sua gioia per il fatto «che l'Inghilterra cattolica è stata ora riportata, nella sua orbita di rivoluzione, al firmamento ecclesiale». 
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Si erano certo evitati, per discrezione, nella scelta delle dodici sedi suffraganee, i nomi delle diocesi anglicane, ma la scelta di Westminster come sede arcivescovile, provocò particolare irritazione perchè anche se Westminster non era una diocesi anglicana, tuttavia l’abbazia veniva considerata santuario nazionale. 
Wiseman riuscì a placare gli animi con il suo abile ed efficace Appeal to the reason and good feeling of e English people, che pubblicò il 20 novembre, dopo il suo ritorno in Inghilterra. 
Anche se il 1 agosto 1851 fu elevato a legge un Ecclesiastical Titles Bill, che imponeva a tutti coloro che ricevevano nel Regno Unito il titolo di sedi episcopali, non disponibili, un'ammenda di 100 sterline, non vi fu alcuna applicazione di essa e vent'anni dopo fu tacitamente soppressa. 
L'incalzante preoccupazione della gerarchia se non valse alla conversione dell'Inghilterra, servì molto più all'organizzazione di un sistema parrocchiale e altresì costruzione di chiese e scuole per le masse dei cattolici poveri nei territori industriali. 
Più della metà dei cattolici viveva nel Lancashire (diocesi di Liverpool e di Salford), la cui popolazione era fortemente aumentata, per il forte afflusso a Liverpool negli anni dopo il 1847. 
Il resto era concentrato a Londra ( diocesi di Westminster e Southwark) e nei territori industriali del Midland ( soprattutto la diocesi di Birmingham). 
Nel resto dell'Inghilterra i cattolici erano in così scarso numero e così sparsi, che era difficile impiantare propriamente un'organizzazione diocesana. 
Grandi cose furono però compiute nei tre sinodi provinciali, tenuti sotto l’episcopato di Wiseman negli anni 1852, 1855 e 1859. 
Le missioni parrocchiali ebbero uno status definitivo e si affrontò il problema di avere preti per esse. Alcuni preti, ovviamente, vennero dall'Irlanda. 
Al sinodo del 1852 Newman tenne una delle sue più famose prediche: « The Second Spring » che mostrava che anche la sua immaginazione si era infiammata alla speranza di una conversione dell'Inghilterra, benché egli fosse di temperamento molto più cauto di Wiseman. 
Inoltre Wiseman proseguì la sua politica di inserire membri di ordini religiosi nelle missioni parrocchiali.
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Il Cardinale stesso fondò una congregazione diocesana, gli oblati di San Carlo, e nominò Manning loro superiore. 

( Dalla "Storia della Chiesa", volume VIII/2. Jaca Book Ed.)