venerdì 6 giugno 2014

70° della Liberazione di Roma e dello sbarco in Normandia: Pio XII è acclamato Defensor Civitatis


Questi i fatti che la Storia ci racconta. E che non si possono negare.

- 24 agosto 1939 - Papa Pacelli pronuncia la frase simbolo del suo pontificato: "Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra".

- 1940, 1941, 1942 - Radiomessaggi di Pio XII a favore del rispetto reciproco dei popoli e contro le discriminazioni e i massacri dovuti a motivi di diversa appartenenza religiosa o di nazionalità.  

- 10 luglio 1943 - La situazione per l'Italia si  aggrava  quando le truppe angloamericane sbarcano in Sicilia e si preparano a risalire la penisola per giungere a Roma, mentre dalla Germania scendono  le divisioni corazzate tedesche invadendo le nostre regioni.

- Il 17 luglio 1943 - una squadriglia di caccia alleati sorvola Roma. Dal cielo piovono migliaia di volantini invitanti la popolazione a stare lontani dagli obiettivi militari (aeroporti, ferrovie). Fino ad allora la capitale, ma anche Firenze e Venezia, non aveva conosciuto incursioni aeree. Contrariamente a quanto gli consigliano i cardinali e la Curia, Pio XII decide di restare a Roma.

- gli sforzi diplomatici della S. Sede con gli alleati per far riconoscere Roma come città aperta, e quindi al riparto da bombardamenti o azioni militari, non sortiscono più effetti: ormai è deciso: Eisenhower ordina di colpire obiettivi militari in Roma. Inizia così una violenta serie di bombardamenti della Capitale che ferisce però anche ampi quartieri popolari. 

 - 19 luglio pre 11.30 - secondo bombardamento di Roma. Colpito al cuore il quartiere San Lorenzo al Verano

- 20 luglio 1943 - dopo il violento bombardamento di San Lorenzo a Roma, Pio XII, uscito eccezionalmente dal Vaticano, si reca nei quartieri colpiti per andare a portare conforto "ai fedeli della nostra diocesi"  e, dopo essersi inginocchiato tra le rovine per recitare il De Profundis, distribuisce agli sfollati denaro e generi di sostegno. I romani lo acclamano "Defensor Civitatis".

- inverno del 1943 - i tedeschi occupano la basilica di San Paolo fuori le mura, e  arrestano chi vi si era rifugiato. Viene scoperto il piano segreto di Hitler che prevedeva l'occupazione del Vaticano e l'arresto di Pio XII.

- Pio XII firma allora una lettera di dimissioni in caso di cattura: "Arresteranno il Card. Pacelli, non Papa Pio".

 - 8 settembre 1943 - l’armistizio e la fuga dei Savoia e del Governo gettano l'Italia nel caso. Solo Pio XII solo a fronteggiare gli occupanti e resta l'unica autorità morale e religiosa presente a Roma

-  Il Papa ordina di aprire i conventi (anche quelli di clausura) e i Palazzi extraterritoriali ad italiani ed ebrei perseguitati. Solo al Seminario Lateranense, tra il settembre ’43 e il giugno ’44, si contarono ben 41.000 presenze.

-  alba del 22 gennaio 1944 - l’artiglieria alleata apre il fuoco contro la costa laziale per preparare lo sbarco sulla spiaggia di Anzio. Un’ondata di sfollati (10-12 mila) fuggono e si dirigono verso le Ville Pontificie di Castel Gandolfo (aperte per ordine di Papa Pacelli) e nei Palazzi Apostolici: gli sfollati vengono accolti e assistiti dalla carità del Papa che provvede a tutto: dal Vaticano arrivano derrate alimentari, medicinali e vestiario. I bambini nati nei Palazzi Apostolici sono chiamati Eugenio o Pio in riconoscenza al Papa. Nel Pronto Soccorso del Vaticano vengono accolti e curati anche partigiani italiani e tefeschi.

- Il 15 febbraio 1944 - un terribile bombardamento alleato rade al suolo l’abbazia benedettina di Montecassino

-  Il 19 febbraio - alle 9 l'abate di Montecassino è ricevuto da Pio XII al quale assicura che «nell’Abbazia non vi furono mai né soldati tedeschi, né nidi di mitragliatrici, né cannoni, né posti di osservazione». Fu un grave errore degli alleati.

-  24 marzo 1944 - la pagina più orribile con l’eccidio delle Fosse Ardeatine in cui i nazisti trucidarono 335 civili e militari (tra cui il Colonnello Lanza di Montezemolo, padre dell'attuale Cardinal Montezemolo, Nunzio apostolico) per rappresaglia a seguito alla morte di 33 soldati tedeschi nell’attentato partigiano di via Rasella.

- fine maggio 1944 - i tedeschi minano i ponti sul Tevere e i punti nevralgici per impedire l’avanzata degli Alleati. Poi, volendo allontanarsi velocemente, rinunciano a far esplodere le mine.

-  Pacelli ammonì: "Chiunque osi levare la mano contro Roma, si macchierà di matricidio"

- Venerdì 2 giugno 1944 . «Radio Londra» trasmette la parola «Elefante», messaggio in codice che segnala alla Resistenza l’attacco finale. 
 
-  notte tra il 3 e il 4 giugno 1944 - le SS abbandonano la sede di via Tasso (dove avevano praticato abominevoli tortura), bruciano i documenti e partono con decine di prigionieri. Attorno a Roma la battaglia infuria: le retroguardie tedesche sono attaccate delle formazioni partigiane. 

- alba del 4 giugno 2014 - un contingente di canadesi e i partigiani della brigata comunista Bandiera Rossa entrano nella Capitale attraverso la Casilina: le SS fuggono disordinatamente e abbandonano un autocarro carico di prigionieri, che si salvano. Un altro autocarro è fermato dagli ufficiali nazisti sulla Cassia e i 14 partigiani e prigionieri alleati sono allineati lungo un sentiero e uccisi con un colpo di pistola alla testa. 

-  sera del 4 giugno 2014 - dopo nove mesi di occupazione tedesca, Roma è  libera.

- Domenica 4 e lunedì 5 giugno 1944 - le truppe americane del generale Mark Wayne Clark spazzano le ultime difese tedesche ed entrano in città senza incontrare resistenza. La popolazione impazza di gioia.

- Il 4 giugno 1944 - Pio XII riceve gli Alleati in Vaticano
 
- 5 giugno 1944 - Radio Londra trasmette la frase in codice "Mi lacerano il cuore con un monotono languore" che annuncia l'imminente attacco e dello sbarco entro le 48 ore. 

- alba del 6 giugno 1944 - scatta il «D-Day». L’«Operazione Neptune»  con lo sbarco degli Alleati in Normandia, che scatena la più grande invasione della Storia. Si apre un secondo fronte in Europa dopo quello aperto dai sovietici. Da Est e da Ovest gli Alleati marciano sulla Germania nazista. 

 - Domenica  11 giugno 1944 -  i romani in massa "invadono" esaltanti e in giubilo piazza San Pietro (e vi restano per molte ore) per ringraziare il Papa, unica autorità rimasta sempre al suo posto per evitare a Roma gli orrori bellici.
Il Papa si affaccia alla loggia delle benedizioni e rivolge parole agli italiani e ai soldati che lo acclamano nuovamente "Defensor Civitatis". Impartisce Apostolica Benedizione a Roma, ai Romani e ai soldati tutti. 


Si legga su Avvenire