giovedì 31 luglio 2014

Giulianova (TE) venerdì 1 agosto Santuario dello splendore: Via Crucis per i cristiani perseguitati nel mondo

Venerdi 1 Agosto 2014, primo venerdì del mese e Inizio del Perdono di Assisi,  
Giornata Mondiale di Preghiera e Penitenza per i Cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente  

Giulianova ( Teramo)   Santuario della Madonna dello Splendore  
alle ore 20,30

 VIA CRUCIS 
guidata da Padre Luigi OFMC Organizzata dai Coetus fidelium dell'Abruzzo e (alcuni) delle Marche.


Al termine della Via Crucis saranno intonate le Litanie del Sacro Cuore e sarà recitato l'Atto di Riparazione e di Consacrazione del Genere Umano  al Sacro Cuore di Gesù.
Benedizione con la Reliquia della Santa Croce. 

I nostri fratelli perseguitati in Iraq e nel Medio Oriente sono contrassegnati tutti con la lettera "N" di Nazareno dai loro persecutori, il che è di per sè l'onore più grande, ma ricorda nella modalità stragi e genocidi del passato in cui simboli venivano applicati per contrassegnare i destinati allo sterminio. 
Sono Cattolici di rito latino, greco, caldeo, maronita, copto, siriaco, armeno, Ortodossi ...

Nella serata di venerdì, inoltre, è suggerito il digiuno per offrire una piccola e simbolica penitenza a Gesù Eucaristia per i nostri fratelli perseguitati ed anche per la conversione dei loro persecutori. 
Siete tutti invitati. 
E siete anche pregati di diffondere l'invito.

 ATTENZIONE !!! Il ritrovo sarà alle ore 20,30 puntuali davanti la facciata del Santuario poi scenderemo nella Via Dolorosa dove ci sono le “ stazioni “ della Via Crucis.

S.F. (che ringraziamo)

Torino ven.1° agosto Parr. Gesù Crocifisso e Madonna delle Lacrime : Veglia di preghiera

Venerdi 1° Agosto 2014, primo venerdì del mese e Inizio del Perdono di Assisi

Giornata Mondiale di Preghiera e Penitenza per i Cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente.  

Il Coetus fidelium informa che   
Venerdi 1° agosto 2014 alle ore 21 nella Parrocchia di Gesù Crocifisso e Madonna delle Lacrime V. Giaveno 39, Torino  
ci sarà la
VEGLIA IN SOSTEGNO DEI CRISTIANI PERSEGUITATI IN IRAQ 
- S. Messa in forma straordinaria (messale del 1962 - latino/gregoriano - Missa lecta cum organo et canticis) 
- Preghiere pro defensione Ecclesiae 
- Adorazione Eucaristica
- Benedizione Eucaristica 

Siete tutti invitati. 

I nostri fratelli perseguitati in Iraq e nel Medio Oriente sono contrassegnati tutti con la lettera "N" di Nazareno dai loro persecutori, il che è di per sè l'onore più grande, ma ricorda nella modalità stragi e genocidi del passato in cui simboli venivano applicati per contrassegnare i destinati allo sterminio. Sono Cattolici di rito latino, greco, caldeo, maronita, copto, siriaco, armeno, Ortodossi ...
Nella serata di venerdì, inoltre, è suggerito il digiuno per offrire una piccola e simbolica penitenza a Gesù Eucaristia per i nostri fratelli perseguitati ed anche per la conversione dei loro persecutori. 

F.A.   (che ringraziamo)

Montenero : 7° Pellegrinaggio Regionale Toscano. Il programma


Il pellegrinaggio si svolgerà sabato 27 settembre 2014, con un programma assai ricco. 
La giornata inizierà, come di consueto, alle 9.30, con il ritrovo dei pellegrini presso piazzale delle Carrozze, a Montenero basso, da dove alle ore 10 essi partiranno per la processione in salita verso il Santuario. 
Durante la salita, di circa un chilometro, verrà recitato il Santo Rosario, accompagnato da canti mariani. 
Coloro che saranno impossibilitati, per problemi fisici, a fare la salita, potranno attendere i pellegrini direttamente sul sagrato del Santuario. Quest'anno la S. Messa solenne in rito antico (Messale del 1962) sarà officiata da Padre Stefano Bertolini C.O., uno dei sacerdoti più attivi nella promozione del venerabile rito, che egli celebra abitualmente presso la propria parrocchia, Santa Cristina a Pimonte di Prato. Assisterà alla celebrazione Sua Ecc.za Mons. Alberto Silvani, Vescovo di Volterra, che fin d'ora ringraziamo per aver accettato il nostro invito. 
Il servizio liturgico sarà assicurato dai sacerdoti dell'Istituto Cristo Re di Gricigliano, grazie alla cui disponibilità sono assicurate diverse SS. Messe in rito antico nei dintorni (Livorno, Bientina e Cecina, oltre a Firenze). 
Il Coordinamento è lieto di informare tutti i partecipanti che la Penitenzieria Apostolica ha concesso anche quest'anno l'Indulgenza plenaria, alle stesse condizioni (Confessione, S. Comunione e preghiera secondo l'intenzione del Pontefice regnante). 
Dopo la S. Messa, seguirà il pranzo presso la foresteria del Santuario oppure, per coloro che vorranno, al sacco. 
Ulteriori dettagli, sia sulla sacra funzione che sul pranzo (che sarà con la formula del pasto completo a prezzo fisso), verranno forniti più a ridosso dell'evento, insieme ad altre indicazioni logistiche. 
Sfruttando la formula usata nella scorsa edizione, che ha avuto un buon successo, anche quest'anno il Coordinamento propone una conferenza pomeridiana per approfondire un tema specifico. 
Se nel 2013 abbiamo commemorato la ricorrenza dell'editto di Milano (313), quest'anno vogliamo dedicare l'incontro, che si svolgerà alle 16.00 sempre nei locali del Santuario (Sala S. Giovanni Gualberto), alla musica sacra e siamo molto onorati di ospitare il preside emerito del Pontificio Istituto di musica sacra, Mons. Valentino Miserachs Grau, che terrà una conferenza dal titolo "Bene psallite Ei: Lo spirito liturgico nell'arte musicale", dedicata anche alla commemorazione del grande Maestro, recentemente scomparso: Sua Eminenza, il cardinale Domenico Bartolucci. 

 Fonte : Chiesa e post Concilio

mercoledì 30 luglio 2014

Solidarietà a Francesco Colafemmina (Redattore di Fides et Forma)


Solidarietà, fraternamente riconoscente, all'amico Dott. Francesco Colafemmina ed alla sua Consorte per l'incredibile vicenda della denuncia penale che è stata sporta contro di lui, con  animo caritatevole,   da uno degli attuali "Superiori" dei Francescani dell'Immacolata (nella nuova struttura de-manellizzata).
Pare evidente che, secondo la mens di qualcuno, la denuncia penale scagliata contro il Redattore di "Fides et Forma deve assumere il significato di  un monito  per tutti coloro che , per grazia di Dio,  sono ancora  in grado di scrivere parole di cristiano ed umano affetto verso i perseguitati ed afflitti Frati  Francescani dell'Immacolata.

Noi " servi inutili"  fedeli all'insegnamento del Signore «conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32) eleveremo sempre le nostre suppliche alla Vergine Santissima Maria   perchè continui ad assistere sotto il Suo Materno manto i tanti ragazzi che, chiamati dal Signore, avevano lasciato la  famiglia ed il  lavoro per  dedicarsi, con animo puro e semplice,  alle cose di Dio nell'Ordine dei Francescani dell'Immacolata e che ora si ritrovano privati di tutto ed in mezzo alla strada ! 
Di questo scempio umano ed ecclesiale "... di sicuro non taceremo, né ora né allora, Deo adiuvante".
Un fugace accenno anche  alle Chiese ed ai Conventi  che, dopo decenni di abbandono,  erano stati restaurati e riaperti  grazie all'entusiamo e alla generosità  dei fraticelli e che ora, a motivo della nuova " impostazione " dell' Ordine, si ritrovano chiusi ...
Qualcuno risponderà davanti a Dio Onnipotente di tutto questo!
Solidarietà riconoscente dunque a Francesco, a sua Moglie ed un sincero ringraziamento al Giornalista  Dott. Marco Tosatti, autore dell'Articolo ( v.sotto ) : una delle poche ed intelligenti  voci "fuori del coro ", impegnato nella salvaguardia di quel che resta della Civiltà e delle Radici Cristiane .
In unitate orationis
 A.C. 

AGGIUNTA Questo nostro intervento (al pari di  altri analoghi di Chiesa e post concilio, Campari&De Maistre ... ect ect) non è piaciuto ad un signore che su un noto social network ha avuto la brutta idea di pubblicare un " post, se possibile è ancor più vergognoso della denuncia. Ma mi suggerisce una riflessione. - ha replicato un attento fedele  N.d.R. -
Conosco solo due moventi per un livore del genere, in ordine di forza: potere e denaro. 
Io non ho né uno né l'altro e sto bene così. 
Ma non ci si può misurare con tale cattiveria che risponde sempre ad personam e mai ad argomentum. 
Meglio abbandonare il caso FI. 
Se ci sono perseguitati, grande sarà la loro ricompensa nei cieli. 
Se ci sono persecutori meglio che cerchino macine da mulino, prima che arrivi il giudizio ".
Francesco Colafemmina , con l'acume che lo contraddistingue, ha commentato quelle offensive parole, che disonorano in primis quella parte che si vorrebbe difendere e sostenere .  
L'articolo su Fides et Forma si conclude difatti così : " Perché se è questo il volto dei difensori dei “nuovi” Frati Francescani dell’Immacolata, se questi difensori sono spalleggiati, protetti o aizzati dalla nuova leadership dell’Ordine non vale la pena discutere oltre. Bisognerebbe solo chiudere bottega". Leggere QUI

FFI: denunce, carabinieri e censura.
di Marco Tosatti - la Stampa

Dagli Stati Uniti ci hanno mandato il testo di una lettera in cui Francesco Colafemmina, titolare di un blog molto noto e seguito in campo ecclesiale, "Fides et Forma", racconta la sua storia: e cioè di essere stato convocato, con la moglie, dai Carabinieri in seguito a una denuncia per diffamazione da parte di padre Alfonso Bruno, il braccio destro del Commissario dei Francescani dell'Immacolata. 
Questa è l'Italia, questo il Vaticano. 
La lettera era in inglese, la traduzione è nostra. 
Così presenta il blog l'autore: "filologo saggista e scrittore pugliese con la passione per l’arte e l’architettura sacra. 
Certo per quell’arte che autenticamente incarna il cattolicesimo e la tradizione della Chiesa. 
Oggi viviamo in una convulsa società occidentale decadente e smemorata. 
Viviamo in un mondo dove la bellezza è un semplice guizzo, un momento destinato a svanire, ad esser risucchiato nel magma delle immagini, delle sensazioni, delle emozioni che scolorano il quotidiano in una pellicola già vista, noiosa e ripetitiva. 
Il mio obiettivo sin dall’anno di creazione di “Fides et Forma” è stato quello di dar voce a quell’anima antica del cattolicesimo rimasta sepolta sotto le coltri della retorica dell’aggiornamento. 
Una strana dinamica tendente ad annullare l’identità della Chiesa in una vagamente irenistica idea di modernità e di progresso avevano ridotto anche l’arte e l’architettura sacra a mere larve prive di senso". 
Quindi un blog di carattere tradizionale. 
Che ha preso posizione con vigore contro il commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata, commissariati senza che alcuna accusa specifica sia stata elevata contro di loro, se non quella vaga di "cripto-lefebvrismo", e con modalità, secondo quanto è apparso sui giornali, ben lontane dalla misericordia proclamata molte volte da papa Francesco. 
Ecco la lettera, che abbiamo ricevuto in inglese, e che abbiamo tradotto. 
"Caro amico, 
scusa per il ritardo ma la settimana scorsa mi è accaduto qualche cosa di molto triste. 
Mia moglie è stata convocata dai Carabinieri per essere interrogata. 
Ora, mia moglie è incinta, ed è stata realmente turbata da questo avviso. 
Il giorno dopo siamo andati dai Carabinieri, che l’hanno interrogata, e poi mi hanno interrogato. 
L’interrogatorio si è concentrato su internet e la struttura dei telefoni a casa. 
Mia moglie è titolare del contratto con la compagnia telefonica e con internet e così avevano bisogno di sentirla. 
Dopo un’ora di interrogatorio e domande assolutamente banali, come “avete un router, avete un antivirus, quanti strumenti avete…” chiesi di sapere perché usassero quella procedura. 
Mi hanno risposto: “un minuto…” e poi ripresero con una nuova domanda: “Conoscete padre Alfonso Maria Bruno?”.
In poche parole, questo padre Bruno sembra che abbia aperto una procedura contro di me per diffamazione. 
E i carabinieri in questo modo molto strano stavano cercando di certificare che gli articoli scritti da me con il mio nome erano realmente scritti da me. 
Così l’interrogatorio di mia moglie, qualcosa che mi ha fatto venire in mente storie del regime sovietico - cambogiano…
Dopo tutto non so se sia compito dei carabinieri fare cose del genere. 
Non mi è stato permesso leggere il testo della lamentela, ma l’ufficiale è stato così gentile da spiegarmi che padre Bruno ha scritto alcune pagine di denuncia, accusandomi di averlo diffamato “come uomo e religioso” dicendo che era un “traditore”.
Mi hanno chiesto di confermare che i due articoli di Fides et Forma erano miei.http://fidesetforma.blogspot.it/2013/09/p-alfonso-bruno-neo-segretario-dei-ffi.html ;
Ho analizzato comunque con il mio avvocato i due articoli e non c’è niente di sbagliato. 
Non una parola che possa essere “diffamatoria”. 
Solo due documenti: una lettera firmata da padre Bruno di lamentela contro la Santa Sede per la visita ( apostolica N.d.R.)
E una copia del “Who is” in cui si attesta che il mediatrice.net è il suo sito. 
Ho scritto quattro lettere alle autorità vaticane e al Papa.
In Italia, anche se al momento c’è solo un’indagine, il reato di diffamazione è punito con una pena da sei mesi a tre anni di carcere e con multe, anche se alla fine nessuno – eccetto Guareschi – è stato punito con la galera. 
Tutto ciò è semplicemente folle". 

Fonte : La Stampa 

***


Anche Rorate coeli ha ripreso  l'incredibile vicenda accaduta a Francesco e sua moglie :   La Stampa: Police now Used to Intimidate and Censor Critics of Persecution of Franciscans of the Immaculate - and critics' family members; Freedom of the Press Under Threat by Church Authorities ( QUI )

Venerdì 1° agosto : Santuario B.V.M. del Poggetto (S. Egidio, FE) preghiera per i fratelli perseguitati

Venerdi 1° Agosto 2014 Giornata Mondiale di Preghiera e Penitenza per i Cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente. 
Il Gruppo stabile del Poggetto (aderente al Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum) propone a tutti di partecipare all'iniziativa che si terrà presso il Santuario per supplicare il Signore affinché conceda pace e libertà e sicurezza ai nostri fratelli cristiani medio-orientali perseguitati in odio alla Fede Cristiana, la pace eterna alle vittime e la consolazione ai sopravvissuti. 
Siete tutti invitati.
E siete anche pregati di diffondere l'invito. 
I nostri fratelli perseguitati sono contrassegnati tutti con la lettera "N" di Nazareno dai loro persecutori, il che è di per sè l'onore più grande, ma ricorda nella modalità stragi e genocidi del passato in cui simboli venivano applicati per contrassegnare i destinati allo sterminio. 
Sono Cattolici di rito latino, greco, caldeo, maronita, copto, siriaco, armeno, Ortodossi ... 
Per meglio testimoniare l'unità indivisibile della Chiesa pur nella varietà dei riti ammessi, la serata dedicata alla preghiera per loro si aprirà con la celebrazione della Santa Messa nella Forma Extra-Ordinaria del Rito Romano, che più di ogni altra rende evidente l'unicità della Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo. 
Pertanto il programma è il seguente:  
Ore 19 - Celebrazione della S. Messa nella forma Extra-Ordinaria dell'unico Rito Romano secondo il Motu Proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI 
Santa Messa del 1 Agosto, Memoria di S. Pietro in Vincoli "«Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui».. "(Atti 00:05) 
Celebra il Rev.do Sig. Parroco di S.Egidio e Rettore del Santuario Don Luca Martini 
Al termine della celebrazione della S.Messa Adorazione Eucaristica fino alle ore 22 
Nella serata di venerdì, inoltre, ci asterremo dall'assumere qualsiasi tipo di cibo e di bevanda, esclusa l'acqua naturale, digiunando per offrire una piccola e simbolica penitenza a Gesù Eucaristia per i nostri fratelli perseguitati ed anche per la conversione dei loro persecutori. 
Nota per il Rev.mo Clero Tutti i Sacerdoti che intendano assistere in presbiterio alla S.Messa sono gentilmente pregati di indossare la talare, cotta e stola . 

N.B.

martedì 29 luglio 2014

"L’indifferenza che uccide" (La persecuzione dei cristiani)


di Ernesto Galli della Loggia 

Diciamo la verità: a quanti qui in Europa e in Occidente importerà davvero qualcosa dell’ennesima uccisione di cristiani, saltati in aria ieri, a Kano, in Nigeria, per lo scoppio di una bomba in una chiesa? 
E del resto a quanti glien’è importato davvero qualcosa dei cristiani obbligati la settimana scorsa ad abbandonare Mosul nel giro di 24 ore, pena la vita o la conversione forzata all’Islam? 
A nessuno. 
 Così come nessuno ha mai alzato un dito per tutti i cristiani fuggiti a centinaia di migliaia in tutti questi anni dall’Iraq, dalla Siria, da tutto il mondo arabo. 
Quante risoluzioni i Paesi occidentali hanno presentato all’Onu riguardanti la loro sorte? 
Quanti milioni di dollari hanno chiesto alle agenzie delle Nazioni Unite di stanziare a loro favore? 
Sono ormai anni che la strage continua, quasi quotidiana: a decine e decine i cristiani vengono bruciati vivi o ammazzati nelle chiese dell’India, del Pakistan, dell’Egitto, della Nigeria. 
E sempre nel silenzio o comunque nell’inazione generali: che cosa, ad esempio, si è fatto realmente di concreto per le 276 ragazze cristiane rapite qualche settimana fa, sempre in Nigeria, dalla banda jihadista di Boko Haram perché colpevoli - niente di meno! - di voler andare a scuola, e quindi avviate a un destino che è facile immaginare? 

I due principali motivi di questa vasta indifferenza sono ovvi. 
Il primo è che sempre di più stentiamo a sentirci, e ancor di più a dirci, cristiani. Non si tratta solo della semplice perdita della fede, che pure naturalmente conta. È questione di quanto ci sta dietro. 
Un paio di secoli di pensiero critico laico, soprattutto la sua gigantesca volgarizzazione/banalizzazione resa possibile dallo sviluppo dei mass media, hanno sottratto al Cristianesimo, agli occhi dei più, la dignità socio-culturale di una volta. 
Da tempo essere e dirsi cristiani non solo non è più intellettualmente apprezzato, ma in molti ambienti è quasi giudicato non più accettabile. 
Il Cristianesimo non è per nulla «elegante», e spesso comporta a danno di chi lo pratica una sorta di tacita ma sostanziale messa al bando. 
L’atmosfera culturale dominante nelle società occidentali giudica come qualcosa di primitivo, al massimo un «placebo» per spiriti deboli, come qualcosa intimamente predisposto all’intolleranza e alla violenza, la religione in genere. In special modo le religioni monoteistiche. 
In teoria tutte, ma poi, in pratica, nel discorso pubblico diffuso, quasi soltanto il Cristianesimo e massimamente il Cattolicesimo, ad esclusione cioè del Giudaismo e dell’Islam: il primo per ovvie ragioni storico-morali legate (ma ancora per quanto tempo?) alla Shoah, il secondo semplicemente per paura. 
Sì, bisogna dirlo: per paura. 


L’Europa ha paura, ed è questo il secondo motivo dell’indifferenza di cui dicevo prima. 
Ha paura dell’Islam arabo, del suo potere di ricatto economico non più legato soltanto al petrolio ma ormai anche ad una straordinaria liquidità finanziaria. 
Al tempo stesso, e soprattutto, ha paura del terrorismo spietato, delle tante guerriglie che all’Islam dicono di ispirarsi, della loro feroce barbarie, così come dei movimenti di rivolta che periodicamente agitano nel profondo le masse di quel mondo, sempre pervase di una suscettibilità facilissima ad accendersi e a trascendere in un’accanita xenofobia. 
Ma non solo. 
L’Islam ci fa paura anche perché la sua sola presenza - come del resto quella di altre grandi entità non benevole che popolano oggi il pianeta, come la Cina - indirettamente ci obbliga a fare i conti con una grande mutazione in corso nella nostra cultura e dunque nella nostra civiltà: l’impossibilità psicologica di avere un «nemico», di sostenere una situazione di conflittualità non componibile. 
Un’impossibilità che unita al rifiuto/rimozione della morte - morte che il tramonto della religione rende ormai impossibile accettare e dunque in qualche modo esorcizzare - sta a sua volta producendo in Occidente una gigantesca svolta storica: la virtuale impossibilità per noi di pensare e di fare la guerra. 
Almeno quella guerra non combattuta da macchine impersonali e sofisticate, ma la guerra vera, quella in cui si muore. 

Ma che ne sanno di tutto questo i cristiani delle antichissime comunità di Mosul o di Aleppo, tutti gli altri sparsi dall’Africa all’India? 
Che cosa possono saperne? 
A questo punto, immagino, essi hanno solo capito la verità che per loro conta: e cioè di avere ben poche speranze se sperano in un aiuto che venga da qui. 
Dei cristiani e della loro religione all’Europa attuale importa sempre di meno. 
Si può essere certi che ogni intervento a loro favore sarebbe subito giudicato inammissibile, indebitamente discriminatorio, colpevolmente lesivo di qualche diritto all’eguaglianza di tutti rispetto a tutto. 
E sia. 
Ma Dio non voglia che questo non sia che un inizio: l’inizio di qualcosa di cui proprio in questi giorni non mancano i segni premonitori. 
In un’Europa pervasa dalla secolarizzazione, in un’Europa le cui fonti spirituali si vanno rapidamente inaridendo per il disprezzo dovunque decretato a ogni umanesimo, non può che stabilirsi un rapporto fatalmente necessario, infatti, tra l’indifferenza verso il Cristianesimo e l’antisemitismo. 
È la medesima indifferenza per ciò che non può essere espresso dai numeri, per ciò che viene dalla profondità dei tempi e dei cuori e che si agita nel buio delle anime: osando guardare in alto, più in alto di dove arriva lo sguardo umano. 

Fonte : «Corriere della sera» del 28 luglio 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA 28 luglio 2014 | 07:59

lunedì 28 luglio 2014

Mons. Luigi Negri : " In odio alla fede. E i responsabili vanno indicati chiaramente "

E' un fatto enorme questo gigantesco esodo in massa di cristiani espulsi dai luoghi dove da millenni era radicata la presenza cristiana, esclusivamente perché cristiani. 
Quindi per quello che la tradizione cattolica chiama l’odio della fede. 
E questo deve essere detto esplicitamente: non sono soltanto buttati fuori dalle loro case, privati di tutti i loro beni, privati di tutti i loro diritti e quindi della possibilità di sussistenza; ma la ragione di tutto questo è la fede. 
E questo i cristiani, la Chiesa, non possono non sentirlo come un evento terribile e insieme grandioso, perché è l’evento del martirio. 
Ho ascoltato con molta gratitudine domenica l’intervento all’Angelus di papa Francesco, così forte, così appassionato e insieme così profondamente compreso di dolore, di compassione. 
Con non meno gratitudine ho letto la lunga intervista del cardinale Kurt Koch all'Osservatore Romano, che ha offerto un momento di dolorosa riflessione su questo evento. 
Non si capisce perché alcune cose vengano chiamate Shoah e per queste non venga usato lo stesso termine, che dice di una spaventosa e dissennata ideologica violenza contro l’altro semplicemente perché ha una posizione religiosa diversa dalla propria. 
Ma il cardinale Koch ha insistito su un aspetto che non è sempre in primo piano negli interventi del mondo cattolico. 
Il problema è che c’è una grande difficoltà a una denuncia esplicita. 
I responsabili di questi spaventosi avvenimenti hanno nomi e cognomi espliciti, e non soltanto quelli degli ultimi, degli epigoni di questa vicenda di criminalità ideologica. 
Ma c’è una tradizione che risale lungo i secoli della presenza islamica nel Medio Oriente e in Europa. 
Ora, il cardinale Koch dice che dovremmo essere più coraggiosi nella denuncia. 
Ecco, il coraggio è sempre un elemento fondamentale per una presenza cristiana, ma più che mai in un momento come questo. Il coraggio è un aspetto della testimonianza cristiana, è un aspetto fondamentale dell’impatto con la realtà del mondo e degli uomini che ci vivono. 
Queste responsabilità dunque devono essere dette e proclamate, altrimenti anche le denunce e la volontà di condividere la situazione tremenda di tanti nostri fratelli rischiano di essere parziali. 
Certamente noi occidentali, in particolare noi cristiani di questo Occidente che giustamente negli ultimi tempi è stato indicato come caratterizzato da una profonda stanchezza, rischiamo di non affrontare la realtà secondo tutti i suoi fattori. 
Soprattutto cerchiamo di nascondere o quantomeno di ridurre l’impatto con questo mondo islamico che, ci piaccia o no, ha la responsabilità storica di questi eventi oggi come lungo i secoli che hanno preceduto questo ultimo. 
Forse c’è una prevalenza della volontà di dialogo a ogni costo che deprime la verità. 
E un dialogo senza la verità o che non parta dalla verità non è un dialogo: è un compromesso, è una connivenza, è un’ignavia. 
Ricordo ancora gli interventi di papa Benedetto XVI nel corso dell’indimenticabile Sinodo sulla nuova evangelizzazione quando intervenne dicendo che «il dialogo è in misura della forza della propria identità»; e la forza della propria identità è la pienezza della coscienza critica della propria identità. Il dialogo è espressione di una cultura: il dialogo non produce cultura, la esprime. 
E la varietà di culture che si esprimono nella loro diversità è un apporto fondamentale a una convivenza pluralistica e democratica. 
Ci nascondiamo o rischiamo di nasconderci di fronte a questa terribile minaccia che incombe sull’Occidente, e non solo sull’Occidente, facendo un po’ quello che hanno fatto le cosiddette democrazie liberali borghesi nei confronti della terribile vicenda hitleriana, nei tempi immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale. 
Si era tutti protesi a dialogare con Hitler, a concedere sul piano immediatamente politico la spartizione di alcuni territori sacrificando qualche volta diritti di popoli che sarebbe stato giusto potessero continuare a vivere la propria esperienza di popolo, di nazione e di stato. 
Fra tutte la cosa più tragicomica fu quella famosa conferenza di Monaco fatta nell’anno 1938 in cui si andò ancora una volta con il cappello in mano convincendosi che Hitler non era poi così tanto cattivo e che con lui ci potevano essere possibilità di intesa. 
Sono così vecchio da aver visto alcuni fotogrammi dei ministri degli Esteri che tornavano nelle rispettive capitali europee lieti di avere segnato un colpo straordinario per l’avvenire pacifico dell’Europa e del mondo. 
Pochi mesi dopo Hitler rifiutò tutti gli accordi sottoscritti e in pochi altri mesi fece scoppiare quella guerra mondiale che ingoiò sui campi di battaglia o di sterminio 15 milioni di uomini. 
La piaggeria, l’ignavia, la mancanza di coraggio non sono virtù, non sono mai virtù. 
Allora di fronte al sacrificio di centinaia, di migliaia di nostri fratelli uccisi o espulsi in odio alla fede abbiamo il dovere di una profonda solidarietà: nella preghiera e nella carità con loro certo, ma abbiamo non meno grave la responsabilità di dire che ci sono delle responsabilità storiche che fanno capo a certe formulazioni ideologico-religiose che rendono permanente il pericolo che i cristiani, e non solo loro, possano essere oggetto di violenze anche sul territorio nell’ambito dell’Europa o dell’intero mondo civile. 
Non avere il coraggio di questa denuncia è esattamente nella misura della debolezza della fede .  

Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Caserta: "parolacce e soprattutto le bestemmie andate in onda con le immagini di Papa Francesco che celebrava la Messa a tutto schermo"

“Espressioni irripetibili che offendono tutti i presuli italiani. Spero ci siano adeguati e seri provvedimenti” (Un Vescovo concelebrante N.d.R.)

Bestemmie su Tv2000 col Papa in diretta. 
Che poi per “ La Stampa ” si chiama “Berlusconi”. 
La prima tappa casertana di Francesco, che lunedì 28 luglio tornerà di nuovo nella città campana in visita strettamente privata al suo amico pastore evangelico Giovanni Traettino, è destinata a far parlare a lungo di sé con un chilometrico strascico di polemiche e contestazioni che coinvolge la tv della Conferenza episcopale italiana.
Mentre l’emittente trasmetteva in diretta la Messa che Bergoglio celebrava nella piazza antistante la reggia vanvitelliana, parolacce e bestemmie hanno coperto la voce del Papa costringendo il regista a togliere il sonoro per alcuni minuti. 
Pubblicità immediata e dura la condanna dei due telecronisti, don Filippo Di Giacomo e Monica Di Loreto, che anche al termine della diretta papale sono tornati sull’increscioso episodio chiedendo ripetutamente scusa ai telespettatori per quanto ascoltato e condannando a più riprese le parolacce e soprattutto le bestemmie andate in onda con le immagini di Papa Francesco che celebrava la Messa a tutto schermo. 
Un episodio che ha suscitato subito moltissime proteste da parte dei telespettatori e in particolare di alcuni vescovi che seguivano in televisione la diretta di Bergoglio. 
Una vera e propria doccia fredda per i nuovi dirigenti di Tv2000, nominati il 28 aprile scorso, dopo il licenziamento in tronco dell’ex direttore di rete Dino Boffo. 
“Espressioni irripetibili che offendono tutti i presuli italiani. Spero ci siano adeguati e seri provvedimenti”, si lascia scappare un vescovo molto irritato dall’accaduto. 
Una pagina nera per i vertici della Cei in queste settimane ancor più sotto la lente di ingrandimento di Papa Francesco. 
Nel giro degli ultimi venti giorni, infatti, Bergoglio ha ricevuto in udienza privata sia l’attuale presidente, il cardinale Angelo Bagnasco, sia il vicepresidente più anziano considerato papabile per la successione a Bagnasco, il cardinale Gualtiero Bassetti, sia il segretario generale monsignor Nunzio Galantino. 
Ma la prima visita campana di Francesco non ha risparmiato un altro incidente. 
Gaffe per il vaticanista de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi, inviato a Caserta per seguire la visita del Papa. 
Nella sua cronaca ha scambiato Bergoglio addirittura per Berlusconi. 
Una “svista” che per diverse ore ha fatto bella mostra di sé sul sito del quotidiano di Torino.
Qualcuno poi deve aver fatto notare che tra i due la similitudine è pari a zero.

domenica 27 luglio 2014

Monopoli (BA): preghiera per i nostri fratelli e sorelle nella fede perseguitati in Iraq, in Siria e in Medio Oriente

Il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum aderisce alla giornata mondiale di pubblica adorazione e di supplica promossa per venerdì 1 agosto in favore dei nostri fratelli e sorelle nella fede perseguitati in Iraq, in Siria e in Medio Oriente, invitando altresì i Gruppi Stabili a ricordarli con speciale intenzione nelle Sante Messe e nelle Adorazioni Eucaristiche sia in quel giorno che nelle prossime settimane.

 ***

Volentieri segnaliamo che la Parrocchia S. Maria Amalfitana di Monopoli ha disposto che :
- Venerdì 1 Agosto nella chiesa di S. Francesco d'Assisi in Monopoli (Ba)  sarà solennemente esposto per l'adorazione dei fedeli il Santissimo Sacramento   dalle ore 19,30 fino alle ore 21; 

inoltre

- Domenica 3 Agosto alle ore 19,00 sempre nella Chiesa di S. Francesco d'Assisi, sarà celebrata la S. Messa nella forma straordinaria (Rito Romano Antico) con la particolare intenzione sopra specificata.

giovedì 24 luglio 2014

Venerdì 1° agosto 2014 : giornata di preghiera e di penitenza per i Cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente. Da diffondere !

Venerdì 1° agosto :  giornata di penitenza e di Adorazione Eucaristica  in solidarietà di preghiera con i  nostri fratelli e le nostre sorelle nella Fede perseguitati in Iraq, in Siria e in Medio Oriente .
Il 1° agosto è il primo Venerdì del mese, Inizio del Perdono d'Assisi e memoria liturgica di San Pietro in vincoli ( la liberazione e del Principe degli Apostoli ) … ' in cui si interpreta il grande potere della preghiera perseverante  della Chiesa: " «Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui».. "  ( Atti 12,1-19.) .

Le feste dell'inizio del Perdono di Assisi e  di San Pietro in carcere  quest'anno assumono un significato ecclesialmente importante  : la supplica alla Trinità Divina per liberare, come avvenne all'Apostolo Pietro incatenato , i nostri fratelli  , membri del Corpo Mistico della Chiesa, dell'Iraq, della Siria e del Medio Oriente dalla mortale persecuzione di cui sono vittime innocenti.
Un giorno di riflessione per tutti noi : il forte contrasto  si frappone tra i nostri giorni di vacanza nella  giusta spensieratezza e la  lotta quotidiana dei nostri fratelli e delle nostre sorelle nella Fede per la sopravvivenza. 

La  preghiera e la penitenza, qualsiasi siano le sfumature liturgiche o pastorali a cui ognuno di noi si sente legato, sarà il più prezioso contributo per i   nostri fratelli  perseguitati  .

L'iniziativa della preghiera e della penitenza per i nostri fratelli perseguitati in Medio Oriente è partita dalla Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP) ed è poi stata fatta propria da alcuni Gruppi Stabili anche italiani .

Ogni fedele è invitato ad unirsi spiritualmente  nella preghiera e nella penitenza : anche nell’intimità della propria casa, se  rimane  difficile raggiungere una chiesa. 
Diffondete ovunque questa iniziativa. 
Fate che essa si diffonda in tutto il mondo, attraverso il web, i social network, la famiglia e gli amici. 

 Fonte : Rorate coeli 
e Chiesa e post concilio



Parigi . Circa 100 persone si sono radunate dietro il Palazzo dell'Assemblea Nazionale francese a Parigi martedì sera per dimostrare il sostegno per i cristiani sotto il fuoco in Iraq.
Ogni partecipante alla manifestazione ha alzato un cartello con la lettera in arabo Nun ( (ن), la lettera 14 dell'alfabeto arabo - l'equivalente della lettera N nel nostro alfabeto romano -, è la prima lettera della parola Nasara - نصارى = Nazareni- . 
Il Califfato islamico   ha fatto incidere la lettera ن sulle case dei cristiani di Mosul prima di procedere poi alla confische dopo aver cacciato le povere famiglie cristiane. N.d.R.)
La manifestazione parigina è stata organizzata per sollecitare i legislatori francesi ad agire in sostegno della comunità cristiana. 
Come altre città europee, Parigi ha una significativa popolazione musulmana ...
Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi  ha rilasciato una dichiarazione assieme agli altri Vescovi della regione Ile-de-France lo scorso 21 luglio con cui ha invocato la calma per tutti gli animi [il Porporato faceva riferimento agli attacchi che avevano sconvolto soprattutto la Capitale sia da parte delle comunità Musulmane, che dimostravano solidarietà ai Palestinesi massacrati a Gaza;  che di gruppi di Ebrei che invece protestavano per gli frequenti attacchi missilistici di Hamas contro Israele N.d.R.]
"Noi, i vescovi dell'Ile-de-France, siamo scioccati, come la stragrande maggioranza dei francesi", dice la nota diffusa. Tali atti possono in alcun modo essere giustificati dalla situazione internazionale.  Chiediamo al governo di fare di tutto per mantenere ordine ...". 
"Il nostro paese deve essere un esempio e mostrare che la convivenza tra gli uomini è possibile a prescindere dalla loro cultura, religione, origine" hanno detto i vescovi . 
Separatamente, nei consueti saluti ai musulmani francesi per la fine del mese di Ramadan, Mons. Michel Dubost, Presidente   del Consiglio per le relazioni interreligiose della Conferenza episcopale  francese, ha detto : " Vogliamo, dal profondo  della nostra fede cristiana, unirci a voi in questa fiducia che Dio è misericordioso! "  
Mons. Dubost ha sottolineato che a dispetto di eventi mondiali che interessano i musulmani in particolare, come la situazione in Nigeria , Siria, Iraq e Gaza, gli islamici che vivono in Francia, sono in grado di offrire al mondo un'immnagine diversa di una popolazione che è in cerca solo di amicizia. [Sic !!! Contento lui ... ma diversi preti e diaconi , che le cronache giornalistiche  hanno scritto che sono stati malmenati dagli islamici sulle strade in alcuni quartieri di grandi città francesi  solo perchè portavano una croce pettorale - che i Vescovi solitamente nascondono sotto la giacca ... per non urtare la sensibilità dei non cattolici - non la pensano certamente come l'illuminato Vescovo Mons. Michel Dubost. N.d.R.]  

Fonte e foto 2 e 3 : Aleteia

mercoledì 23 luglio 2014

Le Figaro: "Silenzio, siamo perseguitati! Il Calvario dei cristiani dell'Iraq"

"Le Figaro , il più importante giornale di Francia, uno dei più prestigiosi del mondo, ha rotto il silenzio dei media sulla persecuzione dei cristiani  in Iraq :" Perché il complotto globale di silenzio sulla persecuzione dei cristiani in Iraq? "
Le Figaro, il più antico quotidiano nazionale francese ha fatto un gesto altamente meritorio ed onorevole diventando questo Mercoledì il primo giornale, fra quelli più importanti del mondo,  ad aver collocato in prima pagina e come titolo principale la persecuzione dei cristiani stanno subendo in Iraq: "Il Calvario dei cristiani dell'Iraq"
Anche in prima pagina, l'editoriale principale di oggi è stato :  "Silenzio, siamo perseguitati!" , un'accusa terribile diretta contro i complici di questo genocidio, incominciando dai media che riescono a tenere in silenzio l'opinione pubblica  di un Occidente che è sempre incline a manifestazioni pacifiste ed umanitarie (ma non questa volta!), 
E in particolare questa dolorosa osservazione è rivolta ai Governi delle Nazioni le cui popolazioni sono in maggioranza cristiani, almeno di nome ".

Silenzio, siamo perseguitati! 
Editoriale di Étienne de Montety

Da
LE FIGARO

Lo Stato islamico ha dichiarato guerra ai cristiani di Mosul. 
Costretti a lasciare il "Califfato" o a sottoporsi alla tassa  riservata agli " Infedeli ", sicuramente destinati alla vendetta popolare  ne è prova la " N" -  " Nazareno " -  incisa sulle loro case, i discepoli di Gesù Cristo,  declassati come cittadini di  seconda classe , non avranno altra scelta ben presto che a "convertirsi" o a perire di spada ... 
L'intolleranza religiosa non è più nascosta. 
Tutto questo è sostenuto dal capo ( degli jihadisti N.d.R.)  Abu Bakr al-Baghdadi, che si fa chiamato Ibrahim. 
Con una sinistra ironia: Ibrahim è il nome arabo di Abramo, padre dei credenti, che veniva dall'Iraq, sotto il cui nome musulmani e cristiani della regione dovrebbero incontrarsi e vivere in pace. 
I cristiani dell'Iraq sono stati 1 milione prima dell'intervento americano. 
Essi al momento non sono più di 400.000 . 
Perseguitati con  ogni tipo di molestie, violenze, persecuzioni, essi sono stati costretti a prendere  la via dell'esodo. 
Uno di questi esuli, Joseph Fadelle, ha raccontato in un libro, " il prezzo da pagare" , il destino terribile riservato per molti anni ai suoi correligionari . 
Con l'installazione del "Califfato", la minaccia è ormai chiara: il cristianesimo viene considerato come  il nemico !
Certo, le principali voci hanno alzano da mesi la loro indignazione : Papa Francesco, ha suonato l'allarme e ha assicurato ai suoi fratelli la sua piena compassione. 
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha appena condannato la persecuzione come un "crimine contro l'umanità." 
Gli Uffici Esteri sono preoccupati ed aumentano il loro tono di disapprovazione della persecuzione. 
Cosa allora ? 
L'opinione pubblica europea, così desiderosa di mobilitazioni, petizioni, manifestazioni di ogni genere ... in questo caso non ha reagito affatto !  ( Difatti i Vescovi Francesi non hanno avuto esitazioni ad aderire al cosiddetto " Digiuno climatico " - che fa tanto moda ... ma guai a parlare di " digiuno per i fratelli perseguitati per la fede cattolica " o di " digiuno per le vocazioni sacerdotali" o peggio di " digiuno per la famiglia " N.d.R.)
Silenzio, stiamo perseguitando ...  Silenzio siamo perseguitati !
Riusciremo a restare sordi per molto più tempo? 
Forse noi desideriamo spostare  un massacro che deve avvenire al di fuori della pausa estiva?  O dopo il Tour de France
Prima che le grandi folle vadano in vacanza? 
Di fronte alla processione terrificante di orrori, espulsioni, omicidi a Mosul, potremo mostrare ancora   la nostra totale indifferenza? 
Cristiani o non cristiani,  per quanto tempo ancora vogliamo rimanere sordi prima che queste terribili parole del clamoroso Vangelo in tutto il mondo: "Se loro tacciono, le pietre grideranno" !

Un " reverendo " di troppo e il " nuovo " che avanza

Aggiunta. Una Lettrice di   Chiesa e post concilio  ci fa notare che è stato il Sito della Santa Sede, sulla pagina Nomine nel Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani" del 22.07.2014 a scrivere "(che Papa Francesco ha nominato ) il Rev.do Fratello Enzo BIANCHI, Priore del Monastero di Bose (Italia)" 
Una vista può accadere a tutti... ma poi sono spesso proprio gli arguti giornalisti, specializzati nel settore, a rimediare con autorevolezza ad un evidente errore di battitura... 
 
Carissimo Dott. X [Teniamo a precisare che il Dott. Tornielli non è stato l'Autore del pezzo preso in esame, come ci ha gentilmente comunicato, ma noi sappiamo scusarci per l'equivoco N.d.R.], 
sai benissimo che non avremmo resistito all'impulso ex corde di replicare su un blog tradizionale ( letto cioè da quei tuoi fratelli nella fede che, per arcana disposizione della Provvidenza hanno in cuore un particolare - eroico - amore per la Chiesa e particolarmente per la tradizione liturgica ) alla tua simpatica provocazione di appellare con il termine " reverendo " un personaggio del laicato cattolico ( laico però come me e come te) . 
Sappi però che il tuo articolo con la simpatica attribuzione del titolo di  " reverendo" ad un importante e intraprendente Priore - laico - di una Comunità Monastica almeno ci ha scosso aumentando la pressione abbassata dalle infauste precipitazioni piovose di questo stranissimo mese di Luglio. 
Dando un'occhiata al tuo articolo è sorto spontaneo  quanto leggemmo in un Bollettino di Una Voce Italia del 1980 : già all'epoca si notova che da un decennio  gli esponenenti del mondo cattolico tradizionale - alcuni dei quali splendenti per meriti e per competenze culturali e scientifiche - erano stati preventivamente esclusi dai Pontifici Consigli e da ogni altra commissione vaticana. 
Va bene così : allora come oggi ! 
Soprattutto in questo particolare periodo storico, che  pare essere un artificiale e forzoso revival del '68 ,  a noi fedeli tradizionali  viene chiesto  di sottolineare nelle nostre espressioni della nostra vita quotidiana la grande virtù dell'umiltà assieme alla preghiera , al sacrificio personale e alla pazienza, tanta pazienza ...
Siano gli altri a sorpassarci negli onori e negli incarichi ...
Noi sappiamo che  per la nostra incommisurabile dedizione alla Fede della Chiesa e a quanto di più prezioso Essa possiede ( la Liturgia)  riceveremo " la corona della gloria che non appassisce". 

A.C. 

"C'è anche il reverendo Enzo Bianchi, il priore della Comunità monastica di Bose, fra i prescelti di Papa Francesco che oggi ha proceduto alle nuove nomine dei membri e dei consultori del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei cristiani. 
Jorge Mario Bergoglio ha nominato membri del Consiglio i monsignori Carlos José Ñanez arcivescovo di Cordoba in Argentina; Rodolfo Valenzuela Nunez, vescovo di Vera Paz e presidente della Conferenza Episcopale di Guatemala; Gerhard Feige, vescovo di Magdeburg in Germania. 


Inoltre, il Papa ha nominato consultori: Cristiano Bettega direttore dell'Ufficio nazionale per l'Ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, la Conferenza Episcopale italiana; Hector Sherri presidente della Commissione Teologica ed Ecumenica di Malta; Michael Joeng-Hun Shin incaricato per l'ecumenismo nella Conferenza Episcopale di Corea; Fernando Rodriguez Garrapucho direttore del Centro di studi orientali ed ecumenici presso la Pontificia Università di Salamanca in Spagna; il reverendo Enzo Bianchi priore del monastero di Bose in Italia. 

E ancora: i padri Franck Lemaitre direttore del Servizio nazionale per l'unità dei cristiani della Conferenza Episcopale di Francia, John Crossins direttore esecutivo del Segretariato per le questioni ecumeniche e interreligiose della Conferenza Episcopale degli Usa, Jorge Scampini docente di Ecumenismo presso la facoltà di Teologia della Pontificia Università Cattolica di Buenos Aires, Milan Žust docente presso la facoltà di Missiologia della Pontificia Università Gregoriana a Roma; suor Maria Ha Fong Ko docente di Esegesi neotestamentaria presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione `Auxilium´ a Roma e presso l'Holy Spirit Seminary di Hong Kong ". 

martedì 22 luglio 2014

Mosul: i Monaci hanno chiesto invano di risparmiare dal saccheggio le Reliquie del Monastero

Mosul (Iraq) – I militanti jihadisti hanno preso il controllo di un monastero nel nord dell’Iraq, uno dei più noti luoghi cristiani del paese, ed espulso i monaci. 
I combattenti di ISIS hanno preso d’assalto Mar(San) Behnam, un monastero del 4° secolo gestito dalla chiesa siro cattolica vicino alla città a maggioranza cristiana di Qaraqosh. 
E’ accaduto ieri, domenica, hanno detto le fonti. “Tu non hai posto più qui, dovete lasciare immediatamente”, le minacce fatta ad un monaco dai militanti islamici. 
I monaci hanno chiesto di risparmiare un le reliquie del monastero dal saccheggio, ma i terroristi si sono rifiutati e ordinato loro di lasciare a piedi con nulla, tranne i loro vestiti. 
I cristiani residenti della zona hanno detto all’agenzia AFP, che i monaci hanno camminato diversi chilometri lungo una strada deserta e sono stati poi raccolti dai combattenti peshmerga curdi che li hanno condotti a Qaraqosh. 
Durante il fine settimana, centinaia di famiglie cristiane sono fuggite da Mosul, una città un tempo cosmopolita, che si trova a circa 15 chilometri dal paese e a nord ovest del monastero di Mar Behnam
Hanno abbandonato case e beni dopo l’ultimatum emesso per i cristiani di convertirsi, pagare una tassa speciale o lasciare altrimenti avrebbero affrontato la ‘spada’. 
Per i leader di caldei e di altre chiese irachene, Mosul è ora ormai svuotata dei cristiani per la prima volta nella storia. 
Mar Behnam è un importante punto di riferimento cristiano in Iraq e un sito dove la comunità locale e i pellegrini tradizionalmente pregano per le guarigioni e la fertilità. 
E ‘stato costruito dal re assiro Sennacherib II come una penitenza per avere ucciso i suoi figli Behnam e Sarah perché si erano convertiti al cristianesimo. 

Fonte : VoxNew
Anche Agenzia ASCA

Per iniziativa di alcuni gruppi stabili sarà presto organizzata una veglia di preghiera e di penitenza supplicando il Signore perchè, per l'intercessione della Madonna Santissima Madre della Chiesa, assista e consoli i Monaci e tutte le Famiglie cristiane irachene vittime della ferocia delle  frange islamiche jihadiste.


Immagine: Petriolo (Arcidiocesi Metropolitana di Fermo) Santuario della Madonna della Misericordia : Madonna della Vittoria,  pala d'altare del pittore fermano Alessandro Ricci (1750/1827) in ricordo della battaglia di Lepanto - 1571- vinta dalle armi Cristiane contro i Turchi . Fu commissionata dalla Confraternita del Rosario ( che aveva cura dell'omonima cappella) Da notare le bandiere con la mezzaluna esposte come trofei ed i prigionieri incatenati ai piedi del trono che bene  interpretano l’espressione  del Salmo 110 : Donec ponam inimicos tuos scabellum pedum tuorum .