lunedì 7 settembre 2015

Cattolici aggrediti : “Ricuperiamo l’orgoglio per la nostra storia. E per la nostra civiltà. E facciamo dono di questa civiltà come è nostro dovere”

Postiamo alcuni stralci di un Articolo della Dott.ssa Silvana De Mari "Laureata in medicina, inizia dedicandosi all'attività di chirurgo prima in Italia, dopo come volontaria in Etiopia. In seguito si occupa di psicoterapia" che descrive, senza se e senza ma, "il momento più buio della cristianità dall’inizio dei tempi. ... Abbiamo bisogno di qualcuno che come primo problema nomini i cristiani massacrati..."
Con il santo Rosario in mano dobbiamo resistere ai sempre più  frequenti attacchi , sferrati con l'ausilio dei potentissimi mass media,  alle nostre radici cristiane : unicamente contro Cristo e la Sua civiltà dell'amore, inaugurata dal Suo Sangue Prezioso sparso sulla Croce per la nostra salvezza.
  
 I musulmani hanno massacrato pagani, ebrei, cristiani, buddisti e induisti. 
Ma noi li giustifichiamo sostenendo che abbiamo commesso delle atrocità con le crociate. 
 di Silvana De Mari 

Dopo ogni bomba, dopo ogni massacro, mentre ancora i cadaveri sono caldi e le rovine fumano, qualcuno ricorda le crociate. 
L’idea sarebbe che i musulmani hanno ancora il diritto di essere furiosi per i torti subiti durante le crociate. 
Questa vulgata è ripetuta da molti perché è stata ossessivamente imparata sui libri di scuola. 
Il mio amico Giancarlo Matta sottolinea giustamente i danni tragici del marxismo. 
La storiografia marxista ha da circa 60 anni il monopolio culturale dell’Europa. 
Ha creato una storiografia fantastica tesa a istillare nell’Occidente un tale odio di sé da spingerlo all’indispensabile suicidio. 
Le civiltà non muoiono per assassinio, muoiono per suicidio. 
Tutti i demeriti dell'Occidente sono ingigantiti, i torti e le violenze che ha subito scompaiono dalla storia, tutti i meriti della civiltà occidentale sono negati. 
Un vero e proprio etnocidio.  
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Per la cronaca: non solo noi. 
C’erano anche gli armeni e i copti sudanesi dei regni di Dongola e Axum, e c’erano per salvare il sepolcro di Cristo, ma anche per salvare il ventre delle loro donne e la testa dei loro figli. 
Le crociate sono state guerre di difesa. 
Durante le crociate sono stati uccisi innocenti e in particolare ebrei innocenti e questo è uno dei numerosi motivi della mia fedeltà assoluta allo Stato di Israele, le crociate sono state fatte da uomini del Medioevo, con la violenza del loro tempo, ma sono state guerre di difesa. 
La teoria che le crociate sono state una violenza terrificante ai mussulmani e che ne sono ancora sconvolti è una roba che poteva venire in mente solo agli storiografi marxisti, che erano dementi per definizione e che poi l'hanno venduta loro agli islamici, negli anni 60, in quel gioiello di posto che è stata l'Università di Mosca. 
I mussulmani poveri pulcini sono innocenti e irascibili, e si sono irritati così tanto che per l’irritazione hanno sterminato anche uno strepitoso numero di buddisti e induisti, perché se è vero che la violenza musulmana è stata causata dalle crociate, anche gli apocalittici stermini di buddisti e induisti saranno stati una conseguenza? 
Se è vero che avere subito violenze nei secoli giustifica la violenza, non dovrebbe essere il popolo di Israele quello più irritato? 
L’islam ha picchiato molto di più di quante non le abbia prese. Io mi chiamo De Mari. 
La mia antenata Barbara De Mari nell’ XI secolo a Macinaggio in Corsica combatteva contro i saraceni con l’ascia perché lei era femmina e la spada non le toccava e combattendo riuscì a evitare che lei e i contadini del suo feudo facessero parte di quei milioni di schiavi che nessuno ricorda e che non hanno lasciato traccia perché nell'’islam gli schiavi non si possono riprodurre. 
L’islam è stato nei secoli tanto buono e tollerante? 
Queste idiozie per favore fatele dire a Ridley Scott che è mantenuto a petrodollari, oppure raccontatele alle vostre sorelline minori se ce le avete. 
Non venitele a raccontare a me, perché appartengo a una famiglia che ha combattuto per secoli i saraceni. 
Li ha combattuti per mare e per terra. 
C’era anche uno di noi a crepare come un cane quel maledetto 29 maggio1453 a Costantinopoli, quando la città è caduta. 
Era un martedì. 
La Turchia, il posto che noi chiamiamo Turchia era l’Impero romano d’Oriente, la capitale, quella che adesso di chiama Istanbul, era Costantinopoli, la terza città santa della cristianità. 
Ora di Cristiani in Turchia non ce ne sono più perché li hanno sterminati. 
Nella città chiamata Efeso dove è stata scritta l’Apocalisse di San Giovanni di cristiani non ce ne è nemmeno uno. 
E dopo un bel po’ di secoli gli islamici sono ancora irritati per essere stati intralciati dai crociati nella loro conquista del mondo sacrosanta e benedetta da Maometto. 
Questo ci spinge a due considerazioni: 
Primo: forse il momento è venuto di leggersela l’Apocalisse di San Giovanni. 
Secondo: forse il momento è venuto di piantarla di dire idiozie
La moderna antropologia è stata fondata da Claude Levi Strauss. 
Riporto alcune sue considerazioni su islam e crociate, ambedue prese da Tristi Tropici. Sono considerazioni fatte da un ebreo libero pensatore, non da un abate. 
"L’evoluzione razionale è inversa a quella della storia. 
L’Islam ha tagliato in due un mondo più civile. 
Che l’occidente risalga alle fonti del suo laceramento: interponendosi fra il Buddismo e il Cristianesimo, l’islam ci ha islamizzati; 
La cristianità ha avuto due strade: restare etica ed essere spazzata via, o imbarbarirsi, islamizzarsi e resistere. 
Abbiamo resistito. 
Abbiamo ritardato l'attacco. 
Quando sono arrivati a Vienna, li abbiamo fermati. 
La battaglia è cominciata l'11 settembre 1683, ed è stata vinta. 
Senza quella vittoria noi non esisteremmo. 
Quindi onore agli uomini che hanno protetto la civiltà dove viviamo, che è la civiltà che in assoluto ha avuto il più alto livello di scienza, di arte e di diritti degli uomini. 
Noi siamo noi, noi siamo la nostra storia, noi siamo la nostra violenza noi siamo la nostra ferocia, noi siamo la nostra compassione. 
Il mondo non conosce più il vaiolo perché noi lo abbiamo abbattuto. 
Quindi ricuperiamo l’orgoglio per la nostra storia. 
E per la nostra civiltà. 
E facciamo dono di questa civiltà come è nostro dovere. 
Se non lo faremo, moriremo e sarà giusto. 
Se siamo credenti, non pensiamo che Dio è morto in croce solo per noi. 
È un’idea piuttosto idiota. 
È morto anche per i musulmani, e il nostro dovere è dirlo. 
La violenza non è convertire, ma non convertire, lasciare l’altro nell’errore, perché “è la sua civiltà”. 
Quindi usciamo dalla violenza, e passiamo il testimone. 
Passiamo il messaggio. 

Fonte : La Veja

Foto 1 : Nauman Masih, il 14enne cristiano pakistano, che è stato dato alle fiamme da un gruppo di giovani musulmani, morto il 15 aprile 2015 dopo atroci sofferenze .