domenica 15 giugno 2014

Il segretario dell'Arcivescovo di Torino contro la Comunione in ginocchio. ( !? )

Ci è pervenuta la lettera che pubblichiamo pur non essendo stati testimoni diretti del fatto descritto  : manifestiamo per questo la nostra piena ed immediata disponibilità a chiedere scusa agli interessati e di cancellare questo post qualora il contenuto della lettera risultasse privo di fondamento. 
Ci auguriamo anzi con tutto il cuore che arrivi al più presto la smentita da parte della Curia Arcivescovile di Torino  .  
Come ci esorta Papa Francesc a noi piace  mettere in risalto le cose belle e positive che ci sono nella Santa Chiesa :   “ Non lasciatevi scoraggiare dai perdenti o dai paurosi che vi vogliono togliere il sogno, che vi vogliono rinchiudere nelle loro mentalità buie invece di lasciarvi volare nella luce della speranza! … 
La negatività è contagiosa ma anche la positività è contagiosa; la disperazione è contagiosa ma anche la gioia è contagiosa: non seguite persone negative ma continuate a irradiare intorno a voi luce e speranza! 
E sapete che la speranza non delude, non delude mai! ” 
A.C.

"Alla Redazione di Messa in latino
Mi farebbe piacere che pubblicaste la notizia che a Torino continua la persecuzione contro chi liberamente sceglie di ricevere la Santa Comunione in una delle forme previste dalla Chiesa: in ginocchio. 
Questa mattina [sabato 14 giugno N.d.R], durante la Santa Messa per le ordinazioni sacerdotali (appena 4 in una Arcidiocesi di oltre 2 milioni di abitanti), alcuni chierichietti, in talarina e cotta, hanno ricevuto dall'Arcivescovo Nosiglia la Comunione in ginocchio. 
Al termine della celebrazione, in Sacrestia, é immediatamente scattato l'intervento di censura del Segretario del Vescovo, Don Mauro Grosso, che ha detto: "Dovete obbedire al vescovo e non ricevere la comunione in ginocchio" (Sic!). 
 I chierichetti non sono sembrati intimoriti, forse pensando: "Dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini". 
Certo é preoccupante come una Diocesi che é "alla canna del gas" per la mancanza di vocazioni, si preoccupi di tali "dettagli" e non sappia gioire della presenza di giovani ministranti, che forse potrebbero anche essere affascinati dal Rito delle Ordinazioni. 
Chissà certi personaggi a chi devono necessariamente obbedire...? "

(lettera firmata)

53 commenti:

  1. Scusate ma questo articolo è demagogico.Mi spiegate perchè ricevere la comunione in ginocchio sarebbe obbedire a Dio?Perchè fate corrispondere la fede a dei gesti esteriori?Forse che chi prende la comunione in piedi disubbidisce a Dio?Forse che se ci si comunica in ginocchio si risolve il problema delle vocazioni o si ha più fede?Perchè date importanza all'esteriorità non all'essenza del cristianesimo.Perchè è tanto importante per voi comunicarsi in ginocchio e pensate che sia un atto di adorazione maggiore rispetto allo stare in piedi?

    Gli argomenti della comunione in ginocchio non hanno fondamento teologico e nè storico.

    E' noto che inginocchiarsi è una prassi tardiva,introdotta almeno dopo l'anno mille.Nella Chiesa del primo millennio era sconosciuta era addirittura proibito comunicarsi in ginocchio basta leggere il Canone 20 del Concilio di Nicea il quale non si limitava al tempo pasquale infatti parla della domenica(tutte le domeniche)e solennità.Si sa che ci sono testimonianze storiche,vedi Sant'Ireneo di Lione,che attestano questa verità storica che cioè la comunione nel primo millennio si faceva solo in piedi e sulle mani.

    L'inginocchiarsi è la posizione penitenziale,della preghiera personale,non è la posizione dell'adorazione perchè altrimenti dovremmo dire che i cristiani,per mille anni,non hanno adorato Dio nell'Eucarestia?

    In genere su questo argomento si cita la lettera ai Filippesi 2,10 la quale direbbe che ci si dovrebbe inginocchiare alla Messa:Ogni ginocchio si pieghi.A parte che San Paolo non si riferiva alla liturgia e lui non si sarebbe mai inginocchiato da buon ebreo,ma poi si dimentica quanto dice l'Apocalisse di S.Giovanni al capitolo 7,9 che presenta l'immagine della nuova Gerusalemme,la Chiesa dei beati i quali stanno tutti IN PIEDI davanti all'agnello non in ginocchio.

    Con il battesimo siamo innestati in Cristo,siamo una cosa sola con lui.Siamo risorti con Cristo e fatti figli.La Messa non è una devozione privata nella quale adoro il Signore a titolo personale ma è azione della Chiesa come si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica 1140-1141.

    Infatti gli inginocchiatoi sono apparsi solo dopo il Concilio di Trento prima erano sconosciuti.

    Legarsi quindi a questo gesto,l'inginocchiarsi e farne una bandiera polemica ideologica è un errore e non rende un buon servizio alla Chiesa.L'inginocchiarsi alla Messa è subentrato quando il popolo non capiva più la liturgia e cominciò a viversi la propria "messa"le proprie devozioni private.Leggete il libro del grande liturgista Jungmann Missarum solenmia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il canone 20 del concilio di Nicea afferma che è opportuno che le preghiere comunitarie si facciano in piedi.
      Ci vuole la fantasia dell'empio di turno per dire che afferma che è proibito comunicarsi in ginocchio.
      Ai mai sentito parlare delle balaustre che delimitavano il presbiterio?

      Elimina
    2. Diciamo "hai" con l'h....quelli che vogliono la messa in latino,ma non conoscono l'italiano....

      Elimina
    3. Scusa se il Canone 20 del Concilio di Nicea parla di pregare nella Messa cosa si fa scusate?E come la mettiamo con quanto dice Ireneo di Lione?Perchè sarei empio perchè dico al verità?Ho documentato quanto ho detto cosa ci sarebbe di empio?

      Elimina
    4. Scusa chi ha scritto hai con l'acca?Dove starebbe l'ignoranza?
      Leggi quello che scrivo?

      Elimina
    5. All'Anonimo delle 12,50 : caro Fratello in Cristo, interessanti sono le tue osservazioni ma per la verità così come sono state poste mi sembrano condite da spirito demagogico ed anche un poco integralista (non me ne voglia).
      La Chiesa difatti , godendo dell'assistenza continua dello Spirito Santo, non ha mai operato dei tagli ma ha sempre costruito mattone sopra mattone l'edificio ecclesiale in un'armoniosa sinfonia di linee pastorali e liturgiche.
      Affermare poi che prima del Concilio di Trento la Santissima Eucaristia venuva ricevuta in piedi mi pare una colossale bugia che cozza, fra l'altro, con l'iconografia ( dipinti e affreschi) di quel periodo storico.
      Ora non ho tempo per consultare i miei libri sulla storia della Liturgia sull'argomento ma sono sicuro di quel che dico : la comunione in ginocchio NON è un'invenzione dela Concilio Tridentino.
      Tornando invece alla specificità dell'argomento trattato riprendo le parole che sono contenute nella lettera in questione : " liberamente sceglie di ricevere la Santa Comunione in una delle forme previste dalla Chiesa: in ginocchio". Cosa c'è di più bello, e santo, vedere dei bambini ministranti inginocchiarsi per ricevere Gesù Sacramentato ? Io mi auguro che la storia torinese non sia vera perchè non ci sarebbero davvero parole per commentare il chierico che avrebbe ( il condizionale è d'obbligo) rimproverato quel gesto genuino e certamente ispirato dallo Spirito Santo di quei bambini.
      Cerchiamo, se possibile, di essere meno integralisti ed ideologi nei nostri commenti da adulti mettendo in evidenza i frutti dello Spirito Santo fra i quali la devota adorazione di Gesù realmente presente nel Santissimo Sacramento. Non abbiamo proprio ieri, Solennità della Santissima Trinità, che " con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza ". Rispettiamo adunque quei bambini e la loro devozione e sappiamo tacere di fronte a quella luninosa manifestazione di fede.

      Elimina
    6. Al gonzo indichi il cielo e quello guarda il dito.
      Comunque mi sembra pleonastico rispondere ai gretti propugnatori dello svilimento del Corpus Domini.
      E' inutile parlare di Tradizione, Patristica e Dottori della Chiesa.
      La verità è che essi pestilenziali eretici non credono alla Presenza Reale e le loro labbra impure (per non parlar delle mani) sono un agghiacciante incubo notturno e travaglio della coscienza che risuona nelle anime prave stimolato da povere pecorelle ad essi affidate che in umile e sincera devozione si accostano al Santissimo.

      Elimina
    7. "con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza" ?!?!?! Se citate la Scrittura citatela, per favore, perfettamente: "Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai ricevuto la lode" (che infatti vuol dire altro).

      Elimina
    8. Persino i bambini sanno che Cristo è Dio e noi ne riceviamo indegnamente il Corpo.
      Invece i teologi d'accatto si affannano a scriver corbellerie e a propugnar schifezze e poi si riuniscono e si applaudono e si venerano a vicenda come fanno i matti al sanatorio.
      Il problema è che coinvolgono nelle loro follie le anime innocenti e umili che cercano la salvezza e pretendono di coinvolgere il Popolo di Dio nei loro sabba satanici spacciandoli per messaggio autentico.

      Elimina
    9. Anonimo 15:20 Salmo 8 " Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
      affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli". Nuova Diodati : " Dalla bocca dei bambini e dei lattanti tu hai stabilito la lode a motivo dei tuoi nemici, per far tacere il nemico e il vendicatore". Per ora la versione ufficiale , quella che ogni giorno ho la grazia di recitare nel Breviario Romano, è quella della CEI . http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Sal8&versioni[]=C.E.I.

      Elimina
    10. Invece la bocca degli empi pronuncia bestemmi ed eresie sia pur diluite in centinaia di pagine di pavida logorrea.
      Per esempio il rahner ha scritto tonnellate di libri per giustificare che si intratteneva carnalmente con l'amante(un cesso tra l'altro) ufficiale di un famoso abate benedettino.
      Ma non faceva prima a confessarsi?

      Elimina
    11. Insomma, quando si parla di testo ufficiale della Sacra Scrittura, mettetevi in testa che non si tratta di traduzioni in lingua nazionale ma della Vulgata di San Girolamo. Il salmo ottavo al versetto tre infatti: "Ex ore infantium et lactentium perfecisti laudem propter inimicos tuos, ut destruas inimicum et ultorem".

      Elimina
    12. Tipico dei fanatici esplodere in invettive senza argomentare. Considerando che non hanno alcun potere nella Chiesa si passa dal ridicolo al patetico...

      Elimina
    13. Dio acceca chi vuole perdere. Lei è perduto, inutile spiegare...

      Elimina
    14. Ehi ragazzi, abbiamo un padreterno che giudica le anime direttamente nel blog! Bravo, complimenti!

      Elimina
    15. "Propter inimicos tuos": Nel latino del tempo di san Girolamo spesso si usa "propter" col valore di "contra". Quindi: 'contro i tuoi nemici', come è logico, del resto. Pare però che i traduttori, avvezzi a Cicerone, non sappiano queste cose e, a seconda dei casi, si schierano a favore del testo masoretico, o contro san Girolamo...
      Altro caso emblematico è quello del Salmo 115: "Credidi propter quod locutus sum". Provate a leggere le diverse traduzioni e i vari commenti se volete commuovervi per le risate, o per la stupidità. E noi dovremmo accettare quelle traduzioni coma Parola di Dio? Comunque anche molti degli antichi, troppo ciceroniani, non ci avevano capito un'acca.

      Elimina
  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli insulti e le offese non sono un comportamento cristiano.

      Elimina
    2. Nella Messa si prega si o no?Ma poi ci sono vari resoconti storici che mostrano chiaramente che la comunione ,fino all'anno mille,si faceva in piedi e sul palmo delle mani,non c'era alcuna balaustra.La balaustra è una introduzione tardiva,risalente probabilmente alla riforma di Pio V quindi a dopo il Concilio di Trento.Nelle Chiese più antiche o negli altari più antichi non c'era balaustra anche perchè non erano ad paretes.La riforma di Trento introdusse l'altare ad paretes come appoggio per il tabernacolo.Ma pe circa quindici secoli non esistette.Per questo la riforma liturgica post Vaticano II non la prevede.Ma perchè si costruirono le balaustre?Per sottolineare il Sacerdozio ministeriale negato da Lutero.Ma scongiurato questo pericolo perchè mantenerlo?

      Elimina
    3. Come ha scritto il lettore delle 14,34 si citi per favore una fonte storica o iconografica dimostrante quanto Anonimo di 14:21 ha affermato con l'intento di "dimostrare" che la comunione prima del Concilio tridentino era distribuita in piedi ... " La balaustra è una introduzione tardiva,risalente probabilmente alla riforma di Pio V quindi a dopo il Concilio di Trento".
      Si sta facendo solo demagogia ideologica a favore di questo o di quello schieramento liturgico ... ignorando il gesto devozionale autentico e meraviglioso che dei bambini hanno fatto .

      Elimina
    4. "Dalle labbra dei bambini ti sei procurata una lode": mi pare dica il salmo 8.
      Dalle labbra degli empi invece esce solo iniquità.
      Essi ,stolidamente, provano inutilmente ad abbassare l'Altissimo nel pietoso tentativo di innalzare la di loro abbietta ed infima situazione di peccatori.
      Ma non farebbero prima a dire che si vergognano della loro impurità?
      Perché coinvolgono le pecorelle loro affidate nel loro personalissimo et sconcissimo cupio dissolvi tra le fiamme eterne?
      Perché ,maledetti cani, non uscite dalla Casa del Signore invece di impedire alle anime penitenti di entrarvi?

      Elimina
    5. Che ti hanno fatto i cani?

      Elimina
  3. In questa risposta ci sono diverse imprecisioni. Ne cito alcune
    L'altare con il tabernacolo viene introdotto già da mons. Giberti vescovo di Verona alcuni decenni prima del concilio di Trento. Peraltro gli altari medioevali, con la presenza delle c.d. colombe eucaristiche appese al ciborio ne avevano proposto una significativa anticipazione.
    Le balaustre non sono affatto un "tardivo" segno di separazione tra il presbiterio e lo spazio risevato ai fedeli. Esse ereditano la funzione svolta da elementi quali la pergula (presente nell'antica basilica di S. Pietro dal VI secolo in poi), l'iconostasi (elemento conosciuto anche in occidente come mostrano le basiliche di S. Marco e di Torcello), il pontile (cfr. il presbiterio del duomo di Modena o di S. MIniato a Firenze), lo jubè (diffuso specialmente ma non esclusivamente in Francia).
    Antiquario

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro amico ti faccio rispettosamente osservare che stai confermando quanto ho detto.Tu stesso dici che il tabernacolo fu introdotto alcuni decenni prima del Concilio di Trento.Quindi è una tradizione moderna,tardiva, non antica.Dato che il Concilio di Trento fu fatto nel 1545 stiamo parlando del quattoridicesimo secolo.Quindi,lo ripeto il tabernacolo sull'altare ad paretes è una invenzione moderna.Ovviamente per epoca moderna intendiamo dopo la scoperta dell'America,il rinascimento.L'epoca antica si ritiene prima dell'anno mille.Nel medioevo non esisteva altare ad paretes nè tabernacolo sull'altare ma come dici il ciborio.Prima di Trento ci potevano essere degli accenni di balaustra ma questa tradizione si è consilidata con il Concilio di Trento.Nell'antichità era sconosciuta.Ma il punto non è questo ma come ha istituito Gesù l'Eucarestia?Come l'ha voluta e come si è evoluta?Secondo me su alcuni aspetti durante i secoli l'Eucarestia si è discostata su alcuni aspetti marginali,dalle intenzioni di Gesù.Per esempio quando ha rimarcato troppo nettamente la distanza tra Sacerdote e assemblea anche se ne comprendo le ragioni storiche.La Chiesa dopo lo scisma luterano volle sottolineare il ministero istituito negato dal riformatore.

      Elimina
  4. Vorrei rispondere all'anonimo fratello in Cristo delle 14,24 dico:

    E' vero che la Chiesa gode dell'assistenza dello Spirito Santo ma chiedo l'assistenza è terminata con il Concilio di Trento?L'edificio si continua a costruire o no?Non ho detto che prima del Concilio di Trento la comunione si riceveva in piedi.La comunione in piedi e sul palmo delle mani è attestata con certezza fino al decimo undicesimo secolo quindi grossomodo fino all'anno mille o grossomodo fino allo scisma con la Chiesa Ortodossa la quale continua a non inginocchiarsi alla Messa e a prendere la comunione in piedi.Gli orientali su questo aspetto sono rimasti fedeli alla tradizione del primo secolo cristiano.La Chiesa latina invece ha introdotto la comunione sulla lingua e in ginocchio alcuni liturgisti dicono che questo cambiamento non fu dovuto tanto alla accresciuta sensibiltà verso la presenza reale,sempre esistita,ma dal passaggio dal pane lievitato al pane azzimo.Pare infatti che nei primi secoli si celebrasse anche con il pane fermentato come fanno ancora gli ortodossi.Poi la Chiesa latina decise di adoperare solo il pane azzimo.Non c'è bisogno di affreschi o pitture ci sono le catechesi di Sant'Ireneo di Lione di Teodoro di Mopsiesta,San Cirillo di Gerusalemme e altri Padri della Chiesa che descrivono come avveniva la comunione nel primo millennio dettagliatamente e si legge chiaramente che la comunione veniva deposta sul palmo delle mani poste a croce e in piedi.Non ho detto che la comunione in ginocchio sia una invenzione del Concilio di Trento era già in uso prima ma il Concilio di Trento l'ha resa obbligatoria.La balaustra con tuta probabilità è stata una invenzione del Concilio di Trento.Sono d'accordo sulla libertà di scegliere il modo di comunicarsi purchè non sia un modo polemico,ideologico e che non si facciano classifiche di cattolicesimo a seconda del fatto che si inginocchi o meno.Non è altrettanto bello vedere dei bambini che si comunicano in piedi?I bambini sono consapevoli del gesto che hanno fatto?Forse il rimpovero viene proprio dal fatto che si teme una ideologizzazione di qiesto gesto.Si fa consistere in questo la fede e la devozione.Ma la Fede e devozione sono più di questo.

    Perchè tanta enfasi dietri questo gesto?L'ideologia è palese e ciò non aiuta la Chiesa.

    .
    .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amatissimo Fratello in Cristo delle 15,39 , l'effusione che lo Spirito Santo dona all'unica Chiesa di Cristo durerà fino alla consumazione dei secoli !
      Diveramente dei diletti fratelli d'Oriente la Chiesa di rito Latino ha ritenuto di sottolineare la disciplina eucaristica recuperando l'antico gesto di piegare le ginocchia davanti al Sacramento mirabile.
      Concordo con te nella frase : " Sono d'accordo sulla libertà di scegliere il modo di comunicarsi purchè non sia un modo polemico,ideologico e che non si facciano classifiche di cattolicesimo a seconda del fatto che si inginocchi o meno."
      Parole belle ( e sante ) purtroppo la diabolica tentazione di sentirci e di proclamarci più puri e più belli degli altri rischia di fallare la nostra spiritualità evangelica ( il Papa ce lo ha più volte ricordato).
      Pubvblico solo questo perchè il temprale mi deve far spegnere il pc

      Elimina
    2. Ma vedi di farla finita e leggiti Daniele 3 .
      I tre bambini nella fornace che è diventata la Casa di Dio sono più coraggiosi di te!
      E si vergogni la curia di Torino che quando un saraceno abbaia si strugge di codardia e poi ,in un rigurgito di leonino coraggio,se la prende con i bambini.
      "Allora quei tre bambini , a una sola voce, si misero a lodare ,a glorificare ,a benedire Dio nella fornace"

      Elimina
    3. Caro amico siamo d'accordo quasi su tutto tranne su due punti.La prassi di inginocchiarsi non è affatto antica ma moderna.Poi il processo è avvenuto esattamente al contrario di quanto da te descritto.Cioè la riforma liturgica post Vaticano II ha recuperato la disciplina della comunione in piedi e sul palmo delle mani antichissima di istituzione apostolica e abbandonata dalla Chiesa dopo l'anno mille.

      Elimina
    4. Si tratta dell'insano archeologismo condannato da Pio XII.

      Elimina
  5. Abbiamo qui alcuni classici esempi di come i liturgisti fai-da-te argomentino le loro tesi con esempi avulsi dal loro contesto e completamente alterati nel senso. Ecco quindi l'affermazione che "gli ortodossi fanno la comunione in piedi": benissimo, ma si dimentica che gli stessi possono accostarsi alle sacre specie soltanto dopo un lungo e rigoroso digiuno. E prima di comunicarsi (con un cucchiaio che passa di bocca in bocca il pane intriso di vino) si chinano a baciare devotamente la base del calice. Di tutto questo i liturgisti fai-da-te prendono solo quello che fa al caso loro, ovvero che la comunione presso gli ortodossi si fa in piedi, e ignorano tutto il resto che li contraddice. Altro esempio è la citazione di autori del primo millennio che parlano di comunione che si prende con le mani: ma quegli stessi autori parlano anche di complesse pratiche di adorazione che naturalmente i fai-da-te si guardano bene dal citare o dal voler riproporre oggi. A loro interessa solo difendere l'uso delle mani e basta. Ma il problema non è tanto la comunione in piedi e nemmeno sulle mani: è, eventualmente, il rispetto e l'adorazione con cui si compiono questi atti. Rispetto e adorazione che non sono un semplice cerimoniale esteriore, ma la consapevolezza della Presenza Reale. Il problema è che oggi si va a prendere la comunione in piedi e sulle mani come se si andasse a prendere una caramella da un amico, senza nessun segno esteriore di devozione e di adorazione. E senza questi segni purtroppo molti sono tratti a pensare di compiere un gesto senza particolare importanza.

    Il thread comunque non diceva che non si può fare la comunione in piedi e sulle mani: diceva che a quanto pare in certi posti si impedisce con la forza di farla in ginocchio e sulla lingua, come sarebbe legge della Chiesa ancora vigente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi permetto di farle notare che ideologia è anche sgridare dei chierichetti che si inginocchiano! Qui a Torino c'è proprio la caccia a chi celebra la Santa Messa in rito antico, il giovane prete che indossa la talare e che usa le "cose" più belle per la Liturgia.
      Dunque parità di ideologia! Si chi difende la Comunione in ginocchio si chi sgrida chi si inginocchia. Ma guardiamoci: dobbiamo parlare di ideologia? Parliamo piuttosto di conoscenza della Liturgia e di rispettare chi sceglie "i modi" in cui la Chiesa ci propone la Santa Messa o il ricevere la Comunione.
      Unità, unità non ideologia. Almeno speriamo noi Torinesi.
      P.S don Grosso ha detto: dovete obbedire al Vescovo! E che gli ha detto sto Vescovo? Forse gli ha ordinato di alzarsi mentre tratteneva L'Eucarestia tra le dita nell'atto di offrirla? Oh cielo!

      Elimina
  6. Quando gli ordini sono ingiusti dobbiamo obbedire a Dio non agli uomini..chi è mai 'sto Grosso?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' il segretario di tanto vescovo! Complimenti.
      Mi ha ricordato il sacrestano che prese a perticate Bartolomeo Garelli che girava in sacrestia senza saper servire la Messa. In sua difesa intervenne don Bosco....invece sabato non c'era nessun prete in sacrestia che ha rincuorato quei bambini che dopo la fatica di una celebrazione lunghissima si sono anche sentiti rimproverati?
      C'è qualche prete nella diocesi di Torino, la stessa di don Bosco, che può rimproverare don Grosso/sacrestano con la pertica?
      Già! c'è qualche prete?

      Elimina
  7. Invece di litigare per in ginocchio o in piedi, perché non far notare che tutti si comunicano senza confessarsi? Qualcuno deve dire che è peccato mortale o con le balaustre sono volati via anche i peccati?

    RispondiElimina
  8. Torniamo ai fatti: sgridare dei chierichetti per essersi inginocchiati nel ricevere l'Eucarestia questo è ciò che lascia senza parole! Questo è incredibile, rimproverare per un gesto di alcuni bambini che invece insegnano a noi grandi. Meritavano un complimento per come hanno ricevuto Gesù. Ma questo è niente rispetto a ciò che è capitato nella Diocesi di Torino: lo scorso anno il vescovo ausiliare di Torino ha proibito ai futuri ordinati di presentarsi in Cattedrale con la talare! Mi pare che in questa Diocesi tutto ciò che sa di senso del sacro, norme liturgiche è combattuto aspramente. Lo scorso anno si sono fatti sentire in colpa i futuri ordinati, quest'anno si sgridano i chierichetti per la S. Comunione in ginocchio. Nessuno dice nulla però che il vescovo si sieda là dove c'era il tabernacolo! Il Signore è stato spodestato! Tutti questi avvenimenti ci invitano a pregare per la conversione della Curia torinese.

    RispondiElimina
  9. Dante Pestorelli16 giugno 2014 20:17

    Infatti è vero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il cretino di sopra non son io, ovviamente.

      Elimina
  10. http://www.papalepapale.com/strega/?p=1248

    Aggiungerei sul canone di Nicea spesso tanto citato questo posto che ho prima dedicato al sig. Manfredi:
    “questa citazione del canone di Nicea non prova nulla, ci ho studiato sopra perchè il mio parroco (Torino, Chiesa del S. Cuore, tanto per non far nomi) la ha citata per anni prima e durante ogni Messa per imporre a tutti il divieto di inginocchiarsi durante la consacrazione, interrompendo spesso proprio l’inizio del canone per sfottere le vecchiette che appunto si ingioncchiavano).
    Questo canone parla di quelli che oggi noi chiamiamo gli “oremus”, e sottolinea, come ancor oggi si fa nella forma straordinaria, che nei giorni festivi gli oremus si fanno in piedi, mentre negl altri si facevano ANCHE gl oremus in ginocchio (prassi che si è conservata sino a noi come segno penitenziale nelle preghiere dei fedeli della quaresima nei rito amborsiano, e nella forma straordinaria del rito romano durante la preghiera universale del venerdì santo, con l’invito diaconale al “flectamus genua”.
    Non c’è alcun riferimento non soltanto al modo di ricevere la comunione, ma ad altre parti della Messa in generale….
    In ogni caso, un canone conciliare contro secoli di prassi ecclesiastica occidentale e di legislazione liturgica in senso contrario non proverebbe nulla”
    Aggiungerei pure che l’idea delle mani in forma di trono non è incompatibile con la comunione sulla lingua: il gesto è un gesto orientale di devozione, che di norma si accompagna ad una inclinazione profonda del busto: in quella posizione le mani possono svolgere la funzione del piattino da comunione, ovvero quella di proteggere la particola da una eventuale caduta accidentale mentre il sacerdote la posa sulla lingua del comunicando.
    Quanto allo stare in ginocchio, a parte il fatto che già nelle liturgie orientali esiste la prostrazione a terra come segno di adorazione, e che il gettarsi a terra ricorre nelle sacre scritture come atteggiamento corporeo istintivo ogniqualvolta qualcuno riconsoce la divinità di N.S., possiamo benissimo considerare tale postura
    1) come un segno di progresso nella comprensione del mistero eucaristico: via via che lo si è compreso sempre meglio, i segni esteriori dell’abbassamento umano davanti a Dio si sono accentuati;
    2) come segno di inculturazione in occidente: volenti o nolenti nella nostra cultura l’adorazione vede questo gesto come quello più idoneo a significare l’adorazione. Quali considerazione spingono a annullare come minimo 1.200 anni di inculturazione cstante tutta dello stesso segno?

    RispondiElimina

  11. http://chisinasconde.blogspot.it/2013/08/una-analisi-che-condivido-in-pieno.html
    Anonimo18/ago/2013 13:31:00

    ".Il Canone 20 del Concilio di Nicea stabilisce che:"Poiché vi sono alcuni che di domenica e nei giorni della Pentecoste si inginocchiano, per una completa uniformità è sembrato bene a questo santo sinodo che le preghiere al Signore si facciano in piedi".

    Ti ripeto che questo canone parla di quelli che oggi noi chiamiamo gli “oremus”, tutte quelle formule che cominciano con "Preghiamo..." e sottolinea, come ancor oggi si fa nella forma straordinaria, che nei giorni festivi gli oremus si fanno in piedi, mentre negli altri si facevano anche gli oremus in ginocchio (prassi che si è conservata sino a noi come segno penitenziale nelle preghiere dei fedeli della quaresima nei rito amborsiano, e nella forma straordinaria del rito romano durante la preghiera universale del venerdì santo, con l’invito diaconale al “flectamus genua”.
    Non c’è alcun riferimento non soltanto al modo di ricevere la comunione, ma ad altre parti della Messa in generale….
    In ogni caso, un canone conciliare (con valore per lo più pastorale)contro secoli di prassi ecclesiastica occidentale e di legislazione liturgica in senso contrario non proverebbe nulla.

    Tra l'altro inginocchiarsi è anche un gesto di adorazione, diceva sant'Agostino: "nessuno si accosti alla Comunione se non l’ha prima convenientemente ADORATA."

    Neanch'io ho parlato di obbligo di inginocchiarsi, ma sicuramente il CCC e l'OGMR non dicono che inginocchiarsi non è ecclesiale, che è una forma privata ecc...quindi perché tu lo affermi? Se qualche Padre della Chiesa ha affermato il contrario non può essere certamente una direttiva generale.

    "Ma cio non sognifica che Gesù soffra di nuovo..."
    Gesù è alla destra del Padre ma ha ancora le sue piaghe gloriose. Ma non credo che sia un eresia dire che "Gesù è sulla croce fino alla fine del mondo": lo è in tutti gli innocenti che soffrono, è inchiodato alla croce nei malati gravi. I chiodi che lo tengono ancora legato alla croce sono le ingiustizie che si commettono verso i poveri. Anche per questo l'Eucarestia è sempre attuale.

    "dovresti approfondire meglio il signoficato sacrficale dell'Eucarestia e della celebrazione comunitaria."

    Sicuramente ho bisogno di approfondire. Anche tu però dovresti approfondire il significato di devozione che non significa devozionismo o sentimentalismo; la celebrazione liturgica e la devozione eucaristica, sebbene distinte, sono state sempre congiunte.

    "La devozione all'Eucarestia è la più nobile perché ha per oggetto Dio" (S.Pio X)

    Giacomo

    RispondiElimina
  12. http://www.cantualeantonianum.com/2012/01/neocatecumenali-liturgie-magister.html

    Per chi ha un minimo di conscenza della liturgia tradizionale (anche in questo caso educatrice preziosissima) è chiaro che il tanto decantato canone del consilio di Nicea non si riferisce alla postura da adottare lungo tutti i momenti della Messa, ma si riferisce agli oremus, che da sempre il sacerdote fa in piedi (persino durante la preghiera di consacrazione). Tale canone non ha nessun rilievo per momenti diversi dagli oremus, non ha rilievo per ciò che attiene alla posizione dei fedeli perchè si indirizza ai sacerdoti e infine non può assolutamente giustificare la decsione di non stare in ginocchio durante i momenti dedicati alla adorazione.

    RispondiElimina
  13. http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_20111947_mediator-dei_it.html

    Come, difatti, nessun cattolico di senso può rifiutare le formulazioni della dottrina cristiana composte e decretate con grande vantaggio in epoca più recente dalla Chiesa, ispirata e retta dallo Spirito Santo, per ritornare alle antiche formule dei primi Concili, o può ripudiare le leggi vigenti per ritornare alle prescrizioni delle antiche fonti del Diritto Canonico, così, quando si tratta della sacra Liturgia, non sarebbe animato da zelo retto e intelligente colui il quale volesse tornare agli antichi riti ed usi ripudiando le nuove norme introdotte per disposizione della Divina Provvidenza e per le mutate circostanze. Questo modo di pensare e di agire, difatti, fa rivivere l'eccessivo ed insano archeologismo suscitato dall’illegittimo concilio di Pistoia, e si sforza di ripristinare i molteplici errori che furono le premesse di quel conciliabolo e ne seguirono con grande danno delle anime, e che la Chiesa, vigilante custode del «deposito della fede» affidatole dal suo Divino Fondatore, a buon diritto condannò. Siffatti deplorevoli propositi ed iniziative tendono a paralizzare l'azione santificatrice con la quale la sacra Liturgia indirizza salutarmente al Padre celeste i figli di adozione.

    RispondiElimina
  14. Il post inserito e i vari commenti dimostrano chiaramente la mancanza, nel mondo e soprattutto in parte della Chiesa, del più elementare buonsenso e della più basilare intelligenza.
    E' quindi interessante notare, anche dal punto di vista psicologico, come si muove lo schieramento progressista. Quest'ultimo infatti, sostenendo che la prassi della ricezione sacramentale in ginocchio e non nella posizione "dei redenti" sia propria di una fase squisitamente postridentina dimostra palesemente di avere una conoscenza assoluta e inoppugnabile della prassi sacramentale precedente (quasi ci fosse una enorme guida delle prassi di tutte le chiese locali di tutte le epoche precedenti), protesta la necessità di ritornare ad un modus operandi archeologico, sconosciuto e brillantemente ripescato senza che ve ne fosse l'esigenza, dichiara sconosciuto il pericolo della negazione del sacerdozio ministeriale (e circa questa affermazione non ci vorrebbe lo Jungmann ma Jung o Freud). Prescindendo dal fatto che il 2014 è più vicino al 1950 rispetto al 200 dopo Cristo, è notevole che si voglia giustificare una presunta ortoprassi postconciliare cinquantennale con motivazioni storiche quando per quattrocento anni e oltre si è fatto diversamente. Circa le valutazioni su balaustre, altari ecc mi garberebbe che venissero citati studi più recenti di quello dello Jungmann, non fosse altro che la storia va avanti e con essa la ricerca scientifica seria, libera e non partigiana. La fortuna della Chiesa è anche di avere persone che si battono per "il diritto all'eucarestia" (divorziati ecc), seppur per motivi diversi e non tutti leciti, ricordando l'importanza del sacramento assai meglio di chi lo vuole ridurre a un pasto sacrificale d'addio che si può ricevere sulla mano come un salatino, rigorosamente in piedi come al bancone di un bar dove bisogna economizzare riducendo il coperto.

    RispondiElimina
  15. Redazione perchè hai stoppato questa discussione?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I commenti si "stoppano" alla mezzanotte del giorno in cui è uscito il post. Tutti i commenti dalla mezzanotte in poi sono pubblicati previa moderazione.

      Elimina
  16. La Chiesa per secoli ha voluto che la comunione si amministrasse in bocca ed ai fedeli in ginocchio. Evidentemente ha voluto in tal modo dimostrare quale dovesse esser l'atteggiamento degli uomini davanti a Cristo e come assumerlo col dovuto rispetto e per evitar profanazioni.
    Le norme attuali son condensate nella Redemptionis Sacramentum: in ginocchio (regola) O in piedi; in bocca O sulla mano. La facoltà è diventata ad opera di vescovi e preti satrapi la legge. Benedetto ha voluto richiamar col suo stesso comportamento questa disposizione. Chi resta in piedi, tuttavia, deve far la "debita reverenza", cioè la genuflessione o l'inchino profondo. Avete mai visto qualcuno che a tal norma si adegui? Io mai. A cominciar dalle suore: a testa alta davanti a Cristo. Di chi la colpa? delle autorità ad ogni livello che non han saputo far catechesi. Inoltre i preti obbligano i bambini della prima Comunione a restar in piedi e a prender la Santa Particola in mano. Han levato gl'inginocchiatoi (le balaustre le han vendute) compiendo una violenza morale nei riguardi di chi vuol comunicarsi in ginocchio, ma per l'età o altri acciacchi non può inginocchiarsi in terra senza sostegno. La violazione delle norme vigenti la dicon lunga: desacralizzar la Comunione per distrugger la Presenza Reale e quindi la Chiesa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma soprattutto bisogna tornare alla Comunione sotto le due specie, la forma in cui, indubitabilmente, fu istituita.

      Elimina
    2. La possibilità esiste e a volte si fa. Ma è difficilmente conciliabile con la proliferazione dei ministri straordinari: li si dota tutti di un calice con il vino consacrato...?

      Elimina
    3. Si dovrebbero metter dei fiaschi sull'altare al posto del calice e tanti bcichierini di carta...

      Elimina
  17. Domenica scorsa ero in fila per la comunione in fondo alla chiesa. Vedo arrivare il sacerdote, pisside in mano, a passo svelto e pensavo stesso andando verso qualche anziano impossibilitato a procedere verso l'altare. Invece no! Va all'ultimo banco a rimproverare una ragazzina chiedendole dove fosse l'ostia presa in mano e non consumata davanti a lui. E quante volte le ostie date in mano a degli sconosciuti finiscono chissà dove?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parecchie volte, purtroppo, ed alimentano le messe nere. Ora, nel caso della ragazzina, sarà stata una grande superficialità, dovuta alla carenza di catechesi idonea. La ramanzina le avrà fato bene.
      Mi son trovato anch'io in simili circostanze: ad es. una giapponesina fu inseguita da me e dal giovane celebrante, monaco olivetano: lei pensava che poteva portarla via come souvenir. Certo fummo molto veloci e pronti nell'inseguimento.

      Elimina
    2. Se è per questo, l'estate scorsa in Sicilia ad una Messa in località balneare il ministro straordinario che aiutava il sacerdote durante la comunione era in bermuda e polo. Ora, va bene che c'era caldo, ma la stragrande maggioranza degli uomini presenti indossava i pantaloni lunghi. Un qualunque testimone di Geova o un pentecostale qualsiasi (con tutto il rispetto per loro) al suo culto sicuramente con un abito più degno, consono e decoroso. Se proprio non vogliamo imparare il senso di adorazione dagli ortodossi, almeno guardiamo ai protestanti...
      (p.s.: dove vivo io i pastori luterani celebrano "di spalle" e cantano prefazio e orazioni con le melodie gregoriane che in Italia sentivo dai preti anziani quando ero piccolo)

      Elimina
  18. I cancelli davanti l'altare, per separare vescovo e diaconi dai fedeli, erano presenti già nel IV secolo. Si legga in tal proposito il Diario di Egeria dell'anno 381-383, dove viene minuziosamente descritta la liturgia gerosolomitana, non molto diversa come ella stessa dice da quella che si svolgeva nel suo paese d'origene (Galizia).

    RispondiElimina
  19. Mi ha molto colpito la Vostra "quasi paura" nel pubblicare la lettera con tanto di "disponibilità a chiedere scusa, cancellare il post".....ma soprattutto il Vostro augurio che "arrivi al più presto la smentita da parte della Curia arcivescovile di Torino.
    E giunta la smentita? No! Quindi ne deduco che è tutto vero. E perché non si sente il bisogno neppure di un chiarimento da parte del Segretario del Vescovo? Questo è la tattica di certi preti: tacere, far calmare le acque, non cercare soluzioni.
    Ed essendo torinese posso dire che questo è l'atteggiamento con cui la curia di Torino risolve i problemi che noi poveri fedeli presentiamo siano essi di Liturgia o di gravi comportamenti di sacerdoti: silenzio assoluto, no al dialogo, estrema superficialità. Ne è la prova cosa sta succedendo nel Duomo di Chieri (TO).

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.