giovedì 9 aprile 2015

Il Mercoledì di Pasqua e la benedizione degli "Agnus Dei"

Sino al pontificato di papa Montini, il mercoledì di Pasqua era dedicato, nella Chiesa romana, alla benedizione dei c.d. Agnus Dei.
Si tratta di un’usanza assai antica, risalente ad un’epoca anteriore al primo millennio, che dovrebbe essere recuperata. 
Purtroppo, oggi, dal mercoledì di Pasqua è scomparsa qualsiasi parvenza di sacralità, anche legata alla Pasqua, essendo ridotto – come è capitato durante l’udienza generale di ieri...  (testo integrale con foto e filmato QUI )
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Riproduciamo, dal testo di dom Gueranger, quella che era la benedizione che il Romano Pontefice effettuava in questo giorno. 
La benedizione degli Agnus Dei 
 da Scuola Ecclesia Mater
A Roma il mercoledì di Pasqua è celebre per la benedizione degli Agnus Dei. 
Questa cerimonia viene compiuta dal Papa nel primo anno del suo pontificato e, dopo, ogni sette. 
Gli Agnus Dei sono dischi di cera sulla quale è impressa da una parte l’immagine dell’Agnello di Dio e dall’altra quella di qualche santo. 
L’uso di benedirli durante le feste di Pasqua è antichissimo; si crede averne trovate le tracce nei monumenti liturgici, fin dal V secolo; ma i primi documenti autentici rimontano solamente al IX secolo. 
Il cerimoniale che si usa adesso è del XVI secolo. 
Si ha avuto dunque torto di dire che tale istituzione avvenne in memoria del battesimo dei neofiti, all’epoca in cui si cessò di amministrare questo Sacramento in occasione della Pasqua. 
Sembra anche dimostrato che i nuovi battezzati ricevevano ciascuno un Agnus Dei dalle mani del Papa, nel Sabato di Pasqua; d’onde si deve concludere che l’amministrazione solenne del Battesimo e la benedizione degli Agnus Dei sono due riti che sono coesistiti durante un certo tempo. 
La cera che si adopera nella confezione degli Agnus Dei è quella del cero pasquale dell’anno precedente, alla quale se ne aggiunge molta altra; anticamente vi si mischiava anche il Sacro Crisma. 
Nel Medio Evo l’incombenza di impastare la cera e di stamparvi le sacre impronte era affidata ai suddiaconi ed agli accoliti di palazzo; oggi appartiene ai religiosi dell’ ordine dei Cistercensi, che abitano a Roma nel monastero di San Bernardo. 
La cerimonia ha luogo nel palazzo pontificio, in una sala, dove si è preparato un grande bacile riempito di acqua benedetta. 
Il Papa si appressa e, per prima cosa, recita questa preghiera: “Signore Iddio, Padre Onnipotente, Creatore degli elementi, conservatore del genere umano, autore della grazia e della salute eterna, voi che avete ordinato alle acque che uscirono dal Paradiso di bagnare tutta la terra; voi il cui unico Figlio ha camminato a pie’ fermo sulle acque e ricevuto il battesimo nel loro seno; ha poi sparso acqua mista a sangue dal suo sacratissimo costato, ed ha comandato ai suoi discepoli di battezzare tutte le nazioni: Voi siateci propizio e spargete la vostra benedizione su noi che celebriamo tutte queste meraviglie, affinché siano benedetti e santificati, per mezzo vostro, questi oggetti che noi immergeremo in queste acque, e che l’onore e la venerazione che porteremo loro meritino a noi, vostri servi tuoi, la remissione dei peccati, il perdono e la grazia, finalmente la vita eterna con i vostri santi e i vostri eletti”. 
Il Pontefice, dopo queste parole, versa il balsamo e il Sacro Crisma sull’acqua del bacino, domandando a Dio di consacrarla per l’uso al quale essa deve servire. 
Poi, girandosi verso i cesti nei quali sono accumulate le impronte di cera, pronuncia questa preghiera: “O Dio, autore di ogni santificazione, la cui bontà ci accompagna sempre; Voi che quando Abramo, il padre della nostra fede, si disponeva ad immolare il suo figliuolo Isacco per ubbidire al vostro ordine, avete voluto che consumasse il sacrificio per mezzo dell’offerta di un montone che un cespuglio aveva trattenuto; ...

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Foto  1 :  San Giovanni XXIII benedice gli Agnus Dei 

Foto 2 : Un "Agnus Dei"