venerdì 3 maggio 2013

Tradizionalismo : due pesi e due misure ...

Postiamo un'interessante e condivisibile riflessione di Cordialiter
Ad una  Lettrice di quel blog che aveva domandato : " In tanti anni da catechista non ho mai incontrato una collega o un collega tradizionalista a fare questo servizio...  ma loro dove stanno?" possiamo rispondere che quasi sempre la presenza dei fedeli della Tradizione  non è  gradita nelle aule catechistiche.
In molti casi di tratta di un'idea preconcetta  dei Parroci.   
Difatti quelle poche volte  in cui alcuni giovani dei gruppi stabili sono stati incaricati di  insegnare il catechismo  hanno poi meritato  solo elogi e ringraziamenti! 
Con il Motu Proprio " Summorum Pontificum " , innestato direttamente nelle Parrocchie,  la Tradizione esce " per andare nelle -periferie della fede- ad annunciare il Vangelo"  con la "gioia del carisma"  indispensabile per la " plantatio fidei" in un mondo sempre più scristianizzato! A.C.  

Pubblico alcuni brani di una lettera di una gentile lettrice. [...] 

C'è troppa divisione nel mondo tradizionalista! 
A volte vedo, purtroppo, molta superbia... fanno i saputelli ma senza mai spiegare con carità e pazienza dove si annidano gli errori, e senza fare discernimento su ciò che è veramente errore da ciò che non lo è. 
Così è per certi tradizionalisti, esistono solo le regole... dimenticando che l'errore dei farisei era proprio questo, era il medesimo! 
Infatti Gesù non rimprovera a loro di essere atei o idolatri, essi credevano in Dio fortemente, anzi, erano zelanti fino all'ossessione.... 
Gesù li rimprovera infatti di avere, diremo oggi, il paraocchi... non vedevano al di la delle regole, erano ossessionati dalle regole!! 
In tanti anni da catechista non ho mai incontrato una collega o un collega tradizionalista a fare questo servizio... eppure ne avevamo immenso bisogno, ne abbiamo bisogno, ma loro dove stanno? 
Sono pronti a criticare e a fulminare chi non applica le regole alla lettera, ma quanto al cimentarsi per prestare questo servizio alla Chiesa, mettersi a servizio della parrocchia, non ne vedi..... :-( Non comprendono che non abbiamo bisogno di giudici, di chi mettendosi come spettatore sta lì pronto a criticare ogni minimo errore, ma che abbiamo bisogno di "tradizionalisti" preparati a fare i catechisti..... 
Preghiamo per questo, caro D., e se il Signore lo vorrà, lasciati illuminare affinché tu possa scrivere anche su questo, facendo appello che i Parroci cerchino autentici Catechisti bene istruiti sulla vera fede, e che con carità, PAZIENZA.... e amore, si prestino a questo nobile servizio.... 
Grazie ancora, e sia lodato Gesù Cristo e il Cuore di Maria. 

LA RISPOSTA  
Cara sorella in Cristo, sono d'accordo con te quando critichi il comportamento di alcune frange del movimento tradizionale. 
È chiaro che le regole ecclesiastiche vanno rispettate, però bisogna farlo con carità, altrimenti è inutile. 
Se una persona rispetta scrupolosamente tutte le norme liturgiche, e poi si comporta in maniera poco caritatevole, il suo comportamento rischia di diventare uno sterile formalismo. 
Ti faccio un esempio davvero accaduto. 
In passato credevo che i preti "tradizionalisti" fossero tutti zelanti come Sant'Alfonso Maria de Liguori. 
Una volta scrissi un'e-mail a un prete che celebra solo la Messa tradizionale per chiedergli se organizzava degli esercizi spirituali. 
Passarono molti giorni, e non ottenni nessuna risposta, nemmeno di due righe che costa solo pochi secondi. 
Pensai che forse non aveva tempo per rispondere, o forse aveva avuto dei problemi tecnici.
Per vedere se le cose stessero davvero così, gli riscrissi per chiedergli come potevo fare una donazione. 
Questa volta mi rispose subito e anche in maniera molto gentile, indicandomi le coordinate bancarie del conto corrente presso lo IOR (la celebre banca vaticana). 
Ovviamente rimasi dispiaciuto nel constatare il suo comportamento. I santi trovavano sempre il tempo per rispondere alle lettere che ricevevano, non solo quando si offriva denaro. Purtroppo, di casi di mancanze di carità fraterna, potrei raccontarne tanti. 
Ecco perché critico spesso il "formalismo": non voglio che nel movimento tradizionale prendano il sopravvento quei personaggi attentissimi ai pizzi e merletti  ma che poi si comportano in maniera poco caritatevole, altrimenti si rischia di divenire simili ai farisei, i quali erano dei sepolcri imbiancati, sembravano essere dei fedeli di "stretta osservanza", ma in realtà la loro vita era solo sterile formalismo senza nessuna sostanza. 
In Cordibus Jesu et Mariae,