martedì 11 febbraio 2014

Roberto de Mattei: "Chi ama la Chiesa la difenda". E' il tramonto di una civiltà!

2013-2014: Motus in fine velocior
di Roberto de Mattei
“Corrispondenza Romana” – 11 febbraio 2014


L’11 febbraio 2013 è una data ormai entrata nella storia. Quel giorno Benedetto XVI comunicò la sua decisione di rinunciare al pontificato ad un’assemblea di cardinali attoniti. L’annunzio fu accolto “come un fulmine a ciel sereno”, secondo le parole rivolte al Papa dal cardinale decano Angelo Sodano e l’immagine di un fulmine che lo stesso giorno colpì la Basilica di San Pietro fece il giro del mondo.
L’abdicazione avvenne il 28 febbraio, ma prima Benedetto XVI comunicò di voler restare in Vaticano come Papa emerito, fatto mai avvenuto e ancora più sorprendente della rinuncia al pontificato. Nel mese trascorso tra l’annuncio dell’abdicazione e il conclave apertosi il 12  marzo, fu preparata l’elezione del nuovo Pontefice, anche se apparve al mondo come inaspettata. Più che l’identità dell’eletto, l’argentino Jorge Mario Bergoglio, stupì l’inedito nome da lui scelto, Francesco, quasi a voler rappresentare un unicum, e colpì il suo primo discorso, in cui dopo un colloquiale “buonasera”, si presentò come “vescovo di Roma”, titolo che spetta al Papa, ma solo dopo quelli di Vicario di Cristo e di successore di Pietro, che ne costituiscono il presupposto.
La fotografia dei due Papi che pregavano assieme, il 23 marzo a Castelgandolfo, offrendo l’immagine di una inedita “diarchia” pontificia,  aumentò la confusione di quei giorni. Ma si era solo all’inizio. Venne l’intervista sull’aereo di ritorno da Rio de Janeiro, il 28 luglio 2013, con le parole “chi sono io per giudicare!” destinate ad essere utilizzate per giustificare ogni trasgressione. Seguirono le interviste di Papa Francesco al direttore della “Civiltà Cattolica”, in  settembre e  quella al fondatore del quotidiano “La Repubblica”, in ottobre, che ebbero un impatto mediatico superiore alla sua prima enciclica Lumen fidei. Si disse che non erano atti di magistero, ma tutto ciò che da allora sta accadendo nella Chiesa, deriva soprattutto da quelle interviste che ebbero carattere magisteriale di fatto se non di principio.
Lo scontro tra il cardinale Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Fede, e il cardinale arcivescovo di Tegucigalpa Oscar Rodriguez Maradiaga, coordinatore dei consiglieri per le riforme di Papa Francesco,  ha portato al culmine la confusione. La dottrina tradizionale, secondo Maradiaga, non è sufficiente ad offrire « risposte per il mondo di oggi». Essa verrà mantenuta, ma ci sono «sfide pastorali» adatte ai tempi alle quali non si può rispondere «con l’autoritarismo e il moralismo» perché questa «non è nuova evangelizzazione».
Alle dichiarazioni del card. Maradiaga hanno fatto seguito i risultati del sondaggio sulla pastorale familiare promosso dal Papa per il Sinodo dei Vescovi del 5-19 ottobre. Il Sir (Servizio di informazione religiosa) ha diffuso una sintesi  delle prime risposte arrivare dal Centro-Europa. Per i vescovi belgi, svizzeri, lussemburghesi e tedeschi, la fede cattolica è troppo rigida e non corrisponde alle esigenze dei fedeli. La Chiesa dovrebbe accettare le convivenze prematrimoniali, riconoscere matrimoni omosessuali e unioni di fatto, ammettere il controllo delle nascite e la contraccezione, benedire le seconde nozze dei divorziati e permettere loro di ricevere i sacramenti. Se questa è la strada che si vuole percorrere, è il momento di dire che si tratta di una strada verso lo scisma e l’eresia, perché si negherebbe la fede divina e naturale che nei suoi comandamenti non solo afferma l’indissolubilità del matrimonio, ma proibisce gli atti sessuali al di fuori di esso, tanto più se commessi contro natura. La Chiesa accoglie tutti coloro che si pentono dei propri errori e peccati e si propongono di uscire dalla situazione di disordine morale in cui si trovano, ma non può legittimare, in alcun modo, lo status di peccatore. A nulla varrebbe affermare che il mutamento riguarderebbe solo la prassi pastorale e non la dottrina. Se tra la dottrina e la prassi manca la corrispondenza, vuol dire che è la prassi a farsi dottrina, come peraltro sta purtroppo accadendo dal Concilio Vaticano II in poi.
La Chiesa deve dare risposte nuove e “al passo con i tempi”? Ben diversamente si comportarono i grandi riformatori nella storia della Chiesa, come  san Pier Damiani e san Gregorio Magno che, nell’XI secolo, avrebbero dovuto legittimare la simonia e il nicolaismo dei preti, per non rendere la Chiesa estranea alla realtà del loro tempo, ed invece denunciarono queste piaghe con parole di fuoco, avviando la riforma dei costumi e la restaurazione della retta dottrina.
E’ lo spirito intransigente e senza compromesso dei santi ad essere oggi drammaticamente assente. Urgerebbe una acies ordinata, un’armata schierata a battaglia che impugnando le armi del Vangelo annunci una parola di vita al mondo moderno che muore, invece di abbracciarne il cadavere. I gesuiti offrirono, tra il Concilio di Trento e la Rivoluzione francese, questo nucleo di combattenti alla Chiesa. Oggi soffrono la decadenza di tutti gli ordini religiosi e se tra questi uno ne appare ricco di promesse, viene inspiegabilmente soppresso. Il caso dei Francescani dell’Immacolata, esploso a partire da luglio, ha portato alla luce una evidente contraddizione tra i continui richiami di Papa Francesco alla misericordia e il bastone  assegnato al commissario Fidenzio Volpi per annichilire uno dei pochi istituti religiosi oggi fiorenti.
Il paradosso non si ferma qui. Mai come nel primo anno di pontificato di Papa Francesco, la Chiesa ha rinunciato ad uno dei suoi divini attributi, quello della giustizia, per presentarsi al mondo misericordiosa e benedicente, ma mai come quest’anno la Chiesa è stata oggetto di violenti attacchi da parte del mondo verso cui stende la mano.
Il matrimonio omosessuale, rivendicato da tutte le grandi organizzazioni internazionali e da quasi tutti i governi occidentali, contraddice frontalmente non solo la fede della Chiesa, ma la stessa legge naturale e divina che è iscritta nel cuore di ogni uomo. Le grandi mobilitazioni di massa, avvenute soprattutto in Francia con le Manif pour tous, cos’altro sono se non la reazione della coscienza di un popolo ad una legislazione iniqua e contro-natura? Ma le lobby immoraliste non si accontentano di questo. Ciò che a loro preme non è l’affermazione dei presunti diritti omosessuali, quanto la negazione dei diritti umani dei cristiani. Christianos esse non licet: il grido blasfemo che fu di Nerone e di Voltaire, riecheggia oggi nel mondo, mentre Jorge Mario Bergoglio è eletto dalle riviste mondane uomo dell’anno.
Gli avvenimenti si susseguono sempre più rapidamente. La sentenza latina motus in fine velocior è comunemente usata per indicare lo scorrere più veloce del tempo al termine di un periodo storico. La moltiplicazione degli eventi abbrevia infatti il corso del tempo, che in sé non esiste al di fuori delle cose che fluiscono. Il tempo, dice Aristotele è la misura del movimento (Fisica, IV, 219 b). Più precisamente lo definiamo come la durata delle cose mutevoli. Dio è eterno proprio perché è immutabile: ogni movimento ha in lui la sua causa, ma nulla in Lui muta. Più ci si allontana da Dio, più cresce il caos, prodotto dal mutamento.
L’11 febbraio ha segnato l’inizio di un’accelerazione del tempo, che è la conseguenza di un movimento che si sta facendo vertiginoso. Viviamo un’ora storica che non è  necessariamente la fine dei tempi, ma è certamente il tramonto di una civiltà e la fine di un’epoca nella vita della Chiesa. Se al chiudersi di quest’epoca  il clero e il laicato cattolico non assumeranno fino in fondo le loro responsabilità, si avvererà inevitabilmente il destino che la veggente di Fatima ha visto svelarsi davanti ai propri occhi:
« Vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio ».
La drammatica visione del 13 maggio dovrebbe essere più che sufficiente per spingerci a meditare, pregare ed agire. La città è già in rovina e i soldati nemici sono alle porte. Chi ama la Chiesa la difenda, per affrettare il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

28 commenti:

  1. De Mattei, non contento dei danni che ha fatto ( ad esempio le ridicole asserzioni sul creazionismo o l'aver trascinato nel baratro i FFI) continua a fare la cassandra. Vive in un mondo che non esiste, nella speranza che possa tornare il medioevo.

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    1. Chi ama la Chiesa, difende! Ma non Plinio, il falso profeta.
      Recentemente, Roberto de Mattei era a San Paolo, in Brasile, per una conferenza. Ali ha avuto il coraggio di diminuire il lavoro di Mons. Lefebvre e il Vescovo Mayer!
      Una disonestà intellettuale

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    2. Grandissimo il Vescovo De Castro Mayer!!! Uno dei miei preferiti!

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  2. Curiosa scelta di aggettivo la sua, Nuovo, all'indirizzo degli argomenti del Prof. De Mattei sulla disputa creazionismo evoluzionismo. Se fosse in grado di spiegare dove sia il ridicolo di quelle affermazioni, ci aiuterebbe a liberarci dalla fastidiosa impressione che ridicolo sia il suo giudizio, per tacere di quello secondo cui le difficoltà dei FFI sarebbero da imputarsi alla penna di un ordinario di storia moderna, e non all'aguzzino delegato dalla S. Sede alla bisogna (?).
    Il medioevo fu peraltro un'epoca splendida, volesse il cielo ce ne fosse riservato un altro, magari "nuovo".

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    1. La gente parla del medioevo per quello che ha sentito dire dai figliocci di Marx e per i film neo-gotici. Consiglio a chi sminuisce il Medioevo (che già tecnicamente è un abominio visto che abbraccia 1000 anni di storia) di partire da Ravenna per arrivare a Orvieto e vedere la bellezza che ci ha lasciato quel periodo....ma cosa volete che ne sappiano di arte e cultura questi qua....

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    2. ovviamente come excursus storico di arte medievale s'intende....

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  3. Non so quali siano le ridicole asserzioni di de Mattei sul creazionismo, che è verità rivelata e sempre professata dalla Chiesa. Nell'Humani Generis PIo XII apre ad un evoluzionismo moderato ma non all'evoluzionismo materialistico, darwinistico o al poligenismo.
    Non so poi come abbia fatto a trascinar nella rovina i FFI visto che l'Ordine ha fior di intellettuali e teologi di alto livello che non han bisogno di de Mattei per prender decisioni.
    Non so cos'abbia detto nella conferenza a San Paolo, ma non credo che sua intenzione sia stata di toglier qualcosa all'opera di Lefebvre e Castro Mayer, vescovi per cui ho nutrito grande rispetto, ma che non erano infallibili. Molti anni fa ho presenziato ad una sua conferenza a Firenze, e il contenuto non mi sembrava proprio quello segnalato dall'anonimo. Tutt'altro.

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    1. E apre all'evoluzionismo su quali basi scientifiche? La Bibbia non è un libro di scienza, altrimenti il sole girerebbe intorno alla terra. Siamo scimmie, nude, ma scimmie.

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  4. De matei chi è costui.....non lo segue più nessuno se non solo i tradizionalisti e una schiera di estrema destra, ma vada a c.

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    1. Infatti, se lo dici tu...De Mattei è stimatissimo in tutto il mondo accademico e scientifico a livello internazionale!

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    2. Questa è davvero grossa!!
      Mi dica in dettaglio dove ha letto una citazione tratta da un suo libro in qualche scritto che sia di una qualche importanza.
      Mi ricordo che Benedetto XVI casomai non apprezzò per niente il suo libro sul Concilio e che nei molti testi sull'argomento, e nei suoi libri in genere, cita gli autori più disparati, giornalisti, ma il de Mattei mai visto riportato.
      L'OSSERVATORE Romano idem. Trasmissioni varie dove si discute di Dottrina? Non mi ricodo di aver sentito parlare di lui.
      Fa molte conferenze organizzate da lui stesso per presentare i suoi scritti, questo si, e a Firenze con Lanzetta ne ha fatte molte, ma sempre davanti al cerchio ristretto delle solite persone

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  5. Anonimo11 febbraio 2014 22:30
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    vedo che scrivi nel gabinetto, anche scalcinato.
    Se questi son argomentazioni, de Mattei ha poco da temere.

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  6. Cavilli di troia nella Chiesa. Comunione e Rivoluzione: prove tecniche di scisma al Sinodo

    http://www.papalepapale.com/develop/cavilli-di-troia-nella-chiesa-comunione-e-rivoluzione-prove-tecniche-di-scisma-al-sinodo/

    m

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  7. Non è certo De Mattei che vive in un mondo che non esiste, ma i vaticanosecondisti ideologici e modernisti ovvero eretici
    e scismatici che ancora si ostinano a non vedere in quale baratro hanno condotto la Santa Chiesa di Cristo.

    Sui meriti accademici di De Mattei mi pare non vi sia troppo da dover discutere, ed anche l'interpretazione storico-scientifica
    fornita con la sua ultima opera dedicata (La "storia mai scritta" del Concilio Vaticano II) ha ricevuto il prestigiosissimo premio Acqui Storia.

    I detrattori di De Mattei non potendosi basare sui fatti si basano sui loro deliri, tranne forse il nuovo che patisce temo problemi di
    alcoolismo e di dissociazione.

    Polimar

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    1. Povero Polimar, questa rabbia ti ucciderà. Deve essere terribile vivere in un mondo che si odia e si può solo subire.

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  8. per non parlare del premio "barletta internacional" o il primo posto delle vendite al "botteghino di secondigliano" e il riconoscimento illustrissimo del Vice parroco di mondovì

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  9. Nuovo: VECCHIO rincitrullito o magari persino NUOVO ma sempre rincitrullito. Dalla tua alta cattedra di teolocicaacuta perspicacia da ammuffito intellettuale da fatiscente museo di scienze naturali, ci sai indicare anche un solo versetto della S. Scrittura che dichiari il moto del sole? E per cortesia non citare la solita solfa del "fermati o sole in Gabaon" sappiamo molto bene e figurati se non lo sapeva l'autore non scientifico, Onnisciente infatti, che equivale al nostro -tramonto del sole-. Hai però ragione in un particolare: sta sereno ogni buona regola ha la sua eccezione tu sei sicuramente una scimmia nuda o vestita che sia, nel contesto della creazione di cui tu sei l'eccezione.....

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  10. Siamo scimmie, nude, ma scimmie.
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    Perché le scimmie hanno abiti da sera.
    Leggiti l'enciclica.

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  11. altrimenti il sole girerebbe intorno alla terra
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    che stupidaggini.
    Anche oggi diciamo : il sole sorge alle ... e tramonta alle...

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  12. Nuovo hai fatto una figurella!!!

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  13. De mattei libero di edprimere le sue idde ma non di imporle agli altri. Se vuole che i cattolici camminino a tedta in giu può proporlo è ovvio che le sue teorie sono valide solo per chi ha fede. I diversamente credenti se ne fregano del pensiero dello srorico de mattei.....e chissenefregaa delle sue fregnacce

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  14. Comunque sarà tanto competente ma intanto lo storico ha fatto un errore madornale: nel XI secolo c'era papa Gregorio VII non Gregorio magno....

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  15. siete sicuri che l'attacco alla Chiesa sia più virulento dal 13 marzo 2013, come scrive de Mattei?
    Non ricordate che fino a poco fa molti si lamentavano, al contrario, del plauso del mondo alla "Chiesa di Francesco"? Mentre invece l'attacco con Benedetto era stato violentissimo? Oggi de Mattei dice che mai l'attacco del mondo è stato così violento come nell'ultimo anno. Si metta d'accordo con se stesso prima di scrivere.
    Dal canto mio ritengo che l'attacco stia solamente proseguendo, nè mai sia stato interrotto, sempre più violento, sempre più deminiaco, perchè a prescindere da Benedetto e da Francesco, la Chiesa è il freno al dominio del diavolo sul mondo, e il diavolo non sarà contento se non dopo aver vinto. Ma sappiamo per fede che le porte degli inferi non prevarranno. Francesco o Benedetto, o chiunque sia il papa, il timoniere delle nave di Pietro è Cristo.
    Solo tenendo a mente questo, e credendoci davvero, possimo combattere la battaglia che infuria sul mondo.
    Del resto questa è la fede: quando umanamente tutto sembra perduto, come sicuramente accade oggi, avere la certezza che Dio ci soccorrerrà.
    Su una cosa concordo con de Mattei: il moto alla fine è più veloce, ed è possibile nonchè altamente probabile che viviamo tempi decisivi.
    Consci quindi della gravità del momento lottiamo con la preghiera e con le opere, anche con le parole e con i blog, contro il nemico, evitando di dividerci, insultarci, divorarci tra di noi....Siamo anche pochi

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  16. Petrus romanus e Gloria olivae nella foto sono gli ultimi due Papi della profezia sulla fine del mondo e della visione della beata Emmerich. Presente e passato nella stessa immagine, ma anche vescovo di Roma e Papa emerito entrambi vestiti di bianco. Chi dei due cadrà sotto i colpi dei soldati nemici?
    Il motu proprio sta subendo una battuta d'arresto, come dimostra il caso dei FFI, mentre il moto centrifugo ha il sopravvento, visto che il Vaticano non è scelto come dimora e le conferenze
    episcopali pretendono di pontificare.

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  17. Già due anni...nel frattempo la Rivoluzione Bergogliana (che Dio ci protegga!) Il Signore continui a custodirLo, a proteggerLo ed a benedirLo. Quanto mi manca il Suo magistero e la Sua profondità teologica. Santità, resista!!!

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