mercoledì 2 aprile 2014

La "questione sociale" : pretesto per attaccare i ( poveri) fedeli "tradizionali"

" Ripubblico alcuni brani di una lettera di un gentile lettore...  
Caro D., ti avevo scritto qualche mese fa e ti riscrivo con piacere. 
Volevo dirti che apprezzo tantissimo il lavoro che stai facendo, non solo con il blog sulla Vocazione (il demonio deve essere furioso per le Vocazioni che stai indirizzando al fervore e alla Tradizione!!!). 
Quello che sto apprezzando tantissimo è che sul blog Cordialiter stai "ammonendo" i tradizionalisti da fariseismo e mancanza di carità. ( Chi conosce bene e frequenta  i gruppi liturgici nati o consolidati dopo il MP Summorum Pontificum sa che quei  fedeli, quelle sane famiglie non possono esser tacciati di fariseismo o di mancanza di carità -  imputazioni che possono essere semmai attribuite a chi da decenni detiene il potere  ... Chi ha scritto la lettera, seppur altamente apprezzabile in diversi punti  , prima di fare una qualsiasi critica ai fedeli tradizionali avrebbe dovuto obiettivamente evidenziare  i piccoli o grandi sacrifici, spirituali, psicologici ed economici, che i fedeli tradizionali si accollano quotidianamente per portare avanti il culto cattolico nella forma antica. I giovani che convintamente e fra mille difficoltà  frequentano la Liturgia antica sono i più frutti, benedetti da Dio. Ce ne siamo occupati sommariamente QUI. La carità, che è la più grande delle virtù, è guidata dal chiarissimo precetto evangelico : "Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.  Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.  Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà".N.d.R. )
Io amo la Messa Tridentina ma rimango dispiaciuto dal vedere come molti "confratelli" nella Tradizione siano mormoratori ostinati. 
Come possiamo far sentire il soave canto della Tradizione a tanti giovani, a tante persone che si convertono, se è surclassato dal brusio delle maldicenze, delle opinioni personali, delle rivalità settarie e dai litigi? 
La Tradizione (e anche gli esercizi ignaziani) mi hanno insegnato quanto è bello il silenzio...dovremmo farci apostoli del silenzio....e invece... 
Ti chiedo quindi di continuare in questa meravigliosa opera di sana autocritica che tanti frutti produrrà:
L'altra cosa che apprezzo è lo spirito "sociale". 
Se noi cattolici tralasciamo la carità anche materiale e la critica delle strutture di peccato, diamo i poveri e i lavoratori in pasto a comunisti et similia. 
E invece dovremmo avere il coraggio di predicare ai ricchi. 
Non criticandoli come fanno i teologi della liberazione, ma cercando di convertire le loro anime e combattere il piano diabolico di lotta fra le classi. 
Quanti potenti e ricchi vanno all'inferno e con quali pene! 
Penso che i ricchi hanno ancor più bisogno di conversione dei poveri, perché rovinando se stessi trascinano in rovina molti. 
In Corde Virginis Matris, 
(lettera firmata) 

Carissimo in Cristo, mi fa piacere sapere che sei d'accordo con me su molte cose. 
Circa la “questione sociale”, è da anni che vado ripetendo che non dobbiamo lasciare i poveri nelle mani dei comunisti. 
Però, non dobbiamo nemmeno abbandonare a se stessi i ricchi, anche perché costoro hanno molto potere, e se si convertissero potrebbero fare un sacco di bene. 
Purtroppo, come insegna il Vangelo, è difficile che un ricco si converta. 
Non è certo che tutti i ricchi vadano all'inferno, però possiamo dire che è molto difficile che si salvino, visto che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago. 

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria, 

Cordialiter"

Fonte : Cordialiter

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