giovedì 3 ottobre 2013

De Marco su Papa ('?) Francesco: approssimazione, "inconteninza verbale", bisogno dei mass-media e critica della Curia: sono segnali negativi di un uomo incapace a governare?

Oh, meno male! Ben detto! E non si può dire certo che il prof. De Marco sia uno sprovveduto, incompetente e "tradizionalista". 

Aggiornamento al 4.10.2013
A scanso di continue pretestuose critiche, mosse da superficiali lettori che invece di focalizare l'attenzione sull'articolo ben ragionato, argomentato e rispettoso, di De Marco, si concentrano sul nostro titolo, vogliamo precisare che MiL non è sedevacantista!
Il senso del ? accando a Papa è provocatoriamente a significare: "Sa Francesco di essere IL  Papa?", "Sa che il Papa non dovrebbe dire o fare certe cose imprudenti e incaute, facilmente manipolabili", "Pensa che il Papa sia qualcun altro?", "Può davvero un Papa comportarsi in maniera così incauta?". Ecc. 

Il punto di domanda, quindi, non si riferisce alla sua legittimità, che è indiscussa! Ma all'opportunità del suo atteggiamento, poco consono e appropriato per il Pastore Universale della Chiesa Cattolica e della Dottrina!
Pur essendo sub et cum Petro, lo ripetiamo, MiL è libera di muovere osservazioni ai Papi, come ha sempre fatto, senza per questo essere sospetto di sedevacantismi. E che dianime!
Possibile che se uno esce dal "coro cortigiano" (cit.), sia per forza un eretico? Forse gli eretici sono altri! 

Roberto


UN MESSAGGIO ALLO STATO LIQUIDO
De Marco su papa Francesco: “In coscienza devo rompere il coro…”

di Pietro De Marco, da SettimoCielo, del 02.10.2013

francIn coscienza devo rompere il coro cortigiano, composto da nomi laici ed ecclesiastici fin troppo conosciuti, che accompagna da mesi gli interventi pubblici di papa Jorge Mario Bergoglio, per segnalare solo alcune delle reiterate approssimazioni in cui cade il suo eloquio.
Nessuno è esente, nel conversare quotidiano e privato e tra pochi, da approssimazioni e forzature, ma non vi è persona che abbia responsabilità di fronte a molti – chi insegna ad esempio – che non adotterà in pubblico altro registro e cercherà di evitare l’improvvisazione.
Ora, invece, abbiamo letto di un papa che esclama: “Chi sono io per giudicare?”, come si può dire enfaticamente a tavola o anche predicando esercizi spirituali. Ma di fronte alla stampa e al mondo un “Chi sono io per giudicare?” detto da un papa stride oggettivamente con l’intera storia e la natura profonda della funzione petrina, dando in più la sgradevole sensazione di un’uscita incontrollata. Poiché papa Francesco ha consapevolezza almeno dei propri poteri come papa, si tratta – qualsiasi cosa volesse dire – di un grosso errore comunicativo.
Abbiamo letto poi nell’intervista a “La Civiltà Cattolica” la frase: “L’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile”, che sembra accomunare sotto la figura liberal-libertaria della “ingerenza” sia il giudizio teologico-morale, sia la valutazione pubblica della Chiesa, quando necessaria, e persino la cura di un confessore o direttore spirituale nell’indicare, prevenire, sanzionare condotte intrinsecamente cattive.
Bergoglio adotta involontariamente qui un luogo comune tipico della postmodernità, secondo la quale la decisione individuale è, come tale, sempre buona o almeno sempre dotata di valore, in quanto personale e libera come si pensa ingenuamente che essa sia, quindi insindacabile.
Questo scivolamento è coperto, non solo in Bergoglio, da formule relative alla sincerità e al pentimento del singolo, quasi che sincerità e pentimento cancellino la natura del peccato e vietino alla Chiesa di chiamarlo col suo nome. Inoltre, che tacere e rispettare quello che ognuno fa perché libero e sincero nel farlo siano misericordia è dubbio: abbiamo sempre saputo che il chiarire, non il nascondere, la natura di una condotta di peccato è un atto eminente di misericordia, perché permette al peccatore il discernimento di sé e del proprio stato, secondo la legge e l’amore di Dio. Che anche un papa sembri confondere il primato della coscienza con una sorta di ingiudicabilità, anzi, di immunità dal giudizio della Chiesa è un rischio magisteriale che non può essere sottovalutato.
Ieri poi, su “la Repubblica” del 1° ottobre, abbiamo letto troppe battute azzardate. Abbiamo appreso che “il proselitismo è una solenne sciocchezza, non ha senso”, come risposta al tema della conversione proposto un poco ironicamente da Eugenio Scalfari. Cercare la conversione dell’altro non è una “sciocchezza”; lo si può fare in maniera sciocca, oppure sublime come in molti santi. Ricordo che i coniugi Jacques e Raïssa Maritain, anch’essi dei convertiti, desideravano ardentemente e operavano per il ritorno alla fede di loro grandi amici.
Poi abbiamo letto che, di fronte alla obiezione relativistica di Scalfari: “Se vi è un’unica visione del Bene, chi la stabilisce?”, il papa concede che “ciascuno di noi ha una sua visione del bene” e “noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il bene”.
Ora, ragionando, se ognuno ha “una sua visione del bene” che deve realizzare, tali visioni non possono che risultare le più diverse, in contrasto e in conflitto spesso mortale, come provano la cronaca e la storia. Incitare a procedere secondo la personale visione del bene è in realtà incitare alla lotta di tutti contro tutti, una lotta strenua, perché compiuta per il Bene e non per l’utile o altro contingente. È per questo che le visioni particolari – anche quelle guidate dalle intenzioni più rette – devono essere regolate da un sovrano, o modernamente dalle leggi, e in ultimo dalla legge di Cristo, che non ha alcuna sfumatura concessiva in termini individualistici.
Forse papa Francesco voleva dire che l’uomo, secondo la dottrina cattolica della legge naturale, ha la capacità originaria, un impulso primario e fondamentale dato (non “suo” particolare, ma universalmente dato) da Dio, di distinguere ciò che è in sé Bene da ciò che è in sé Male. Ma qui si inserisce il mistero del peccato e della grazia. Si può esaltare Agostino, come il papa fa, e omettere che in “ciò che l’uomo può pensare sia il bene” opera sempre anche il peccato? Che ne è della dialettica tra la città di Dio e la città dell’uomo e del diavolo, “civitas” dell’amore di sé? Se il Bene fosse ciò che l’individuo pensa sia bene, e la convergenza di questi pensieri salvasse l’uomo, che necessità vi sarebbe stata della legge positiva in genere, della legge di Dio in particolare, e dell’incarnazione del Figlio?
Sostiene ancora il papa che “il Vaticano II, ispirato da papa Giovanni e da Paolo VI, decise di guardare al futuro con spirito moderno e di aprire alla cultura moderna. I padri conciliari sapevano che aprire alla cultura moderna significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti. Dopo di allora fu fatto molto poco (!) in quella direzione. Io ho l’umiltà e l’ambizione di volerlo fare”.
Tutto ciò suona come un a priori poco critico: quanto distruttivo “ecumenismo” e quanto “dialogo” subalterno alle ideologie del Moderno abbiamo visto all’opera nei decenni passati, a cui solo Roma, da Paolo VI a Benedetto XVI, ha posto un argine! Il Bergoglio che criticò le teologie della liberazione e della rivoluzione non può non sapere che il “dialogo con la cultura moderna” attuato dopo il Concilio fu ben altra cosa che un garbato “ecumenismo”.
Sorvolo le autoconcessioni del papa a una mediocre polemica antipapale (“i papi spesso narcisi”, “malamente eccitati dai cortigiani”), le battute sul “clericalismo” (che c’entra san Paolo? Giacomo era un clericale?), la concessione affrettata che il “solo” modo di amare Dio sia l’amore degli altri, proposizione che altera Mc. 12, 28-34, e legittima un cristianesimo sociale-sentimentale che da secoli fa così a meno del mistero di Dio.
Papa Francesco si conferma un tipico religioso della Compagnia di Gesù, nella sua fase recente, convertito dal Concilio negli anni di formazione, specialmente da ciò che io chiamo il “Concilio esterno”, il Vaticano II delle attese e delle letture militanti, creato da alcuni episcopati, dai loro teologi e dai media cattolici più influenti. Uno di quegli uomini di Chiesa che, nel loro tono accostante e duttile, nei loro valori indubbi, sono anche i “conciliari” più rigidi, convinti dopo mezzo secolo che il Concilio sia ancora da realizzare e che le cose vadano fatte come fossimo ancora negli anni Sessanta, alle prese con la chiesa “pacelliana”, la teologia neoscolastica e il modernismo laico o marxista.
Al contrario: ciò che quello “spirito conciliare” voleva e poteva attivare è stato nei decenni detto o sperimentato e oggi si tratta anzitutto di fare un consuntivo critico dei suoi risultati, talora disastrosi. Ritengo che la strada per la vera attuazione del Concilio sia stata riaperta dall’opera magisteriale di Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger, talora anche contro sensibilità cattoliche ed episcopali alla Bergoglio.
Qualcuno sostiene che Francesco possa essere, in quanto papa postmoderno, l’uomo del futuro della Chiesa, al di là di tradizionalismi e modernismi. Ma il postmoderno che può allignare in lui – come liquidificazione delle forme, spontaneità dell’apparire pubblico, attenzione al villaggio globale –  è di superficie. Con la sua duttilità e i suoi estetismi il postmoderno è poco plausibile in un vescovo dell’America Latina, dove ha dominato a lungo, fino a ieri, nell’intelligencija il Moderno marxista. Il nucleo solido di Bergoglio è e resta “conciliare”. Sulla strada intrapresa da questo papa, se confermata, vedo anzitutto la cristallizzazione del “conciliarismo” pastorale dominante nei cleri e nei laicati attivi.
Certo, se Bergoglio non è postmoderno, la sua recezione mondiale lo è: il papa piace a destra e a sinistra, a praticanti e a non credenti, senza discernimento. Il suo messaggio prevalente è “liquido”. Su questo “successo”, però, non può essere edificato niente, solo reimpastato qualcosa di già esistente, e non il meglio.
Di tale apparire “liquido” sono segnali preoccupanti per chi non sia prono alla chiacchiera politicamente corretta e relativistica della tarda modernità:
a) il cedimento a frasi fatte tipo “ognuno è libero di fare …”, “chi dice che le cose debbano essere così …”, “chi sono io per …”, lasciate sfuggire nella convinzione che siano dialogiche e aggiornate;
b) il mancato controllo da parte di persone di fiducia, ma sagge e colte, e italiane, dei testi destinati a circolare, forse nella convinzione papale che non ve ne sia bisogno;
c) una certa inclinazione autoritaria (“io farò di tutto per …”), in singolare contrasto con i frequenti assunti pluralistici, ma tipica dei “rivoluzionari” democratici, col rischio di imprudenti collisioni con la tradizione millenaria.
In più, resta incongruo in papa Francesco questo prendere iniziative di comunicazione pubblica e questo volersi senza filtri (la sintomatica immagine dell’appartamento papale come un imbuto), che rivelano indisponibilità a sentirsi uomo di governo (cosa più difficile che essere riformatore) in un’istituzione altissima e “sui generis” come la Chiesa cattolica. Le battute del papa su curia e Vaticano lo evidenziano.
Il suo è, a tratti, un comportamento da manager moderno e informale, di quelli che si concedono molto alla stampa. Ma questo aggrapparsi a persone e cose che stanno fuori – collaboratori, amici, stampa, opinione pubblica, lo stesso appartamento a Santa Marta è “fuori” – come se l’uomo Bergoglio temesse di non sapere che cosa fare una volta rimasto solo, da papa, nell’appartamento dei papi, non è positivo. E non potrà durare. Anche i media si stancheranno di fare da sponda a un papa che ha troppo bisogno di loro.
Firenze, 2 ottobre 2013

75 commenti:

  1. Condivido le osservazioni critiche che mi sembrano equilibrate e razionali. Aggiungo che dobbiamo pregare tutti, e molto e con molto amore, per papa Francesco.

    Oremus pro pontifice nostro Francisco
    Dominus conservet eum,
    et vivificet eum,
    et beatum faciat eum in terra,
    et non tradat eum
    in animam inimicorum eius.

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  2. Ottimo.

    Non si può più tacere.

    GdM

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  3. Basta, basta veramente, vi prego! Non se ne può più delle continue critiche sul papa su questo blog. Va bene, anche il dire la propria opinione su ciò che è opinabile è doveroso e legittimo, ma non si può pubblicare ogni due giorni una critica al papa! Basta! Che figura ci fa il mondo "tradizionale" a continuare sempre con la critica a papa Francesco?

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    1. Noi non facciamo critiche, o meglio, critiche fini a se stesse.
      Ma cerchiamo di fare evidenziare le contraddizioni e gli scivoloni dottrinali del Papa che rischiano di fare cadere in scivoloni dottrinali i fedeli.

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    2. una critica ogni due giorni quando il vdr (è solo questo ciò che lui ha deciso di essere in odio ai Papi ante GVXXII) spara una eresia al giorno è già carità.

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    3. Si ho ben capito... ma ogni due giorni...

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  4. Non riesco proprio a capire cosa significa quel ripetuto ( ? ) vicino a Papa .
    Papa Francesco è il legittimo Papa successore di Pietro e Vicario di NSGC sulla terra.
    Se la redazione di MIL lo considera diversamente non ha che scriverlo .
    I cattolici che leggono questo sito sapranno trarre le dovute considerazioni ed anche le autorità religiose.
    Non si mischino nel frattempo meschine provocazioni sedevacantiste ( condannate anche dalla Fraternità lefebrviana ) con i cattolici che leggono questo sito con la speranza di trovarvi notizie sulla liturgia nell'antico rito.

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    1. Sono d'accordo. Bello o brutto che sia, papa Francesco e' il nostro papa, punto.

      Cara Redazione:

      Per favore, evitiamo di contribuire a creare confusione. Qui siamo per sostenere la messa in latino e la tradizione nella Chiesa. Non dovremmo essere noi stessi a contribuire ad anarchia e caos, che gia' regnano sovrani nella Chiesa (e fuori) anche senza il nostro contributo.

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    2. se non ti piace l'impaginazione degli articoli puoi cambiare sito, questo non è l'organo di stampa della S.Sede.
      Eppoi sei così attento alle virgole, ma non ti pronunci quando qualcuno condanna tutto il bimillenario magistero della Chiesa cattolica come retrogrado ed oscurantista.
      Sempre qttenti alla forma e poco alla sostanza voi modernisti.

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    3. Ehmbé? Ma chi sei tu per giudicare MiL e gli altri?
      Ma se la loro coscienza gli dice così? Se questi pensano che sia un bene aggiungere un (?) ripetuto vicino a Papa, tu dovresti incitarli a seguire ciò che loro ritengono sia bene, secondo la parola di Papa ("£$%&/() Francesco.

      Poi ora si salvano sia le pecore che i capri, si salvano il grano e la zizzania, si salva chi rifiuta Gesù Cristo e la Verità che salva, si salva chi, seguendo "l'ammmoooore" scade nell'immoralità, si salvano i nemici della Chiesa e della Regalità di Cristo, si salva chi ha insultato Benedetto XVI e la Santa Chiesa fino a che ha avuto voce...
      e non si dovrebbero salvare i cattolici sedevacantisti che credono in TUTTO (e pregano, e fanno opere di carità) tranne che Jorge Mario sia Papa?

      Che strano metro di giudizio, ohibò! E poi... ma chi sei tu per giudicare?

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    4. Anonimo delle 14.34, ti piacerebbe che noi affermassimo ciò che non pensiamo affatto, cioè dei dubbi sulla legittimità dell'attuale pontificato. Noi non cadremo nel tuo tranello, perchè siamo cattolici, apostolici e romani: cum Petro e sub Petro, anche se il suo nome è Bergoglio.
      Detto questo, finalmente un giornalista che ha il coraggio di togliersi dalla schiera di lacchè e che comincia a riflettere seriamente sul pensiero e sugli atti finora espressi e compiuti da questo papa da quando è seduto sul trono di Pietro. Ricordiamoci che anche i papi, come i concili, possono sbagliare. E questo papa evidentemente è stato eletto ad un ruolo che non gli si addice e per il quale si rivela, ogni giorno di più, non all'altezza dal punto di vista culturale, intellettuale e anche caratteriale. Ma è validamente eletto e validamente papa. Tutto qua.

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    5. Non siamo tutti sedevacantisti qui, per carita'!!! Pero si tradicionalisti.
      Apri gli occhi caro anonimo, non riesci a vedere la verita'. Cerca di leggere tutto il blog e vedrai che abbiamo ragione.

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    6. Bravo! Sottoscrivo.. è ora di piantarla! Se questo fosse un sito coerente con le sue idee, dovrebbe rifiutarsi di pubblicare (o addirittura scrivere a penna della redazione) qualsiasi allusione sciocca alla consapevolezza di Francesco di essere Papa, cose tipo: Papa (?), Vescovo-di-Roma (coi trattini per evidenziare l'ironia), ecc...

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    7. Non siamo sedevacantisti!! Lo abbiamo detto e ripetuto!!!
      Il senso del ? e del "Vescovo-di-Roma" (che tale è il Papa, e come tale si è definito Francesco appena eletto -legittimamente, papa) è provocatorio e non sta a mettere dubbi sulla legittimità del Papa!!!
      Lo ripetiamo un'altra volta: MIL riconosce la legittimità di tutti papi a seguire da Pio XII! (così togliamo ogni dubbio!). MIL è sub Petro ma si riserva la libertà di muovere osservazioni sulle sue parole e sulle sue scelte azzardate e rischiose! (che vengono poi strumentalizzate dai nemini della Chiesa per distruggere il Magistero della Chiesa e del Papa).
      Quindi tranquilli!!
      il ? sta solo a domandare: ma Francesco sa di essere anche Papa? Sa che il Papa è lui? Sa che certe cose un Papa non dovrebbe dirle o farle? Sa che certe cose dette o fatte da un Papa rischiano di avere gravi conseguenze? Sa che se uno sente dire certe cose, si pone il dubbio se il papa sia qualcun altro? Ecco è questo il senso del punto di domanda.

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    8. Robertus, detto così è un discorso con un suo senso e anche condivisibile, in linea di massima. Resta però il fatto che non è opportuno, a ogni pié sospinto, insistere su questo punto in un modo (mettere il punto di domanda) che è piuttosto ambiguo e si presta a dare il fianco alle critiche di chi sostiene, in malafede finché si vuole, che i tradizionalisti siano sedevancatisti che devono per forza screditare il papa a priori e insinuare dubbi sulla sua legittimità, quando ovviamente non è così. Direi che forse certe provocazioni è meglio lasciarle perdere.

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    9. Come si fa a tacciare di sedevacantismo chi chiama Bergoglio così come lui dice di essere ? E per di più in presenza di ben due Papi regnanti? MIL ha ragione. Forse ciò vi stupirà ma concordo. Bergoglio è papa legittimo infatti è stato legittimamente eletto. Da qui ripartiamo noi rudi papisti e fedeli cattolici di sempre. Le informazioni disponibili ci assicurano che il 13 marzo Bergoglio è stato legittimamente eletto. Ma lui ha accettato? E cosa ha accettato di essere? Ogni suo atto formale, il discorso dal balcone, il francesco della sua firma in atti, gli annali, l'intronazione, l'appartamento, l"io non ho voluto essere Papa" in sala Nervi, l'accusa puerile di narcisimo ad altri vicari di Cristo, i gesti scomposti alle folle di Rio confermano il sospetto di molti che in quell'istante lui volesse essere non Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa ma altro. Se poi il "mondo" e la chiesa lo vuole chiamare papafrancesco, facciapure in fondo può essere utile. Non stracciatevi le vesti ruffiani sitocontrollori. Pensateci . Questo è l'unico modo per salvare la persona Bergoglio e contemporaneamente tentare di salvare il Papato liberandosi di lui. Se così non fosse, avremmo un magistero petrino esercitato secondo finzioni furberie e menzogne da uno che mostra ribrezzo a rappresentare la Chiesa Cattolica che lo ha eletto. C'è qualcosa che prima fattualmente, e forse anche canonicamente, non torna. E la faccenda dei due Papi "diversamente attivi" lo conferma. Non abbiamo occhi, orecchi e meningi foderati di prosciutto. O veramente in vaticano sono tutti da TSO oppure il dover "accettare" questa follia dei due Papi significa qualcosa. Una cosa è certa. Bergoglio il 13 marzo ha indicato se stesso come vescovo di roma e Ratzinger come vescovo emerito. POI ! e ripeto POI ! qualcuno ha scompigliato le carte, Ratzinger è diventato papa emerito e Bergoglio è dovuto diventare, pian piano e obtorto collo, papafrancesco. Evidentemente, come sempre, c’è chi sa e chi sa che c’è chi sa.. Riuscirà il silenzio della Sistina a coprire perfino l'abiura di un ? Papa ? che dice “E io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio. ” ?! Da rude papista che rivuole un Papa vero credo e spero di No. (cari redattori di Mil se non lo pubblicate, amici come prima)

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    10. infatti, robertus... anche le cose che ha fatto Benedetto XVI hanno avuto e stanno avendo gravissime conseguenze!

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  5. ben detto sig De Marco

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  6. "Chi sono io per giudicare?", che razza di Papa...

    Gesù disse: "Non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo" (Gv 12,47)
    Per fortuna l'hanno messo in croce...

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    1. E allora mettiamo in croce anche Francesco? :-)

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  7. Articolo profetico e magistrale.
    Chapeau!!!
    Ps: grazie alla redazione per averlo pubblicato.

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  8. E' vergognoso che un professore di una Pontificia Facoltà Teologica aggredisca il Pontefice Romano in questo modo. Che si attivi la "Suprema", si denunci!!

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    1. invece quando i vescovi e i preti si permettevano di aggredire Benedetto XVI? Non era vergognoso? Non si sarebbero dovuti denunciare? E quando i Vescovi attaccano la dottrina cattolica ? e La liturgia? Nemmeno quello è vergognoso?
      De marco, poi, non ha aggredito. MI sa che no nl'ha letto l'articolo.

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  9. Penso che la parabola di PF sarà simile a quella di Beppe Grillo: ha promesso una palingenesi che confusamente molti si attendevano e ha fatto il pieno di consensi (anche fra i mass media che nemmeno "lisciava" come fa PF...), ma quando si è trovato nella condizione di fare concretamente qualcosa si è rivelato uno sgangherato chiacchierone e ora non lo prende più sul serio nessuno.

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  10. Ho fatto la licenza in teologia, ho da dir solo che i discorsi dei tradizionalisti sono sbagliati. La crisi tradizionalista nasce da una mancanza di apertura al fermento del lievito evangelico, da una emarginante chiusura esclusivista che vorrebbe negare la liberta' alla Chiesa. Essi arrivano a censurare il papa, criticano qualsiasi movimento di riforma, non vogliono che la Chiesa faccia passi verso il mondo. Si fermano alla morfe' ossia alla forma esteriore e mai all' eidos! ossia alla forma intelleggibile ed interiore . Si preoccupano degli orpelli e fingono di interessarsi della sostanza. Il Vangelo resta, loro passano! La Chiesa deve cambiar sempre perche' resti solo l' Evangelo radicale. La Parola riforma la Chiesa: la Parola e' causa prima dei gesti di Francesco, il vescovo di Roma. La Parola e' alla base della fede, della conversione ed e' il significato significante delle scelte del papa. La Parola, autocomunicazione esistenziale di Dio, e' sempre efficace e rende nuova la Chiesa. Dunque i tradizionalisti sbagliano, soffocano come i rovi spinosi il seme buono della Parola. Francesco e' il terreno buono ove il seme germoglia.

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    1. Anonimo delle 15:41 il tuo inutile pistolotto, pateticamente infarcito di dotte parole greche, è la dimostrazione di quanto sia basso il livello degli studi di teologia di oggi. Tu sei l'esempio di come si possa non capire assolutamente niente ma avere la convinzione di aver capito tutto. PS un discorso sbagliato non diventa magicamente giusto se lo si imbottisce di parole ricercate, magari in una lingua antica. Resta sbagliato, e anzi fa ancora più ridere nella sua presunzione.

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    2. Anche la vostra Messa, miei carri... non ritorna ad essere giusta solo perché detta in una lingua antica e con gesti che sfiorano lo sciamanesimo!

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    3. dario: se pensi che la Messa che il mondo intero ha celebrato per circa mille e novecento anni sia sbagliata e con gesti che sfiorano lo sciamnesimo (qualunque cosa cio' voglia dire), puoi sempre andare sul blog di Repubblica e discettare con i tuoi simili su quale sia il vero bene che la tua piccola coscienza ti indica di fare. Evita di perdere il tuo tempo qui sopra.

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    4. Ora che l'Usus Antiquior abbia al suo interno gesti sciamani mi risulta veramente nuova! Questa mi mancava! La Messa vecchio Rito non è giusta....è semplicemente LA MESSA!

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  11. Intanto GRAZIE al Prof. De Marco, grazie ancora.

    Quanto al contenuto, mi permetterei di aggiungere un'annotazione a margine sull'incongruenza logica d'un certo procedere argomentativo del Vescovo di Roma.

    Ora, date le premesse:
    a) "Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene"
    b) "La questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha fede, c'è quando si va contro la propria coscienza. Ascoltare e obbedire ad essa significa, infatti, decidersi su ciò che viene percepito come bene o come male"

    come si può concludere che:
    c1) "I Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi...[...]la parola narcisismo non piace, indica un amore smodato verso se stessi e questo non va bene, può produrre danni gravi non solo all’anima di chi ne è affetto ma anche nel rapporto con gli altri, con la società in cui vive. Il vero guaio è che i più colpiti da questo che in realtà è una sorta di disturbo mentale sono persone che hanno molto potere"

    Ma chi è lui per giudicare uno che ami smodatamente se stesso? Per dire che "non va bene"? E se glielo dice la sua coscienza? E se è la sua visione di Bene?... dovrebbe piuttosto incitarlo ad amarsi di più!

    Oppure:
    c2) "quando ho di fronte un clericale divento anticlericale di botto".. perchè diventa di botto "anti-" qualcuno? Perchè "contro" qualcuno? Non dovrebbe esser aperto, dialogare, conoscerlo..?
    O van bene solo atei anticlericali, gay anticlericali e immigrati islamici anticristiani?
    E' un'apertura quantomeno faziosa! Come si fa allora a fustigare chi è "anti-omosessualista", "anti-clandestinità" o "anti-islamizzazione"?

    Oppure:

    c3 "La Chiesa deve sentirsi responsabile sia delle anime sia dei corpi"..
    Ma come: "sentirsi responsabile"?.. Ma non era ciascuno di noi a sapere cosa fosse "Bene" per sè? Responsabile di chi, di cosa? io NON voglio che "la Chiesa" si immischi in faccende che riguardano me e il mio corpo: il corpo è mio e lo gestisco io.

    o ancora: "Mi dica lei: si può vivere schiacciati sul presente? Senza memoria del passato e senza il desiderio di proiettarsi nel futuro costruendo un progetto, un avvenire, una famiglia? È possibile continuare così?"

    risposta: ehmbé? chettefrega? se io voglio restare a farmi i fatti miei e far la bella vita con la borsetta di mammà, un po' di fun, un po' di sex, un po' di drugs, lavorando di qui e di là.. mica faccio del male a nessuno.. Non sarà mica "ingerenza" nella mia vita personale!!!

    E in ultimo:
    "Dobbiamo includere gli esclusi e predicare la pace. Il Vaticano II, ispirato da papa Giovanni e da Paolo VI, decise di guardare al futuro con spirito moderno e di aprire alla cultura moderna. I padri conciliari sapevano che aprire alla cultura moderna significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti"

    DOBBIAMO????? Ci faccia capire.. Scalfari non "deve" nemmeno credere vagamente in Cristo, gli omosessuali non "devono" nulla a Cristo, gli atei e i laicisti non "devono" nulla a Cristo, gli abortisti non "devono" nulla a Cristo..
    ...sta a vedere che ora, gli unici che "devono" obbedire a quel che dice Jorge Mario invece che alla propria coscienza e a ciò che pensano esser il Bene sono i tradizionalisti!
    Ma scusate: se atei, laicisti, omosessualisti, abortisti e compagnia bella, SI SALVANO, seguendo la loro coscienza.. perchè noi non ci salveremmo seguendo la nostra?

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    1. Hai messo in luce molto chiaramente il modo di argomentare incerto, dal punto di vista della logica, di Francesco. Sinceramente, vorrei sapere se queste contraddizioni del suo argomentare sono solo un espediente per attirare l'attenzione e quindi in un certo senso calcolate, oppure se sono la conseguenza del fatto che proprio non ci arriva...

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  12. segue..

    Ultima glossa, da "quinto vangelo"..Vorrei domandare al Vescovo di Roma (ma, non avendo la fortuna d'essere un immigrato gay comunista ateo filo-buddista anticlericale so di non essere nelle periferie esistenziali come invece i salotti di Repubblica) se nel celebre passaggio "prostitute e pubblicani vi precederanno nel Regno dei Cieli", il Signore non stia invitando tutti a darsi alla pazza gioia del sesso sfrenato e accumulare ricchezze a spese degli altri: se è così, basta dirlo.

    Però poi evitiamo di andar contro chi accumula ricchezze a spese degli altri dandogli dell'idolatra..e magari modifichiamo il tiro quando parliamo dell'aborto e della "cultura della vita" ai medici: in fondo, anche il Card. Martini (citato ben 2 volte da Francesco nell'intervista) "ne parlava,[...] sapeva benissimo come fosse lunga e difficile la strada da percorrere in quella direzione. Con prudenza, ma fermezza e tenacia"

    a francè.. parli tanto del mondo: svegliati e guarda il mondo per ciò che è realmente, invece di sognare un siparietto romantico dove tutti attendono "una parola buona"..
    Ma ci faccia il piacere, ci faccia..

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  13. Gli interrogativi ? Sono quelli di ogni cattolico che sappia cosa significa questo aggettivo. E che in questi giorni pare siano qualcuno in più di quelli che Bergoglio riteneva residuati. Altro che sedevacantismo. Qua siamo al sedeaffollamento. Papa Cecco, Papa Beppe, Papa Gene.... e sono passati solo sei mesi. Ci aspettiamo anche un Papa Enzo (già di Bianchi veli vestito) e chissà (ma ci vorrà ancora qualche anno una Papina Berlinguer visto che si chiama Bianca e che Papa Cecco apprezza, come GVXXXII, molti aspetti del comunismo. Così Vuoi vedere che Bergoglio rifiuta l'appartamento Papale non perché ce l'ha coi "narcisisti" Papi precedenti ma perché ha più fiducia nella portanza
    dei solai di S.Marta recentemente ristrutturati? Sei mesi di Lutto per la morte di S.Romana Chiesa bastano. Ora lasciateci divertire con le quotidiane uscite della "Repubblica Vaticana". Una cosa che ci fa tornare seri però. Nella sfilata di questi bianco vestiti c'è Sua Santità Benedetto XVI e i suoi atti confermano ogni giorno di più l'invalidità delle sue dimissioni. Il guaio è che il Vicario scelto da Cristo c'è ancora,anche se lui non vuole esserlo più. Ma può un padre decidere di non esserlo più? Per la legge uman-scalfariana forse si. Per quella di Dio di certo no. Preghiamo per il Papa. Anche se sarebbe da prendere a "sberle". Quale? Lo avete capito.

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  14. Scusate chi è questo di marco? questa è l'opinione di uno che si chiama di marco e non vedo perché debba avere più valore rispetto alle opinioni entusiaste su Papa Francesco della stragrande maggioranza della Chiesa (Cardinali, Vescovi, Sacerdoti e Religiosi) e dei Cattolici in genere. Forse è un poveretto che strillando vuole farsi notare come quel bongi che ha scritto giorni addietro. Bè oggi ha avuto la sua vetrina e sarà soddisfatto, come pure Mil che probabilmente per oggi non aveva da annunciare nessuna nuova S Messa VO

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    1. Caro anonimo: il prof. di Marco, non è "un questo" qualsiasi. E' docente qualificato e di Chiesa, Storia della Chiesa ecc, se ne intende. Più di noi. E di lei.
      Comunque non si disperi: l'annuncio di una nuova S. Messa V.O. è già in programma, e uscirà alle 12:30.
      Siamo sicuri le piacerà.

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  15. Non passa giorno che qualche reazionario non attacchi il Papa ma, oltre al fatto di essere una esigua minoranza e di non aver nessun seguito tra i cattolici, ormai è chiaro che si tratta di attacchi strumentali al fine di portare acqua al mulino di sette come la FSSPX o sedevacantiste. A dire il vero fanno ormai un po' pena, basta vedere l'insuccesso costante delle loro manifastazioni.

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    1. Il Vecchio: Aspettavo il tuo commento banale e ovvio, siccome non arrivava cominciavo a preoccuparmi ma vedo che adesso è arrivato e ne deduco che sei in buona salute, mi fa piacere.

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    2. La Fraternità San Pio X non è una setta e nessuno, nemmeno loro, sono sedevacantisti!
      Il Nuovo: ora basta però!
      Eh!

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    3. la FSSPX una setta mi sembra veramente troppo...stanno solo conservando i riti della cattolicità di sempre....

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  16. trascorsi più di due secoli dalla nascità dell'Illuminismo (l'uomo contemporaneo - occidentale - ne è il figlio leggittimo, inutile disconoscerlo) con le sue frequenti incursioni anche in campo religioso, determinando nuove sensibilità (il "deismo", la più importante, quasi mai citata, ma nutrimento base, molto apprezzato dai giornalisti politicamente corretti, per il comune sentire religioso moderno), e, consumato inutilmente un concilio, la Chiesa non riesce ancora a riaversi dallo choc (eppure, sarebbe facile, basterebbe prendersi la responsabilità di spiegare con chiarezza che cos'è di Dio, compresa la liturgia - i protestanti l'hanno fatto tanto tempo fa)

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    1. caro Anonimo delle 17.57 mi sa proprio che a non averci capito nulla è lei....

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  17. Il problema non è se il blog messainlatino.it pensa che Bergoglio è o non è il Papa, il vero problema è che Bergoglio in persona, da come si comporta, sembra di non sapere di essere stato eletto Papa.

    Micus

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    1. Giusto.
      Ribadiamo che MiL sa che Francesco è il Papa, legittimo successore di Pietro.
      MiL è cum Petro e sub Petro, nonostante tutto, e nonostante alcune cose ci siano difficile da mandare giù, e nonostante le osservazioni, anche dure, che a volte gli muoviamo.
      Ma non siamo sedevacantisti!!!

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  18. mi dispiace....no ci perdo tempo ad ascoltarlo....fa' solo pubblicita'...................

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  19. Sottoscrivo ogni parola del pensiero di De Marco. Segnalo anche il post La svolta di Francesco di Magister. Rileggo poi la magnifica concinnitas del periodare Ratzingeriano nella risposta al laicista Odifreddi. Certo che siamo anni luce lontani dal lessico e dal pensiero, spesso "incerto", di Francesco.

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  20. appunto, i cattolici che leggono questo sito non hanno bisogno di avere uno o più "?" per trarre le conclusioni, basta avere un paio di occhi e sapere leggere i discrorsi e guardare i gesti di bergoglio. e certamente non hanno bisogno di qualcuno che ripeta fino alla nausea certe tiritere.

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  21. "con i cattolici che leggono questo sito con la speranza di trovarvi notizie sulla liturgia nell'antico rito"

    liturgia & antico rito e magari drogarsi con quelle e nascondere che la chiesa non è fatta solo di liturgia & antico rito ma anche di altro. E che desta non poca preoccupazione, proprio perché siamo cattolici e, magari, vorremmo anche restarlo.
    Che la redazione continui pure ad occuparsi anche di cosa diavolo sta succedendo!!!!

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    1. La Chiesa non è solo liturgia ci mancherebbe....ma la Liturgia dovrebbe essere la parte fondamentale della lode a Dio, altrimenti davvero la Chiesa è una ONG come tantissime altre...

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  22. Che sia o non sia papa legittimo o a quale corrente appartenga , da tali tante e gravi esternazioni anche ad un bimbo sordomuto e cieco è venuto in mente, non sta né agli anonimi né alla gentile redazione dirlo...ma al pesante e severo giudizio della storia allorquando l'ordine sarà finalmente ristabilito.

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    1. Papa Francesco è legittimo! Ma questo non ci esonera da muovere osservazioni e da evidenziare alcune sue contraddizioni e scivoloni (dovuti, speriamo, solo ad una eccessiva esuberanza, e a cattiva padronanza della lingua).

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    2. Chi viase sperando...morì disperato...e senza fede cattolica

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  23. Oramai i tradizionalisti si sono scatenati ma se le dicono e se le cantano tra di loro sono finiti in un angolo dopo aver rialzato la cresta co Benedetto. De MARCO ha attaccato il Santo Padre con una virulenza tale dei peggior mangiapreti comunisti del secolo scorso. Che sia un membro del Kgb

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  24. A memoria non ricordo di aver mai postato alcunchè in questo blog, anche se vengo a leggerlo abbastanza frequentemente, Ma l'intervento di "anonimo" mi ha sollecitato un intervento, per inutile che sia perchè io sono nessuno.Infatti quanto segue non l'ho certo scritto io.

    "2Tessalonicesi 2,3-12
    3 Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, 4 colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio.
    5 Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? 6 E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. 7 Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. 8 Solo allora sarà rivelato l'empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all'apparire della sua venuta, l'iniquo, 9 la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, 10 e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvi. 11 E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno perché essi credano alla menzogna 12 e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all'iniquità."

    Apostasia significa "allontanamento, separazione" e se mettiamo "allontanarsi, separarsi" nel concetto di chi scrisse, mi pare evidente che si completi con "dalla Parola". A Lei, anonimo, pare che si stia seguendo la Verità, il Verbo fattosi Carne e immolatosi per la nostra salvezza, che si stia seguendo la Via da Egli indicata? Personalmente Le concedo che Bergoglio possa essere vero Vicario di Cristo (per me è addirittura proprio così, anche per pietà nei suoi confronti: lo spero per lui) in terra solo se lo accettiamo come terribile esecutore, in qualità di attore per conto di Dio degli eventi legati agli ultimi tempi, di quanto Paolo scrive al versetto 11 e che tratteggia al 12 il destino di chi si farà ingannare per comodità, egoismo, per amore di questo mondo e delle sue falsità,


    Credo sarebbe opportuno cominciare ad interessarsi approfonditamente dei versetti profetici, ponderare bene il messaggio e correre ad adorare DIO!

    Dalla parabola della Samaritana:

    ".... Ma credimi: viene il momento in cui l'adorazione di Dio non sarà più legata a questo monte o a Gerusalemme, viene un'ora, anzi è già venuta, in cui gli uomini adoreranno il Padre guidati dallo Spirito e dalla verità di Dio. Dio è spirito. Chi lo adora deve lasciarsi guidare dallo Spirito e dalla verità di Dio." Nei versetti precedenti, Gesù, indicato dalla Samaritana come profeta, benchè nulla avesse profetato fino a quel momento, Le dice dice di sapere che aveva avuto 5 mariti e che quello attuale non lo era.... 5 mariti come 5 papi postconciliari, ultimo BXVI, il prossimo, l'attuale. non marito...

    Tagliamo corto, al di là delle personali interpretazioni: Adorazione Eucaristica Permanente... faccio parte del gruppo iniziale che la vuole a Biella (dove a pochi km di distanza, il giorno stesso della chiusura dei lavori del CVII... Enzo Bianchi apre la Comunità di Bose... o Böse?). Indipendentemente da ciò che pensiamo, dalla lingua che parliamo, dalla liturgia che prediligiamo.... se sia l'ora, se non lo sia... abbiamo un'arma efficace che farà andare tutti d'accordo. L'adorazione silenziosa, di fronte al SS Sacramento. Abbandoniamo tutti i nostri pensieri, crediamo a Gesù, dimostriamoglielo ed Egli tornerà. Mai mancando di chiedere insistentemente alla Nostra Madre Santissima di intercedere presso il Padre, affinchè questo possa accadere come scritto.






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  25. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  26. comunico o al moderatore di eliminare il mio secondo messaggio.. pensavo di aver perduto quello che ha invece già pubblicato. Grazie e scusatemi.

    Una ulteriore cosa: visto che (che gran combinazione mi pare anche questa!) domani ad Oropa, ergo proprio qui a Biella, ci sarà la Messa tradizionale cui parteciperò pur non conoscendola in latino, mi piacerebbe incontrare i Biellesi che parteciperanno per parlare loro del progetto AEP cittadino.

    la mia email è la seguente: stefano.prior[at]gmail.com

    complimenti per l'articolo riportato ed in particolare a Zac.

    Sia lodato Gesù Cristo.

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  27. GRANDE PENA PER DE MARCO E TUTTI ISUOI SEGUACI, FIGLI DEGNI DEL DISOBBEDIENTE PER ECCELLENZA.: MARCEL LEVEBRE

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    1. Invece di darsi pena per De Marco, perchè non legge le sue parole e cerca di comprenderle, e poi eventualmente respingerle ma motivando razionalmente senza tirar fuori Lefebvre che non c'entra niente?

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    2. mi dispiace Raffaele che non prendi in seria considerazione l'analisi di De Marco e ti limiti a dare dell' disobbediente a chi non fa che riaffermare la verità cattolica....non c'entre niente con l'arcevescovo Lefebvre.

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  28. Sono una persona di 60 anni cresciuto all'ombra del campanile, sposato con figli , ricordo con nostalgia la mia formazione cristiana fatta di novene ( bellissima quella a Gesu' Bambino) , di campi scuola dell'azione cattolica, di opere di carità come andare a Lourdes ( tutto a nostre spese) per fare i barellieri e tornando a casa andare con il curato alla sera a dare da mangiare ai senza tetto ecc...la forza veniva dai momenti di preghiera davanti al Santissimo con un Adoro te devote ..... dall'11 febbraio 2013 mi sembra di vivere in un incubo , tante le domande ma una su tutte ...i sacerdoti che ci hanno formato e che a loro volta si sono formati sono e siamo stati tutti ingannati ??

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  29. Ma perchè non argomentate? De Marco argomenta e spiega il suo pensiero, che molti di noi condividono, senza essere per questo suoi seguaci. Quanto all'obbedienza piantatela: cosa c'è da obbedire rispetto all'intervista a Repubblica? Comunque , mantenendo il discorso nei termini relativisti di Papa Francesco, perchè Scalfari si salverebbe obbedendo alla sua coscienza e noi siamo insultati perchè obbediamo alla nostra? Non c'è alcuna verità assoluta tranne questa: i tradizionalisti fascisti e lefevriani sono brutti, sporchi e cattivi. Tutto il resto e è relativo...anche Dio, che guarda caso non è neppure cattolico.
    Cari modernisti, non vi agitate, se tutto è relativo, se ci salva seguendo la coscienza, ci salveremo anche noi tradizionalisti.
    Non vorrete mica venire a fare proselitismo per convertirci alla nuova chiesa, povera, dialogante, conciliante, zuccerosa, in definitiva inutile?

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  30. Per euskept,
    la sua sintesi è interessante per me; comunque qualche pensierino del genere in questi tempi viene a molti...

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  31. La beata Caterina Emmerick, nelle sue profezie sulla Chiesa dice:
    "Vidi il rapporto tra due papi, alcuni traducono, "vidi una forte opposizione tra due papi.
    Io mi chiedo: potrebbe trattarsi di uno scontro frontale tra l'attuale papa Bergoglio e Ratzinger?

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  32. Messainlatino ormai ha perso, si riduce ad essere una voce sconnessa, fuori dal tempo dunque alienata dalla realta'.

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  33. Vergognoso un professore di una pontificia università?E quando i rettori delle suddette insultavano pesantemente GP2 e BXVI con epiteti ingiuriosi davanti agli studenti e dimostravano in vari modi il loro disprezzo per il Magistero petrino andava tutto ok?Per favore,siamo seri,nessuno si sogna di dire che bergoglio è un papa illegittimo,si può discertare sull'assenza dello Spirito Santo al conclave,ma lui è papa,il problema è che lui non si sente tale,che parla a valanga spesso senza rendersi nemmeno conto di ciò che dice e non vale la scusa della lingua,Ratzinger era tedesco,ma teneva discorsi di alto spessore e profondità di pensiero e soppesava attentamente le parole,se se n'è andato,non è per colpa sua,non è lui da prendere a sberle,ma i' cari confratelli' che lo hanno ricattato per 8 anni rendendogli la vita impossibile,in tutti i sensi,avete visto adesso nessun dissenso,né femen, né Paolini ad urlare" il papa è gay",tutto va bene,madama la marchesa....fino alla prossima.

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  34. Papa Francesco, nell'intervista dell' 1/10/2013, oltre ad affermare la volontà di non voler convertire Scalfari e che "il proselitismo è una solenne sciocchezza", ha ribadito con forza quello che già aveva affermato nella lettera ai non credenti in risposta alla domanda di Scalfari che mirava a capire se vi è salvezza per chi non crede, sostenendo che "la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza (...) a ciò che viene percepito come bene o come male".
    Il giorno dopo, nel messaggio del 2/10/2013 a Medjugorje, la Madonna ha affermato : "Figli miei, vi raduno come miei apostoli e vi insegno come far CONOSCERE AGLI ALTRI l'amore di mio Figlio, come PORTARE LORO LA BUONA NOVELLA, che è mio Figlio. (...) Figli miei, si salveranno SOLO coloro che con amore e CON FEDE CAMMINANO VERSO IL PADRE CELESTE".
    Che tempismo!! FANTASTICA nella sua semplicità!! Ha messo a tacere ogni nostra dotta disquisizione e ha mirabilmente risposto sia a Scalfari che a Papa Francesco!!
    Grazie Maria, prega per noi, per questo momento di tenebra, che la luce rifulga nelle menti di tutti, in particolare di chi è chiamato a pascere il gregge!! Amen

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  35. Non siete sedevacantisti? Eh, vi siete traditi quando mesi fa avete iniziato a censurare i messaggi di quei lettori che vi chiedevano con garbo di esprimervi chiaramente sulla questione. Ad agire in mala fede si viene prima o dopo smascherati e Papa Francesco sta riuscendo a fare quello che Papa Benedetto non aveva più la forza di fare: difendere e propagandare la Messa in Latino estirpando la malapianta criptosedevacantista dai gruppi (dis)organizzatori di certe città e dai sedevacantisti "padani" dell'Università cattolica.

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  36. "Ma questo aggrapparsi a persone e cose che stanno fuori – collaboratori, amici, stampa, opinione pubblica, lo stesso appartamento a Santa Marta è “fuori” – come se l’uomo Bergoglio temesse di non sapere che cosa fare una volta rimasto solo, da papa, nell’appartamento dei papi, non è positivo".

    Incredibile! L'autore dell'articolo fa persino supposizioni sulla psicologia profonda del Santo Padre.. esprimendo ovviamente il suo giudizio non positivo. Siamo alla fantascienza!

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  37. io non ho pena per DE Marco che mi sembra una perosoa intelligente e moderata. criticare un Papa, soprattutto nel suo eloquio NON MAGISTERIALE non è essere scismatici. Chi aveva per papa il papa Borgia, secondo te Raffaele doveva esser da'accorso con tutto quello che diceva?
    sennò tutti quelli che hanno criticato Ratzinger dovrebbero essere eretici???

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  38. Non c’è niente in questo programma di pontificato che possa riuscire non accetto all’opinione laica dominante. Anche il giudizio che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI abbiano fatto “molto poco” nell’aprire allo spirito moderno è in linea con tale opinione. Il segreto della popolarità di Francesco è nella generosità con cui si concede alle attese della “cultura moderna” e nell’accortezza con cui schiva ciò che possa diventare segno di contraddizione
    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350615

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  39. Avevo già postato, ma evidentemente devo aver sbagliato a inviarlo perché avevo sorvolato sul commenta come..Comunque ri-esprimo il mio pensiero. Trovo l'articolo del professor De Marco uno dei migliori finora usciti su papa Francesco. Ottimo e profondo e soprattutto centra il vero problema che questo papa sta creando. Io sono un sacerdote diocesano, quindi non tradizionalista (nel senso che si vuole dare, malignamente, oggi a questo termine (seguace di Lefevbre, o cattolico anti-conciliare). Devo ammettere però che le parole di questo papa mi hanno lasciato veramente basito. Mai mi sono trovato così a disagio di fronte alle parole di un papa, mai ho sentito un papa criticare così fortemente la Chiesa di Cristo, mai ho sentito dalla viva voce di un papa uscire così tanti concetti in odore di eresia. Vorrei solo evidenziare una cosa, visto che oggi è la festa di san Francesco. Mai san Francesco (basta leggere i suoi scritti) ha tuonato contro la Chiesa di allora, mai ha rimproverato pubblicamente la Chiesa di essere troppo ricca o troppo mondana. San Francesco amava troppo la Chiesa, che considerava la sposa di Cristo, per farle una minima critica. Questo aspetto è un aspetto fondamentale che lo distingue da due illustri eretici Valdo e Martin Lutero. Ed è curioso che sia Valdo che Martin Lutero, prima di attaccare la Chiesa dal versante dogmatico, abbiano iniziato ad attaccare la Chiesa sulla sua ricchezza e sulla supposta depravazione morale dei costumi del clero. Per questo motivo, e per altri motivi, questo papa mi preoccupa moltissimo e mi sembra doveroso farlo notare. E fate bene a farlo notare. Sono pienamente d'accordo con Roberto che moltissimi post sono superficiali e prevenuti e soprattutto incapaci di argomentare e sono d'accordo con il contenuto dell'articolo successivo del prof. De Mattei che il papa quando va contro ciò che la Chiesa ha sempre detto in materia di fede e di morale va e deve essere ripreso. Non è disobbedienza criticare un papa quando va contro la dottrina della Chiesa, è amore per la verità, è un dovere! Ripeto sono un prete diocesano ma amo follemente la Chiesa e soffro vederla trattata così proprio da un papa, e con me ci sono tanti altri sacerdoti che soffrono in silenzio. Temo solo che questo papa invece di unire finirà per produrre ulteriori sofferenti divisioni (ma forse qui, percepisco una realtà troppo nera). Complimenti, quindi per il bellissimo articolo e complimenti anche a voi del MIL per la vostra testimonianza e il vostro coraggio. Don Marco

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  40. Al Sig. Anonimo del 3 ottobre ore 20.55 (Micus) gli chiedo se c'è un regolamento per esercitare la missione pastorale del Papa. Grazie!

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  41. Segnalo l'interessante articolo di Antonio Socci sulla figura di San Francesco.

    Andare

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  42. Si legga ,Raffaele,l'articolo del professor De Mattei sul giusto concetto di obbedienza,che se scade nel servilismo(obbedire in contrasto con la legge divina,- ed è contro la legge divina aderire a proposizioni anche solo materialmente,per ora,eretiche)è falsa,anzi è peccato

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  43. Splendido articolo! Grazie Redazione di MIL per averlo pubblicato. A chi non piace questo sito: cambiate blog!

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  44. Sarà pure incapace di governare, come sostiene l'articolista, ma intanto ha messo mano alla fogna di casa sua (e pure nostra..) con molto più piglio dei suoi predecessori messi insieme!

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