giovedì 13 marzo 2014

13 marzo 2014 (un anno dopo) : “ qualcosa di curioso e di inedito”

Un anno dopo o quarant'anni addietro ?

"Avviene qualcosa di curioso, di inedito. 
Fino ad oggi il dissenso nella Chiesa era nato contro il centralismo romano e il Papa, mai "assecondando" Roma e il Papa o in virtù del ministero papale. 
La parola d'ordine era controbbattere il magistero, non servirsi del magistero .
Non ho alcun dubbio su come andrà a finire, anche se richiederà tempo. 
Intanto sembra che si sia tornati indietro di quarant'anni. ..."
Un Sacerdote 

Don Orione e il Papa

Parliamo volentieri di chi tanto amiamo, del Papa: parliamo della Sua autorità, dell'obbedienza che gli dobbiamo, della sapienza delle Sue disposizioni, della devozione che si deve al Papa. 
Il nostro Credo è il Papa, la nostra morale è il Papa; il nostro amore, il nostro cuore, la ragione della nostra vita è il Papa. 
Per noi il Papa è Gesù Cristo: amare il Papa e amare Gesù è la stessa cosa; ascoltare e seguire il Papa è ascoltare e seguire Gesù Cristo; servire il Papa è servire Gesù Cristo; dare la vita per il Papa è dare la vita per Gesù Cristo! (Lettera del 5 gennaio 1928; Scritti , 52,66). 

Detestiamo e teniamo lontani dalle nostre case ogni scritto dove si dicesse male del Papa, dove se ne scemasse l'autorità e le prerogative, dove se ne censurassero le disposizioni o si contenessero dottrine o sentimenti meno che conformi ai suoi insegnamenti (Lettera del 5 gennaio 1928; Scritti , 52,66). 

I Figli della Divina Provvidenza devono avere per legge di vivere solo e far vivere le anime di una vita di unione strettissima e dolcissima e filiale col Vicario in terra di Gesù Cristo: onde ogni avviso, ogni consiglio, ogni desiderio del Papa deve essere un comando, e il più dolce comando, per noi (Lettera del 5 gennaio 1928; Scritti , 52,66). 

Facciamoci un grande e dolce obbligo di praticare anche le minime raccomandazioni del Papa. 
In una parola, siate sempre e ovunque figli devotissimi del Papa; date energie, cuore, mente e vita a sostegno della Chiesa di Roma, Madre e Capo di ogni e di tutte le Chiese del mondo; a sostegno del Papa, della Sua autorità e libertà, e a diffusione del Suo amore (Lettera del 5 gennaio 1928; Scritti , 52,66)

Amiamo il Papa! e amiamolo come lo amarono i Santi. 
Non troverete un Santo che non sia stato col Papa in tutto. 
Vi sono però oggi taluni che credono la Religione una ispirazione della propria coscienza: essi vogliono stare nella Chiesa, ma vogliono poi pensare ed agire contro il Papa. 
Se nella fede e nella morale non sono in tutto col Papa, essi sono fuori della diritta via del Signore... (Appunti senza data; Scritti , 108,37). 

 "Oggi taluni credono che la religione sia un concetto o un'ispirazione della propria coscienza o della propria opinione o della propria ragione... Essi si dicono cattolici, ma lo sono sino ad un certo punto: vogliono essere cattolici, ma a modo loro. Vogliono stare nella Chiesa, ma pensano e agiscono contro il Papa; in verità essi non sono cattolici e sono tra i nemici più pericolosi della santa Chiesa di Gesù Cristo" 

 S. Luigi Orione 

A.C.

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