sabato 15 marzo 2014

Non è la sofferenza (reale e perciò degna di considerazione da parte della Chiesa) dei fratelli divorziati e risposati...

La vera posta in gioco. 
Che non è la sofferenza (reale e perciò degna di considerazione da parte della Chiesa) dei fratelli divorziati e risposati... 
"Ontologicamente, la Chiesa-mistero, la Chiesa una ed unica secondo i Padri precede la creazione, e partorisce le Chiese particolari come figlie, si esprime in esse, è madre e non prodotto delle Chiese particolari. 
Inoltre, temporalmente, la Chiesa si manifesta nel giorno di Pentecoste nella comunità dei centoventi riuniti attorno a Maria e ai dodici Apostoli, rappresentanti dell'unica Chiesa e futuri fondatori delle Chiese locali, che hanno una missione orientata al mondo: già allora la Chiesa parla tutte le lingue. 
Da essa, originata e manifestatasi universale, hanno preso origine le diverse Chiese locali, come realizzazioni particolari dell'una ed unica Chiesa di Gesù Cristo. 
Nascendo nella e dalla Chiesa universale, in essa e da essa hanno la loro ecclesialità. 
Perciò, la formula del Concilio Vaticano II: La Chiesa nelle e a partire dalle Chiese (Ecclesia in et ex Ecclesiis), è inseparabile da quest'altra: Le Chiese nella e a partire dalla Chiesa (Ecclesiae in et ex Ecclesia). 
E' evidente la natura misterica di questo rapporto tra Chiesa universale e Chiese particolari, che non è paragonabile a quello tra il tutto e le parti in qualsiasi gruppo o società puramente umana". 

Congregazione per la Dottrina della Fede, LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA SU ALCUNI ASPETTI DELLA CHIESA INTESA COME COMUNIONE, 28 maggio 1992.

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