sabato 9 novembre 2013

L'opposizione femminile alla “ teologia delle donne” di Papa Francesco

Le donne sono contrarie ad una teologia della donna di Megan Fincher e Colleen Dunne in “ncronline.org” del 4 novembre 2013 (traduzione: www.finesettimana.org) 

Papa Francesco ha invitato ad una teologia delle donne, ma le donne nella Chiesa sono contrarie, e propense invece ad una teologia dei laici. 
Vorrei parlare di una teologia di uomini e donne insieme”, scrive, in una mail a NCR, Helen Alvare, avvocata e teologa. 
Alvare è stata la portavoce in un recente simposio vaticano in occasione del 25° anniversario della lettera apostolica del 1988 di papa Giovanni Paolo II Mulieris Dignitatem (“sulla dignità e vocazione delle donne”). 
La Sezione femminile del Pontificio Consiglio per i Laici ha ospitato il simposio nel periodo tra il 10 e il 12 ottobre scorso. 
Circa 100 donne da 25 paesi, rappresentanti di movimenti laicali e di associazioni ecclesiali, hanno analizzato e discusso la Mulieris Dignitatem
Nel giorno conclusivo, Francesco ha incontrato le partecipanti e le loro famiglie.
E ha detto loro: “Mi piace pensare che si dica non “il” chiesa, ma “la” chiesa, al femminile. La chiesa è donna! La chiesa è madre! E questo è bello, eh? Dobbiamo riflettere profondamente su questo”. 
Ha poi aggiunto: “Da qui, dobbiamo riprendere quel lavoro di approfondimento e promozione (delle donne) per il quale ho espresso più volte la speranza. Anche nella Chiesa è importante chiedersi: quale presenza ha la donna?” 
Nell'intervista apparsa sulle riviste gesuite in settembre, Francesco diceva: “È necessario ampliare le opportunità per una più forte presenza di donne nella chiesa” e “Dobbiamo lavorare più duramente per sviluppare una profonda teologia della donna”. 
Al seminario del consiglio pontificio, Francesco ha detto: “Soffro – lo dico sinceramente – quando vedo nella chiesa o in alcune organizzazioni ecclesiali che il ruolo di servizio – che noi tutti abbiamo e dovremmo avere – che il ruolo di servizio delle donne viene ridotto a servitù”.
Tuttavia, Francesco ha anche detto: “Sull'ordinazione delle donne, la chiesa ha parlato e ha detto no. Giovanni Paolo II, in una formulazione definitiva, ha detto che la porta è chiusa”. 
La lettera apostolica Mulieris Dignitatem di Giovanni Paolo II è una delle “formulazioni” citate tra quelle che chiudono la porta all'ordinazione delle donne. In quella lettera, Giovanni Paolo scriveva: “Chiamando solo uomini come suoi apostoli, Cristo ha agito in modo del tutto libero e sovrano. 
Ciò ha fatto con la stessa libertà con cui, in tutto il suo comportamento, ha messo in rilievo la dignità e la vocazione della donna, senza conformarsi al costume prevalente e alla tradizione sancita anche dalla legislazione del tempo”. 
La lettera sostiene anche un complementarianismo cristiano di generi, che era stato accolto criticamente in alcuni ambienti della Chiesa a quel tempo. 
Le parole di Francesco, quindi, hanno lasciato molte donne che lavorano in ruoli diversi a servizio della Chiesa con la curiosità di sapere ciò che egli intenda.
Continuiamo a parlare delle donne come se fossero appena state inventate”, ha detto l'americana Vicki Thorn, che partecipava al seminario.
Se leggete la storia sembra che le donne non abbiano fatto un accidente.  Le donne nella chiesa sono state educatrici, hanno diretto ospedali, hanno consigliato papi, ecc.” Thorn è la fondatrice del Ministry Project Rachel post-aborto. 
Ha espresso la sua opposizione ad una teologia che riguardasse solo le donne, proprio come anche altre hanno detto a NCR. 
Personalmente, non capisco perché ci debba essere una teologia delle donne, che comunque non deve certamente essere una teologia scritta da uomini”, ha comunicato per mail Marti Jewell della School of Ministry dell'università di Dallas. 
Di una teologia degli uomini non si parla. Siamo tutti discepoli in virtù del battesimo”. 
Francesco ha elogiato la Mulieris Dignitatem per la sua “riflessione organica profonda, con una solida base antropologica illuminata dalla rivelazione”, e ha detto che il documento era un punto di partenza per ulteriori studi e sforzi di “promozione” delle donne. 
Alvare ha detto: “Forse [Francesco] vuol richiamare l'attenzione su un tema che è emerso più volte nel seminario sulla Mulieris Dignitatem – la necessità di considerare che cosa le donne e gli uomini potrebbero fare insieme fuori casa in maniera complementare”. E ha proseguito affermando che è ora di superare la sfiducia relativa al genere, pensando a quanto viene creato in più, non solo in famiglia, ma ovunque, quando uomini e donne collaborano”
Ana Cristina Villa Betancourt, capo della Sezione femminile del Pontificio Consiglio per i Laici, dice che Francesco ha detto al seminario che “Mulieris Dignitatem è un punto di partenza”. 
Aggiunge che alcuni teologi non hanno preso la lettera di Giovanni Paolo abbastanza seriamente e ha suggerito: “Forse dovremmo tutti cominciare con il rileggerla senza pregiudizi”. 
La maternità è un argomento chiave di Mulieris Dignitatem , e Francesco ha riaffermato questa vocazione parlando alle partecipanti al seminario. “Molte cose possono cambiare ed essere cambiate nella nostra evoluzione culturale e sociale”, ha detto Francesco, secondo Radio vaticana. 
Ma rimane il fatto che è la donna che rimane incinta, che porta nell'utero e partorisce i figli degli uomini”. 
Riferendosi a questa citazione, Villa Betancourt ha detto: “Penso che le donne che lo dimenticano o che tentano di accantonare questo fatto come non significativo, finiscono per non sostenere pienamente la causa delle donne”. 
Quando papa Francesco mette in rilievo la maternità come una chiave per la comprensione della vocazione delle donne, non pensa solo a madri che danno la vita fisicamente”, ha spiegato. “Pensa ad una espressione più profonda di vocazione femminile... che è presente in donne consacrate, religiose, single, sposate anche senza figli, in ogni donna!” Thorn esprime il suo accordo dicendo: “Guardate Madre Teresa – era una madre spirituale. Posso dare la vita essendo insegnante, infermiera, lavoratrice sociale”. 
Zeni Fox, professoressa di teologia all'università Seton Hall a South Orange, N.J., è cauta nel definire le donne solo attraverso il ruolo di madre.
Penso che la maternità debba certo essere debitamente lodata”, ha detto Fox, che è membro della commissione direttiva di NCR. 
Ma penso che sia solo una parte di ciò che noi facciamo come donne, specialmente tenendo conto del fatto che ci sono molte donne che non sono mai state sposate e che non hanno figli. 
La maternità è solo una parte della femminilità”. 
Jewell ha espresso la speranza che Francesco non sottovaluti ciò che le donne possono offrire alla chiesa al di là dei ruoli vocazionali tradizionali.  
“Starei attenta a non esagerare nell'equazione dei doni femminili tanto nella maternità quanto nella verginità”, ha scritto Jewell in una mail a NCR. 
Indicando entrambi i doni come bellissime condizioni di vita, ha detto di sperare “che l'analisi prosegua, tuttavia, nella ricerca di doni intellettuali, spirituali e pastorali che le donne possono ugualmente offrire”. 
Ha anche ricordato che Francesco ha invitato “sia uomini che donne a considerare qualsiasi cosa condizioni le loro attese sul ruolo delle donne nel ministero e nella leadership, e trovare modi in cui possiamo aprirci all'invito dello Spirito per animare i doni di tutti i battezzati”. 
Quella di Mulieris Dignitatemè una teologia che accentua il ruolo della donna come moglie e madre, ma a me sembra, quando leggo le osservazioni di Francesco del 12 ottobre, che lui stia realmente aprendo la porta per andare oltre questo”, ha detto Sheila Garcia, precedente direttore associato del Segretariato Laici, Matrimonio, Vita di Famiglia e Giovani per la conferenza episcopale cattolica USA.
Quei ruoli sono importanti, ma abbiamo davvero bisogno di guardare alle donne in maniera più olistica. 
Le donne hanno altri doni e talenti grazie ai quali possono offrire il loro contributo”. 
Villa Betancourt ha detto che pensa che Francesco “voglia seriamente contare sulle donne ed è anche convinto di poterlo fare con donne che non sono un'imitazione di uomini; lo intende piuttosto come una collaborazione”. 
Alvare è d'accordo: “La mia impressione maggiore relativamente alle osservazioni di Francesco è che voglia vedere le donne in posizioni di reale leadership nella chiesa o in effettiva collaborazione con gli uomini”. “Penso che la chiesa potrebbe ottenere maggior beneficio non solo dalla crescente competenza e know-how delle donne... ma anche nell'acquisire entrambe le prospettive, quella maschile e quella femminile... lì dove ora non ci sono donne, o ce ne sono poche”, ha detto Alvare. 
Garcia ha detto di sperare che Francesco “si impegni veramente nel considerare come le donne possano esercitare un'autorità decisionale nella chiesa”. 
Occorre fare dei passi intermedi per portare le donne ad una partecipazione nella chiesa, e non si può cominciare con l'ottenere l'ordinazione”, ha spiegato
“Personalmente, penso che abbiamo bisogno di analizzare ciò che possiamo fare ora e non perdere opportunità che stanno proprio davanti a noi”. 
Esprimendo l'accordo sul fatto che cambiamenti importanti avranno bisogno di tempo, Fox ha detto: “Dobbiamo costruire adagio e non perderci di coraggio”. 



( Telesforo )