domenica 19 aprile 2015

Card. Sarah in una scheda di Magister

Breve ma significativa scheda sul Card. Robert Sarah, grande difensore della dottrina Cattolica contro le idee bislacche dei card. Marx e Kasper, rimprovera il tentativo in Occidente di molti uomini di Chiesa di ridurre al minimo le esigenze del Vangelo mentre nel Sud del Mondo i cattolici perdono la vita in difesa della medesima fede cattolica"
Roberto




Un papa dall'Africa nera
Sarebbe il primo nella storia. E potrebbe essere il prossimo. Un nome: Robert Sarah. Autore di un libro rivelazione
di Sandro Magister, da Chiesa Espresso , del 10.04.2015

L'ha detto lui, con candore: "Ho la sensazione che Dio mi ha messo qui per una cosa breve". Quattro o cinque anni, o anche meno.
È naturale che questa confidenza di papa Francesco abbia rinfocolato le congetture su chi gli succederà.
 E subito è balzato in testa alle classifiche di scommettitori e di intenditori il cardinale che è stato battezzato "il papa Francesco dell'Asia", Luis Antonio Gokim Tagle, filippino con madre cinese, 56 anni, uno che viaggia sui bus, che accoglie i barboni in cattedrale, che non condanna ma abbraccia, e ha anche fatto studi di teologia negli Stati Uniti con rinomati maestri "liberal". Era suo il volto gioioso che compariva a fianco di Francesco nel trionfale viaggio nelle Filippine dello scorso gennaio.
Ma pochi hanno notato che Francesco aveva condotto con sé da Roma un altro cardinale, che in quelle isole si era già recato dopo il maremoto del 2013 a portare "la carità del papa", nella sua qualità di presidente di "Cor unum".
Il suo nome è Robert Sarah, è africano della Guinea, ha 70 anni. Era ai più uno sconosciuto, prima che un suo libro-intervista uscito in Francia un mese fa rivelasse il suo stupefacente profilo. Francesco l'ha sorprendentemente promosso, lo scorso novembre, a prefetto della congregazione vaticana per il culto divino, una nomina forte per la nuova curia in via di riforma.
Per la Chiesa è il momento dell'Africa, continente di convertiti, erano 2 milioni i cattolici nel 1900 e sono 200 milioni oggi, e terra di martiri, sgozzati come agnelli sulle rive del Mediterraneo o trucidati il Giovedì Santo in un campus universitario del Kenya. Anche di questo è fatta la biografia di Sarah.
Nasce in un remoto villaggio della savana, in una famiglia fresca di conversione. A 12 anni è circonciso e iniziato alla vita adulta nella foresta. Studia per farsi prete e lo diventa, mentre la sua Guinea è sotto il regime sanguinario del marxista Sekou Touré, con il vescovo di Conakry, la capitale, imprigionato e torturato.
Studia teologia a Roma, alla Gregoriana e soprattutto al Biblico, con rettore Carlo Maria Martini e con maestri come Lyonnet, Vanhoye, de la Potterie. Va per un anno alla prestigiosa École Biblique di Gerusalemme.
E poi torna umile parroco nella sua Guinea, a piedi nella savana per raggiungere l'ultimo fedele, tra una popolazione a maggioranza musulmana. Finché nel 1978 Paolo VI lo fa vescovo, il più giovane del mondo, a 33 anni. E gli affida Conakry, con Sekou Touré sempre più inferocito contro questo nuovo pastore indomito difensore della fede. Dopo la morte improvvisa del tiranno, nel 1984, scopriranno che Sarah era il primo sulla lista dei nemici da eliminare.
A Roma lo chiama Giovanni Paolo II nel 2001 e lo fa segretario della congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, a prendersi cura delle oltre mille diocesi dei paesi di missione. E quando il suo prefetto si ammala diventa, dal 2008, l'effettivo numero uno di Propaganda Fide, a contatto personale con Benedetto XVI che nel 2010 lo fa cardinale e presidente di "Cor unum".
Per papa Joseph Ratzinger Sarah ha una sconfinata ammirazione. Condivide con lui l'idea che per la Chiesa d'oggi la priorità assoluta è portare Dio nel cuore delle civiltà, sia quelle d'antica cristianità offuscata o rinnegata, sia quelle ancora pagane.
È lo stesso obiettivo che egli attribuisce al Concilio Vaticano II. Questo e non altro, perché l'eclisse di Dio è il decadimento dell'uomo. "Dieu ou rien", Dio o niente, è il titolo del suo libro, più di quattrocento pagine folgoranti per profondità e per nettezza.
Anche la carità ai reietti del mondo deve rivelare Dio. Senza sconti. Non è accettabile, dice Sarah, che "mentre dei cristiani muoiono per la loro fedeltà a Gesù, in Occidente degli uomini di Chiesa discettino per ridurre al minimo le esigenze del Vangelo".
Il cardinale Walter Kasper, il primo dei grandi elettori di Jorge Mario Bergoglio, già pensa al dopo e si inquieta. Si è chiesto nella sua ultima intervista: "Rimarrà il pontificato di Francesco solo un breve interludio nella storia della Chiesa?".

6 commenti:

  1. I brevi interludi iniziano e finiscono. E' nella loro essenza la brevità.

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  2. Dio ce ne scampi da un Papa come il Cardinal Sarah. Incompetente come pochi in Liturgia...uno dei pochi errori di Papa Francesco. Ho visto la conferenza stampa dopo la pubblicazione del documento sull'omelia: lui ha fatto una figura pietosa assai, finche ha letto ciò che altri hanno scritto tuto ok, interrogato dai giornalisti ha raccontato poco più che banalità come quando parla di Sacrosantum Concilium ....

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  3. A me sembra che il cardinale insista su principi e valori da ricordare perché perduti o negletti. Per esser un buon Papa basta difender la retta fede, e sapersi circondare di persone fidate ed esperte in vari campi.
    Mi sembra inoltre che il card. Sarah abbia la tempra del pastore e tanto amore per la Chiesa. Né il suo curriculum rispecchia una preparazione banale.

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    1. Accusando un cardinale d' incompetenza liturgica, sarebbe inoltre utile scrivere SacrosanCtum Concilium con la c...

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    2. Sed contra: il tuo di curriculum.......

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  4. Speriamo solo che il Card. Sarah riporti al centro Cristo nelle celebrazioni.

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