mercoledì 11 giugno 2014

Curia dell'Aquila condannata per restauri scaigurati.

All'importanza del decoro liturgico degli spazi sacri, e contro gli scempi perpetrati da Curie e da preti irresponsabili, accecati solo dallo "spiritodelconcilio", abbiamo dedicato moltissimi post.
Ora ne dedichiamo uno sull'argomento, in cui si racconta che se non interviene l'autorità ecclesiastica (spesso omertosa complice e spessissimo responsabile degli abusi architettonici commessi nelle chiese storiche in nome della partecipazione actuosa dei fedeli e del pauperismo), ad intervenire è almeno quella civile. Che punisce la Curia de l'Aquila a risarcimenti ingenti per restauri sciagurati.
Roberto

Danni per restauri sbagliati. Curia condannata
Ora dovrà risarcire l’equivalente di 93 milioni di lire per la perdita dell’apparato decorativo

di Angela Baglioni, da il Tempo, del 09.06.2014


L’AQUILA Aveva commissionato lavori di restauro nella chiesa di San Giovanni Battista di Collepietro, che prevedevano la demolizione dell’altare maggiore e di tre altari laterali, assieme alla spicconatura totale degli intonaci. Un vero «massacro» artistico, che tra l’altro aveva causato la perdita di cornici e decorazioni in stucco. Ora la curia arcivescovile dell’Aquila dovrà pagare l’equivalente di 93 milioni di lire «per il danno arrecato al monumento, in conseguenza della perdita irreversibile, e quasi totale, dell’apparato decorativo e artistico, e della cancellazione di una significativa testimonianza di un periodo storico della vita della chiesa». Lo ha deciso la sesta sezione del Consiglio di Stato (Stefano Baccarini, presidente, Claudio Contessa, Gabriella De Michele e Roberta Vigotti, consiglieri, Andrea Pannone, estensore), che ha respinto il ricorso presentato dalla Curia aquilana contro la precedente sentenza del Tar Abruzzo, al quale il clero si era rivolto per chiedere l’annullamento della sanzione pecuniaria stabilita dalla Sovrintendenza ai beni archeologici, artistici e storici. L’intervento così realizzato, secondo la Soprintendenza, non era mai stato autorizzato essendo l’edificio di culto tra quelli di interesse storico-artistico. Anche in primo grado i giudici amministrativi abruzzesi non avevano accolto il ricorso della cancelleria vescovile. A rappresentare la Curia in entrambi i gradi del giudizio amministrativo è stato l’avvocato Antonio Mazzotta; a sostenere le ragioni del Ministero per i beni e le attività culturali è stata l’Avvocatura di Stato. La storia si sviluppa tra la fine degli anni ’90 e il 2001, quando la Curia commissionò i lavori all’interno della chiesa, ritenuta di interesse culturale. Tra i lavori, svolti sotto la direzione di un architetto che nel frattempo è deceduto, anche la modifica dei pilastri nella navata centrale, con la rimozione dell’incamiciatura muraria. Il tutto avvenne, secondo la Soprintendenza, «senza alcuno studio preliminare, né adozione di opere provvisionali». Tant’è che nel 2001 fu comminata la sanzione alla quale seguì il primo ricorso al Tar, bocciato nel 2008. La Soprintendenza aveva multato la curia ritendendo l’intervento di retauro non conforme con le caratteristiche della chiesa. Oltretutto quei lavori avevano causato la perdita di una testimonianza che, seppur più recente rispetto all’impianto originario, aveva comunque una dignità artistica meritevole di tutela. In poche parole la sanzione pecuniaria era dovuta, secondo la Soprintendenza, in quanto non era più possibile riparare il danno arrecato, e quindi i responsabili erano tenuti a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa perduta, come recita l’articolo 131 del decreto legislativo 490 del 1999. La Curia aveva eccepito che i lavori, preceduti da attento esame da parte del progettista, non avrebbero comportato la demolizione di opere di pregio, né la trasformazione statica delle strutture. Ma il Tar prima, e il Consiglio di Stato poi, non hanno aderito a questa tesi. «È pacifico in atti - scrivono i giudici - che il deterioramento del bene vi è stato e, di conseguenza, la sanzione poteva essere irrogata». Secondo la Curia, inoltre, doveva essere chiamato a rispondere del danno anche il pogettista dei lavori, nel frattempo deceduto. Anche questo secondo motivo di ricorso non è stato ritenuto valido dai giudici amministrativi di primo e secondo grado, che lo hanno bocciato. Il collegio, tuttavia ha compensato le spese di lite. Interventi del genere sono stati effettuati, nei decenni scorsi, anche in altri edifici di culto. Un esempio è rappresentato dalla chiesa di San Franco di Assergi, sempre nell’Aquilano, ora dedicata a Santa Maria Assunta.In quel caso, però, a eseguire i lavori (sul finire degli anni ’60), fu proprio la Soprintendenza. In quell’occasione furono eliminate le decorazioni barocche settecentesche.

Angela Baglioni

17 commenti:

  1. E ' bene che la Chiesa dei poveri paghi per il depauperamento artistico-sacrale. Magari accadesse questo in centinaia di altre città dove per crear moderni "spazi liturgici" la dignità degli edifici sacri è stata deturpata e spesso distrutta totalmente. Con questi soldi sganciati per legge da vescovi avidi quanto asini iconolclasti si potranno aiutare davvero i poveri.

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  2. Bene!Così gli passa la voglia di fare "adeguamenti liturgici"!

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    1. Se li toccano nelle tasche, tranquilli che gli passa la voglia di castrare altari e fare gli iconoclasti. Che paghino, in tutti i sensi.

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    2. Gli altari non si posson castrare. Ma se preti e prelati a vario livello voglion far come Origene, chi piangerà? Meno pericoli...

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    3. Gli altari non si posson castrare. Ma se preti e prelati a vario livello voglion far come Origene, chi piangerà? Meno pericoli...

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  3. In fatto di sciagure aquilane segnalo su tutte quella della chiesa di San Giuseppe Artigiano, che ormai pare più un luogo di culto protestante che cattolico. A parte questo le tele del Gasparro a me sono sembrate proprio brutte.

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  4. A proposito di scandali economici e restauri antiliturgici per quanto riguarda la "zizzania" all'interno della Chiesa cristiano-cattolica istituzionale... http://livesicilia.it/2014/06/11/mazara-inchiesta-di-panorama-sulla-curia-buco-da-sei-milioni-di-euro_502573/ e http://palermo.repubblica.it/images/2011/12/09/185830752-d1744593-6856-4aaa-b7d9-b0e66bc9760d.jpg

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  5. Ormai queste curie elefantiache e dispendiosissime non sono più funzionali alla massoneria e verrà scatenata la magistratura per annientarle completamente.
    Adesso basta un solo twitter in mondovisione del somaro assiso sul trono per demolire in pochi secondi ciò per il quale il clero corrotto impiega tempi lunghissimi con costi stellari.

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  6. Ma dico io con che diritto si distruggono secoli di arte e di storia? nel nome di cosa? Per avere le "pretesse" e gli "schitarranti" all'altare??? Bene paghino fino all'ultimo centesimo!!!

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  7. E poi spendere soldi per far mettere dei tavoli al posto degli Altari! Andassero all'Ikea almeno risparmierebbero!!!

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  8. Un grazie ai giudici italiani! Spero sia il principio di molte condanne .I vescovi vandalici e ignoranti di fronte alla prospettiva di pagare fermeranno lo scempio.Si sentono padroni delle chiese, della liturgia, della teologia, il loro è un potere dispotico e tirannico! Altro che servire!

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  9. Ercole Farnese12 giugno 2014 19:02

    Non ho mai capito cosa frulli in testa ai vescovi che a parole vogliono una Chiesa povera per i poveri e poi spendono fior di denari per demolire altari secolari e metterci tavolini "frutto del genio dell'arte sacra contemporanea"...

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  10. Intanto Mogavero il nemico della Tradizione si scopre che ha nella sua diocesi di Mazara del Vallo un buco di sei milioni di euro! Tutti quelli che combattono la Tradizione poi si danno alle spese pazze!

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    1. .....alle spese pazze...per la vanagloria loro e la loro schifosa pancia e vizi vari.

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  11. Così imparano a distruggere gli altari di Dio fatti con amore e sacrificio dal popolo di Dio lungo i secoli...per sostituirli con tavolini di cemento...come sono contento menomale che ora c e la sovraintendenza...purtroppo non c era nel Post concilio

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  12. L unico modo per fermare questi ultimi invadati sessantottini che anvora rigurgitano la loro ideologia distruttiva con rabbia perché sanno che la loro rivoluzione é fallita nessuna primavera é arrivata anzi un inverno totale...é quello di farli pagare prr i loro danni

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  13. Ecclesia supplet, anche nel pagare i danni, o forse ormai, quasi solo per quello.

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