domenica 7 settembre 2014

“I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti” (San Pio X)

Il blog " Cordialiter "  sottolinea  ancora una volta quel che costituisce l'elemento basilare dei gruppi legati alla tradizione liturgica dei  Padri.
Il volontariato dei fedeli dei nostri gruppi   è elevato alla lode di Dio nella povertà dei mezzi economici e  nel supremo vincolo della carità verso i bisognosi  . 
E' pure interessante, anche se non del tutto condivisibile,  la " critica " che Cordialiter rivolge nei confronti di  coloro che farebbero " conversazioni salottiere su cappe magne, fibbie d'argento, pianete broccate ..."
Davvero questa osservazione pare un po' eccessiva perchè nel momento tremendamente confuso e pericoloso per la fede  che stiamo vivendo anche l'innocua predilezione affettiva per gli aspetti più marginali della Liturgia di sempre  potrebbe risultare una salutare riaffermazione di un'identità in pericolo.
Daltronde ci pensano  i novatori liturgici, che spadroneggiano  " a casa nostra " attraverso gli Uffici Liturgici - Parrocchiali e Diocesani  - nelle Cattedrali, nei Conventi e nei Santuari, a rigettare con disprezzo ed odio calvinista tutto quello che un secolo  fa Papa Benedetto XVI aveva "sdoganato" in nome dell'ermeneutica della continuità .
Lasciamo dunque che l'odio verso l'antico , il bello e la continuità ecclesiale rimanga nelle sole, colpevolissime  mani dei novatori modernisti :  i veri elitari , i veri snob , i veri cospiratori che ben conoscono cos'è  la ricchezza, i privilegi e il potere...
Noi fedeli tradizionali stiamo bene sotto la protezione della " Madonna de claritate, signora de povertade " per poter volgere il nostro sguardo unicamente ad Oriente su " Colui che è stato trafitto" per la nostra salvezza . 
Ringraziamo Cordialiter per  il continuo richiamo ai veri valori del nostro impegno ecclesiale.

Επίσης, σε μας τους αμαρτωλούς

  
La Tradizione Cattolica è dalla parte dei poveri 

Uno degli errori che bisogna assolutamente evitare è quello di lasciare la “questione sociale” in mano ai modernisti e ai loro amici comunisti. 
Il vero tradizionalista si interessa della questione sociale ed è schierato dalla parte dei poveri e della gente che soffre. 
Purtroppo circola qua e là la falsa opinione secondo cui i tradizionalisti sono una massa di liberisti appartenenti alla medio-alta borghesia o addirittura alla nobiltà, disinteressati alle sofferenze dei poveri, e dediti solo a una vita comoda e a conversazioni salottiere su cappe magne, fibbie d'argento, pianete broccate, carteglorie cesellate in oro, tessuti damascati, eccetera. 
Anche se alcuni tradizionalisti fossero davvero così (mi auguro di no), non è giusto infangare tutto il movimento tradizionale. 
Bisogna assolutamente evitare certi comportamenti “snob” che potrebbero dare adito a questa infame accusa. 
I tradizionalisti sono “i veri amici del popolo” (come disse San Pio X), pertanto non possono essere seguaci né del comunismo ateo e fallimentare, né del liberismo selvaggio e sfruttatore. 
Lo ripeto, bisogna assolutamente evitare di lasciare la “questione sociale” in mano ai modernisti e ai comunisti.