lunedì 16 marzo 2015

Giuliano Ferrara "Papa Francesco piace a troppi: tace sulle cose che contano"

 Giuliano Ferrara sul Papa: "Lo dico: finirà malissimo.
Piace a troppi, perchè tace sulle cose che contano"
da Libero, del 14.03.2015

Il giorno dopo l'annuncio del Giubileo straordinario, il siluro contro Papa Francesco parte da un papista convinto come Giuliano Ferrara. L'ex direttore del Foglio verga una profezia nera sul Vaticano, che nulla c'entra con la durata del Pontificato di Bergoglio ma semmai con il destino stesso della Chiesa. Il clima festoso che circonda Sua Santità, a due anni dalla sua elezione, l'entusiasmo di un "box office da tutto esaurito" non nasconde e anzi è lo specchio di quello che attende i fedeli: "Un anno fa scrivevo che poteva finir male, perché il fine di riconquistare il mondo è santo, ma i mezzi implicano l'alto rischio che sia il mondo a conquistarti definitivamente, cancellandoti come contraddizione o segno di contraddizione - scrive Ferrara -. Mi pare che siamo un pezzo avanti su questa seconda strada".

A differenza di Papa Giovanni Paolo II ("volto virile e conquistatore, con la ruvidezza sincera e giudicante della dottrina morale su vita e famiglia") e di Papa Benedetto XVI ("eletto per combattere il relativismo e raddrizzare la rotta della barca secolare investita da ogni vento di dottrina"), Papa Francesco ha scelto secondo Ferrara un profilo più mite e dolce ma per questo molto pericoloso. "Con i suoi buona sera, i buoni pranzo, le borse nere con breviario e il rasoio, le Ford Focus, i pulmini, le misericordine", nota l'Elefantino, il Pontefice ha attirato applausi nel nome di "fede e amore", rinunciando però al volto severo della dottrina, al giudizio morale che è uno dei capisaldi della Chiesa. "Chissenefrega dell'aborto, del divorzio, della biogenetica, altro che catechismo, catalogazione dei peccati, definizione del credo, è tutta tradizione pietrificata, morta e sepolta dal Vaticano II", è il commento sarcastico e amaro di Ferrara. Quella di Bergoglio su queste materie "è una Chiesa del silenzio, come quella dell'est europeo durante la dittatura sovietica". Per "riconquistare il mondo secolare", è questo il pericolo (e la linea bergogliana), "devi farti perdonare quella ingerenza spirituale del passato". La Chiesa, cioè, accetta di deporre spada e scudo, smette di combattere. E così "l'aborto è diventato un diritto umano, non più una circostanza dolorosa di cui prendere atto mentre la si combatte con le armi della cultura".

"Questo Papa piace troppo" - Seguendo i dettami della "sola fide", il quadro che ne esce è per Ferrara disarmante: "Il Papa non vuole la rogna del mondo com'è, se lo rappresenta come un cuoricino di bontà e misericordia". "Mi sbaglierò - è la conclusione sconsolata dell'ex direttore - ma è tutto questo che di Francesco piace, e piace troppo. Ed è il piacere triste della chiesa che si arrende, io preferisco il Papa che mette allegria e spande gioia con il suo stile, ma la testimonianza di cultura, la vera laicità come dimensione moderna, la capacità di funzionare come contraddizione sociale, questa manca. O mi manca, se volete".